85 157 résultats
Prima edizione. CON DEDICA Esemplare n. 19/23, in eccellenti condizioni di conservazione, con tutte le tavole numerate e firmate in autografo dall’artista. Rarissima cartella tirata in soli 23 esemplari. Raccoglie cinque «Sibyllae» composte al principio degli anni ottanta (1980-1984), stampandole in zincografia. Le lastre tirate a mano su carta Rosaspina bianco dai Torchi di Elefante Rosso, sono state biffate dopo la stampa.
Collezione completa. Straordinario set a fascicoli sciolti in parte intonsi nell’originale astuccio floscio con grande xilografia al piatto e titolo: «CALENDARIO DELL’ANNO SCORSO E AVVENIRE». (Sfrangiature e lacerazioni all’astuccio, senza perdite; colori evaniti e uniforme brunitura; per il resto in ottimo stato.) Mensile, pubblicato dal marzo al gennaio-maggio 1924 con cadenza regolare; doppi i numeri 8/9 (ottobre-novembre) e 11/12, ultimo pubblicato, che addirittura coprirebbe i primi cinque mesi dell’anno nuovo, per un totale di 12 numeri in 10 fascicoli. Pubblicato a spese del trittico dei redattori, all’epoca ventenni, che poi sono anche gli unici collaboratori insieme con Enzo Pregno (aggiunto in copertina solo con l’ultima uscita), e venduto in proprio senza distribuzione. La copertina, stampata su fondo colorato diverso per ogni uscita, (utilizzando una tecnica peculiare che potrebbe essere pochoir e che difficilmente resiste al tempo), reca una filastrocca o un motto popolare legato al mese, come «Marzo asciutto, gran per tutto | Marzo molle, lin per le donne». -- Elegantissima, recupera le esperienze grafiche preraffaelite di primo Novecento attraverso il punto di vista strapaesano; responsabile della grafica è Piero Bargellini, che impagina in sezione aurea con amplissimo margine esterno e basso. Nel numero 2 una tavola incisa siglata «e.p. [ma p.p., Pietro Parigi]»; xilografia del Parigi anche nei nn. 6 e 7. -- Preziosa la copertina che racchiude tutti i fascicoli, interamente stampata in nero anche al dorso: in bianca due xilografie di Parigi; in volta sommario della rivista diviso per rubriche, e continuazione dell’editoriale di congedo del’ultimo fascicolo. Hermet, La ventura delle riviste, pp. [341]-352 10 voll.
pp. 92 a quartini sciolti con 10 splendide acquef. orig. di Virgilio Tramontin firmate e numerate. Tiratura di 90 es. num. arabi, con incisioni su carta a mano, X es. num. romani rilegati, con incisioni su carta Japon, 500 esempl. con riproduzione in offset delle incisioni. Nostro es.n. 55/90. Stato ottimo. Raro e ricercato lavoro, con dedica dell'artista ad altro grande incisore xilografo friulano. Le poesie di Appi sono tratte da "Chel fantassùt descòl".
Una delle 200 copie con 7 acqueforti tirate a mano dai rami originali, numerate e firmate a matita (cm 12,6x23,2; 7,4x6; 9,5x7; 13x9,2; 12,4x7; 5,3x9; 11,5x9,4) Prima edizione di 800 copie firmate con 1 acquaforte + 200 copie numerate e firmate dall'Autore con 7 acqueforti originali (First edition of 800 copies with 1 etching + 200 copies numbered and signed by Bartolini with 7 original etchings). Esemplare n. 50. 4to (cm 35x25). pp. 50 + incisioni. . Ottimo (Fine). Prima edizione di 800 + 200 es. mumerati. Prima edizione di 800 + 200 es. mumerati. .
Edizione originale. CON DEDICA Ex. 188/250 nella tiratura con le illustrazioni in nero, con dedica autografa dell’autore a Gaetano Afeltra. Restauri al dorso del cartonato. Raffinata edizione dove alle poesie di Carrieri fanno da controcanto dieci litografie dell’artistia, di cui cinque a doppia pagina. Tiratura complessiva di 250 esemplari in quattro serie (A-H fuori commercio; I-L con un disegno originale; M-U con una tavola originale; 1-100 con le lito colorate a mano; 101-129 tiratura comune). Litografie tirate in torchio a mano da Piero Fornasetti; edizione a cura di Riccardo Ricas.
