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Edizione originale. Eccellente esemplare, rarissimo in queste condizioni. Raro. Romanzo con interventi paroliberi, Curiosità: a p. 196 l’espressione «vatti a far chiavare» è stata trasformata dalla censura in “Vatti a far trapanare”. Tiratura di 750 copie per Cammarota. Cammarota, Futurismo, 422.8
Edizione originale. CON DEDICA Più che buon esemplare pregiato dalla dedica autografa del curatore, Salvo Tomaselli (minimi segni del tempo marginali alla copertina, che presenta inoltre un timbro di proprietà di avvocato catanese; timbro ribadito al frontespizio; angolo superiore della copertina posteriore integrato tramite restauro senza mancanze di testo; una lievissima gora nello stesso punto delle ultime due carte). Rarissima edizione della traduzione di Antonio Bruno (manca del tutto a ICCU e anche alla bibliografa di Domenico Cammarota, che pure registra puntualmente ogni altro suo scritto — non necessariamente futurista), stampata a cura dell’amico Tomaselli pochi mesi dopo il suicidio dell’autore. Pagina dedicatoria a Bruno Corra, «mio maestro ed amico».
Edizione originale. Esemplare stampato in inchiostro sanguigna (ne esiste anche una variante stampata in blu), con stampigliato di traverso al margine destro: «cinematofuturista», e al retro, in taglio basso: «cinematofuturista | torino | città | FUTURISTA». In ottime condizioni di conservazione, quasi interamente integro. Poster réclame di grande impatto visivo per l’evento del primo film ufficiale del movimento futurista: «Si tratta senza dubbio del reperto di cinema futurista più iconico e impressionante dal punto di vista grafico: un poster di cm 64 x 44 a stampa cubitale solo recto, con grafica di grande impatto e modernità. Il poster è noto in due tirature pressoché identiche ma una stampata interamente in vivace inchiostro sanguigna, l’altra in inchiostro blu elettrico» (Coronelli). -- Elementi stilistici e contenutistici hanno portato recentemente a metter in dubbio la datazione al 1916, usualmente attestata nei cataloghi antiquari e nel repertorio dedicato da Paolo Tonini ai «Manifesti del futurismo italiano», oppure la versione leggermente diversa attestata da Giovanni Lista nel suo libro sul «Cinema futurista» del 2010 («manifesto per una tournée del film “Vita futurista” progettata all’inizio del 1917»): «Le caratteristiche tecniche del reperto ben si combinano con una collocazione primonovecentesca: carta satinata — molto usata, quindi completamente caduta in disuso nel corso del secondo Novecento — e stampa tipografica a caratteri di legno. L’aspetto grafico porterebbe a escludere gli anni Dieci, collocando piuttosto il documento nella decade intermedia 1925- 1935 – senza scartare aprioristicamente l’eventualità che il poster possa essere ricondotto a un progetto-revival del dopoguerra» (Coronelli). -- «“Vita futurista”, lungo 900 metri, con la partecipazione di Marinetti, Corra, Settimelli, Chiti, Balla, Nerino, Nannetti, Venna, Spina. [...] il film conteneva diverse trovate dell’arte d’avanguardia: una sequenza di “cinema diretto”, l’ingrandimento e il distanziamento degli oggetti, alcune immagini astratte di ombre e linee in movimento, il ricorso agli specchi deformanti, ecc. [...] per il loro film, i futuristi adottarono il modello della scena del varietà, con i suoi numeri ritmicamente concatenati nella più assoluta eterogeneità di forma e contenuto. [...] si trattava della stessa scelta che alimentava la rivoluzione teatrale futurista con le “sintesi”, le “sorprese” e le improvvisazioni sceniche. [...] in modo generale, il film rifletteva così il connubio dei futuristi con il mondo del teatro di varietà (Petrolini, Spadaro) e del cinema comico popolare (Polidor, Ridolini) […]» (Diz. Fut., p. 272a-b). Tonini, I manifesti del futurismo italiano, n. 103.2; Lista, Il Cinema futurista (2010), illustrazione dopo p. 64; Coronelli, Reperti cartacei del cinema futurista sul mercato antiquario: il poster “Primo film futurista” (Convegno internazionale nei cento anni del Manifesto della cinematografia futurista, Bologna 2015: 157-167)
