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La Fontana dei Quattro Fiumi in Piazza Navona a Romai, con l'obelisco centrale affiancato dalle effigi scolpite del fiume Gange a sinistra e del Nilo a destra.Incisa da Louis Gommier e stampata da Domenico de Rossi. SI tratta della coppia fatta pubblicare da Domenico de Rossi dell'incisione di Francois de Poilly, edita da Gian Giacomo de Rossi.Incisione in rame, in perfetto stato di conservazione. Rara. The fountain of the Four Rivers (Fontana dei Quattro Fiumi) on Piazza Navona in Rome, after Bernini, with the central obelisk flanked by the sculpted effigies of the Ganges river at left, and the Nile at right.Companion piece engraved by Louis Gommier in the early 18th century of the engraving by Francois de Poilly.Copperplate, with margins, perfect condition. Rare.
172886101728 Neapoli (Naples), Typographia Haeredum Pittanti, 1728. Un volume in-4 plein vélin ivoire, dos à nerfs estampé à froid en tête et en queue, titre manuscrit, plats estampés à froid, [1f.] blanc, faux titre et page de titre, [12ff.], 419 pages, [19ff.] dindex et [3ff.] blancs, texte en latin. Bandeaux et cul-de-lampe. Bel exemplaire malgré quelques rousseurs.
In Roma, Appresso Paolo Blado Stampatore Camerale, 1591, in-folio, privo di brossura, pp. [4]. Con grande stemma papale in xilografia sul frontespizio.
Lucca, Benedini, 1758, in-4, legatura ottocentesca in mezza pelle, titolo e fregi oro. Cuffia superiore del dorso difettosa, tagli azzurri. Antiporta (Petrus Perfetti sculpsit). Con 11 figure incise in rame, iniziali e fregi incisi in legno. (Cicognara, 1668: “Opera eruditissima”. - Choix, 1708).
In 12° (150x85). Pagg. (18), 242. Marca editoriale al frontespizio in silografia, capolettera istoriati e testatine. Dedica a Cosimo De Medici.<BR>Piena pergamena rigida coeva con titolo manoscritto al dorso. <BR>Rara edizione, pubblicata lo stesso anno della prima a Parigi (Parigi, L. Billaine e S. Piget, 1664 in 12°), furono editate successivamente altre quattro edizioni italiane nel 1756, 1758, 1802 e 1867; una tedesca è stata pubblicata nel 1767. Quest'opera che traccia uno spaccato storico italiano molto importante, fu erroneamente attribuita a Francesco Guicciardini. Gamba 1446 riporta: "ma il dott. Giovanni Lessi in una dissertazione letta alla società Colombaria di Firenze, dimostrò appartenere fuori di dubbio a Luigi, fratello di Francesco. Se ne fece una edizione seconda in Lucca, colla data di Colonia, 1756 altra ivi 1758 in 8°…"<BR>Ottimo esemplare genuino, presenta una lievissima ossidazione ad alcune pagg.<BR>Brunet II, 1805; Platneriana, 316; Lozzi, 4209 (nota); Gamba 1446.<BR><BR>
Splendida tavola, derivante dai disegni di Lievin Cruyl, per la prima volta pubblicata nel "Thesaurus antiquitatum Romanarum" di J. G. Graevius edita da Franz Halm e Peter van der AA tra il 1694 e il 1699. Esemplare tratto dall'opera "Beschryving van oud en nieuw Rome", di François Jacques Deseine edita ad Amsterdam nel 1704 da Franz Halm. Contariamente da quanto indicato da Bodart e confermato da Barbara Jatta nel suo saggio sul Cruyl, le incisioni sono le stesse.La serie è composta da quindici tavole, formate da più lastre o suddivise in due parti. La partte superiore è tratta da disegni del Cruyl, mentre quella inferiore da soggetti di Giovan Battista Falda. La tavola è formata da due lastre: una superiore più grande, incisa su disegno di Lievin Cruyl, mostra un'ampia veduta prospettica che comprende il Colosseo, l'Arco di Costantino e le zone adiacenti.La lastra inferiore presenta due vedutine raffiguranti il complesso di S.Spirito in Sassia e dell'abisde esterna della Basilica di S. Pietro, tratte da incisioni di G. B. FaldaAcquaforte e bulino, in ottimo stato di conservazione. From Beschryving van oud en nieuw Rome Written by François Jacques Deseine and published in Amsterdam by Franz Halm in 1704, in 2 vv.The plate shows in the top a beautiful view of the Colosseo and surrounding area, after a drawing by L. Cruyl.At the bottom of the plate, two insets depicting S. Spirito in Sassia and the external apse of the Basilica of St. Peter, after Giovanni Battista Falda.Etching and engraving, in very good condition. B. Jatta, Lievin Cruyl e la sua opera grafica, p. 161.