11 litografie a colori originali di Max Ernst a piena pagina di cui una in copertina (cm 47x39,5). Esemplare 29 in cui due delle litografie recano la firma a matita dall'Artista e la numerazione in numeri romani Litografie tirate sui torchi di Fernand Mourlot. Testo composto a mano da Fequet et Baudier. Il libro è stato concepito e realizzato da Pierre-André Weill. Esemplare n. 29 su Vélin d'Arches.. cm 47x39,5. pp. 52. . Molto buono (Very Good). Custodia sciupata con abrasioni ai margini (Lightly soiled slip-case). Prima edizione di 240 +L es. numerati e firmate da Char e Ernst. .
Rarissima seconda edizione, impressa con gli eleganti caratteri Didot, da non confondere con le tante contraffazioni che seguirono questa e la prima edizione. L’Orazione fu commissionata dal Comitato di Governo per celebrare l’inizio della Consulta tenutasi a Lione nel Gennaio 1802, riunita con 453 Deputati della Cisalpina, alla presenza di Bonaparte, per dare una Costituzione alla Repubblica. La dedicatoria è rivolta a Sommariva e Ruga membri del Comitato. Nel gennaio 1802 l’orazione era compiuta ma, nonostante il programma, non fu letta al Congresso. In realtà l’orazione tradisce non poche perplessità del Foscolo per la neonata Repubblica (nella nota nell’ultima carta si legge: «Questa orazione fu compiuta prima dell Costituzione Italiana. Avrebbe d’uopo d’assai schiarimenti, ma né i tempi il [li] concedono, ...») e soprattutto per i costumi e l’incapacità dei politici. Lo stesso Foscolo in una lettera al Monti: «La mia prosa è compiuta; ma non so s’io devo inviarla al Governo ... se non la vogliono, la stamperò più liberamente a mio nome». Bellissimo esemplare a pieni margini in barbe. Acchiappati, scheda 23 in nota, descrive l’edizione ma non ne venne mai in possesso. Solo 7 copie in pubbliche biblioteche ove peraltro é classificata senza la carta bianca iniziale.
In 4°, cc. (2); frontespizio entro cornice architettonica incisa su legno; ril. in foglio di pergamena. Prima e unica edizione del poemetto in esametri di Francesco Maria Grapaldo scritto per Giulio II, “liberatore dell’Italia”, per conto della città di Parma. Il papa aveva appena insignito Grapaldi della laurea poetica a Roma. Grapaldo (Parma 1460-1515) insegnò belle lettere nello Studio di Parma, componendo nel frattempo poesie latine e un trattato di erudizione; per questo quando per incarichi politici nel 1512 con l’ambasceria parmense si recò a Roma dal papa per la dedizione della città, chiese a Giulio II di essere incoronato poeta, cosa che ottenne l’11 novembre ni giardini del Belvedere, per mano dello stesso pontefice. In questa occasione recitò un componimento sul tema della liberazione dell’Italia, che decide successivamente di far pubblicare; scrive infatti l’autore nelle righe di dedica al papa che chiudono i versi “quae et illi recitavi et nunc (ut iusserat) mitto”. A. Siekiera, Dbi ad vocem. Fortunato Rizzi, Francesco Mario Grapaldo, in “Archivio storico per le province parmensi”, V, 1953, pp. 135-69. First and only edition. A small poem in exameter by Francesco Maria Grapaldo, written in honor of Iulius II Pope, the “liberator of Italy”, on behalf of Parma city. The pope just rewarded Grapaldi of the poetic laurel. Grapaldo (Parma 1460-1515) teached litterature at “Studio di Parma”, writing in the meanwhile latin poetry and an erudition treaty; therefore he asked the Pope for the poetry laure, when in Rome for a diplomatic mission from Parma. He obtained the reward on november 11th 1512, in Belvedere Gardens, crowned by the very Iulius pope. In the same day he read a poem on Italy liberation, that later he decided to publish.
Gedichte und lithographien. Con 19 litografie originali (6 a doppia pagina e 12 a piena pagina: cm 50x35,5 e 50x71) e 9 poesie in tedesco di Gunter Grass. Traduzione in italiano delle poesie di Luciano Barile ("A funghi con Sofia") Litografie tirate da Giorgio Upiglio su carta della Cartiera Filicarta. Testo in carattere Haas nerissimo ed Helvetica chiaro, stampato dalla tipografia Cordani su progetto grafico di Piero Marras. Custodia di Giovanni De Stefanis. Esemplare XXII. Folio (cm 50x35,5). pp. 48. . Ottimo (Fine). . Prima edizione di 99 + XXXVI esemplari numerati e firmati dall'Autore (First edition of 99 + XXXVI copies numbered and signed by the Author). .
