2 619 résultats
br. Ripensare la fruizione musicale nel contesto più ampio dell'esperienza estetica attraverso le nozioni di monade sonora e spazio fantico. Mettendo a fuoco la relazione tra i due concetti, quest'opera mira a sviluppare una filosofia del suono nella sua autonomia e, su questa base, a rinnovare il senso stesso dell'ascolto.
(Codice FS/5412) In 8° 266 pp. Prima edizione. Brossura editoriale, ottimo stato, come nuovo. Allegato estratto di 20 pp.: Matteucci sull'Ermeneutica. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Bologna, Stab. tip. Zamorani e Albertazzi, 1901, in-8 grande, br. edit., pp. 19, [1]. Estratto.
L. AMOROSO Per un'estetica della Bibbia. Pisa, ETS 2008 italian, 99 BTT107C Brossura editoriale, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda 99 pagine circaCopertina come da foto
br. Il presente volume si propone come un utile strumento per chi volesse avvicinare l''oggetto teatrale' en philosophe. Si offre al lettore un percorso critico che attraversa alcuni fondamentali snodi dell'indagine filosofica intorno all'essenza teatrale, invitandolo a un produttivo confronto fra i testi di figure eminenti del pensiero del Novecento - alcuni dei quali tradotti in italiano per la prima volta - proposti nella Sezione antologica. Un itinerario dal quale affiorano questioni decisive ai fini della definizione di un'estetica del teatro. A partire dalle 'risposte' alla più semplice e nondimeno più enigmatica forma di interrogazione che si possa rivolgere all'arte drammatica - ossia "che cosa è il teatro?" -, prende vita un'idea di scena in quanto ambito di creazione d'irrealtà, luogo di produzione di un peculiare mondo che riguarda da vicino non solo il ruolo dell'attore, ma anche quello - essenziale, e non accessorio - dello spettatore.
br. "La grandezza dell'operazione di Gunther Von Hagens consiste non soltanto nel mostrare cadaveri umani immortalati in posture quotidiane, riportando la Morte nella Vita, ma anche e soprattutto nel presentarli in ogni caso privi di pelle. Il corpo umano, perduta la pelle, è stato privato di ogni confine col mondo e torna a essere, per l'eternità, parte del mondo: un pezzo di mondo, una cosa tra le cose, in una perfetta soluzione di continuità con la materia del mondo, fredda e inanimata, inerme e non più semovente, ovvero non più confinata in una stretta epidermide in cui ogni individuo è tristemente altro e infinitamente solo rispetto alla molteplicità del mondo." Prefazione di Claudio Bonvecchio.
ill., br. Quel pensiero non sarebbe venuto alla sua luce, o alla sua ombra, senza essere provocato da quella immagine, che diviene essa stessa sintesi sensibile di una dimensione dell'umano. Da Mantegna a Kiefer, una sequenza di incontri ravvicinati e rischiosi con icone irrinunciabili della nostra civiltà.
ill., br. Perché l'arte ha bisogno di essere salvata? La risposta di Rudolf Arnheim, fondatore degli studi di psicologia in campo artistico, si articola in ventisei saggi, piccole monografie sui grandi temi della psicologia e dell'estetica contemporanee. I nemici dell'arte sono per Arnheim gli artisti stessi, che hanno rinunciato a un confronto con la realtà del mondo e dell'esperienza percettiva scegliendo il concetto, la riproduzione meccanica o l'astrazione nichilista; e sono quei teorici che mirano a rendere impossibile un'analisi dell'"oggetto" artistico. Senza intenzioni troppo polemiche, Arnheim conduce il lettore all'ascolto e alla visione delle opere dei grandi maestri ma anche dei bambini, degli psicotici, dei ciechi, lasciando a esse, a conclusione di un complesso percorso critico e intellettuale, il compito di mostrare i motivi, la funzione e la grandezza della loro esistenza.
In 16 gr, pp. 134 + 16 (pubblicita' letteraria). Br. ed. Qualche marm.
in-16° gr., pp. 151. Bross. edit. Buone le condizioni.
