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Acquaforte e bulino, 1775, datata in lastra in alto al centro. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con margini, tracce di pieghe di carta, per il resto, in eccellente stato di conservazione. Impressa dalla tipografia Reverenda Camera Apostolica, il modello per la lastra venne intagliata dallo Specchi nel 1692 ed utilizzata per il possesso di Innocenzo XII. Molto rara. Ex collezione Laetitia Pecci Blunt. Bibliografia Simonetta Tozzi, Incisioni barocche di feste ed avvenimenti, p. 63, I. 28. Etching and engraving, 1775, dated on upper centre plate. Magnificent work printed on contemporary laid paper with margins, signs of paper fold, otherwise in good condition. It was printed by the Reverenda Camera Apostolica; the model for the plate was carved by Specchi in 1692 and used for Innocenzo XII’s installation. Very rare. Ex collezione Laetitia Pecci Blunt.
Acquaforte e bulino, 1758, datata in lastra in alto al centro. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con margini, in eccellente stato di conservazione. Impressa dalla Calcografia della Reverenda Camera Apostolica, il modello per lastra venne intagliata dallo Specchi nel 1692 ed utilizzata per il possesso di Innocenzo XII. Molto rara. Ex collezione Laetitia Pecci Blunt. Bibliografia Simonetta Tozzi, Incisioni barocche di feste ed avvenimenti, p. 63, I. 28. Etching and engraving, 1758, dated on upper centre plate. Magnificent work printed on contemporary laid paper with margins, in excellent condition. This plate was printed by the chalcography of the Reverenda Camera Apostolica; the model for the plate was carved by Specchi in 1692 and used for Innocenzo XII’s installation. Very rare. Ex collezione Laetitia Pecci Blunt. Literature: Simonetta Tozzi, Incisioni barocche di feste ed avvenimenti, p. 63, I. 28.
Acquaforte e bulino, 1774, datata in lastra in alto al centro. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, con margini, in eccellente stato di conservazione. Impressa dalla tipografia di Benedetto Lavizzario. Molto rara. Ex collezione Laetitia Pecci Blunt. Dimensioni 400x287. Etching and engraving, 1774, dated on upper centre plate. Magnificent work printed on contemporary laid paper with margins, in excellent condition. It was printed by the typography of Benedetto Lavizzario. Very rare. Ex collezione Laetitia Pecci Blunt.
Stampa litografica originale eseguita alla matita, impressa in nero e ocra, dalla bella acquerellatura coeva e con rialzi di vernice à la gomme. Sotto la parte figurata didascalie degli edifici principali della raffigurazione, indicazione dello stampatore e del litografo, nonché titolo in francese e in spagnolo. Al di sopra dell'immagine, titolo della serie di cui il foglio fa parte. Ampia veduta prospettica di Roma, colta dal Pincio, con un'accurata descrizione di Piazza del Popolo in primo piano e con la cupola di San Pietro sull sfondo. La tavola è edita a Parigi da Turgis nel 1860 circa.Charles Claude Bachelier abile artista francese paesaggista e litografo, attivo a Parigi dove espose ai Salons del 1834, 1836 e 1852. Esemplare in ottimo stato conservativo, con bellissima coloritura d'epoca. Original lithograph executed in pencil, engraved in black and ocher, in original colors.Under the image, some captions of the of the main buildings represented; the name of the printer and the lithographer, and title in French and Spanish. On top of the image, the title of the series. Large perspective view of Rome, captured from the Pincio, with an accurate description of the Piazza del Popolo in the foreground, and the St. Peter dome in the background. The plate was published in Paris by Turgis in about 1860.Charles Claude Bachelier, a French landscape artist and litograpgher, active in Paris where he exhibited at the Salons of 1834, 1836 and 1852.Example in very good condition.
13 tavole sciolte che raffigurano le Logge di Raffaello, incise da Carlo Lasinio, dimensioni del foglio cm 46x62, dell’impronta della lastra 37x50,5. Rossetti 6053.
