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Buono stato, coperta illustrata in cartoncino goffrato semimorbido, su I.a di coperta di Francis Bacon "Doppio ritratto di Lucien Freud e Frank Auerbach", particolare, 1964, bordo poco sfregato, abrasione, tagli poco ambrati, pagine ben conservate, macchiette su occhietto, cerniera stretta. Postfazione di Luigi Reitani. Traduzione di Claudio Groff. XXXI volume della collana Prosa del Novecento. Numero Pagine 132 USATO
In 8 (21x13,5) Brossura illustrata; pp.55; Buono
br. In questa autobiografia letteraria Raffaele La Capria, uno dei maestri della narrativa italiana del Novecento, parla di letteratura e vita, dedicando un capitolo a ciascuno dei suoi libri e all'epoca in cui furono scritti. Ripercorrendo sessant'anni di scrittura, La Capria riflette sulle sue intenzioni, sui tentativi, le motivazioni e le giustificazioni, sulle cose fatte e su quelle rimpiante: dagli esordi con «Un giorno d'impazienza» al successo internazionale ottenuto con «Ferito a morte», consacrato dal Premio Strega nel 1961, dal romanzo rifiutato, «Amore e psiche», ai numerosi scritti saggistici in cui racconta i suoi libri, la sua città, se stesso. «Cent'anni d'impazienza» è la nuova edizione di «Cinquant'anni di false partenze» e comprende anche i saggi riferiti alle opere pubblicate dopo il 2002, completando questo lungo «romanzo involontario», lirico e malinconico, narrato con la profonda levità dello «stile dell'anatra» e con la precisione di un tuffo ben riuscito. Prefazione di Emanuele Trevi. Introduzione di Raffaele Manica. Omaggio di Alfonso Berardinelli.
br. Atti del Convegno, Vicenza, 22 ottobre 2021.
Brossura con coperta in carta, titoli in verde e nero in prima di copertina e al dorso, brunita, strappetti al dorso. Tagli bruniti, pagine ben conservate. Annotazione a penna sul risguardo anteriore e posteriore. Numero pagine 379 USATO
br. "Dicono gli atlanti che la Sicilia è un'isola e sarà vero, gli atlanti sono libri d'onore. Si avrebbe però voglia di dubitarne, quando si pensa che al concetto d'isola corrisponde solitamente un grumo compatto di razza e costumi, mentre qui tutto è dispari, mischiato, cangiante, come nel più ibrido dei continenti. Vero è che le Sicilie sono tante, non finiremo mai di contarle. Vi è la Sicilia verde del carrube, quella bianca delle saline, quella gialla dello zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava..." Il volume, scritto a quattro mani da Gesualdo Bufalino e Nunzio Zago, è il viaggio, pieno di fascino e calore, in una serie di testimonianze letterarie, antiche e moderne, umili e colte, per tentare il ritratto di quest'isola magica di cui tanti hanno parlato e della quale tanto, ancora, resta da dire.
brossura La storia di Madame Bovary è una delle storie romanzesche più conosciute e amate, soprattutto dalle donne, che hanno voluto vedere in questo personaggio la rivolta sensuale ed esplosiva di una donna contro la costrizione soffocante della famiglia, contro un ambiente di provincia volgare e meschino. Eppure Emma Bovary non è amata dal suo autore. Dacia Maraini, scrittrice, critico e donna, ripercorre la vicenda di Madame Bovary per capire il mistero del suo fascino e la verità delle sue intenzioni.
br. Geno Pampaloni, uno dei più brillanti italianisti del secondo Novecento, inseguì per tutta la vita l'opera e il mito di Cesare Pavese nel quale egli identificò il punto di congiuntura tra la letteratura classica e quella contemporanea, in Italia. Guidato da una profonda comunanza di intenti nei confronti di Pavese, il critico traccia il ritratto dello scrittore e poeta, soffermandosi su tutte le opere. Ne viene fuori il ritratto di un uomo inquieto, perennemente insoddisfatto delle sue opere e della sua vita.Il testo che riproponiamo conobbe la veste definitiva nel 1981, ma è il frutto di un lavoro durato un ventennio, fin da quando Pampaloni, nel 1962, confezionò per i programmi radiofonici della Rai un primo ritratto dello scrittore. La prefazione di Raffaele Manica inquadra il rapporto critico/affettivo che legò Pampaloni e Pavese nel pieno di una stagione ricca e controversa, come è stata quella che dal dopoguerra ha condotto alla crisi degli anni Ottanta.
