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br. La sua persona "irradiava felicità", ricorda Neruda. È "la creatura" che ci mette in contatto con la Creazione, scrive Jorge Guillén. "Il capolavoro era lui", afferma Luis Buñuel. Sulla spinta di un'ingenua mitografia popolaresca, si è diffusa l'immagine del poeta bello, simpatico, allegro, animatore instancabile di serate mondane e letterarie, relegando in secondo piano lo stato di profondo drammatismo che invece ha caratterizzato la sua esperienza umana e reso straordinariamente moderno il suo messaggio poetico. Gabriele Morelli restituisce la giusta dimensione a uno degli autori più popolari del Novecento e alla sua complessa produzione (poesia, teatro, conferenze, disegni). Raccoglie una ricca e inedita documentazione grazie alla conoscenza dei familiari del poeta e alle dichiarazioni di testimoni, e con scrittura agile e fluida ricostruisce una puntuale biografia. Ampio spazio è dedicato alla formazione avvenuta in una Spagna viva e vivace, attenta ai valori della tradizione, ma anche aperta alle moderne estetiche delle avanguardie europee, tra ironia e divertimento insieme agli amici fraterni Salvador Dalì, Luis Buñuel e Pepin Bello. Pagine interessanti sono riservate alla tragica morte del poeta: si discute sul giorno dell'esecuzione (17,18 o 19 agosto 1936), si indicano i mandanti, si esaminano varie ipotesi sul luogo della sepoltura. Con garbo e discrezione si accenna alla sua sfortunata vicenda sentimentale, fino all'ultimo amore segreto venuto alla luce.
In 16? (cm 17,5), Brossura, pagg.372-(10) buon es.
92 S. Original Halbpergament mit Rückendeckel. Einband leicht berieben und fleckig, stellenweise leichte Stockflecken, sonst gut erhalten. Erstausgabe. - Werner Alvo wurde am 1.8.1889 in Kassel geboren. Sein Vater war der Major und Direktor der Kriegsschule in Glogau Werner Konstantin v. Alvensleben (1851-1896) a. d. H. Eichenbarleben, seine Mutter Julie v. Miller zu Aichholz (1863-1942). Er machte das Abitur in Eisenach am Humanistischen Gymnasium, das schon Luther und Bach besucht hatten, und studierte Jura und Nationalökonomie in Genf, München, Berlin und Marburg. Schon während seines Studiums ging Werner Alvo seinen künstlerischen Neigungen nach, um nach dem Kriege freier und selbstständiger Maler zu werden - allerdings mit einem beträchtlichen Vermögen im Hintergrund. So konnte er Ausstellungen in verschiedenen europäischen Großstädten durchführen und Teile seiner Lyrik veröffentlichen. Schon damals lebte er hauptsächlich in der Schweiz. Seine internationalen Verbindungen regten ihn an, eine übernationale Künstlervereinigung für selbstständig geistig schöpferische Menschen zu gründen, die sich bald in viele europäische Länder ausbreitete und nach seinem damaligen Wohnort die "Porza" genannt wurde. Den Nationalsozialisten verdächtig geworden mußte er das Haus seiner Mutter in Darmstadt aufgeben und nahm die Schweizer Staatsbürgerschaft an. Er starb am 24.3.1962 in Bioggio bei Torricella.
67(2)S. Original Englische Broschur mit illustriertem Rücken- und Deckeltitel. Einband leicht berieben, sonst in gutem Zustand. Erstausgabe. Mit einer handschriftlichen Widmung des Autors auf dem Vortitel. Der Autor gehörte zum Kreis der Gruppe 47.