Sette acqueforti originali di Fausto Melotti, numerate e firmate (cm 29,5x20). Un testo inedito di Archibald Mac Leish, ''De Venetian Grave'', con firma autografa dell'Autore ed uno di Donald Gallup, ''Ezra Pound: a note on his life and works''. Facsimile del manoscritto originale con firma autografa a matita di Pound. Traduzione italiana di Roberto Sanesi, francese di Don Sauver Paganelli, tedesca di Georg Luck. Premessa di Luigi Majno. Un fotoritratto del Poeta di Henri Cartier-Bresson. Con le quadricomie degli antichi manoscritti properziani stampate dall'Istituto Grafico Bertieri di Milano, applicate in tavole Edizione composta in carattere Garamond da Ruggero Olivieri, Milano e stampata dalla Tipografia Stefanoni, Lecco su carta a mano della Filicarta di Brugherio. Incisioni tirate da Franco Sciardelli, Milano. Legatura di Ennio Torri, Milano. Cm 40x29. pp. 44 n.n.. . Ottimo (Fine). . Edizione originale di 177 es. numerati. .
Con 9 litografie a colori originali di Renato Guttuso, Franz Borghese, Giuseppe Ajmone, Domenico Purificato, Felicita Frai, Aligi Sassu, Luciano Minguzzi, Orfeo Tamburi, Giovanni Cappelli, numerate e firmate dagli artisti (cm 50x34). Prefazione di Carlo Bo. Presentazione di Attilia Biancheri Al piatto anteriore una piastra a smalti colorati di Domenico Purificato (cm 14x10). Stampe tirate sui torchi della Spirale. Testo impresso nell'officina d'arte grafica Lucini di Milano. Legatura di Giovanni De Stefanis. Esemplare n. IV/XXV. Folio. pp. 148+incisioni sciolte. . Ottimo (Fine). . Edizione originale di 125 + XXV es. numerati. .
Poemetto inedito di Giacomo Oreglia con 6 grandi acqueforti originali di Walter Valentini, numerate e firmate (cm 52 x 32, 32 x 31, 52 x 63). Sull'astuccio editoriale del volume è inserita un'opera originale multipla firmata e numerata dall'Artista Acqueforti stampate da G. Serafini sui torchi a stella della stamperia del "La Pergola" di Pesaro su carta fabbricata a mano da George Duchem nella cartiera Moulin de l'Arroque. Testo composto in carattere Garamond corpo 24 da Carlo Franchi con torchio tipografico a mano su carta Sicars di Catania. Legatura eseguita dalla legatoria di G. Renzi. Esemplare n. 54/99. Cm 56x41. pp. 44 a quartini sciolti. . Ottimo (Fine). . Edizione originale di 110 + XX es. numerati. . Il più bel libro d'artista di Walter Valentini
In -8°, IV, 5-456, ritratto dell’autore all’antiporta. Legatura editoriale in tela puntinata con incisione cieca ai due piatti e titolo in oro al dorso. Raro esemplare della prima tiratura della terza edizione (la prima intesa per il commercio) della monumentale raccolta di Whitman, che rispetto all’edizione precedente, di trentadue composizioni, ne aggiunse più di cento, oltre a rivedere testi e titoli di quello che aveva in precedenza stampato a proprie spese. Sono presenti il ritratto di Whitman al frontespizio (un’incisione di Stephen Alonzo Shoff da un olio di Charles Hine), e il il nome dello stampatore sul verso del frontespizio (“Electrotyped at the Boston Sterotype Foundry. Printed by George C. Rand & Avery”). Notevole la legatura originale: ne erano state prodotte in vari colori e questa è la versione arancione / terracotta, che sul dorso oltre al titolo reca la farfalla sul dito che ritroviamo spesso come ornamento lungo il testo. Cfr White, William. "Walt Whitman: A Bibliographical Checklist". Walt Whitman Quarterly Review 3 (Summer 1985), 28-43. A rare copy from the first run of the third edition (i.e. the first conceived to be put in commerce), in his original binding.
Paperback in good condition. First edition. Number seven in series. Fifty-one one-sided pages, plus title page. Staple-bound with black card cover. Covers are lightly marked. Leading corners, edges and spine are creased and worn. Minor foxing on a few pages. Minor bumps throughout pages. Text is clear throughout. Binding is sound. HCW Used
3 vols., 8vo., First Edition thus, on laid paper, free endpapers lightly browned as often; original blue buckram, gilt backs, gilt tops, uncut, backstrips lightly sunned (but all gilt wholly bright and legible), a very good, bright, clean set. EDITIONS LIMITED TO 260/750/300 NUMBERED COPIES RESPECTIVELY, ALL SIGNED BY THE AUTHOR (THESE COPIES NOS. 181, 201, 242 RESPECTIVELY). Sassoon's classic fictional autobiographical trilogy comprises: Memoirs of a Fox-Hunting Man (1928), Memoirs of an Infantry Officer (1930) and Sherston's Progress (1936). COMPLETE SETS ARE VERY SCARCE, ESPECIALLY IN THIS CONDITION. Keynes, A30b, A33b, A40b respectively.
