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br. Il testo analizza l'opera di Donald Barthelme, uno dei massimi esponenti del post-moderno americano (1931-1989), focalizzandosi sulla sua produzione di racconti brevi, da "Come back Dr. Caligari" a "Sixty stories'", individuando nella forma breve il tratto peculiare del suo intero corpus narrativo ma anche la forma emblematica di un'epoca, quella tardo-contemporanea, che trova nel frammento e nel mondo disincarnato dei media elettronici uno dei suoi tratti più distintivi. Redivivo dadaismo in chiave pop ma anche anticipazione ante-litteram di future, omologhe, dis-connessioni globali, alla ricerca di nuovi paradigmi della scrittura che, all'alba del terzo millennio, sono ben lungi dall'aver esaurito la loro carica propulsiva. E risultano anzi, forse proprio oggi, più irriverenti e destabilizzanti di ieri.
brossura Il volume analizza il percorso narrativo di Francesco Jovine dai primi racconti in cui si avverte una goduta atmosfera molisana e familiare ai racconti autobiografici che ci rifanno all'eco di momenti e situazioni nella sua sensibilità giovanile. Da "Signora Ava", romanzo radicato nostalgicamente alla storia della terra natia, al capolavoro "Le terre del Sacramento" dove Jovine muove una fila di personaggi analizzando il rapporto terra-contadini-galantuomini in un volume sintesi delle sue posizioni ideologico-politiche.
br. Partigiano, letterato, poeta, giornalista, editore, senatore: tutto questo è stato Franco Antonicelli, una figura di spicco del Novecento italiano. Consapevole della parabola discendente della memoria della Resistenza, dai primi anni del dopoguerra, e per tutta la sua vita, Antonicelli ha fatto dell'antifascismo non mera testimonianza, ma un impegno da rinnovare di continuo per la trasformazione della società, un compito cui si è dedicato con inesausta energia nell'attività politico-culturale - fino ad approdare alla battaglia nelle istituzioni come indipendente nelle liste del Pci. In questa prima biografia documentata - intellettuale e politica - Monica Quirico ci restituisce il ritratto di un uomo che, a distanza di quasi cinquant'anni dalla morte, continua a impressionare per la vastità di interessi e la perenne lotta per la libertà e la giustizia che portava avanti animato dal costante bisogno di fare il proprio dovere.
br. Oltre cinquant'anni di incontri, interviste eccellenti, personalità che hanno fatto la storia: Gay Talese ha scritto vere pietre miliari della letteratura americana. Questo libro raccoglie i suoi lavori migliori: dal ritratto di Frank Sinatra che, uscito nel '66 su "Esquire", è ancora oggi considerato uno dei migliori profili di una celebrità mai scritto, al pezzo su Joe Di Maggio nel periodo del matrimonio con Marilyn Monroe. E poi Muhammad Ali che incontra Fidel Castro all'Havana nel 1996, un trentunenne Peter O'Toole reduce dal successo di Lawrence d'Arabia e una serie di personaggi minori - sarti calabresi, boxeur in pensione, l'addetto ai necrologi del "Times" - tutti immortalati nella scrittura scintillante del principe del giornalismo americano.
(ca. 19,6 x 12,9 cm). 121 S. Original-Karton mit Rückentitel und illustriertem Deckeltitel. Einband leicht gebräunt, sonst gut erhalten. Insgesamt guter Zustand.