Fine Persian Original cloth bdg. Roy. 8vo. (24 17 cm). In Persian. [25], 100 p. Chahar maqala = The four discourses of Ahmad ibn Umar ibn Ali an-Nizâmi al-Arûdî as-Samarqandî. Edited with an introduction by Mîrzâ Muhammad ibn Abdu l-Wahhâb of Qazwîn ('E. J.W. Gibb Memorial', Series. Vol. XI). Student's cheap edition without notes and indices.
in-12, 161 pages, broché, couv. Dos passé, adhésifs aux coiffes sinon bon exemplaire. [GAL-AT] .
br. In un'epoca in cui la ricerca della visibilità e della fama personale sembra dettare lo spirito dei tempi, leggere la biografia di Charlotte Brontë è quanto mai illuminante. L'autrice del capolavoro "Villette", di "Shirley" e "Il professore", nonché di "Jane Eyre", immediato successo all'epoca della sua pubblicazione e ormai classico intramontabile, scelse l'anonimato dello pseudonimo Currer Bell, con cui firmò tutti i romanzi, si calò nell'insignificante esistenza dell'istitutrice e interpretò il ruolo della figlia obbediente prima e della moglie devota poi. Eppure, nell'"ombra", ci racconta Lyndall Gordon, Charlotte seppe trovare le parole per dare voce alla propria esperienza e fece affiorare in superficie un mondo interiore rimasto celato. L'impatto con la società vittoriana fu "esplosivo": una donna che esprimeva con candore i propri pensieri e sentimenti, che impiegava l'ironia nei confronti della società e dei costumi, era veramente una donna? Non andava forse considerata poco femminile? Ai contemporanei apparve "volgare". Ma quella voce che si sollevò dall'oscurità ancora ci conquista con le sue intime rivelazioni, e il "fuoco" che bruciava in Charlotte tuttora infiamma le pagine dei suoi libri. Le vicende umane della ragazza apparentemente schiva e docile nata in una canonica immersa nelle brughiere dello Yorkshire si intrecciano in profondità ai suoi romanzi, che hanno sempre un nucleo autobiografico, illustra Gordon.
brossura Che cos'è un classico? I classici svolgono un ruolo concreto nella vita? Per quale mistero hanno la capacità di infondere coraggio e forza alle vittime di poteri politici aberranti? Perché attraverso i classici accettiamo meglio la malattia e l'avvicinarsi della morte? Sono questi alcuni degli interrogativi a cui lo scrittore di origine sudafricana J.M. Coetzee risponde nei suoi romanzi e nei suoi saggi. Attraverso la scrittura di Coetzee, premio Nobel per la letteratura nel 2003 e oggi uno degli scrittori più famosi al mondo, questo libro riflette sul concetto di classico dal punto di vista di una classicista di mestiere e approda ad alcune seppur provvisorie conclusioni. Classico è ciò che è umano e si oppone alla barbarie; ciò che resiste e aiuta a resistere all'orrore e alla violenza. Classico è sempre un atto d'amore, per la vita, per l'umanità, per l'idea stessa dell'amore. Classico è quel che perdura, passando al vaglio del tempo e di giudici competenti. Classico è il cuore che cerchiamo in un mondo spesso senza cuore.
