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Un racconto di Leonardo Sciascia con 4 linoleum e 2 litografie originali, firmate a matita, di Mimmo Paladino. Alcuni disegni dello stesso artista nel testo Le litografie ed i linoleum sono stati tirati su carta Giappone coi torchi dei fratelli Bulla di Roma (cm 39x29; 13x10). Testo e disegni stampati dalla Stamperia 74/B di Milano con sistema digitale Epson a inchiostri ultrachrome su carta Hahnemhule cotone d.f.a. William Turner. Edizione originale di 100 esemplari (60+XXX+10 ad personam). Una litografia sciolta e posta in una cartellina trasparente, una seconda applicata al controfrontespizio. I linoleum sono applicati nel testo. Custodia in cartone pesante con scritte in nero e rosso al piatto ed al dorso. 4to (cm 41x32). pp. 24. . Perfetto (Mint). . Edizione originale di 100 esemplari (Original edition of 100 copies). .
Rarissima edizione originale, senza indicazione di tiratura. Ottimo esemplare in barbe. Plaquette per nozze in cui è stampata per la prima volta la poesia «La piccozza». Il componimento, di lì a qualche anno, andrà ad aprire la raccolta «Odi e inni», ma con numerose varianti rispetto alla presente edizione: si veda ad esempio, al verso 22, «mi sorreggesse, senz’orme ch’abili» che diventerà «mi sorreggesse, né orme ch’abili». Il rapporto che legava Pascoli al padre della sposa fu molto forte e di reciproca stima, al punto che il conte si fece promotore della nomina a professore universitario del poeta, come testimonia la lunga prefazione. Rarissimo, due copie in Iccu (Biblioteca comunale - Imola; Biblioteca comunale dell'Archiginnasio - Bologna). Gambetti – Vezzosi, «Rarità bibliografiche», p. 643.
Libro d'artista con 40 poesie e 20 incisioni originali (alcune delle quali ritoccate a mano dall'autore), firmate con matita blu (cm 25x35) Progetto grafico e stampa delle incisioni a cura della Stamperia d'Arte Albicocco di Udine. 4to. pp. 92. . Perfetto (Mint). . Edizione originale di 40 es. numerati. .
Libro-oggetto edito in coincidenza dell'esposizione retrospettiva allestita dal Comune di Palermo sull'opera dell'Artista nel 1975. Con un testo di Giuseppe Marchiori in italiano e inglese. Con 6 multipli originali realizzati in serigrafia e litografia su materiali diversi (cm 28x20,5; 28x63). 170 foto in nero di Aldo Bonasia, Gianni Berengo-Gardin, Ugo Mulas, Davide Mosconi e altri. Biografia Impaginazione di Pia Hsiao Pizzo. 8vo (cm 28x22). pp. 160. Dedica e firma autografe dell'Artista, datata Gennaio 1976 (Inscribed and signed by the Artist, January 1976). Molto buono (Very Good). Timbro di appartenenza (Owner's stamp). Prima edizione (First Edition). . This Object-book is a documentation of the most representative developements in Pizzo Greco's aesthetic language: by means of the continuing sequence of the images, also of an autobiographical nature, the book moves forward as a documentation of the artist's free conscience, succeding in bringing to light the essential characteristics of his very inherent ''creative being''. With 6 original multiples by the Artist (lithographs and silkscreens on various materials).
