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br. Per il pensiero occidentale lo Stato appare come l'inesorabile destino di ogni società civilizzata. Non stupisce dunque che per l'antropologia classica le società primitive siano solo anacronistiche sopravvivenze di un passato superato da gran tempo. A questa deriva evoluzionistica, Clastres contrappone un approccio rivoluzionario che ha costretto non solo a «prendere sul serio il selvaggio», costruendone un'immagine non etnocentrica, ma anche a interrogarsi sulla genealogia del potere coercitivo. E infatti, ci avverte Marchionatti, etnologi, storici, filosofi e politologi ormai non possono non misurarsi con il capovolgimento copernicano che questa prospettiva ha imposto al pensiero politico e sociale. Ribaltando la convinzione che vede nella figura del «capo senza potere» l'incapacità di produrre forme più evolute di organizzazione politica, Clastres mostra al contrario come questo incarni il consapevole rifiuto del pensiero selvaggio di accettare l'emergere, all'interno del corpo sociale, di qualunque gerarchia e di qualunque monopolio del potere, e lo fa mantenendo sempre ben separati potere e istituzione, comando e capo.
br. I cambiamenti climatici e le estinzioni biologiche sono solo alcuni dei parametri che oggi stanno andando fuori scala, mettendo in scacco l'umanità e determinando una proliferazione discorsiva senza precedenti intorno all'idea della "fine": dal pensiero all'espressione artistica, una fioritura disforica di mitologie dell'Apocalisse infrange ogni ottimismo umanista e prometeismo dello sviluppo. Ma, nonostante illustri il punto definitivamente critico della storia della Terra cui siamo arrivati, questo non è un libro apocalittico: a ispirarlo è piuttosto la spinta alla rifondazione di un futuro "altro" per tutta la catena delle esistenze che compongono il pianeta. Che cosa si può opporre a questa virata verso il declino, per non restare "senza mondo"? Evocando la cosmopolitica degli indios amazzonici, basata su un'inesauribile diplomazia dei rapporti con F"arena internazionale" dell'ambiente in cui vivono, gli autori rovesciano la questione in vista di una possibile resistenza: "Parlare della fine del mondo non significa parlare della necessità di immaginare un nuovo mondo al posto di quello presente, ma un nuovo popolo; il popolo che manca. Un popolo che crede nel mondo e che lo dovrà creare con ciò che gli lasciamo di esso".
br. Tenere un diario è una pratica antica, una forma di raccolta dati utilizzata da chi cerca di riunire, giorno per giorno, gli appunti e le riflessioni sul proprio vissuto, le idee, gli incontri, le osservazioni. Annotare le proprie osservazioni, imparare a rileggere se stessi e a classificare le descrizioni prodotte è un modo per comprendere meglio il proprio vissuto e capitalizzare le esperienze. Molti studi sono stati riservati al diario intimo, ma nessuno si è dato come obiettivo il diario etnosociologico, quello che cerca di ordinare un contenuto predeterminato. Nel presente volume, Hess propone la tecnica del diario non come forma letteraria, ma come strumento di esplorazione del quotidiano per gli etnologi, i sociologi, i ricercatori, ma anche gli insegnanti, gli educatori e i genitori.
br. Per vincere una guerra occorre innanzitutto conoscere a fondo la propria identità culturale e sociale, e avere la certezza che la causa per cui si combatte sia giusta. Concepito tra il 1939 e il 1941, anno dell'attacco di Pearl Harbor che segnò l'ingresso degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, "America allo specchio" è il saggio che Margaret Mead dedica alla cultura del suo paese. L'antropologa si addentra nelle viscere del popolo americano e lo riconduce con estrema lucidità alla sua origine. Attraverso la comparazione con le società europee e alcune società primitive, rivela debolezze e punti di forza degli Stati Uniti tracciando un impressionante quadro di tradizioni e comportamenti. La smania di superare la condizione economica e sociale di partenza, la competizione inculcata in famiglia sin da bambini, lo sforzo e l'impegno come stili di vita, la ricompensa vista in termini di ricchezza e successo, l'ottimismo esasperato, l'audacia, la fiducia in sé e la fede nella propria missione civilizzatrice: questi sono i tratti fondanti il carattere della nazione, ieri come oggi. "America allo specchio" è un testo fondamentale per comprendere le radici della mentalità di un popolo la cui ideologia e le cui scelte politiche hanno dominato e tuttora dominano gli equilibri del nostro mondo.
