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brossura Strabone è uno degli autori antichi più interessanti: è infatti il primo geografo a noi noto. Greco, trapiantato a Roma, mette a servizio della classe dirigente del periodo augusteo la sua erudizione e le sue conoscenze dirette, componendo un'opera monumentale, la "Geografia", in 17 libri, che descrive il mondo fino allora conosciuto. In particolare i Libri III e IV, contenuti in questa edizione, descrivono non soltanto la morfologia dell'Iberia e della Gallia, ma anche la loro storia ed etnografia, narrando in maniera pittoresca tradizioni locali, usi e costumi di questi "barbari" romanizzati. Testo greco a fronte.
ill. L'area caucasica, il ponte Eusino, il Tauro come confine dell'Asia, le polemiche con i geografi e con gli storici precedenti - Eratostene ed Erodoto - la contestazione della mappa del mondo tracciata dagli studiosi di Alessandro, l'analisi della storiografia romana, miti e aneddoti. Una fonte preziosa per conoscere il mondo classico.
brossura Vissuto nella prima età imperiale, Strabone è l'autore dell'unico trattato geografico a noi pervenuto dall'antichità: la "Geografia", divisa in diciassette libri. La Grecia, culla e cuore della civiltà antica, occupa naturalmente un posto centrale nell'opera. Strabone la descrive come una successione di cinque penisole: di queste, il Peloponneso è la meno estesa territorialmente ma la più ricca e importante dal punto di vista mitico e storico, dai regni micenei alla conquista romana. Ma la "Geografia" non è solo analisi di territori fisici: in essa si fondono descrizione di usi e costumi, notizie storiche, economiche, demografiche, religiose desunte da Omero, Polibio e moltissime altre fonti, in una narrazione sempre scorrevole e piacevole, ricca di notizie e curiosità. Anna Maria Biraschi presenta nell'introduzione la vita di Strabone e le modalità di composizione della sua opera.
brossura
In 16? (cm 19,3), Brossura, pagg.93-(2) cop. illustrata a colori, buon es. Collana "Tracce". Lidia Mazzolani Storoni (Roma, 1911 ? 2006), scrittrice, giornalista e storica italiana, vinse il premio Viareggio "Opera Prima" con il libro" L'idea di citt? nel mondo romano" nel 1967.
br. Nell'opera narrativa di Theodor Storm - uno degli scrittori in Germania più popolari, soprattutto per "Immensee", lettura prediletta del giovane Mann "Am Kamin" rappresenta senz'altro un'eccezione. Lo stesso Storm esitò a lungo prima di pubblicare questa novella così inquietante, dove, come ebbe a dire, "il mondo quotidiano non viene percorso in ferrovia, ma con gli stivali delle sette leghe". Come scrive nell'Introduzione Antonio Pasinato, Davanti al cammino "presenta situazioni in cui fenomeni che superano e contraddicono l'esperienza sensibile non solo si combinano con il noto e il quotidiano, ma lo sconcertano, diventandone ora la guida, ora la catastrofe, ora infine restando solo un sinistro segnale, lanciato da un mondo sconosciuto." Il motivo ricorrente e più originalmente articolato delle storie narrate è quello dei sogni incrociati, dove i rapporti umani sembrano prendere una piega più autentica. Alcuni di questi momenti onirici possono sembrare una comoda duplicazione della realtà; altri invece ne rivelano il lato più vero, che può essere crudele, ma anche gratificante.
br. "Sembra che gli artisti abbiano un rapporto privilegiato con l'ES, magicamente descritto dal 'Kaiser' Groddeck come 'entità prodigiosa', ubiquitaria e totipotente, che dirige tutto ciò che gli umani fanno, una forza travolgente e imperscrutabile che ci vive anche quando pensiamo di essere noi gli artefici del nostro destino. Questa possibilità di entrare a stretto contatto con l'ES, senza esserne travolti, sarebbe per molti alla base della creazione poetica. Il saggio si propone di riattraversare la letteratura che ha direttamente o più velatamente riconosciuto il proprio debito a Groddeck per arrivare a interrogare autori significativi del nostro tempo sul tema fondamentale posto dall'analista selvaggio, ovvero che "il poeta sia costretto a comporre ricorrendo a simboli e raggiunga la massima efficacia quanto più rimane nell'inconscio". Completa il volume una selezione di poesie di ciascun autore intervistato."(Giancarlo Stoccoro). Donatella Bisutti, Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Milo De Angelis, Alessandro Defilippi, Laura Liberale, Franco Loi, Franca Mancinelli, Umberto Piersanti, Fabio Pusterla, Giovanna Rosadini, Francesca Serragnoli, Miro Silvera, Giovanni Tesio.
