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in 16° (178 x 120 mm); 154 pagine; legatura in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso; carta leggermente ingiallita, comunque più che buono; (ANJ37)
Un volume, cm 20 x 12,5; pp. 30, (1), (1 carta bianca); leg. in brossura editoriale, con titolo al piatto ant.; belle illustrazioni floreali in b/n alle testate e ai finali; opera rara (censita in Italia solo presso la Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI). Rif.: IT\ICCU\CUB\0198493. Cond.: in condizioni generali molto buone.
<p>22 cm, brossura editoriale, p. XIII, 117. Minimi segni del tempo alla brossura, interni ottimi. Intonso. </p>
br. A duecento anni dalla sua nascita, Baudelaire è il caso molto raro di uno scrittore che ha mantenuto intatta la sua forza di penetrazione intellettuale e la capacità di scardinare ogni forma di pensiero sclerotico. Dopo La Folie Baudelaire, che era un vasto libro non solo su Baudelaire ma su tutta la Parigi intorno a lui, Roberto Calasso ha voluto concentrarsi su ciò che costituisce la singolarità irriducibile dello scrittore - innanzitutto il taglio della sua intelligenza e quel gusto che ha dato un'impronta definitiva a ciò che si è poi chiamato il moderno.
br.
br. Un Prezzolini caustico, feroce e disincantato scrisse nel 1921 queste riflessioni che si rivelano oggi di drammatica attualità. Cento aforismi che coprono lo spazio di tutti i vizi e le virtù italiane, l'indulgenza ironica di cui troppi si sono fatti portavoce. Dalla distinzione effettuata nel primo pensiero, "I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi", Prezzolini affronta, sempre in pochissime parole, i temi della giustizia, del governo, della famiglia, delle leggi, dell'ideale, del guadagno. Con un saggio biografico sull'autore.
br. A 50 anni dalla morte, la biografia critica e il saggio su Il deserto dei Tartari, firmati da Lucia Bellaspiga, restituiscono un ritratto di Buzzati unico per taglio e profondità. Le due opere forniscono tutti gli elementi per una conoscenza essenziale del grande scrittore e una nuova interpretazione de Il deserto dei Tartari, libro letto e amato da generazioni di lettori. Il cofanetto contiene la biografia critica Dio che non esisti ti prego e il saggio Il deserto dei Tartari, un romanzo a lieto fine.
In 16? (cm 19), Brossura, pagg.126-(2) cop. ill. a colori, segni del tempo alla cop., ma buon es. Collana "Prima linea", 45 Nel libro si narra l'azione della brigata Julia con alcune critiche agli Alti Comandi che, potendo "far individuare i veri responsabili di certe situazioni trascinandoci in polemiche", hanno indotto l'Editore a non far corrispondere i luoghi "esattamente a quelli in cui storicamente ? avvenuto il fatto. La narrazione si interrompe al termine del volume e CONTINUA in altro. Ed. non censita in ICCU
br. Lawrence Grobel, «il Mozart dell'intervista» secondo Joyce Carol Oates, ha raccolto in questo libro le conversazioni avute con Truman Capote fra il 1982 e il 1984, nelle quali l'autore di "Colazione da Tiffany" e "A sangue freddo" espone le sue idee sulla letteratura, il cinema, la politica, la vita, svelando il lato più caustico, provocatorio e disarmante della sua personalità.
br. «Amo la scrittura di questa donna: ti rapisce all'istante e senza un perché. Ma una spiegazione c'è: Colette ha inventato il linguaggio per definire la strana osmosi tra i piaceri che alla leggera chiamiamo fisici e l'infinito del mondo». Questo linguaggio nuovo è l'oggetto primo dell'attenzione di Julia Kristeva, che ci offre un'avvincente e sofisticata rilettura critica della scrittrice francese, andando a scavare nelle parole con cui Colette «dice l'indicibile e nomina l'innominabile». Colette (1873-1954), la scandalosa autrice di meravigliose pagine di letteratura erotica, l'amante insofferente e anticonformista di donne e di uomini, resta tuttora un'icona dell'immaginario libertario femminile. Sposata tre volte, ballerina spregiudicata nei teatri della Francia fin de siècle, fu anche la prima donna nella storia della Repubblica francese a cui furono tributati funerali di Stato. Pagina dopo pagina, la tumultuosa vicenda biografica di Colette si mescola all'analisi del suo genio, facendo di questa biografia un punto d'arrivo nella comprensione di una delle menti più creative del XX secolo.
