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brossura Fin dai primissimi anni Cinquanta, Claude Lévi Strauss levò la sua voce nel nascente dibattito sul problema del razzismo. Lo fece con "Razza e storia" dove attribuiva al carattere etnocentrico proprio della civiltà occidentale la responsabilità della nascita delle teorie naziste. A suo parere era essenziale rifiutare l'idea del primato dell'Occidente. Queste riflessioni furono sviluppate e corrette nell'intervento, datato 1971, dal titolo "Razza e cultura". I due scritti sono stati raccolti in questo volume e stupiscono per la tragica attualità di quanto denunciano. In appendice viene presentata l'intervista rilasciata da Lévi Strauss nel giugno 2000 a Marcello Massenzio.
br. In questi brevi saggi l'autrice documenta alcuni aspetti della vita e l'opera del padre, Fosco Maraini, volgendosi in particolare al periodo tra gli anni Trenta e Cinquanta e a una scelta delle tematiche e produzioni della sua poliedrica attività. Dalla nascita a Ricòrboli e gli articoli giovanili su alpinismo e natura, dai primi viaggi in Sicilia e le prime pubblicazioni Dren Giong (1939) e Lontano Tibet (1942) - su Himalaya, Sikkim e Tibet, alle origini familiari e alla genesi di un corpus poetico e fotografico, l'autrice procede ad una analisi del loro contesto storico, ma non soltanto. Tale lavoro di ricerca non intende tracciare una biografia ma fornire ai lettori interessati all'opera di Fosco Maraini, e all'occasione del centenario della sua nascita, alcuni tasselli sparsi, talvolta poco noti. Tratteggiando la figura di chi, volendo "sormontare i limiti", si confrontò sin da giovane innanzi tutto con se stesso, i testi qui raccolti cercano di coglierne, senza mitizzarlo, e focalizzando su alcuni temi e periodi, il percorso umano, oltre che di studio, arte e conoscenza.
br. Qual è il senso delle mappe oggi? Cosa possiamo mappare e cosa invece sfugge, e perché, alla rappresentazione cartografica? Come questa pratica del mappare attraversa discipline differenti? Domande che impongono riflessioni complesse e una continua ridefinizione dei concetti di spazio e luogo all'interno dei concreti casi di studio e di progettazione artistica. Questi temi sono presenti al Festival dell'Arte dell'Antropologia e delle Scienze (Matera, 11-13 novembre 2011) e dei partecipanti di Rupextre, residenza per artisti e antopologi (11-20 novembre 2011).
brossura Il libro di Donato Martucci propone un'analisi antropologica della cultura popolare albanese, con particolare attenzione ad alcuni aspetti rilevanti, come la parentela e la discendenza, i codici di diritto consuetudinario, la vendetta, le differenze di genere, le vergini giurate, i saperi sulla morte, su un particolare "revenant", un vampiro, un "lugat". L'approccio metodologico si basa sulla ricerca etnografica, condotta per anni sul campo, e sulla documentazione d'archivio. La prospettiva teorica dell'autore è innovativa, perché è attenta alla lettura e all'uso che si fa dei saperi tradizionali e del passato. E guarda alle interpretazioni proposte, oggi, dagli attori sociali, di pratiche e credenze che sembrerebbero residui di tempi ormai trascorsi, e invece mostrano, nei nuovi contesti, nella modernità, una vitalità portatrice di significati, più o meno confusamente stabiliti, che meritano di essere analizzati.
br. L'adolescenza in Samoa è un piccolo libro scritto oltre settant'anni fa da una donna di ventitré anni sulle adolescenti di un posto lontano. Ci ha accompagnati per tutto questo tempo, influenzando profondamente molti fra i grandi dibattiti del secolo e ispirando tante discussioni e controversie.