16061Venise, Appresso Gabriel Giolito de Ferrari, 1566. In-8, [8]-843-[76] pp., veau brun postérieur, plat estampé à froid et orné d'une triple filet doré en encadrement, dos à nerfs orné de caissons dorés, tranches dorées (frottements, mors inférieur fendu, pâle mouillure marginale aux 1ers ff.).
2001207553Roma: Edizione a cura dell'Autore 2001. Rilegato tela custodia cloth slip-case. Ottimo Fine. Menabò originale composto di 61 fotografie in bianco e nero realizzate a stampa inkjet su carta Epson matte Archive cm 20x30. Testo introduttivo del fotografo in inglese. Cm 29x39. pp. 122. Ottimo Fine. . <em>Il menabò <strong>"Ichnusa"</strong> da cui non è stata mai realizzata un'edizione vera e propria è considerato dall'Autore Dario Coletti l'"antenato" di <strong>"Ispantos. a Journey in Sardinia"</strong> uscito nel 2006 per la Soter Editrice. Il corpus principale del reportage fotografico appartiene ad un periodo compreso tra il maggio 2000 e l'aprile 2001.</em> Edizione a cura dell'Autore, hardcover
90552Hamburgi, Christian HEROLD, 1750, 2 volumes grand in-folio de 265x405 mm environ, tome I : (2) ff., faux-titre, titre, xxix (dedicatio, praefatio), 1 portrait pleine page du traducteur Johannes Albertus Fabricius, 767 pages, (2) ff., tome II : (1) f., faux-titre, titre (2) ff. (ad lectorem), 1 portrait pleine page de Hermanus Samuel Reimarus, pagination de 770 à 1708 (pagination continue), impression sur 2 colonnes par pages du texte grec avec traduction latine en regard, plein velin crème d'époque avec décor à froid sur les plats, titres manuscrits sur le dos, tranches finement mouchetées de rouge et brun. Mors abimés, erreur de pagination dans le tome II (1619 à 1626, répétition des chiffres mais texte cohérent et complet)un tampon ancien sur les pages de titre, rousseurs légères et pages brunies. Texte en grec et en latin.
1692000920Amstelaedami Wetstenium 1692
1880182211880 un album, reliure plein velin blanc in-octavo à l'italienne (binding full white vellum in-octavo oblong), (18 x 26 cm), dos long (spine with raised bands) décoré "or", 3 compartiments à bandes dorées "semi de feuilles" cernée de deux filets or avec deux fers spéciaux or intercalés, idos muet, titre frappé or "ROMA" au centre du premier plat, dans un encadrement d'une double série de triple filets remplie d'une dentelle de rinceaux or avec une dentelle centrale feuille et feuillage or, roulette or sur les biseaux, or cernée d'un double filet or (label of title with double gilt line), double filet or de par et d'autre des nerfs, plats ornés d'un encadrement à triple filets, plats biseautés décorés d'une roulette et dentelle "or" , toutes tranches rouges, orné de 60 photographies papier Albuminé format 15,5 x 10,5 cm collées sur carton gris, montés sur onglet, sans date (1880) Rome FRATELLI D'ALESSANDRI , Via Condotti, Photographes Editeurs,
In-4°; pp. 100, con una grande bella tavola incisa su rame ripiegata che raffigura l’Aula capitolare, incisa da F. Aquila da Ferdinando Puletto, 67x48,5 cm; a p. 83 un rame con la riproduzione della medaglia commemorativa del congresso francescano di Michelangelo dei Conti incisa da Ermenegildo Hamerani, Il Pontefice in trono, circondato da prelati, riceve le schede di votazione dell'assemblea dei Minori Osservanti.; un rame al frontespizio; legatura in cartonato colorato rigido. Le pagine del testo sono rimontate su fogli più grandi. Le prime 4 carte leggermente brunite. Relazione del Capitolo generale dell’Ordine dei Frati minori Francescani presieduto da Innocenzo XIII nel Convento dell’Ara Coeli; il papa decise di indire a Roma il Capitolo Generale dell’Odine, intervenendo all’apertura e presiedendo alla elezione del Ministro generale dell’Ordine. Innocenzo decise che si riprendesse anche il culto del Beato Andrea. In fine l’elenco dei padri presenti.
