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Mm 245x295 Volume in copertina rigida figurata, 256 pagine profusamente illustrate. Testo in lingua italiana ed inglese - English-Italian texts. Libro in condizioni di nuovo - brand new in original shrink-wrap. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
255 pages including index. Profusely illustrated in colour and black and white. "...An attempt to put into words a world that I have known and loved for some twenty years... The purpose of this book is to... reveal not to instruct. The book itself, in addition to being an affirmation of my faith and a disclosure of my feelings, also attempts to come to grips with the nature of our continuous intrusions, the aesthetics of contemporary Eskimo artists, and their feelings toward art and contemporary life." - from Foreward. Prior owner's name upon front endpaper, title page and page 79 else unmarked. Moderate warp to front board. Average wear to brown cloth-covered boards. Binding intact. A respectully handled copy of a wonderful compilation. Book
br. Pubblicato per la prima volta quasi cinquant'anni fa - e qui riproposto con una nuova introduzione dell'autore -, Scrittura e movimento è un piccolo classico di quella teoria radicale che, nata in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta, ha conquistato la scena culturale internazionale. Un breviario di estetica "operaista" scritto con un stile brillante e nervoso in cui, risalendo alla tradizione delle avanguardie sovietiche e riallacciandosi alla grande trasformazione attraversata dalle società Occidentali alla fine del xx secolo, l'autore analizza e mette in discussione il modo di produzione del testo. Quando l'avanguardia diventa di massa, le pratiche significanti non possono più essere quelle ereditate da una tradizione moderna fondata sulla separazione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale. Che cos'è e come funziona il lavoro culturale a partire da questa trasformazione radicale del processo produttivo? Che cosa diventano allora la letteratura, le arti e la loro teoria? Che cos'è un'estetica anti-idealista e materialisticamente piantata nel mondo? Come si compone un'opera e chi la compone? Chi è, oggi, l'autore? A queste e altre domande prova a rispondere questo testo, che è anche uno dei migliori saggi critici sul lavoro di Nanni Balestrini. Un libro che parla del lavoro culturale, artistico, e creativo contemporaneo, entrando nel vivo delle sue contraddizioni.
A CURA DI GRAZIANO ARRIGHETTI GIOVANNI INDELLI GIULIANA LEONE FRANCESCA LONGO AURICCHIO FRIDERICIANA EDITRICE UNIVERSITARIA 2006 2 volumi, RISPETTIVAMENTE XX-591 E 437 PP. FONDO DI MAGAZZINO: VOLUMI PERFETTI E INTONSI A cinque anni dalla scomparsa, amici e allievi di Marcello Gigante hanno voluto raccogliere i suoi scritti, apparsi in varie sedi nell'arco di oltre un cinquantennio, sulla poesia greca e latina, che Gigante considerava come aspetti inscindibili di un'unica civiltà. Accanto agli affreschi sulla cultura letteraria antica dalla Magna Grecia alla Campania, quel Mezzogiorno d'italia dove Gigante aveva le sue radici alle quali è rimasto sempre profondamente legato, i volumi comprendono saggi di ampio respiro e lavori più puntuali su molti temi e autori della letteratura greca, da Omero, Esiodo, i lirici fino agli Epigrammatisti della Corona di Meleagro, e latina, da Ennio, Catullo, Virgilio, Orazio fino a Ovidio. La silloge consente di seguire l'evoluzione spirituale dell'autore, uno dei più insigni filologi classici del Novecento, che ha praticato la filologia come disciplina storica, in cui l'analisi del documento è unita a quella del monumento "a spiegare un fenomeno di un'epoca determinata". Nei due volumi si possono anche ripercorrere le tappe più significative della cultura classica negli ultimi sessanta anni: i congressi omerici a Itaca, le grandi celebrazioni per i bimillenari virgiliano e oraziano, le "Festschriften" e le "Denkschriften" per studiosi illustri.