Edizione originale Ottimo esemplare (normali minimi difetti ai bordi della copertina). Il raro numero V,8 (spesso indicato erroneamente come n. 3, dall’errore in copertina) del mensile di critica d’arte diretto da Giolli dedica ampio spazio ai futuristi, con i contributi «Aeropittura» e «Scenografia». Interessante e originale è l’ampia sezione iconografica, valorizzata dal formato del mensile: 4 tavole recto/verso con 19 immagini in bianco e nero per l’aeropittura; 2 tavole a colori recanti al recto le belle scene di Prampolini per «Prigionieri e Vulcani» di Marinetti (1927) per la scenografia. Nel resto del fascicolo: lettera aperta di Giolli all’On. Farinacci; «Ritratti chinesi» di G. Nicodemi; «L’arte di Carlo Bonomi» di E. Emanuelli. Raro. Salaris, Riviste, p. 554ss. (con imprecisioni)
Edizione originale. Timbro di biblioteca privata al frontespizio. Ottimo esemplare, uno dei «200 esemplari numerati stampati su carta speciale patinata» (copia non numerata). Raro. Cammarota, Marinetti, 163; Salaris, Bibliografia, p. 70a (s.v. Thayaht)
Edizione originale. Ottimo esemplare. Non comune e importante antologia di aeropoesia. Comprende componimenti di: Pattarozzi, Buccafusca, Geppo Tedeschi (curiosamente assente dalla lista in frontespizio e copertina), Sanzin, Giardina, Masnata, Castrense, Averini, Scurto, Farfa e Marinetti. Scritti introduttivi di Marinetti e di Pattarozzi (sotto la sigla «Mediterraneo futurista»): «16 anni dopo la pubblicazione della Seconda Antologia di poesia futurista (I Nuovi poeti futuristi - Ediz. di Poesia - Roma, 1925) le nostre Edizioni sganciano dal cielo colorato di vittoriosa prima vera mussoliniana questa Carlinga di versi liberi e parole in libertà gonfia di altoesplosivo lirico esaltante l’Italia adorata in armi». Cammarota, Futurismo, Libri di aa. vv., 84
Prima edizione nell’ultima e definitiva tiratura. Eccellente esemplare, fresco, pulito e senza alcuna seppur minima lacerazione. Non comune stampa definitiva della prima edizione del «Manifesto tecnico della pittura futurista», il manifesto fondamentale che gettò le basi teoriche del futurismo pittorico. Composto nel mese abbondante che trascorse tra la serata d’esordio dei pittori futuristi l’8 marzo al Teatro Chiarella di Torino, e il 19 aprile (data di un articolo di De Grubicy sul «Secolo» che ne accusa ricezione), il manifesto uscì inizialmente con la firma di Aroldo Bonzagni (secondo le ultime ricerche, ne furono effettuate più stampe diverse a breve seguire l’una dall’altra). Qualche tempo dopo, Marinetti fece realizzare una stampa definitiva dove si trova il nome di Giacomo Balla al posto di Bonzagni. Questa nuova stampa contiene anche una non banale variante testuale: laddove a pagina due (quarto paragrafo) le stampe precedenti hanno «corrente scientifica» qui troviamo «corrente di libertà individuale». Inoltre, la pagina del bifolio misura 220 mm in larghezza, contro i 230 usuali dei manifesti futuristi (che è la misura anche della prima tiratura). -- «As events unfolded, Aroldo Bonzagni left the group, Giacomo Balla entered the fold, and a fourth printing of the technical manifesto was undertaken, featuring the signatures of the definitive quintet of Futurist painters. The text of this new leaflet was entirely recomposed, using a similar but different font, with small adjustments and only one significant change: in the paragraph where the Futurist painters draw a parallel between the “enlightened individual research [that] has taken the place of […] dogma in all fields of human thought” and the “vivifying current of individual freedom” that should “replace academic tradition” in art, the earlier printings have “vivifying scientific current”, whereas the definitive printing uses the phrase “vivifying current of individual freedom”. When exactly the last and definitive printing of the “Manifesto tecnico della pittura futurista” took place, will probably remain an unsolved question. The documents [...] suggest that it was not done before September 1910, i. e. four months after the announcement of Giacomo Balla’s entry into the group of Futurist painters. It may well be that this version was only printed and distributed together with the other propaganda material that Marinetti had lined up in great quantities to prepare the Italian public for the second season of Futurist serate in 1911» (Coronelli). Coronelli, The Futurist Manifestos of Early 1910 (IYFS 12, 2022, in print), fig. 3b & Appendix 3.1.4; Tonini, I manifesti del futurismo italiano, 9.2
