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in-16, pp. 308, XV di annunci editoriali, numerose ill. n.t.. Legatura editoriale in tela verde, piatto anteriore figurato e ornato da cornice in oro, titolo in oro al dorso. Presentazione di G. Rigutini. Ottimo stato (usuale ed uniforme brunitura della carta). . .
3 vol. in-16, pp. XVI, 258; 270 con una tavola botanica in antiporta inc. in verde; 500, leg. coeva in m. pelle verde, titolo e filetti in oro al dorso. Seconda edizione, rara. Il Giannetto è un'opera pedagogica, tesa ad insegnare diverse materie (il corpo umano, i doveri dell'uomo, il saper vivere; le arti e i mestieri; la geografia; i tre regni della natura, etc.) sotto forma di racconti brevi con protagonista il piccolo Giannetto, contornato da altri personaggi. Ebbe grande successo perché fu l'unico testo che si rivolgeva ai ragazzi con racconti espressamente scritti per loro. La formula venne poi ripresa dal De Amicis per Cuore. (qualche arrossatura, firme in inchiostro nelle sguardie).. .
br. Pochi scrittori hanno avuto il talento di Truman Capote: una maestria fatta di precisione, di sensibilità e leggerezza, in grado di catturare l'essenza del reale. In "Giardini nascosti. Ritratti e osservazioni" sono raccolti i suoi più originali reportage e le sue più incisive interviste: paesaggi, da New Orleans a New York, da Hollywood a Haiti, da Tangeri all'amatissima Ischia; profili, da Marlon Brando a Marilyn Monroe, da Picasso a Bogart, da Pound ad Armstrong, da Cocteau a Colette; viaggi, come quello nella Russia sovietica raccontato nel celebre Si sentono le Muse o come le crociere nel Mediterraneo con i «belli, ricchi e famosi» Radziwill e Agnelli. Grazie alla sua capacità di cogliere il particolare- anche quello indiscreto, al limite del pettegolezzo - in queste pagine Capote eleva il giornalismo al livello di vera letteratura.
In 16? (cm 19), Brossura originale, pagg.528 mende al dorso, strappetti marginali al piatto anteriore, piatto posteriore mancante, segni del tempo alla cop., qualche brunitura alle prime carte, peraltro buon es.
8° (ca. 18 x 15 cm). 14 Seiten. Original Broschur, geklammert, mit farbig illustriertem Deckeltitel. Einband mit Gebrauchsspuren, leicht fleckig, zum Rücken hin etwas gedunkelt, Seiten papier- und altersbedingt gegilbt und etwas lichtrandig. Insgesamt noch guter Zustand. Rarität!! Vom Jugendstil geprägte Kurzgeschichte eines heute vergessenen Autors. Mit einem Titelbild von Charlotte Berend, Modell, Muse, Schülerin, Geliebte und spätere Ehefrau von Lovis Corinth, und selbst eine wichtige Malerin, Lithographin und Autorin der Moderne. - Von dem Band gibt es nur ein Exemplar in der Deutschen Nationalbibliothek.
In 8? (cm 20,5), Brossura, pagg.141 cop. ill. a colori, piegature, peraltro buon es. Prima ed unica edizione
ill., ril. Erano i primi anni novanta quando migliaia di ragazzi rimasero folgorati dalla potenza immaginifica di Dungeons & Dragons, il padre di tutti i giochi di ruolo. Da quel momento il boom non si è più fermato. Marcello Ghilardi, profondo conoscitore del fenomeno, ci catapulta tra orchi, fate, maghi, con un'attenta e acuta analisi del fenomeno e delle implicazioni sull'immaginario giovanile. Alla scoperta del fantasy come genere letterario e costruttore di mondi.
br. "Gioco e teoria del duende" risale al 1933, anno del secondo viaggio dell'autore nella Americhe. In apparenza, è una disquisizione di taglio postromantico che verte sulla illustrazione dello spirito nascosto della "dolente Spagna". In verità, diviene una meditazione sulla genesi dell'arte e delle arti, un'esplorazione del "canto jondo" ("canto profondo, il primitivo canto flamenco) che si accompagna a quella dello stesso mondo poetico lorchiano.
brossura Il 13 aprile del 2000, dopo un lungo periodo di malattia, Bassani si spense. Curiosamente, a dieci anni esatti dalla morte, si è tenuto in Romania, non in Italia, un congresso internazionale di studi sullo scrittore bolognese di nascita e ferrarese d'adozione. Ventotto gli studiosi europei che hanno approfondito molti degli aspetti dell'autore de' "Il Giardino dei Finzi-Contini".