Prima edizione, non censita da studi e bibliografie. Minima mancanza al piatto inferiore della brossura, ma ottimo esemplare in barbe (105 x 78 mm). La piccola plaquette contiene il «Dialogo tra due amanti in collera», componimento in parte identico ad «Aria buffa» di Carlo Porta. Si tratta di una quarantina di versi anonimi in dialetto milanese, organizzati in 8 strofe di cinque versi ciascuna, decasillabi i primi quattro, ottonario il quinto. Le prime sei sono strutturate come una tenzone (in una strofa parla l’uomo, in quella successiva la donna), mentre le ultime due assumono la forma di un dialogo serrato: ad ogni verso è dedicata, alternativamente, una battuta dell’uomo e una della donna, mentre i due ottonari in chiusura, preceduti dall’indicazione «a due», sono da recitare all’unisono. Contenuto e forma metrica permettono di ricondurre il «Dialogo» al genere delle “bosinate”, poesie recitate o cantate su motivi popolari. Va rilevata una certa sciatteria nella composizione della plaquette: si riscontrano infatti parecchi errori, alcuni tipografici («aighela» per «dighela», «le lista» per «de lista»), altri metrici, con versi ipometri o ipermetri. I numerosi errori presenti nel testo, e nello specifico quelli di ordine metrico, permettono di escludere con una buona dose di certezza che il «Dialogo» sia uscito dalla penna di Porta, che curò sempre con perizia le sue pubblicazioni, anche quelle d’occasione uscite in plaquettes. — Se il «Dialogo» è stato scritto prima di «Aria buffa», ci troviamo in presenza della fonte diretta del componimento portiano, mai messa in luce dalla critica; e il titolo «Aria buffa» si spiegherebbe proprio in virtù del carattere musicale della sua fonte. Grazie al rinvenimento della plaquette, possiamo entrare nello studio di Porta e osservarlo mentre compone i suoi versi, traendo diretta ispirazione dalle canzoni popolari del suo tempo, fino a riprendere quasi alla lettera alcuni versi delle bosinate. — Se invece il «Dialogo» è stato composto dopo «Aria buffa», la plaquette si costituisce quale prova tangibile della fortuna del poeta: la circolazione delle sue poesie doveva essere tanto pervasiva e incontrollata da generare riscritture popolari in forme metriche differenti.
Prima edizione, tiratura di testa. CON DEDICA Esemplare 30 dell’«edizione su carta speciale di 30 esemplari numerati da 1 a 30 [...] firmati dall’autore e messi in vendita a lire cento». Risistema il canzoniere dell’autore, arricchendolo di prestigiosi apparati.
In-4 (212 x 167 mm), plein veau brun marbré de l’époque, dos à 5 nerfs orné de compartiments richement dorés, plats encadrés de filets à froid, roulette sur les coupes, tranches rouges, (4), 492 [i.e. 488] p., (20), 93 p., impression sur 2 colonnes, grande vignette de titre gravée sur bois répété p. 492, lettrines, bandeaux et culs-de-lampe. Première édition publiée hors d’Espagne de l’oeuvre poétique de Quevedo, édition la plus recherchée pour son l’exactitude, l’élégance de sa typographie et de sa présentation. Des exemplaires non vendus de ce volume furent adjoints postérieurement (1670) par l’imprimeur à une édition en 2 volumes des oeuvres en prose de Quevedo. Un supplément de 93 pages, en pagination particulière et disposé en fin de volume, contient: “Epicteto y Policlides en español con consonantes. Con el Origen de los Estoicos y su defensa contra Plutarco, y la defensa de Epicuro, contra la común opinión”. (Sur la doctrine d’Épictète, de Phocylide et des stoïciens en général). (Peeters-Fontainas & Frédéric, 'Impressions espagnoles des Pays-Bas méridionaux', 1088. Palau, 243729: "Buena edición"). Bel exemplaire, très frais, très bien relié à l’époque.
7 litografie originali a colori di Ceri Richards (da cm 24x30 a cm 44x31). Le lito sono firmate e numerate da Frances Richards, moglie dell'artista. Poesie e nota di Sanesi in italiano e in inglese. Traduzione di William Alexander Litografie tirate a Londra dalla Curwen Prints sotto la direzione dell'Artista. Carta a mano Filicarta con il marchio Cerastico in filigrana; composizione e stampa tipografica di Bruno Fusetti. Esemplare n. 52. Folio. pp. 60 non numerate. . Ottimo (Fine). . Prima edizione di 100+X+20f.c. es. numerati. .