ill., br. Il libro espone i risultati di un'etnografia della vita quotidiana, condotta su un ristretto gruppo di attori sociali residenti nel senese. La ricerca indaga i loro diversi orientamenti nel mondo del consumo, con particolare attenzione al modo in cui recepiscono e declinano i diktat della cultura di massa nelle loro vite private e nella sfera domestica, alle prassi anche "affettive" del fare shopping, alle modalità di passaggio e trasmissione dei beni. Ne emerge un ritratto complesso, che configura individui riflessivi, interessati a costruire un rapporto distintivo con la cultura materiale, spesso rivolti al passato con un'attenzione nostalgica e indirizzati verso la patrimonializzazione della cultura popolare, del riciclo e del risparmio. Pietro Meloni è dottore di ricerca in Antropologia, Etnologia, Studi culturali presso L'Università degli Studi di Siena.
br. Spina dorsale del nostro paese, l'Appennino attraversa territori molto diversi tra loro, dalla Calabria silana ai monti lucani, dall'Abruzzo del Gran Sasso ai percorsi delle Marche interne, fino ai monti tosco-emiliani e a quelli liguri, che lo proiettano verso l'incontro con le Alpi. Eppure, nella loro diversità, sono luoghi accomunati da una profonda identità. Sono proprio i tratti fondativi della «civiltà Appennino» quelli che Raffaele Nigro e Giuseppe Lupo ci rivelano in questo libro, mettendo in rapporto suggestioni e nozioni provenienti dalla letteratura, dalla storia, dall'antropologia, dall'arte. Da questo insieme di elementi emerge un paese interpretato non più secondo la tradizionale prospettiva orizzontale - Nord, Centro, Sud - ma in chiave verticale, cioè secondo la sua struttura fisica, che favorisce una lettura altimetrica della società del passato, del presente e del futuro. Una linea che fa da trait d'union tra il Mediterraneo e l'Europa, senza dimenticare le componenti socioculturali di Oriente e Occidente. Guardare l'Italia in verticale consente di rileggere la storia del nostro paese facendo perno su tre direttrici: da un lato la linea adriatica, dall'altro la linea tirrenica e, al centro tra le due, la dorsale appenninica, intesa come zona regolatrice e di confluenza. Il racconto di questa traiettoria mediana, la verifica degli aspetti assimilabili, l'indagine di una tradizione che appartiene all'Italia collinare e montana permettono di lanciare una sfida rivolta al futuro, che ha nella sua agenda non soltanto lo scopo di «riconoscersi», ma anche quello di prefigurare nell'Appennino un progetto politico, economico e imprenditoriale in grado di riqualificare un'area geografica ritenuta marginale e farne un laboratorio utopico di nuove esperienze. Questo volume inaugura la serie realizzata in collaborazione con la Fondazione Appennino, con sede a Montemurro, in Basilicata; www.appenninofondazione.it. Presentazione di Piero Lacorazza e Gianni Lacorazza.
br. Cosa accade quando l'antagonismo esce dai centri sociali e incontra la "subalternità", quel vasto sottoproletariato caratterizzato da bassi livelli di istruzione, sospeso tra lavori precari e malpagati, che affolla le città del Sud? Il volume risponde a questo interrogativo proponendo uno studio etnografico sull'incontro tra il movimento politico e la popolazione dei "margini", uniti dalla lotta per il soddisfacimento dei bisogni primari e per la casa. Andando oltre i classici temi della sociologia politica, comunemente centrati sulla conquista dello spazio pubblico da parte dei movimenti, questo saggio indaga soprattutto le forme mentali degli attori, le tattiche di penetrazione del gruppo dei "politici" in quello dei "subalterni", le forme della pedagogia politica e quelle delle resistenze alla sua azione "civilizzatrice". Comunismo, volontà di potenza, mafia e magia, compongono lo sfondo di una lotta serrata che non condurrà lontani, ma dalla quale, per ragioni diverse, nessuno degli attori può sottrarsi. Scritto in un linguaggio che cerca di riprodurre quanto più fedelmente quello dei protagonisti, Prendere le case è una etnografia totale, che svela gli anfratti della città meridionale e le difficoltà di una pratica politica antagonista e popolare nella società contemporanea.
