15 740 résultats
ril. L'opera di Unamuno, che presenta tutti i tratti di organicità e sistematicità, non sarebbe comprensibile pienamente se non se ne evidenziassero le basi filosofiche e le preoccupazioni teologiche. È infatti alla luce di una filosofia della religione che le ricerche incentrate sull'unico problema, quello dell'ansia immortale di immortalità dell'uomo concreto, pervengono ad una prospettiva coerente ed unitaria anche se ciò non esclude un'evoluzione intellettuale ed esistenziale. Unamuno è un autentico uomo religioso che ha vissuto una struggente quanto tragica ansia di eternità, di sete di Dio, pur non avendo abbracciato totalmente nessun credo religioso positivo, giacché egli ha sempre reagito con veemenza contro ogni tentativo di volerlo incasellare. Unamuno è fautore di una religione poetica, issata sull'esperienza della parola creatrice, mediante la quale non soccombe alla tentazione del nulla. I nuclei fondamentali della riflessione unamuniana ruotano intorno a due temi, i quali rappresentano, per così dire, due facce della stessa medaglia: l'ansia per il destino umano e la preoccupazione per la personalità, da non intendersi in senso psicologico, ma etico-esistenziale, come emerge sia nell'opera sul "Sentimento tragico della vita" (1913) sia nei celebri poemi dove ribadisce che "Il fine della vita è di farsi un'anima".
br. Pubblicato postumo nel 1970 il "Diario intimo" è forse l'opera che meglio riassume il carattere "irregolare" della riflessione filosofica di Miguel de Unamuno che "reca con sé, da sempre, l'accusa di non essere un pensiero sistematico e di sfumare troppo spesso in poesia", come sottolinea Stefano Santasilia nell'Introduzione. Convinto che la filosofia debba avere per soggetto non il concetto di uomo ma l'uomo nella sua concretezza e partendo dalla convinzione che "il singolare non è particolare, ma è universale", il pensatore basco affida a queste pagine la testimonianza di un inquieto itinerario umano e intellettuale. Così il diario personale di chi, vivendo nello smarrimento spirituale, cerca un supplemento di verità capace di superare tradizionali dicotomie (vita/pensiero, cuore/ragione, fede/scienza e così via), diventa di fatto un diario collettivo che tocca temi e sentimenti universali. Scritto in un linguaggio per larghi tratti familiare e quotidiano, ma intessuto di citazioni e richiami colti e di riferimenti biblici, il Diario intimo non è solo un viaggio interiore alla ricerca di sé stesso. Unamuno accompagna infatti il lettore alla scoperta di una spiritualità perduta con pagine dove domina il senso tragico della finitezza umana, al fondo rischiarato dalla convinzione che la vita sia la più straordinaria avventura concessa all'uomo.
[Fig. viaggi] (cm.15,5) Voll.3 brossura originale a stampa. -pp.206; 200; 224. Con 9 tavv.f.t. in rame interessanti anche per la storia del costume e con ritratti di Goethe, e Schiller. e' la sezione completa del viaggio dalla storia universale del Segur. bell'esemplare con barbe e fogli chiusi.[f5] Libro
brossura Si ricordano gli armeni quasi solo per il terribile genocidio patito nel 1915 e per le polemiche di cui tuttora questo è oggetto. Ma quella armena è una storia molto più ricca e antica: la storia di un territorio ponte fra Oriente e Occidente e di un popolo millenario che ha conservato e tramandato una cultura fortemente identitaria. Ricco di informazioni, il libro ripercorre la storia armena dalle origini più antiche a oggi, presentando anche un quadro generale della religione, della lingua, della letteratura.
ill., ril. 1941. La quindicenne Carry Ulreich vive a Rotterdam e conduce una vita come quella di tante altre ragazzine, godendo dei piccoli piaceri e delle libertà comuni a tante famiglie dell'epoca. Ma la libertà di Carry è destinata lentamente a svanire a seguito dei divieti imposti dai nazisti durante l'occupazione: la requisizione delle biciclette e delle radio, la riduzione degli orari in cui gli ebrei possono uscire di casa, l'obbligo di indossare la stella di David, il divieto di esercitare molte professioni (tra cui quella del padre di Carry, che è sarto), l'imposizione agli studenti ebrei di frequentare scuole solo ebraiche. E, nel giro di pochi anni, lo spettro dei campi di concentramento... Esauriti gli espedienti per evitare la deportazione, agli Ulreich viene offerta un'inaspettata ancora di salvezza: gli Zijlmans, una famiglia cattolica di Rotterdam, invitano Carry e i suoi a nascondersi nella loro casa, correndo un rischio altissimo. E così inizia la loro vita nell'ombra, costantemente avvolti dalla minaccia che li attende al di fuori delle mura della casa che li ospita. Con uno sguardo acuto e lucidissimo sui disagi e i timori affrontati, Carry ci restituisce lo spaccato di vita di una ragazza ebrea costretta a crescere e a formarsi nel momento più terribile del Novecento europeo.