In-8°; cc. (16), pp. 613, (2) vignetta incisa su legno al frontespizio, nel testo iscrizione recante il nome di san paolo in greco e in latino, e altro legno raffigurante San Pietro in barca in mandorla. Legatura in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso.
Magnifica veduta a volo d'uccello di Roma con cartiglio decorativo con titolo, che mostra la città com'era nel 1550. Sono incluse varie strutture superstiti dell'antica Roma: le mura circostanti, il Pantheon, il Colosseo, l'Arco di Costantino e il Foro Romano. Nell'angolo sinistro in primo piano si possono vedere il Palazzo Papale e l'Obelisco dal circo di Caligola e Nerone. “La stampa, sebbene incisa ed edita ad Amsterdam nel 1657, riproduce Roma verso il 150, essendo copia della pianta del Braun Hogenberg, dalla quale si differenzia unicamente per i personaggi in primo piano […] In basso, entro due cartigli, una legenda di 101 numeri” (cfr. Marigliani, Le Piante di Roma, p. 153). Il modello originale è da ricercare però nella pianta di Giovanni Francesco Camocio del 1569 (o della precedente di Leon Pitor del 1568, come sostiene Scaccia Scarafoni) nella quale la città è ritratta a volo d'uccello dal Gianicolo. La pianta è inclusa nel Theatrum Celebriorum Urbium Italiae, Aliarumque In Insulis Maris Mediterranei di Janssonius, stampato ad Amsterdam nel 1657. Acquaforte e bulino, finemente colorata a mano, ossidazioni nei margini, per il resto in buono stato di conservazione. Non comune. Bibliografia Marigliani n. 53; Scaccia Scarafoni n. 165; Van der Krogt 4, 42:15. Fine example of Jansson's rare modern view of Rome, from his Theatrum Celebriorum Urbium Italiae, Aliarumque In Insulis Maris Mediterranei. Striking bird's-eye plan of Rome with decorative title cartouche, showing the city as it was c. 1550. Included are various surviving features of ancient Rome: the surrounding walls, the Pantheon, the Coliseum, the Arch of Constantine, and the Forum Romanum. In the left corner in the foreground can be seen the Papal Palace and the Obelisk from the circus of Caligula and Nero. The print, although engraved and published in Amsterdam in 1657, reproduces Rome around 1550, being a copy of Braun Hogenberg's plan, from which it differs only by the figures in the foreground [...] At the bottom, within two cartouches, a legend of 101 numbers" (cf. Marigliani, Le Piante di Roma, p. 153). The original model, however, is to be found in Giovanni Francesco Camocio's plan from 1569 (or Leon Pitor's earlier one from 1568, as Scaccia Scarafoni claims) in which the city is portrayed from a bird's eye view from the Janiculum. Jan Janssonius (also known as Johann or Jan Jansson or Janszoon) (1588-1664) was a renowned geographer and publisher of the seventeenth century, when the Dutch dominated map publishing in Europe. Born in Arnhem, Jan was first exposed to the trade via his father, who was also a bookseller and publisher. In 1612, Jan married the daughter of Jodocus Hondius, who was also a prominent mapmaker and seller. Jonssonius’ first maps date from 1616. In the 1630s, Janssonius worked with his brother-in-law, Henricus Hondius. Their most successful venture was to reissue the Mercator-Hondius atlas. Jodocus Hondius had acquired the plates to the Mercator atlas, first published in 1595, and added 36 additional maps. After Hondius died in 1612, Henricus took over publication; Janssonius joined the venture in 1633. Eventually, the atlas was renamed the Atlas Novus and then the Atlas Major, by which time it had expanded to eleven volumes. Janssonius is also well known for his volume of English county maps, published in 1646. Etching, with fine later hand colour, some foxing on the margins, otherwise good condition. Bibliografia Marigliani n. 53; Scaccia Scarafoni n. 165; Van der Krogt 4, 42:15.
