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br.
In-8, tela (non editoriale), pp. 178. Prima edizione, primo migliaio. Pagine leggermente ingiallite per la qualità della carta, peraltro in buono stato (good copy).
In-8, brossura editoriale, pp. 132. Prima edizione dal 1’ al 10’ Migliaio. Ben conservato.
In-8 (cm. 20), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, custodia, pp. XXXIII, (3), 850, (2), con illustrazioni dell’Autore in sanguigna nel testo ed un ritratto in bianco e nero in antiporta. A cura di Pietro Pancrazi. Note di Luigi Huetter. Allegato un bifoglio che riproduce tre autografi del poeta romano: una lettera di Trilussa ad Arnoldo Mondadori e due composizioni, “All’ombra” e “La folla”. .
ill., br. Calogero Marrone è un giovane impiegato del Municipio di Favara (AG). Siamo in pieno fascismo e l'uomo mal sopporta il clima politico soffocante che ha imposto la dittatura anche in Sicilia. Non avendo mai nascosto le proprie opinioni democratiche, subisce un progressivo isolamento sociale e per lui si teme perfino una rappresaglia. Decide perciò di emigrare al Nord. Vinto un concorso pubblico a Varese, diventa un funzionario del Comune e in seguito il Capo dell'Ufficio Anagrafe, apprezzato e benvoluto da tutti. Dopo l'Otto Settembre 1943 anche a Varese inizia la persecuzione dei partigiani, dei dissidenti, degli ebrei. Calogero Marrone si sente in dovere di agire con determinazione e coraggio. Il suo ruolo in Municipio gli consente di consegnare documenti falsi per salvare quante più vite possibile. Viene però scoperto perché un vile lo denuncia. Dopo l'arresto, il suo calvario lo vede incarcerato, poi deportato a Bolzano in un campo di transito, e infine tradotto su un carro bestiame a Dachau, dove muore in brevissimo tempo. È stato insignito del titolo di "Giusto tra le Nazioni ".
br. Ovviamente queste non sono cronache letterarie. Non inseguono infatti, né desiderano vagliare sistematicamente le principali novità editoriali. Scelgono piuttosto di sondarne pazientemente alcune con l'intento di valorizzare la tradizionale attitudine del saggismo: prodursi in classici esercizi di critica della cultura. È dunque in primo luogo una riflessione sul nostro tempo quella che, pagina dopo pagina, lentamente emerge dall'assiduo corpo a corpo con scrittori quali Affinati, Broch, Carrère, De Angelis, DeLillo, Dürrenmatt, Falco, Houellebecq, Jünger, Lagioia, Pynchon, Joseph e Philip Roth, Saviano, Siti, Vasta. Così, mentre pur ne ammette l'ormai cronica sterilità sociale, Tricomi comunque si ostina a scorgere nella critica letteraria un raffinato strumento di conoscenza.
br. «Aveva torto e non avevo ragione». Così Fortini in ricordo di un interlocutore la cui grandezza oggi ci si rivela ancor più controversa, ma la cui intelligenza delle questioni e il cui sguardo sulla realtà circostante continuano a offrire un punto di vista con cui è impossibile non confrontarsi. In primo luogo perché, sperimentando soluzioni espressive talvolta addirittura estremistiche, Pasolini ha in fondo sempre cercato il conflitto con l'industria culturale, col senso comune. E poi perché, non rinunciando mai a presentarsi anzitutto come intellettuale civile, egli ha scommesso, senza mai derogarvi, sul valore squisitamente politico della letteratura, dell'arte, della conoscenza. Scrutato in quest'ottica da Antonio Tricomi, il bulimico work in progress pasoliniano dimostra di trovare i propri capisaldi senz'altro nelle "Ceneri" di Gramsci e nella "Meglio gioventù", nei corto e mediometraggi degli anni Sessanta, in testi teatrali come "Orgia" e "Calderón", ma, ancor più, nei suoi esiti ultimi. In particolare, nei propri risvolti saggistici (dagli "Scritti corsari" alle "Lettere luterane" e a "Descrizioni di descrizioni"), in quell'autentico "incubo" cinematografico che è il "Salò o le 120 giornate di Sodoma" e, soprattutto, in "Petrolio". È in tale, apocalittico «centone» che urge con ogni probabilità rinvenire il capolavoro almeno potenziale di Pasolini.