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare numero IX nella serie di testa di sole trenta copie numerate in romani; in ottime condizioni di conservazione (segno d’urto al piede del cartonato), ben completo delle firme autografe di artista e scrittore al colophon. Libro d’artista pubblicato nel 1959 in soli 200 esemplari in due serie (I-XXX e 31-200): contiene la prima parte (unica mai pubblicata) del «romanzo» sperimentale in versi di Artus C. Caspari, ornato da otto acqueforti originali di Asger Jorn, composizioni segniche nel tipico espressionismo astratto del movimento COBRA. Esce l’anno del secondo libro situazionista composto assieme a Guy Debord, «Mémoires». Jorn: Werkverzeichnis der Druckgraphik, (Münich 1976), nn. 212-219; Hansen, Bibliografi over Asger Jorns skrifter (1988), n. 187
Collezione completa. Straordinaria collezione in ottime condizioni di conservazione; la maggior parte dei fascicoli (25 su 29 usciti in totale) nella tiratura di testa (I: uno dei 1400 su Alpha; — II-IV: uno dei 150 su Lafuma; — V-XXIV: n. 73/100 su Hollande van Gelder; — XXV-XXVIII: n. 72/100 su Hollande van Gelder; — XXIX: n. 22/100 su Hollande van Gelder), nelle loro brossure originali, in barbe, spesso a fogli chiusi. Conservati inoltre: una ventina di schede bibliografiche editoriali originali, diverse tra loro, contenenti le informazioni di abbonamento e gli indici degli ultimi quattro fascicoli usciti; una lettera circolare per abbonamento; un bifolio di réclame di altre riviste letterarie; il fascicolo di «Index des années 1924-1928». Marguerite Chapin arriva a Parigi all’inizio del Novecento, per studiare canto. Lì conosce e sposa Roffredo Caetani, Principe di Bassiano, rampollo di una delle più antiche famiglie dell’aristocrazia romana e talentuoso musicista. Nella loro villa a Versailles (Villa Romaine) prende a riunirsi un circolo di intellettuali e poeti tra i quali spiccano Jean Paulhan, Saint-John Perse e Paul Valéry. Quest’ultimo una domenica propone: «Porquoi ne continuerons-nous pas nos réunions en publiant, en revue, nos dialogues? Comme titre, je suggère “Commerce”, commerce des idées» (cit. in J.L. Brown in «Books Abroad» 47:2, 1973: 307). Valéry viene affiancato da Léon-Paul Fargue e Valery Larbaud; Paulhan, che lavorava nella redazione della «N.R.F.», fornirà un ampio bacino di opere a cui attingere, mentre Saint-John Perse sarà il principale consulente per la poesia. -- La rivista si pubblicò in uno splendido formato quaderno, su carte di pregio in barbe, con impaginazione aurea ed elegantissima, in tiratura numerata in tre serie varianti secondo il più raffinato gusto francese. I primi quattro volumi, che coprono il periodo 1924-1925, impostano subito il tono della rivista, che pubblicò principalmente opere originali, accanto a brillanti ripescaggi e raffinate traduzioni d’autore che introdussero per la prima volta in francese testi precedentemente non disponibili. Nel primo volume la scena è dominata dall’anteprima assoluta di alcuni «Fragments» della mitica traduzione Larbaud / Morel dell’«Ulysses», la prima mai realizzata in qualsiasi lingua. Nel secondo volume si trovano le poesie di Rainer Maria Rilke — scelto come referente della rivista per l’area germanofona fino alla prematura morte alla fine del 1926 — e «Une vague de rêve» di Louis Aragon, primo dei surrealisti a comparire sulle pagine di una rivista che, seppure di diversa area, non mancò mai di offrire adeguato spazio alla qualità delle varie correnti dell’intellettualità contemporanea europea. -- Il terzo volume è destinato all’esordio di T.S. Eliot sulle pagine della rivista, alla quale il maggiore poeta anglofono del