Rara veduta della Basilica di St. Pietro a Roma (138x195) contornata da 12 piccole vedute di alcuni famosi monumenti di diverse città italiane (64x91cd.): Cattedrale di Venezia - Templi di Pesto e Pompei - Cattedrale di Firenze - Cattedrale di Pisa - Arena di Verona - Certosa di Pavia - Tomba di Canova a Possagno - Superga a Torino - Cattedrale di Napoli - Lanterna di Genova - Tomba di Caio Cestio a Roma. In calce dedica a Sua Altezza Imperiale Reale Elisabetta Arciduchessa d'Austria. Diversi restauri
Veduta tratta dal terzo volume del Nouveau Theatre de l'Italie pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1704/5, quale integrazione al progetto di Johannes Blaeu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città" d'Italia. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Rutgert Christoffel Alberts edita nel 1724/5. In questa edizione compaiono per la prima volta le vedute dei luoghi "moderni" di Roma, edite da Mortier ma inserite solo in questa edizione di Alberts.Le vedute, di grande formato sono molto ricche di particolari e particolarmente popolate di figure. Derivano da modelli presenti nell'editoria romana contemporanea. In particolare sono delle semplici derivazioni di opere edite tra la fine del XVII e il primo decennio del '700 da artisti quali Alessandro Specchi, Tiburzio Vergelli, Matteo Gregorio de Rossi e dal fiammingo Wouters.Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia Cremonini pp. 83-90 Esemplare tratto dal terzo volume del "Nouveau Theatre de l'Italie" pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1704/5, quale integrazione al progetto di Johannes Baeu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città" d'Italia. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da Rutgert Christoffel Alberts edita nel 1724/5. In questa edizione compaiono per la prima volta le vedute dei luoghi "moderni" di Roma, edite da Mortier ma inserite solo in questa edizione di Alberts.Le vedute, di grande formato sono molto ricche di particolari e particolarmente popolate di figure. Derivano da modelli presenti nell'editoria romana contemporanea. In particolare sono delle semplici derivazioni di opere edite tra la fine del XVII e il primo decennio del '700 da rtisti quali Alessandro Specchi, Tiburzio Vergelli, Matteo Gregorio de Rossi e dal fiammingo Wouters.Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia: Cremonini pp. 83-90
187313661873 Typographie Clavet-Ballivet, Nîmes, 1873-74-75. 7 volumes demi-chagrin noir, dos ornés.Frontispice photo au premier volume, frontispices gravés aux volumes suivants
Secondo stato di quattro.Acquaforte e bulino, 1763, firmata in lastra in basso a sinistra. Magnifica prova, impressa su carta vergata con filigrana "Bracciano" (Robison 59), con ampli margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. L’opera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. All’opera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dall’editore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dell’autore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature “postume romane” - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni – la cosiddetta “prima di Parigi”, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dall’editore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano l’aggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità, lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. - THE SECOND STATE OF FOUR-Etching with engraving, 1763, signed on plate at lower right. From the Roman Edition. A very good impression,of he second state of four, on laid paper, with "Bracciano" watermark (Robison 59), with wide margins, in perfect condition. Taken from Vedute di Roma. The whole work consists of 135 plates which have been individually produced by Piranesi along 30 years, from 1745 circa until his death. Two more works have been subsequently added, two plates by his son Francesco. They have been printed for the first time in 1751 (34 plates) by the editor Giovanni Bouchard, afterwards by Piranesi himself, publisher first in Strada Felice an the in Palazzo Tomati, imprint that can be found in mostly of the plates), until the final edition of 137 plates. After Piranesi's death, his son Francesco inherited the plates, editing them first in Rome and then in Paris, where three editions were printed - the so-called "first Paris edition", an intermediate one (both on laid paper) and the one edited by the publisher Firmin Didot, the first on wowe paper, where the plates have an Arabic ordinal number added. All Parisi issues are rather modest in quality, far from how Piranesi had thought and conceived them. The plates were then acquired by the Calcografia Camerale, then Calcografia Nazionale, today Istituto Centrale per la Grafica, where they are still kept. W.E. 204, Focillon 776, Hind 71 II/IV
In folio, 2 volumi, tela coeva, pp. (4),202; 200,(2); molto ben illustrati da complessive 390 tavole inc. in rame al tratto (per lo più dal Garzoli) che riproducono tutte le opere contenute nel Campidoglio, dipinte o scolpite. Ogni tavola è ampiamente descritta. "Edizione originale". Cfr. Brunet,IV,1302 - Graesse,VI,122 - Choix de Olschki,XI,17949. Esempl. con lievi fiorit. margin.; piccola macchia di inchiostro al marg. bianco su 25 carte di un vol., altrimenti ben conservato.
