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Manifesto litografico intelato, cm. 97x64 esemplare con difetti, margine superiore ed inferiore rifilati.. .
in-4° grande; cc. (22) fregio tipografico al front.un capolettera figurato. Atti della difesa relativi a una accusa di detenzione di pane e ciambelle papaline (ossia pane bianco) da parte di un oste, a firma dell’avvocato Alessandro Cavazzi e Giuseppe Maria Gigli, datati 1759, contiene anche i precedenti documenti del 1757.
In-4°; pp. 8, con frontespizio inciso su legno e 1 tavola ripiegata incisa su rame . Legatura in carta con musica stampata
Album oblungo in-8 gr. (mm. 270x370), mz. tela (piccole manc., piatti abrasi) con una importante raccolta di 49 (su 67) tavole. Sono finissime vedute, incise su rame + una pianta (più volte ripieg.) con le “vestigie di Roma antica per servire gli annali della stessa città, compilati da Luigi Pompili Olivieri”. Le belle vedute dei principali monumenti romani sono introdotte da un pregevole frontespizio, pure inc. in rame, che raffigura la lupa che allatta Romolo e Remo. Cfr. ICCU. Tre tavole sono staccate, altrimenti esemplare ben conservato.
<p>15,5 cm, rilegatura in cartone decorato (inizio '900), tagli colorati. Marca editoriale con tela e ragno al centro; carte 328. Rara edizione cinquecentesca della Guerra Giudaica di Giuseppe Flavio, tradotta dal greco in volgare. Capilettera animati. Antica firmetta e minime mancanze agli angoli del frontespizio, leggermente rifilato al margine superiore</p>
Un foglio stampato su due lati, cm. 39 x 49, proveniente dal celebre volume di Meyer, “L’arte di restituire a Roma la tralasciata navigazione del suo Tevere” (Roma, Camera apostolica, 1683). In queste pagine l’ingegnere descrive la storia del porto di Ancona, il suo declino in conseguenza dell’innalzamento del suo fondo, ed espone un progetto di recupero dello stesso. Il testo è stampato su due facciate, e su una delle due troviamo la grande veduta incisa della città e del porto. Condizioni non perfette, lacuna restaurata nella parte centrale. This leaf, printed on both sides, derives from the notorius Meyer’s work: “L’arte di restituire a Roma la tralasciata navigazione del suo Tevere” (Roma, Camera apostolica, 1683). In these pages the engineer tells about the Ancona port, and about its downhill, suggesting a project to retrieve it. A big etched sight of the city and its port. A restored gap in leaf’s central area.
Roma, da G. Antonelli, Via del Corso, Piazza di Sciarra N°. 228, 229, 1850 circa, leporello di cm. 10,6 x 7,5 in legatura più recente,mezza pelle verde con titoli in oro al piatto anteriore, frontespizio con cornice e vignetta incise e colorate a mano + 30 altre belle tavole sempre incise e colorate a mano: trasteverina di Roma, eminente romano, donna di Palombara, eremita, donna di Frascati, Rocca canterano, frattarolo, donna di Tivoli, Rocca di Papa, donna di Subbiaco, giuncataro, donna di Nettuno, carettiere da vino, sora di campagna; e poi ciociari, pastori, pifferari, pescatori, mosciarellari, pellegrini ecc. legatura pi in mezza pe in cartonato rigido, mezza pelle, titolo in oro al piatto anteriore, leporello con frontespizio e 30 tavole colorate a mano. Liste e conti di mano antica al verso delle tavole (invisibili al recto), come pure a una di esse (non deturpanti). Ben conservato.
Lotto di ben trentuno foto all'albumina, 1880 circa, cm. 19 x 25,5 circa, tutte relative a differenti chiese, realizzate dai principali fotografi romani dell'epoca. Interessantissima documentazione. Tutte :
234204S.l., s.d. (vers 1750) in-12 oblong (13 x 19 cm), [18] ff. n. ch., regroupant 26 gravures, légendées en latin, cartonnage Bradel de papier gris, pièce de titre noire (reliure du XIXe).