Splendida tavola, derivante dai disegni di Lievin Cruyl, per la prima volta pubblicata nel "Thesaurus antiquitatum Romanarum" di J. G. Graevius edita da Franz Halm e Peter van der AA tra il 1694 e il 1699. Esemplare tratto dall'opera "Beschryving van oud en nieuw Rome", di François Jacques Deseine edita ad Amsterdam nel 1704 da Franz Halm. Contariamente da quanto indicato da Bodart e confermato da Barbara Jatta nel suo saggio sul Cruyl, le incisioni sono le stesse.La serie è composta da quindici tavole, formate da più lastre o suddivise in due parti. La partte superiore è tratta da disegni del Cruyl, mentre quella inferiore da soggetti di Giovan Battista Falda.La tavola è formata da due lastre: una superiore più grande, incisa su disegno di Lievin Cruyl, mostra un'ampia veduta prospettica che comprende l'area del Foro RomanoLa lastra inferiore presenta due vedutine raffiguranti la chiesa dei SS. Luca e Martina, e quella di S. Francesca Romana, nota anche come S. Maria Nova, tratte da incisioni di G. B. FaldaAcquaforte e bulino, in ottimo stato di conservazione. From Beschryving van oud en nieuw Rome Written by François Jacques Deseine and published in Amsterdam by Franz Halm in 1704, in 2 vv.The plate shows in the top a beautiful view of the Foro Romano, after a drawing by L. Cruyl.At the bottom of the plate, two insets depicting the church of SS. Luca and Martina, and the church of S. Francesca Roma, after Giovanni Battista Falda.Etching and engraving, in very good condition. B. Jatta, Lievin Cruyl e la sua opera grafica, p. 161.
Rarissima veduta di Castel Sant'Angelo tratta da "Le miroir du monde, ou Epitome du theatre d'Abraham Ortelis" di Z. Heyns edito ad Amsterdam nel 1598.La raccolta, un atlante, contiene della carte derivanti dalla produzione di Abraham Ortelius. Curioso il fatto che questa veduta sia la sola inserita nell'atlante. Xilografia, in perfetto stato di conservazione. A very rare 16th Century view of the St. Angelo Castle at the entrance to the Vatican. The work was published by Zacharias Heyns in his rare Le Miroir du Monde, ou, Epitome du Theatre d'Abraham Ortelius, published in Amsterdam in 1598.Zacharias Heyns was the son of Peter Heyns, who wrote the rhyming text for Ortelius' Spieghel Der Werelt, first published in 1577. Zacharias Heyns Le Miroir du Monde . . . was likely an attempt to continue the success of his father, although the maps bear no connection to Ortelius' work. As noted by Burden, all of the maps for this work are woodcuts, making it one of the last atlases to employ this means of printing. The atlas is highly sought after among collectors, prized for its rarity and the unique appearance of its maps. The second edition of 1615 is virtually unknown, with Koeman locating only 1 example at the Bibliotheque Nationale. M. Di Paola, Castel Sant'Angelo nelle sue stampe, p. 93, 29 (descritta come anonima).
174946401966Paris, Delaguette, 1749 ; in-12, veau fauve, encadrement fil. dor., dos orné. (Reliure de l’époque). 32 pp., 229 pp., (3 pp.)ÉDITION ORIGINALE. L’auteur était curé de Gouvieux, près Chantilly. Cioranesco 39134.De la bibliothèque du MARQUIS D’ALIGRE (ex-libris du XVIIIe s.) Né à Paris en 1726 dans une famille qui compta deux chanceliers, il fut nommé Président du Parlement en 1768. Il fit plusieurs fois des remontrances au roi contre les impôts et contre les opérations ministérielles subversives. En 1788, en présence de Necker, il lut un mémoire au roi dans lequel il pronostiquait les malheurs qui, selon lui, découleraient de la convocation des États-Généraux. N’ayant pas été écouté par le roi, d’Aligre démissionna du Parlement. Le jour de la prise de la Bastille il fut arrêté mais put s’échapper grâce à un de ses anciens domestiques. Il émigra à Londres où l’attendait une fortune placée dans une banque anglaise. Il mourut en 1798 à Brunswick, laissant une fortune colossale à ses deux enfants.Un coin frotté.
