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Edizione originale. CON DEDICA Eccezionale esemplare con dedica autografa dell’autore vergata alla prima carta, a seguire il titolo: «oferte al signor Pittoreggio cordialmente | Gabriele D’Annunzio | * 1900». Fioriture ai bordi della prima e ultima carta, che presenta una mancanza reintegrata al taglio basso (senza perdite di testo); per il resto più che buon esemplare in barbe. Prima pubblicazione assoluta di una parte delle «Laudi», nel rarissimo estratto con paginazione autonoma procurato in pochi esemplari dalla rivista «Nuova antologia» nel novembre del 1899. «“Ho una volontà di cantare così veemente che i versi nascono spontanei dalla mia anima come le schiume dalle onde. In questi giorni, in fondo alla mia barca, ho composto alcune Laudi che sembrano veramente figlie delle acque e dei raggi, tutte penetrate di aria e di salsedine. Sento che in un mese o due potrei, d’un fiato, comporre tutto il volume.” Non l’avrebbe composto “d’un fiato” il suo volume, Gabriele D’Annunzio, come ne scrive a Pepi Treves. È il 7 luglio 1899: sulla scrivania il «Taccuino dell’“Alcyone”» è aperto: molte note sono state vergate i giorni innanzi; alcune lo saranno l’indomani. Il primo frutto di questa estate di grazia l’avrebbero assaporato i lettori della “Nuova antologia”, scoprendo tra i fogli del fascicolo del 16 novembre 1899 la primizia delle Laudi. La rivista offriva, senza distinzione in libri, «L’Annunzio», il «Canto augurale», i tre «Silenzii» in strofe libera (Ferrara, Pisa, e Ravenna), «Bocca d’Arno» e «La sera fiesolana»: i testi erano numerati progressivamente da I a V (i «Silenzii» essendo raggruppati nel III), con un’altra cifra a lato […] a indicare l’esistenza di un unico, già ampio e ordinato disegno complessivo» (Gibellini p. V) Gibellini, D’Annunzio: Alcyone, edizione critica, pp. V e CXI; De Medici, Bibliografia di D’Annunzio, n. 44 (differisce per il formato).
4 volumi in formato oblungo in 8 (cm 32 x 22), pp. 48 con illustrazione a colori di Balla applicata su tavola "Mare-cielo-vele"; 48 con illustrazione a colori "Arrotino"di Emilio Notte; 48 con tre illustrazioni applicate su tavola unica di Arnaldo Ginna e un'illustrazione in bianco/nero applicata di Depero "Pappagalli"; 56. Brossura editoriale illustrata da Ginna in quattro differenti colori. I primi 4 volumi (manca il quinto, l'ultimo, per la raccolta completa) con i numeri 1; 2-3; 4; 5-6 (l'ultimo volume comprendeva un numero triplo 7-8-9 a noi mancante) della rivista diretta da Mario Dessy, seconda serie dell'omonima rivista marinettiana. Scrive Dessy nel primo numero: "Con questo numero, sotto la mia direzione, rinasce la rivista fondata nel 1905 dal poeta F. T. Marinetti E' inutile e soprattutto impossibile fissare ora un programma: non voglio assumere obblighi di nessun genere ne' verso il pubblico ne' verso me stesso". La rivista non si caratterizzo' solo per lo spazio riservato ai Futuristi ma anche alla poesia internazionale pubblicata in lingua originale e all'avanguardia surrealista. Compaiono poesie e testidi: Valentine de Saint-Point; Helene Picard, James Joyce (A Memory of the Players in a Mirror at Midnight - num. 1); Ezra Pound (The Study in Aesthetics - num. 1); Corra, Marinetti, Buzzi, Julien Ochse', Camille Mauclair, Angel Cruchaga Santa Maria, d'Annunzio, Ada Negri, Alexandre Mercerau; Pedro Prado, Fred G. Bowles, Lous Payen, Jean Cocteau, Jorge Luis Borges, ecc... Compare un profilo di Ezra Pound di Carlo Linati, con alcune poesie a seguire (nel numero doppio 5-6). Ciascun numero presenta inoltre un profilo di uno scrittore italiano con un ritratto in riproduzione illustrata applicata su carta: Paolo Buzzi, Emilio Settimelli, Bruno Corra, Mario Carli.