In-8° (cm 16 x 10,5), legatura coeva in piena pergamena con tit. in oro al dorso, pp. (2)694. Con 94 incisioni in rame (83 a 3/4 di pagina e 11 su tavv. più volte ripiegate), e molti medaglioni e finalii xilografici. Secondo di tre volumi di questa edizione definitiva della guida del Roisecco. Piccole abrasioni al frontespizio; leggera uniforme brunitura e altre marginali tracce del tempo, ma buon esemplare. Raro.
Due voll. rilegati assieme; in -8°, cc. 286, B; B, 191, B.; pergamena. Chiose amanuensi ai margini. Edizione intermedia, fra la prima e la seconda giuntina (1520 e 1526), della traduzione dal greco dei testi di Appiano Alessandrino, qui divisi in due libri (Braccesi, che non sapeva il greco, tradusse dalla versione latina di Decembrio). La prima edizione delle “guerre esterne” era del 1502 (Roma, Silber). Secondo Argelati (p. 68) quest’edizione è “assai rara”.
Interessante e rara pianta topografica di Roma su cui sono riportati gli interventi progettati dall'Ammiistrazione Francese, che riguardano l'ampliamento del porto di Ripetta, la realizzazione di muraglioni sul Tevere, la sistemazione di piazza del Popolo e la salita al Pincio.La pianta dipende dall'opera di Philippe Camille De Tournon, che la realizzò sotto l'amministrazione francese nel 1814 circa, ma venne pubblicata 15 anni dopo.A sinistra "Spiegazione di alcuni segni che si veggono nella pianta" e l'Indice dei monumenti più notevoli; a destra, l'elenco dei XIV RioniAcquaforte e bulino, impressa su 20 tavole di circa 15,7 x 14,4 cm, montate su tela, in ottimo stato di conservazione. Custodia originale in cartoncino rosso.Non censita nei principali repertori. Interesting and rare topographical map of Rome on which are shown the interventions planned by the French Administration, concerning the enlargement of the port of Ripetta, the construction of embankments on the Tiber, the arrangement of Piazza del Popolo and the ascent to the Pincio. The plan is based on the work of Philippe Camille De Tournon, who created it under the French administration in about 1814, but it was published 15 years later. On the left "Explanation of some signs that can be seen in the plan" and the Index of the most remarkable monuments; on the right, the list of the XIV Rioni Etching and engraving, printed on 20 plates of about 15.7 x 14.4 cm, mounted on canvas, in excellent condition. Original case in red cardboard. Marigliani, 231.
1 cb; pp. (2), 203-327, (1). Al front. un timbro a secco e uno a inchiostro. Legatura coeva in mezza pelle con tassello e titolo in oro al dorso. Contiene le dissertazioni: Ficulea; Cameria; Fidene; Crustumerio; Veio; Settepagi.
VECCHIE LEGATURE IN TUTTA TELA CON TITOLI IN ORO AL DORSO, MANCANTE DELLA TAVOLA DI ROMA, PRESENTE INVECE UNA TAVOLA DI ISCRIZIONI PIU' VOLTE RIPIEGATA AL PRIMO VOLUME. RARISSIMA QUESTA PRIMA EDIZIONE numero pagine: 564+678+758 formato: 21.8X14.8 stato conservazione: BUONO, FIORITURE SPARSE, DORSI DI COPERTINA SCOLORITI edizione: PRIMA
Acquaforte misure: mm 313 x 155 Pittore e incisore italiano soprannominato "il re dei disegnatori". La più grande vocazione dell'artista è, infatti, la grafica. Dal 1860 studia a Napoli all'Istituto di Belle Arti sotto la guida di maestri come Domenico Morelli (Napoli 1826 - 1901), Filippo Palizzi (Vasto 1818 - Napoli 1889), Tommaso Aloysio Juvara (Messina 1809 - Roma 1875) e Francesco Pisante (Napoli 1830 - 1889). Qui egli studia la tecnica dell'acquaforte d'invenzione e aderisce al verismo di matrice palizziana. Agli inizi del 1873 si trasferisce a Roma e frequenta i corsi di incisione alla Calcografia Nazionale. Tra il 1878 e il 1880 è a Parigi presso l'editore Cadart e proprio questa