Catalogo originale. In ottime condizioni. In calce al frontespizio indicazione di tiratura «Dritte bis fünfte Auflage des Katalogs» (terza-quinta tiratura), forse legata alla proroga della mostra fino al 31 maggio. Catalogo della mostra organizzata nella primavera del 1912 da Herwarth Walden, direttore di «Der Sturm»; terza tappa della tournée europea dei pittori futuristi, dopo Parigi e Londra. Contiene il «Manifest des Futurismus», il testo «Die Aussteller an das Publikum» – comune a tutti i cataloghi di detta tournée – e il «Manifesto dei pittori futuristi» (tradotto semplicemente come «Manifest der Futuristen»). Editorialmente, il catalogo segue quello di Londra, espungendo chiaramente Balla anche dall’elenco degli artisti in frontespizio (il nome rimane quale firmatario dei testi) e risistemando la numerazione del catalogo a 35 opere complessive con il ‘nuovo’ Russolo che sostituisce l’assente Balla; conforme a Londra anche l’impaginazione degli 8 clichées, i testi e il breve commento che segue le opere. «[...] l’autentico esordio del futurismo in Germania avviene a Berlino, il 12 aprile 1912, con l'apertura alla Galleria Der Sturm della mostra di Boccioni, Carrà, Russolo e Severini» (Diz. Fut.); «[...] seconda mostra [= Zweite Ausstellung] della rivista d’avanguardia ‘Der Sturm’» (NAF). Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, p. 21-s; Nuovi archivi del futurismo, I, 1912/5; Diz. Fut., p. 516c; Futurismo: Filippo Tommaso Marinetti e l’avanguardia giuliana (cat. Gorizia 2009), n. 53
Edizione originale. Esemplare completo del raro allegato con l’elenco delle opere esposte — fondamentale elemento di completezza del catalogo; leggere tracce del tempo al piatto superiore, fresco e pulito all’interno: in complessive più che buone condizioni. Non comune catalogo della mostra del novembre 1931 alla Galleria Pesaro, uno dei momenti espositivi più importanti per l’aeropittura, «... fondamentale per le diverse posizioni aeropittoriche» (NAF): «Ed è in quest’ultima mostra che ben si colgono le diversità e divergenze tra gli aeropittori: in catalogo dopo il Manifesto, vengono pubblicate dichiarazioni personali e di gruppo [...]» (Diz. Fut., p. 4b). All’introduzione di Marinetti segue il manifesto «Aeropittura futurista», sottoscritto da Balla, Benedetta, Depero, Dottori, Fillia, Marinetti, Prampolini, Somenzi, Tato. Seguono in prima edizione brevi scritti di teorici dei vari gruppi futuristi, tra cui quelli poi conosciuti come «Manifesto degli aeropittori torinesi» e «… degli aeropittori milanesi» e il saggio «Scenografia futurista» di Prampolini (estratto dalla rivista «Noi», 1924). 15 tavole delle opere esposte, relative a lavori di Munari, Prampolini, Dottori, Bot, Thayhat, Tato. Nuovi archivi del futurismo, I, 1931/a-b; Tonini, I manifesti del futurismo italiano, 253.1 e 254.1
Locandina cm 33 x 35 circa, leggeri segni di pieghe al centro con restauro in un paio di punti in corrispondenza della piegatura del foglio. Rarissima locandina del Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia, teatro "sperimentale sovvenzionato dallo Stato" come indicato in testa. La parte centrale e' riservata alla promozione dello spettacolo "Carmen", opera lirica in un prologo e 3 atti di Antonio Aniante, da rappresentarsi il 13 febbraio 1930, con indicazione di personaggi e interpreti, musiche, regia (quest'ultima di Carlo Ludovico Bragaglia, fratello di Anton Giulio). Compaiono anche, in un riquadro centrale, alcune note relative al drammaturgo ("Aniante riesce a mantenersi in un equilibrio da stravillaggio pericoloso come il