Prima edizione. Ottimo esemplare (minuto restauro all’angolo inferiore del frontespizio), molto fresco, a discreti margini (mm 162 x 102). Opera giovanile di Foscolo, composta ad appena 16 anni, il «Tieste» fu rappresentato per la prima volta il 4 gennaio 1797 al teatro Sant’Angelo di Venezia. Il successo fu notevole, anche grazie alla splendida recitazione di Annetta Fiorilli Pellandi nella parte di Erope, e si susseguirono ben nove repliche. Nell’aprile dello stesso anno il testo fu pubblicato per la prima volta nel tomo X del «Teatro moderno applaudito», accompagnato in fine dalle «Notizie storico-critiche» di un redattore ignoto (di certo non si trattava di Foscolo). È da escludere che fu stampata una tiratura a latere di quella della raccolta: come ha dimostrato Acchiappati, gli esemplari che ebbero circolazione autonoma furono estratti dal «Teatro moderno» oppure «allestiti dal tipografo a favore dell’Autore com’è nella consuetudine per le pubblicazioni su riviste periodiche» (Acchiappati, p. 18). La tragedia verrà poi rifiutata Foscolo, come espressamente riportato nell’edizione pisana delle «Poesie» del 1802: «Ugo Foscolo pubblica queste Poesie per rifiutare tutte le altre fino ad oggi stampate; e segnatamente [...] il Tieste Tragedia [...]». Raccolta foscoliana Acchiappati, 3; Folinea, Ugo Foscolo. La mia personale raccolta, 8.
Due opere in un volume in 4° (17x25 cm) di 53 e 58 pagine (+ 2 pagine bianche in fine ai due testi) su carta forte. Bellissima legatura del tempo in tutta pelle marmorizzata, con cornice dorata ai piatti; dorso liscio ornato e dorato, con tassello di titolo rosso. Labbra ornate. Testimone. In smaglianti condizioni. Ex libris Comte Boutourlin e Doct. D. Bernard. V. Brooks, Compendiosa bibliografia di edizioni bodoniane, n. 666 e 667.
Prima edizione, emissione con copertina rigida. Normale scoloritura al piatto superiore e al dorso; minimi restauri professionali ad alcuni punti della copertina, perfettamente riusciti e quasi impercettibili; nel complesso un ottimo esemplare. Una delle raccolte più importanti dell’autore, raccoglie poesie appena successive alla prima fase più sperimentale (e a tratti futurista). Esce nell’“annus mirabilis” govoniano, il 1915, quello che vede la pubblicazione dei due capolavori del poeta: «L’inaugurazione», appunto, e il quaderno parolibero «Rarefazioni e parole in libertà».Culmine della vicenda poetica govoniana,essi sono anche libri-simbolo della complessa stagione del futurismo post-lacerbiano, conteso tra Milano e Firenze, le Edizioni futuriste di «Poesia» di Marinetti e le Edizioni de «LaVoce» nel suo nuovo corso derobertisiano, che di fatto ruberà i migliori poeti al Movimento futurista ufficiale: Palazzeschi, Soffici e appunto Govoni. La pubblicazione dei due libri, in particolare dell’«Inaugurazione», era rimasta sospesa tra questi due poli per tutto il 1914: Marinetti, il primo e fino a quel momento l’unico editore di Govoni, continuava a rimandare la possibilità di pubblicare quel titolo, che finì per passare alla «Voce» di De Robertis, stampato nell’aprile del 1915. Cammarota. Futurismo, n. 249.10; Carpi, Govoni 1915 (in: Corrado Govoni, atti del convegno, Bologna 1983: 249-274)
3 acqueforti originali a colori, numerate e firmate, di Stanley William Hayter (cm 22x30). Riproduzione del manoscritto originale Still con firma autografa di Beckett. Traduzione a cura di Luigi Majno. Fotografia di Beckett di Henri Cartier-Bresson. Note bio-bibliografiche. ''Still'' by Samuel Beckett, accompanied by three numbered and signed etchings by Stanley William Hayter (cm 22x30). Reproduction of the manuscript ''Still'' with an original signature by the poet. Translation by Luigi Majno. A photo of Beckett in black and white by Henri Cartier-Bresson Edizione composta in carattere Garamond da Ruggero Olivieri, Milano e stampata dalla Tipografia Stefanoni, Lecco su carta a mano della Filicarta di Brugherio. Incisioni tirate sui torchi dell'Atelier 17 di Parigi. Legatura di Giovanni De Stefanis, Milano. Folio. pp. 64 n.n.. . Ottimo (Fine). . Edizione originale di 133 + XIV es. numerati. .