[Epistola-Letteratura] (cm.22,9) brossura recente. -- pp.8. L'autore ringrazia in questa lettera, l' amico F. Gabba per avergli reso nota l' opera di Voltaire. Gia estimatore di Rousseau,. L' autore esprime il suo giudizio sull' ultimo volume delle opere di Volterriane. Bruniture sparse, a partire da pag.5. interessante commento letterario.[f74] Libro
TREZZA GAETANO. STUDI CRITICI DI C.T. PRO. DI LETTERATURA LATINA NELL' ISTITUTO DI STUDI SUPERIORI DI FIRENZE. Verona e Padova, Drucker e Tedeschi 1878.[Legatura-Prima edizione] (cm.18,7) bel pieno marocchino coevo a grana fine. nervi, doppia cornice ai piatti con fregi angolari. Titolo al dorso con specchi e fregio centrale entro filetti. Labbro e cuffia decorata, unghiatura con ricco fregio, il tutto in oro. Tagli dorati. --- pp. VIII, 333, (9). Edizione originale probabilmente copia di dedica. Ottimo esemplare in legatura perfettamente conservata. L' autore, filosofo e letterato, nacque a Verona nel 1823 e mori a Firenze nel 1892.[f21] Libro
br. Vitaliano Trevisan compose questo saggio (finora rimasto inedito) sull'ultimo testo di Melville nel 2004, l'anno in cui pubblicò la raccolta di racconti Shorts che gli valse il Premio Chiara; invece, I quindicimila passi, il libro che per primo lo fece conoscere alla critica e al grande pubblico, era stato pubblicato due anni prima. Siamo però ancora lontani dal capolavoro Works, che uscirà nel 2016, mentre i principali testi teatrali vedranno la luce di lì a pochi anni. Siamo quindi nel cuore della produzione letteraria di Trevisan, che all'avvio degli anni Duemila è in fibrillazione, e le sue riflessioni su un'opera tra le meno note ma più dense di significato di Melville ci permette di entrare nell'officina dello scrittore e drammaturgo veneto, per leggere con i suoi occhi, "dal di dentro", pagine che oggi, dopo la prematura scomparsa del grande autore, sembrano quasi profetiche.
br. Pasolini è stato uno dei più lucidi e poliedrici intellettuali del secondo dopoguerra e il massimo interprete della nuova Italia repubblicana. Ha sempre saputo mantenersi libero e indipendente, guadagnandosi la fama di intellettuale scomodo per l'instancabile critica nei confronti della società borghese e del suo dio, il consumismo. Bersagliato da destra e da sinistra, è stato al centro di campagne diffamatorie culminate in processi da caccia alle streghe. Un'esistenza, la sua, per molti versi sfrenata, drammatica, tormentata, condotta sempre pericolosamente e conclusasi nel più tragico dei modi. Quella di Trevisan è una biografia che si legge come un romanzo, che getta nuova luce sulla figura di un intellettuale inarrivabile per capacità di vedere negli avvenimenti presenti e futuri. La voce, forse, di cui oggi si sente più la mancanza.
ill., br. Questa nuova monografia su Goliarda Sapienza muove da un'esigenza nata in cinque anni di studio e approfondimento: tentare una differente e rinnovata ricognizione critica sull'autrice con ampliamenti, riproposizioni e riappropriazioni di alcune tesi edite, talora veri e propri sconfinamenti, considerando in maggior misura le opere postume commisurate alle opere pubblicate in vita. La cronologia odierna svela, infatti, un'intertestualità inedita, che deve essere letta - soprattutto, ma non solo - alla luce della raccolta poetica "Ancestrale", dei racconti di "Destino coatto", e dei testi di "Tre pièces e soggetti cinematografici". Ripercorrendo la biografia di Sapienza - prima - tracciata grazie a documenti inediti, ed entrando nei testi - in seguito - si ritesse la trama di un'esistenza plurima, vitale e libera, presentata seguendo un itinerario artistico che trova fondamento nella "voce" come "strumento primo" di scrittura, e perciò imprescindibile nell'approccio all'opera tutta.
103 S. Original Karton mit Rückentitel und mehrfarbig verziertem Deckeltitel. Einband und Schnitt ein wenig stockfleckig, sonst gut erhalten. Mit Verfasser-Vorwort.
(ca. 24,3 x 15,7 cm). 4 S. und Beilage. Original-Vereinsschrift zum Auffalten mit Deckeltitel. Papier etwas gebräunt und gerändert, angesichts Alter und zeitgenössischem Einsatz gut erhalten. Beilage sehr gut erhalten. Original-Satzung des Vereins für die bis heute erhaltene Sternwarte in Treptow. Die Satzung wurde mit Datum 10. Oktober 1900 beschlossen. Der Verein hatte seinen Sitz in Treptow, damals noch ausdrücklich in "Treptow bei Berlin". Als Beilage ist eine Original-Postkarte an den Verein enthalten, auf der man seinen Beitritt zum Verein erklären und Beitragsmodalitäten festlegen konnte. Seltene Archivalie aus der Berliner Stadtteilgeschichte!
brossura Leggere approfonditamente un filosofo, per Deleuze, significa coglierne il "sogno", il problema fondamentale che innerva le sue opere e sul quale quel filosofo non cessa di ritornare. È tuttavia nel momento in cui arriviamo alla comprensione del "sogno" del filosofo che rischiamo di rimanere "catturati" in esso. Sulla delicata soglia che separa la comprensione dalla cattura, Deleuze gioca la sua partita d'interprete, operando una ripresa creativa del vocabolario classico della filosofia che matura dall'interno della stessa immagine del pensiero e che deforma strategicamente il repertorio concettuale di ogni filosofo interpretato. L'interprete a la Deleuze sa essere opportunamente violento, il suo gioco si concretizza sul limite del tradimento dell'autore fino a considerarlo un nemico, l'avversario contro il quale lotta. Un agonismo, questo di Deleuze, che implica capacità di movimento, tanto difensivo quanto offensivo, e abilità nel cogliere l'autore di sorpresa. In questo modo l'esercizio della storia della filosofia, che ogni interprete potrà sperimentare leggendo Deleuze con, contro e oltre Deleuze, consisterà soprattutto nel riprodurre in maniera differente e nello sviluppare fino in fondo il gesto del filosofo che ci si appresta a leggere.