Novecento riserverà l’edizione originale di alcune delle sue migliori creazioni del periodo 1929-1930: qui la prima parte del celebre «The Hollow Men» (Gallup Cl58, apparirà in libro in forma completa l’anno successivo); nei volumi 15 (primavera 1928) e 21 (autunno 1929) è la volta delle edizioni originali di «Ash Wednesday» parte I (Perch’io non spero…, Gallup C253) e parte III (Som de l’Escalina, Gallup C294), pubblicate in libro nel marzo 1930; infine nel volume 29 e ultimo (inverno 1929) appare per la prima volta a stampa «Difficulties of a Stateman» (Gallup C327), raccolto in libro solo nel 1936. Oltre a Eliot, sulle pagine di «Commerce» si trovano le poesie originali di Archibald MacLeish (vol. 5, autunno 1925, «Train-Stop», «Night» e «Pastoral»; vol. 12, estate 1927, «Return» e «Gobi»), «Felling a Tree» di Thomas Hardy nel volume 14, inverno 1927 (poi pubblicata come «Throwing a Tree» nel postumo «Winter Words», 1928: lo scrittore sarebbe morto nel gennaio ’28), Roy Campbell nel numero 18, inverno 1928 («The Gum Tree» e «The Palm»), e in traduzione francese un’anteprima del tutto inedita di «To the Lighthouse» di Virginia Woolf («Time Passes», volume 10, inverno 1926, tradotto da Charles Mauron: è la prima volta di Woolf in francese) e uno dei più bei racconti di William Faulkner, «A Rose for Emily», appena uscito nella raccolta «These Thirteen», settembre 1931, e tradotto nell’ultimo numero di «Commerce» da Maurice-Edgar Coindreau. -- Stupisce nel quarto volume l’apertura dedicata alla poesia visuale di Paul Claudel «Vieillard sur le Mont Omi», impaginata su un foglio 345 x 500 mm più volte ripiegato, «dont la mise en page est tout à fait originale dans l’histoire des formes du texte visuel des années 20 et du XXe siècle en général. Entre poème et recueil, entre affiche et codex, mais aussi entre avant-garde et influence extrême-orientale, le “Vieillard sur le Mont Omi” est un object aux contours changeants qui, certainement de ce fait, a été ignoré par les spécialistes du texte spatialisé français» (S. Lesiewicz in Bulletin de la Société Paul Claudel no. 219, 2016: 11). Ma il quarto volume è consacrato soprattutto a una corposa anteprima di quello che sarà il secondo libro di versi di Giuseppe Ungaretti, «Sentimento del tempo»: «Appunti per una poesia», sezione poetica poi continuata nel volume 12 (estate 1927). E ancora Ungaretti tradurrà per «Commerce» i «Pensieri» di Leopardi (vol. 14) mentre Crémieux aveva tradotto tre liriche leopardiane proprio nel volume quarto (L’infinito; Sabato del villaggio; A se stesso), a suggerire una stretta parentela tra il più grande poeta italiano dell’Ottocento e uno dei maggiori poeti novecenteschi. -- I 29 volumi di «Commerce» ospitano numerose altre primizie, quali la prima edizione francese delle conferenze “greche” di Nietzsche, in tedesco (Das griechische Musikdrama, vol. 10; Sokrates und die Tragödie, vol. 12) con traduzione a specchio di Jean Paulhan; poesie di Osip Mandelstam e Boris Pasternak (e sono le prime traduzioni in altra lingua tout court); l’esordio di Jean Giono «Colline»; l’«Œdipe» di André Gide; «Erstes Leid» di Franz Kafka; i «Poèmes de Morven le Gaëlique» di Max Jacob, unica edizione in vita; i «Fragments d’un journal d’enfer» di Antonin Artaud; «Le Jeune européen» di Pierre Drieu La Rochelle; i numerosi capolavori di Paul Valéry (tra cui le sue traduzioni dei «Marginalia» di Edgar Poe), Saint-John Perse, Jean Paulhan e Valery Larbaud. Levie, La rivista “Commerce” (Roma 1985); Ead. et al. (curr.), La rivista “Commerce” e Marguerite Caetani, I-V(Roma 2012-2016); Fiorani e Tortora (curr.), Il Novecento di Marguerite Caetani (Roma 2017) 29 voll.