18242079PARIS. J. S. MERLIN, LIBRAIRE. 1824. 3 VOLUMES IN-8 (14,5 X 21,5 X 11 CENTIMETRES ENVIRON) DE (6) + CLXI + (1) + 379, (4) 476 ET (4) + 517 PAGES, RELIURE POSTERIEURE VERS 1860 A LA BRADEL, 1/2 PERCALINE CHAGRINEE GRISE, DOS LISSE ORNE DE FILETS A FROID, TITRE DORE. EDITION ORIGINALE ET UNIQUE EDITION DE CET OUVRAGE TRES RARE, QUI NE FUT TIRE QU’A 500 EXEMPLAIRES. «SON OUVRAGE FUT UNANIMEMENT SALUE COMME UN MONUMENT D’ERUDITION. TOUJOURS INEGALE, C’EST LE TRAVAIL LE PLUS COMPLET REALISE SUR LE CULTE DE BACCHUS, SON SYMBOLE, SES OFFICES, LES MYSTERES, SES RAPPORTS AVEC LES AUTRES DIVINITES ANTIQUES, LES DYONISIAQUES, LE BACCHUS THEBAIN. CONTIENT UNE BONNE BIBLIOGRAPHIES DES OUVRAGES QU’IL A CONSULTES ET UNE TABLE DES MATIERES TRES DETAILLEE.» (OBERLE. COLLECTION FRITSCH. 37). DOS PALI, SINON BON EXEMPLAIRE.
207063. Materiale vario che comprende:<strong> 1</strong> Sei lettere autografe datate 1924 1926 1928 1929 1931 1952 <strong>2</strong> Tre cartoline postali di cui una viaggiata del 14-XI-1927 12/XII/1927 e 12/V/1931 <strong>3</strong> Due programmi provvisori di spettacoli senza data di cui uno accompagnato da una nota di Clotilde <strong>4 </strong>Sette fotografie originali in b/n cm 275x20"; 24x18 4; 225x175 e 85x115 di cui quattro con timbro al verso e firma al recto della fotografa <strong>Thérè"se Le Prat</strong> nata <span id="a2.1.2.2.3.2.1:CaptionLongLbl_Lbl" class="Lbl">Thé";rè"se Cahen</span> <span id="a2.1.2.2.3.2.1:CaptionShortLbl_Lbl" class="Lbl">1895-1966 celebre per i suoi ritratti di attori <span id="result_box" class="" lang="it">artisti scrittori e scienziati ma soprattutto personalità";" del mondo del teatro <span class="">e della danza <strong>5</strong> Un telegramma dei due ballerini a Cesarina Gualino indirizzato in Via Bernardino Galliari 28 1929 <strong>6</strong> Due dattiloscritti di Giovanni Carandente "Insegnano la danza all'ombra di un baldacchino d'un papa" e Thierry Maulnier da Le Figaro 1950 <strong>7</strong> Fascicolo di "Conferencia"-Journal de l'Université";" des Annales diretto da Yvonne Sarcey con testo di una conferenza di Clotilde Sakharoff "Ce que la danse est pour nous" del 1939</span></span></span>. . . . , unknown
Pianta della città edita da Mattheus Seutter, inclusa nel suo "Atlas" del 1730. La pianta deriva da quella di Giovan Battista Falda del 1676, della quale è una fedele ed accurata riduzione. In alto a sinistra compare il ritratto del papa Benedetto XIII (1724-30) e a destra il suo stemma. In basso a sinistra un elenco del XIV rioni ed a destra una breve descrizione della città dal titolo di Rom. Sebbene stampata intorno al 1725, probabilmente in occasione del Giubileo visto l'inserimento delle Sette Basiliche, raffigura la città intorno al 1676. L'opera infatti non contempla le innovazioni architettoniche alla città durante il pontificato di Innocenzo XII e nemmeno il Porto di Ripetta del 1704. Matthäus Seutter (1678 - 1757) fu uno dei più importanti e prolifici editori tedeschi di mappe del XVIII secolo. Attivo, come incisore sotto la tutela dell'importante J. B. Homann. All'inizio del 1700 Seutter lasciò Homann per tornare ad Augusta, dove lavorò per l'importante editore d'arte Jeremia Wolff (1663 - 1724), per il quale incise mappe e altre stampe. Intorno al 1717 fondò la propria casa editrice cartografica indipendente ad Augusta. La maggior parte delle mappe di Seutter sono pesantemente basate, se non addirittura copie, di lavori precedenti fatti dalle calcografie Homann e De L'Isle. Ciononostante, dal 1731/32 Seutter era uno degli editori più prolifici del suo tempo e fu onorato dall'imperatore tedesco Carlo VI che gli diede il titolo di Geografo Imperiale, dopo il quale la maggior parte delle mappe successive includeva la denominazione Avec Privilege. Seutter continuò a pubblicare fino alla sua morte, all'apice