2 Bände in einem Band. Gr.8°. 321,437 S. Neuerer Leinen-Einband mit goldgeprägtem Rückentitel. Kleiner privater Exlibris-Stempel auf Vorsatz, gut erhalten. Mit ausführlichem Verzeichnis der Personen- und Ortsnamen. - - - ACHTUNG! Dieses Buch kann wegen seines Gewichts oder seiner Größe nur als PAKET verschickt werden. Innerhalb Deutschlands 5,80 Euro. (Portokosten ins Ausland bitte erfragen.) ATTENTION! Due to its weight or size this book can only be sent as a PARCEL. Within Germany 5,80 Euro (For shipment abroad please ask.)
8°. Brokatvors., 1w., 2 Bll., 290 SS., 1 Bl. Grün Lwd. d. Zt. mit Blindpr. auf Vorder- und Rückdeckel und reich. ornament. und floral. Deckel- und Rückenvergoldung, marmor. Schnitt. Goed. VIII, 239, 55. - Enthält das Trauerspiel in 5 Aufzügen "Ernst, Herzog von Schwaben" (1817) und das Schauspiel in fünf Aufzügen "Ludwig der Baier" (1818). - Papierbedingt leicht gebräunt und vereinzelt schwach stockfleckig. Vors. oxidiert. Vord. Innengelenk verstärkt. Unteres Kapital leicht berieben. Oberes Kapital beschabt. SW: Literatur, Theater 19. Jahrhundert, Ausgabe vor 1850 Bücher Deutsch
ill., ril. Il catalogo della mostra allestita al Museo Novecento di Firenze, dal 25 ottobre 2019 al 13 febbraio 2020, racchiude dipinti e disegni, oggetti di design e una serie di poesie dell'artista veneziana: una selezione che ripercorre le tappe principali della ricerca di questa interprete solitaria ma centrale dell'arte italiana del secolo scorso, dalle opere più figurative, passando per l'informale, fino alla completa astrazione delle forme e a un vocabolario fatto di punti e linee. Testi di Sergio Risaliti, Paola Ugolini, Flavia Frigeri, Luca Pietro Nicoletti, Laura Cherubini.
Ugo Ojetti Il vecchio . , Casa editrice Madelia 1915, Copertina: cartonata, con fioriture, con segni d'usura ai margini. Dorso: nervato, scolorito. Legatura: a colla. Taglio: ingiallito, irregolare in modo lieve, sporco. Sguardi: ingialliti. Frontespizio: ingiallito, con fioriture. Pagine testo: ingiallite, brunite ai margini. Margini delle pagine: con macchie, ingialliti Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
In-4 p., tela editoriale, sovracop. illustrata a colori, pp. IX,(3),197, con numerose ill. (foto e disegni) in b.n. nel testo. Ben conservato.
br. Se la società civile gramsciana è portatrice materiale di una visione del mondo in lotta per la direzione politica della società - secondo un'idea di transizione dello Stato come processo di una battaglia interna per l'egemonia e per il consenso tramite la società civile, secondo le premesse della guerra di posizione -, ne consegue che la categoria gramsciana di egemonia conserva tutta la sua grande capacità euristica ed ermeneutica, tanto in riferimento alla sfera nazionale, quanto nella lettura dei fenomeni legati alla mondializzazione e allo sviluppo degli intrecci internazionali. A tale scopo, Gramsci pone il problema del potere nei termini di una egemonia operaia, ovvero il problema della funzione nazionale della classe operaia: qui l'egemonia si conquista a patto che il proletariato rinunci al suo passato mitico del riformismo, basato sulla difesa degli interessi individuali, per adoperarsi finalmente per una causa d'interesse nazionale. Riguardo all'Occidente, Gramsci vede nell'egemonia una strategia irrinunciabile per ogni classe rivoluzionaria e non solo una semplice forma necessaria di esercizio del potere per la classe dominante. Prefazione di Lelio La Porta.
br. Se la società civile gramsciana è portatrice materiale di una visione del mondo in lotta per la direzione politica della società - secondo un'idea di transizione dello Stato come processo di una battaglia interna per l'egemonia e per il consenso tramite la società civile, secondo le premesse della guerra di posizione -, ne consegue che la categoria gramsciana di egemonia conserva tutta la sua grande capacità euristica ed ermeneutica, tanto in riferimento alla sfera nazionale, quanto nella lettura dei fenomeni legati alla mondializzazione e allo sviluppo degli intrecci internazionali. A tale scopo, Gramsci pone il problema del potere nei termini di una egemonia operaia, ovvero il problema della funzione nazionale della classe operaia: qui l'egemonia si conquista a patto che il proletariato rinunci al suo passato mitico del riformismo, basato sulla difesa degli interessi individuali, per adoperarsi finalmente per una causa d'interesse nazionale. Riguardo all'Occidente, Gramsci vede nell'egemonia una strategia irrinunciabile per ogni classe rivoluzionaria e non solo una semplice forma necessaria di esercizio del potere per la classe dominante. Prefazione di Lelio La Porta.
