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Prima edizione CON DEDICA Esemplare in ottime condizioni. Importante antologia di poeti e musicisti futuristi curata da Marinetti, Acquaviva, Farfa, Giuntini, con poesie, parolibere e spartiti musicali di: Angeli, Annaviva, Balestrieri, Barbanelli, Bellanova, Buccafusca, Civello, Corona, Cucini, D’Albisola, Dall’Asta, Desiderio, Ferrero, Giardina, Goretti, Masnata, Pattarozzi, Pennone, Sanzin, Scurto, Sorrento, Tedeschi, Vercelli. Notevole layout disegnato da Acquaviva, un bianco e nero di Prampolini e un disegno parolibero di Cangiullo ornano il testo. Collaudo parolibero originale a cura degli autori: «Canzoni passate passatiste futuriste», contiene al suo interno un’aeropoesia di Marinetti (s.tit. ma si tratta di Bombardamenti, già in L’Esercito italiano 1942). Cammarota, Marinetti, 247; Id., Futurismo, Libri di aa. vv., 91; Salaris, Bibliografia, p. 78b.
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Raro catalogo della mostra 20-31 dic. 1942. È l’ultima collettiva di aeropittura, e penultima mostra futurista tout court (seguita solo dalla ‘Mostra primaverile futurista’, Savona mar.-apr- 1944). Contiene lo scritto di Marinetti «L’Aeropittura futurista inizia una nuova era della plastica», ricorrente nei cataloghi fin dalla prima apparizione in ‘Stile futurista’ 2 (ago. ’34), qui preceduto dalla nota originale: «Dopo 4 mesi di guerra al fronte russo ora in licenza a Roma inauguro con gioia questa mostra che vuole collaborare alla sicura vittoria contro il disfattismo di molti passatisti nemici del nostro ottimismo italiano novatore». Segue l’elenco delle opere esposte (Tato è il più rappresentato, con 16 opere) e chiude la riproduzione di un quadro di Ambrosi (Crociera atlantica Balbo 1932) in taglio basso della penultima pagina. Aa. Vv., Prampolini, p. 497; Nuovi archivi del futurismo, I, 1942/5
In-8 gr. (mm. 264x229), brossura originale in carta rossa con ampia unghiatura e titolo parolibero a colori al piatto anteriore (picc. strappetti marginali; macchioline al piatto, con una piccola annotazione manoscritta al margine superiore esterno), pp. (16). Testo in rosso e nero su carta arancione. "Prima edizione italiana". “Questo aeropoema è stato radiodiffuso dall’eiar - il 19 giugno XVI° - per la declamazione dell’eccellenza f.t. marinetti sansepolcrista accademico d’italia creatore del futurismo - pubblicato in edizione tedesca a berlino nel 1938 XVII° e declamato dal poeta luigi scrivo e dall’autore a roma - milano ecc.” (così si legge al frontespizio). Cfr. Cammarota, F.T. Marinetti, p. 168, n. 99 - Salaris, Storia del futurismo, p. 269: “Dal punto di vista della ricerca sperimentale tipografica l’opera più nuova è "L’aeropoema futurista.." di Bruno Aschieri, impaginato e costruito graficamente da Enrico Bona. La copertina di cartoncino rosso con inchiostri di vari colori, ha una grafica di forte eleganza costruttiva; all’interno il testo è stampato in nero su pagine di carta gialla e i titoli sono in rosso; ogni componimento è contrassegnato da un numero, sempre in rosso, più volte ripetuto come in un fregio geometrizzante, che corre sul limite esterno della pagina”. Esemplare ben conservato, con dedica autografa dell’A. sul frontespizio, datata “Milano, nov. XX°”: “Al buon Bielli / ancora una volta / Principe de’ Movimentisti / con immutata affettuosa / cordialità / Aschieri”.
n. 44 numeri della rivista settimanale di ambito futurista, ognuno corredato con illustrazioni applicate, curiosità, pubblicità dell'epoca. Si vende in blocco. Il costo della spedizione dipende dal peso dell'intero blocco.
5974 pages in 4.Milan le 11 avril 1912. Edition originale RARE avec son rare supplément de 4 pages in 4 du 11 août 1912 une légère trace de pliure.sinon Très bon état
Catalogo originale. Ottimo esemplare. Raro catalogo della personale di Carrà a Milano, 18 dic. 1917 - 10 gen. ’18: 73 opere dalla fase analitica a quella metafisica. Contiene il notevole ritratto lirico «Carrà» di Paolo Buzzi (qui in edizione originale?), e un testo programmatico originale dell'artista, di memoria e congedo («Fu gioia di amici veri presentaci un dì unti, ma ora [...]), alternato a belle riproduzioni b.n. piena pagina di opere. Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, p. 52; Nuovi archivi del futurismo, 1917-1918/1
198066753ABFirenze., Coedizioni Spes-Salimbeni., 1980. 38 x 28 x 10 cm. OWellpapp-Kassetten., 66753A 4 Kassetten. Kassetten angestaubt, die erste Kassette an den Seitenlaschen aufgeplatzt. Sonst sehr gutes Exemplar.