br. Nelle scienze sociali gli studi sul consumo sembrano essere attraversati da una tensione costante tra due poli interpretativi: quello che vede le merci alla base di un processo di alienazione nelle pratiche quotidiane e, all'opposto, quello che privilegia l'analisi degli scambi simbolici, che definiscono il consumo come costruzione di legami sociali e attività di tipo rituale. Gli oggetti ci rendono schiavi o, al contrario, ci liberano da numerose costrizioni? Attraverso gli oggetti ci isoliamo dal mondo o, diversamente, li usiamo per costruire relazioni sociali? Lo shopping è una pratica di tipo edonistico o un modo per manifestare l'amore verso i propri cari? Nel testo si insinua il dubbio che il consumo non si esaurisca nell'acquisto ma si configuri piuttosto come una relazione - una sorta di opening gift - dove diversi soggetti si vincolano tra di loro in un rapporto che assume forme sempre più complesse di definizione del sé. Il volume illustra gli ambiti di ricerca, le teorie e i concetti dell'antropologia del consumo in una prospettiva etnografica.
brossura Fin dalle sue origini, l'antropologia ha fatto uso di fotografie e filmati per documentare i suoi "oggetti di studio". Ma nel corso della storia dell'antropologia visiva, le immagini etnografiche si sono progressivamente trasformate da freddi documenti "segnaletici" a rappresentazioni dell'incontro tra osservatori occidentali e soggetti appartenenti a culture diverse. Una volta riconosciuta la possibilità e la necessità del dialogo nella ricerca antropologica, le rappresentazioni audiovisive sono divenute esse stesse un affascinante luogo d'incontro, dando voce alle parole dei nativi e corpo ai loro sguardi.
br. Il volume descrive e riflette su come l'antropologia pubblica, implicata oltre che applicata, possa partecipare attivamente alla progettazione, oltre che all'osservazione e alla valutazione dei processi di inclusione sociale. Una descrizione "dall'interno" di un progetto scientifico interdisciplinare tra design e antropologia può essere utile per coloro che intendono impegnarsi in un lavoro di progettazione, mettendo in pratica i saperi antropologici in un'ottica di ricerca-azione interdisciplinare e partecipativa.
br. Il volume descrive e riflette su come l'antropologia pubblica, implicata oltre che applicata, possa partecipare attivamente alla progettazione, oltre che all'osservazione e alla valutazione dei processi di inclusione sociale. Una descrizione "dall'interno" di un progetto scientifico interdisciplinare tra design e antropologia può essere utile per coloro che intendono impegnarsi in un lavoro di progettazione, mettendo in pratica i saperi antropologici in un'ottica di ricerca-azione interdisciplinare e partecipativa.
br. Pubblicato postumo, "Magia e schizofrenia" trae ispirazione dal periodo di lavoro che lo psicanalista Géza Róheim trascorse presso l'ospedale di Worcester, nel Massachusetts. A partire dall'ascolto prolungato di un paziente, l'autore esplora il rapporto tra pensiero magico e schizofrenia, malattia definita dallo stesso Róheim come "la psicosi per eccellenza". Secondo la concezione dello psicanalista ungherese, la pratica magica è infatti un tentativo di ricostruzione della realtà con mezzi libidici, esattamente come accade nei soggetti che manifestano sintomi psicotici di carattere schizofrenico. Avvalendosi di un metodo complementarista che combina visione antropologica e visione analitica, con questo libro Róheim apre una nuova frontiera dello studio psichiatrico.
br. Che cosa accomuna la varietà infinita di fenomeni che chiamiamo festa? Il Natale con il suo senso di quieta gioia familiare e il carnevale con il suo spirito trasgressivo? Le meste liturgie del 2 novembre che onorano i defunti e una festa in discoteca? Nei moltissimi modi diversi di far festa prevalgono gli elementi di continuità oppure le differenze? E a quale esigenza umana risponde l'impulso a festeggiare, presente da sempre in qualsiasi civiltà?
