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In 16 (18x12) Legatura editoriale in pelle, sovracoperta illustrata in b/n e cartone protettivo; pp. 1046; ottimo
in-8°, pp. 62. Bross. edit.
Due voll. in-8°, pp. 187, 91. Bross. edit. Legg. tracce del tempo al ppiatto ant. del I° vol. Buona la conservazione.
2 vol. in 4° ( 250x160mm.). pp. 480, 592, leg. coeva in cartone ( con lieve difetto al primo piatto e dorso del volume II ). Titolo entro ricca bordura geometrica ripetuto al dorso, Ex-libris Sig. Valsecchi Can. Alessandria. Ritratto dell'Autore al primo vol. Giuseppe Regaldi ( Varallo 1809 - Bolzano 1883 ) fu appassionato cultore di lettere e " poeta estemporaneo ". Noto sopratutto come improvvisatore, ottenne successi notevoli sia per la prestazione fisica sia per il modo enfatico e tuonante col quale soleva declamare i suoi versi ( atteggiamento retorico piuttosto diffuso in quell'epoca ). Definito l'ultimo degli improvvisatori, fu amico e collega del Carducci Sul versante della prosa si dimostrò più equilibrato, manifestando una squisita sensibilità nella descrizione di luoghi, di persone e curiosità varie. Nei " Canti e Prose " descrive con minuziosa attenzione "L'armeria reale " di Torino nominando il conte Vittorio di Seyselll d'Aix primo direttore e conservatore dell'armeria. Nel Capitolo I vol. II viene descritto il viaggio dal Monginevro a Susa, nel capitolo II Susa e i suoi dintorni, nel Capitolo III da Susa al Pirchiriano, nel IV Dal Pirchiriano a Torino, nel V Torino. Interessante volume di storia locale.
in-8° ( 16 x 10 cm); 1 vol.; pp. [12], 304; marca (sirena bicaudata e coronata tiene uno stemma in una cornice vegetale) al frontespizio, testatine e capilettera xilografati; leg. moderna in pergamena, frontespizio in b/n, titolo all'occhietto "Bacco in Toscana"; dedica dell'Editore a Giuseppe Valletta; seconda ed. (la prima fu pubblicata a Firenze nel 1685) di un lungo poema epico sull'enologia di Francesco Redi (1626-1698; medico, scienziato e letterato di Arezzo, poeta, membro dell'accademia della Crusca). "Il testo, soprattutto famoso per la descrizione dell'ebbrezza di Bacco immaginato ad assaggiare i vini della regione, offre un divertente catalogo dei vini toscani del tempo. Il Redi, sembra fosse astemio, sviluppò il componimento in ben 980 versi, facendo anche una requisitoria contro tè, caffè, sidro, birra e i diversi prodotti non italiani derivanti dalla distillazione alcolica"; leggere bruniture e normale patina del tempo alle carte; opera interessante, molto poco diffusa, quasi in ottime condizioni generali. -- 8vo, mod. vellum, [12]-304 pp. (paper age-toned, some spotting). Good copy. 2nd ed. (1st Florence 1685) of a long poem by Francesco Redi (1626-1698) on oenology. Woodcut mark on title. Ref. Rhodes (BL London) 726. BN Paris (1). Cp. Simon 1268, Oberlé 1039, Vinciana 2988 (1st ed.).
In 8? (cm 20,5), Brossura, pagg.248-(8) buon es.
br. Verrà un tempo in cui ogni uomo sarà il proprio re e il proprio pastore, in cui ciascuno offrirà l'incenso a Dio nel tempio del proprio corpo e della sua anima. Tra gli uomini ci saranno solo rapporti di attenzione e amore; ognuno parlerà al fratello delle idee che gli si agitano in testa, dei sentimenti che gli attraversano il cuore. Non ci saranno più uomini che governano o conducono altri uomini, ma ognuno agirà verso il suo vicino e predicherà la verità che sente e che crede.
br. Un ritratto di Pasolini: il dissidio irrisolto tra vita e storia, corpo e ragione, individuo e comunità, mito e demitizzazione; le metamorfosi del potere e la resistenza della parola.