Pianta a proiezione verticale, orografica, orientata con il nord in alto.Si tratta, di una derivazione ridotta ed aggiornata della pianta di Giovan Battista Nolli del 1748, pubblicata per la prima volta nel 1838 - priva dell'apparato decorativo in basso, derivante interamente dal Nolli, che appare solamente in questa ristampa del 1841, emendata sulla vecchia lastra. Sono aggiunti orografia e rappresentazione delle aree verdi. "In basso, sotto la pianta, sono state inoltre aggiunte a sinistra una vista del Colosseo e la colonna Traiana con le tre colonne del Foror Romano in primo piano e a destra il Campidoglio. I rioni sono contraddistinti in pianta da numeri romani. In basso a destra troviamo le firme dei vari incisori. Ai due lati legende divise per argomenti. Non è stato possibile verificarlo, ma è probabile che questa pianta venisse venduta avulsa dall'opera" (cfr. Marigliani p. 285).Acquaforte, stampata su carta coeva, tagliata ed applicata su tela e montata ad astuccio, piccole ossidazioni, per il resto in buono stato di conservazione. Vertical projection map, orographic, oriented with the north at the top.It is a reduced and updated derivation of Giovan Battista Nolli's map of 1748, published for the first time in 1838 - without the decorative apparatus at the bottom, deriving entirely from Nolli, which appears only in this reprint of 1841, amended on the old plate. Orography and representation of the green areas are added. At the bottom, under the map, a view of the Colosseum and the Trajan's column with the three columns of the Foror Romano in the foreground and the Capitol on the right have been added. The districts (rioni) are marked in the map by Roman numbers. At the bottom right we find the signatures of the various engravers. On the two sides legends divided by topics. Etching, printed on contemporary paper, cut and applied on canvas and mounted in a case, light foxing, for the rest in good condition. C. Marigliani, "Le Piante di Roma delle collezioni private", n. 285; Scaccia Scarafoni, "Le Piante di Roma", n. 290.
In-8°; pp. (16), 75, (1), frontespizio figurato inciso su rame con ritratto del Letterato, legatura in piena pergamena. Graziosa biografia di Leonardo Ceruso, detto Letterato, che si dedicò ai poveri, in particolare ai ragazzi, che accoglieva in casa, con i quali per esempio andava a pulire le strade chiedendo poi l’elemosina ai negozianti, e che educava alla vita di Chiesa. I suoi “putti”, indossarono presto tutti un abito turchino. Molti tra i personaggi di spicco dell’epoca furono suoi benefattori, tra cui Carlo Borromeo. Al frontespizio a penna indicazione di un’antica collocazione “della scansia di giù”. Michel v.5, p. 98.
3 voll. pp. 260 + XXXVI tavole in nero e a colori, cm 38x321, brossura.
Il foglio (cm. 50 x 38,5) deriva dal volume del Meyer (“L’arte di restituire a Roma la tralasciata navigazione del suo Tevere”) ma - come nel volume - include la dicitura dello stampatore (Tinassi). Vistoso restauro al centro della pagina. This leaf, printed on both sides, derives from the notorius Meyer’s work: “L’arte di restituire a Roma la tralasciata navigazione del suo Tevere” (Roma, Camera apostolica, 1683). As like in the volume, the etching includes the printer’s note (Tinassi). Restoration at center of the leaf.
2 voll. In 8°(mm 170x103). Pagg. 353, (5); 359 - 728. L'apparato iconografico consta di 42 tavole comprese le due piante di Roma ripiegate, tutte incise finemente in rame f.t. così suddivise: 2 piante della città e 24 tavole di vedute nel primo vol. e 16 tavv. sempre raffiguranti le antiche vestigie romane, le piazze e i maggiori monumenti, nel secondo vol. Piena pergamena rigida coeva, tagli marezzati, titolo in oro su doppio tassello al dorso con eleganti fregi dorati. Ottimo esemplare genuino. <BR><BR>
91245Roma, Tipografia Delle Belle Arti, 1848, 3 volumes in-8 de 223x143 mm environ, 679, 555 et 753 pages, demi vélin crème à coins, dos lisses portant titres et tomaisons dorés sur pièces de titre rouges et pièces de tomaisons vertes, ornés de fers et filets dorés. Des tampons de bibliothèque (annulés), traces d'anciennes étiquettes sur les mors-peaux débordant sur le cartonnage, légères rousseurs sur les tranches, quelques erreurs de pagination (593 au lieu de 393 et 354-355 au lieu de 534- 535), petite déchirure p. 405 sans manque de texte, sinon bon état. Texte en italien.