207 S. Original-Leinwand mit dekoriertem gold- und reliefgeprägtem Deckel- und Rückentitel. Dreikant-Goldschnitt. Buchrücken und Ecken etwas bestoßen, Bindung etwas gelockert, sonst gut erhalten. Mit getönter Porträt-Lithographie als Frontispiz und faksimilierter Unterschrift des Königs.
br. Quello del grande romanziere Charles Dickens è il più del ritratto di Genova che sia stato scritto da un viaggiatore per altri viaggiatori. Da grande narratore, Dickens coglie il carattere unico delle sue tre anime: quella paesaggistica, inimitabile, quella dei maestosi casamenti e dei grandi alberghi e quella dei pittoreschi quartieri portuali. Il tutto descritto con una straordinaria capacità percettiva che coinvolge i sensi, i colori, i sapori, gli odori. Genova, per dirla con le sue parole, "è una città che ti prende il cuore ogni giorno, perché sembra che in essa ci sia sempre qualcosa da scoprire. Ci sono i vicoli più pittoreschi, i più bei palazzi e i più lussuosi viali: vi si può smarrire la strada venti volte al giorno, se si vuole, e venirne fuori alla fine fra le sorprese più inattese e piacevoli". Come piacevoli sono le pagine che descrivono questo incontro con la città.
brossura Strabone è uno degli autori antichi più interessanti: è infatti il primo geografo a noi noto. Greco, trapiantato a Roma, mette a servizio della classe dirigente del periodo augusteo la sua erudizione e le sue conoscenze dirette, componendo un'opera monumentale, la "Geografia", in 17 libri, che descrive il mondo fino allora conosciuto. In particolare i Libri III e IV, contenuti in questa edizione, descrivono non soltanto la morfologia dell'Iberia e della Gallia, ma anche la loro storia ed etnografia, narrando in maniera pittoresca tradizioni locali, usi e costumi di questi "barbari" romanizzati. Testo greco a fronte.
ill. L'area caucasica, il ponte Eusino, il Tauro come confine dell'Asia, le polemiche con i geografi e con gli storici precedenti - Eratostene ed Erodoto - la contestazione della mappa del mondo tracciata dagli studiosi di Alessandro, l'analisi della storiografia romana, miti e aneddoti. Una fonte preziosa per conoscere il mondo classico.
brossura Vissuto nella prima età imperiale, Strabone è l'autore dell'unico trattato geografico a noi pervenuto dall'antichità: la "Geografia", divisa in diciassette libri. La Grecia, culla e cuore della civiltà antica, occupa naturalmente un posto centrale nell'opera. Strabone la descrive come una successione di cinque penisole: di queste, il Peloponneso è la meno estesa territorialmente ma la più ricca e importante dal punto di vista mitico e storico, dai regni micenei alla conquista romana. Ma la "Geografia" non è solo analisi di territori fisici: in essa si fondono descrizione di usi e costumi, notizie storiche, economiche, demografiche, religiose desunte da Omero, Polibio e moltissime altre fonti, in una narrazione sempre scorrevole e piacevole, ricca di notizie e curiosità. Anna Maria Biraschi presenta nell'introduzione la vita di Strabone e le modalità di composizione della sua opera.
brossura
ill., ril. Negli ultimi dieci anni Valerio Magrelli ha raccolto, su foglietti sparsi, appunti riguardanti il padre. Quando quest'ultimo muore, quei documenti diventano un materiale prezioso, "il bandolo canoro di un'infinita matassa di storie": i viaggi in auto d'estate in giro per l'Italia; le avventure d'amore e morte durante la guerra; i desolati pomeriggi che l'uomo ormai maturo trascorre spingendo il genitore sul girello; il giorno in cui il figlio, armato di forbici, libera l'anziano febbricitante dal bozzolo del maglione; lo stupore di riconoscere, davanti allo specchio, un'espressione del viso che gli restituisce la ferrea legge dei vincoli genetici; gli abbracci, le risse, l'amore per Borromini o i folli scatti di rabbia. Diviso in 83 capitoli (numero che corrisponde agli anni vissuti dal protagonista), il libro scava fra ricordi e storia patria, mentre la biografia sfuma nella paleontologia, se non nella geologia... L'enigmaticità di questo iroso anti-eroe, e insieme la sua lontananza, suggeriscono infatti una possibile identificazione con i resti umani di origine preistorica trovati in Ciociaria, a Pofi, suo paese d'origine. Cosi narrando, Magrelli, orfano ad honorem e padre a sua volta, procrastina il congedo definitivo grazie al racconto, e non desiste, ma si maschera, fugge, scegliendo la digressione per scendere ancora più in profondità nella vita del capostipite, e mostrarne, oltre alle virtù, anche quei difetti che lo rendevano "un vecchio esacerbato e vulnerabile".
