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br. Uno dei più amati autori di libri di viaggio alle prese con un itinerario a dir poco insolito: l'esplorazione della sua dimora inglese, un'ex canonica vittoriana situata in uno sperduto villaggio del Norfolk. La sfida è quella di posare su quanto ci circonda - ambienti, pezzi d'arredamento, utensili e dettagli all'apparenza insignificanti - uno sguardo diverso, attento e capace di svelarci la loro più intima natura di stratificati e misteriosi depositi di Storia. Perché, avverte Bryson, anche se non ce ne rendiamo conto, a casa nostra, in un modo o nell'altro, finisce in realtà "qualunque cosa succeda nel mondo, qualsiasi cosa venga scoperta, creata o aspramente contesa". Il nostro microcosmo domestico, fatto di sale da pranzo, camere da letto, bagni, ma anche di dispense, ripostigli, saliere, trappole per topi, interruttori della luce, diventa così un accesso privilegiato per capire com'è cambiato, negli ultimi centocinquant'anni, il nostro rapporto con il sonno, il cibo, il sesso, le malattie, la vita di coppia e l'educazione dei figli. E da letti, divani e giardini di casa fino allo scorbuto, la torre Eiffel, le invenzioni paesaggistiche di Capability Brown o i viaggi avventurosi del capitano Cook, il passo è assai più breve di quanto avremmo mai immaginato, e il percorso non privo di qualche rapida incursione in tempi assai remoti - ricco di sorprese e di continue scoperte.
br. "La Francia non può essere Parigi, ma Parigi non è la Francia": così prende l'avvio il resoconto del "Breve viaggio" di Henry James per la Francia. Splendide descrizioni di chiese, palazzi, monumenti, piazze e panorami si alternano a racconti pieni di sorridente intelligenza. La straordinaria ricchezza di notizie, curiosità storiche ed attenzione continua verso quanto lo scrittore vede e sente trasforma questo racconto di viaggio in un vero e proprio romanzo di "appassionato pellegrinaggio".
br. Scritto da Cioran nella sua lingua materna tra il 1941 e il '44, dovranno passare circa trent'anni perché il testo veda la luce, prima in romeno e poi in francese. Composto di 70 divagazioni di diversa lunghezza, rappresenta una sorta di vetrino da microscopio che consente di cogliere il momento di trapasso fra il "più straniero fra gli stranieri di Parigi" - come l'autore medesimo si definiva - e la nuova identità nata al contatto con una cultura che ha influenzato a fondo quella romena pur essendone sideralmente lontana. Da questo vero e proprio "innesto" scaturisce un ibrido straordinario, capace di rinserrare nelle lucide formulazioni del francese la scomposta effusione lavica delle sue mai del tutto rinnegate vene balcaniche. Cura e postfazione di Roberto Scagno.
brossura
Dritte Auflage. (ca. 20 x 15,3 cm). XVIII, 336 S. Leineneinband der Zeit (rot) mit goldgeprägtem und dekoriertem Rücken- und Deckeltitel sowie Dreikantgoldschnitt. Einband mit Gebrauchsspuren, etwas berieben und an den Ecken bestoßen, Abrieb an den Kapitalen, kleine Schadstelle am Scharnier unten. Innen gut erhalten, Papier vereinzelt gering fleckig, Bleistiftnotate im Innendeckel. Mit einer Titelvignette und mehreren Textvignetten. Die Textvignetten in jeder Erzählung und jeweils ganzseitig.