Autori: Guido Boffi.
Petit in-8, plein veau brun de l'époque, dos à nerfs orné de compartiments garnis d'un petit fer spécial doré entre-nerfs, tranches rouges, (2) f., (8), 377, (3) p. Edition originale et unique de cet ouvrage l'un des rares à soumettre les mathématiques à la querelle des Anciens et des modernes. Résolument dans le camp des modernes, Cartaud de la Villate étend son scepticisme à la prétention des mathématiques à atteindre la vérité absolue et leur dénie tout rôle positif dans le perfectionnement des beaux-arts: architecture, peinture sculpture et plus particulièrement dans la musique. L'ouvrage se divise en sept chapitres par lesquels l'auteur s'efforce de combattre autant de "préjugés" favorables aux mathématiques. L'avant-dernier s'attache à réfuter les méthodes de calcul infinitésimal élaborées par le marquis de L'Hôpital et Pierre Varignon. Chanoine d'Aubusson, mort prématurément, Cartaud de la Vilatte composa également un essai d'esthétique ('Essai historique et philosophique sur le goût') qui fit grand bruit. (France littéraire, II, 67). Coiffes lég. frottées, quelques auréoles claires. Petites signatures ex-libris, étiquette et cote de bibliothèque anciennes. Bon exemplaire bien relié à l'époque.
Anton Raphael Mengs (1728-1779), grande pittore e scrittore d'arte, tedesco di nascita ma romano di adozione, è uno dei massimi rappresentanti della cultura artistica del Settecento. E i suoi Pensieri sulla Bellezza e sul Gusto nella Pittura, scritti nel 1762 a Roma in stretto contatto col magistero dell'amico Winckelmann, sono uno dei testi capitali del Neoclassicismo. Questo piccolo libretto infatti ebbe subito un enorme successo in tutta Europa e procurò all'autore la singolare fama di «pittore filosofo». In realtà Mengs era alieno da ambizioni filosofiche, ma il suo saggio colmava un vuoto che dopo Winckelmann sembrava intollerabile: quello di una attuale e militante teoria della pittura. Riproponendo l'annoso confronto fra antico e moderno alla luce dell'ideale neoclassico di bellezza, Mengs tratteggiò un'estetica "moderna" della pittura elaborata a partire dalla rivisitazione delle opere dei grandi pittori – segnatamente Raffaello, Correggio e Tiziano – in una sorta di lezione accademica per il pittore dell'avvenire. Estetica, sistematica storica e taglio didattico fecero dei Pensieri di Mengs un testo esemplare, e che ancor oggi costituisce (insieme ai Pensieri sull'Imitazione di Winckelmann, il Saggio sopra la Bellezza di Spalletti, e La Bellezza Ideale di Arteaga, pubblicati nella presente collana) una chiave essenziale di comprensione dell'epoca neoclassica. La presente edizione ripropone la traduzione italiana pubblicata nel 1780 dal cavalier José Nicolas de Azara, amico ed esecutore testamentario di Mengs, una traduzione che s'impose nella comunità scientifica ed esercitò un'influenza di gran lunga più significativa del raro originale tedesco. Correda il volume un ampio apparato esegetico, critico e bibliografico curato da Michele Cometa. Autori: Anton Raphael Mengs. Curatori: Michele Cometa.
In-16°, (cm.15,9x10,3), pp. (8), XV, 168.. Mezza tela e cartone edit. con mirabile ricca decoraz. oro al dorso, i rosso a front. e antefront., in verde alle sguardie, marca edit. a secco al piatto. Contiene 248 pensieri tratti dalle opere di RUSKIN (London 1819 - Brantwood 1900), scrittore, pittore, poeta e critico d'arte, più volte in Italia (con occhio talora spietato), dove esercitò enorme influenza sul restauro e sull'estetica.