Edizione originale. Ottimo esemplare (normale uniforme brunitura) completo del “prière d’insérer” in forma di depliant a otto facciate interamente stampate, con un lungo testo di introduzione all’opera. Straordinario libro d’artista dove i versi di Cominetti sono intercalati dalle notevoli e incisive vignette di Cirillo e Santagata, con uno stile, una frequenza e un’impaginazione sorprendente che ricorda quella delle graphic novel. Il poeta celebra la guerra come strumento di liberazione esaltando i grandi avvenimenti del Risorgimento: le cinque giornate di Milano, i Mille, il Benaco e l’Adige, il Carso, il patriota genovese Balilla alias GB Perasso, Roma e il Piemonte... Molto raro. Cammarota, Futurismo, 119.2
Edizione originale. CON DEDICA Ottimo esemplare pregiato dalla dedica autografa di Depero ala prima carta. Catalogo dell'ottantottesima mostra personale, nell'agosto-settembre a Rovereto. Belle fotoriproduzioni, e scritti di vari. Cammarota, Futurismo, 169.18.
Edizione originale molto rara. Minimi segni del tempo marginali, complessivamente un ottimo esemplare. Fondamentale testo teorico di Depero sul teatro plastico, corredato da 12 belle riproduzioni delle marionette e dei disegni preparatori in grande formato.
Prima edizione. Esemplare fresco e pulito, con qualche difetto marginale alla copertina (piccola mancanza agli angoli del piatto anteriore, che è leggermente fiorito; dorso lievemente scurito con lieve gora al piede). Raccolta di poesie con diverse soluzioni parolibere di notevole impatto grafico. È l’unico libro futurista dell’autore, poeta della primissima generazione (il gruppo storico di «Poesia: rassegna internazionale») poi perduto alla causa avanguardista nel primo dopoguerra. Memorabile la copertina, progettata dall’autore e dall’editore (Marinetti), che lo rende uno dei libri più immediatamente iconici della prima stagione futurista. Presso le “F.T. Marinetti Papers” della Beincke Library (Yale Uni) è conservata la lettera con cui l’editore scrive al tipografo romano i dettagli dell’edizione: «Milano ... 19-3-15 | Egregio Sig. Armani, siamo rimasti definitivamente d’accordo col sig. Auro d’Alba che il prezzp totale definitivo del volume “Baionette” (compresa la copertina) 1.500 copie sarà di L. 575.– ...». Cammarota, Futurismo, 133.1 e ripr. p. II n. 4
Rarissimo numero d’esordio della prima rivista d’arte inventata e diretta da Raffaello Giolli, «quella che può considerarsi la prima rivista italiana di arte contemporanea, nata come un bollettino dal nome ‘1927. Problemi d’arte attuale’, trasformatasi poi in ‘1928’, ‘1929’, e divenuta, dal novembre del 1929, ‘Poligono’» (DBI s.v. Giolli). Straordinaria esperienza che spazia dall’arte all’interior design con grande attenzione a dettagli tecnici, materiali da costruzione ecc. Gli articoli non sono firmati o lo sono con pseudonimo per scelta esplicita, dichiarata nel manifesto «Mancano le firme» (p. 12). Tra i contenuti, La Milano di Cascella (citato a più riprese Giandante X), Un negozio modello: “La Moda Nuova” dell’Arch. De Finetti, Il mobile di Chessa, la Conversazione classica di Gio Ponti (manifattura di Doccia per Richard Ginori), piatti e vassoi in rame e metallo bianco di «Michaelles (Thayaht)», modello di macelleria di Casorati. Qualche sfrangiatura ai margini della copertina e altri minimi segni del tempo, nel complesso molto ben conservato.
Edizione originale. Straordinario esemplare pregiato da invio autografo dei genitori del poeta, scomparso appena ventenne nel novembre 1916: «In segno di affetto | Famiglia Franchi». Normali segni del tempo marginali alla copertina; interno in ottime condizioni. Rara opera prima e postuma poiché l’autore morì poco più che ventenne per un incidente nel novembre 1916. Collaboratore de «L’Italia futurista», a Oscar Mara è dedicata gran parte del numero I:11, 1 dicembre 1916, nonostante un dibattito accesosi in redazione che vedeva Marinetti nettamente contrario a necrologi e piagnistei su un giornale che doveva essere prepotente grancassa propagandistica di guerra e di futurismo. «Nei suoi versi, si destruttura con spigliatezza ed energia la materia d’ispirazione di fondo, che è di matrice crepuscolare e liberty. Alcuni risultati sono particolarmente suggestivi» (Piscopo, voce del Diz. Fut.). Cammarota. Futurismo, 295.2
In-4 p. (mm. 295x230), volantino a doppia pagina, titolo al verso, con anche elenco dei 19 “Manifesti del Movimento futurista”.. “Questo programma vincerà il programma clerico-moderato-liberale - il programma democratico-repubblicano-socialista”. "Prima edizione", in formato grande. Cfr. Tonini “I manifesti del Futurismo Italiano”, p. 47, n. 66.1: “Pubblicato in occasione delle elezioni politiche del 1913 svoltesi il 26 ottobre (1° turno) e il 2 novembre (ballottaggi) - Salaris, p. 84. Con ingialliture, tracce di scotch alla piega e picc. strappi, ma buon esemplare.