10 incisioni originali a colori di Raymundo Sesma (da cm 33,5x46 a cm 34,5x17,8). Testo in spagnolo Carta Hahnemhule; caratteri Dante. Edizione firmata dagli Autori. Folio. pp. 64. . Perfetto (Mint). . Edizione originale di 63 es. numerati e firmati. .
Con 32 fotografie e 4 tavole in bianco e nero n.t. Una delle L copie contenenti 4 litografie originali in bianco e nero sciolte di Graham Sutherland, numerate e firmate dall'Artista (cm 24x17) Volume a cura di Vanni Scheiwiller stampato dalla Tipografia Allegretti di Campi. Copertina e foto stampate dalla Tipografia Scotti di Milano. Esemplare 23/25. 8vo. pp. 80. . Ottimo (Fine). . Prima ed. di 1000+L es. numerati. .
Poesie di Rainer Maria Rilke. Esemplare appartenente alla tiratura di 20 copie ornate da due acquerelli originali e firmati di Ernesto Treccani. Con una suite delle due acqueforti originali, firmate, di Ernesto Treccani stampate per l'edizione di 80 esemplari edite sempre da Franco Riva. Traduzione di Giaime Pintor Esemplare n. 11. 4to. pp. 34 + incisioni. . Ottimo (Fine). . Edizione unica 20 esemplari numerati. .
Prima edizione così, tiratura di testa. CON DEDICA Esemplare nella tiratura di testa di soli 30 esemplari, siglati I-XXX (ns. XXIII) con acquaforte originale dell’artista. Bella dedica autografa dell’autore a Vigorelli «in segno di una lunga fraternità». Edizione critica a cura di Leone Piccione, raccoglie con note e l’apparato delle varianti «La terra promessa», «Il taccuino del vecchio», «Apocalissi», «Proverbio» e il «Discorso sulla canzone»; introduce un saggio di Piccioni, «Il nuovo Ungaretti». Grafica di Antonio Brandoni, carta filigranata delle cartiere Magnani di Pescia.
Edizione originale. Tutto il pubblicato da gennaio a novembre del 1935 (11 numeri in 10 fascicoli). Normali abrasioni e segni del tempo alle brossure, ma ottimi esemplari. Rivista mensile fondata nel gennaio del 1935 per promuovere la cultura e il turismo della città di Como diretta - almeno fino alla quinta uscita del maggio 1935 - da Carlo Peroni e Alberto Savinio. Milanese fortemente legato al territorio lariano e gallerista divenuta podestà della piccola Blevio, Peroni fu di fatto il vero ideatore del periodico, a cui dedicò energie e risorse affinché esso fosse non soltanto uno strumento di promozione turistica ma anche un mezzo attraverso cui aprire gli orizzonti culturali di Como e del tessuto circostante. Breve fu invece l’impegno di Alberto Savinio - al secolo Andrea Francesco Alberto De Chirico, scrittore e pittore fratello minore del più noto Giorgio – che, in quel momento residente a Roma, abbandonò la co-direzione dopo pochissimi mesi. E se contaminare il “regionale” con il nazionale era il compito che la rivista si prefiggeva - con la copertina appositamente realizzata dallo scultore e incisore Arturo Martini -, ecco allora la presenza di figure importanti del panorama artistico, letterario e giornalistico: Carlo Linati, Leonardo Sinisgalli, Enrico Falqui, Libero de Liberi, Salvatore Quasimodo, Margherita Sarfatti sono i nomi a cui con maggiore frequenza furono affidate le pagine della prima annata, prima che insuperabili difficoltà economiche imponessero la sospensione delle pubblicazioni fino al 1937. Il ritorno del mensile, tuttavia, fu segnato da una collaborazione d’eccezione: a Ezra Pound, che Peroni aveva conosciuto già nel 1935, fu infatti assegnata una rubrica di recensioni di libri inglesi e americani ancora sconosciuti – o scarsamente conosciuti – nel nostro paese. Il “Servizio di comunicazioni”, questo il nome della rubrica poundiana, segnò il punto di maggiore apertura internazionale del «Broletto», periodico locale che sognò, fino alla sua chiusura nel 1938, di fare di Como uno specchio e una parte del mondo.