della sua carriera, nel 1757. Incisione in rame, tipica coloritura a mano editoriale, in ottimo stato di conservazione. Map of the city edited by Mattheus Seutter, included in his "Atlas" of 1730. The map derives from that of Giovan Battista Falda of 1676, of which it is a faithful and accurate reduction. On the upper left is the portrait of Pope Benedetto XIII (1724-30) and on the right his coat of arms. In the lower left a list of the XIV districts and on the right a brief description of the city entitled Rom. Although printed around 1725, probably on the occasion of the Jubilee given the inclusion of the Seven Basilicas, it depicts the city around 1676. The work in fact does not contemplate the architectural innovations to the city during the pontificate of Innocenzo XII, nor the Port of Ripetta of 1704. Matthäus Seutter (1678 - 1757) was one of the most important and prolific German map publishers of the 18th century. Seutter was born the son of a goldsmith but apprenticed as a brewer. Apparently uninspired by the beer business, Seutter abandoned his apprenticeship and moved to Nuremberg where he apprenticed as an engraver under the tutelage of the prominent J. B. Homann. Sometime in the early 1700s Seutter left Homann to return to Augsburg, where he worked for the prominent art publisher jeremiad Wolff (1663 - 1724), for whom he engraved maps and other prints. Most of Seutter's maps are heavily based upon, if not copies of, earlier work done by the Homann and De L'Isle firms. Nonetheless, by 1731/32 Seutter was one of the most prolific publishers of his time and was honored by the German Emperor Karl VI who gave him the title of Imperial Geographer, after which most subsequent maps included the Avec Privilege designation. Copper engraving, typical editorial hand coloring, in excellent condition. Huelsen (1915): n. 121; Marigliani, Le Piante di Roma nelle Collezioni private, pag. 235, 140.
169424983In Roma, data alle stampe de Domenico de Rossi, 1694. Dimensions (marges incluses) : 752 x 518 mm.
In-4° (215x175mm), pp. (16), 192, (4), legatura coeva p. pergamena rigida con unghie e titolo in oro su tassello al dorso. Tagli colorati a spruzzo. Frontespizio inciso in calcografia con un motivi ispirati alla tradizione figurativa dell'arte romana. Dedica a stampa del Du Val ad Antoine de Lomenie, consigliere del Re di Francia. Testatine e capilettera ornati xilograficamente. 63 tavv. incise su rame a piena pagina, di pretto gusto manierista, con ritratti di imperatrici romane e di membri femminili della famiglia imperiale. Numerose riproduzioni n.t. di monete romane di età imperiale. In fine, elenco degli imperatori romani e privilegio di stampa; explicit tipografico al colophon. Al contropiatto, etichetta della Taylor Institution con certificazione di dono alla stessa da parte di Robert Finch del Balliol College di Oxford e timbro di alienazione da tale raccolta; il donatore, il reverendo Robert Finch (Londra, 1783-Roma, 1830) fu noto studioso di antichità e di archeologia, amico di Shelley, grande collezionista di libri e di opere d'arte antica. Nota di possesso in data 1758 al contropiatto. Bruniture e arrossature sparse, aloni al margine inferiore di numerose cc., ma buon esemplare nel complesso. Pregevole edizione seicentesca parigina della versione latina delle "Immagini delle donne Auguste" (Venezia, 1557) di Enea Vico (Parma, 1523-Ferrara, 1567) reimpresse con svariate modifiche per le cure del Du Val. Cfr. (edizioni cinquecentesche): Mortimer, 533. Brunet, V, 1175. Adams, V634. Cicognara, 3058. Borroni, 1954, II/VI, n. 13.583/3. Olschki, 5458 e passim. Bartsch, 257-319 e 321: "Toutes ces pièces sont gravées avec le plus grand soin, et peuvent être comptées parmi les plus belles choses qu'Enée Vico nous a laissées en gravure". Renouard, p. 176. Guilmard, p. 289.