parentesi parigina colloca il Piccinni tra gli artisti europei fautori della rinascita dell'acquaforte originale. Sperimentatore delle nuove possibilità legate al mezzo fotografico è tra i primi in Italia a impiegare la fotoincisione tra il 1874 ed il 1886. I temi affrontati da Piccinni dimostrano l'attenzione costante verso i gesti più semplici della quotidianità della vita, gli individui vengono rappresentati come modelli di categorie sociali. Il soggetto è riconducibile ad un gruppo di lavori appartenenti alle prime acqueforti di invenzione realizzate dall'artista che hanno per soggetti personaggi e situazioni colti durante il soggiorno romano. In questa stampa, la settima della cartella dei Souvenirs de Rome pubblicata nel 1878 dalla casa editrice parigina Cadart, vediamo rappresentato un uomo anziano in piedi a figura intera, di profilo rivolto a destra. L'inquadratura dal basso verso l'alto conferisce maestosità per contrasto ad un individuo che appartiene al mondo degli ultimi, pare di trovarsi di fronte ad un gigante buono dalla forza straordinaria. Il mendicante, con il volto solcato da rughe profonde, guarda in modo scettico lo spettatore che viene catturato dall'intensità profonda dello sguardo. La figura emerge dal fondo scuro creato mediante tratti decisi, orizzontali e paralleli e grazie ai forti contrasti chiaroscurali. L'artista descrive con particolare attenzione la giacca con le toppe ai gomiti, i calzari con le stringhe, i risvolti sui pantaloni, il cappellaccio, l'ispida barba bianca, l bastone stretto sotto il braccio sinistro e la bisaccia a tracolla sulla spalla destra. In alto a sinistra, incisi firma e anno. Impressione eccellente con leggero effetto di tono, carta cina. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. Bibliografia: A. Petrucci, “A. Piccinni incisore”, 1931; G. Bassi “Antonio Piccinni”, Fasano di Puglia 1978; F. Fiorani - G. Scaloni, “Antonio Piccinni incisore”, Roma 2005, 1.7, pag.69
1785HI168Lipsiae, W. Haeredes et Reichium, 1785, in-8o, 3 vol., xlii+908+930+922+index p., front. grave, rel. signee 1/2 chagrin a coins 19e. (Brunet I, p.356 : edition tres recommandable pour son commentaire-). Jean Schweighaeuser prof. a l'univ. de Strassbourg, 1742-1830. Texte grec-latin. Graesse I, 169, Schweiger, Klass. I, 40
1759K7AA589DB8GQAvignon 1759. 12mo. Louis Chambeau Contemporary calf gold-tooled spine marbled endpapers red edges. With 2 engraved folding plates. 156 pp. First edition of a book on hyacinths printed in 1759 by the French priest and botanist Jean Paul Rome dArdène. "Jean Paul Rome d' Ardène retired about 1750 from his duties as 'supérieur' of the college at Marseilles to the Château d' Ardène diocese of Sisteron where he created a botanical garden and gave himself to the study of flowers" Hunt. DArdène is famous because of his studies on flowers. In 1746 he had already published a book on ranuncula titled Traité des renoncules. It went through 3 further editions in French and 1 in German so it apparently proved popular. After this work DArdène wrote the present book on hyacinths. Its 12 chapters discuss different aspects of hyacinths including the etymology of the name the right conditions for cultivating the flower and its common diseases. The book ends with two engraved folding plates with hyacinths followed by an explanation of what we can see on those plates. The book was reprinted in French in 1765 and an Italian translation of this hyacinth study was printed in Viterbo Italy in 1763. After this book DArdène also wrote books on tulips 1760 and carnations 1762. The present first edition of the Traité sur la connoissance et la culture des jacintes seems to be very rare: the botanical literature mentions it only in the catalogue of the Lindley Library and a note in Hunt. Nissen and BMC NH note only the Traité des renoncules and Hunt describes only that book. We know only other copies of the present first edition: in the Lindley library the Bibliothèque Municipale de Lyon and the Bibliothèque Nationale de France. In very good condition.l Cat. Lindley libr. p. 10; Hunt II 526 note; WorldCat 2 copies; cf. BMC NH I p. 58; Nissen BBI S. 5 45na. unknown
