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br. Clara Tschudi ci racconta la vita di Sissi, dalla nascita alla morte, senza risparmiarsi di commentare gli avvenimenti - esaltanti, singolari e tragici che l'hanno segnata. Il libro, pubblicato già nel 1900 e tradotto dal norvegese in tedesco l'anno dopo dall'editore Philipp Reclam junior di Lipsia, non ebbe molta fortuna in Austria dove ne fu proibita la circolazione. Francesco Giuseppe, molto probabilmente, ritenne oltraggioso mettere in piazza capricci, disillusioni, debolezze, nevrosi, fughe, malattie e tragiche morti di sua moglie e della famiglia Asburgo in generale. Come deduciamo dalla prima importante biografia di Sissi, "Elisabeth die seltsame Frau", scritta nel 1934 da Egon Caesar conte Corti, Clara Tschudi è stata battuta sul tempo solo dallo storico ungherese Sàndor Màrki che nel 1899 - un anno dopo l'attentato mortale di Ginevra - aveva dato alle stampe un libro dedicato all'imperatrice.
Gr. 8°. 24 S. Original Interims-Broschur mit Deckeltitel. Bibliotheks-Stempel auf Deckeltitel, leicht gerändert, sonst gut erhalten. Aus den Sitzungsberichten der kaiserlichen Akademie der Wissenschaften in Wien, Mathematisch-naturwissenschaftliche Klasse; Band CXV. Abt. I. Februar 1906.
This is a near fine hardcover two volume set with fine dust jackets. Both volumes are signed in ink, by the author, Charles Truman, and inscribed to two friends. There is also a slight touch of moisture to the light green endpapers, front and back, of volume 1 which has bled onto the half title-page edge, and last index pages (see photos). Otherwise completely clean throughout. The Rosalinde and Arthur Gilbert Collection of Gold Boxes is one of the world's most comprehensive collections of gold boxes. There are over 140 examples including 54 boxes made in Paris during the eighteenth and early nineteeth centuries. Illustrated throughout in color with 494 color plates in volume 1. Volume 2 was published in 1999 by Philip Wilson. 12" high X 10" wide, 431 & 110 pages. Rare signed. Large heavy books, foreign shipping will be extra. This set will be securely wrapped and packed in a sturdy box and shipped with tracking.
brossura Se c'è un filo conduttore nel pensiero di Baruch Spinoza, questo non può che essere la critica di ogni semplificazione che intervenga nel processo della conoscenza e di ogni reductio ad unum nella rappresentazione del reale, che sono inevitabilmente i presupposti tanto del dominio delle passioni sull'uomo, quanto del dominio dell'uomo sull'uomo. Spinoza è, difatti, il filosofo della complessità. A partire dalla sua ontologia, nella quale ha coerentemente integrato le scienze del suo tempo, egli elabora un'analisi della complessità del corpo umano e una riflessione sulle maniere per incrementarla; e, parallelamente, mostra, nelle loro analogie e differenze con i corpi umani, come si costituiscono e si muovono i corpi politici. L'intento di questo lavoro è dunque mettere in evidenza le peculiarità del metodo elaborato da Spinoza, nella convinzione che esso sia utile a leggere la realtà contemporanea, nella quale si è definitivamente affermata - diventando il luogo privilegiato della produzione di ricchezza e di conoscenza l'inesauribile complessità di una sfera pubblica che eccede inevitabilmente qualunque rappresentazione politica e mediazione giuridica.
brossura Nel nostro tempo, persino nelle nostre società democratiche e consensuali, quelli che già per Kant erano i principi fondamentali del vivere civile, cioè la libertà individuale, l'uguaglianza formale di fronte alla legge, il diritto a una rappresentanza politica e il diritto dell'ospite a non essere trattato ostilmente, vengono non semplicemente violati, ma apertamente negati col pretesto del manifestarsi di una situazione di pericolo, che ha però, come primo effetto, quello di rendere invisibili le sue stesse vittime. I saggi qui raccolti, dunque, ripartendo da Kant, sono attraversati dalle questioni dell'esclusione e dell'integrazione dei migranti, del rapporto tra potere e territorio, e tra pubblico e privato, della fondabilità di un diritto cosmopolitico, del significato della dignità umana e dell'idea stessa di diritti umani.