Carta intestata Hotel Corso - Splendid Milan. "Carissimo, Spero vederti presto a Venezia. Intanto ho pregato Enrico Prampolini di sostituirmi in tutto ciò che riguarda la sistemazione della sezione degli Aeropittori Futuristi. Questa, vedrai, sarà degna della Biennale che tu dirigi con eleganza e genialità...".
In 8, pp. (96) con ill. n. t. e tavole musicali. Interessante antologia che contiene un collaudo degli autori, una serie di canzoni di Marinetti, Acquaviva, Angeli, Annaviva, Balestrieri, Barbanelli, Bellanova, Buccafusca, Civello, Corona, Cucini, D'Albissola, Desiderio, Farfa, Ferrero, Gilardina, Giuntini, Goretti, Masnata, Pattarozzi, Pennone, Sanzin, Scrivo, Scurto, Sorrento, Tedeschi; una tavola parolibera di Cangiullo; musica di Ferrato Fonario Giuntini; Aeropitturedi Peruzzi e Prampolini; pagine musicali di disegnatre da Acquaviva, Dall'Asta, Vercelli. Gustosa brossura con scritte litografiche.
Prima edizione. Brunitura marginale, ma ottimo esemplare con copertina beige chiaro / grigiastro (ne esistono copie con copetina blu e copertina verde). Rara prima edizione in volume della famosa «descrizione lirica» della battaglia. Cammarota, Marinetti, 33 (e 34)
Prima edizione italiana. CON DEDICA Ottimo esemplare pregiato dalla dedica autografa dell’autore al frontespizio. Traduzione di Decio Cinti del poema interventista-antiaustriaco Le Monoplan du Pape. Menzione fittizia di 9° migliaio al piatto posteriore, mentre il riquadro verde all’anteriore annuncia: “Pubblicato in francese 2 anni fa, a Parigi, Tradotto (scopo propaganda) oggi 1914”. « ... il vol. fu distribuito solo a partire dal maggio 1916» (Cammarota). Cammarota, Marinetti, 49
PRIMA EDIZIONE, raccolta di parolibere a sfondo iberico preceduta dall’inedito «Testamento di Negro II, toro di Andalusia» e seguita da una miscellanea di testi teorici sulle parole in libertà. Cfr. Cammarota, Marinetti, 155: «La cop. di Prampolini riprende e modifica il suo quadro La corrida, del 1929». Ottimo esemplare.
Prima edizione. CON DEDICA Ottimo esemplare a fogli chiusi pregiato da invio autografo dell’autore. Raccoglie Prigionieri: 8 sintesi incatenate già in “900” II.3, primavera ’27) e Vulcani. 8 sintesi incatenate. Le opere esordirono a Roma rispettivamente nel 1925-26, con le scene di Prampolini qui nei bozzetti a colori. Completa l’opera lo spartito musicale ‘Preludio a Prigionieri’ di Casavola. Cammarota, Marinetti, 124.
Edizione originale. Esemplare in più che buone condizioni (piccola mancanza al dorso; firma di possesso d’epoca al frontespizio; normale uniforme brunitura alle pagine interne). Romanzo d’avanguardia steso in forma in parte diaristica, in parte epistolare, in parte parolibera. Straordinario documento sulla malattia e sulla questione femminile e la percezione della donna al principio degli anni ’20 in Italia, composto dall’attrice Enif Angiolini sposata Robert, di Prato, che aveva fatto il suo esordio sulle colonne de «L’Italia futurista». -- La tiratura fu legata con due brossure: una prima emissione con la tipica grafica elaborata da Venna per i titoli Facchi (vedi Isola dei baci prima ed.; Madrigali e grotteschi di Corra ecc.), stampata in rosso; la presente emissione, caratterizzata da un notevolissimo disegno di copertina a colori sempre del Venna (con uno stile e un’impaginazione che ricordano da vicino l’analogo caso della seconda edizione de «L’isola dei baci»). Cammarota, Marinetti, 72
Comunicato originale. Ottime condizioni. Pubblica un estratto “Dal 2° Manifesto futurista ‘Uccidiamo il chiaro di luna’ - Aprile 1909”, con la premessa: «Questo discorso, che sei anni fa parve pazzesco, oggi è rigorosamente logico». Tonini. I manifesti, 3.7.
