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Mm 175x245 NUOVO - Collana "Grandi opere" - Volume in copertina rigida con etichetta e titolo in oro al piatto e al dorso, sovraccoperta trasparente, custodia in cartone editoriale, 914 pagine con tavole in nero fuori testo. Volume in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
n. XXIII bross. edit. con titoli, rari appunti e sottolineature a matita anche colorata, minime rotture e bruniture in cop.
br. La Bellezza non è mai stata, nel corso dei secoli, un valore assoluto e atemporale: sia la Bellezza fisica, che la Bellezza divina hanno assunto forme diverse: è stata armonica o dionisiaca, si è associata alla mostruosità nel Medioevo e all'armonia delle sfere celesti nel Rinascimento; ha assunto le forme del "non so che" nel periodo romantico per poi farsi artificio, scherzo, citazione in tutto il Novecento. Partendo da questo presupposto, Umberto Eco ha curato un percorso che non è una semplice storia dell'arte, né una storia dell'estetica, ma si avvale della storia dell'arte e della storia dell'estetica per ripercorrere la storia di un'intera cultura dal punto di vista iconografico e letterario-filosofico.
(Codice FS/5001) In 8° 270 pp. Prima edizione. Firma di appartenenza all'occhietto (Francesco Medici del Vascello e data 28 Ottobre 1942). Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Brossura vintage, con aspetto vissuto, copertina con pigmento appesantito dalla luce, sgualciture e sbucciature da attrito e compressione diffuse, patinato usurato, n. VIII di collana, varie firme di appartenenza, sottolineature con biro in "avvertenza " e appendice, fogli avvolti da ossidazione bruna intensa ai margini, scura e con denso pulviscolo ai tagli. N. pag. 311. USATO
br. Questa storia dell'estetica occidentale, la più completa disponibile in lingua italiana, dal solido impianto storico-critico e ricca di informazioni, è destinata agli studenti delle università e delle accademie, agli insegnanti e a un pubblico colto in genere. Si presenta ora in una versione radicalmente rinnovata, alla quale hanno collaborato giovani e affermati studiosi come Andrea Mecacci e Mariagrazia Portera. Il primo con nuove significative voci novecentesche della riflessione estetica (da Michelstaedter a Gramsci, da Ortega y Gasset a María Zambrano, da Dorfles a Bense) e con filoni del dibattito contemporaneo, come la Everyday Aesthetics. La seconda con voci significative dell'estetica moderna (da Hogarth ad Alison per il Settecento; da Marx ed Engels a Emerson e Thoreau per l'Ottocento) e contemporanea (con un articolato aggiornamento sulle nuove frontiere della ricerca estetica nell'ambito delle neuroscienze, delle scienze cognitive e della psicobiologia).
bella copertina non originale
br. L'estetica è una disciplina essenzialmente moderna che si costituisce però come risposta a problemi le cui radici affondano nel terreno del pensiero antico e medievale. Questo libro traccia la storia dell'estetica da Kant a oggi, dal costituirsi di questa disciplina come disciplina filosofica fino all'attuale messa in questione del suo statuto, delineando il percorso attraverso cui si è giunti alla nozione moderna di estetica. Lo scopo è quello di soddisfare ogni esigenza di informazione e di obiettività storiografica, senza trascurare di mostrare anche il carattere problematico e aperto delle ricerche attualmente in corso.
Winckelmann, Johann Joachim; Pontiggia, Elena Storia dell'arte nell'antichità. Milano, SE 1990-12-10 italian, 328 1990. Copertina editoriale in brossura pieghevole alettata. 328 p.; Ill.; 23 cm SL22
In-8° (cm. 20,2x12,8), pp.459, un ritratto all'antiporta e 20 TAVOLE in bianco e nero fuori testo, di cui alcune ripiegate. Elegante tela editoriale con acetato trasparente edit. protettivo, entro custodia editoriale illustrata b.n. con tit. in rosso. WINCKELMANN, storico dell'arte e archeologo tedesco, a Roma dal 1755 al 1768, visitò Napoli, Ercolano, Paestum bibliotecario del card. Albani; fra i massimi teorici ed esponenti del Neoclassicismo, ebbe vastissima eco nella cultura e nelle arti figurative, influenzando artisti come Canova, Mengs, David. Di ritorno da un viaggio a Vienna, fu accoltellato a Trieste da un pistoiese che voleva derubarlo delle monete d'oro regalategli da Maria Tersa (wiki). come nuovo
Brossura, cm14.5x21.5, pp 218 (2).