funambolismo clownesco che la sua arte rievoca cosi' insistentemente") e al testo. Ai lati del foglio compaiono riferimenti ad opere in corso di stampa (Bragaglia, Evoluzione del mimo; e altre...) o mostre curate dalla casa d'arte Bragaglia (Umberto Maganzini). Il teatro degli Indipendenti, una sorta di cabaret espressionista all'italiana, fu fondato nel 1922 e chiuso nel 1931. Nell'arco della sua attivita', fu una palestra di polemiche e discussioni, alternando al repertorio futurista, autori come Apollinare, Wedekind, Strindberg, O' Neill, Brecht. Nella lotta per il rinnovamento del teatro italiano, va senz'altro messo in prima linea il nome di Bragaglia che fondo', peraltro, il primo teatro stabile con finalita' artistiche guidato da propositi di aperta rivolta contro il passato, peraltro in piena sintonia con il dettato futurista. Bragaglia, scenografo, fu anche prolifico autore di testi e studi sul teatro. "Carmen 30" e' un'opera lirica parodica che suggella il sodalizio tra Bragaglia e Aniante: il regista-mentore subisce la fascinazione dei drammi irrazionali anianteschi, le sue improbabili commedie contrassegnate da un curioso antirealismo, prive di progressione nell'azione, stipate di figure che si muovono in una sarabanda carnevalesca, nella quale un ruolo trascinante e' riservato ai "trucchi" del decor escogitati dal fantasioso Bragaglia.
In 8 (cm 16 x 22), pp. 105 + (7). Fogli chiusi. Brossura editoriale illustrata dall'Autore con stelle e titolo in blu. Edizione originale di questa raccolta di 37 testi poetici paroliberi di Armando Mazza (Palermo, 1884 - Milano, 1964), poeta, giornalista e declamatore futurista preceduti dall'introduzione di Marinetti che scrive: "la voce di Mazza echeggia ancora in quella camera dove nacque il futurismo. [..] Non vi faro' [...] la storia del Futurismo. Mi accontentero' di parlarvi della tappa da noi raggiunta nel durissimo cammino ascendente verso le cime magnetiche di un lirismo assoluto. Questa tappa si chiama: le parole in liberta'. Firmamento - il titolo non potrebbe essere piu' appropriato: le immagini, infatti, sfavillano come costellazioni - e' l'espressione parolibera di un temperamento lirico ultrapotente, originalissimo, impetuoso e insieme ultrasensibile". Edito nel 1920 con dedica all'amico Paolo Buzzi, 'Asso della Poesia d'Italia', Firmamento e' un libro rappresentativo della poetica futurista. "La punteggiatura scompare per garantire uno stile vivo; la sintassi e' sovvertita, mentre il lessico, audacemente rinnovato, viene forgiato in virtu' delle immagini che deve evocare... Sul piano dei contenuti, la modernita', la metropoli e la velocita' rappresentano i miti futuristi cantati dall'autore ai quali e' sottesa una radicale polemica nei confronti del culto della tradizione e del conformismo" (B. Stagnitti, "Dal 'vento da nevai' ai 'docili alisei': Armando Mazza poeta", 2014). Cammarota, Futurismo, 319.5. Salaris, Storia, p. 108.
Prima edizione italiana. Ottimo esemplare dalla biblioteca di Luce Marinetti, come da timbro ex libris «LM» al frontespizio. Raffinata veste editoriale futurista, dovuta al genio grafico di Bona che cura sia la copertina che il modernissimo layout interno, facendone uno dei più bei libri d’artista del tardo futurismo. In frontespizio si legge: «Questo aeropoema è stato radiodiffuso dall'Eiar - il 19 giugno XVI° - per la declamazione dell'eccellenza F.T. Marinetti Sansepolcrista Accademico D'Italia creatore del futurismo - pubblicato in edizione tedesca a Berlino nel 1938 XVII° e declamato dal poeta Luigi Scrivo e dall'autore a Roma - Milano ecc.». Cammarota, Futurismo, 13.6
290x230 mm, un foglio stampato in inchiostro nero al recto e al verso. Edizione originale, l’esempio più strano ed affascinante di come l’autore «riesc[a] a ‘futuristizzare’ ed a ‘meccanizzare’ ogni aspetto ed ogni situazione: dal teatro e quindi dall’arte, alla natura, alla vita stessa» (Diz. Fut., p. 90b). Cfr. Tonini. I manifesti, 195.1: “E’ il primo manifesto pubblicato con la menzione della nuova sede di Roma, Piazza Adriana”. Ottimo esemplare.