br. Tra il 1929 e il 1932 Benjamin, convinto sostenitore di un uso socialmente utile dei nuovi media, lesse alle radio di Berlino e Francoforte una serie di "micronarrazioni" rivolte ai "ragazzi fra i dieci e i quindici anni", rivelando un indiscutibile talento affabulatorio e pedagogico e cercando di indurre nei giovani ascoltatori una propria capacità di osservazione critica del mondo. Attraverso i temi e i protagonisti delle narrazioni, scorrono in filigrana temi come il "Teatro dei burattini", "Caspar Hauser", "Il dottor Faust", "Le antiche bande di briganti", "La scomparsa di Pompei ed Ercolano", e, al tempo stesso, le spinose questioni e i protagonisti del suo tempo: dalle scorribande attraverso Berlino allo sviluppo della tecnica e dell'industria, dal potere oppressivo dello Stato nella "Bastiglia" al diabolico fascino del ciarlatano Cagliostro-Hitler, alla cupa "Caccia alle streghe", prefigurazione di quella caccia al diverso che si scatenerà di lì a pochi anni. Il testo è tradotto da Giulio Schiavoni, cui si deve anche una completa ricognizione del pensiero di Benjamin nell'introduzione.
br. Stefano D'Arrigo è sicuramente una delle personalità più complesse e misteriose della letteratura italiana del secondo novecento. Un gigante la cui opera più famosa, Horcynus Orca, fa paura ai più per la mole anch'essa fuori dall'ordinario. Un uomo solo e schivo, come viene descritto, ma capace di grande generosità. Un perfezionista della parola che ha contribuito, involtariamente, a costruire un'immagine di sè che affonda le proprie radici nel mito, proprio come il suo romanzo. Un letterato che ha avuto nella moglie Jutta la sua prima grande sostenitrice, morale e materiale, tanto da descriverla, nella dedica dell'Horcynus come colei che "meriterebbe di figurare in copertina col suo Stefano".
in-16, pp. 189, (3) con figure in nero n.t., broch. edit. illustrata a colori. Graziosa edizione illustrata delle fiabe di Luigi Capuana, edite per la prima volta nel 1882 e poi variamente ristampate. Quando L'A., esponente del verismo, pubblicò "C'era una volta" l'amico Verga diede per scontato che si trattasse di una accurata trascrizione delle fiabe del mondo contadino, ma fu lo stesso Capuana a chiarire che le storie erano invece inventate di sana pianta, con un gusto e una benevola ironia che il lettore accorto riesce man mano a riconoscere fra le righe di una scrittura pienamente rispettosa dello stile fiabesco tradizionale. Giulio Cattaneo scrisse infatti: "Le fiabe rimangono forse l'opera più felice di Capuana, come una prosa svelta, semplificata al massimo, ricche di ritornello, cadenze e cantilene, hanno un incanto singolare e una originale cifra stilistica." Dorso restaurato e difetti al piatto posteriore.. G. Cattaneo, dall'introduzione a : Capuana -Tutte le fiabe Roma 1992.
br. Tra l'inizio, il «C'era una volta», e la fine,conclusione positiva della storia, «...e vissero tutti felici e contenti», nelle fiabe sono racchiuse tutte le esperienze della vita. Celati dietro il velo dell'apparenza, si trovano simboli e riferimenti esoterici che nascondono profonde verità e indicano la via da seguire per esprimere appieno se stessi, aiutando a chiarire i processi interiori e insegnando a dominare i propri mostri. La fiaba è quindi un testo assolutamente unico, in cui sono custoditi archetipi e significati che affondano le loro radici nella mitologia e nella storia dei popoli, richiamando riti ancestrali e toccando la parte più profonda della coscienza dell'umanità. Seguendo una successione storica, nel libro viene affrontata una vera e propria analisi degli aspetti nascosti di alcune delle fiabe più celebri e di altre meno, nate non come semplici racconti per bambini ma come narrazioni simboliche per descrivere il percorso iniziatico dell'uomo che cerca la Conoscenza.
Kl.8°. 119,143,94,126,143 S. Pappband der Zeit mit montiertem rotem goldgeprägtem Rückentitel. Einband leicht berieben, Ecken und Kapitale etwas bestoßen, Eigenvermerk auf fliegendem Vorsatz, papierbedingt leicht gebräunt, stellenweise leicht stockfleckig, insgesamt gut erhalten. Der Sammelband enthält: Anthologie aus den sämmtlichen Schriften von Christian Garve . Erster und Zweiter Theil (112. und 113. Lieferung, neue Folge: 32. und 33. Bändchen, 1831). - Gellert's Fabeln. Erstes und Zweites Bändchen. (58. und 59. Lieferung, 1829). - Der deutsche Hausvater. Schauspiel von O. H. von Gemmingen (137. Lieferung, neue Folge 57. Bändchen, 1831). - Mit je einer Porträtabbildung Garves und Gellerts nach Holzstichen am Anfang des jeweiligen Bändchens.