ill., br. L'anacronismo, ovvero l'intrusione di un'epoca in un'altra, la proiezione sul passato di categorie che non gli appartengono, è la bestia nera di ogni disciplina storiografica, compresa la storia dell'arte. Ma il tabù dell'operazione ritenuta falsificante sopra ogni altra è rovesciato da Didi-Huberman nella prospettiva che la recupera a paradigma vitale dell'interrogazione storica, sulla scorta delle tre "stelle solitarie" che hanno posto l'immagine nel cuore stesso della riflessione sul tempo: Aby Warburg, Walter Benjamin e Carl Einstein. Il tempo non si identifica senza residui con la storia, di cui le immagini non sono meri documenti, secondo l'abusata formula "l'artista e il suo tempo". Dunque quale tempo ci sta davanti nell'immagine? È innanzi tutto un tempo plurale, un montaggio di temporalità differenti e sfasate, di ritmi eterogenei, come accade in un affresco del Beato Angelico, dove un pensiero mistico del V secolo si incastona in una cornice già rinascimentale. La storia dell'arte si esercita su questi oggetti temporalmente spuri, e facendolo modifica lo schema epistemico della storia stessa, mette in atto una serie di temporalizzazioni che è anche una critica della storia in quanto sottomessa alla dinamica chiusa della cronologia.
br. Ancora oggi leggendo molti manuali di storia dell'arte si ha l'impressione contraddittoria che l'arte sia qualcosa di molto esteso (dai primitivi ai nostri giorni) e allo stesso tempo di molto specialistico (si pensi alla settorialità dell' arte contemporanea). Questa storia del concetto d'arte si propone, attraverso una prospettiva genealogica, di fare chiarezza su questo punto mostrando come l'arte sia un concetto tipicamente occidentale, forgiato piegando ad un uso specifico i termini nati per altri usi e mostrando come il concetto di arte che usiamo oggi sia un'invenzione della modernità, da cui l'Occidente ha estratto una visione universalista che ha esteso retroattivamente a tutte le epoche e che ha esportato geograficamente in tutte le culture.
Collana “Biblioteca Sansoni”. Un volume di 398 pagine, brossura editoriale. Dimensioni: 12,5x20 cm. Lieve brunitura dei margini delle pagine, per il resto ottime condizioni.
In-8, brossura, pp. 398. Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buono stato (good copy).
in 8°, cop. edit., pp. 398,(4), volume nr. 27 della Biblioteca Sansoni; ottimo es.
Firenze, Sansoni, 1968, 8vo brossura, pp. 398.
Firenze, Sansoni,1968. In 8°pp.398n. bross.edit.
br. "Stile di vita": il nome di un campo di battaglia in cui il comune cittadino è strattonato da parti opposte. Fino a poco fa slogan seducente a distinguersi con consumi originali, oggi leitmotiv di invito alla sobrietà nel tempo della crisi. Sconcerta una imperturbabile continuità nella retorica della 'creatività': ieri per emergere, oggi per sopravvivere. Ma l'ipocrisia non toglie interesse al tema dello stile di vita, che si colloca fra personale e pubblico, attraversando etica, economia, estetica. Se la filosofia ha troppo spesso considerato questo argomento mera questione empirica, questo volume ne rivendica la rilevanza non solo antropologica, ma anche etica e politica nel senso alto del termine.
br. Il filo che lega le riflessioni di Simmel, nella prospettiva originale proposta dai curatori, è quello dell'estetica sociale, ovvero lo studio dei fenomeni sociali alla luce dei metodi attinti dall'estetica, intesa sia come teoria della percezione sensibile sia come teoria dell'arte. Unendo l'interesse per le costanti antropologiche a un più sociologico «senso intensissimo del presente», Simmel ci insegna a riconoscere nell'estetica una dimensione costitutiva della società umana e a distinguere le modificazioni storiche del sensorio promosse dall'avvento del moderno stile di vita. Giochi di sguardi e di odori, ornamenti e corteggiamenti, ponti e porte, manici e cornici, mode e tipi urbani, fiere industriali e trasformazioni della sensibilità: l'estetica sociale non è solo un capitolo imprescindibile della filosofia di Simmel, ma un pensiero vivente, ancora valido per esplorare la nostra estetica quotidiana e per comprendere le trasformazioni della società contemporanea.
cm. 20, brossura; pp. 270. Atti del convegno di Reggio Emilia 3/6 novembre1982, a cura dell'istituto Antonio Banfi
Fine English Paperback. Pbo. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In English. [x], 149 p. State and the (re)production of urban space. Overall of this study is concentrated on a search for a comprehensive method, for the study of the role of state in (re)production of urban space. This comprehensive framework is based or all attempt towards abolishing anv dichotomous separation between structures and the agents. In contrast to both functionalist. determinist and reductionist approaches which de-emphasize the role of the agents reroduction of urban space and the voluntaristic approaches which over-emphasize the role of the agents, this study attempts to propose a dynamic model for continuous determinations between structures and the agents.