br. Eqrem Çabej si occupò del mondo degli Arbëreshë d'Italia fin dall'avvio dei suoi studi, trattando il tema nella tesi di dottorato dal titolo Italo-albanische Studien (Studi italo-albanesi), discussa presso l'Università di Vienna nel 1932. Recatosi per le sue ricerche dottorali a Piana degli Albanesi (Hora e Arbëreshëve), vicino Palermo, il giovane Çabej entrò in contatto con questo mondo unico e affascinante, e raccolse testimonianze dirette sulla lingua e la cultura degli Arbëreshë. Il presente volume offre una raccolta quasi completa dei numerosi contributi che nel corso degli anni Çabej produsse sulla storia, la lingua, la letteratura e la cultura degli Arbëreshë, da sempre un caposaldo della sua ricerca scientifica.
fascicolo in bross. edit. ill. con bandelle
br. Il celebre adagio latino mater semper certa est esprime un'acquisizione di senso comune e, apparentemente, senza tempo: l'idea, cioè, che la maternità sia un dato naturale e universale, segnalato incontrovertibilmente dall'evento biologico del parto. Ma è davvero così? In questo saggio Marcela Jacub interroga il carattere apparentemente autoevidente di questa verità biologica, proponendo una lettura alternativa delle mutevoli fortune dell'istituzione della maternità. A partire dal Codice napoleonico del 1804 fino ai recenti dibattiti sull'adozione, la procreazione assistita e la maternità surrogata, ciò che emerge dalla sua indagine è una concezione storicizzata della maternità.
brossura Sono raccolti in questo volume alcuni dei testi più significativi del pensiero dell'autore che, a partire da una critica radicale del riduzionismo genetico, si è concentrato sui nessi tra cultura e biologia, pratiche e tecnologie. Emerge un'interpretazione dell'agire umano in chiave "ecologica", come parte di una serie di relazioni col proprio ambiente. Uno sguardo sul rapporto uomo e cultura, identificato da parole di memoria heideggeriana come "costruire", "abitare", "vivere".
petit in-4 carre, 72 pp, ill. n/b, broche, couverture illustree à rabats. Bon état. [P-40*] Catalogue d'exposition - Tentoonstelling Catalogus. (1974/12/10 - 1975/01/05).
CAROCCI 2002 240 PP. FONDO DI MAGAZZINO: COPERTINA LIEVEMENTE SCOLORITA, SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO Nell'ampio e variegato panorama espositivo di questo volume, a carattere volutamente rapsodico ma sempre attento ai nessi fra le varie tematiche trattate, le culture vengono viste e analizzate in quanto processi di adeguamento costante, quindi essenzialmente nel loro momento dinamico, con le relative ripercussioni sulle nozioni spazio-temporali, sui sistemi di comunicazione, sulle convinzioni, sui vissuti individuali, sugli assetti delle società.In questo contesto affiorano nell'attività di ricerca demoantropologica tre aspetti principali: il problema di garantire la neutralità delle procedure; lo sviluppo di una tecnica mirata al conseguimento di risultati attendibili; l'esperienza medesima della ricerca, con le motivazioni delle persone che in essa sono a vario titolo coinvolte e il loro interagire. 1. Il quadro e la cornice (prologo)/Una premessa e una definizione 2. L'invenzione del futuro (il tempo)/Lo shock della morte/Il futuro come antidoto 3. La ricerca del tempo perduto (la memoria)/La memoria come organizzazione/Attendibilità e plausibilità/Le linee di senso 4. Don Abbondio e il principe di Condé (i vissuti)/L'esperienza e i suoi vissuti 5. Il prossimo remoto (la diversità)/L'impatto con la diversità/Il superamento della diversità/I modi della diversità: l'identità 6. Abitacolo e vano motore (lo spazio)/Il contenente e il contenuto/Le logiche spaziali/Lo spazio come valore 7. Il mondo dei Papalagi l'osservazione)/la cattura sociale/Sollecitazioni 8. Convenzioni e convinzioni (i valori)/La coesione sociale/Dinamismi e inerzie 9. “Quando le papere in cielo…” (i linguaggi)/La grande protesi/Il segno e il significato 10. L'oscillazione del pendolo (le tematiche)/Tema con variazioni/Situazioni/Gli individui/Moventi 11. Le parti in gioco (i protagonisti)/I protagonisti 12. Il gioco delle parti (le tecniche)/Tecniche e accorgimenti/Il governo della complessità 13. Uno sguardo sul panorama (epilogo Nota bibliografica