br. "Leggendo i bellissimi saggi di Iosif Brodskij siamo assaliti da un curioso sentimento di confusione e di ammirazione. Accanto a Brodskij, o a Siniavskij ... ci pare di essere dei bambini. Non solo perché oggi nessuno, in Occidente, compone saggi che abbiano l'intensità e l'eleganza di quelli di Brodskij. Ma perché l'esperienza riflessa nei loro libri sembra avere una profondità, una vastità, una complicazione, una ramificazione, quale noi, nelle nostre vite educate e bene ordinate, non abbiamo mai conosciuto." (Pietro Citati)
brossura
Vol. in -8 (14 x 22 cm.), brossura editoriale bianca, sopracopertina beige con illustr. e titoli in nero sul piatto ant., pp. 243, (5). Leggeri segni del tempo alla sopracopertina, nel complesso in buone condizioni. Traduzione di Gilberto Forti - Collana: BIBLIOTECA ADELPHI (N. 180)
br. «Sono finiti i caffè letterari, il colloquio stesso» confida Sciascia a Domenico Porzio. «Eppure colloquiare significava non soltanto chiacchiera, ma esperienza, urbanità». Ed è come se questo libro, che registra incontri avvenuti lungo il 1988 e il 1989 e interrotti dalla morte dello scrittore, i due amici l'avessero disegnato proprio per scongiurare la fine del libero colloquiare, la dilagante riduzione a intervista della conversazione. Provocato dalla inesauribile curiosità di Porzio, stimolato da un dialogo mutevole, schietto, indisciplinato, Sciascia parla con un'asciuttezza in cui il fervore è schermato dal riserbo e dalla precisione, offrendoci inattesi squarci sulla sua infanzia, quando il 2 novembre i bambini ricevevano i regali dei morti; sulla biblioteca della zia maestra e sul teatro di Racalmuto, responsabili della sua divorante passione per i libri e il cinema; sui drammi che l'hanno segnato, come il suicidio del fratello, cui è seguita quella che con ammirevole pudore definisce «una sequela di guai»; sull'impiego al Consorzio agrario, che gli ha assicurato «il primo impatto con la giustizia». Ma, insieme, vengono alla luce anche tutti i suoi amori: oltre ai libri, Parigi, il Settecento, Stendhal, Savinio, su cui ha pesato l'italica «avversione all'intelligenza», Borges, Pirandello, «incontrato nella natura, nei luoghi». E i segreti della sua officina, come la mescolanza dei generi suggeritagli da Malraux, che vedeva in Santuario di Faulkner «la tragedia greca ... calata nel romanzo poliziesco» - incluso il più spiazzante ed efficace: «Per me scrivere è una cosa allegra».
brossura Il titolo non tragga in inganno: non siamo in guerra, e nemmeno è scoppiato un incendio: il fuoco è quello dei fornelli... luogo di pena per me". Camilla Salvago Raggi non è certo una cuoca provetta (lei stessa lo ammette: ai fornelli non è in grado di far nulla e niente al mondo l'annoia di più!), ma l'arte culinaria la attrae in modo irresistibile: vecchie rubriche di cucina su riviste polverose, antichi ricettari di celebrati chef, trasmissioni televisive moderne... Il rapporto complicato e divertente tra la scrittrice e i fornelli diventa occasione in "Fuoco nemico" per rievocare cibi, menu, libri di cucina ed eventi conviviali, ma soprattutto memorie private e familiari.
br. Nati come bollettini di viaggio, notizie da nessun luogo che compongono itinerari nella memoria, vicino e lontano nel tempo, questi racconti sono un libero intreccio dove le esperienze personali si mescolano alle riflessioni, guizzando continuamente dentro e fuori dai libri. La voce di Giovanna Zoboli ci accompagna attraverso le meraviglie e le passioni della sua vita: dai fantasiosi giochi infantili alle lezioni di astronomia improvvisate nelle notti estive, dalle letture botaniche dell'età adulta alla tappezzeria di una Camera Cinese sul Garda, dove tutti vorremmo esserci addormentati almeno una volta nella vita, seguendo con lo sguardo le industriose figurine tra "alberi dalle fogge singolari e montagne in miniatura, entrambi sorti dalla terra con la precisa intenzione di farsi dipingere su una tappezzeria". Il talento nel descrivere il mondo con parole esatte diventa gioco così quotidiano da potersi replicare nella catalogazione sommaria di "cose, piante, città" e, come nella lettura, anche in questo gioco ci si sente altrove, fuori da noi, immersi nel "flusso misterioso, impenetrabile della realtà esterna".
ill., br. "Come è possibile cogliere l'essenza simultanea della modernità con nuove parole, forme e colori? Contro un futuro già scritto bisogna rompere i ponti con il passato, carico di millenni di memoria, ma inadeguato a cogliere la salvifica forza generatrice della contemporaneità." Quattro manifesti programmatici, due del padre nobile Filippo Tommaso Marinetti e due del grande Umberto Boccioni - scritti tra l'aprile 1909 e il giugno - luglio 1913. L'arte riscrive la percezione, la manipola o, addirittura, la sostituisce per presentare una diversa realtà. Ecco l'eredità fondamentale che ci hanno lasciato i Futuristi con cui l'arte contemporanea è chiamata, oggi più che mai, a fare i conti.