Dritte Auflage. (ca. 20 x 15,3 cm). XVIII, 336 S. Leineneinband der Zeit (rot) mit goldgeprägtem und dekoriertem Rücken- und Deckeltitel sowie Dreikantgoldschnitt. Einband mit Gebrauchsspuren, etwas berieben und an den Ecken bestoßen, Abrieb an den Kapitalen, kleine Schadstelle am Scharnier unten. Innen gut erhalten, Papier vereinzelt gering fleckig, Bleistiftnotate im Innendeckel. Mit einer Titelvignette und mehreren Textvignetten. Die Textvignetten in jeder Erzählung und jeweils ganzseitig.
br. Un'introduzione al matrimonio scritta con tono scanzonato e garbatamente paradossale a uso dei giovani e delle fanciulle. Uno Stevenson del 1876, pubblicato per la prima volta in edizione integrale dalla Biblioteca del Vascello nel 1992 e riproposto oggi dalla Robin.
br. Tra il 1874 e il 1881 Robert Louis Stevenson, che da lì a poco avrebbe raggiunto la fama con "L'isola del tesoro", scrive una serie di saggi di vario argomento: dalle passeggiate in campagna al mito di Pan, dal soggiorno nel Sud della Francia alla gloria della Marina di Sua Maestà, dal confronto tra la vecchiaia e la giovinezza ai ritratti del pittore Raeburn, dal gioco infantile alle riflessioni sulla morte, tutti attraversati dal tema di fondo della critica alla modernità. Qui raccolti e introdotti brevemente da studiosi di discipline diverse, questi testi fanno di Stevenson uno dei grandi anticipatori dei temi dibattuti dal pensiero filosofico e sociologico novecentesco.
br. Una serie di saggi che descrivono angoli diversi della città scozzese di Edimburgo, e tre itinerari da intraprendere a piedi per le campagne inglesi. Nel raccontare la sua città natale, Stevenson la descrive come una città di polvere e pioggia, foriera di malumore, ma anche un luogo ricco di memorie, episodi storici e pittoreschi, leggende e narrazioni che ne rivelano lo spirito rendendola indimenticabile. Seguono i consigli per avventurarsi a piedi, armati di comode scarpe, lungo le strade rurali che conducono nelle cittadine di Cockermouth e Keswick, tra le località intorno a High Wycombe e nei distretti di Calloway e Carrick, per visitare villaggi, antichi castelli e sentieri campestri, immersi nella stessa atmosfera che conobbe il grande romanziere. Una guida elegante, arricchita da un lieve tocco ironico e dal fascino dei viaggi di una volta.
ill., br. Stevenson era arrivato sull'isola hawaiana di Molokai nel 1889, qualche mese dopo la morte di Damiano de Veuster, il sacerdote cattolico, di origine belga, "apostolo dei lebbrosi", fatto santo nel 2009. A spingere l'autore dell'Isola del tesoro a scrivere questa "lettera aperta" per difendere l'onore di padre Damiano fu l'indignazione per la lettera che il reverendo Hyde aveva pubblicato su un giornale di Sydney con l'intento di gettare un'ombra d'immoralità sul prete cattolico già venerato come santo ancora in vita. Arrivato nel 1873 a Molokai, padre Damiano visse fino in fondo, con la sua tempra e il suo carattere non sempre accomodante e buono, la condizione dei lebbrosi, morendo anch'egli di quel morbo. Stevenson non nega i limiti dell'uomo, ma il suo cuore puro sa intuire la verità di quella testimonianza, difendendola dalla calunnia in una polemica che mette a rischio la sua stessa immagine. Una storia esemplare. Introduzione di Roberto Beretta.