Kl.8°. 126,122,208,96,125 S. Pappband der Zeit mit montiertem rotem goldgeprägtem Rückentitel. Einband leicht berieben, Ecken und Kapitale etwas bestoßen, Eigenvermerk auf fliegendem Vorsatz, papierbedingt leicht gebräunt, stellenweise leicht stockfleckig, insgesamt gut erhalten. Der Sammelband enthält: Anthologie aus F. L. G. von Göckingk's Gedichten (92. Lieferung, neue Folge: 12. Bändchen, 1830). - Göthe's Genius. Erstes Bändchen Rhytmische Fragmente. (54. Lieferung), Zweites und Drittes Bändchen Prosaische Fragmente (55. und 76. Lieferung). - Mit eingebunden: Gedichte von F. W. Gotter. Gotha, New-York 1828. - Mit je einer Porträtabbildungen Göckingks, Goethes und Gotters nach Holzstichen am Anfang des jeweiligen Bändchens.
Marseille, Cahiers du sud numéro 343, 1957. In-8 broché, 504 pp. + pp. publicitaires. Bon état.
in-8, 172 pages, broché, couverture souple. Bon état. [TX-4]
in-8, 236 pages, illustrations, broché, couverture souple. Bel exemplaire. [TX-4]
ill., ril. Nell'autunno del 1959, alla Fiera del libro di Francoforte un giovane autore di nome Günter Grass presentò un romanzo che ebbe straordinaria risonanza e per molti versi segnò un nuovo inizio della letteratura tedesca: "Il tamburo di latta". La Germania occidentale pareva finalmente essersi scrollata da quella sorta di torpore del pensiero che aveva dominato i primi lustri post-bellici, intenzionata a interrogarsi senza remore sul più recente passato, a mettere in discussione certezze politiche, sociali e culturali. E di questo risveglio Grass fu uno dei protagonisti. Avendo ormai raggiunto un'età venerabile, lo scrittore ritiene che sia giunto il momento di ripercorrere quanto è accaduto in questo lungo mezzo secolo. Ma pensa di dare la parola a figli e figlie, affinché siano loro a raccontare e raccontarsi, a mettere a confronto le loro esperienze, a dire cosa ha significato nascere, crescere e vivere accanto a un padre tanto famoso, certamente poco autoritario ma anche poco propenso a giocare con loro, e da ultimo anche un po' ondivago a livello sentimentale. In questa polifonia di voci, a fare da raccordo è Maria Rama, una fotografa amica di vecchia data dello scrittore, che con la sua Agfa-Box del 1932, segue passo passo la vita dei ragazzi. Che di lei si fidano, perché quella semplice macchina fotografica, ha una magica prerogativa: nella camera oscura, al momento della stampa, oltre al soggetto, mostra anche il passato, il futuro e i desideri di ognuno di loro.
br. «Mentre io, prima che Karrer impazzisse, camminavo con Oehler solo di mercoledì, ora, dopo che Karrer è impazzito, cammino con Oehler anche di lunedì... ho salvato Oehler dall'orrore... perché non c'è nulla di più orribile del dover camminare da soli di lunedì»: bastano poche frasi, ad apertura di pagina, a immergerci nel flusso ipnotico della scrittura di Thomas Bernhard. Ma perché, e quando, Karrer è impazzito? Forse, dice Oehler (che come molti personaggi di Bernhard è contagiato da una «micidiale tendenza al soliloquio» e al «meditare sino allo sfinimento su cose insolubili»), c'entra il suicidio dell'amico Hollensteiner - il chimico annientato dalla «bassezza» dello Stato austriaco, che «nulla odia più profondamente di chi è fuori dall'ordinario». O forse l'aver esercitato sino in fondo «l'arte di esistere contro i fatti» - di esistere, cioè, «contro ciò che è insopportabile e contro ciò che è orribile». Al momento in cui Karrer ha varcato «il confine della pazzia definitiva», Oehler ha assistito personalmente: ed è, quella che racconta con precisi, ossessivi, grotteschi dettagli, una sequenza di irresistibile e insieme tragica comicità che fa pensare a certe pagine di Kafka.