3 tomi in 16', br. muta azzurrina con piccola etichetta con tit. al dorso.tomo III-Le smanie per la villeggiatura, commedia di tre atti in prosa, pp. 94, leg. stanca, dorso rovinato, etichetta con tit. semi distaccato; tomo XIII- La buona madre, commedia di tre atti in prosa, pp. 77, segni d'uso e del tempo; Tomo Decimosesto- Il festino, commedia di conque atti in versi, pp. 85, gora d'umidital piatto post, bruniture segni del tempo.Luogo di pubblicazione VeneziaEditore MolinariAnno pubblicazione 1817Materia/Argomento Teatro, Prosa, Poesia, letteratura, Venezia
Paris, Presses Universitaires de Caen, 1999; in-8, 230 pp., broché (annoté au crayon de papier). Interventions d'Alain Goulet, Paul Gifford, Anne Chevalier, Michael Sheringham, Antoinnette Weber-Caflisch, David Gascoigne, Pierre Van den Heuvel, Johnnie Gratton, Joseph Long, Mairéad Hanrahan, Jean-François Jeandillou, Jean Bellemin-Noël. Très bon état.
Vol. in 16 (12,5 x 17,5 cm.), brossura editoriale bianca, sopracopertina rossa con titoli in nero sul piatto e al dorso, pp. 180, (4), 1 tav. con rirtratto f.testo a p.pagina. in buone conizioni. A cura di Dante Isella - Collana: PROSA (n. 20) - Volume a cura di Vanni Scheiwiller stampato in sole 750 copie numerate (la Ns. è la N. 27).
brossura Il testo si raccomanda all'appassionato di Tolkien che vuole ritornare alla bellezza e potenza del dramma cristologico che sostanzia la narrazione. Ma si raccomanda anche al teologo che vuole continuare ad imparare come dire e raccontare universalmente la singolarità cristologica anche nel nostro tempo, ma ancor più a quello che vuole continuare a esporsi alla sconvolgente lezione dei Vangeli.
br. Un'escursione tra gli aspetti salienti del Weird e del gotico, raccontati agilmente con istantanee che ne ritraggono le tematiche, i personaggi e gli antagonisti più significativi. Partendo dagli incubi ottocenteschi della Scapigliatura per arrivare a quelli contemporanei dello Splatterpunk, Com'era Weird la mia valle si immerge negli scenari della letteratura oscura esplorandone gli archetipi e le molteplici incarnazioni, in una lettura ad ampio raggio che si apre anche al cinema e al fumetto. In questi sentieri è possibile incrociare il passo con i labirintici abissi del perturbante, le creature selvagge del bestiario fantastico, gli ineffabili orrori di H. P. Lovecraft, oltre ad affacciarsi su di un secolo di investigatori dell'occulto e veder sfilare grandi villain, reali e immaginari, come Jack lo Squartatore, Oliver Haddo (Alesteir Crowley) oppure Fantômas. Un'apposita sezione del volume è dedicata ai narratori italiani che, a partire dall'Ottocento fino al terzo millennio, hanno scelto di cimentarsi occasionalmente o con continuità nel fantastico perturbante, per restituire dignità e merito a tanti coraggiosi pionieri di questa narrazione nel nostro Paese così come agli autori contemporanei in grado di confrontarsi con i nomi internazionali più blasonati. Completa il volume una raccolta di interviste con alcuni dei più importanti protagonisti della narrativa nera italiana, per concludere le rotte di una mappa certo non esaustiva, ma stimolante, di un immaginario ricco di sfaccettature.
br. I calunniatori frequentano soprattutto le corti dei re, e godono di grande considerazione tra gli amici dei principi e dei potenti, in un ambiente che brulica di gelosie e di sospetti, e in cui abbondano le occasioni per adulare e per calunniare. D'altronde una calunnia non è qualcosa che si fa alla leggera, e non risulta tanto facile da mettere in pratica, come qualcuno sarebbe forse indotto a pensare, ma richiede grande abilità e notevole perspicacia; esige cioè una cura minuziosa. Le armi di cui si servono contro chi li ascolta sono l'inganno, la menzogna, lo spergiuro, l'insistenza, l'impudenza e mille altre bassezze.
br. "Non abbiamo tempo? E allora leggiamo in treno, in aereo, nella metro, a letto, sotto il tavolo, sotto il banco. Leggere per vivere vuol dire attingere a quell'energia che fa essere la realtà diversa da una prigione, e dobbiamo diventare lettori selvaggi proprio ora che non abbiamo tempo": Giuseppe Montesano parte dal suo Lettori selvaggi per distillare un appassionato pamphlet che compendia un'intera visione dell'uomo e della conoscenza e si propone come rifondazione di un umanesimo contemporaneo. Montesano parla a ciascuno di noi: a chi gli si siede vicino in metropolitana, a chi rifugge ogni slogan e certezza, a chi non teme la propria ignoranza perché sa trasformarla in sete di conoscenza. Con le pagine di questo libro partiamo per un viaggio attraverso le conquiste delle neuroscienze che si ribellano alla dittatura digitale, siamo investiti dal grido di chi non accetta le semplificazioni sciocche spacciate per progresso, e siamo colti dallo stupore sprigionato da una poesia letta ad alta voce e condivisa parola per parola. Montesano argomenta e racconta, e ci ricorda che aprire un libro vuol dire entrare nel regno della libertà. Il lettore disposto a lasciarsi cambiare dai libri che incontra, pronto a nascere e ad amare di nuovo a ogni pagina, è un lettore selvaggio: nell'avventura ha da perdere solo la sua prigionia, e ha tutta la vita da guadagnare.