<p>s.d vedi ICCU. 19 cm, rilegatura editoriale cartonata, p. 235.</p>
41p. Uncut. Endpapers paste stained. Printed by William Edwin Rudge. Typography by Frederic Warde. Small 8vo. Attractive original full paper binding with color cloud like design. Original gold paper spine label. Hardbound. Limited to only 1,000 copies. Very good. James Stephens (1882-1950) was left fatherless in the Dublin slums at the age of two. His mother remarried or took up with another man when James was about six years of age. She abandoned her young son and he was forced to go to the Meath Protestant Industrial School for Boys. The Meath School was cruel and harsh and he ran away to live in the streets or live with families that took to the likely boy. In 1905 'The Greatest Miracle' was published by Arthur Griffith in The United Irishman. Griffith became good friends with Stephens and published his works in his magazine know as the Sinn Fein. From 1905-1910, Stephens attended Gaelic League classes and become involved with political meetings. During this time he published several pieces which focused on Irish national pride, the importance of learning one's Irish language and customs, and remembering the ancient saga heroes. Stephens met many of his great contemporaries during this period including George Russell (AE), George Moore, W.B. Yeats, Lady Gregory, etc. In the year 1912, Stephens published The Charwoman's Daughter and later in the same year his noted work The Crock of Gold. The Crock of Gold was a great success and Stephens moved to Paris so he could concentrate on writing full time. Cynthia Kavanagh who had been his lover since 1907 accompanied him. He later married her in 1919. The Demi-Gods was published in 1914 and in 1915 he moved back to Dublin to become the Registrar of the National Gallery of Ireland (and stayed in that position till 1924). Stephens witnessed the shooting of a man as a result of the Easter Uprising in Dublin in 1916. This became a turning point for him as the event intensified his patriotic feelings and renewed his interest in old Irish literature. Stephens moved to London in the year 1925. He began a series of lecture tours which extended to the United States. In 1935 Stephens began a literary and personal friendship with James Joyce. His colleagues considered Stephens to be a genius who easily embraced fantasy, philosophy, and comedy - those who read him today will still be struck by his genius. **PRICE JUST REDUCED! STEPHENS/W77
In 16? (cm 18), Brossura, pagg.345 fioriture, lieve menda ai piatti, mancanza alla cerniera, legatura leggermente allentata, firma d'appartenenza con data coeve alla sguardia e a frontespizio, peraltro buon es. Flavia Steno (Lugano, 1877 ? Genova, 1946) pseudonimo di Amelia Cottini Osta, fu giornalista e scrittrice italiana di romanzi d'appendice.
br. Dall'adolescente che invia le sue lettere a Grenoble come tante dichiarazioni di guerra contro il padre, fino al console disilluso di Civitavecchia che gioca un'ultima partita d'esprit, passando per l'intellettuale dell'anno X che redige il suo breviario di Ideologo in erba, o ancora per l'amante respinto da Métilde che mormora le sue malinconiche monodie, lunga è la lista di questa opera plurale che è la Corrispondenza di Stendhal. Questa maieutica epistolare è soprattutto attiva negli anni giovanili, ma è attraverso lo scambio epistolare che Beyle si apre la via che lo condurrà fino a Stendhal.
br. Dall'adolescente che invia le sue lettere a Grenoble come tante dichiarazioni di guerra contro il padre, fino al console disilluso di Civitavecchia che gioca un'ultima partita d'esprit, passando per l'intellettuale dell'anno X che redige il suo breviario di Ideologo in erba, o ancora per l'amante respinto da Métilde che mormora le sue malinconiche monodie, lunga è la lista di questa opera plurale che è la Corrispondenza di Stendhal. Questa maieutica epistolare è soprattutto attiva negli anni giovanili, ma è attraverso lo scambio epistolare che Beyle si apre la via che lo condurrà fino a Stendhal.