14 S. Original Karton mit montiertem Deckeltitelschildchen, Fadenbindung (rot). (=Roter Faden 43). Sehr guter Zustand. Erstausgabe. Mit einer mehrzeiligen, handschriftlichen, datierten und signierten Widmung des Verfassers auf dem Titel.
br. Vladimir Solov'ëv, tra i massimi filosofi russi dell'Ottocento, più giovane di Dostoevskij di oltre trent'anni, ne fu il grande discepolo spirituale, tanto che Anna Dostoevskaja paragonò il rapporto tra il giovane filosofo e il marito con quello del monaco Zosima con il giovane Alësia de I fratelli Karamazov. Tra il 1881 e il 1883 scrisse tre discorsi in memoria di Fëdor Dostoevskij, nei quali la sola questione che gli sta a cuore non è riferita alla sua vicenda personale, né alla critica delle sue opere, ma da quale idea fu ispirata tutta la sua opera: «A me pare che non sia lecito guardare solo e semplicemente a Dostoevskij come a un autore di romanzi, come a un letterato dotato di talento e d'intelligenza. C'era in lui qualcosa di più grande, e quel "di più" dà luogo alle sue peculiari caratteristiche e aiuta a spiegare l'azione ch'egli esercita sugli altri». In occasione del bicentenario della nascita di Fëdor Dostoevskij, rileggere il ritratto spirituale di un amico e discepolo, onora la memoria di «un apostolo e di un profeta che come nessun altro nella letteratura russa, è riuscito a dischiudere ai suoi contemporanei sino a noi oggi la bellezza della fede cristiana» (Hilarion di Volokolamsk, dalla Prefazione).
brossura Il volume contiene un racconto biografico dedicato alla vita e all'opera di Dostoevskij, un dizionario organizzato per voci (opere, temi, problemi, luoghi, argomenti, curiosità, date, riferimenti critici); una bibliografia ragionata per orientarsi nella ricerca e negli approfondimenti.
In-8 (cm. 21.30), brossura illustrata, con alette, pp. 135, (9). Il volume contiene i testi: Parlami d’amore Mariù. Il Grigio. Il Dio bambino. Prima edizione. Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buonissimo stato (very good copy).
Mm 215x320 Volume rilegato in tela con titoli in oro al piatto e al dorso, 319 pagine con tavole in nero e a colori fuori testo. Opera in buone condizioni, presenta leggere fioriture al risguardo anteriore e una piccola abrasione al piatto anteriore. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Man mano che giungono in Francia le opere di d'Annunzio, le brumose prevenzioni che si addensavano sul poeta abruzzese iniziano a diradarsi e inizia per lui un cursus honorum prestigioso.Il soggiorno francese di d'Annunzio (1910-1915) avviene in un periodo culturale e artistico intenso, ricco di valori innovativi.Gli interventi critici di Theodore de Wizewa ed Eugène de Vogué gli aprono i convegni e i salotti prestigiosi della capitale e la sua personalità conquista i "maitres à penser" dell'epoca.
ill., br. Ci fu un tempo in cui gli esseri umani (donne e uomini) non avevano paura di morire, anzi, affrontarono spesso la morte con il sorriso, beffardo, di chi credeva di essere immortale. E molti di questi erano italiani, figli di una piccola nazione, ma che divenne in pochi anni incredibilmente grande agli occhi del mondo. Era l'Italia che stupiva, affascinava, che si faceva amare per le sue imprese e per le sue invenzioni. E Gabriele d'Annunzio era uno dei suoi figli. Il mondo cambiava velocemente, il progresso sembrava inarrestabile, viverlo da protagonisti era la parola d'ordine, viverlo per non subirlo. In tutti i settori però l'Italia si trovò impreparata, inadatta a ricoprire un ruolo di primo piano nello scacchiere internazionale. Impreparata ma non sconfitta, e accettò la sfida. L'aria, la terra e il mare, mondi sconosciuti da percorrere, attraversare, superare, ma non c'erano industrie, non c'era una moderna classe dirigente, e non c'era una cultura dinamica e intraprendente, c'era solo un profondo senso di smarrimento e d'inadeguatezza nei confronti di un grande passato solo in parte riscoperto. Eppure, da quella condizione, nel giro di pochi anni l'Italia si risvegliò dal lungo sonno e con lei si risvegliarono molti dei suoi figli per sfidare l'aria, la terra e il mare. Le industrie iniziarono a produrre aerei, auto, navi e per ogni settore si realizzarono imprese mai tentate prima da nazioni più potenti e industrializzate. Se d'Annunzio fu il cantore di tutto questo, molti altri furono i veri protagonisti che stupirono il mondo, oggi inspiegabilmente dimenticati. Ricordare un'epoca per ricordare attraverso gli occhi del Vate quelle donne, quegli uomini e le loro imprese è quello che ho tentato di fare scrivendo questo libro. Cancellare il loro ricordo significherebbe cancellare il lavoro di migliaia di italiani che umilmente fecero il loro dovere, perdendo spesso la vita. Per gli italiani di fine Ottocento e dei primi decenni del nuovo secolo il nostro passato non fu un peso ingombrante ma pura energia che li portò a scrivere, con le loro gesta, nuove pagine di Storia. Era anche l'Italia dei primati legati alla velocità, di cui d'Annunzio fu uno dei più famosi interpreti. Con oltre 100 fotografie d'epoca, in gran parte provenienti dalla Collezione Nuvolari.