Edizione originale. Esemplare 58 di 129 numerati in carta grande in barbe, in ottime condizioni (lieve foxing al piatto anteriore e alle prime carte). Raro. Ultima opera pubblicata in vita (l’autore sarebbe morto nel novembre dello stesso anno). Testatine e finalini finemente incisi per ciascun atto.
Prima edizione in Italia dopo la stampa parigina di Didot. Ottimo esemplare nella tiratura in carta grande (213 x 133 mm), freschissimo all’interno. Il 15 marzo 1805 morì a Parigi Carlo Imbonati, da anni legato a Giulia Beccaria, madre di Manzoni. Il giovane Alessandro la raggiunse nella capitale francese e compose per lei i versi dell’epistola consolatoria: pur non avendo conosciuto di persona Carlo Imbonati, ne tracciò un ritratto ampiamente elogiativo, elevandolo a proprio modello intellettuale e a maestro di rettitudine. Il carme fu impresso per la prima volta a Parigi in una placchetta di soli 100 esemplari fuori commercio. A distanza di pochi mesi, nel marzo 1806 uscì l’edizione Destefanis che qui presentiamo, seguita a stretto giro da una rarissima edizione romana in cinquanta esemplari presso la Stamperia Caetani all’Esquilino e da una bresciana presso Niccolò Bettoni. La stampa milanese fu realizzata per le cure di Giambattista Pagani, intimo amico degli anni giovanili, che di propria iniziativa inserì in apertura una lunga dedicatoria a Vincenzo Monti, «principe de’ poeti moderni»: Manzoni andò su tutte le furie, gli chiese di ritrattare pubblicamente, ma senza alcun risultato. Dopo la conversione l’autore sconfessò il carme, ritenendo indecorosa la celebrazione dell’amore extraconiugale della madre, e ne vietò la ristampa. Molto raro, se ne riscontrano solo cinque esemplari nel catalogo Sbn. Vismara, Bibliografia manzoniana, n. 193; Pionna, Giambattista Pagani (Milano 2001); alessandromanzoni.org, s.v. (scheda di Carmela Marranchino)
Seconda edizione modificata. Esemplare numero 326/450, in più che buone condizioni (piccole mancanze agli angolini anteriori integrate con carta simile; minima mancanza — senza perdite — al piede del dorso, con principio di separazione al taglio basso della cerniera anteriore; interno con la normale, leggera brunitura, ma pulito). Libro raro, tirato in soli 450 esemplari numerati nella bella collana diretta da Mario Gromo per le edizioni Ribet. Come noto, Montale rimase assai poco soddisfatto dall’aspetto tipografico della pur gloriosa edizione originale degli «Ossi», pubblicata dal martire antifascista Piero Gobetti nel 1925. In una famosa lettera all’editore si legge il poeta lamentare la scarsa consistenza del libretto («... ti prego di far spazieggiare fino al possibile ... Tanto non arriva alle 100 pagine neanche a largheggiare. Fa’ stampare in carta un po’ grossa ...»). Nel formato adottato da Ribet, utilizzando finalmente una carta ‘un po’ grossa’, il libro assume in effetti un altro spessore. -- La seconda edizione degli «Ossi di seppia» è caratterizzata da importantissime varianti d’autore: contiene sei liriche in più rispetto alla prima edizione (Vento e bandiere, Fuscello teso al muro, I morti, Delta, Incontro, composte nel 1926; la notissima Arsenio, composta nel 1927); viene cassata la poesia «Musica sognante» e, soprattutto, i componimenti sono diversamente disposti nel libro, a modificare il senso complessivo della raccolta. -- Merita menzione, infine, la prefazione di Alfredo Gargiulo (1876-1949), filosofo crociano poi distaccatosi dal maestro e legatosi al circuito fiorentino delle riviste Voce-Solaria-Ronda: Gargiulo esaltava l’innegabile tono lirico (i.e. musicale) della raccolta, mantenuto nonostante la scelta di una poetica di grande modernità e anti-classica (motivo per il quale poi il critico napoletano non poté comprendere né approvare la svolta delle «Occasioni»). Barile, Bibliografia montaliana, A2
2 lettere in versi di Giuliani e Pagliarani e 4 litografie originali di Gastone Novelli e Achille Perilli a piena pagina protette da velina (cm 39,5 x 35) Le litografie sono state tirate dai fratelli Bulla di Roma. Folio. pp. 28. . Ottimo (Fine). Dorso restaurato (Spine repaired). Prima ed. di 44 es. numerati e firmati dagli A.. .