LEGATURE NELLA SUA RARA BROSSURA COLOR GRIGIOCELESTE, PRESENTI 138 TAVOLE COMPLESSIVE, MANCANO TAVOLE N. 53 E 59 AL TERZO VOLUME. OPERA COLLAZIONATA numero pagine: 116 + VOLUMI DI TAVOLE +114 formato: ALBUM 35.5X26 stato conservazione: DISCRETO, MANCANZE AI DORSI DELLE BROSSURE E USURE IN COPERTINA, SCRITTE AI PIATTI. LIEVI FIORITURE. A FOGLI SCIOLTI MANCANO I LEGACCI
8°, dedica al card. Francesco Maria de'Medici, leg. settecentesca t. perg., dorso con titoli fregiati in oro. Il poema, in dodici canti in ottave, narra una contesa popolare tra il rione dei Monti e quello di Trastevere avvenuta al tempo di Cola di Rienzo in seguito ad una contestazione sulla vittoria nell'arrampicata sull'albero della cuccagna nella festa di Maggio del 1347. Attori e linguaggio sono di carattere vivacemente popolaresco, e costituiscono una non trascurabile fonte d'ispirazione di G.Belli. Pregevole ediz.orig., corredata di un glossario di vocaboli e modi di dire romaneschi (che occupa le ultime 8 pp.).Raro.
In Ferrara, per Bernardino Pomatelli, 1688, in-8, legatura coeva in piena pergamena, titolo manoscritto in antico al dorso, pp. [8], 446, [2]. L'ultima carta reca l'errata. Titolo nell'occhietto: Il maggio romanesco overo il palio conquistato. Prima edizione di questo poema in romanesco: narra la contesa popolare tra il rione Monti e quello di Trastevere, avvenuta al tempo di Cola di Rienzo. Lozzi, 4471. Rossetti, 8047. Buon esemplare.
GRA33Copper etching XVIIIe, 18,5 x 14 cm the plate, rare variation of this known work.
Fascinosa veduta di Piazza di Spagna, con la fontana della Barcaccia in primo piano e la Scalinata di Trinità dei Monti sulla destra. L'opera deriva dalla veduta di Giovanni Battista Piranesi del 1748 circa.Le vedute edite dai Remondini rappresentano a pieno merito la stampa popolare italiana: semplici nel tratto, spesso colorate con poche tinte in maniera rapida e decisa, affascinano per la loro immediatezza e sono state oggetto di numerose mostre, raccolte e studi negli ultimi anni. Le vedute erano preparate per essere inserite nel Mondo Nuovo, dove i popolani potevano vederle illuminate e conoscere così le città del mondo.Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Rara. Fascinosa veduta di Piazza di Spagna, con la fontana della Barcaccia in primo piano e la Scalinata di Trinità dei Monti sulla destra. L'opera deriva dalla veduta di Giovanni Battista Piranesi del 1748 circa.Le vedute edite dai Remondini rappresentano a pieno merito la stampa popolare italiana: semplici nel tratto, spesso colorate con poche tinte in maniera rapida e decisa, affascinano per la loro immediatezza e sono state oggetto di numerose mostre, raccolte e studi negli ultimi anni. Le vedute erano preparate per essere inserite nel Mondo Nuovo, dove i popolani potevano vederle illuminate e conoscere così le città del mondo.Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Rara.
1870GR248Stuttgart, Hoffmann'sche V. 1870. Long in-4o, 752 p. et 72 planches coloriees de l'antiquite grecque et romaine. Rel. 1/3 basane d'epoque, 1r mors avec une petite fente, texte et planches propres. A' edition.
