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br. "Non esiste opera di Diderot più letta, più commentata, più contestata e più sicura di sopravvivere. Finché vi saranno teatri e attori il paradosso farà scandalo", scriveva Paul Vernière, il maggior critico del pensiero e degli scritti del grande illuminista francese. Con una vivacità e una leggerezza davvero straordinarie Diderot espone in quest'opera geniale le sue idee sul mestiere dell'attore e sull'arte in genere. Scritte sotto forma di dialogo, le pagine offrono una galleria di ritratti e una serie di aneddoti e di osservazioni preziosi per la conoscenza della vita letteraria e teatrale del tempo.
br. Denis Diderot, una delle grandi menti dell'Illuminismo, ideatore e fondatore dell'"Encyclopédie ", tra le sue molteplici attività e interessi ebbe un amore per il teatro che durò tutta la vita e che lo portò a scrivere e mettere in scena, con alterna fortuna, diversi drammi. Ma il suo capolavoro, in questo campo, consiste nel "Paradoxe sur le comédien" all'epoca (1770-1773) la più importante teorizzazione sull'arte dell'attore. Un libro fondante che sta alla recitazione come la "Poetica" di Aristotele sta alla drammaturgia. Scritto in forma dialogica e discorsiva, di facile lettura, "Il paradosso" deve il titolo a un'affermazione controcorrente rispetto alle idee del suo tempo. Diderot sostiene infatti che l'attore è tanto più grande quanto più usa la testa e meno la sensibilità innata. Il talento da solo non basta, serve l'innesto della tecnica è della cultura. Il grande attore non è colui che si lascia andare alle proprie istintive emozioni, ma chi sa ricostruirle attraverso un lavoro a mente fredda. L'unico metodo necessario a garantire la possibilità di interpretare più ruoli e differenti sensibilità e soprattutto capace di emozionare ogni volta gli spettatori. Per questo, dice Diderot, sarebbe necessario creare scuole di teatro che preparino gli attori al fine di non considerarli soltanto bruti dalla straordinaria e istintiva sensibilità. Come si vede, "Il paradosso dell'attore" è un trattato ancora attuale... Postfazione di Jacques Copeau. Con un saggio introduttivo e cura di Paola Degli Esposti.
br. Il volume intende tracciare il percorso del mutamento epocale di un concetto, quello di paesaggio, caduto progressivamente nell'oblio e oggi tornato ad affermarsi in tutta Europa come paradigma centrale e imprescindibile di una rinnovata consapevolezza dell'abitare e dei valori della territorialità, interpretato, soprattutto in età romantica, come mera proiezione sentimentale ed emotiva di uno sguardo soggettivo, e perciò destinato a una fruizione di tipo estetico, incapace di concreta cura e salvaguardia del territorio, il paesaggio viene invece oggi riscoperto come espressione e forma da interpretare, là dove lo sguardo dell'uomo e la sua memoria storica incrociano i molteplici volti della terra, in vista non solo di una riqualificazione dei beni paesaggistici, di cui si rivendica l'aspetto culturale, oltre che naturale, ma soprattutto per corrispondere al crescente bisogno di identità e di differenzialità nel devastante processo di delocalizzazione provocato dalla globalizzazione.
br. Il volume intende tracciare il percorso del mutamento epocale di un concetto, quello di paesaggio, caduto progressivamente nell'oblio e oggi tornato ad affermarsi in tutta Europa come paradigma centrale e imprescindibile di una rinnovata consapevolezza dell'abitare e dei valori della territorialità, interpretato, soprattutto in età romantica, come mera proiezione sentimentale ed emotiva di uno sguardo soggettivo, e perciò destinato a una fruizione di tipo estetico, incapace di concreta cura e salvaguardia del territorio, il paesaggio viene invece oggi riscoperto come espressione e forma da interpretare, là dove lo sguardo dell'uomo e la sua memoria storica incrociano i molteplici volti della terra, in vista non solo di una riqualificazione dei beni paesaggistici, di cui si rivendica l'aspetto culturale, oltre che naturale, ma soprattutto per corrispondere al crescente bisogno di identità e di differenzialità nel devastante processo di delocalizzazione provocato dalla globalizzazione.