ill., br. Negli ultimi dieci anni Valerio Magrelli ha raccolto, su foglietti sparsi, appunti riguardanti il padre. Quando quest'ultimo muore, quei documenti diventano un materiale prezioso, "il bandolo canoro di un'infinita matassa di storie": i viaggi in auto d'estate in giro per l'Italia; le avventure d'amore e morte durante la guerra; i desolati pomeriggi che l'uomo ormai maturo trascorre spingendo il genitore sul girello; il giorno in cui il figlio, armato di forbici, libera l'anziano febbricitante dal bozzolo del maglione; lo stupore di riconoscere, davanti allo specchio, un'espressione del viso che gli restituisce la ferrea legge dei vincoli genetici; gli abbracci, le risse, l'amore per Borromini o i folli scatti di rabbia. Diviso in 83 capitoli (numero che corrisponde agli anni vissuti dal protagonista), il libro scava fra ricordi e storia patria, mentre la biografia sfuma nella paleontologia, se non nella geologia... L'enigmaticità di questo iroso anti-eroe, e insieme la sua lontananza, suggeriscono infatti una possibile identificazione con i resti umani di origine preistorica trovati in Ciociaria, a Pofi, suo paese d'origine. Cosi narrando, Magrelli, orfano ad honorem e padre a sua volta, procrastina il congedo definitivo grazie al racconto, e non desiste, ma si maschera, fugge, scegliendo la digressione per scendere ancora più in profondità nella vita del capostipite, e mostrarne, oltre alle virtù, anche quei difetti che lo rendevano "un vecchio esacerbato e vulnerabile".
ril. George Eliot, "nom de plume" di Mary Ann Evans (1819-1880), non fu solo una grande romanziera ma anche un'attenta studiosa del mondo ebraico. Per la scrittrice inglese, di cui proprio nel 2019 si celebrano i duecento anni dalla nascita, l'ebraismo fu molto di più di una religione, fu una grande cultura dai molti aspetti: una cultura nazionale, legata alla tradizione biblica e alla Terra d'Israele, ma anche una cultura diasporica, ricca di storia e di peculiarità. La passione della Eliot per il mondo ebraico la convinse a condividere idealmente le dure prove vissute dagli ebrei durante l'esilio - persecuzioni, espulsioni, emarginazioni, pogrom, roghi - e a dedicare a questo mondo i suoi studi e la sua scrittura. Nel suo percorso di ricerca, la Eliot fu coadiuvata da George Henry Lewes, suo compagno di vita, e dal grande maestro di ebraico Immanuel Deutsch, orientalista ebreo tedesco che sognava di contribuire al ritorno degli ebrei nella terra dei Padri. Proprio la perdita dell'amato maestro convinse la Eliot a scrivere il suo ultimo, grande romanzo: "Daniel Deronda". La trama è un omaggio al coraggio e alla determinazione dei primi sionisti. Non è un caso che uno dei personaggi chiave, il giovane Mordecai, ricordi Deutsch: come lui un idealista e come lui tradito dalla Morte. Con la sua scomparsa, Mordecai trasmette al giovane Daniel una missione preziosa. Il protagonista, con la moglie Mirah, parte così per l'Oriente per realizzare un sogno, anzi il sogno: dare una patria agli ebrei. "Daniel Deronda" è un'opera importante, non solo sul piano letterario ma anche su quello politico: con questo romanzo, la Eliot ebbe infatti una grande influenza sul nascente sionismo. Nei territori dell'Europa orientale dove gli ebrei erano vittime di violenti pogrom, alcuni di loro, entusiasti dinanzi alla sensibilità di una lontana signora inglese non ebrea, pubblicarono dei fascicoli dove riunivano i brani del libro in cui si inneggiava alla rinascita dello Stato ebraico. Migliaia di giovani, pronti a ribellarsi contro l'inerzia degli anziani e a lanciarsi nella grande avventura, si infiammarono leggendo le parole di Mordecai e Daniel. Purtroppo, "Daniel Deronda" è un libro poco conosciuto in Italia, ad eccezione di due importanti articoli di Dario Calimani e di una recente traduzione italiana (Fazi, 2018), priva però di corredo informativo. Comprendere il legame che unì, per tutta la vita, George Eliot all'ebraismo è fondamentale per apprezzare appieno il romanzo e la sua originalità. Per ricostruire questo rapporto, Elia Boccara si muove con competenza tra il profilo biografico della Eliot, il contesto storico e il tessuto narrativo, offrendo a tutti i lettori un quadro propedeutico, completo e avvincente.