br. Elaborata dalla retorica classica, in quel trattato Peri hypsous di Longino che segna la più stretta convergenza tra l'estetica antica e l'estetica moderna, l'idea del sublime attinge la sua piena legittimazione filosofica nel secolo XVIII, quando Burke e Kant dimostrano, per diversa via, la fecondità di una nozione che, mentre si contrappone alla visione serenatrice di un bello classicamente atteggiato, lascia emergere quelle inquietudini della soggettività che contribuiscono alla genesi dell'estetica romantica e che, attraverso il decadentismo, giungono fino ai dibattiti tardonovecenteschi della cosiddetta cultura postmoderna.. Pubblicato in Francia nel 1993, il libro di Baldine Saint Girons è riuscito nell'impresa, ardua e ambiziosa, di procurare una presentazione sistematica di una categoria resistente a ogni sistemazione definitiva. Traendo il titolo da quel Fiat lux biblico in cui Longino aveva additato una grandiosa e concentrata conflagrazione del pensiero e della parola, la ricerca dell'Autrice indaga i molteplici effetti del sublime in quanto esperienza di una folgorazione che provoca una perdita del controllo razionale dell'io sul mondo. Le conseguenze di questa perdita sono descritte nelle due ampie sezioni del volume, che declinano tutto il lessico del sublime (la grandezza, la bruttezza, l'oscurità, la semplicità, l'entusiasmo, il potere, la passione, la virtù) entro la tipologia dei rischî cui il sublime, sul piano teorico e sul piano pratico, espone il soggetto smarrito.. Insignito nel 2002 del "Premio Guido Morpurgo-Tagliabue" dalla Società Italiana d'Estetica, il volume di Baldine Saint Girons, spaziando dalla letteratura alla storia dell'arte, dalla religione al pensiero politico, dalla musica alla psicanalisi, costituisce la più completa indagine disponibile sulla filosofia del sublime, e viene ora a trovare la sua sede naturale nella collana che, da Longino a Demetrio, da Dennis a Burke a Vischer, ha già fatto conoscere al pubblico italiano i grandi classici antichi e moderni del sublime. La presente edizione italiana, condotta secondo criteri rigorosi, si avvale della consulenza scientifica di Giovanni Lombardo.
Elaborata dalla retorica classica, in quel trattato Peri hypsous di Longino che segna la più stretta convergenza tra l'estetica antica e l'estetica moderna, l'idea del sublime attinge la sua piena legittimazione filosofica nel secolo XVIII, quando Burke e Kant dimostrano, per diversa via, la fecondità di una nozione che, mentre si contrappone alla visione serenatrice di un bello classicamente atteggiato, lascia emergere quelle inquietudini della soggettività che contribuiscono alla genesi dell'estetica romantica e che, attraverso il decadentismo, giungono fino ai dibattiti tardonovecenteschi della cosiddetta cultura postmoderna.. Pubblicato in Francia nel 1993, il libro di Baldine Saint Girons è riuscito nell'impresa, ardua e ambiziosa, di procurare una presentazione sistematica di una categoria resistente a ogni sistemazione definitiva. Traendo il titolo da quel Fiat lux biblico in cui Longino aveva additato una grandiosa e concentrata conflagrazione del pensiero e della parola, la ricerca dell'Autrice indaga i molteplici effetti del sublime in quanto esperienza di una folgorazione che provoca una perdita del controllo razionale dell'io sul mondo. Le conseguenze di questa perdita sono descritte nelle due ampie sezioni del volume, che declinano tutto il lessico del sublime (la grandezza, la bruttezza, l'oscurità, la semplicità, l'entusiasmo, il potere, la passione, la virtù) entro la tipologia dei rischî cui il sublime, sul piano teorico e sul piano pratico, espone il soggetto smarrito.. Insignito nel 2002 del "Premio Guido Morpurgo-Tagliabue" dalla Società Italiana d'Estetica, il volume di Baldine Saint Girons, spaziando dalla letteratura alla storia dell'arte, dalla religione al pensiero politico, dalla musica alla psicanalisi, costituisce la più completa indagine disponibile sulla filosofia del sublime, e viene ora a trovare la sua sede naturale nella collana che, da Longino a Demetrio, da Dennis a Burke a Vischer, ha già fatto conoscere al pubblico italiano i grandi classici antichi e moderni del sublime. La presente edizione italiana, condotta secondo criteri rigorosi, si avvale della consulenza scientifica di Giovanni Lombardo. Autori: Konrad Fiedler. Curatori: Andrea Pinotti, Fabrizio Scrivano.