Edizione originale. Tutto il pubblicato dal 1937 al 1947 (36 numeri più il volume speciale fuori serie dedicato a D’Annunzio del 1939). Contiene i numeri 26, 27, 28, 29 e 31 con la prima versione completa del «Pasticciaccio» di Gadda, pubblicato a puntate sulla rivista nel 1946. Tutti i fascicoli sono in ottime condizioni (normali segni d’usura alle brossure). “Letteratura” è un trimestrale che comincia nel gennaio 1937 e prosegue con regolarità — fascicoli di 160/180 pagine circa — fino al 1942, quando la guerra comincia a farsi sentire: escono solo tre numeri quell’anno, e solo due nel 1943, prima della pausa definitiva; i fascicoli dal 1941 al ’43 presentano inoltre un numero di pagine leggermente ridotto. Le pubblicazioni riprendono nel 1946, con cadenza però bimestrale, salutando i Fratelli Parenti, «suoi coraggiosi editori», e aprendo le edizioni di «Letteratura»: si pubblicarono ancora dieci fascicoli (con il numero 35 che copre quattro mesi e il 36 che chiude a fine 1947) mantenendo inalterato l’aspetto e, compatibilmente con le difficoltà del periodo, la qualità. La numerazione prosegue senza interruzioni tra le varie annualità, facilitando il compito di collazione; i numeri sono 36 ma i volumi 37 poiché bisogna contare il numero dannunziano fuori serie. -- Alessandro Bonsanti (1904-1984) si era formato nella redazione di “Solaria”, fondata dal suo buon amico Alberto Carocci, della quale fu condirettore dal 1930 fino al 1933. Sulle colonne di Solaria avevano pubblicato un po’ tutti gli scrittori italiani, ma nello specifico le edizioni della rivista avevano dato voce per prime ad autori del calibro di Salvatore Quasimodo, Carlo Emilio Gadda, Cesare Pavese, Elio Vittorini, Virgilio Giotti (per limitarsi ai maggiori): conclusa quell’esperienza, e con quell’amplissimo bagaglio di contatti tra la migliore intellettualità letteraria italiana dell’epoca, a partire dal gennaio 1937 Bonsanti seppe dar vita a un corposo trimestrale letterario in veste sobria quanto rigorosa. Ciascun numero è un concentrato delle migliori firme, che consegnano alla rivista la loro migliore produzione originale. Sfogliando i corposi indici dei fascicoli si susseguono senza soluzione di continuità i nomi di Carlo Emilio Gadda, Gianfranco Contini, Enrico Falqui, Mario La Cava, Eugenio Montale, Tommaso Landolfi, Luigi Bartolini, Elio Vittorini, Carlo Bo, Luigi Berti, Giovanni Comisso, Alberto Moravia, Natalia Levi (Ginzburg), Sergio Solmi, Antonio Delfini, Mario Praz, Salvatore Quasimodo, Mario Luzi, Alfonso Gatto, Giorgio Bassani, Umberto Saba, Virgilio Giotti, Vasco Pratolini, Alessandro Parronchi, Sandro Penna, Attilio Bertolucci, Leonardo Sinisgalli, Vittorio Sereni, Luciano Anceschi, Franco Fortini... (per tacere i nomi di svariati ‘minori’ che qui si escludono per necessaria economia). In pratica il «Chi è?» della letteratura italiana contemporanea degli anni ’40, o — per fare un paragone che suonerà familiare ai bibliofili — come sfogliare l’elenco dei nomi del repertorio Gambetti e Vezzosi. L’esempio di Carlo Emilio Gadda è forse il più adeguato a rendere la ricchezza, qualitativa ma anche quantitativa, dei contenuti di “Letteratura”: uno scrittore notoriamente così reticente come il gran lombardo nell’arco dei dieci anni scarsi di durata della rivista consegna a Bonsanti due romanzi a puntate (sette e cinque «tratti» della «Cognizione del dolore» e del «Pasticciaccio») e quattro prose: «Meditazione breve - circa il dire e il fare», «Postille a un analisi stilistica», «Quattro figlie ebbe e ciascuna regina», «Un “Concerto di 120 professori”». Con una regolarità, non interrotta nemmeno dalla guerra — alla riapertura nel 1946 è la volta del «Pasticciaccio» — che pensando a Gadda suona quasi miracolosa. Ma all’esempio gaddiano se ne potrebbero aggiungere quasi altrettanti per ogni autore succitato, e ci limitiamo allora a qualche flash come «Il mar delle Blatte» di Tommaso Landolfi, «Conversazione in Sicilia» di Elio Vittorini (pure a puntate), i «Lirici greci» di Salvatore Quasimodo; tutte opere in rigorosissima anteprima, colte nel momento del loro farsi. L’attenzione spazia su tutto l’arco delle letterature straniere, sulla storia della letteratura italiana contemporanea (con l’avvio della riflessione sulle riviste letterarie “La Voce” e “La Ronda”»), sulla letteratura moderna e antica; di grande valore (e particolarmente raro) il numero monografico fuori serie dedicato nel marzo 1939 a Gabriele D’Annunzio pareggiato nel dopoguerra dal monografico su Marcel Proust, numero 36 e ultimo della serie storica. Paola Gaddo, voce CIRCE (con amplia bibliografia); Sebastiani, Letteratura 1937-1947: indici (Milano 1991) 37 volumi