ill., br. Gli antichi non avevano una chiara nozione del paesaggio. La scoperta, l'invenzione, anzi, del paesaggio nella pittura occidentale avviene tra il XIV e il XV secolo secolo fino poi a diventare un genere autonomo nel Seicento. Questa invenzione, per Flavio Cuniberto, è inscindibile dalla diffusione del francescanesimo nel XIII secolo e dalla sua celebrazione della Madre Terra come immagine del Regno di Dio, del Giardino originario. Inventando il paesaggio, i pittori cominciarono ad aggirarsi senza saperlo intorno a questo luogo: a ritrovarlo nel fascino inspiegabile che si sprigiona dai variegati paesaggi della Madre Terra, sulle tracce del primo formidabile «agrimensore» del paesaggio come memoria del Regno: il santo di Assisi, che lo «misura» percorrendo instancabile e come a passo di danza i luoghi dell'Italia Centrale: di quella Italia che diventerà di lì a poco il «giardin de lo Imperio». Analizzando le opere dei grandi paesaggisti, Flavio Cuniberto conduce il lettore dinanzi al fascino di questa idea: il Luogo, il Giardino originario, che ha attratto anche i grandi viaggiatori metafisici del nostro tempo: Martin Heidegger, alla ricerca di quella che chiama la Terra come Tale (e che non è soltanto la Selva Nera o il paesaggio del Reno), e Peter Handke, innamorato dei luoghi come può esserlo solo chi intravede nei luoghi della terra i contorni baluginanti del Regno.
br. Dalla fine del XIX secolo il paesaggio metropolitano è divenuto lo scenario culturale dell'Occidente cambiando radicalmente la relazione tra abitante e contesto. Da una visione contemplativa passiva riservata alla natura, si è passati a un'idea di paesaggio urbano come territorio dell'azione, della costruzione e della autodeterminazione. Dal secondo dopoguerra veri e propri movimenti artistici o singoli artisti, hanno interpretato quest'idea dell'attivismo paesaggistico creando opere che implicano una forte volontà di ridisegnare il contesto di vita urbano sia in senso materiale che metaforico. Queste tendenze hanno riletto lo spazio imposto dall'architettura e dall'urbanistica non considerandolo più come un luogo solo della fruizione ma come uno spazio della riappropriazione. La visione di un mondo metropolitano basato sull'attivismo dei propri stessi utenti dà vita oggi a un numero sempre crescente di interventi in tutto il mondo in parte definibili come Public Art e Arte Relazionale.
Scritti di: François Le Lionnais, Raymond Queneau, Harry Mathews, Italo Calvino, Jacques Bens, Marcel Bénabou, Jacques Roubaud, Claude Burgelin, Paul Fournel, Béatrice de Jurquet, Georges Perec, Paul Braffort, Michèle Métail, Claude Berge Guida 1995, 206 pp. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, UNA PICCOLA SBUCCIATURA AL MARGINE SUPERIORE INTERNO, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO. Tra il 1974 e il 1987, l’Oulipo, lo straordinario «Ouvroir de Littérature Potentielle» che riunì sotto l’insegna della sperimentazione letteraria scrittori come Queneau, Perec, Calvino, Roubaud e Mathews, pubblicò, col titolo ’Bibliothèque Oulipienne’, trentasette fascicoli, stampati in pochi esemplari e riservati alla cerchia degli amici più intimi. I testi furono concepiti essi stessi in forma di «Ouvroir»: esercizi brevi che mostrano giocosamente i meccanismi che li animano. Ruggero Campagnoli ha raccolto e tradotto, in questo volume, alcuni di questi scritti. Al lettore italiano essi appariranno non solo come documenti inaspettati e insostituibili delle leggi proprie della creazione letteraria, ma anche come pagine in cui è all’opera l’acrobazia della scrittura e la sua facoltà di tratte diletto dalle sue stesse forme ed architetture. INDICE Ruggero Campagnoli - Dall’Oulipo all’Oplepo Noël Arnaud - Prefazione François Le Lionnais - I due manifesti Ruggero Campagnoli - Edulcoranti Raymond Queneau - I fondamenti della letteratura secondo David Hilbert Harry Mathews - Il sapere dei Re Italo Calvino - Piccolo sillabario illustrato Jacques Bens - Appuntamento da François Marcel