br. Dall'adolescente che invia le sue lettere a Grenoble come tante dichiarazioni di guerra contro il padre, fino al console disilluso di Civitavecchia che gioca un'ultima partita d'esprit, passando per l'intellettuale dell'anno X che redige il suo breviario di Ideologo in erba, o ancora per l'amante respinto da Métilde che mormora le sue malinconiche monodie, lunga è la lista di questa opera plurale che è la Corrispondenza di Stendhal. Questa maieutica epistolare è soprattutto attiva negli anni giovanili, ma è attraverso lo scambio epistolare che Beyle si apre la via che lo condurrà fino a Stendhal.
ill., br. Il fondatore del romanzo psicologico moderno indaga il proprio animo e quello dei suoi affetti più cari in uno splendido epistolario, vivace e commovente, finora in larga parte inedito in Italia. In confessioni e confidenze di brillante tenerezza Stendhal condivide entusiasmi e struggimenti con i suoi amati happy few.
br. I "Ricordi di egotismo", qui proposti nella traduzione d'autore di Massimo Bontempelli, furono iniziati da Stendhal nell'ozio di Civitavecchia allo scopo di fissare i momenti di felicità che lo scrittore francese era riuscito a cogliere nel decennio della sua vita parigina tra il 1821 e il 1830, successivo al felice periodo milanese e all'infelice amore per Matilde Dembowski. Ma l'intento autobiografico di Stendhal si frantuma in tutta una serie di descrizioni della vita e della società parigine, e soprattutto di incursioni nelle tre grandi passioni dello scrittore francese, l'amore, la musica e la pittura.
Mm 170x245 Brossura editoriale di 201 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ril. Un lettore eccezionalmente colto, che ha padronanza di diverse lingue e che si trova a suo agio a parlare di Platone, Heidegger e Simone Weil come di Fernando Pessoa e Aleksandr Sol?enicyn. Un lettore in grado di appassionare gli intellettuali ma anche il «lettore comune» a libri nuovi, a idee vecchie e ad argomenti insoliti. Nell'arco di trent'anni, dal 1967 al 1997, George Steiner è stato tra i collaboratori più assidui del «New Yorker», una delle riviste più autorevoli e prestigiose, ineguagliabile per la cura e il livello dei suoi contributi. A un contesto di eccellenza, Steiner ha dato un'impronta inconfondibile, con una serie di saggi esemplari per profondità e lucidità, per la capacità di affrontare tematiche complesse con chiarezza, e spesso con grande forza di provocazione. I testi raccolti in Letture. George Steiner sul «New Yorker» offrono una lezione straordinaria. Attraverso l'esempio, e dunque nella maniera migliore, Steiner insegna come si legge un libro, come si affronta un autore, come si approfondisce un tema (o un enigma culturale), come si crea una connessione inedita che illumina il nostro sguardo sul mondo, come si va dritto al cuore di un problema. Le sue intuizioni sono sempre innescate da un'accurata lettura dei testi, dalla capacità di concentrarsi - al di là e contro ogni faciloneria postmoderna - sul senso di una frase, sul significato delle parole. I giudizi sono sorretti da una profonda cultura e dall'ampiezza degli orizzonti, oltre che da lucidità e autonomia intellettuale. Ad animarlo, come ha riconosciuto Susan Sontag, è il suo impegno a favore della «serietà»: un impegno ravvivato dalla generosità del maestro e dal gusto della provocazione. Un ulteriore motivo di interesse è costituito dai saggi dedicati al nostro paese. Da un lato emergono la conoscenza e l'amore per Dante, Michelangelo o Verdi (ma anche per Salvatore Satta), dall'altro l'attenzione per la nostra storia, dall'unità d'Italia al caso Moro.
br. In qualunque storia del romanzo moderno, a prescindere dai metodi e dal gusto di chi la scrive, Tolstoj e Dostoevskij sono inevitabilmente destinati a occupare i capitoli centrali. Nelle loro opere si espandono e giungono a piena maturazione i caratteri maggiormente significativi della grande narrativa dell'Ottocento: il senso del drammatico della storia e dei conflitti sociali, la riflessione individuale, le passioni più pure e quelle più torbide, l'introspezione e l'analisi minuziosa e profonda dell'animo umano. In «Tolstoj o Dostoevskij» Steiner pone a confronto i due maestri, riconoscendo nelle loro opere le massime espressioni della scuola russa, e il momento in cui essa si solleva con più decisione al di sopra delle altre esperienze europee.