br. Riferimenti all'Africa subsahariana, agli africani e alla loro diaspora affollano la vita e l'opera di Pier Paolo Pasolini, mescolando i piani dell'annotazione antropologica e dell'elaborazione letteraria. Le rappresentazioni dell'Africa e di tutto il Panmeridione nascono dall'attenzione di Pasolini verso il mondo contadino e dialettale italiano. Fondamentale in lui è la costruzione dell'altro", sia specchio di sé sia altro-da-sé. Il tassello africano è essenziale, e permette di interrogare numerosi nodi tematici: la permanènza di una "cultura coloniale diffusa" e del suo operante immaginario; le oscillazioni della nozione di "razza", con l'acme della legislazione razzista negli anni Trenta; la forza resistenziale anticonsumistica esercitata dai valori panmeridionali; il peso simbolico assunto dai processi di decolonizzazione; lo svilupparsi nel Black Atlantic di un discorso afrocentrico; il ruolo centrale delle migrazioni Sud/Nord in epoca postcoloniale; l'impostazione dualistica della questione meridionale e il concetto di "altro intemo al Paese"; la coesistenza di letture. "ufficiali" e "sentimentali" di Antonio Gramsci. E se quest'ultimo avrà un ruolo chiave per la nascita di cultural studies e postcolonial studies, Pasolini non è stato da queste aree di studio preso in considerazione, laddove il suo lavoro, sebbene ambivalente e non privo di tratti orientalisti, ci difende sempre da manicheismi e semplificazioni.
br. Pochi mesi dopo la Liberazione, nella Casa del Popolo di Lambrate, il comandante della 118 Brigata Garibaldi Giulio Paggio riunisce alcuni partigiani. Dice loro che la guerra non è finita, che bisogna riprendere le armi. La prospettiva ultima è quella di farsi trovar pronti, se la rivoluzione dovesse proseguire il suo cammino. Ma la spinta immediata, il pungolo all'azione, è il desiderio di stanare i fascisti impuniti, trovare quelli che sono sfuggiti al giusto castigo, e pareggiare finalmente i conti. Sotto la guida del "tenente Alvaro", la Volante Rossa ingaggia una lotta senza quartiere contro i rinati gruppi neofascisti, divenendo presto un punto di riferimento per i lavoratori milanesi. Tutti li chiamano: gli operai per difendere le fabbriche occupate dalla polizia, il PCI per il servizio d'ordine e la vigilanza notturna alle sedi del partito. Nel luglio 1948 il momento sembra arrivato: Togliatti è in un letto di ospedale, colpito da tre colpi di pistola. Gli uomini della Volante Rossa, armati di mitra e panzerfaust, si dirigono a bordo del loro camion verso una caserma dei carabinieri, intenzionati a prenderla d'assalto. Intanto, un'auto con a bordo un dirigente di spicco della Federazione milanese del PCI tenta disperatamente di intercettarli, prima che scatenino una guerra.
illustrazioni
illustrazioni a colori
illustrazioni
In-8 (cm. 22), cartonato editoriale, pp. 40, in gran parte con illustrazioni in bianco e nero e a colori. In buono stato di conservazione (good copy).
ill., br. "Imparate a leggermi bene", aveva ammonito Nietzsche. E imparare a leggerlo bene, a scoprire il significato recondito delle sue metafore astrali, il senso nascosto dietro alle sue poetiche immagini celesti è proprio lo scopo di questo libro. L'analisi storico-astronomica del contesto scientifico-culturale ottocentesco, la fedele ricostruzione delle letture di Nietzsche e l'indagine ermeneutica della sua abbondante metaforica celeste accompagnano il lettore alla scoperta del costituirsi del suo filosofare, a quella zona di pensiero che, procedendo dai risultati sperimentali della scienza dell'epoca, giunge, con esiti del tutto innovativi, a un campo diverso da quello d'origine: la riflessione filosofica. L'affinità tra Nietzsche e il contesto astronomico ottocentesco viene qui colta in una molteplicità di aspetti. La visione antiantropocentrica e a-finalistica, l'immagine della luce come metafora di una verità nuova e la proclamazione dell'inesistenza di un punto di vista assoluto vengono esplorate nelle loro analogie con le verità del pensiero scientifico moderno, dall'eliocentrismo copernicano alla propagazione della luce a velocità finita, per giungere infine al movimento dell'intero sistema solare. Da tale indagine la riflessione nietzschiana ne esce arricchita: sul piano storico acquista una maggiore profondità, su quello filosofico una nuova, crescente complessità.