Bénabou - Un aforisma può nasconderne un altro da Jacques Roubaud - Io et le loup: Opi e l’Oplite Claude Burgelin, Paul Fournel, Béatrice de Jurquet, Harry Mathews, Georges Perec, Jacques Bens, La Cantatrice salva Paul Braffort - Il desiderio (i desideri) nell’ordine degli amori da Georges Perec - Epitalami Italo Calvino - Come ho scritto uno dei miei libri Michèle Métail - Identikit Claude Berge - La principessa azteca Parole e frasi comuni gambe aforisma Aldo Spinelli Amore toglie apocrifi assioma Attimo d'amore dura AZTECA bocca nel cuore cattivo andare contano i difetti Cuore sulla bocca Cuore-sulla-Bocca David Hilbert desiderio diavolo è vecchio dura un attimo dura un piacer dura una pena Edulcoranti falsario fiumi nel mare formula frase Georges Perec getta la scorza Gioco di mano guanto di velluto guercio haiku Harry Mathews Identikit Italo Calvino Jacques Bens Jacques Roubaud L'arte L'autore L'inferno delle donne l'Oulipo l'uomo è marionetta lenzuolo è lungo letteratura potenziale letto lettore professionista lipogramma Ludmilla matematiche Natura è madre non-lettore oplepo Oulipiana Oulipo paragrafo parole Paul Fournel pena d'amor dura Piacer d'amore dura Pietra mossa poesia ragione ignora Ragno di mattina Ragno di mezzodì Ragno di sera Raymond Queneau reame dei ciechi restrizioni romanzo scienza scuote il cespuglio semplice lettore senso sesso sfortunato in amore soltanto strutture testo toglie il senno trova vero libro Xochipilli
Grand in-8, broché, couverture rempliée illustrée en couleurs, 53 p. de texte et 40 planches de reproductions. Catalogue d'exposition de la collection d'art d'Oskar Reinhart, avec 181 entrées. Très bon exemplaire.
brossura Concetti quali "eresia", "rifiuto", "osceno", "dono" sono tanto attuali da risultare inattuali; è come se Guido Zingari nei suoi saggi ci volesse mettere in allarme, ci volesse spingere a occuparci di temi, problemi, e situazioni "minor" che però riguardano tutti, sempre. A voler osservare la nostra arte, i nostri mass media, il panorama politico internazionale, non possiamo non osservare come si continui, o peggio si perfezioni il meccanismo di sostituzione del fare col parlare, come si continuino a imbonire e raggirare le masse, come l'espressione artistica sia ormai, salvo rifiutati casi, marketing dell'ego. Ed è tanto orribile quanto affascinante il fenomeno dei profili social dove all'osceno interiore si è di fatto sostituita l'auto-oscenità del "selfie", il compimento del suo "protocollo".
Mm 115x185 Volume cartonato di pp. 238, rilegatura in mezza pelle, titolo su tassello al dorso, cinque nervature. Opera in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.
In-8°, pp. 8, (da p. 36 a p. 43). Bross. edit. INVIO AUTOGRAFO FIRMATO dell''Autore.
Milano, Minuziano Editore 1946. 16°:pp.240n. Bross.origin.
Esperire l’arte è un compito infinito che si dà alla conoscenza, in quanto è intrinseco ad essa. Una conoscenza – quella intuitiva, nel caso di Croce – che sembra essere stata attinta ad una dimensione originaria immemoriale: quella per cui l’arte è capacità di cogliere la realtà prodotta nel qui ed ora, per renderla legge dell’esperienza e immagine del suo articolarsi polifonico. Il secolo passato si apre con un’opera fondamentale, l'Estetica come scienza dell’espressione e linguistica generale del 1902, che, nel riallacciarsi alla grande tradizione razionalistica e idealistica dell’estetica, le imprime una svolta: quella che segna il passaggio dall’arte come conoscenza (e, quindi, come espressione isolata e subordinata al comprendere) all’arte come esperienza (un’arte che, in piena autonomia, crea le proprie condizioni di possibilità). L’intuizione e l’espressione, quali fili conduttori per il risalimento alle origini dell’esperienza dell’arte, sono dunque, per Croce, i due poli di produzione ed autoriflessione della realtà e delle sue possibilità rappresentative. Possibilità che il giudizio, esteticamente, scandaglia e fonda nel dare loro il nome: quello di arte. Autori: Luca Viglialoro.