br. La fanfiction è una narrazione scritta dai fan di un'opera appartenente al mondo letterario, cinematografico, televisivo o di altra natura, prendendo spunto dagli intrecci di un lavoro originale, ma anche da personaggi famosi realmente esistenti. Questo libro documenta come lo sviluppo delle fanfiction contemporanee vada di pari passo con la nascita di comunità di appassionati che, spinti dall'entusiasmo verso un determinato prodotto artistico, si organizzano in fandom e creano universi narrativi alternativi rispetto all'opera originale, esiliandosi dalla logica del diritto d'autore e rinnegando l'antitesi tra originale e copia. Una forma di scrittura futuribile, che di fatto collettivizza la creatività e apre nuovi orizzonti narrativi.
brossura Con una nota di Stefano Salis.
br. Dopo essere stato a lungo a contatto con i contadini poverissimi e oppressi della campagna russa, sulla soglia dei sessant'anni Tolstoj scopre la terribile miseria metropolitana degli operai e dei senzatetto della città in cui vive d'inverno, Mosca, agli inizi del suo processo di industrializzazione. Ogni giorno, verso il tramonto, esce dalla sua bellissima villa in mezzo a un parco non lontano dal Cremlino e vaga per le strade per indagare come si vive nei quartieri popolari. Di fronte a un'umanità disperata e derelitta che si difende come può dalla fame e dal freddo, Tolstoj sente la sua ricchezza come una colpa. Non solo ha ereditato un enorme patrimonio, ma ora, dopo il successo di "Guerra e pace" e "Anna Karenina", ogni anno guadagna un'ingente somma con i suoi libri che vengono venduti al prezzo medio-alto di diciassette rubli, denaro che proviene dalle tasche di piccolo-borghesi e studenti squattrinati. Gli capita addirittura di portare a casa qualche ragazzino indigente raccattato per strada, provocando l'ira della moglie e dei suoi figli maschi (le figlie gli sono più vicine e comprendono meglio il suo travaglio interiore). E mentre riflette su «Che fare?» si impegna in una raccolta di fondi presso i suoi amici facoltosi e si dedica allo studio dell'Economia politica, leggendo attentamente "La ricchezza delle nazioni" di Adam Smith. La scintilla di intelligenza divina che Tolstoj è, anche applicata all'economia, produce risultati meravigliosi. "Che fare, dunque?" è ancora oggi un libro di grandissima attualità, sia quando parla di problemi morali o analizza le enormi diseguaglianze sociali, sia quando si occupa della vera natura della moneta e dei meccanismi dell'economia di mercato, ma soprattutto quando insiste sulla necessità imprescindibile di una rinascita spirituale dell'Occidente e dell'Oriente.
1 32x24.5 cm., [26] cc., una tavola a colori in copertina, altre 5 tavole a colori applicate e 35 riproduzioni in bianco e nero, , legatura in brossura, in francese, buone condizioni
br. Gilbert Keith Chesterton: il più brillante giornalista dell'Inghilterra del XX secolo, scrittore poliedrico che seppe spaziare dai gialli, dov'era protagonista il suo personaggio più fortunato, il prete-detective Padre Brown, ai saggi storici, dalla politica alla filosofia, il tutto espresso con magnifica leggerezza, con l'uso magistrale del paradosso. Un uomo intenso, appassionato cercatore della Verità, un polemista che finiva per diventare amico dei suoi avversari. Un lucidissimo e profetico interprete della modernità. A ottant'anni dalla sua morte Chesterton è più interessante che mai, e questo libro è la più completa guida al «Chesterton-pensiero» mai pubblicata. Il volume è opera di Paolo Gulisano e don Daniele De Rosa.
br. "Chi sogna nuovi gerani" non è solo l'anagramma del nome Giovannino Guareschi, ma anche il titolo metaforico di questa strana "autobiografia", composta dai figli Alberto e Carlotta assemblando le ordinatissime carte del padre. Fra le pagine troviamo dunque notizie tratte da articoli di giornali, appunti, lettere e riflessioni del grande autore, accompagnate dai suoi disegni; molte parti sono dedicate alla prigionia nel campo di concentramento: Guareschi ci finì perché, dopo l'armistizio, si rifiutò di giurare fedeltà alla Repubblica di Salò. E poi la galera, per aver rivelato episodi fastidiosi relativi ai primi anni repubblicani. Margherita, la Pasionaria e Albertino talvolta intervengono, ma è solo attraverso le parole di Giovannino che vengono svelati i sogni, la realtà, e la storia di un grande scrittore e di un grande uomo.