Edizione originale, prima tiratura. Edizione originale nella prima tiratura del giugno 1905, seguita appena in ottobre da una seconda. e’ la prima opera teatrale di Marinetti, rilanciata con successo da Lugnè-Poe (già regista di Jarry) al Théâtre de l’Œuvre di Parigi nell’aprile 1909 e tradotta in «Re Baldoria» nel 1910 per Treves. Cammarota, Marinetti, 8
Prima edizione, prima tiratura. Più che buon esemplare (uniforme brunitura, minima traccia della piegatura orizzontale, con breve lacerazione al bordo destro). Prima tiratura riconoscibile poiché in calce dell’ultima pagina reca l’avviso «NB. - Balilla Pratella pubblicherà fra un mese il Manifesto tecnico della Musica futurista». Il «Manifesto dei musicisti futuristi» è il primo intervento futurista sulla musica, e fu composto e pubblicato in fretta subito dopo che Marinetti e Pratella si erano conosciuti, in agosto, all’esecuzione della «Sina dei Vargoni». Evidente fin da subito fu l’intento di replicare lo scheda “manifesto generico / manifesto tecnico” adottato con i pittori futuristi qualche mese prima. La storia editoriale dei manifesti pratelliani è molto complessa e solo ultimamente sta venendo chiarita dagli studiosi: nei due principali repertori di riferimento (Tampieri e Tonini) l’ordine delle stampe varianti è indicato in maniera erronea, poiché per lungo tempo si riteneva che la tiratura con l’annuncio del manifesto tecnico «fra un mese» fosse successiva alla tiratura senza l’avviso; invece è proprio il contrario — precisi riscontri testuali con le menzioni del manifesto nella stampa coeva lo confermano senza ombra di dubbio — e la seconda tiratura senza l’avviso uscì nel 1911, dopo che il manifesto tecnico era già stato pubblicato (ecco perché manca l’avviso). «Delays and difficulties marked the publication of Pratella’s second manifesto, “La musica futurista: Manifesto tecnico”. Although announced at the bottom of “Manifesto dei musicisti futuristi” as being ready “within a month”, Pratella only finished it in December 1910; but then it was kept on hold until March 1911, amidst protests by the author» (Coronelli, The Futurist Manifestos of Early 1910, IYFS 12, 2022, in print). Tonini, I manifesti, 22.2 (con imprecisioni); Tampieri, Pratella, p. 396-s n. 35-prima ristampa (con imprecisioni)
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare numero 144 di una tiratura 1-300 «sur Lafuma», pregiato da dedica autografa dell’autore Le Bret. Mancanza all’angolo di testa della prima carta (rimozione del destinatario della dedica), per il resto in ottime condizioni. Il saggio è impreziosito da dieci xilografie di gusto futurista della Saint-Point: un autoritratto e nove pose “metachoriche”. «Ancora nel 1913, presenta al Théatre des Champs-Elysées la Métachorie, genere di espressione corporale attraverso cui cerca di introdurre nel balletto i principi della rivoluzione estetica avvenuta in pittura. [...] L’idea [...] anticipa i principi enunciati da Marinetti nel suo manifesto sulla danza e ne prefigura gli esiti successivi. Nel 1917, il balletto Métachorie viene eseguito dall’autrice sulla scena del Metropolitan Opera House di New York, dopo aver fatto il giro in Europa» (Diz. Fut., p. 377a). «La complessità di questa danza pantomimica sperimentale è risolta iconograficamente nel 1923 grazie all’ausilio della xilografia: nel libretto di Henri Le Bret “Essai sur Valentine de Saint-Point” esce una suite di nove incisioni raffiguranti i “gestes métachoriques”; i legni sono lavorati direttamente da Saint-Point, che sigla “VSP”, e offrono spunti sicuramente futuristi nel tentativo di registrare insieme movimento e simbologia della danza “ideista”. La figurazione dei volumi del corpo tramite brevi tratti di punta fitti e sottili, usati poi in spirali e volute a rendere movimento ed energia, fa pensare ad alcuni momenti di Marchi e soprattutto a Spartaco di Ciolo: con la differenza, non banale, che qui l’artista inverte il segno negativo-positivo e usa i bianchi per i contorni, alla maniera delle “impressioni sulla lavagna”, come Bot amava chiamarle» (I futuristi e l’incisione, p. 93). Salaris, Pentagramma elettrico, pp. 122-124; Ead., Filippo Tommaso Marinetti (Firenze 1988), p. 121 nn. 154-161; I futuristi e l’incisione (2018), n. 118