br. La pagina dell'Ingegnere Carlo Emilio Gadda trae le sue radici da due secoli: l'Ottocento nella sua varia articolazione culturale e sociale - Manzoni, gli Scapigliati, Verga e Carducci -, e il Novecento, con la sua mescolanza di linguaggi e la sperimentazione di nuove forme di espressione e di conoscenza. Ben consapevole di essere un "ponte" tra due epoche, Gadda verifica la continuità novecentesca di valori, immagini, retoriche, linguaggi nati nel secolo precedente: ed è qui che si manifesta la sua fondamentale, talora perfino ingombrante, centralità che ne fa il maggior prosatore italiano della modernità. Prosatore, non solo narratore, perché nella sua opera occupa un ruolo di rilievo il modo, spesso nevrotico, sempre geniale, di attraversare tutti i generi della scrittura - racconto, romanzo, favola, diario, teatro, poesia, saggio, recensione, pamphlet -, in ciascuno portando un'istanza di rinnovamento e di sperimentazione. Nella monografia, si ricostruisce l'intero percorso intellettuale e creativo dell'ingegnere milanese, con un'analisi puntuale delle sue opere, indagate all'interno dell'inquieto procedere dello scrittore, dei rapporti con la propria esistenza, con le trasformazioni della società, con le culture della tradizione e del rinnovamento. Intrecciando dialetticamente quadri d'insieme e anatomie di pagine esemplari, si offre una visione completa di quella che è stata un'opera di importanza fondamentale nella nostra storia letteraria.
In 16? (cm 20), Brossura originale, pagg.128 cop. illlustrata a colori da C. Caesar, testo su due colonne con qualche ill. b.n. n.t., traduzione di Antonio Crimi, piccola mancanza al dorso, segni del tempo alla cop., ma buon es. Collana "I romanzi di Urania", 63. Francis Carsac, pseudonimo di Fran?ois Bordes (1919-1981), paleontologo e professore presso l'Universit? de Bordeaux, ? considerato il pi? importante scrittore di fantascienza di lingua francese dopo Jules Verne e J.H. Rosny Curt Caesar, pseudonimo di Kurt Kaiser (Montigny-l?s-Metz, 1906 ? Bracciano, 1974) fu autore di Romano il Legionario e di Willa Sparrow, considerato il primo eroe "negativo" del fumetto italiano; dal 1952 realizz? le copertine della collana Urania, iniziando una storica collaborazione con Monicelli che si interruppe nel 1959. Curt Caesar, pseudonimo di Kurt Kaiser (Montigny-l?s-Metz, 1906 ? Bracciano, 1974) fu autore di Romano il Legionario e di Willa Sparrow, considerato il primo eroe "negativo" del fumetto italiano; dal 1952 realizz? le copertine della collana Urania, iniziando una storica collaborazione con Monicelli che si interruppe nel 1959.
287 pages. Author's second novel. "...a fantasy, a quest, with a particularly lucid prose. No small achievement." - The Glasgow Herald. Unmarked. Moderate wear. Several small tears to dust jacket. Light dampstaining to both boards, spine, and inside of dust jacket. Binding intact. Book