MIMESIS 2009 564 PP. VOLUME ALLO STATO DI NUOVO. Renato Bulzariello (1950) vive e lavora a Fossoli di Carpi (MO). Dopo un periodo di "vita sperimentale" tra i 17 e i 25 anni ha organizzato diverse iniziative culturali, dalla politica alla psicanalisi, dalla filosofia alla poesia. Sta lavorando a una sintesi di Marx, Nietzsche, Freud e Klages con ciò che di loro può essere ancora valido oggi per una fuoriuscita dal nichilismo imperante. Ha già pubblicato Il verdismo e le sue figure regressive (Mimesis, 2004) un tentativo di "rifondazione" dell'ambientalismo su più ampie e profonde radici esistenziali e filosofiche; Manifesto IRF (Milano, 2004) che descrive le radici teoriche occulte e il funzionamento di strutture anti-maschio, anti-famiglia (Servizi sociali, il Tribunale per Minori, i Centri anti-violenza, i Consultori ecc.) che spesso stritolano la coppia e la famiglia post-moderna, avamposto dissolutorio di legami del più grande deserto che avanza, in cui a rimetterci è ogni membro della famiglia, primi fra tutti i figli. Ma coppia e famiglia sono il luogo privilegiato in cui il sole può sorgere ancora e da lì si può ripartire per irrorare di senso e di sacralità il mondo. La corsa ec-centrica è il terzo di una decina di lavori in corso di stampa.
Minuscola abrasione in copertina
Wackenroder, Wilhelm HeinrichVercellone, Federico Scritti di poesia e di estetica. Torino, Bollati Boringhieri 1993 italian, 131 Opera con copertina morbida in brossura ancora incellofanata. XXXIV, 131 p. ; 20 cm Contiene, in trad. italiana: Herzensergiessungen eines Kunstliebenden Klosterbruders, Phantasien über die Kunst für Freunde der Kunst Trad. di Bonaventura Tecchi. LF.58.
Firenze, G. C. Sansoni Editore, 1948. A cura di Giovanni Macchia. Traduzione di A. Luzzatto. Volume N. III appartenente alla Collana: Scrittori d’Estetica. In 8vo (cm. 21); brossura originale con titoli al piatto e al dorso; pp. (4), 423, (5). PAx
Milano, Feltrinelli, 1957, 8vo brossura con copertina illustrata, pp. XXII-292 con strappo al dorso.
In 8, br. con band., pp. 766.Timbro "omaggio fondazione Padula" al frontespizio. Volume come nuovo.Luogo di pubblicazione BariEditore LaterzaAnno pubblicazione 2001Materia/Argomento Estetica, Linguistica, Critica letteraria
Georgij V. Plechanov Scritti di estetica. Roma, La nuova sinistra 1972 italian, 233 Opera con copertina morbida in brossura. st1049
Coperta cartonata e lievemente segnata da fattore tempo, tagli regolari e con punti di leggera fioritura, pagine ben salde alla costa ed in buono stato di conservazione, libro completamente fruibile, n. 57 della collana "Aesthetica" diretta da Luigi Russo (Collana del Centro Internazionale Studi di Estetica), con presentazione di Pietro Montani, traduzione e note di Giandomenico Bonanni, numero pagine 135 USATO
Quale può essere il ruolo dell'educazione estetica oggi? L'ideale estetico ideale educativo della modernità viene interrogato da un estetologo, uno psicologo, un filosofo, un pedagogista. Un discorso a quattro voci che mentre, nella varietà dell'approccio pluridisciplinare, riflette l'alternativa teorico-pratica implicita nel tema dell'educazione estetica, pure individua una traccia comune nella concorde opposizione a quello scientismo volgare inscritto in un ideale di astratta razionalità. Autori: Karl Philipp Moritz. Curatori: Paolo D'Angelo.