br. Servili, bugiardi, fragili, opportunisti: il mondo continua a osservarci stupito e a chiedersi donde provengano negli italiani tante riprovevoli inclinazioni, tanta superficialità etica e tanta mancanza di senso di responsabilità. Colpa delle stelle? Del clima? Della natura beffarda che ci avrebbe fatti così per puro capriccio? In questo suo nuovo libro, sciolto e affabulatorio nella forma quanto ruvido e penetrante nella sostanza, Ermanno Rea ci guida alla ricerca delle origini stesse della "malattia", del suo primo zampillare all'ombra di quel Sant'Uffizio che nel cuore del secolo XVI trasformò il cittadino consapevole appena abbozzato dall'Umanesimo in suddito perennemente consenziente nei confronti di santa romana Chiesa. Dopo oltre quattro secoli, la "fabbrica dell'obbedienza" continua a produrre la sua merce pregiata: consenso illimitato verso ogni forma di potere. L'italiano si confessa per poter continuare a peccare; si fa complice anche quando finge di non esserlo; coltiva catastrofismo e smemorante cinismo con eguale determinazione. Dall'Ottocento unitario al fascismo, dal dopoguerra democristiano alla stessa dinamica del compromesso storico, fino alla maestosa festa mediatica del berlusconismo, "Mario Rossi" ha indossato la stessa maschera del Girella ossequioso. Saggio, pamphlet, invettiva, manifesto: un libro di straordinaria lucidità e saggezza, una riflessione che diventa sbrigliata ricognizione storica, atto di accusa, istigazione al pensiero.
br. Servili, bugiardi, fragili, opportunisti: il mondo continua a osservarci stupito e a chiedersi donde provengano negli italiani tante riprovevoli inclinazioni, tanta superficialità etica e tanta mancanza di senso di responsabilità. Colpa delle stelle? Del clima? Della natura beffarda che ci avrebbe fatti così per puro capriccio? In questo suo nuovo libro, sciolto e affabulatorio nella forma quanto ruvido e penetrante nella sostanza, Ermanno Rea ci guida alla ricerca delle origini stesse della "malattia", del suo primo zampillare all'ombra di quel Sant'Uffizio che nel cuore del secolo XVI trasformò il cittadino consapevole appena abbozzato dall'Umanesimo in suddito perennemente consenziente nei confronti di santa romana Chiesa. Dopo oltre quattro secoli, la "fabbrica dell'obbedienza" continua a produrre la sua merce pregiata: consenso illimitato verso ogni forma di potere. L'italiano si confessa per poter continuare a peccare; si fa complice anche quando finge di non esserlo; coltiva catastrofismo e smemorante cinismo con eguale determinazione. Dall'Ottocento unitario al fascismo, dal dopoguerra democristiano alla stessa dinamica del compromesso storico, fino alla maestosa festa mediatica del berlusconismo, "Mario Rossi" ha indossato la stessa maschera del Girella ossequioso. Saggio, pamphlet, invettiva, manifesto: un libro di straordinaria lucidità e saggezza, una riflessione che diventa sbrigliata ricognizione storica, atto di accusa, istigazione al pensiero.
ill., br. "Un genio: l'unico scrittore veramente geniale dell'ultimo dopoguerra". Così trent'anni fa Burroughs veniva definito da Norman Mailer. Dopo aver ispirato tutte le correnti artistiche d'avanguardia, dal punk al postmodernismo, cresce finalmente una devota attenzione nei confronti dell'incredibile attività artistica di W.S. Burroughs. Questo libro possiede l'indubitabile merito di rileggere "il demone" Burroughs a partire dai movimenti e dalle scene artistiche più radicali. Vengono così chiariti i suoi forti legami con le culture sperimentali e le avanguardie di tutto il mondo, oltre al senso della sua poetica in rapporto alle tematiche del cut-up e della pittura: l'ultima frontiera della sua ricerca comunicativa. Non poteva mancare pertanto un doveroso tributo nei confronti di Brion Gysin, pittore visionario, già surrealista, amico e nume tutelare della stessa ricerca burroughsiana, qui riscoperto e tratteggiato con puntuale attenzione. "Il suo folle genio è stato lo specchio perfetto del suo tempo" così lo ha descritto J.G. Ballard, qualche giorno dopo la sua morte.