Prima edizione. Più che buon esemplare, con un intervento professionale di pulitura alla brossura, ben tenuto all’interno; l’esemplare presenta inoltre alcune delle correzioni che l’editore Ciceri apportò alla parte iniziale della tiratura (qui in particolare p. 27, v. 2, «si impija[va]»; p. 49, v. 8, «Sòiu ti [= to] fì»; p. 55, v. 8, «e jo invesi i non [= no] vevi nuja»; p. 65, sigla «A. C.» corretta in «L. C.», Luigi Ciceri). Edizione molto rara, in parte originale, stampata in sole 200 copie numerate a timbro. Importante momento di assestamento della produzione friulana, come spiegato nella preziosa lettera aperta «All’editore», dello stesso Pasolini, datata in calce «Roma 22 dicembre 1952». Comprende poesie inedite, «restaurate» e selezionate da raccolte precedenti, organizzate nelle sezioni: Ciasarsa; Tal cour di un frut; Suite friulana; Chan plor.
In-4 p., legatura in mz. pelle e piatti in legno di ciliegio (quello anteriore con una apertura circolare che permette la visione della scultura di Pietro Cascella posta all’interno del vol., astuccio di cartoncino-legno con profili in pelle, pp. (26). Libro polimaterico - ideato da Cascella e da lui intitolato "Scheggedellalba" - che contiene una epigrafe e sette poesie originali di Jacopo Ricciardi appositamente scritte per quest’opera. I testi sono stati composti (su indicazione dell’artista e del poeta) da Giovannni de Faccio con il carattere “stilo” e sono stati poi impressi su lamine di legno. Il libro, formato da pagine composite cartoncino-legno, contiene una scultura di Pietro Cascella (1921-2008) in metallo bianco, fusa a cera persa da Roberto Geccherle e sette schegge di marmo bianco di Carrara e di granito blu di Bahia. Questo bellissimo libro d’artista consta di 130 esemplari di cui quelli “ad personam” sono numerati da 1 a 100. Tutti sono firmati al colophon: per Cascella (appena scomparso) dalla moglie Cordelia Van den Steinen, anch’essa scultrice..”. Il ns., n. 4, è allo stato di nuovo.
Testi poetici di Roberto Sanesi, Giuliano Gramigna, Guido Ballo. Con 15 litografie e acqueforti originali, numerate e firmate, di Kengiro Azuma, Giacomo Benevelli, Lucio Del Pezzo, Luciano De Vita, Hsiao Chin, Valerio Adami, Concetto Pozzati, Mario Schifano, Mario Rossello, Emilio Tadini, Renato Volpini, Enrico Baj, Emilio Scanavino, Rodolfo Aricò, Giò Pomodoro (cm 30x25; 22x15). Un testo introduttivo di Luciano Cherchi ''Polarità e polivalenza della poesia'' Carta a mano Fabriano Umbria, testo stampato in quattro colori. Esemplare VII. 4to. pp. 104. . Molto buono (Very Good). . Edizione numerata di esemplari 70 + XXVIII. .