Collezione completa in perfetta conservazione, intelligentemente archiviata in cofanetto in tela fatto su misura. Rara a trovarsi in queste condizioni. «Il Politecnico» è la prima importante rivista culturale del dopoguerra, straordinario esperimento di comunicazione nato dall’instancabile maestria editoriale di Elio Vittorini (il direttore), Giulio Einaudi (l’editore) e Albe Steiner (il designer). Nasce come settimanale, con un taglio più aggressivo, sull’attualità, e insieme leggero nel suo formato quotidiano, fino al n. 28 del 6 aprile 1946; si trasforma quindi profondamente, adottando il formato tabloid e la cadenza mensile, scivolando verso il concept della rivista monografica, tipico degli anni ’60. -- «Nata nel clima culturale dell'immediato dopoguerra, la rivista rifletteva l'entusiasmo per la recuperata libertà di espressione [...] e si proponeva di contribuire a creare una nuova cultura. Una cultura orientata ‘a sinistra’, ma attenta a dialogare anche con le altre componenti [...]. Tale apertura prevedeva anche un tentativo di superare, sulla scorta delle indicazioni gramsciane, la matrice astrattamente umanistica di una cultura concepita come ‘hortus conclusus’ rispetto alla società e alla storia. Da qui l’interesse per il pensiero scientifico e per la tecnologia, oltre che per la letteratura e la filosofia. Il tutto all’insegna di una tensione divulgativa che cercava di evitare ogni chiusura in un vacuo specialismo.» (Carnero, «Non di sola ideologia: Vittorini e la stagione del ‘Politecnico’», sito Treccani online) -- Un’impostazione che finì per urtare l’ortodossia del Pci, con Togliatti che accusò il periodico di vacuo enciclopedismo (lettera aperta sul n. 33/34): una frattura consumatasi sugli ultimi fascicoli della rivista, e che ne accelerò la chiusura. -- «Pur nelle difficoltà e negli equivoci in cui venne spesso a trovarsi, la rivista condusse un'importante battaglia culturale, impegnandosi su tutti i fronti della realtà contemporanea, pubblicando importanti documenti letterari e politici (traduzioni da Wright, Michaux, Pasternak, Brecht, ecc.) insieme a voci sino allora inedite in Italia (le prime lettere dal carcere di Gramsci, le prime traduzioni di Lukács, i contributi di Sartre e di S. De Beauvoir)» (Nozzoli in «Dizionario critico della letteratura italiana del Novecento», Roma 1997, p. 648)
Illustré de quinze gravures à l'eau-forte par Enrico Baj (cm 17x14; 5x11), achevé d'imprimer le 1er Mai 1970 sur les presses de Giorgio Upiglio à Milan a été tiré a cent exemplaires sur papier Ventura dont un exemplaire portant le numero 1 contient le manuscrit et un dessin original de l'Artiste, 35 exemplaires numerotés de 2 a 36 contenant la suite de gravures et 64 exemplaires numérotés de 37 a 100. L'ensamble de ces exemplaires, signés par l'Auteur et par l'Artiste, constitue l'édition originale du poème / Illustrato con quindici acqueforti originali di Enrico Baj (cm 17x14; 5x11), stampato il 1° maggio 1970 sui torchi di Giorgio Upiglio a Milano, in cento esemplari su carta Ventura, di cui un esemplare, numerato col numero 1, contiene il manoscritto e un disegno originale dell'Artista, 35 esemplari, numerati da 2 a 36, contengono la suite di acqueforti, e 64 esemplari, numerati da 37 a 100. Tutte queste copie, firmate dall'Autore e dall'Artista, costituiscono l'edizione originale del poema. Custodia e camicia rivestite di bella carta marmorizzata. 16mo (cm 18,5x15,5). pp. 40. . Ottimo (Fine). . Prima edizione di 100 esemplari numerati e firmati dall'Autore e dall'Artista (First edition of 100 numbered and signed copies). . Il testo poetico ''Chapeaugaga'' di Mandiargues e le 15 incisioni originali di Baj ironizzavano sull'elezione di Jean Paulhan all'Académie Française e sulla feluca indossata dagli accademici.