Fino agli anni Ottanta del secolo scorso, di Leo Popper sapevamo quasi solo quel che filtrava dai documenti della sua amicizia con Gyòrgy Lukàcs. Popper era noto infatti come il destinatario del saggio in forma di lettera che apre L'anima e le forme o come l'autore di uno scritto su Bruegel il Vecchio citato per esteso ancora nell'Estetica degli anni Sessanta. Le carte private e le note di lavoro ritrovate dopo la morte di Lukàcs avevano poi consentito di moltiplicare i riferimenti e le notizie: era venuto alla luce il carteggio di cui il filosofo era rientrato in possesso poco dopo la morte dell'amico, avvenuta il 22 ottobre 1911, erano stati recuperati scritti nei quali veniva richiamata una teoria dell'equivoco e del malinteso estetico dai contorni rimasti vaghi', infine ricompariva lo stesso rimando al saggio su Bruegel utilizzato nell'Estetica della maturità. Fra le carte di Lukàcs si trovava inoltre un Diario degli anni 1910 la cui conclusione coincide con il lutto per la scomparsa di Leo, non ancora venticinquenne, seguita a lunghi soggiorni nei sanatori che abbiamo imparato a conoscere dalla letteratura d'inizio secolo: St. Gilgen, Wengen, Davos e Görbersdorf, la sua ultima stazione, a pochi chilometri da Dresda. Autori: Leo Popper.
Autori: Moses Mendelssohn. Traduttori: L. Lattanzi.
ill., br. Al centro di questo "racconto fotografico" di Georges Didi-Huberman c'è il lavoro dello sguardo, sollecitato e messo alla prova proprio dove sembrerebbe non esserci più niente da vedere e nessuna immagine ancora disponibile a significare: il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, in cui la tragedia della storia pare aver annientato, oltre ai segni di vita, anche le parole per raccontare. Quello che è visibile è oggi ridotto a un "museo della memoria" pronto all'uso - con i suoi "allestimenti", apparati didascalici, ricostruzioni, segnaletiche che accerchiano lo sguardo. Eppure, scavando come un archeologo alla ricerca di tracce sparse e accidentali, l'autore scopre, attraverso e dentro le immagini che ha scattato, come la superficie parli del fondo. Le scorze di una betulla di Birkenau o il pavimento spaccato di una baracca sono "residui" o fenditure nella materia del presente che mettono a nudo pezzi di memoria, frammenti che ancora ci interpellano: segni fragili e tenaci come interrogazioni, come "le lettere di una scrittura che precede ogni alfabeto".