br. Alla luce del continuativo interesse di Giorgio Bassani per le arti visive, questo studio individua il legame tra l'immaginario dell'autore e una serie di motivi storico-artistici operanti all'interno del "Romanzo di Ferrara". Attraverso una griglia psicoanalitica aperta a suggestioni provenienti dal post-strutturalismo e dai "queer studies", questo percorso dello sguardo bassaniano si intreccia dunque ad un lento ma deciso posizionarsi dell'autore nei confronti del dibattito estetico del ventesimo secolo. Ne emerge una relazione con la cultura visiva del proprio tempo che per Bassani appare problematica, quando non addirittura impossibile.
br. Il volume raccoglie le relazioni del convegno internazionale su Giorgio Bassani organizzato dall'Università di Nizza nel novembre 2010, e costituisce la suggestiva testimonianza di un rinnovato fervore nel campo degli studi dedicati a uno dei massimi scrittori e intellettuali italiani del Novecento. I contributi confluiti in questo libro, da un lato illustrano la poliedricità della più recente saggistica dedicata allo scrittore, mettendo in luce le nuove prospettive di analisi sollecitate dalla configurazione testuale e strutturale definitiva del Romanzo di Ferrara, e dall'altro consentono di rapportare il perdurante interesse degli studiosi e dei lettori al valore letterario e al profondo significato spirituale e umano dell'opera di Bassani. Imperniato sullo studio della poetica dello scrittore nei suoi aspetti formali e tematici, storico-culturali ed etici, il volume estende il campo della ricerca a interventi sulle operazioni culturali svolte dallo stesso Bassani in ambito editoriale e critico. Secondo Roberto Cotroneo, "Bassani ha fatto della sua opera, soprattutto di quella narrativa, un capolavoro di maestria, di intuizione, di ambiguità, lasciando ai suoi lettori più accorti una vertigine interpretativa che nessuna ermeneutica futura potrà chiarire fino in fondo". Con questo volume si intende raccogliere la sfida che l'opera di Bassani continua a lanciare alla critica d'oggi.
br. Nata dall'urgenza di ricordare quel che gli uomini furono capaci di fare per odio, viltà e ignoranza, l'opera bassaniana fa rinascere la memoria di un'epoca, di una città, di una tragedia: il Ventennio, Ferrara, la Shoah. La prosa di Bassani traduce una ricerca di senso sistematica e una volontà forte di rielaborazione letteraria, insieme realistica e poetica, talvolta quasi allegorica e mitica, perché profondamente filosofica, di un passato "che non passa". La sua ricreazione memoriale, insieme denunciatrice e lirica, profondamente malinconica, traduce la volontà di analizzare l'animo umano in situazioni storiche precise ma anche di ribadire l'assurdità della vita e il pericolo che rappresenta la tendenza ciclica di una società a lasciar esprimere con violenza estrema l'odio dell'altro. Prefazione di Marco Brunazzi.
br. «La critica letteraria è in via di sparizione sia perché gran parte dell'attuale letteratura non è più un oggetto che abbia interesse critico, sia perché gli studiosi non è detto che siano lettori interessati a formulare giudizi.» Queste righe di Alfonso Berardinelli potrebbero suonare come un addio alla critica letteraria. E in effetti sembrano spiegare perché in "Giornalismo culturale" la critica letteraria sia in netta minoranza. Dal 2013 al 2020, periodo nel quale sono stati scritti gli articoli qui raccolti, l'oggetto privilegiato non è la letteratura, ma la cultura nel suo insieme: le idee correnti o dominanti, le élite intellettuali, i linguaggi, le istituzioni, le mode culturali, i luoghi comuni del discorso politico e gli effetti della rete sulla vita di tutti. Eppure quello di Berardinelli è un giornalismo culturale anomalo e singolarmente enciclopedico. È soprattutto analisi del conformismo sociale, delle sue ragioni e delle forme in cui si manifesta. Ed è contraddistinto da una grande mobilità critica a partire dalla grande varietà di occasioni, spunti e casi offerti dall'attualità e dalla cronaca - cui fa da corrispettivo una grande varietà di stili, che spaziano dalla dialettica argomentativa all'ironia distanziante alla vera e propria satira culturale. Una satira tanto più necessaria da quando arti, scienze, filosofia e letteratura sono viste come valori in sé, attività autogarantite e indiscutibili per principio, al punto da far sembrare scorretta o inconcepibile qualunque valutazione selettiva e qualitativa che orienti in una cultura di massa in continua espansione e da cui gli stessi intellettuali sono stati conquistati, ipnotizzati e disarmati. Per Berardinelli il giornalismo culturale è un genere letterario nel quale esprimersi pienamente, in prima persona, con le proprie insofferenze e idiosincrasie, praticato attraverso la critica dei linguaggi specializzati e gergali a partire dalla lingua comune e da un'ottica che non trascura mai di mettere a confronto le parole e le cose, le maschere culturali e le realtà di fatto, per quanto ambigue e sfuggenti siano. Un punto di vista inconsueto sul reale, attraverso cui scoprire verità prima celate.