Prima edizione così. Ottimo esemplare: normale lieve usura perimetrale e al dorso, ma interno molto fresco e pulito, senza gli usuali aloni scuri al margine delle pagine. Nel 1919 Michail Larionov e la moglie Natal’ja Gončarova si stabiliscono definitivamente a Parigi, dove in Rue Bonaparte 13, dal 1910 domicilio di Jacques Povolozky, aveva appena aperto la galleria d’arte La Cible (Il Bersaglio) diretta da quest’ultimo assieme alla moglie Hélène. Povolozky, come Larionov, è ucraino di nascita, ma risiede a Parigi ormai da diversi anni, trafficando con i libri e l’arte: nel 1917 Modigliani immortala Hélène in un famoso ritratto ora conservato alla Phillips Collection, Washington. L’incontro tra la coppia più famosa dell’avanguardia russa e l’editore e mercante d’arte naturalizzato parigino è praticamente scontato: insieme decidono di impegnarsi in un’ampia operazione di divulgazione dei «Dodici», il controverso e risonante poema civile del 1918 con cui il grande poeta petroburghese Alexandr Blok raffigura l’avanzata del bolscevismo in Russia. Il progetto prevede tre edizioni complementari, ornate dalle illustrazione di Larionov e Gončarova, in lingua russa, in traduzione francese e in traduzione inglese. -- L’edizione con il testo originale russo esce nel giugno del 1920, preceduta in aprile dalla traduzione francese e seguita nell’autunno dall’edizione londinese; rispetto a quelle, presenta un set di illustrazioni interamente nuovo, motivato anche dall’inclusione del poema patriottico «Gli Sciti» (sempre del 1918): due tavole a piena pagina di Natal’ja Gončarova si aggiungono alle sei di Larionov, rinnovate rispetto all’edizione francese. Russian Modernism: The Collections of the Getty Research Institute, n. 84
Giuseppe Leonardi Poema supra lu Vinu, si sia utili o dannusu a li viventi Cantatu ntra l'Accademia di li Etnei. , Francesco Pasturi 1789, Legatura artigianale moderna. Copertina in cartonato telato. Taglio ingiallito con leggere gore. Cifre scritte in inchiostro sulla parte superiore dell'occhiello. Pagine in pergamena, meravigliosamente conservate e perfettamente leggibili, rarissime gore e lieve indurimento con leggere ondulazioni causa tempo. Formato 19 x 13 Esemplare di eccezionale valore storico e antiquario, sicuramente da collezione e non solo. Questo "poema" è un testo poetico in dialetto siciliano, prodotto da alcuni membri dell'Accademia degli Etnei di Catania, e dedicato al mecenate Vincenzo Paterno' Castello VI principe di Biscari, e figlio del fondatore dell'Accademia stessa, il naturalista Ignazio V deceduto nel 1787. Il componimento è una "Cicalata", cioe' una lezione o discorso in burla, in rima oppure in prosa, che si teneva nelle Accademie durante le feste, nel nostro caso durante il carnevale del 1789, ed è un inno all bontà ed agli effetti benefici, in tutti i sensi, del vino, percorrendo anche, sempre burlescamente, i sentieri della storia, da Noè a Maometto e via dicendo. Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