brossura Morfologia e funzionalismo profondamente percorrono le vicende del pensiero antropologico degli ultimi due secoli, ed è appunto nel gioco e nel contrasto di tali prospettive che si costruiscono le principali alternative su cui, di volta in volta, si è costruita la scienza dell'uomo nelle sue relazioni con il pensiero estetico e nel suo dialogo con la filosofia della natura. Ripercorrendo alcuni momenti esemplari del pensiero antropologico moderno, da Herder a Schiller a Schopenhauer, da Gehlen a Plessner a Ejzenstejn, sino a Blumenberg e a Shusterman, il volume articola la relazione fra forma e funzione sino a lasciare emergere il progetto di un'estetica della natura, una scienza della forma vivente e dei suoi valori espressivi ed emozionali.
ill., ril. In Italia e in Europa sono in atto da tempo una serie di strategie produttive, comunicative e amministrative, per la riscoperta di prodotti e ricette tradizionali come risorse per lo sviluppo locale. L'obiettivo è quello di rendere 'appetibili' al mercato globale saperi e sapori eminentemente locali, dando garanzie di igiene e qualità, e giocando una partita complessa tra standardizzazione del gusto e rivalutazione della tipicità. Nell'arco alpino questa 're-invenzione del cibo' ha importanti ricadute sull'economia del territorio, sugli assetti sociali e politici delle comunità, e sull'impatto ecologico delle pratiche produttive.
ill., br. Che senso ha fare geografia oggi, in un'epoca in cui il globo è stato esplorato palmo a palmo e le mappe sono disegnate da satelliti e software? Che importanza ha inventarsi un'immagine della Terra in mezzo ai guasti del clima e alla dissoluzione ambientale? Che cosa possono insegnare alla geografia contemporanea un racconto di mare in latino del X secolo, le canzoni di gesta antico francesi, i diari di bordo del capitano Cartier, la Liguria di Montale, l'India di Moravia e Pasolini, la costa bretone di Kenneth White? "Neogeografia" è un'esplorazione estrema che mira a un duplice cambio di paradigma: ripensare l'epistemologia della geografia e analizzare i testi come altrettanti laboratori di paesaggio. Non semplice critica letteraria o studio di fonti indirette, ma l'analisi di esercizi cognitivi complessi, i sondaggi spaziali di Homo geographicus che lasciano sempre traccia tra le parole del testo. E infine. al cuore di tutto. una riflessione sulle immagini e sull'immaginario. perché ogni resistenza culturale, intellettuale, sociale comincia da un futuro immaginato. da una "prova" di desiderio che funziona come alternativa allo status quo. "Neogeografia" è soprattutto questo: un ripensamento necessario del metodo scientifico per restituire alla geografia, all'antropologia e alle scienze sociali la loro irrinunciabile vocazione politica. Un manuale di resistenza dell'immaginario in cui la Terra e i suoi paesaggi sono la base primaria per fare pensiero critico e per inventare nuove pratiche di libertà.