Mm 140x205 Brossura editoriale con bandelle, pp. 472, piccolo strappo al piatto anteriore, firma di precedente proprietario, rarissime sottolineature a penna. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Collana SAGGI POLITICI dei principii, progressi e decadenza delle Societ? - Notizie intorno alla Vita e alle Opere di Francesco Mario Pagano - Introduzione ai Saggi politici: Saggio primo, capitoli XXXVI, Note - Saggio secondo, capitoli XX, Note - Saggio terzo, capitoli XVIII, Note - Saggio quarto, capitoli XV, Note - Saggio quinto, capitoli XXXII, Note - Saggio sesto, capitoli VIII- Introduzione al Saggio del Gusto e delle belle arti, capitoli XVIII-Discorso sull'origine, e natura della Poesia, capitoli XXIII- Introduzione ai principii del Codice penale, capitoli XXI- Teorie delle prove, capitoli XVII- Considerazioni sul processo criminale, capitoli XXXIII. 1 17,5x11,5, legatura in piena pergamena rigida, fregi e titoli in oro su tassello al dorso, segnalibro, pp. 573, testo su 2 colonne, in italiano, alcune pagine hanno il margine inferiore ridotto, leggere bruniture su alcune pagine, buon esemplare, ben conservato.
ril. Wilhelm Heinrich Wackenroder (1773-1798) è ritenuto l'iniziatore del Romanticismo tedesco. Condividendo con l'amico Ludwig Tieck (1773-1853) l'esperienza di brevi viaggi in Franconia nel 1793, Wackenroder rimane folgorato dalla grandezza della pittura rinascimentale, concependo nel tempo la stesura di alcuni testi redatti sul modello delle cronache degli artisti di Vasari o nella forma di carteggi tra giovani apprendisti pittori. Istituisce intanto un rapporto ideale tra l'arte di Dürer e quella di Raffaello. Tieck integra quei testi con contributi propri, perfettamente in sintonia con l'amico. Nascono così le "Effusioni di cuore di un monaco amante dell'arte" e le "Fantasie sull'arte per gli amici dell'arte". Il carteggio tra Wackenroder e Tieck offre, inoltre, un quadro del dibattito estetico dell'epoca che interessa molti temi del tardo Illuminismo europeo, riferiti alla letteratura e alla drammaturgia: dalle teorie sui sentimenti al pensiero sul sublime.
In.16° (cnm. 18), pp. 222. Tela edit., tit. oro al dorso, ornamento a secco al piatto. Firma di coeva appart. al front. WACKENRODER, giurista, esteta appoggiantesi sul misterioso e sull'irrazionale, che risolvono il problema estetico nel sentimento, rispecchia, infatti, compiutamente i contenuti e le categorie della prima generazione dei romantici tedeschi (wiki). ammiratore del genio artistico (Raffaello, Leonardo, i due Duerer, Piero di Cosimo, Michelangelo) o musivale (Joseph Berglinger, Hans-Sacks. Inoltre, lettera a Sophie Tieck, e relazione di un viaggio con Tieck.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO, LIEVISSIMA AMMACCATURA. Esiste oggi la possibilità di distinguere tra un'opera d'arte ed una che non lo è? Quante volte, visitando un museo o mostra d'arte contemporanea, si e sentito il pubblico bisbigliare "cos'è questa roba? La potrei fare anch'io". Espressioni che manifestano stupore e sconcerto, talvolta non manifesta- te bensì nascoste dietro una facciata un po' ipocrita di snobismo di chi non vuole sfigurare e si dà un tono, anche se in privato ammette di non capirci nulla. Questo volume intende dare chiarimenti e risposte a tali interrogativi, con un linguaggio semplice e discorsivo. Vengono illustrati i meccanismi dell'arte contemporanea, il ruolo dei critici, del mercato e dei grandi musei; viene fatta una carrellata sugli ultimi cinquanta anni della produzione artistica, illustrandone i maggiori esponenti e analizzandone i rapporti con la società, lo star system, il ruolo dei mass media. Viene anche fatto un rapido raffronto con il ruolo dell'artista in culture altre, quella africana, indiana e islamica, per meglio individuare la posizione dell'artista nella società contemporanea. Infine si danno alcuni spunti per stimolare la creatività, in base al principio portato avanti da Dubuffet, Beuys