1833ko1389Roma, Tipografia di Crispino Puccinelli Relié 1833 Deux volumes in-folio (32,5 x 48 cm), reliure demi-peau à coins, dos lisses ornés de dorure, Tome 1 : 202 pages + planches 1 à 198 ; Tome 2 : 200 pages + planches 199 à 390 (il manque malheureusement à cet exemplaire les planches 316, 317 et 347) ; épidermures au cuir, manque de cuir dans le coin inférieur du premier plat, papier reliure abîmé aux coupes et quelques marques d'usure aux plats, quelques rousseurs éparses à l'intérieur par ailleurs très frais, assez bon état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
Obelisco Panfilio, eretto dalla santita di n.s. Innocentio. X. in piazza Navona sopra la nobilissima, et maravigliosa fontana inventione et opera del, cavalier. Gio: Lorenzzo Bernino. scoperta li. 12. givngnio. 1651. Parte orientale. In basso a sinistra Louis Rouhier sculpsit. Veduta della Fontana dei Fumi a Piazza Navona. L'opera appartiene ad una coppia di incisioni firmate dall’incisore francese Louis Rouhier, originario di Dijon ma principalmente attivo a Roma, per l’editore Giovan Giacomo de Rossi. Le opere sono stampe d’occasione realizzate appositamente per documentare l’inaugurazione della Fontana dei Fiumi del Bernini in Piazza Navona, del 12 giugno 1651. Raffigurano la piazza e la fontana con una veduta da est ed una da ovest, per mostrare la scultura in tutta la sua straordinaria bellezza. “[…] edita dal De Rossi proprio nel 1651, ci mostra infatti la fontana dei Quattro Fiumi con l'obelisco appena collocato. La data che leggiamo, 12 giugno 1651, è quella del giorno dell’inaugurazione della famosissima scultura che, come è noto, il Bernini realizzò dopo essere caduto in disgrazia presso i Pamphilj; la sua grande fama infatti aveva subito una battuta d'arresto, a seguito dell'insuccesso riportato dal suo campanile in San Pietro e per aver lavorato con la famiglia Barberini, da sempre in antagonismo con quella dei Pamphilj. Fu la cognata donna Olimpia, a sottoporre ad Innocenzo X la visione del modello in argento della fontana del Bernini, che lasció molto favorevolmente impressionato il pontefice, e così l'importante committenza fu affidata allo scultore, il quale elaborò la straordinaria allegoria che voleva esprimere il trionfo della Chiesa cattolica sui quattro continenti simbolizzati dalle personificazioni dei fiumi: Nilo, Gange, Rio della Plata, Danubio. Inevitabile è l'accostamento tra questa incisione e il dipinto conservato presso il Museo di Roma (inv. MR 35459) che però sembra riferirsi ad una visita "informale" effettuata dal pontefice qualche giorno prima dell'inaugurazione e precisamente, l'8 giugno 1651. L'acquaforte offre una piacevolissima scena di vita romana fornendo una puntuale riproduzione dei costumi dei personaggi raffigurati nelle loro carrozze o nell'atto di contemplare la nuova, meravigliosa creazione” (cfr. Simonetta Tozzi, in Incisioni barocche di Feste e avvenimenti, pp. 179-182, IV.9). “In a pair of prints etched by Louis Rouhier and published by Giovanni Giacomo de Rossi, the space is forged as public through the specificities of time and space. Access to the fountain is now extended over two images, and this is just one of the ways in which the prints seek to bring a new approach to visuality within public space. In each, the fountain defines the field of vision, taking in the most concentrated views of its own world geography as well as all the parts of the surrounding buildings that such viewpoints might reveal. These are rendered in exacting topographical vocabulary and become part of the ways the eye is not allowed to settle on an overall shape but is kept constantly on the move. This movement might start from the fountain to take in all of its details and its attentive and enthusiastic promenaders and then progress upward toward the height of the obelisk, finally reaching the surmounting Pamphili dove holding an olive branch. In other words, the earlier coherence of the space is replaced with an eye that penetrates the space activated by the visual power of the fountain. Thus instead of being conceptualized by what is lacking, the piazza is conceprualized by what fills it. In fact, the desire is to fill, and constantly refill, the Space. It is filled with gushing water, rhetorical bodily gestures, the flora and fauna of the world at large, the continuous movement of people around the fountain, and even time, be it back to antiquiry pace seem all too empty, this one seems astonishingly full. Visual observation is what fills the space, supplying it ... Obelisco Panfilio, eretto dalla santita di n.s. Innocentio. X. in piazza Navona sopra la nobilissima, et maravigliosa fontana inventione et opera del, cavalier. Gio: Lorenzzo Bernino. scoperta li. 12. givngnio. 