ill. Un dossier dedicato a Dubuffet. Nel sommario: "L' incontro con l' Art Brut", "La preistoria", "Un percorso in tre cicli". Come tutte le monografie della collana "Dossier d'art", una pubblicazione agile, ricca di belle riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.
brossura Marina Cvetaeva nasce nel 1892 e, ad appena diciotto anni pubblica la sua prima raccolta di poesie. L'anno dopo sposa Sergej Efron, uno studente al quale resterà legata tutta la vita, nonostante molteplici infedeltà. A tutte quelle vicende umane e sentimentali si aggiungono le terribili prove della storia: la prima guerra mondiale, la rivoluzione russa, la separazione da Sergej che si unisce ai volontari dell'Armata bianca. Trascinata dagli avvenimenti politici, Marina Cvetaeva appare come il simbolo della meravigliosa e irrisoria lotta dell'artista che si ostina a cantare le grandi idee, le bellezze della natura e i misteriosi insegnamenti della morte in mezzo alle voci concitate di un mondo in delirio.
2. vergrößerte Auflage. Kl.8°. (2)123 (1)S. Original Karton mit Deckeltitel. Einband mit Gebrauchsspuren, innen gut erhalten.
br. Antonio Carvajal (Albolote, Granada 1943) ha celebrato nel 2018 i 50 anni dalla sua prima pubblicazione poetica, "Tigres en el jardín". L'attribuzione nel 2012 del "Premio Nacional de Poesía" per "Un girasol flotante" è il riconoscimento a una lunga carriera poetica fatta di dedizione alla letteratura e all'arte in generale. Il presente volume esce nel trentennale della pubblicazione di "Testimonio de invierno" (1990) e racchiude contributi che testimoniano un crescente interesse in Italia per il poeta andaluso.
ill., br. Può darsi pessimismo senza voltare le spalle all'essere e alla filosofia tradizionalmente intesi? Sgalambro fu veramente un filosofo intellettualmente isolato? Come amare Spinoza e allo stesso tempo capovolgerlo radicalmente? Come considerare l'attenzione di Sgalambro alla musica, prima dell'incontro con Battiato e a prescindere da quello? A cinque anni dalla morte dell'autore questo volume intende rispondere a questi e ad altri interrogativi altrettanto cruciali attorno all'unico vero grande "caso" della filosofia italiana della seconda metà del Novecento, rifacendosi unicamente a una solida base storico-filosofica.
[Lucca teatro] (cm. 16,2) varese recente -pp.68. rara edizione ottimo esemplare.[f9] Libro
br. I due saggi proposti in questo libro vogliono essere un contributo al dibattito sull'opera narrativa dello scrittore tedesco W.G. Sebald, scomparso prematuramente nel 2001 in Gran Bretagna dove risiedeva ormai da numerosi anni. I due testi si limitano ad individuare e ad indagare alcuni dei numerosi rimandi all'opera e alla vita di Kafka, presenti nel testo sebaldiano, cercando di cogliere i sottili meccanismi compositivi che sottendono l'uso tutto particolare che Sebald ne fa. Rinunciando a priori a qualsiasi pretesa di esaustività, i due saggi avanzano inoltre ulteriori ipotesi interpretative del testo sebaldiano accanto a quelle ormai convenzionalmente accettate, lasciando tuttavia ad altri, più qualificati in merito, l'eventuale compito di verificarne la validità.
br. Lo scritto polemico di Trotzkij è una solitaria difesa, un lungo e ininterrotto monologo che, con acuta intelligenza e lucidità dell'esposizione, denuncia lo stato di burocratizzazione e di paura del "regime termidoriano". Scritto frammentariamente e in varie circostanze, come afferma lo stesso Trotzkij, "I crimini di Stalin" doveva essere in un primo momento la risposta al processo Zinoviev-Kamenev dell'agosto del '36. Dopo l'esilio in Messico, lo raggiunsero le notizie dell'altro processo Pjatakov-Radek ed infine quelle della grande epurazione dei più alti esponenti dell'Armata Rossa. Il libro si delineò così, piuttosto che su uno schema prestabilito, sul corso degli avvenimenti. Esaminando via via i processi, la personalità degli uomini in essi coinvolti e la tecnica staliniana nello sbarazzarsi degli avversari, Trotzkij, da abilissimo e ardente polemista qual è, non perde mai di vista l'assunto principale: la lotta a distanza tra lui e Stalin, lotta che ormai non poteva che combattersi sul piano ideologico. Il solo vero antagonista del dittatore del Cremlino era lui: Lev Trotzkij, il fondatore dell'Armata Rossa, il teorico della rivoluzione permanente.