br. È la storia di un incontro, questo libro intimo e provocatorio: tra una grande scrittrice che ha fatto della parola il proprio strumento per raccontare la realtà e una donna intelligente e volitiva a cui la parola è stata negata. Non potrebbero essere più diverse, Dacia Maraini e Chiara di Assisi, la santa che nella grande Storia scritta dagli uomini ha sempre vissuto all'ombra di Francesco. Eppure sono indissolubilmente legate dal bisogno di esprimere sempre la propria voce. Chiara ha dodici anni appena quando vede "il matto" di Assisi spogliarsi davanti al vescovo e alla città. È bella, nobile e destinata a un ottimo matrimonio, ma quel giorno la sua vita si accende del fuoco della chiamata: seguirà lo scandaloso trentenne dalle orecchie a sventola e si ritirerà dal mondo per abbracciare, nella solitudine di un'esistenza quasi carceraria, la povertà e la libertà di non possedere. Sta tutta qui la disobbedienza di Chiara, in questo strappo creativo alle convenzioni di un'epoca declinata al maschile. Perché, ieri come oggi, avere coraggio significa per una donna pensare e scegliere con la propria testa, anche attraverso un silenzio nutrito di idee. In questo racconto, che a volte si fa scontro appassionato, segnato da sogni e continue domande, Dacia Maraini traccia per noi il ritratto vivido di una Chiara che prima è donna, poi santa dal corpo tormentato ma felice: una creatura che ha saputo dare vita a un linguaggio rivoluzionario e superare le regole del suo tempo...
br. È la storia di un incontro, questo libro intimo e provocatorio: tra una grande scrittrice che ha fatto della parola il proprio strumento per raccontare la realtà e una donna intelligente e volitiva a cui la parola è stata negata. Non potrebbero essere più diverse, Dacia Maraini e Chiara di Assisi, la santa che nella grande Storia scritta dagli uomini ha sempre vissuto all'ombra di Francesco. Eppure sono indissolubilmente legate dal bisogno di esprimere sempre la propria voce. Chiara ha dodici anni appena quando vede "il matto" di Assisi spogliarsi davanti al vescovo e alla città. È bella, nobile e destinata a un ottimo matrimonio, ma quel giorno la sua vita si accende del fuoco della chiamata: seguirà lo scandaloso trentenne dalle orecchie a sventola e si ritirerà dal mondo per abbracciare, nella solitudine di un'esistenza quasi carceraria, la povertà e la libertà di non possedere. Sta tutta qui la disobbedienza di Chiara, in questo strappo creativo alle convenzioni di un'epoca declinata al maschile. Perché, ieri come oggi, avere coraggio significa per una donna pensare e scegliere con la propria testa, anche attraverso un silenzio nutrito di idee. In questo racconto, che a volte si fa scontro appassionato, segnato da sogni e continue domande, Dacia Maraini traccia per noi il ritratto vivido di una Chiara che prima è donna, poi santa dal corpo tormentato ma felice: una creatura che ha saputo dare vita a un linguaggio rivoluzionario e superare le regole del suo tempo...
in-4 (205 x 135 mm) pp. 31, (1). Legatura moderna ad imitazione antica in mezza pergamena con titolo manoscritto in rosso al piatto superiore. Edizione originale di divertente poema toscano in prosa. Qualcge lieve macchia.. .
in-8 (mm 260x133), pp.43, (1). Legatura in mezza tela moderna ad imitazione antica, titolo manoscritto in rosso al piatto superiore. Edizione originale di quest'opera toscana in prosa. "Un Asino guerrier non sa fuggire, come dice un proverbio degli Arabi: proverbio tanto apprezzato da Califfo Mervan, che si fece chiamar Asino per significar col nome il proprio valore."Perfettamente conservato.. .