Edizione originale. Esemplare eccezionalmente ben conservato. Rarissimo: manca completamente ai repertori istituzionali tipo ICCU e OCLC. Nona uscita del periodico/collana di Bernasconi, una delle più interessanti espressioni del fascismo cosiddetto ‘di sinistra’, stampata dal luglio 1933 («Colpo alla borghesia» di M. Gallian) al 1935 per una decina scarsa di fascicoli. Il progetto, unitario ma articolato in fascicoli monografici su vari temi di attualità tra politica e cultura, trova particolare coesione nel formato quadrotto e nella grafica modernissima, a tratti futur-costruttivista, di Daniele Crespi. -- Il presente quaderno ospita il lungo saggio del Generale Baldini (esperto di teoria e tattica militare che ebbe modo di mettersi in luce già durante la prima guerra mondiale) originariamente pubblicato nel numero di ottobre 1933 della rivista specialistica «Esercito e nazione», seguito da una coda integrativa apparsa nel maggio ’34 sul «Giornale d’Italia». Nelle pagine paratestuali, stampate su leggera carta colorata, articoli degli abituali redattori dei «Quaderni»: Bernasconi (Creare forze antiborghesi), Ernesto Marchiandi (segnato come co-direttore, firma «Elementi per la rivoluzione continua»), Edgardo Sulis (Da guerriero a soldato), Manlio Pompei, V. Branzoli-Zappi, P.M. Bardi (L’architettura delle caserme), Guglielmo Scalise, Amedeo Tosti, Nino Guglielmi, Ugo Manunta (L’utopia del salario giusto), Eugenio Morosini.
Roma, Unione Editoriale d’Italia, 1940. In 8vo grande (cm. 24); bella copertina illustrata con “Aereo parolibero”; carte 30 + 2 + una tavola su carta patinata con ritratti fotografici di Marinetti, Scrivo, Bellanova. Lunga DEDICA autografa di Piero Bellanova “... questo irrequieto volo di collaudo futurista...”. Axs
Edizione originale. Ottimo esemplare. Catalogo della prima mostra postuma al Palazzo Cova, 28 dicembre 1916 - 14 gennaio 1917, registrato da Domenico Cammarota quale libro postumo di Boccioni. Il geniale pittore futurista era morto sotto le armi, ma per un banale incidente a cavallo, il 17 agosto di quell’anno. Commovente scritto prefatorio originale di Marinetti, segue intero «Il dinamismo plastico», denso articolo punto di arrivo della teorica boccioniana, uscito per la prima volta su «Lacerba» (I,24, dicembre 1913) quindi architrave del «Pittura scultura futuriste (dinamismo plastico)»; seguono i giudizi della stampa, 22 riproduzioni b.n. di opere, elenco delle opere. Due fotografie di Boccioni alle prima pagine, un primo piano e l’artista in divisa a cavallo. «La più grande esposizione di opere di Boccioni (quasi 350) è inopinatamente anche la prima retrospettiva della sua opera. [...] un orgoglioso primo atto di autostoricizzazione della creatività futurista» (NAF) Cammarota, Futurismo, 40.3; Pacini, Esposizioni futuriste 1912-1918, p. 50-s; Nuovi archivi del futurismo I, 1916-1917/1
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare n. 66 per Nelson Morpurgo, ben completo della firma autografa dell’autore. In condizioni più che buone, è lievemente scolorito ai piatti, brunita ai bordi e con residuo di ruggine alla graffetta. Rarissima placchetta tirata in soli 150 esemplari ad personam numerati e firmati dall'autore, stampate su carta azzurra. Cammarota, Futurismo, 68.32.