In-8°, pp (28), 104, legatura in pergamena coeva, titolo manoscritto al dorso, firma di appartenenza coeva, buona copia, estremamente rara. Questi due scritti vichiani, in edizione originale, furono inseriti come dedica e prefazione all’opera “La Sifilide di Gerolamo Fracastoro tradotta di Pietro Belli”. Il primo scritto è particolarmente importante essendo una presentazione elogiativa, scritta dal Vico stesso ma fatta firmare dal Belli, della Seconda Scienza Nuova al potente monsignor Ernesto von Harrach, nipote del Viceré di Napoli. Il Nicolini in “Bibliografia Vichiana”, 1, p. 89, afferma che “di questo libriccino non si conosce se non l’esemplare serbato nella collectio del Croce”. Gamba, 2244 In-8 °, pp (28), 104, contemporary vellum binding, handwritten title on the spine, contemporary owners’signature, good copy, extremely rare. These two Vichian writings, in original edition, were included as a dedication and preface to the work "La Sifilide di Gerolamo Fracastoro tradotta da Pietro Belli". The first writing is particularly important as it is a laudatory presentation, written by Vico himself but signed by Belli, of the Seconda Nuova Scienza to the powerful Monsignor Ernesto von Harrach, nephew of the Viceroy of Naples. Nicolini in “Vichiana Bibliography”, 1, p. 89, states that "of this little book we know only the copy kept in Croce’collection". Gamba, 2244
Prima edizione complessiva ed edizione originale della raccolta poetica di Porta. Ottimi esemplari. La pubblicazione della Collezione delle migliori opere scritte in dialetto milanese si dovette all’intenso lavoro di Francesco Cherubini, letterato e dialettologo che consacrò la sua vita allo studio del milanese. Basti considerare che solo due anni prima, nel 1814, aveva dato alle stampe il celebre Vocabolario milanese-italiano — di cui si servì ampiamente Manzoni per la Ventisettana dei Promessi Sposi — riproposto poi in seconda edizione di molto aumentata tra il 1839 e il 1843. La Collezione accoglie, nei dodici volumi di cui è composta, un amplissimo repertorio di testi dialettali che copre ben quattro secoli di storia letteraria, dal cinquecentesco Giovanni Paolo Lomazzo fino appunto a Carlo Porta, passando per Carlo Maria Maggi, Domenico Balestrieri e Tommaso Grossi, solo per citare i più noti. Di grande importanza le annotazioni biografiche e critico-filologiche approntate per ciascun autore antologizzato. Milano nei suoi libri e nelle stampe, Hoepli, 1949, p. 35. 12 voll. in 7 tomi.
In -8°, pergamena, 84 cc. nn. A cura di Francesco Amadi, il cui nome figura nella prefazione. Prima comparsa in stampa dei tre autori: contiene la prima edizione a stampa del poemetto di Molza, “La ninfa tiberina”.
Litografia originale a colori stampata su 20 fogli ripiegati a soffietto (ogni foglio misura cm 15x10) La stampa, curata dall'Artista, è stata eseguita dalla serigrafia Marchitalia - Bogoni di Milano. Le copertine in tela sono tenute insieme da una fascetta in cartone pesante. Firma a matita dell'Artista al colophon. Esemplare 75/200. Cm 15,5x10,5. pp. 44 non numerate. . Ottimo (Fine). . Edizione originale di 200 esemplari numerati e firmati (Original edition of 200 numbered and signed copies). . GUARDA IL VIDEO
Libro d'artista composto da 3 volumi ognuno dei quali presenta un intercalare di pagine bianche, 5 pagine con una progressione 1 pagina con tutti i colori ed 1 con l'incisione in nero 1 pagina per il colophon ed 1 per il titolo . Cm 37x28,5. pp. 56. . Perfetto (Mint). . Edizione originale di 20 + 5 es. numerati e firmati. . For Three Star Books, Parker Ito has interpreted three etchings from Albrecht Dürer's Meistertische series into colored self-portraits, thus rendering the original titles of "Knight Death and the Devil", "Melencolia 1","Saint Jérome in his Study" into: "Me, Death, and the Devil", "Melencolia 2", "Me in my Study".Each volume mimics a wood block printing progression of colors into five different "states" including a final black etching upon the fifth state.A print of the etching printed in black concludes each volume.The booksleeve of each volume has been covered with handmade silk-screened paper from Japan and cover titles are silk-screened in silver ink.Title pages and colophons are letterpressed in red ink.Note that the title page font has been modified by the artist from the original typeset
Illustrato da tavole e fregi di Mario Sironi, creati appositamente per questa edizione (77 Illustrazioni a piena pagina dai disegni e 71 fregi nel testo). Prefazione di Padre Emidio da Ascoli Cura editoriale e direzione artistica dell'opera di Giampiero Giani. Esemplare n. 113. 4to. pp. 252. . Ottimo (Fine). . Edizione originale di 219 + C + 15 es. numerati. . Unico libro illustrato da Mario Sironi.