brossura "Storia della Rivoluzione russa" è senza alcun dubbio l'opera più importante di analisi e ricostruzione dell'anno fatale in cui, cento anni fa, entra definitivamente in crisi lo zarismo e si compie la rivoluzione bolscevica. Divisa in due volumi - "La rivoluzione di febbraio" e "La Rivoluzione d'ottobre" - l'opera abbraccia tutto il 1917. Fu scritta tra il 1929 e il 1932 quando l'autore - protagonista principale insieme a Lenin di quei giorni - si trovava già in esilio, perseguitato da Stalin che poi nel 1940 riuscirà ad assassinarlo per mano di un proprio sicario. Una minuziosa ricostruzione storica, con un'analisi materialista delle condizioni sociali che resero possibile l'insurrezione, ma anche senza dubbio il capolavoro letterario di Trotsky, in cui il rivoluzionario russo mostra le proprie capacità stilistiche, dall'uso efficace di immagini e metafore al magistrale uso della lingua nelle ricostruzioni sceniche. Questa nuova edizione esce in cofanetto in due tomi con la prefazione di Enzo Traverso.
ill., br. Composta tra il 1929 e il 1932, durante l'esilio di Trotsky, la «Storia della rivoluzione russa» è il resoconto di prima mano dei convulsi giorni del febbraio e dell'autunno 1917, quei giorni che, per usare l'ormai classica definizione di John Reed, «sconvolsero il mondo» cambiandone per sempre il volto. Trotsky è stato, assieme a Lenin, uno dei protagonisti assoluti di quegli eventi e ne offre in queste pagine una ricostruzione minuziosa, basata sulla propria esperienza diretta come su tantissime testimonianze di prima mano: racconti (Trotsky è uno dei primi a rivalutare l'uso delle fonti orali anticipando anche gli annalisti francesi), pubblicazioni periodiche, articoli, memoriali di burocrati, documenti amministrativi, testi di discorsi, trascrizioni di interviste a operai, contadini, soldati, tanto che la narrazione prende spesso il tono di una variopinta polifonia. Trotsky è dichiaratamente coinvolto nella materia che racconta, anzi intende la scrittura come una vera e propria continuazione dell'azione politica, ma questa sua adesione non gli impedisce di analizzare i fatti e le condizioni storiche in cui avvennero con sguardo acuto e lucido. Alla chiarezza del pensiero Trotsky unisce le sue doti comunicative e letterarie, utilizza le tecniche narrative popolari insieme a quelle più raffinate, mimando spesso con la penna i movimenti della macchina da presa. Il risultato è un testo monumentale, che a cent'anni dai fatti narrati risulta ancora fondamentale per conoscerli e comprenderli, una lettura avvincente e stimolante. Prefazione di Gabriele Frasca.
Einaudi, 1969. In-8, brossura, pp. XXIX,206. In ottimo stato.
In-8 p., brossura originale con ill. a colori, pp. 55, con riproduzioni in b.n. e a colori nel t. Ben conservato.