Collezione completa. Insieme a fascicoli sciolti nella loro brossura originale, in più che buone quando non ottime condizioni, completo del rarissimo numero 2 con la prima acquaforte di Giorgio Morandi mai pubblicata prima. Pubblicata dal 15 giugno 1918 al 15 febbraio 1919 per dodici numeri mensili in 8 fascicoli (n. 6-7-8 triplo, nn. 9-10 e 11-12 doppi) con la direzione di Giuseppe Raimondi e Riccardo Bacchelli — in un continuo scambio epistolare di suggestioni con Carlo Carrà, Filippo De Pisis, Giorgio De Chirico e Alberto Savinio — «La Raccolta» rappresentò il momento fondativo della Metafisica nonché incunabolo del cosiddetto “ritorno all’ordine”, concretizzatosi quasi senza soluzione di continuità nella «Ronda» e in «Valori plastici». -- «La Raccolta» è stata una rivista di poveri mezzi ma di ammirevoli intenti e respiro europeo, connessa al più ampio circuito dell’avanguardia e del modernismo che uscivano a pezzi — ma vivi e vivaci — dalla grande guerra: esplicite sono le connessioni con la coeva «Sic» di Pierre Albert-Birot, «Nord-Sud» di Pierre Reverdy, la prima serie di «Noi» di Enrico Prampolini, e nelle pagine finali scorrono copiosi i nomi di Apollinaire, Max Jacob, Paul Dermée, Vicente Huidobro. -- Tra le pagine della «Raccolta» si leggono pregevoli contributi di giovani del calibro di Giuseppe Ungaretti — la bellissima suite «Atti primaverili e d’altre stagioni» — Ardengo Soffici, Clemente Rebora, Vincenzo Cardarelli, Primo Conti, Raffaello Franchi, Carlo Linati, Lorenzo Montano, Cesare Angelini. A questi si aggiunse un giovane talentuoso amico di Raimondi e destinato a un fulgido futuro: Giorgio Morandi, di cui la rivista pubblica, nel secondo fascicolo, la primissima acquaforte. Salaris, «Riviste futuriste», pp. 1081-1083; Roversi, «Il ritorno al mestiere. “La Raccolta”, Giuseppe Raimondi e gli artisti della metafisica ferrarese» (Ferrara 2018) 8 voll.
Texte de Amos Kenan, adaptation française de Christiane Rochefort. Dix eaux-fortes originales de Pierre Alechinsky, ''Quelques vieilles lignes'' / Testo di Amos Kenan e una suite di 10 acqueforti originali a colori di Pierre Alechinsky (''Quelques vieilles lignes'', cm 15x11). Adattamento francese di Christiane Rochefort Finito di stampare nella stamperia I.T.E.C. e sui torchi a mano di Giorgio Upiglio. Carta delle cartiere Filicarta con filigrana dell'editore. Esemplare n. XI. 8vo (cm 26x21). pp. 48. . Ottimo (Fine). . Edizione originale di 110 + XV esemplari numerati e firmati dall'Artista (Original edition of 110 + XV numbered copies, signed by the Artist). .
Paris, Ferroud, Librairie des Amateurs, 1910. Grand in-8, (17 x 24,5 cm), 292 pp plus table des matières. Plein maroquin à long grains, plats ornés d'une composition florale mosaïquée encadrée de filets noirs, dos à nerfs, à caissons ornés d'un bouquet mosaïqué et de motifs floraux poussés à froid. Elégante dentelle dorée aux contre-plats. Champs ornés d'un filet doré. Toutes tranches dorées. Couvertures conservées, étui bordé en c uir. Reliure signée Lucien DURVAND. (Quelques rares rousseurs éparses). Ouvrage illustré de 27 compositions en noir et blanc hors-texte par Georges Rochegrosse, culs-de-lampe. Tirage limité. Un des 1.019 exemplaires sur papier vélin d'Arches avec 2 ex-libris illustrés : Marie de Cambourg et H. Vigneron. Très bel exemplaire.
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare numero 2 di soli 12 pubblicati, firmato in autografo dal fotografo, in ottime condizioni di conservazione. Bellissimo astuccio consacrato alla poesia del Novecento e all’arte fotografica di Luca Carrà, nipote dell’artista e rinomato fotografo. Edizione privata fuori commercio in sole 12 copie, contenenti ciascuna altrettante stampe vintage, numerate e firmate dal fotografo: ritratti dei poeti e scrittori elencati in sottotitolo, preceduta da una poesia di Alda Merini riprodotta “e manuscripto”: «I poeti», probabilmente in edizione originale e unica. Lo stampatore scelto è Alberto Casiraghy, noto editore sotto la sigla «Pulcinoelefante», e l’estetica del libro è conforme in ogni aspetto alla squisita arte dell’artista/tipografo. Editore la storica libreria antiquaria milanese specializzata in avanguardie e libri d’artista e animata fino alle soglie del nuovo millennio da Carla Roncato.