e vari altri artisti, che ogni persona ha una potenzialità creativa, sviluppando la quale può arricchire la propria personalità e aprire porte sconosciute, che portano a maggiore libertà interiore. Descrizione bibliografica Titolo: Opera d'arte, sì o no?: arte come modo di vivere Autore: Alberto Tessore Editore: Napoli: Guida Editori, dicembre 2005 Lunghezza: 190 pagine; 23 cm; illustrato ISBN: 8871889800, 9788871889801 Collana: Volume 2 di Antologica: Saggi Soggetti: Critica, Arte concettuale contemporanea, Movimenti e stili artistici, Estetica, Opere concettuali, Arte moderna, Esposizioni, Installazioni, Artisti, Significato, Astrattismo, Creatività, Marketing, Cultura di massa, Gusto, Filosofia, Pop, Surrealismo, Carta igienica, Tom Fiedman, Chapman, Corpo umano, Violenza, Escrementi, Scandalo, Mostre, Biennale, Vernissage, Octavio Paz, Baudrillard, Edgar Wind, Critici, Avanguardia, Trasgressione, Ribellione, Nonsenso, Negazione, Plastica, Fabio Sergentini, Attico di Roma, Gallerie, Performance, Le Page, Video, Vanessa Beecroft, Pollock, Dubuffet, Bispo do Rosario, Max Ernst, Warhol, Marcel Duchamp, Sherrie Levine, Outsider, Potere, Festival, Musei, Tecniche, Forme espressive, Fotografia, Profana, Propaganda, Classicismo, Indù, Islamica, Africana, Critici, Mecenatismo, Fiere, Valore, Collezionismo, Roy Lichtenstein, Mario Merz, Jannis Kounellis, Joseph Kosuth, Sol LeWitt, Jeff Koons, Bernard Venet, Libri Illustrati, Libri Vintage, Fuori catalogo, Criticism, Contemporary conceptual art, Art movements and styles, Aesthetics, Conceptual works, Modern art, Exhibitions, Installations, Artists, Meaning, Abstract art, Creativity, Mass culture, Taste, Philosophy, Surrealism, Toilet paper, Human body, Violence, Excrement, Scandal, Exhibitions, Biennial, Critics, Avant-garde, Transgression, Rebellion, Nonsense, Denial, Plastic, Fabio Sergentini, Attic of Rome, Galleries, Power, Museums, Techniques, Expressive forms, Venice, Venezia, Photography, Secular, Classicism, Hindu, Islamic, African, Critics, Patronage, Fairs, Value, Collectibles, Illustrated books, Books out of print Parole e frasi comuni arte artisti base bellezza bello brasiliano campo caso celebre centro colori contemporanea corpo creare critici curiose decorare diverse divino esempio esiste esposto estetica estremamente forme fotografia fronte gallerie genere gioco giorno giovani grande grandi gusto idee immagini inizia installazioni artista lavoro legge luce manifesta mano medesimo mente mercato migliaia mille mondo movimento musei New York noto nuda numerosi occhi odierna oggetti opera d'arte paesi Parigi parole passato pensare personale persone MOMA Getty Guggenheim pittore plastica pochi possibilità potere presente pubblico quadro rappresenta realizzato ricordano risulta ruolo sala scena scritto scrive scultura secoli semplice senso sistema situazioni società spazio storia strada successo sviluppare testa tradizionale umana utilizzando vero video visita vivere Alberto Tessore, nato a Torino nel 1937, studioso e amante dell'arte è persona multiforme, che ha operato nel campo della scrittura, della fotografia, del teatro e del multimedia. Come fotoreporter ha viaggiato in tutto il mondo. Per dieci anni è stato insegnante e per cinque è vissuto in Etiopia, lavorando presso l'Istituto Italiano di Cultura. Ha dato vita a centri artistici e cenacoli di poesia; ha diretto un festival internazionale di arte multimediale, che si è tenuto a Rieti dal 1994 al 1998. Ha pubblicato vari libri e numerosi articoli sulle riviste più disparate.
23 cm, br. editoriale, p. 128; 85; 75, alcune sottolineature a matita
23 cm, br. editoriale, p. 101, qualche pubblicità, alcune sottolineature a matita
23 cm, br. editoriale, fascetta. p. 112, alcune pubblicità
23 cm, br. editoriale, fascetta. p. 96, alcune pubblicità, qualche sottolineatura a matita
23 cm, br. editoriale, fascetta. p. 114, alcune pubblicità
23 cm, br. editoriale, fascetta. p. 94, alcune pubblicità