8°, pp.24, cop. posticcia. Ampia ragionamento su: "Della imitazione del vero nell'arte", che, l'anno precedente, aveva costituito il tema del concorso dell'Accademia Archelogica di Napoli.
br. Da sempre, l'uomo pensa per immagini. Ma l'approccio visuale manifesta oggi una sua particolare attualità. Viviamo infatti in una cultura che dall'immagine è intensamente dominata. Di fronte al riaffacciarsi della potenza della rappresentazione iconica, che già l'antichità aveva conosciuto e talvolta condannato come idolatria, rimessa in contatto con la sua portata conoscitiva ma anche con la sua natura ingannatrice, la cultura contemporanea ha fatto propria la sfida dell'immagine creando un nuovo universo scientifico, guello degli "studi visuali", che questo libro indaga secondo una prospettiva inedita, attenta all'intersezione fra i tradizionali domini dell'estetica e il mondo delle scienze. La presenza dell'immagine non è infatti confinata all'arte. E non si estende solo alla pubblicità e al design, ma include anche la scienza e la tecnica (si pensi per esempio al significato dell'immagine nell'ambito della diagnostica medica). Anche nel caso della conoscenza scientifica, come già nell'arte, si impongono stili della visione. Apprendendo che spesso conosciamo il mondo attraverso l'immagine, diveniamo edotti della natura storica del nostro modo di vedere e di intuire. E comprendiamo come, nel succedersi degli stili della visione, si avvicendano i mondi culturali.
Mm 145x215 Rivista Aesthetica Preprint, n. 30, dicembre 1990. Brossura editoriale di 76 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Pensare l'arte come museo immaginario delle opere più amate e frequentate da Jean-Paul Sartre: dagli americani Hare e Calder, agli artisti da lui scoperti, come Wols, fino a Giacometti, Masson, Lapoujade e Rebeyrolle, ai quali era legato da profonda amicizia. Testimoni di questi rapporti restano i saggi raccolti nel presente volume, che offrono materiale indispensabile per ripercorrere le riflessioni di Sartre sull'arte figurativa, dai Mobiles di Calder, 1946, fino ai quadri di Rebeyrolle, 1970; essi inoltre sono indicatori della sua familiarità con le opere dei maggiori esponenti delle avanguardie artistiche: Picasso, Breton e il Surrealismo, senza dimenticare Klee e Van Gogh. Come suggerisce Michel Sicard, nell'introduzione, il costante riferimento a temi quali spazio, tempo e movimento, bellezza o modernità, rivelano le coordinate di un'estetica, mai scritta da Sartre. Questo volume raccoglie tutti insieme e in versione integrale, i lavori di Sartre sull'arte contemporanea.
Liguori, Napoli, 1993 - In-8, bross., pp. 488.
in-8° étroit, 190 pages, broche, couv. Très bel exemplaire. [MA-4]
Presses Universitaires de Lille, 1993, 326 p., broché, légère trace de pli sur le dos, bon état.
Brossura editoriale in cartoncino semirigido lucido, dalla copertina leggermente macchiata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, in tonalità ocra, come i tagli. Nel sommario, tra i vari articoli: Alla ricerca del proprio linguaggio - Il linguaggio del corpo: le Bagnanti - La pittura come assoluto. Volume n. XL ( 40 ) della collana. Numero pagine 79. USATO
br. Nell'ultimo decennio di vita Adorno torna più volte su temi di carattere estetico che caratterizzano non solo il suo approccio all'arte moderna, ma il rapporto con il pensiero filosofico nel suo complesso. Il concetto di Aesthetica, volutamente citato in latino, costituisce una porta d'accesso a questioni di carattere metodologico, gnoseologico, ontologico e sociale, in un continuo confronto con la negatività che abita all'interno della stessa cultura. La formulazione di un'estetica normativa appare impropria agli occhi del filosofo tedesco: per questo motivo egli ritiene impossibile affidare al pensiero il compito di costruire modelli e valori artistici universali. La scelta di Adorno, nei saggi qui raccolti, consiste piuttosto nell'elaborare forme di pensiero critico, nella convinzione che di norme e modelli non si potrà parlare come valori assoluti, ma unicamente come dimensioni problematiche.
1^edizione - in8° - brossura editoriale - pp. 271 - collabna Studi superiori 723 - bibliografia - condizioni pari al nuovo