brossura
W. WHITMAN Giorni rappresentativi e altre prose di Walt Whitman. Vicenza, Neri Pozza 1968 italian, 723 CR.96 Copertina rigida, volume in buone condizioni, 1° edizione, segni di usura sulla sovracoperta, copertina e interno in ottimo stato, legatura salda 723 pagine circa Copertina come da foto
in-8, pp. 178 con 10 tavole al tratto, seppiate, a piena pagina n.t., broch. edit., piatto ant. figurato a colori. Illustrazioni del pittore Carlo Nicco. Buon esemplare.. .
brossura La narrativa di Giovanni Comisso ha attraversato il Novecento, le sue poetiche, i suoi estremismi e i suoi artifici, uscendone salva e assoluta. Forte di uno sguardo naturale e diretto al mistero delle cose, alla loro nuda verità, lo scrittore organizza la sua magistrale prosa, incantatrice e musicale, e dà conto della continua esperienza dell'evento. Nicola De Cilia ci accompagna a scoprire la vita, i luoghi e la poetica di Comisso, scegliendo come privilegiati luoghi d'analisi "Giorni di guerra" e "La mia casa di campagna", fornendo allo stesso tempo paralleli e raffronti storico-letterari.
br. "Non muoio neanche se mi ammazzano" scrive Giovannino Guareschi nel suo "Diario clandestino", piccolo grande capolavoro composto nei lager nazisti e testo emblematico per comprendere la sensibilità e l'ironia di un autore che non rinunciò a regalare un sorriso neanche durante gli anni di prigionia. Sopravvissuto ai campi di concentramento, Guareschi è stato protagonista di una vita da romanzo che, come racconta Guido Conti in questo volume, lo ha portato a essere vignettista satirico, fotografo, sceneggiatore, polemista politico, autore di saghe indimenticabili come quella di Don Camillo e Peppone, fino a diventare un protagonista assoluto della cultura italiana del Novecento. Quella di Guareschi è la storia di un uomo libero, capace di reagire anche alle sofferenze vissute con quello sguardo insieme ironico e commovente con cui ha raccontato in modo irripetibile la storia e i cambiamenti del nostro Paese.
br. Mario Brelich è stato uno scrittore del tutto anomalo nel paesaggio letterario italiano: e non solo perché l'intera sua opera narrativa è dedicata a figure ed episodi delle Sacre Scritture, ma anche (o forse soprattutto) perché ognuno dei "capitoli" di quest'opera ci appare come un oggetto tanto più malioso quanto più difficile da etichettare. Questa volta Brelich si misura con Giuditta -l'unica fra tutte le eroine dell'antichità ad "affidare la salvezza della sua città, del suo popolo e dell'avvenire del suo Dio esclusivamente alla propria bellezza" - e mentre ne ripercorre la vicenda con la consueta, affabile scioltezza, la indaga con gli strumenti più vari (non ultimo la psicoanalisi); e poiché ha la scienza del teologo e la grazia del narratore, riesce a farci penetrare nel mistero di questa seducente eroina-avventuriera, in quel miscuglio di castità austera e irresistibile sex-appeal che non a caso ha ispirato alcuni fra i più grandi dei "maestri antichi".