Edizione originale de «La Ginestra» e de «Il tramonto della Luna». Restauro all’angolo del piatto anteriore della brossura del primo volume, timbretto di antica libreria genovese, all’interno qualche lieve fioritura come normale, nel complesso ottimi esemplari a pieni margini. Celebre prima edizione delle «Opere» di Leopardi uscita per Le Monnier. Ebbe immediato successo, tanto che i primi due volumi furono subito ristampati in tirature successive e sono oggi assai rari in prima edizione. In particolare al primo volume, che accoglie i «Canti», compaiono per la prima volta La Ginestra e Il tramonto della Luna, scritte dal poeta nel 1836, poco prima di morire. L’edizione fu curata da Antonio Ranieri «secondo l’ultimo intendimento dell’autore»: il testo dei «Canti» è dato a partire dall’esemplare Starita 1835 su cui Leopardi lavorò assiduamente, inserendo numerose modifiche e correzioni, fino agli ultimi istanti della sua vita. E anche la collocazione dei due inediti, alla fine della raccolta, rispecchierebbe le intenzioni del poeta. La forma attuale del libro, quella che tutti conosciamo, si è dunque cristallizzata qui per la prima volta. Mazzatinti e Menghini, Bibliografia leopardiana, nn. 694, 697-8, 700; Catalogo del fondo leopardiano, nn. 113-6, 120, 121, 123; Benedettucci, Vecchie pagine di Bibliografia Leopardiana, n. 47 2 voll.
Edizione originale. Esemplare n. 84 di 100 numerati a mano e firmati in autografo al colophon; brunitura ai bordi della copertina e al dorso, con lievissime fioriture sul piatto superiore; interno freschissimo e pulito. Rarissimo libro d’artista, censito in soli tre esemplari in ICCU (Archivio Luciano Caruso, Firenze; ASAC Venezia; PAN Napoli), e mancante a molte istituzioni specializzate nella raccolta di materiali della poesia visiva e concreta (per esempio la Fondazione Berardelli, a dispetto di quanto registrato da Bazzini e Gazzotti in occasione della mostra «Controcorrente», registra in biblioteca la sola edizione Morra del 1983). «Neurosentimental», la prima opera “narrativa” dell’autore, è unanimemente considerato capostipite e punto di partenza per le ricerche verbo-visuali nel secondo Novecento. Fu tirato in soli 100 esemplari numerati e firmati al colophon, evidentemente manufatti con tecniche di riproduzione primitive (rotocalco) e rilegati tramite incollatura a pressione in una spoglia brossura bianca (ad eccezione del piatto superiore con «Steliomaria Martini | neurosentimental | continuum»). -- La datazione dell’edizione è incerta. Il volume si presenta senza data alcuna eccetto quanto appare nel colophon, in terza di copertina: «Steliomaria Martini | NEUROSENTIMENTAL | (1963) - Ed. continuum | in cento copie numerate | a mano e firmate». Tuttavia è noto che l’esperienza di Continuum si sviluppa nei pressi del 1970, poco prima (1967/8-1970) e poco dopo (1972-1974/5) e proprio una parte di «Neurosentimental» apparirà in pre-originale su «Linea Sud» 5/6, aprile 1967. Quella che è certa è la data apposta in calce alle tavole, tutte firmate dall’autore «martini ’63», ed è pure ben noto che Martini andò elaborando nel 1963, sulla scia dei poemi-collage dell’opera prima poetica «Schemi» (Napoli: Documento Sud, 1962) — «considerato una pietra miliare della poesia visiva» (Caserta in Maffei e Peterlini, Riviste d’arte d’avanguardia, Milano 2005, p. 165) — i due altrettanto mitici romanzi-collage: «Neurosentimental» e «Formulazioni non-A», che sono tra loro legati a doppio filo, entrambi pubblicati dalla sigla «continuum» con le medesime indicazioni editoriali al colophon (ma «Neurosentimental» è l’“opera” vera e proprio, un tomo di 150 e più pagine, mentre «Formulazioni» ne risulta praticamente un’appendice di una ventina di pagine). L’impassibile naufrago: Le riviste sperimentali a Napoli negli anni ’60 e ’70, pp. 107-125, img. n. 90; Poesia visiva 1963-1988: 5 maestri, p. 461s; Bazzini e Gazzotti, Controcorrente (Torino 2011), pp. 19, 45 e 92 (con data 1974)