br. Questo libro nasce come testimonianza della profonda amicizia personale e intellettuale tra George Steiner e Nuccio Ordine. L'amore per i classici, la passione per l'insegnamento, la difesa del ruolo del maestro, la funzione essenziale della letteratura per rendere l'umanità più umana costituiscono i temi di un intenso dialogo nutrito da oltre quindici anni di incontri e viaggi in varie città europee. Ordine offre un ritratto originale di Steiner, dipingendolo nelle vesti di "ospite scomodo". Steiner, infatti, ha abitato l'ebraismo, la letteratura e la vita come un ospite speciale, dicendo, senza nessun rispetto per convenzioni e tabù, ciò che molti non avrebbero voluto sentirsi dire: ha ricordato a Israele che un ebreo non può essere nazionalista e che la sua condizione gli impone di stare sempre con la valigia in mano; e ha invitato all'umiltà i suoi colleghi, mostrando la natura "parassitaria" della critica letteraria e la vitale priorità dei classici. Ma anche la sua concezione della vita trova proprio nella nozione di "ospite" il suo più autentico fondamento. Un'arte difficile da praticare, ma necessaria: essere ospiti non è un invito a rispettare passivamente le leggi di chi ti accoglie. Al contrario: è un'opportunità per aiutare a migliorare la propria vita e quella in comune.
brossura La "Germania", che rappresenta un unicum nell'ambito della letteratura latina, non è un trattato storico, ma un opuscolo geo-etnografico legato a un problema politico contingente: la presenza di Traiano sul Reno. L'indagine di Tacito - che percorre il territorio, descrive usi e costumi comuni a tutti i Germani e quindi esamina le singole tribù - pone costantemente l'accento sugli elementi che denotano una stretta affinità tra il presente dei Germani e il passato di Roma. L'autore sembra percepire la prorompente energia innovatrice di chi per la prima volta si affaccia alla ribalta della Storia, ravvisando in essa, più che nella forza militare, la maggior minaccia per la sorte già precaria dell'Impero.
br. Questo è il libro che ha inventato la nazione germanica, sia nella percezione dei Romani, sia in quella degli stessi Germani, che prima non si consideravano un popolo solo destinato ad unificarsi, ma un insieme vasto ed eterogeneo di tribù sparse nel nord est dell'Europa, spesso in guerra tra loro, alcune in pace con Roma, altre ostili. La Germania è un trattato etnografico scritto attorno al 98 d.C., con usi, costumi, cibi, vestiari, culti, stanziamenti, spostamenti di queste variegate e selvagge popolazioni, guardate anche da Tacito con ammirazione per le loro primitive virtù, ormai dai Romani perdute; saranno poi i Germani che, dopo aver imparato dai Romani l'arte della guerra e un po' di civiltà, avrebbero determinato il crollo dell'impero, o forse semplicemente lo spostamento del suo centro più a nord. Anche le vicende del terribile XX secolo e dell'Europa d'oggi discendono probabilmente da ciò che inizia in questo libro. Dino Baldi, che ha tradotto il testo, lo ha corredato di un commento che segue passo passo il testo; nonché delle altre descrizioni dei popoli nordici che ci vengono dall'antichità greco-latina precedente: Ippocrate, Polibio, Cesare, Diodoro Siculo, Vitruvio, Strabone, Plinio il Vecchio e altri.
228 S. Original Interims-Karton ohne den von Georg Salter gestalteten Original Umschlag, unbeschnitten. Original Umschlag fehlt, Einband am Scharnier etwas eingerissen, Innendeckel und Vortitel vorn etwas fleckig, oberer Rand mit Wasserspur, sonst innen noch in Ordnung. Erstausgabe.