ill., ril. John Ronald Reuel Tolkien è forse l'autore che più ha influenzato la cultura popolare degli ultimi cent'anni. Grazie alle trasposizioni cinematografiche del regista Peter Jackson, le sue opere sono arrivate anche alle generazioni più giovani, alimentando ancor di più l'interesse verso i suoi capolavori Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli - definito, a pieno titolo, «il libro del XX secolo». Raymond Edwards ricostruisce la vita di J.R.R. Tolkien scavando nei meandri dei ricordi dell'uomo - dall'infanzia travagliata all'esperienza traumatica nella Prima Guerra Mondiale, passando per l'amore per la moglie Edith, l'importanza della propria fede, le difficoltà personali e professionali affrontate per completare Il Signore degli Anelli e molto altro - per incastrarvi sapientemente il rapporto con la filologia, materia che l'ha accompagnato per l'intera carriera accademica. Tolkien è inoltre la prima biografia a occuparsi del grande lascito letterario dell'autore, prendendo in considerazione sia le numerose pubblicazioni postume curate dal figlio Christopher, che quelle realizzate in ambito universitario.
In 8? (cm 20,5), Brossura originale, pagg.537-(6) traduzione di Bruno Oddera, segni del tempo alla cop., ma buon es. Quarta edizione. Ultimo romanzo della scrittrice e giornalista americana Rawlings (Washington, 1896 ? St. Augustine, 1953), che vinse il premio Pulitzer nel 1938 con il suo capolavoro" Il Cucciolo", da cui fu tratto il film con Gregory Peck
br. "Mi pare riduttivo nominarla. Preferisco il nome comune di luogo: l'isola. Appartata, inaccessibile. Eccentrica. Approdo e punto di fuga. Invece parlo proprio di Stromboli. Mi è sembrata un'eccellente idea fermarmi sotto il vulcano. Al culmine della mia carriera di irrequieta. Dato che nulla è permanente, nemmeno una casa, nemmeno le cose, nemmeno la vita umana. Mi esercito alla provvisorietà. Cerco un senso d'impermanenza. Una marcia di avvicinamento al distacco. È la lontananza, la chiave di questa ottusa felicità. Sono, finalmente, lontana. Da che cosa esattamente non lo so, ma mi pare che non abbia importanza. Dalla terraferma. Dalla città. Dalla realtà. Non lo so. Mi sento lontana e basta". Lidia Ravera ha eletto Stromboli a suo domicilio rifugio, una scelta non casuale, adeguata a chi come lei è "in conflitto perpetuo col suo tempo". Un'isola per casa per sperimentare una temporalità diversa, quella del presente e non quella di un futuro da rincorrere. Per appropriarsi del tempo della natura, il tempo della contemplazione. Solitario. Da contrapporre al tempo che fugge, delle carriere e delle ambizioni, delle seduzioni, dei confronti e degli impegni di militanza politica e culturale. Un tempo nuovo, di qualità, contrario al tempo dell'ansia dell'esserci, testimoniare, essere visti, darsi da fare.
ill., br. La nuova serie della rivista "The Florence Review" esce ora per Le Lettere: l'unica rivista letteraria bilingue che traduce testi inediti di autori contemporanei (nei numeri passati sono stati pubblicati: Rossella Milone, Paolo Di Paolo, Laura Pariani...). La rivista è un punto di riferimento per chi si occupa di traduzione, scrittura creativa e graphic storytelling. Primo numero illustrato da Francesco Chiacchio. Diretta da Alessandro Raveggi e Martino Baldi, offre uno sguardo unico sul panorama italiano, raccontandolo ogni volta attraverso racconti e poesie che affrontano parole-chiave del contemporaneo. Tra gli autori, il progetto ha pubblicato scrittori del calibro di Paolo di Paolo, Rossella Milone, Giusi Marchetta, Giampaolo Simi, Giordano Meacci, Omar di Monopoli, Laura Pariani, Alessandra Sarchi, Edgardo Franzosini, Claudia Durastanti, Elena Varvello, Filippo Tuena, Luca Ricci. Il primo numero della nuova serie uscirà a maggio 2022 in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino, e come partner annovera già le fiere Testo (Firenze, febbraio 2022) e Book Pride (Milano, marzo 2022). La sua parola chiave, "Orizzonte", indicherà un approfondimento dal punto di vista ambientale ed emotivo di questi anni complessi, uno sguardo prospettico e approfondito. Tra le voci già confermate del nuovo numero in lavorazione segnaliamo la scrittrice Rosa Matteucci, Fabio Geda, il poeta Fabio Pusterla, il giornalista culturale Gianluca Didino, l'autore fiorentino Enzo Fileno Carabba. Sarà poi come sempre illustrata da un illustratore professionista, in questo caso da Francesco Chiacchio (già illustratore per la «Repubblica», «Internazionale» e altri magazine e quotidiani prestigiosi).