In-8, cartonato edit., pp. 96. Prima edizione. In buono stato (good copy).
br. Il libro ripercorre la storia della famiglia Medici e dei suoi membri più in vista, a partire dalle origini della fortuna del casato nella Firenze tardo trecentesca, passando per la grande epoca rinascimentale di Lorenzo il Magnifico e il primo granduca Cosimo I, fino a giungere a Giangastone, mancato senza discendenti diretti nel 1737 e tradizionalmente considerato come l'ultimo erede della dinastia.
ill., ril. La città moderna: in continua trasformazione, priva di centro, crea un nuovo modo di vedere. Baudelaire è tra i primi a coglierne il senso. Nel corso del Novecento e oltre, pittori, registi, scrittori e filosofi cercano i mezzi adeguati a dire una realtà che mette in crisi i modi di rappresentazione tradizionali. Vincenzo Trione ripercorre una storia complessa e in perenne divenire, facendo dialogare teorie e opere: architettura e cinema, pittura e urbanistica. Parte da alcuni luoghi-simbolo (Parigi, Vienna, New York, Roma, Napoli...); e li analizza per il ruolo che hanno avuto nel riconfigurare lo sguardo degli artisti. Pone a confronto i classici delle avanguardie storiche e i videoclip, i concettuali e i writers. Da de Chirico a Warhol, da Boccioni a Ruttmann, da Ejzenstejn a Dario Argento, da Schwitters e Cornell ai film apocalittici hollywoodiani, rintraccia analogie impensate e illuminanti. Con un'idea di fondo: mettere in luce come le metafore, le invenzioni e le scommesse dell'arte siano indispensabili per trovare una strada nel caos della "città che sale". Trione mostra come la metropoli emerga nelle opere astratte di Mondrian, Rothko e Fontana. E come il cinema, da Antonioni a Wenders, sia spesso un'arte astratta. Si delinea così l'archeologia di un futuro possibile: una cartografia che conduce da spazi reali e riconoscibili a spazi immaginari, fantastici.
ill., br. «La pietra è Dio, ma non sa quello che è, ed il fatto di non saperlo fa di lei una pietra», scriveva Meister Eckhart. In questo abisso tra inconsapevolezza e pienezza di significato, si immerge l'analisi estetica e metafisica di Aldo Trione. Cosa è la pietra nuda? Nella sua privazione, essa è «cosa» più di ogni altra cosa. E il più spoglio silenzio oltre ogni parola, eppure sta prima di tutto e resterà dopo tutto. Contiene la vita come sua origine, eppure è anche vita consumata. Per i poeti, per i pensatori e per i mistici, la pietra nuda è linguaggio da interrogare. immagine archetipa. Nascono da lei gli dèi e gli uomini. E vicina alla forma pura. Ed è l'immagine del Dio nascosto. È là immobile ma, nella sua immobilità, si nasconde un canto. È presente assoluto, al di sopra di ogni distinzione. E, infine, è lo specchio di una mistica senza redenzione. Tante e diverse figure appaiono lungo l'itinerario di pensieri percorso da Trione in compagnia di autori di diverse epoche, come, tra gli altri, Platone, Bruno, Eckhart, Whitman, Valéry, Poe, Pessoa, Bachelard, Claudel, Caillois, Cioran, Camus. Per disegnare i contorni di una poetica «apersonale».
br. "La guida alla lettura della Crisi delle scienze europee" di Husserl è uno strumento didattico rivolto agli studenti e agli studiosi che, sempre più numerosi, si dedicano allo studio del fondatore delle fenomenologia. Si tratta dell'opera postuma finale e più matura in cui la filosofia di Husserl si riassume nell'atto stesso di aprirsi "sempre di nuovo" ad ulteriori ricerche, in particolare sul tema della storicità e "del mondo della vita", con cui il filosofo intende non solo una conoscenza di tipo prescientifico, ma quel tipo di conoscenza che sta a fondamento di tutti gli altri e a cui si perviene per intuizione. Inoltre il testo indaga sulla sempre attuale questione della crisi della filosofia come scienza iniziata con Galileo Galilei e "corretta" per la prima volta da Cartesio. Il volume è suddiviso in capitoli dedicati alla genesi, poi alla struttura e alla vera e propria analisi articolata dell'opera e alla sua fortuna, ed è corredato di una bibliografia completa. In questa edizione compaiono anche i testi integrativi (Dissertazioni e Appendici) posti dal curatore della prima edizione tedesca, in chiusura dell'opera: questi testi vi figurano dunque non per volontà diretta di Husserl ma per una scelta editoriale del curatore, che ha ritenuto opportuno integrare l'opera con una serie di brani che, per cronologia e omogeneità tematica, sono riferibili al periodo di composizione della crisi e attribuibili univocamente a specifici passi di essa.