Mm 150x215 Brossura editoriale di pp. 259, in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, ADESIVO BIANCO SUL RETRO DI COPERTINA. RARO. La rete dei musei italiani è senza uguali nel mondo per densità e per qualità delle cose conservate: eppure si tratta di un patrimonio sottoutilizzato, emarginato, che svolge nel territorio un ruolo assai meno centrale di quello possibile in termini di riverbero di vitalità anche economica e di immagine, oltre che culturale e sociale. Come riformarlo? Quali innovazioni sarebbero capaci di promuoverlo, preservando al tempo stesso il delicato intreccio di valori storico-artistici e di storia dei luoghi che ciascun museo racchiude nella sua irripetibile individualità? Questo libro si propone di contribuire alla ricerca di strategie appropriate in tale direzione, consegnando al dibattito in corso due materiali distinti. Uno è la descrizione analitica dello stato, delle attività e dei problemi attuali del British Museum, forse il più antico, il più grande e il più dinamico museo pubblico del mondo. L'altro è costituito da tre brevi saggi, che, tenendo il caso inglese in controluce, tracciano da diversi punti di vista un esame critico della situazione museale italiana e delle sue prospettive, fondando proposte diverse sulla comune diagnosi del suo problema come crisi di comunicazione. Louvre e British Museum sono stati tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento i primi due grandi musei moderni in Europa. A distanza di duecento anni, mentre la Francia celebra il trionfo del Grand Louvre, niente lascia supporre che da parte anglosassone si voglia emulare il costosissimo progetto francese. Eppure anche il British Museum si prepara a occupare nuovi spazi espositivi, quelli della British Library che si sposterà nel 1996 a St. Pancras, lasciando inutilizzata la famosa sala di lettura a pianta circolare, progettata da Sidney Smirke, aperta al pubblico nel 1857, che ha visto seduti in studioso raccoglimento molti lettori illustri, tra cui Lenin e Marx. Nell'ultimo decennio i musei inglesi hanno attraversato una profonda crisi finanziaria, che aveva anticipato quella attuale della maggior parte dei musei europei. Il Victoria and Albert si è visto costretto nel 1985 a non concedere più l'ingresso gratuito. Il British a sua volta è stato oggetto di pressioni molto forti perché si avviasse per la stessa strada, sospendendo una consuetudine di cui si era fatto vanto fin dalla sua apertura. Vicende istituzionali, problemi museologici e museografici del più grande museo anglosassone sono oggetto della vivace e brillante riflessione di uno dei suoi più autorevoli direttori, David M. Wilson, che è a capo del museo per quindici anni e dichiara di aver scritto questo libretto, pubblicato nel 1989, per la cura dei Trustees dello stesso museo, più tra un aeroporto e l'altro, che nella calma del suo studio. Detto questo ci si potrebbe aspettare di avere tra le mani il giornale di bordo di un manager museale, secondo una tipologia che, su imitazione americana, si è diffusa in parte anche in Europa. Ma non è così. Wilson difende l'impostazione di un museo che vuole essere portatore di cultura, prima che impresa commerciale. Anzi è un direttore che sa bene, e lo dimostra con cifre, che per svolgere le sue mansioni di tutela, di conservazione e di un corretto rapporto col pubblico, il museo non potrà mai dare a chi lo gestisce vantaggi economici. Perciò l'accento è posto soprattutto sui servizi che l'istituzione potrà offrire: la disponibilità del suo personale scientifico per expertise gratuite su reperti e oggetti d'arte e una politica molto oculata degli acquisti, che, in Gran Bretagna, dopo la fine dell'impero, soprattutto per la parte etnografica, ha dovuto fare i conti con una realtà profondamente cambiata. Non potendo più disporre di canali privilegiati e non essendo in grado di pagare i prezzi imposti dagli antiquari, il museo cerca di acquistare direttamente sul posto, quando può. In altri casi dirotta la sua attenzione su reperti meno colpiti dal mercato, come gli oggetti prodotti dall'interazione della cultura occidentale con quelle indigene. Lo scritto di Wilson (in una traduzione che chiama i servizi culturali del museo ufficio della cultura e le didascalie delle opere etichette) appare