Importante insieme composto da: 1) Libretto in 32 pp. 24 con ill. Br. ed. 2) Programma della Societa' del quartetto di Milano, Martedi', 8 aprile 1924, in 8, pp. 4 con ann. ms. a matita di grande interesse 3) Circolare della Societa' del quartetto inviata ai soci in data 3 aprile 1924 nella quale si presenta l'iniziativa e la Corporazione delle musiche nuove (allora appena fondata da D'Annunzio, Malipiero e Casella). Al retro ritaglio di articolo applicato relativo al concerto. Di particolare interesse le annotazioni a matita redatte in francese: '...type d'homme serieux convaincu de sa mission... vieilli par les luttes ... mais un esprit futuriste cubiste...'. Nel testo si citano le altre esibizioni fatte in Italia del celebre melodramma di Schonberg a Roma, Firenze, Padova, Venezia e Torino. In calce si legge che con la circolare viene inviato l'opuscolo a commento del lavoro di Schonberg e che essendo limitate le copie a disposizione, queste non verranno distribuite in sala. Oltre alla prima italiana del celebre melodramma, eseguito dal quartetto 'pro arte' di Bruxelles, veniva anche annunciata l'esecuzione del concerto per archi di Casella da questo appena terminato. Il libretto prima citato si compone di una introduzione di Casella dedicata al Pierrot Lunaire, una biografia di Schonberg scritta dal compositore Rieti e il testo delle liriche tradotte Raissa Olkienizkala Naldi. Il Pierrot Lunaire e' forse la composizione piu' nota di Schonberg e considerata una sorta di manifesto dell'espressionismo musicale. Venne rappresentata per la prima volta a Berlino nel 1912. La corporazione delle nuove musiche venne fondata nel 1923 e fece entrare l'italia nell'ambito internazionale della musica sperimentale.
Roma, Futuredizioni “Le Smorfie”, 1933. In 8vo grande (cm. 24,3); copertina originale stampata; ritratto di F.T. Marinetti a piena pagina su carta lucida; pp. 175 (5). Con due tavole fuori testo su carta lucida. Illustrazioni anche a piena pagina : FuturBalla ritratto esplosivo del poeta Fernando Cervelli; Galoppata di Spaghi. Bella DEDICA autografa a tre colori che occupa tutta la prima carta bianca. Facsimile di firma a p. 175 sotto la scritta a stampa: Con vivissimi rallegramenti auguri futuristi mi dedico questo libro. Axs
Raro catalogo originale (nessuna copia in Iccu; 4 localizzazioni in Cbt, cui Oclc ne aggiunge 3 (KhI Firenze, NAL London, Getty). Esemplare più che buono. Mostra del settembre 1937 al Palazzo Scuole Raffaello Sanzio. Segretario del Sindacato interprovinciale tridentino è Depero, che cura buona parte della mostra e del catalogo, firmando l’introduzione/manifesto e due delle notizie sulle mostre retrospettive. Inaugura in questa edizione il premio Caproni «Ala fascista». Una trentina di belle riproduzioni b.n. di opere (tra le quali ‘Plastico Campari’ e ‘La polenta’ di Depero, e ‘Ala fascista’ di Baldessari Nuovi Archivi del futurismo I, 1937/7
Prima edizione del 1933 di questa opera su Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) fondatore del movimento futurista scritta da Francesco Senes. Dedica firmata da Marinetti e Senes all'editore francese Karl Boes (1864-1940) fondatore del giornale letterario "Le courrier libre" e direttore de "La Plume". "A Karl Boes con cordialità in ricordo della cena della staffa a Marinetti. Francesco Senes, F. Marinetti" In ottime condizioni. Copertina editoriale con copertina protettiva in ottime condizioni generali con lievi usure ai margini e dorso. Legatura in buone condizioni. Pagine in buone condizioni con rare fioriture. In 8. cm 19,5x14. Pp. 30+(4) First edition of 1933 of this work about Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) establisher of futurist movement written by Francesco Senes.<BR><BR>Dedication signed by Marinetti and Senes to the french editor Karl Boes (1864-1940) creator of the litterary magazine "Le courrier libre" and director of "La Plume". "A Karl Boes con cordialità in ricordo della cena della staffa a Marinetti. Francesco Senes, F. Marinetti" In very good conditions. Editorial cover with protective cover in very good conditions lightly worn in the extremities. Binding in good conditions. Pages in good conditions with occasional foxing. In 8. cm 19,5x14. Pp. 30+(4)