(¿800 FIG. CORTONA). (cm 23,5) Bella legatura recente in mz. vitello rosso da amatore, nervi, titolo e fregi in oro al dorso, copertine originali conservate; pp- 138, pp 2 nn. + 6 tavv f.t. incise in rame con la veduta della città, Grotta di Pitagora, Chiesa di Santa Margherita, del Calcinaio e di Santa Maria Nuova. In fine una grande carta topografica ripiegata del Vicariato di Cortona (cm 38x48), disegnata nel 1779 dall¿Abate B. Borghi, il più grande cartografo del tempo. Questa pianta rappresenta la più dettagliata carta geografica antica che si conosca e fondamentale per la toponomastica locale del territorio cortonese. Rara ed edizione originale ed unica pubblicata anonima in pochi esemplari che circolavano solo nel territorio. L¿autore è il cortonese Paolo Uccelli (1803-1873). Alcune fioriture comuni a questa edizione, ma bell¿esemplare nitido e marginoso con antichi ex libris nobiliare alla sguardia. Si allega in fine, in fotocopia, una carta del territorio con interessanti varianti rispetto all¿originale inserita nel libro. Platner 116; Lozzi 1346 in nota; Bocca 1545; Inghirami II 85.[f62] Libro
br. Alla fine, ecco il sensazionale. Dovrebbe essere raro, oltre che sconvolgente. Ma quell'emozione che fa sobbalzare, quel fremito che magnetizza, quell'eccitamento da clamore non costituiscono l'oltranza che, ogni tanto, viene a sovvertire il nostro pacato assetto percettivo. Sono la dismisura a cui noi, esseri umani senzienti, siamo ormai assuefatti. Se tutto il visibile e tutto l'udibile alimentano il notiziabile, e la logica stessa dell'informazione impone di impressionare per mezzo di stimoli sempre più forti, la soglia di ciò che eccita il nostro sensorio non smetterà di spostarsi in avanti. L'eccitabilità assurge dunque a decisivo imperativo sociale, motore di un'industria sia dell'immateriale sia delle merci. Da tempo il sensazionalismo, con il nuovo regime antropologico che ha configurato, è oggetto di riflessione per studiosi della società e filosofi, nonché terreno di elezione per moralisti in vena di astinenza mediatica e ascetismo emotivo. Soltanto Christoph Turcke però ha saputo ricostruirne il significato, rovesciando il punto di vista da cui finora lo si è preso in esame. Dal suo saggio illuminante apprendiamo che tra l'odierno "far sensazione", ossia destare scalpore, e la sensazione intesa quale atto del percepire - al centro del pensiero moderno - esiste una consustanzialità, e non lo scarto che immagina con sussiego il discorso filosoficamente ben temperato.
br. Gli articoli contenuti in questo volume rappresentano la prima raccolta dei saggi di Ferdinand Tönnies dedicati al pensiero di Spinoza. Il loro interesse è duplice. Da un lato essi illustrano il contributo del sociologo tedesco alla conoscenza del pensiero morale e politico moderno, evidenziando l'importanza del pensiero di Spinoza attraverso un'attenta lettura della sua Etica e un confronto con autori come Hobbes e Marx, oltre a rilevarne l'attualità per una teoria della democrazia. Dall'altro rendono manifesto il modo in cui la riflessione sulla filosofia di Spinoza ha influenzato la teoria sociologica dell'autore, contribuendo a definire alcuni dei suoi principali aspetti, ivi compresa la distinzione tra comunità e società. In tale duplice prospettiva, questi saggi mettono quindi in luce come la sociologia abbia rappresentato una specifica modalità d'intervento nella storia del pensiero filosofico, fornendo una riformulazione di alcuni dei concetti fondamentali della metafisica, della morale e della politica moderne.