"Il giorno 30 Aprile 1849 circa le ore 9 del mattino la Divisione Francese divisa in due Brigate forte di settemila uomini circa, iniziava un doppio attacco l'uno alla porta S. Pancrazio per la via del Casale di S. Pio Quinto, l'altro verso la cinta del Vaticano. Il Generale Garibaldi al primo annunzio della presenza dell'inimico uscì ad incontrarlo con la sua Legione. Erangli spediti solleciti rinforzi cioe il Battaglione degli Emigrati, la prima Legione Romana, il Battaglione Universitario, un distaccamento del 2.° di linea, ed il Battaglione dei Reduci; pervenute tutte queste forze affrontò con tanto valore il nemico, che lo sgomentò e lo respinse menandone prigioni 300 Soldati, 6 Ufficiali, e un Comandante di Battaglione. Intanto a porta Cavallegieri fino a porta Angelica il 1° Reggimwnto Leggiero, la Nazionale mobilizzata, i Carabinieri, la Civica Stazionaria che in gran numero accorse con ardore indescrivibile alla cinta della Città respinsero l'attacco contro quella parte diretto. Alle 6 pomeridiane i Francesi in completa rotta si erano recati sbandati a 14 miglia distante da Roma a Castel Guido in numero di 5000 circa dopo di aver lasciato oltre i prigionieri, 1200 fra morti e feriti sul campo, ed un pezzo d'artiglieria smontato dai nostri bravi artiglieri. L'Armata Romana ebbe 50 morti, e 200 feriti, fra i morti si annoverano il Tenente Narducci, il Tenente Farinelli, Nicola De Berardi di Luigi d'Ancona, Succhini Diego, Pullini Enrico Ajutante-Maggiore, tutti Ufficiali d'artiglieria, Le Duck Adlfo Capitano del 1° Reggimento Leggiero; e così ebbe termine questa gloriosa giornata."La stampa fa parte di una serie di litografie stampate a Genova Dalla Lit. e Cal. Armanino Strada Garibaldi N° 204, colorate da L. Barbero. Riportano l'interessante indicazione "Di Proprietà della Società della Speranza in Genova". La litografia, stampata su carta della cina, presenta una bella coloritura coeva a cura di L. Barbero ed è applicata su di un supporto cartaceo. Sotto l'incisione alcune righe di testo storico descrittivo. Alcuni segni del tempo.La seconda Repubblica Romana. A Roma, sotto la spinta dei moti popolari che chiedevano libertà e democrazia, crollò il regime pontificio ed il Papa Pio IX fuggì a Gaeta. Il 9 febbraio 1849 un'Assemblea eletta con suffragio universale proclamò la Repubblica, e il mese successivo ne affidò la guida a un Triumvirato composto da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini. Come Bandiera, la Repubblica adottò il tricolore. Intanto il Papa da Gaeta invocava l'intervento delle potenze europee per restaurare il potere temporale. Francia, Austria, Spagna e Regno delle Due Sicilie, paesi cattolici retti da regimi assoluti o conservatori, attaccarono il territorio della Repubblica da più parti. A difesa della Repubblica affluirono in Roma giovani da ogni parte d'Italia e d'Europa, mentre GAribaldi vi portò i suoi volontari. Il 3 luglio, mentre le truppe francesi entravano in Roma, Giuseppe Galletti dal balcone del Palazzo Senatorio in Campidoglio, lesse al popolo la Costituzione della Repubblica Romana mentre i soldati francesi erano schierati in armi sull'Ara Coeli. Fu l'ultimo atto della Repubblica Romana.