br. Inoltrarsi nella foresta e immergersi nella natura per allontanarsi dalla vita sociale e guarire i mali dell'animo ritrovando l'armonia. Questo splendido resoconto di pensieri, elaborato da Thoreau durante le sue escursioni solitarie e trascritto nel 1862, rievoca i grandi spazi vergini degli Stati Uniti. Una sezione è dedicata all'arte di camminare, che consiste anche nella capacità di staccarsi dai pensieri quotidiani per guardare dentro di sé ed entrare in sintonia con la natura incontaminata e selvaggia. Con una nota di Marina Corradi.
br. Un saggio breve e folgorante, profetico, in cui il maestro del pensiero americano dell'Ottocento mette in guardia dai pericoli della civiltà industriale. Un libro che individua nella natura selvaggia la vera patria dell'uomo e nel vagabondare per boschi la salvezza spirituale. Un inno alla libertà dell'uomo che vede nel camminare un moto di elevazione spirituale, un itinerario interiore verso la purezza infinita e divina.
br. "Camminare e altri passi scelti" è una selezione di scritti di Henry David Thoreau, impreziosita dall'introduzione del filosofo Leonardo Caffo. È libro più completo e approfondito sul tema del cammino e del viaggio in Thoreau. Oltre all'oramai celebre Camminare (Walking, 1851), un ispirato e appassionato saggio breve in cui si affrontano i temi classici in Thoreau della natura selvaggia e del vagabondare, il volume propone alcuni passi inediti da lettere e diari dell'autore americano, sempre sul tema del viaggio e della scoperta della natura, qui pubblicati e tradotti per la prima volta in Italia. Completano il libro gli scritti brevi "Una passeggiata d'inverno" e "Notte e chiar di luna". In Thoreau il viaggiare per i boschi e l'esplorazione della natura non è solo un rifugiarsi dal caos della civiltà moderna ma anzitutto un tentativo di ricerca ed elevazione spirituale. L'incontro con le foreste, i fiumi e i laghi si configura in questi scritti come un vero e proprio itinerario dell'anima, profondo e toccante, che Thoreau intraprese durante tutto l'arco della sua vita. La curatela e le nuove traduzioni riccamente annotate di Stefano Paolucci donano al lettore italiano punti di vista inediti e preziosi sul lavoro "naturalistico" di Henry Thoreau.
in-16, pp. 104, (10) di notizie letterarie sulla collana, broch. edit. (dorso riparato). Edizione originale impressa in 200 esemplari (ns. 167) di queste memorie sulla Prima Guerra Mondiale. Buon esemplare intonso, con dedica autografa di Vaudier sull'occhietto.. .