In-4 gr, (mm. 330x245), cartoncino editoriale con unghie, pp. 119,(7), con 9 magnifiche tavole di Pablo Picasso litografate in b.n. (di cui 1 al frontespizio). Il poema di Tristan Tzara "De Mémoire d’Homme" è così ripartito: “Le Temps Détruit”, composto da 14 canti - “Le Déserteur”, da 4 composizioni in prosa - “Le Boeuf sur la Langue” da XXVVIII composizioni in prosa - “Le Poids du monde” da 4 canti. “Cet ouvrage, édition originale du poème "De Mémoire d’Homme" de Tristan TZara, a été achevé d’imprimer sur les presses du Maitre-Imprimeur G. Girard, à Paris, le 25 Octobre 1950. Les neuf lithographies originales de Pablo Picasso ont été tirées sur la presse à bras par Mourlot Frères, les pierres ayant été effacées après tirage. Cette édition est composée de 30 exemplaires sur Hollande Van Gelder Zonen, accompagnés d’une suite des lithographies sur Japon, et signés par l’auteur et l’illustrateur et numérotés de 1 à 30 - 300 exemplaires sur Arches, numérotés de 31 à 330, paraphés par l’auteur - 20 exemplaires hors commerce. Il ns., n. 48, è in perfetto stato, con barbe.
VI,146 S. Original Leinwand mit Rücken- und Deckeltitel, Büttenschnitt, Kopffarbschnitt und Lesebändchen. Einband minimal berieben, papierbedingt ein wenig gegilbt, guter Zustand. Erstausgabe. - Brümmer 7.233. Zur Autorin siehe Pataky 382.
2 verschiedene Formate. 5 Exlibris, montiert auf Papier. Original-Exlibris mit illustriertem Titel und Künstlersignatur in der Platte. Gut erhalten. Das Exlibris zeigt einen Vogel mit geöffneten Flügeln (Truthahn/Adlerschwingen) und dem Unterkörper eines Löwen (Beine/Schwanz). Es liegt in mehreren Varianten vor. Zwei Exlibris im größeren Format (ca. 17 x 8,8 cm): hiervon eines ganz in schwarzer Farbe, ein weiteres in schwarz/rot. Drei Exlibris im kleineren Format (ca. 12 x 5,8 cm): eines in schwarzer Farbe, eines in blauer Farbe, ein drittes in blau und hellem Rot. Bei letztgenanntem Exlibris handelt es sich um einen Entwurf (kein Druck!), das Exlibris ist auch deutlich fester weil das Papier hinterlegt wurde. Alle Exlibris tragen am unteren Rand die in die Platte gearbeitete Signatur "M Honegger 98".
br. Joseph Tusiani si trasferisce a New York all'età di ventitrè anni senza aver ancora conosciuto il padre, emigrato negli Stati Uniti prima che lui nascesse. La temperatura emotiva dell'incontro, che la lunga attesa ha rivestito di aspettative trepidanti e contraddittorie, è la stessa che si ritrova nell'intera autobiografia di Tusiani. Ecco emergere dai ricordi dei rapporti familiari il profilo sfaccettato dell'esperienza migratoria italiana oltreoceano: gli emigrati di prima generazione che, come la madre, non riescono a integrarsi nella nuova realtà; quelli di seconda generazione, che parlano inglese e sono americani a tutti gli effetti, come il fratello; e infine gli emigrati che, come l'autore, inevitabilmente divisi tra il vecchio e il nuovo mondo, sono uomini di "due lingue, due terre, forse due anime". E grazie a questo duplice sguardo l'autore è testimone di numerosi personaggi e ambienti in relazione non solo al mondo italoamericano, ma anche all'ambito culturale e letterario newyorchese.
ill., br. Umberto I e Margherita di Savoia, nel 1899, decidono di visitare la Sardegna. Questo viaggio sembra, per la stampa internazionale, del tutto privo di senso. Ma il Re non vuole tanto visitare la Sardegna, quanto verificare a quale livello sono le opere di fortificazione che stanno sorgendo sull'Isola di La Maddalena, pagate lautamente dallo Stato. Seguendo la stampa dell'epoca, oggi siamo in grado di decifrare ogni comportamento di questi strani visitatori.
br. La Russia è una presenza costante nelle fonti pasoliniane. Scorrendo le pagine di Pasolini, in ogni settore della sua opera, si troveranno rimandi alla letteratura, storia e cultura russe. Si potrebbe dire che nella cultura italiana del Novecento c'è un "filo russo" che collega una serie di intellettuali "di svolta", da Marinetti a Pirandello e Alvaro, a Gobetti, Gramsci e Pasolini, senza dimenticare Ripellino e Landolfi. Ma Pasolini è stato, nel Novecento, il più russo degli scrittori e degli intellettuali italiani, perché ha vissuto "da russo" (cioè in stretto legame con il popolo) il compito civile dell'intellettuale e il mandato del poeta. Questo "assaggio" riguarda la poesia di Pasolini ed evidenzia quanta parte abbia la cultura russa nell'ispirazione e nella scrittura poetica pasoliniana.