Mm 110x165 Brossura editoriale con bandelle, pp. 139. Normali segni d'uso e del tempo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA. La storia delle teorie musicali, nel considerare la produzione dell'Ottocento, ha focalizzato la propria attenzione principalmente su autori di area tedesca. Questo saggio vuole contribuire ad allargare il campo di indagine prendendo in esame l'estetica e la teoria armonica di un autore di lingua francese: Camille Durutte. Criticata da Fétis e da Riemann per il carattere spiccatamente algoritmico, apprezzata da Gounod e da Gevaert per la profondità e gli alti ideali ispiratori, segnalata da d'Indy tra i contributi teorici più importanti dell'Ottocento francese, la Technie harmonique di Durutte costituisce un tentativo organico di fondare l'armonia classico-romantica, da Bach a Wagner, su basi rigorosamente matematiche. Senza ricorrere a osservazioni fisico-acustiche o a congetture psicologiche, Durutte deduce a priori la legge generale di strutturazione degli accordi come sviluppo algebrico di posizioni desunte dalla filosofia dell'assoluto di Wronski, vera armatura concettuale della sua estetica. L'analisi di pagine significative della produzione musicale del romanticismo e un confronto puntuale con la trattatistica coeva mostrano che il sistema elaborato da Durutte può contemplare costruzioni accordali fra le più avanzate del linguaggio musicale dell'Ottocento. Pensiero filosofico e matematico si intersecano nell'estetica di questo fine armonista conoscitore di Lagrange e di Schelling; per questa ragione il volume non si rivolge solo agli specialisti di teorie musicali ma anche allo studioso di estetica, di filosofia della scienza e di storia del pensiero matematico. Descrizione bibliografica Titolo: Stanze inesplorate dell'armonia: sull'estetica musicale di Camille Durutte Autore: Angelo Orcalli Editore: Milano: Guerini e Associati, Maggio 1996 Lunghezza: 189 pagine; 23 cm ISBN: 8878026689, 9788878026681 Collana: Guerini studio Soggetti: Musica Classica, Estetica musicale, Saggi, Armonia, Sec. 19., Ottocento, Biografie, Acustica, Filosofia, Fenomenologia, Teoria Armonica, Teorie, Legge Suprema, Algoritmi, Ritmo, Accordi, Musicalità, Tonalità, Fruizione, Ascolto, Infinito Matematico, Numeri ritmici, Ottocento, Germania, Autori Tedeschi, Bibliografia, Libri rari, Fuori catalogo, Discografia, Compositori, Music, Philosophy and aesthetics, Durutte, François Camille Antoine, Comte, 1803-1881, Harmony, Kant, Nietzsche, Spettralismo francese, Acoustics, Physics, Esthétique musicale, Musiktheorie, Musikästhetik, Riemann, Helmholtz, Hauptmann, Hanslick, Wronski, Technie Harmonique, Varese, Babbit, Leibniz, Creazione, Gounod, Schelling, Rameau, Gevaert, Bach, Wagner, Lagrange, Résumé élémentaire, Complément de cette Technie, Compositeur français de la période romantique, Théoricien de la musique, Edgar Varèse, Classical, Musical Aesthetics, Essays, Harmony, Nineteenth Century, Biographies, Acoustics, Philosophy, Phenomenology, Harmonic Theory, Theories, Supreme Law, Algorithms, Rhythm, Chords, Musicality, Tone, Fruition, Listening, Mathematical Infinity, Rhythmic Numbers, Nineteenth Century, Germany, German Authors, Bibliography, Rare Books, Out of print, Discography, Composers, François Antoine Camille Durutte, Esthétique musicale: Réponse du Cte Camille Durutte, ... à la prétendue réfutation de son système harmonique, Music theorist Parole e frasi comuni accordali accordi di tredicesima undicesima accordo alterato acustica aggregazioni algoritmica armonica assoluta attrattiva Barbereau base Choron classi condizioni congruenza considera cromatico Indy infinito differenza Durutte elementi elemento neutro enarmoniche Fétis filosofia fondamentale forma formule Helmholtz Hoèné Wronski intervalli Kant settima perfetto intervallo creazione Leibniz Liszt maggiore quinta matematica minore modulo musica musicale naturale perfetto maggiore polinomi principio progressione tripla aumentata diminuita giusta Rameau rappresentazione relazione Résumé risoluzione risonanza scala diatonica Schelling serie armonica dominante settima maggiore sistema realtà spazio quinte struttura successione Technie tecnica tonalità tonica trascendente triade universale François Antoine Camille Durutte, conte di Ypres (nato il 15 ottobre 1803 a Ypres, morto il 24 settembre 1881 a Parigi), è un compositore e teorico della musica francese. Angelo Orcalli, laureato in filosofia e in matematica, si occupa prevalentemente di teoria ed estetica musicali dell'età moderna e contemporanea, Ricercatore all'Università di Udine, ove insegna Storia della musica moderna e contemporanea per il Corso di diploma per operatori di beni culturali, è coordinatore della didattica della musica sperimentale alla Facoltà di Lettere e Filosofia e responsabile del settore di informatica musicale del laboratorio TecDoMus (INSIEL S.p.A. - Università di Udine), Oltre ad articoli su riviste specialistiche ha pubblicato Fenomenologia della musica sperimentale (Potenza 1993). Fa parte del comitato scientifico della rivista Sonus - Materiali per la musica contemporanea.