1760 circa, prima tiratura. Incisione in rame all'acquaforte, b/n, cm 39,5 x 53,5 (alla lastra) più margini. La fontana, o fontanone, dell'Acqua Paola, nota anche come fontanone del Gianicolo, è una fontana monumentale situata sul colle Gianicolo. Tranne un breve e leggero tono di ingiallimento alla bassa brachetta centrale, esemplare in bella morsura, in margini e in ottimo stato di conservazione (la stampa è stata tolta dalla cornice e costo e spedizione vanno considerati senza cornice).
Veduta dell'interno della basilica di San Giovanni in Laterano, incisa da Francesco Barbazza su disegno di Francesco Panini. L'opera appartiene ad una serie di vedute di Roma stampate nella seconda metà del '700 per volere del Panini, che si avvalse della collaborazione dei migliori incisori dell’epoca: Vasi, Antonini, Barbazza, Cigni, Montagu, Polanzani e Volpato. Le tavole vengono stampate dalla Calcografia della Reverenda Camera Apostolica. Francesco Panini o Pannini (Roma 1738 - 10 aprile 1800) si formò con il padre Giovanni Paolo (Piacenza, 1691 - Roma, 1765) e ne proseguì l'attività vedutistica dedicandosi in modo particolare a realizzare raffinate opere su carta. In effetti, la scarsa attenzione critica a lui dedicata, tradisce la reale portata storica del pittore, che è da considerare tra i migliori interpreti della grafica settecentesca. La sua produzione, infatti, pur perpetuando una precisa tradizione riesce a esprimere un vero e proprio rinnovamento in chiave neoclassica. Dimostrandosi un abile prospettico, Panini fu elogiato dal Mariette e gli autori del 'Vignola illustrato' Giambattista Spampani e Carlo Antonini lo annoverano tra i pochi illustri prospettici e quale esempio per gli studiosi di architettura. Ma la produzione dell'artista conta altresì diverse imprese a fresco come la decorazione di Villa Albani, del piano nobile del Palazzo Cesarini Sforza e in Palazzo Doria, per conto del Cardinale Antonio Maria dipinse nel 1794 degli eleganti pannelli a grottesche. A lui si devono, con tutta probabilità, molte delle opere di collezioni pubbliche e private considerate della ‘scuola di Panini’ o ‘cerchia di Panini’ se non dello stesso Panini, e ciò pone un problema non piccolo per il catalogo dell’artista anche negli anni della maturità. Al contrario del padre Giovanni Paolo, uno dei più celebri e apprezzati pittori settecenteschi, Francesco Panini è stato oggetto di pochi studi. I dipinti e i disegni che oggi vengono riconosciuti alla sua mano mostrano vedute della Roma antica o di quella a lui contemporanea dove elaborate e grandiose architetture sono animate da piccole ed eleganti figure, proprio come nel foglio qui offerto. Una sua serie di acquarelli con Vedute di San Pietro è conservata presso il Dipartimento di Arti Grafiche del Louvre: tra queste è presente la stessa raffigurazione del prospetto principale della basilica vaticana se pur con un punto di vista più ravvicinato. L’attività indipendente di Francesco, pur sempre nel solco del genitore, riguardò soprattutto disegni con vedute romane per importanti incisori dell’epoca: Vasi, Antonini, Barbazza, Cigni, Montagu, Polanzani e Volpato. Acquaforte e bulino, stampata su carta vergata coeva, con margini, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia L. Salerno, 'I pittori di vedute in Italia', Roma 1991, pp. 290-291; M. Celeste Cola, 'L'inventario di Francesco Pannini, dipinti, disegni e contorni nello studio di Palazzo Moroni', Pisa 2012, pp. 199-224. View of the interiour of San Giovanni in Laterano, engraved by Francesco Barbazza after a drawing by Francesco Panini. The work belongs to a series of views of Rome printed in the second half of the 18th century at the behest of Panini, who availed himself of the collaboration of the best engravers of the time: Vasi, Antonini, Barbazza, Cigni, Montagu, Polanzani, Volpato and many others. The plates are printed by the Calcografia of Reverenda Camera Apostolica. Francesco Panini or Pannini (Rome 1738 - April 10, 1800) trained with his father Giovanni Paolo (Piacenza, 1691 - Rome, 1765) and