br. Giulio Cesare Croce, autore secentesco del Bertoldo e del Bertoldino, a dispetto del successo incontrato presso i suoi contemporanei, è oggi quasi sconosciuto al lettore medio e poco studiato dalla critica. Ma anche coloro che, come Piero Camporesi, se ne sono occupati approfonditamente lo hanno raffigurato come uno scrittore moderato, attento a non inimicarsi i potenti e impegnato a ricercare un mecenate disposto a garantire una vita dignitosa a lui e alla sua numerosa prole, seppur con qualche guizzo, subito circoscritto nell'ambito della trasgressione ludico-formale e "carnevalesca". Antonio Catalfamo, nel presente volume, dopo aver ricostruito ampiamente il contesto (storico-politico, economico-sociale, ideologico, culturale, letterario) nel quale lo scrittore ha vissuto e operato, analizza i suoi testi con una visione d'insieme, evidenziandone sia la componente contestativa della cultura delle classi dominanti, sia quella conservativa, entrambe proprie, nel loro rapporto dialettico, della cultura popolare, secondo l'insegnamento di Gramsci.
brossura
br. Il presente volume rappresenta la conclusione del progetto di ricerca del Dipartimento di italiano dell'università di Turku Giuseppe Acerbi sul cammino di Capo Nord, riguardante la pubblicazione degli inediti diari di viaggio di Giuseppe Acerbi, Il viaggio in Svezia e in Finlandia (1798-1799), Il viaggio in Lapponia (1799) e Il viaggio in Svezia e in Norvegia (1799-1800). Giuseppe Acerbi (Castel Goffredo 1773-1846) noto come Direttore della "Biblioteca italiana", nel 1799, in compagnia del bresciano Bernardo Bellotti compie un viaggio nei Paesi dell'Europa settentrionale. Luigi G. de Anna ricostruisce l'itinerario culturale e ideologico di Acerbi, che da posizioni filo-giacobine lo porterà a sostenere la politica culturale dell'Impero d'Austria in Italia, subendo per questo, in quanto austriacante, la damnatio memoriae dei contemporanei e dei posteri. Giuseppe Acerbi compì, primo italiano, l'ascesa a Capo Nord per via di terra. Partito da Stoccolma, arrivò a Turku in Finlandia nel marzo del 1799. Farà poi una lunga sosta ad Oulu, nel nord della Finlandia. Acerbi in Lapponia raccolse esemplari della fauna, della flora e della mineralogia, da lui accuratamente descritti nei suoi Taccuini.
br. Anarchico e conservatore, aspro fustigatore dei costumi con uno stile che si snoda tra sarcasmo, spregiudicatezza e attacchi violenti, fu il primo a sostenere la necessità del revisionismo storico. Malvisto dai fascisti prima e dagli antifascisti poi, Prezzolini ha rappresentato il prototipo dell'anticonformista, tanto da ricevere la tessera di giornalista superati gli ottant'anni, quando molti dei mostri sacri come Montanelli, Spadolini e Longanesi lo consideravano da tempo un maestro. Su di lui si sono sprecate le definizioni (editore più intelligente d'Italia, eretico della cultura, anti-italiano per troppo amore, impresario di movimenti politici) ma resta tutt'oggi il punto di riferimento per chiunque voglia fare cultura da battitore libero. La storia di Prezzolini, se analizzata con l'animo libero, è la storia di un grande italiano. Prefazione di Gennaro Malgieri.
ill., br. Nel 1987 questa biografia dello scrittore siciliano, era verosimilmente tra le più minuziose e complete: e non solo relativamente alla vita singolare di Giuseppe Tomasi ma anche riguardo alla sua famiglia, alla sua stirpe. In questi anni, Andrea Vitello, non ha cessato di cercare. E così come l'autore non ha cessato di cercare, non sono cessati i ritrovamenti e i nuovi documenti, le scoperte, soprattutto le lettere del principe, preziose sia per il sottofondo della cronaca sia a rivelare l'interiorità. Questa nuova edizione non è un aggiornamento semplice, è una completa ristrutturazione. Con l'intento di formare una specie di enciclopedia gattopardiana. I risultati più evidenti sono due: da un canto, la mole del nuovo materiale ha prodotto una riscrittura radicale di molti capitoli; dall'altro, la qualità degli aggiornamenti costringe a ridisegnare la figura di Lampedusa. Tra le varie sorprese una pagina nera e sconosciuta è rievocata nell'Appendice: dopo un oblio durato oltre quattrocento anni, viene smascherata la figura del capostipite del ramo siciliano dei Tomasi, il capitano d'arme Mario Tomasi. Un personaggio del Cinquecento riportato alla ribalta dalla fantasia di Andrea Camilleri ("Le pecore e il pastore"), che incontra qui, altra sorpresa, una verifica rigorosa e sconcertante: non soltanto la storia di un tagliatore di teste, ma anche un giallo storico-letterario che susciterà l'interesse dei lettori del "Gattopardo".