Cop. coeva in cartonato. in 8°. pp.334.con ill. di artisti fiorentini.scritte in oro al dorso. alcune fioriture ma per il resto ottimo.
br. Vagabondi, prostitute, ladri, quanti vivono di espedienti, abitatori di margini al contempo fisici, sociali e mentali, non inquadrabili in alcuna classe. Figure che, se ben fotografate, danno alla letteratura la capacità di affrescare un'immagine complessa e stratificata del Paese reale.
Mm 105x155 Collana "Manuali Hoepli" - Volume rilegato in tela con copertina a stampa, viii-373 pagine. Libro in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. La Germania secondo Fabrizia Ramondino ovvero diario di un "viaggio esteriore e interiore", scandito dal ritmo di una meditazione poetica: nelle pagine di questo taccuino, l'autrice narra di sé e della sua lunga frequentazione delle "terre tedesche", ricostruendo, dal dopoguerra sino a oggi, l'instabile profilo di un Paese segnato dai traumi e dalle crisi ripetute del Novecento. Immagini di città - Heidelberg, Francoforte, Monaco, Wuppertal, Weimar, Berlino - si intrecciano a riflessioni sulla Storia e sulla cultura tedesca, sollecitando via via, accanto alla memoria del passato, un tentativo di decifrare gli scenari del presente scaturiti dalla svolta del 1989. Ne deriva un singolare itinerario attraverso lo spazio e il tempo, che è insieme un bilancio di vita e di scrittura: l'esperienza del viaggio coinvolge di rimando la nozione delle origini e il rapporto con Napoli, "città balia" più che "madre", oggetto di un amore difficile e radice di un senso irrimediabilmente precario dello star di casa e nel mondo. Accompagnano il testo tre lettere inedite di Gesualdo Bufalino, Anna Maria Ortese e Karsten Witte riferite alla prima versione del Taccuino tedesco (La Tartaruga, 1987).
1 24 x 17 cm., in brossura, pagg.91, & illustrazioni in nero, edizione numerata: copia n.388/600, in italiano. Ottime condizioni.
Brossura datata filo refe, usure vare da attrito e compressione, marcate alle estremità, canaletti e dorso, severo ingiallimento dei toni ombrati da polvere da scaffale e aloni di umido, segnano la copertina illustrata dai titoli, con patinato alterato da sfregamento, fogli e tagli velati da ossidazione avorio non uniforme, scelta e traduzione di Vincenzo Errante. N. pag. 957. USATO
ill., br. Tanto è manifesto l'appetito di Ezio Raimondi per i libri, che un'allieva impertinente gli attribuì la qualifica di "libridinoso". Non è però la passione del collezionista o del bibliomane. Il libro, dice Raimondi, è una creatura che ci parla, e leggere è un'occasione di incontro e di amicizia. Riandare ai libri che ci hanno accompagnato negli anni significa allora davvero ritrovare pagine e persone che ci sono state amiche. Mentre l'età di Gutenberg volge forse al tramonto, la parola vivida di questo grande lettore testimonia l'inesauribile tesoro di conoscenza e affetti che l'esperienza del libro sa portare nella nostra vita.
br. In quale tempo e in quale spazio ha luogo il singolare, fragile evento della lettura? Da queste domande prende avvio il breve e nitido saggio che Ezio Raimondi, uno dei massimi studiosi della letteratura oggi in Italia, ha dedicato al leggere. È un atto apparentemente semplice, un gesto quotidiano, eppure leggere è un rapporto complesso fra due persone, l'autore e il lettore, che ha luogo attraverso un testo. Chi legge fa vivere un testo, lo realizza, mettendosi così in comunicazione con l'altro, con una diversità. Nel leggere è implicata la disponibilità ad ascoltare, a entrare in relazione, a non prevaricare l'altro con la propria individualità. Esiste dunque un'etica della lettura, che è fatta di filologia e passione, capacità di intendere e disponibilità a mettersi in gioco.