- s.d. (circa 1893), 16x22,5cm, une feuille. - Sonnet autographe signé de José Maria de Heredia intitulé "A une ville morte" et paru pour la première fois en 1893 dans le fameux recueil "Les trophées", chef-d'oeuvre du poète. A une morne ville. Cartagena de Indias 1532 - 1583 - 1697. "Morne ville, jadis reine des Océans ! Aujourd'hui le requin poursuit en paix les scombres et le nuage errant allonge seul les ombres Sur ta rade où roulaient les galions géants. Depuis Drake et l'assaut des anglais mécréants Tes murs désemparés croulent en noirs décombres Et, comme un glorieux collier de perles sombres, Des boulets de Pointis montrent les trous béants. Entre le ciel qui brûle et la mer qui moutonne, Au somnolent soleil d'un midi monotone, Tu songes, ô Guerrière, aux vieux Conquistadors; Et, dans l'énervement des nuits chaudes et calmes, Berçant ta gloire éteinte, ô Cité, tu t'endors, Sous les palmiers, au long frémissement des palmes. [ENGLISH DESCRIPTION ON DEMAND]
Tutto il pubblicato con eccezione dei nn 3 dell’anno I e 3/4 dell’anno II. Fascicoli in due volumi in mezza pelle blu, titoli oro al dorso, in ottimo stato di conservazione. Ideato da Leo Longanesi per Rizzoli, uscì con il primo numero il 3 aprile 1937, anno primo, fino al nr. 39 del 25 dicembre; anno secondo 1938 dal nr. 1 del 7 gennaio al nr. 53 del 31 dicembre; anno terzo 1939 dal nr. 1 del 7 gennaio al nr. 4 del 28 gennaio. Formato folio grande, con cadenza settimanale, ospitò interventi letterari e politici. «Omnibus» rappresentò il primo esempio di rotocalco ben illustrato da belle fotografie, curato in ogni dettaglio, arricchito dai sapienti disegni di Mino Maccari. Tra i collaboratori: Alvaro, Barilli, Benedetti, Bacchelli, Palazzeschi, Praz, Landolfi, Malaparte, Moravia, Pannunzio e tanti altri. Primo in Italia, «Omnibus» pubblicò scrittori allora oscurati dalla censura fascista, come Ernest Hemingway (tradotto da Elio Vittorini), Erskine Caldwell, David H. Lawrence, Dashiell Hammett, James Cain, Joseph Roth e John Steinbeck. Importanti gli articoli sulla guerra di Spagna. Nel gennaio 1939, per insuperabili contrasti, il regime ne sospende le pubblicazioni. 2 volumi
2 opere legate in un volume in 8°, legatura da amatore in piena pelle, testa di moro, con nerv e fregi a secco, ricche dentelles interne impresse in oro. Per la prima opera, ancora aldina al frontespizio, pp 8, 103, 9, bianco il verso della p. 103 a comprovare la prima tiratura, carattere tondo e corsivo. Prima edizione, postuma, curata da G:B: Caro e da Paolo Manuzio; Renouard p. 206 n. 9; Adams, I, 746 Gamba 1287; Per la seconda opera, Ancora aldina al front., pp 8, 146, 2 bianche, a comprova della prima tiratura.; Renouard p. 206 n. 10; Gamba, 1441. Superbo esemplare, a largo margine, di due rare prime edizioni.