In 16°(17,5x10,5); (9), 79, 3 pp. Brossura editoriale illustrata in carta pergamena, con cornice e titoli in rosso e nero, fregi con putti e stemma dell'editore al piatto anteriore e al dorso. Ritratto di Gesù crocifisso di Guido Reni in antiporta e 1 frontespizio xilografato con titolo. Capilettera incisi. Timbro della casa editrice impresso al frontespizio. Prima non comune edizione (una seconda assai più comune uscì nel 1911). Esemplare in barbe. Lievi bruniture. Volume elzeviriano appartenente alla collana: PROFILI, stampato su carta filigranata: AMOR ET LABOR VITAST. Esemplare in buone ottime condizioni di conservazione.
br. Chi è Gesù per un ebreo? E Giuda? Se la figura di Giuda è alla base dell'antisemitismo cristiano, possiamo immaginare che la relazione fra Gesù e Giuda sia stata diversa da quella raccontata finora? Introdotto da Erri De Luca, Amos Oz ci regala una rilettura brillante, inedita, iconoclasta, irriverente, romantica e personale delle figure di Gesù e Giuda.
in-16, pp. 408, leg. in cart. edit., sovracoperta originale figurata con ritratto di Leopardi entro medaglione. Raccolta di scritti tratti dallo Zibaldone, a cura di Vitalino Brancati. Buon esemplare.. .
brossura Questo volume raccoglie una selezione delle recensioni su gialli e noir, italiani ed internazionali, preparate da Carlo Oliva nell'arco di una decina di anni e trasmesse da Radio Popolare, nell'ambito della trasmissione Giallo Oliva. La raccolta, concepita insieme a Carlo Oliva, è quindi conforme al progetto che l'autore medesimo aveva individuato. Le recensioni sono state scelte dalle curatrici e organizzate in base a quattro percorsi tematici centrali nella cultura contemporanea, e non solo italiana. In tutti i brani scelti l'inconfondibile "stile Oliva" nell'approccio al testo emerge in modo nitido: le osservazioni pertinenti ed acute su temi e personaggi, il fine senso della trama e dei meccanismi di costruzione della storia, la conoscenza approfondita delle dinamiche editoriali e di come queste influenzino l'accesso del lettore alla letteratura, e soprattutto la grandissima passione per l'opera letteraria. Il risultato non vuole presentarsi come la sintesi del lavoro di una vita di Carlo Oliva, ma vuole offrire a quelli che lo hanno seguito e a chiunque ami il giallo uno strumento agile per orientarsi nel meglio del genere.
In 8? (cm 20,5), Leg. edit. tutta tela, pagg. con titoli al dorso, sovracop. ill. a colori di Lucia Conversi, pagg. (12)-369, lievissima abrasione alla sovracop., buon es. Racconti di: Tullio Avoledo, Laura Grimaldi, Gianni Biondillo, Marcello Fois, Eraldo Baldini, Giulio Leoni, Marco Vichi, Loriano Macchiavelli, Giacomo Gardumi, Giancarlo De Cataldo, Piero Colaprico, Ben Pastor, Giuseppe Pederiali, Danila Comastri Montanari, Giampiero Rigosi, Alan D. Altieri. Prima e unica ed.
Legatura di laboratorio artigianale, copertina con decoro floreale, segnata da conservazione e compressione, da piccoli urti alle cuffie e punte, scoloriture e brunitura al dorso e margine, danneggiata il canaletto e cerniera anteriore, conserva due tomi assemblati, fogli velati da fioriture e ossidazione intensa al margine, e con modesto corredo iconografico, fioriture e denso pulviscolo si addensa ai tagli. N. pag. 313; 392. USATO
Alla Signora Giuditta Cattaneo vedova Lucini la 'Diletta compagna' del Melibeo - Introduzione - Preludio - Lotte sociali - Lotte ideali - Esperienze e ironie - Perorazione - Versi inediti - Nota bibliografica 1 19x12,5 cm., in brossura, pp. XV (1), 272 , non refilate, in italiano, prima edizione, in italiano, piccole abrasioni esterne, normali segni del tempo, buon esemplare.