brossura Questo saggio indaga la tematica del potere e del controllo nell'epoca di internet e della digitalizzazione attraverso l'analisi comparativa di due romanzi distopici contemporanei, Qualityland di Marc-Uwe Kling e The Circle di Dave Eggers. Questo lavoro sottolinea anche le somiglianze tra la realtà e la finzione e mette in rilievo i cambiamenti di una società tecnocratica, digitale, governata da algoritmi che impongono alle persone stili di vita individuali e di massa mostrando come sotto di essi, le persone siano diventate meno libere.
ril. 101 brevi testi. Racconti, apologhi filosofici, riflessioni sulla vita che aprono le porte dell'immaginario di uno scrittore amato da milioni di lettori. La rivelazione di un'affascinante filosofia di vita che ha ispirato persone da tutto il mondo a guardare oltre la normalità e a intraprendere un cammino straordinario. Con una prefazione in cui Paulo Coelho racconta come è diventato scrittore.
br. Un'autobiografia in forma di saggi e di racconti. Per la prima volta ecco il laboratorio creativo di Andrea Camilleri (con una parte dedicata a Montalbano e alla sua Vigata) attraverso un percorso ricco di personaggi, luoghi, piccoli e grandi eventi, e con incursioni nella letteratura, nella filosofia, nella politica. Che bellezza leggere i suoi ricordi di ragazzo, le "controstorie" della sua Sicilia, e poi recuperare l'Italia di ieri e di oggi, intrattenuti dalla sua inesauribile vena critica e ironica. Un ritratto a colori vivacissimi di come siamo e cosa pensiamo. Una scoperta.
ill., br. «Come lavoro»? Si chiedeva Gadda nel 1949 in uno dei suoi saggi più famosi. E rispondeva subito, depistando il lettore: «Come non lavoro», rivelando l'impossibilità, per l'autore, di svelare il segreto della propria arte, così intrecciata alla propria vita, inestricabile «groppo, o nodo, o groviglio, di rapporti fisici e metafisici». Paola Italia, che da anni studia l'opera di Gadda attraverso l'analisi delle sue carte, guida il lettore nel labirinto dei suoi archivi e delle sue biblioteche, dagli appunti manoscritti alle bozze, tra correzioni, revisioni, riscritture e autocensure. Un viaggio avventuroso e affascinante - che è anche una «confessione d'autore» sui «problemi d'officina» - nella sua scrittura, intesa come «indefettibile strumento per la scoperta e la enunciazione della verità».
br. Sin dalla sua pubblicazione nel 1847, Jane Eyre rivelò il suo forte impatto sulla cultura dell'epoca: tutti riconobbero la poderosa inventiva di Charlotte Brontë che, fra estimatori e detrattori, riuscì a imprimere al genere romanzesco una svolta radicale, sia nella forma sia nei contenuti. Dopo Jane Eyre la storia del romanzo non è più la stessa. Ad essere delineato è un nuovo orizzonte assiologico in cui un'umile istitutrice, narrando la sua autobiografia di affermazione e successo, offre un modello di eroina che diventerà il paradigma genealogico della modernità, spazzando via pregiudizi, sospetti e incrostazioni intorno al mondo femminile. Non solo: dal punto di vista biografico Jane Eyre diviene la pietra angolare di quel mito brontiano da cui, in un continuo susseguirsi di sollecitazioni intertestuali, deriveranno altre storie, altre scritture, altri discorsi e percorsi finzionali in una infinita esplorazione e riproposizione di Jane Eyre e delle sue svariate diramazioni semantiche.
br. Oggi che sono di moda i corsi di scrittura, potremmo chiederci se non sia il caso di creare anche e soprattutto dei corsi di lettura, se non altro perché i primi, se hanno davvero ragione di essere, devono necessariamente comprendere i secondi. Se leggere in sé non è difficile, saper davvero leggere un libro non è altrettanto facile, tanto che sui criteri della lettura, come su quelli della scrittura, da sempre ci si interroga. I due saggi e il breve prologo presenti in questo volume spiegano dunque il modo in cui i libri dovrebbero essere letti, allargando poi il discorso alle difficoltà che la letteratura contemporanea incontra per essere compresa in tutta la sua profondità. Il punto di vista di Virginia Woolf predilige sempre il "lettore comune"; d'altra parte, se da un lato la scrittrice non può nascondersi che questi lettori risultano spesso disarmati di fronte ad opere della complessità, per esempio, dell' "Ulysses" di James Joyce - che proprio in quegli anni veniva pubblicato per la prima volta e di fronte al quale la stessa Woolf provava un sentimento ambivalente, di ammirazione e di repulsione - dall'altro non può che stigmatizzare l'insufficienza degli stessi critici della sua epoca. Leggere un romanzo è sempre un'arte difficile e complessa, scrive la Woolf, che richiede sì sensibilità e immaginazione, ma anche quella capacità di confronto che proprio l'esperienza delle precedenti letture ci offre e che è alla base del nostro giudizio."