In-4 p. (mm. 287x210), 4 volumi, p. pergam. coeva (uno in mz. pergam. coeva con ang.: abras. ai piatti e picc. manc. al dorso), tagli rossi, 5 frontespizi (di cui 1 generale) con belle vignette disegnate da Pietro Angeletti, pp. XXII,(2),2132,(2) (numeraz. continua), illustrati da: 1 grande tav., più volte ripieg., con un ritratto di Pio VI in trono (cui è dedicata l'opera); alc. figure nel t. e 17 (su 18) tavole per lo più architettoniche fuori testo, tutte inc. in rame da Marco Carloni, su disegni di Jacopo Sangermano.<br> L’opera è così composta: 1° vol.: “Praemittitur Syntagma de secretariis ethnicorum, ac veterum Christianorum apud Graecos, et Latinos” con la tav. dedicata a Pio VI - 2° vol.: “Accedunt disquisitiones: I. De Cellis Gregorianis. II. De Bibliotheca Basilicae Vaticanae. III. De Circo Caii et Neronis. IIII. De aedibius rotundis S. Petronillae, et D.N. Mariae Febribugiae”, con la pianta della basilica vaticana (più volte ripieg.) - 3° vol.: “V. De monasteriis Vaticanis, et Lateranensibus”, con 13 tavole (effigie della Madonna con Gesù Bambino in braccio (a p. pag.), 1 con la raffiguraz. di un sarcofago antico e 11 tavole con piante e spaccati della basilica (tutte più volte ripieg.) - 4° vol.: “Sylloge veterum monumentorum" partim ex ineditis Mss. partim ex autographis marmoribus concinnata notisque illustrata” con 3 tavole (più volte ripieg.) e 2 a p. pag. nel testo, riproducenti tavolette con iscrizioni. "Manca" la tavola raffigurante il tintinnabulo vaticano.<br> Cfr. Diz. Biografico degli Italiani,XVII, p. 738: ".. oltre alla preistoria e alla storia dell'istituzione, si susseguono descriz. di chiese, di monumenti, di singoli cimeli, edizioni di epigrafi e di documenti. Il IV vol. è dedicato all'edizione delle iscrizioni vaticane, anche moderne" - Brunet,I,1530: "Ouvrage le plus considérable de son savant auteur" - Choix de Olschki,XI,16616 che cita il Moroni (p. 75, n. 18): “Per comune consenso di tutti i letterati, quest’opera è giudicata per la migliore, e per la più importante del Cancellieri (1751-1826). Le spese di stampa furono sopportate dal capitolo di S. Pietro per ordine di Pio VI”. <br> Tre frontesp. restaur. per manc. del solo margine bianco inf. (mm. 57), qualche fiorit. o arross. interc. nel testo, ma complessivam. esemplare su carta forte, ben conservato.
135-Eo.J. Feder in Braun, braun laviert, mit einzelner brauner Federlinie umrandet, oben rundbogig geschlossen, auf Velin, links unten signiert, bezeichnet und datiert ?F Nadorp inve. del. Romae 1842?. 23,5:15,9 cm. Verso: Heiliger Nikolaus von Myra, stehend und von zwei Engeln flankiert. Feder in Braun, braun laviert. Vertikale und horizontale Mittelfalte geglättet, kleine Fehlstelle ergänzt.