1651. Parte orientale. Signed at lower left Louis Rouhier sculpsit. View of the Fountain of the Four Rivers in Piazza Navona. Belong of a pair of views of the west an east side of the Fountain of Four Rivers, signed by the French engraver Louis Rouhier, originally from Dijon but mainly active in Rome, for the publisher Giovan Giacomo de Rossi. The works are made specifically to document the inauguration of Bernini's Fountain of Rivers in Piazza Navona on June 12, 1651. They depict the square and the fountain with a view from the east and one from the west, to show the sculpture in all its extraordinary beauty. The fountais is made by the Domitian's obelisk, transferred by order of Giambattista Pamphilj or Innocent X, from the Circus of Maxentius to Piazza Navona and integrated by Gianlorenzo Bernini in the design of the Fountain of Four Rivers. “[…] edita dal De Rossi proprio nel 1651, ci mostra infatti la fontana dei Quattro Fiumi con l'obelisco appena collocato. La data che leggiamo, 12 giugno 1651, è quella del giorno dell’inaugurazione della famosissima scultura che, come è noto, il Bernini realizzò dopo essere caduto in disgrazia presso i Pamphilj; la sua grande fama infatti aveva subito una battuta d'arresto, a seguito dell'insuccesso riportato dal suo campanile in San Pietro e per aver lavorato con la famiglia Barberini, da sempre in antagonismo con quella dei Pamphilj. Fu la cognata donna Olimpia, a sottoporre ad Innocenzo X la visione del modello in argento della fontana del Bernini, che lasció molto favorevolmente impressionato il pontefice, e così l'importante committenza fu affidata allo scultore, il quale elaborò la straordinaria allegoria che voleva esprimere il trionfo della Chiesa cattolica sui quattro continenti simbolizzati dalle personificazioni dei fiumi: Nilo, Gange, Rio della Plata, Danubio. Inevitabile è l'accostamento tra questa incisione e il dipinto conservato presso il Museo di Roma (inv. MR 35459) che però sembra riferirsi ad una visita "informale" effettuata dal pontefice qualche giorno prima dell'inaugurazione e precisamente, l'8 giugno 1651. L'acquaforte offre una piacevolissima scena di vita romana fornendo una puntuale riproduzione dei costumi dei personaggi raffigurati nelle loro carrozze o nell'atto di contemplare la nuova, meravigliosa creazione” (cf. Simonetta Tozzi, in Incisioni barocche di Feste e avvenimenti, pp. 179-182, IV.9). “In a pair of prints etched by Louis Rouhier and published by Giovanni Giacomo de Rossi, the space is forged as public through the specificities of time and space. Access to the fountain is now extended over two images, and this is just one of the ways in which the prints seek to bring a new approach to visuality within public space. In each, the fountain defines the field of vision, taking in the most concentrated views of its own world geography as well as all the parts of the surrounding buildings that such viewpoints might reveal. These are rendered in exacting topographical vocabulary and become part of the ways the eye is not allowed to settle on an overall shape but is kept constantly on the move. This movement might start from the fountain to take in all of its details and its attentive and enthusiastic promenaders and then progress upward toward the height of the obelisk, finally reaching the surmounting Pamphili dove holding an olive branch. In other words, the earlier coherence of the space is replaced with an eye that penetrates the space activated by the visual power of the fountain. Thus instead of being conceptualized by what is lacking, the piazza is conceprualized by what fills it. In fact, the desire is to fill, and constantly refill, the Space. It is filled with gushing water, rhetorical bodily gestures, the f...
17788728Paris, Veuve Duchesne (Imprimerie Cl. Simon de Clousier), 1778 ; six tomes, in-8 ; plein veau fauve, dos à nerfs décorés et dorés, pièces de titre havane et de tomaison vert-sapin, triple filet doré d'encadrement des plats, filet sur les coupes, tranches rouges (reliure de l'époque) ; (4), XVI, 594, (4) ; (4), 600 ; (4), 479, (1 bl.) ; (4), 462 ; (4), 472 ; (4), 524 pp. ; portrait par Pougin de st Aubin pour l'effigie et Marillier pour le décor, gravé par N. Le Mire en frontispice du tome 1er ; 2 figures en second frontispice du tome 1er et en frontispice du tome 2, gravées par L. Halbon et Le Beau d'après Marillier et tirées des pièces "L'Oracle" et "Les Grâces".
32642Dijon, L. N. Frantin, 1777 - 3 volumes in-4, reliures cartonnées demi veau à coins, titre sur dos, filets dorés sur plats, tranches teintées rouge. LXXXII+646, XI+676 et IV+500 pages (+ fragmenta et index). Gravures pleine page et cartes dépliantes - Très bon état de l'ensemble, un peu de frottement et de salissures sur les reliures, intérieurs impeccables