abbastanza a sorpresa, e utilmente, per il lettore italiano che è assuefatto, in questo ultimo decennio tra Beaubourg e Louvre, soprattutto a una museologia francofona. Nell'intenzione dei curatori doveva aprire un dibattito sulle nostre istituzioni. Ma niente di più incomunicabile del ritratto di una macchina museale ben collaudata come è il British Museum descritto da Wilson, messo a confronto con una serie di interventi "all'italiana", in cui ciascuno cerca di dire la parola definitiva sul museo. Il museo ideale e irraggiungibile nella disastrata situazione nostrana è il museo per la comunicazione, ultimo travestimento rimodernato di quello che era stato negli anni sessanta il museo per la società. David M. Wilson, Professor di Archeologia all'Università di Londra, saggista, per un quindicennio direttore del British Museum. Francesco Sisinni, Direttore generale per i beni Ambientali, Architettonici, Archeologici, Artistici e Storici del Ministero per i beni Culturali e Ambientali. Laura Barbiani, imprenditore, esperta in Beni culturali, membro della Commissione nazionale dell'Unesco. Francesco Perego, giornalista e scrittore, autore di libri e ricerche sui temi del patrimonio culturale e della città e del territorio. Alberto Abruzzese, saggista ed esperto di comunicazione, professore di Sociologia delle Comunicazioni di massa presso l'Università La Sapienza di Roma. Descrizione bibliografica Titolo: Scienza e crisi del museo. Il paradigma del British Museum e il caso Italia Titolo originale: The British Museum: A History Autore: AA.VV. (Autori Vari): David Mackenzie Wilson, Francesco Sisinni, Alberto Abruzzese Curatori: Laura Barbiani, Francesco Perego Traduzione italiana di: Rossana Calabrese Editore: Napoli: Liguori, Marzo 1993 Lunghezza: 212 pagine; 22 cm ISBN: 8820722577, 9788820722579; 9788820721831 Collana: Volume 8 di Fuorimargine Soggetti: Arte, Musei, Museologia, Beni culturali, Libri universitari, Biblioteconomia, Sociologia, Processi Culturali, Innovazione Tecnologica, Management, Comunicazione, Media, Estetica, Collezioni, Cataloghi, Mostre, Eventi, Pubblico, Opere d'arte, Artisti, Tutela, Patrimonio culturale, Acquisizioni, Valore, Organizzazione, Scienze museali, Direttori, Inghilterra, Italia, Scienza, Crisi, Collezionismo, Vendita, Prezzi, Marketing, Guide, Turismo, Industria del museo, Contenuti, Gestione, Consumo di massa, Code, Visitatori, Successi, Sponsorizzazioni, Cambiamenti, Reti, Critica, Analisi, Tradizione, Borghesia, Ottocento, Novecento, Sale da esposizione, Registrazione, Conservazione, Oggetti, Funzioni, Produzione, Letteratura, Scavi, Reperti archeologici, Ricerca, Bibliografia, Riferimento, Macchina museale, Le Corbusier, Inventario, Educazione, Politica, Memoria storica, Percorsi, Modernità, Formazione, Editoria, Spettacolo, Città, Grand Tour, Edifici storici, Costi, Manutenzione, Esperienze, Imperialismo Occidentale, Centri storici, Illuminazione, Front Hall, Londra, Mecenatismo, Donazioni, Fondazioni, Sir Hans Sloane, Diderot, Regno Unito, Naturalismo, Antiquariato, Voltaire, Handel, Franklin, Durer, Pittori, Pittura, Dipinti, Quadri, Pinacoteca, Prestiti, Manoscritti, Disegni, Biblioteca, Collezione, Pezzi, Arte giapponese, Orientale, Cinese, Impero britannico, Egitto, Egiziana, Greca, Preistorica, Medievale, Medioevo, Indigeni, Antichità, Esposizioni, Stampe, Design, Architettura classica, Francia, Louvre, Uffizi, Firenze, Confronti, Stato, Finanziamenti, Staff, Privatizzazione, Risorse finanziarie, Raccolte, Benefattori, Collezionisti, Scavatori, Personale, Governo, Istituzioni, Acquisito, Permessi, Archeologia, Monete, Etnografia, Franks, Gallery, Sovvenzione, Greek, Hawkins, House, Custode, Bibliotecario, Marcia, Immateriale, Medaglie, Storia Naturale, Panizzi, Lettura, Sala Romana, Sculture, Tesoro, Trustees, Van Gogh, Ceto medio, Giovani, Scuole, A. 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Bologna, Il Mulino, 1991. In 8vo brossura originale illustrata, con titoli al piatto e al dorso, pp. 203. Con alcune sottolineature colorate.
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Mm 210x300 Volume di pp. 439, lèt, ricco apparato iconografico in bianco e nero e colore. Opera in stato di nuovo. Testo in lingua tedesca. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.