br. «Scrivendo questa monografia (apparsa in romeno presso la Casa Editrice dell'Istituto Culturale Romeno nel 2004) non mi ero chiesta con troppa insistenza quali e come sarebbero stati i miei lettori: perché latente, dentro la mia mente ed anima, c'era la certezza di rivolgermi a romeni che conoscono forse poco o affatto l'uomo Sciascia e la sua opera, che hanno un'idea piuttosto vaga della storia politica e culturale dell'Italia nella seconda metà del Novecento, ma che sicuramente hanno vissuto, almeno in parte, la nostra dittatura (non l'«eterno fascismo italiano» di Sciascia, ma l'eterno comunismo romeno - per altro non molto dissimili), col suo controllo ideologico e la sua polizia politica (che ha tante cose in comune con l'OVRA, ma anche con l'Inquisizione spagnolesca della Sicilia, che ritornano ossessivamente in Sciascia); che, dopo, hanno vissuto la grande speranza della libertà e del cambiamento per vedere poi come i più fedeli della dittatura di ieri diventano i più zelanti fautori della democrazia di oggi, sparpagliandosi per i vari partiti politici dei più vari colori (come gli ex-fascisti in Candido) e servendosi di qualsiasi ideologia purché, al governo o in opposizione, rimangano dentro l'apparato (come i vari politici del Contesto), dentro quella struttura compatta che è il potere effettivo e non trasparente (il Leviatano di Sciascia); che hanno visto come le vecchie relazioni personali si riannodano per costituire gruppi di potere economico sotterraneo, cosche di vario grado ed estensione, che la stampa, finalmente libera ed impotente, chiama, con parola prettamente siciliana, «mafie», e parla di «baroni locali» (termine assolutamente estraneo alla tradizione storica romena, ma familiare a quella siciliana, e diventata perfettamente comprensibile a ogni mio concittadino di oggi); che hanno visto che le nuove leggi, migliori in teoria, in pratica migliori non possono diventare finché si applicano selettivamente secondo i casi e le persone; che lo Stato (cioè quello Stato di diritto, di matrice illuminista, agognato da Sciascia ma ormai da tanti e dappertutto) non si fa vedere; che hanno vissuto la violenza di strada (le famose «mineriadi» - le marce su Bucarest» dei minatori) sotto cui covava una strategia della tensione non molto diversa da quella degli anni di piombo in Italia (ricordiamoci Il cavaliere e la morte di Sciascia); che hanno verificato sul vivo le parole di Sciascia: «non si saprà mai alcuna verità sui fatti delittivi che abbiano un rapporto, se pur minimo, con la gestione del potere...» (Dalla Prefazione)
In 16? (cm 17,8), Brossura originale, pagg.192-(12) traduzione di Guidarino Guidarini e Bruno Oddera, segni del tempo alla copertina, piccola abrasione al'angolo del piatto anteriore, ma buon es. Collana"I Superpocket", 275. Prima edizione. Candy, simbolo dell'imminente rivoluzione dei costumi morali, vive una serie di avventure, una che sorprendente dell'altra.Il libro uscito inizialmente a Parigi con il titolo "Lollipop" ? stato scritto anche dall'autore della sceneggiatura del film "Il dottor Stranamore".
br. "Il caso Diciotti. L'intervento della Chiesa per sbloccarlo (e dell'Irlanda). L'uomo che non conosce il mare indagato per sequestro di persona, sequestro di persona a scopo di coazione, arresto illegale, abuso d'ufficio e omissione di atti d'ufficio. Il sistema australiano. La recrudescenza del razzismo. L'ONU che riconosce che nei campi libici i migranti vengono torturati, la guerra civile a Tripoli, i "cani selvaggi" addosso a Papa Francesco... Nel mezzo di tutto questo è arrivato anche il mio gran giorno, quello che è dato nella vita di ogni cane, e finalmente sono riuscito a salire a bordo di Open Arms." (Sandro Veronesi)
GIOVANNI PASCOLI CANTI DI CASTELVECCHIO. , FABBRI EDITORI 2001, Volume in copertina rigida telata molto ben conservata, le pagine si presentano ingiallite ma tutti gli interni appaiono puliti privi di scritte o marcature, margini e rilegature integri. Dotato di linguetta di stoffa segnalibro.Introduzione e note di Giuseppe Nava. Nella Collana I Grandi Classici Della Poesia a cura di Bianca Garavelli. Buono (Good) . <br> <br> <br> 439<br>
Giacomo Leopardi Canti e prose scelte con note di Siro Attilio Nulli un ritratto e un autografo. Milano, Ulrico Hoepli 1936, Copertina in eco pelle con banda e titolo dorato al dorso. Tagli sporchi di polvere e irregolari. Pagine leggermente ingiallite. Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 355<br>