continued the activity of vedutistica devoting himself in particular to the realization of refined works on paper. In fact, the scarce critical attention dedicated to him, betrays the real historical importance of the painter, who is to be considered among the best interpreters of eighteenth-century graphics. His production, in fact, while perpetuating a precise tradition manages to express a real renewal in a neoclassical key. Proving to be an able perspective artist, Panini was praised by Mariette and the authors of the 'Vignola illustrato' Giambattista Spampani and Carlo Antonini counted him among the few illustrious perspective artists and as an example for the scholars of architecture. But the production of the artist also counts several works in fresco as the decoration of Villa Albani, the main floor of the Palazzo Cesarini Sforza and Palazzo Doria, on behalf of Cardinal Antonio Maria painted in 1794 of the elegant grotesque panels. To him we owe, in all probability, many of the works in public and private collections considered to be of the 'school of Panini' or 'circle of Panini' if not of Panini himself, and this poses no small problem for the artist's catalog even in his mature years. Contrary to his father Giovanni Paolo, one of the most famous and appreciated 18th century painters, Francesco Panini has been the object of few studies. The paintings and drawings that today are attributed to his hand show views of ancient Rome or of that contemporary to him where elaborate and grandiose architectures are animated by small and elegant figures, just as in the sheet offered here. A series of his watercolors with views of St. Peter's is preserved in the Department of Graphic Arts of the Louvre: among them is the same depiction of the main facade of the Vatican basilica, albeit with a closer point of view. Etching and engraving, printed on contemporary laid paper, with margins, in excellent condition. Literature L. Salerno, 'I pittori di vedute in Italia', Rome 1991, pp. 290-291; M. Celeste Cola, 'L'inventario di Francesco Pannini, dipinti, disegni e contorni nello studio di Palazzo Moroni', Pisa 2012, pp. 199-224.
1950515871950. Ottimo Fine. Acquaforte inclusa nella cartella ''Cinquanta incisioni di artisti italiani'' pubblicata da Prandi nel 1963. Cm 245x17 Foglio 45x32. . Ottimo Fine. . , unknown
In 8 gr. pp. XVI con 1 tav. f. t. e 7 tra finalini, testatine e capolettera inc. all'acquaf. Br. coeva. Gora alla parte sup. delle ultime 2 cc. Splendida edizione veneziana, preceduta da un'ampia dedicatoria a Papa Benedetto XIV da parte dell'Albrizzi. L'incisione all'antip. e' firmata Piazzetta inc. mentre tutte le altre non riportano l'autore , anche se, qualitativamente, richiamano anch'esse lo stesso Piazzetta. Il testo riguarda il culto nella Basilica di Santa Maria Maggiore intorno alla reliquia di Papa Nicolo' IV, committnte di molte opere realizzate in questa chiesa romana.
Veduta panoramica della città dal Gianicolo. Pubblicazione fatta a cura del Consiglio Centrale per l'Italia dalla Pontificia Opera della Propagazione della Fede.In basso una legenda di 46 richiami sui luoghi notabili della città.Xilografia a colori, di Alfredo Blasi, la cui firma è in basso a destra.Rara. Veduta panoramica della città dal Gianicolo. Pubblicazione fatta a cura del Consiglio Centrale per l'Italia dalla Pontificia Opera della Propagazione della Fede.In basso una legenda di 46 richiami sui luoghi notabili della città.Xilografia a colori, di Alfredo Blasi, la cui firma è in basso a destra.Rara.
1305Joannes Oosterwyk, Amsterdam, 1718. 1 volume in-8 plein vélin d'époque, frontispice, XX et 441 pages, 16 planches dont 13 planches de numismatique. Très bel exemplaire.
19858118Pesaro: Edizioni della Pergola 1985. Ottimo Fine. Sei acqueforti acquetinte a colori originali numerate e firmate a matita di <strong>Remo Brindisi </strong>per la Storia della colonna infame. Introduzione critica di <strong>Roberto Sanesi</strong>. Cm 55x375. pp. 32. Ottimo Fine. Edizione originale di 125 XXV es. numerati. Edizioni della Pergola, unknown