In 8, cm 16,3 x 22,4, pp. 104 + (4). Brossura editoriale con restauro professionale al dorso. Edizione originale di notevole freschezza dell'opera prima di Cesare Pavese. Edizione di 180 esemplari numerati di cui i primi 30 su carta doppio guinea piu' una tiratura destinata alla vendita (di cui fa parte questo esemplare). 'Lavorare' e' divenuto uno dei libri piu' celebrati del novecento italiano, oltre che per l'oggettiva rarita' dell'edizione, anche per le vicende editoriali che accompagnarono l'uscita del libro. Questa prima edizione, curata da Alberto Carrocci, raccoglie 45 poesie, scritte a partire dal 1930 (Mari del Sud). Si tratta peraltro dell'ultimo titolo pubblicato dalle edizioni di Solaria, rivista che aveva gia' cessato le pubblicazioni nel 1934. Il libro fu pubblicato mentre Pavese si trovava gia' relegato al confino a Brancaleone Calabro in quanto direttore della rivista 'La Cultura'. Delle 41 poesie consegnate all'editore, quattro saranno censurate per motivi politici e saranno sostituite da altre otto liriche. Solo nel 1943 verra' poi pubblicata, presso Einaudi, una seconda edizione che raccoglieva settanta poesie con una nuova suddivisione in sei parti e l'aggiunta di un'appendice che comprendeva due studi: 'A proposito di certe poesie non ancora scritte' e 'Il mestiere di poeta'. L'opera che rappresenta, al momento della sua uscita, un caso praticamente unico di poesia anti-ermetica, non avra' particolare successo, cosa che accadde anche con l'edizione del '43, pubblicata peraltro in pieno periodo bellico, mentre verra' decisamente rivalutata dopo la morte del suo autore. Gambetti, in: "Preziosi del novecento", Alai 3, Rivista..., p. 21. Gambetti-Vezzosi, p. 660.
XVII poesie di Roberto Triana Arenas. 11 litografie originali in bianco e nero a piena pagina di Sandro Chia (cm 34x24; 24x34) Litografie stampate a mano su carta E. Magnani tipo Litho nello studio litografico R. Bulla in Roma da Romolo e Rosalba Bulla sul torchio Eugene Brisset. Pietre biffate dopo la tiratura. Tipografia eseguita presso E. Zampini in Roma con caratteri Aster, stampata da Giorgio Bolzonaro con la colaborazione di Rodrigo Uribe Mallarino. L'edizione è composta da 60 copie numerate da 1 a 60 e 5 fuori commercio siglate da A a E e riservate ai collaboratori. Esemplare N. 34. 4to (cm 34x24,5). pp. 66 n.n.. . Molto buono (Very Good). . Prima edizione di 5 + 60 esemplari numerati e firmati dagli Autori (First edition of 5 + 60 copies numbered and signed by the Authors). . Roberto Triana Arenas è nato in Colombia. Ha vissuto a Roma per molti anni, dove ha lavorato come produttore cinematografico e televisivo. Amico di Sandro Chia, dopo la pubblicazione del libro è rientrato in Colombia e da allora nulla si è più saputo di lui. Queste diciassette poesie su animali, uccelli e pesci formano una sorta di bestiario in miniatura. L'Artista ha messo in risalto le somiglianze tra animali ed esseri umani (Ralph Jentsch, "I libri d'artista italiani del Novecento", Allemandi, 1993, pp. 102-103).Il prezioso volume fa parte delle collezioni librarie del MOMA, Museum of Modern Art di New York e del Museum of Fine Arts di Boston.
Paris, Editions des Cahiers libres, Collection de l'Horloge. Une heure - Un poète 1925 - 1928. 12 volumes, in-8, brochés sous couverture rempliée, (de couleur différente pour chacun des volumes), ornés d'une étiquette de titre blanche dans un encadrement rectangulaire sur lequel une horloge indique le numéro de l'heure suivant le principe de la Collection : une heure un poète Ensemble sous chemise et étui. Editions originales. COCTEAU : Tirage à 175 ex. Un des 150 sur vélin Hollande de Rives. REVERDY : Tirage à 225 ex. Un des 200 sur Hollande de Rives. SOUPAULT : Tirage à 225 ex. Un des 200 sur Hollande de Rives. Etc. Même tirage pour tous les autres sauf pour la dernière heure (XII) CHABANEIX tirage à 235 ex. Ce dernier est enrichi d'un envoi autographe de l'auteur. Tous les exemplaires sont en bel état. ENSEMBLE RARE COMPLET.