Traduzione di Giuseppe Ungaretti da Mallarmè. Con 5 litografie originali inedite di Carlo Carrà (cm16x23). Le litografie di Carrà sono: ''Fauno'' (lito su zinco cm 22,9x16,6), ''Fauno con flauto'' (Lito su zinco cm 22,8x 16,2), ''Fauno e fanciulla'' (lito su zinco cm 22,8x16,4), ''Venere'' conosciuta anche come ''Nudo'', lito su zinco cm 23x16,5), ''Fanciulle'' (lito su zinco cm 22,6x16,1). Volume curato da Massimo Carrà. Edizione firmata a matita dall'Artista; litografie firmate su lastra Volume stampato da Mario Strada in Milano su carta a mano filigranata. Tutte le litografie sono firmate e datate su lastra in basso a destra. Tutte le lastre sono state cancellate dopo la tiratura. 4to. pp. 20. . Molto buono (Very Good). . Edizione originale di 110 esemplari numerati e firmati. . La traduzione di Ungaretti del "Monologo di un fauno" è in prima edizione, la traduzione del "Pomeriggio di un fauno", già uscita in pre-originale sulla rivista "Poesia" nel luglio 1946, viene qui riproposta con alcune varianti. Rif. Carlo Carrà, Opera grafica (1922-1964). A cura di Massimo Carrà. Con un saggio di Marco Valsecchi. Vicenza, neri Pozza Editore, 1976. nn. 79-82
Edizione originale nella tiratura in carta velina grande. In condizioni splendide (solo una leggera brunitura al margine inferiore e interno delle ultime carte, e un principio di fessurazione fermato tra le pp. 48-49), così come uscito dalla tipografia, in barbe e nella sua brossura originale muta. Prima edizione della prolusione che Foscolo lesse il 22 gennaio 1809 all’Università di Pavia, inaugurando il suo corso di Eloquenza. Ne furono tirati 1300 esemplari, 300 dei quali destinati agli studenti e agli amici del poeta. All’uscita del saggio non mancarono le critiche, alcune molto aspre: «gli uomini letterati, e i soli uomini letterati, m’accusano d’oscurità, di barbarie, d’eresia letteraria, d’impertinenza filosofica, di singolarità, di ferocia e di plagio; m’accusano di ridondanza di parole, e di sconnessione ne’ miei pensieri», scrisse Foscolo a Isabella Teotochi Albrizzi. Gli estimatori del poeta accolsero invece con entusiasmo la stampa della prolusione (Raccolta foscoliana Acchiappati, n. 60). Esemplare appartenente alla tiratura speciale "in carta velina grande", che "si differenzia da quella in carta comune non solo per il formato leggermente maggiore, ma soprattutto per la carta assai più forte e per l'accuratezza dell'impressione" (Acchiappati n. 61). Raccolta foscoliana Acchiappati n. 61
Contraffazione dell’originale. Qualche escoriazione al dorso con minime mancanze, leggere e sporadiche fioriture, nel complesso un bell’esemplare, fresco e marginoso (cm 21 x 14). Alla prima sguardia lunga nota di mano antica datata 1854. Contraffazione uscita nel gennaio 1803 che imita fedelmente l’originale: Foscolo era a conoscenza della stampa, ed «è verosimile che non fosse estraneo all’iniziativa editoriale che presso i più voleva far apparire come ristampa abusiva dell’Orazione, ristampa “spilorcia e da frustate”» (Raccolta foscoliana Acchiappati, n. 24). Anzi, si prodigò presso alcuni librai, tra cui Piatti di Firenze, affinché smerciassero copie di questa edizione: «immaginare Foscolo impegnato di persona in una simile operazione promozionale a vantaggio di un’edizione prossima ad uscire senza il suo placet, abusiva quindi, configura una situazione a connotazioni di leggenda» (ivi). Le caratteristiche che distinguono la contraffazione dall’originale sono elencate minuziosamente da Acchiappati; ricordiamo qui solo quelle relative al frontespizio - contraffazione: «PEL CONGRESSO DI LIONE» in maiuscolo tondo, «Sofocle» in minuscolo corsivo. Originale: «PEL CONGRESSO DI LIONE» in maiuscolo corsivo, «SOFOCLE» in maiuscolo corsivo. L’Orazione fu commissionata dal Comitato di Governo per celebrare l’inizio della Consulta tenutasi a Lione nel Gennaio 1802, riunita con 453 Deputati della Cisalpina per dare una Costituzione alla Repubblica alla presenza di Bonaparte. Nel gennaio 1802 l’orazione era compiuta ma, nonostante il programma, non fu letta al Congresso. In realtà l’orazione tradisce non poche perplessità del Foscolo per la neonata Repubblica e soprattutto per i costumi e l’incapacità dei politici.