Prima edizione. Eccellente esemplare, freschissimo e pulito, numero 216 di 350 copie numerate Rara raccolta di quarantatré poesie, tirata in quattrocento esemplari (350 numerati e 50 per il servizio stampa) nella celebre collana-editrice che aveva già ospitato in originale il «Finisterre» di Eugenio Montale (24 giugno 1943, n. 6). Al momento della pubblicazione la maggior parte delle poesie erano già apparse su riviste, e — come tipico di Saba — con numerose varianti: il bibliografo sabiano Castellani fa i nomi della torinese «Gazzetta del popolo», della fiorentina «Letteratura», della genovese «Circoli», della milanese «Corrente», del bolognese «Orto» e persino del mondadoriano «Tesoretto» («nonostante la campagna razziale, in quegli anni la poesia di Saba incontrava sempre più larghi consensi»). «Anzi, l’intera raccolta sarebbe stata pubblicata da Einaudi all’inizio del ’44, se il poeta, che si nascondeva dai nazi-fascisti a Firenze, non l’avesse impedito» (Castellani). Castellani, Bibliografia di Umberto Saba, pp. 37-38
Hardcover, beautifully bound in brown leather with gilt decorative borders, five raised bands and gilt printing to spine and page block in full gilt. Printed at the Essex House Press under the care of C.R. Ashbee and decorated with wood-cut illustrations throughout. From a limited run of 450 copies, this is number 251. It comes from the private library of Robert Allan Fitzsimons (Fellow of the Royal College of Surgeons, 1892-1978), with his bookplate to second endpage. Previously the property of Shakespearean actor Johnston Forbes Robertson (1853-1937), with an inscription to FEP reading: "From Mrs Grosvenor June 6th 1913, My last night before a London audience, J Forbes-Robertson." Newspaper clipping from The Times, April 25, 1960, in which the silent film release of Forbes-Robertson's 1913 performance of Hamlet is reviewed, is laid-in to front endpapers. There are a couple of faint marks to boards and minor tanning to the endpapers. Spine is lightly sunned and very slightly worn at ends. Contents are clean and unmarked. More photos available upon request. AD Used
Edizione originale. In cop. menzione fittizia di «4 Edition».
Opera in 9 voll. in 8' grande, leg. in m. pelle coeva con titoli in oro al dorso con filetti, piatti spruzzati.Ordinari segni del tempo, opera nell'insieme fresca e in buonissime condizioni.Mirabile opera sulla poesia.Vol. I, 1834, Poesie Strutturali: Il libro di Giobbe tradotto da Francesco Rezzano; Salmi di Davidde tradotti da varii; Il Cantico de' Cantici di Salomone tradotto da Evasio Leone; frontespizio ill. con incisione allegorica della poesia sacra, 3 ill. raffig. incisioni dei ritratti di Giobbe, Davide, Isaia ad opera di Viviani.Vol. II, 1836, Greci, frontespizio ill. con ill. con incisione allegorica della poesia epica, 1 ill. raffig. incisione del ritratto di Omero ad opera di Zuliani. (piccolo strappo al dorso superiore)Vol. III, 1837, Greci: La Iliade d'Omero versione di Vincenzo Monti col testo a fronte letteralmente tradotto da Melchior Cesarotti.Vol. IV, 1838, Greci: Esiodo, Esopo, Eschilo, Sofocle, Euripide. Dorso superiore leggermente scollato.Vol. V, 1840, Greci: Vita di Aristofane, Frammenti di Menandro, La tavola di Cibete, La Cassandra di Licofrone, I pronostici di Arato, Componimenti scelti di Luciano, Gli oracoli