In 16, pp. 156 con 1 tav. fot. f. t. Br. ed. con splendida illustrazione di A. Ginna. Edizione originale. Raccolta di liriche apparse sull'Italia futurista. La Contessa Maria Ginanni era moglie del pittore futurista Arnaldo Ginanni. LA scrittrice riunisce liriche e riflessioni dai toni sumati, interiori: paesaggi rarefatti dell'inconscio, sensazioni descritte con immagini astratte e cerebrali... Salaris, p. 99 - 100
In 4°; 128 pp. Brossura editoriale costruttivista. Rinforzo al dorso. Prima rara edizione e ancor più raro a reperirsi ancora a fogli chiusi. “Aiuto! S. O. S.! Salva le nostre anime!” questo urla il celebre poeta futurista polacco, Jalu Kurek, ps. "Mafarka", Jan Skowron (nato il 27 febbraio 1904 a Cracovia come Franciszek Kurek, morto il 10 novembre 1983 a Rabka) nel frontespizio della sua seconda opera che qui presentiamo. Il romanzo è un racconto surrealista a tratti fantastico, caratterizzato da una prosa bizzarra, giochi di parole, neologismi e sperimentazioni linguistiche e presenta una veste sperimentale tipica dei romanzi d’avanguardia dell’epoca con scarsa introspezione dei personaggi, azione simultanea alla narrazione e una narrazione frammentata. Il protagonista del romanzo è Lorda Samotnika e del suo segretario Jan Skowron, apostoli del nichilismo e della disperazione che dopo una serie di traversie che vedono mischiate finzione a realtà attraverso l’Africa, l’Italia e Marte, insieme ad un gruppo di altri adepti, si lasciano annegare volontariamente nel Mar Baltico come segno di protesta contro la civiltà moderna senz'anima ma con un colpo di scena, nel finale del romanzo, Jan Skowron tradisce il suo Lord e si mette in salvo in quanto troppo innamorato delle donne. Kurek, amico di lunga data di Marinetti, compì i suoi studi universitari a Napoli. Abile traduttore dall’italiano, fu autore di numerosi romanzi e componimenti poetici, oltre a collaborare con numerose riviste. Alle sue traduzioni delle opere dei futuristi italiani, molte nemmeno pubblicate, si deve la propagazione delle idee del futurismo italiano in Polonia ed i forti legami fra i due movimenti. Dal 1931 al 1933 fu direttore del celebre giornale dell’avanguardia polacca “Linea”. Kurek si occupò anche di teatro e cinema realizzando uno dei primissimi film sperimentali polacchi “OR - Obliczenia Rytmiczne” mel 1933. Praticante di sport, fu un discreto alpinista ed un abile pittore. Negli anni 20’ del XX° secolo fu tra gli animatori del nascente movimento futurista polacco partecipando a serate futuriste, pubblicando diverse opere e facendo da collegamento fra i futuristi polacchi e quelli italiani. Prima edizione, in buone-ottime condizioni di conservazione ed ancora a fogli chiusi. Rif. Bibl.: Polska Bibliografia Literacka, PBL online, 1115719 (IH); sull’autore, Parlagreco Silvia, Costruttivismo in Polonia, Bollati Boringhieri, 2005.
Rara prima edizione. CON DEDICA Minimi difetti al dorso, nel complesso bell’esemplare pregiato da invio autografo dell’autore al piatto anteriore «A Elpidio Jenco». Raffinatissima plaquette poetica. «[…] il volume di poesie ‘Canti malvagi’ alterna poesie futuriste di gusto sadico (nettamente ispirate a Soffici e Papini) a composizioni hai-kai di ascendenza giapponese, visibile anche nella copertina di Cottone, ricalcata da una celebre incisione del maestro Hokusai, sintetizzata nei versi de Il supplizio squisito […] futurismo rurale del Maciariello […]» (D’Ambrosio, Marinetti e il futurismo a Napoli, p. 119). Il libro occupa una parte di rilievo nel volume di Giuseppe Tardiola «Il vampiro nella letteratura italiana» (cfr. p. 63 e passim). Cammarota, Futurismo, 288.2
in-8, pp. 201, (2), bross. edit. Con 12 tavv. f.t. di U. Valeri. Opera del poeta futurista Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto 1876 - Bellagio 1944) sconosciuta a Falqui. Gambetti Vezzosi, p. 282 cita solo 11 tavv. Ediz. orig. con falsa indicazione di “Deuxieme edition”. Molto raro. Firma di apprtenenza sulla prima cop. Ottimo stato di cons., parzialm. intonso.