A clean, unmarked book with a tight binding. 8 1/2"w x 11"h. 142 pages. Many b&w photos. Previous owner's name inside.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. «La crisi e le trasformazioni del lavoro». La crisi del ceto medio è uno dei grandi temi della politica nei Paesi occidentali. A lungo negato – soprattutto in Italia – e oscurato dalla grande visibilità e drammaticità del fenomeno dell’immigrazione, trova le sue radici nelle trasformazioni del lavoro e delle imprese. È la tesi di fondo di questi scritti, diversa dalle interpretazioni correnti che tendono a spiegare tutto con il fenomeno della globalizzazione. Le trasformazioni del modo di lavorare e di organizzare la giornata lavorativa hanno prodotto un forte cambiamento antropologico, non privo di ricadute, anche economiche, sui soggetti che ne sono coinvolti. L’attenzione e l’analisi di Sergio Bologna si concentrano sul lavoro autonomo, sul lavoro precario ma soprattutto sul lavoro «di conoscenza», su quei lavoratori più preparati e intellettualmente formati che vedono peggiorate le loro condizioni di vita e messe al macero le loro intelligenze. Per l’autore è qui che si annida il disagio più forte. Eppure ci sono segnali di trasformazione: poco a poco questi lavoratori e una parte del ceto medio sembrano prendere coscienza e cominciano a organizzarsi in forme sindacali e di autotutela. Descrizione bibliografica Titolo: Ceti medi senza futuro? Scritti, appunti sul lavoro e altro. Autore: Sergio Bologna Editore: Roma: DeriveApprodi, 2017 Lunghezza: 288 pagine; 23 cm ISBN: 8889969377, 9788889969373 Collana: Volume 68 di I libri di DeriveApprodi Soggetti: Antropologia, Etnografia, Beni comuni, Economia, Lavoro, Post-Fordismo, Classi sociali, Classe media, Società, Sociologia, Globalizzazione, Capitalismo, Liberismo, Crisis de la clase media y posfordismo, Theodor Geiger, Toyotismo, FIAT, Borghesia, Microimpresa, Intellettuali, Distretti industriali, Sociografia, Aziende, PMI, Speier, Trasformazioni, Disoccupazione, Lavoratori autonomi, Professioni, Repubblica di Weimar, Robert Reich, Schumpeter, Impiegati, Ricerca, ISTAT, Italia, Europa, Fabbrica, Sindacati, Modelli, Ore, Anni Settanta, Germania, Giornata lavorativa, Mercato, Processi, Produzione, Prodotti, Diritti, Seconda generazione, Saggi, Attualità, New economy, Frammentazione, Piccole ditte individuali, partita IVA, Welfare, Lavoro immateriale, Conflitti sociali, Danilo Montaldi, Nuova sinistra, Politica, Comunismo, Lotte operaie, Movimenti politici, Democrazia, Operaismo, Springerin, Francia, Precariato, Tronti, Bela Bartok, Lumhi, Scienze Sociali, Anthropology, Ethnography, Common goods, Economy, Work, Social classes, Middle class, Society, Sociology, Globalization, Capitalism, Liberism, Toyota, Bourgeoisie, Micro-enterprise, Intellectuals, Industrial districts, Sociography, Companies, Transformations, Unemployment, Self-employed, Professions, Employees, Research, Italy, Europe, Factory, Trade Unions, Models, Hours, Seventies, Germany, Labor Day, Market, Processes, Production, Products, Rights, Second Generation, Essays, Current Affairs, Fragmentation, Small Individual Firms, VAT Number, Intangible labor, Social conflicts, New Left, Politics, Communism, Worker struggles, Political movements, Democracy, Workers, France, Unemployment, Social sciences Sergio Bologna (Trieste, 1937) ha insegnato in varie Università, in Italia e in Germania. Si è occupato di storia del movimento operaio, ha partecipato alla fondazione di riviste quali «Classe operaia» e «Primo Maggio». Espulso dall'Università, ha scelto di fare il consulente e in questa veste è stato coordinatore del settore merci del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (1998-2000), membro del Comitato scientifico per il Piano Nazionale della Logistica (2010-2012) ed esperto del CNEL sui problemi marittimo-portuali.
Roma, Società Geografica Italiana, 1910, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 896/898. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Roma, Società Geografica Italiana, 1895, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 98/100. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
in 8° br. pp.76 (Cahier Patrie & Progres)
xvi + 532pp.avec ills., 22cm., 3e éd., dans la collection "Bibliothèque de sociologie temporaine", br., qqs.cachets, bon état, C69339
in-8, 474 pp., illustrations en noir, cartonnage. Bon état. [MA-3]
Napoli, SIEM, [c. 1937], in-8, br. editoriale, pp. numerate da 5 a 26, [2] + 12 tavole di illustrazioni fotografiche. Estratto, con invio autografo dell'autore.