sibillini, Vita di Teognide Megarese etc.Vol. VI, in 2 tomi, 1841, 4 ill. raffig. incisioni dei ritratti di Callimaco, Saffo, Lino e Pitagora. Greci: primo tomo, frontespizio ill. con incisione allegorica della Poesia erotica ad opera di B. Conte. Le odi di Pindaro, Anacreonte, Idilii di Teocrito. Secondo tomo: Callimaco, Saffo, Lino, Tirteo, Alceo, Callino, Pitagora etc.Vol. VII, 1844, ill. raffig. incisione del ritratto di Plauto. Latini: Teatro Latino, Plauto.Vol.VIII, 1845, frontespizio ill. con incisione raffig. la Poesia Lirica, ill. raffig. ritratto di Ovidio. Latini: Ovidio. (piccola menda al dorso)Vol. IX, 1846, ill. raffig. ritratto di Virgilio. Latini: L'Eneide.Luogo di pubblicazione VeneziaEditore Giuseppe AntonelliAnno pubblicazione 1834 - 1844Materia/Argomento Poesia, Letteratura
Edizione originale. Collezione quasi completa di tutto il pubblicato dal 1931 al 1940 (mancano i soli numeri di novembre e dicembre del 1940). Annate 1931 e 1932 con evidenti segni d’usura, per il resto annate in ottimo stato. Fascicoli sciolti conservati in astucci e cofanetti protettivi. Rivista letteraria d’ispirazione dichiaratamente cattolica fondata a Firenze nel 1929 e attiva fino al 1940. Inizialmente pubblicata, a partire dal maggio 1929, come supplemento “fuori commercio, senza promesse di continuazione” al Catalogo Generale della Libreria Editrice Fiorentina, dall’agosto dello stesso anno diverrà ufficialmente un periodico mensile associato allo stesso editore di area cattolica e diretto da Enrico Lucatello. Ma la vera svolta per «Il Frontespizio» si avrà nel 1931 quando, sotto la direzione di Piero Bargellini e con il lavoro determinante di Carlo Bo, la rivista – ormai edita da Vallecchi dal 1930 –, non cambierà soltanto veste grafica assumendo un formato più piccolo (27 x 19,5 cm contro i 39,5 x 27, 5 delle prime due annate) ma soprattutto diverrà sempre di più un luogo di dibattito vivacissimo tra diverse tendenze culturali e letterarie attraversate dal comune sentire religioso – benché anch’esso non privo di profonde differenze – dei membri della redazione e dei contributori. E proprio tale diversità sarà, nel tempo, causa di profondi dissidi tra il fronte antitradizionalista e fortemente aperto alle influenze europee capeggiato da Carlo Bo e quello, più conservatore sia da un punto di vista teologico sia da un punto di vista politico, rappresentato in particolare dal direttore Bargellini e da Giovanni Papini. Nel 1938 la frattura si farà definitiva, con Bo e altri collaboratori (tra cui Mario Luzi e Leone Traverso) pronti ad abbandonare «Il Frontespizio» e la rivista affidata, dal gennaio 1939, a un Comitato direttivo formato da Bargellini, Papini e Ardengo Soffici.
Formato cm 17,5x11 Pagine 2, 278, 2 Rilegatura ottocentesca un po' logora in mezza pelle con titoli in oro al dorso. All'interno alcune macchie e bruniture. L'ultima pagina presenta un restauro con rinforzo al margine bianco interno che non interessa il testo. Stato di conservazione più che buono. Rarissima edizione clandestina contenente tutte le poesie oscene in dialetto veneziano di Pietro Buratti, stampata senza il consenso dell'autore con falsi dati tipografici (l'opera venne pubblicata in Italia, a Verona o a Firenze, da anonimo editore). Buratti pretese il ritiro del testo del quale venne immediatamente proibita la stampa e solo pochissime copie si salvarono dalla distruzione. Assolutamente introvabile.