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. I dogmi razziali sono stati presi a fondamento di una filosofia politica inumana e brutale che ha già provocato la morte o l'annullamento sociale di milioni di essere umani innocenti, - scrive l'autore. - Pochi problemi nel nostro tempo richiedono d'essere risolti con tanta urgenza come questo. Si deve quindi auspicare che i fatti relativi alla "razza", così come la scienza li conosce, siano ampiamente divulgati e chiaramente capiti. A tale scopo è stato scritto questo libro». Con la sua esauriente analisi scientifica, Montagu giunge a negare che le differenze biologiche tra gli uomini siano così grandi e importanti da giustificare che se ne faccia un pretesto per discriminazioni sociali di qualsiasi genere. La «razza», «stregoneria del nostro tempo», torna in queste pagine alla sua vera natura di mito primitivo, tragico e infondato. Ashley Montagu (Londra, 28 giugno 1905, Princeton, 26 novembre 1999) è stato un antropologo e saggista inglese. Si può definire un antropologo ed un umanista che ha reso popolari temi quali la razza ed il sesso, nonché la loro relazione con la politica, la cultura, lo sviluppo storico. È stato responsabile del progetto di studio dell'UNESCO Il problema della razza (The Race Question). Nel suo famoso libro Growing Young salutato con entusiasmo da Stephen Jay Gould sviluppa l'ipotesi di una neotenia umana. Descrizione bibliografica Titolo: La razza. Analisi di un mito Titolo originale: Man's most dangerous myth: the fallacy of race. Autore: M.F. Montague Francis Ashley Montagu Prefazione di: Aldous Huxley Traduzione di: Laura Lovisetti Fuà Editore: Torino: Giulio Einaudi, 1966 Edizione: Seconda Lunghezza: 447 pagine; 18 cm ISBN: 8806046306, 9788806046309 Collana: Volume 72 di Piccola biblioteca Einaudi PBE Soggetti: Politica, Società, Scienze sociali, Studi culturali, Sociologia, Miti, Mitologia, Razza, Razzismo, Razze umane, Antisemitismo, Minoranze etniche, Campi di sterminio, Movimenti femminili, Emigrazione, Immigrazione, Etnografia, Fenomeni sociali, Credenze, Superstizioni, Cliché, Persecuzioni razziali, Apartheid, Concetti, Inferiorità, Superiorità, Bianchi, Neri, Negri, Schiavitù, Schiavismo, Sottomissione, Potere, Nativi americani, Ebrei, Esclusione sociale, Colore, Pelle, Linguaggio, Comunicazione, Relazioni, Aggressività, Violenza, Buon selvaggio, Donne, Statement on Race, Antropologia, Nazismo, Sud Africa, Purezza, Teoria Genetica, Eugenetica, Mescolanza, Guerra, Sangue, Caratteri fisici, Capacità mentali, Mentalità, Scuola, Educazione, Abolizione, Emancipazione, Abolizionismo, Terminologia, Biologia, Sigmund Freud, Tabù, Ideologie, Civiltà, Civilizzazione, progresso, Darwinismo scientifico, Intelligenza, Pregiudizio razziale, Gruppi etnici, Minoranze etniche, Comportamento, Psicologia, Adattamento, Ebrei, Antigiudaismo, Selezione naturale, Specie, Classici, Riferimento, Bibliografia, Libri Vintage Fuori catalogo, Fallaciousness of the Older Anthropological Conception of Race, Natural Selection and the Mental Capacities of Humankind, For Whom the Bell Tolls, Intelligence IQ and Race, Filosofia popolare, Weltanschauung, Pelle scura, Dunham, Evans, Otto Klineberg, Merton, Horowitz, Adorno, Bettelheim, Franz Boas, Dobzhansky, Cassirer, Cobb, John Dollard, Hitler, Hobbes, Aristotele, Haldane, Kalmus, Julian Lewis, Anna Lindala, Robert Merton, Gregor Mendel, Pollard, Osborn, Gunnar Myrdal, Morris Steggerda, Voltaire, Wingate Todd, Politics, Society, Social sciences, Cultural studies, Sociology, Myths, Mythology, Racism, Human races, Anti-Semitism, Ethnic minorities, Killing fields, Women's movements, Emigration, Immigration, Ethnography, Social phenomena, Beliefs, Superstitions, Racial persecutions, Concepts, Inferiority, Superiority, White, Black, Negroes, Slavery, Submission, Power, Native Americans, Jews, Social exclusion, Color, Skin, Language, Communication, Relations, Aggression, Violence, Good savage, Women, Anthropology, Nazism, Purity, Genetic Theory, Eugenics, Mixing, War, Blood, Physical traits, Mental skills, Mentality, School, Education, Abolition, Emancipation, Abolitionism, Terminology, Biology, Taboo, Ideologies, Civilization, progress, Scientific Darwinism, Intelligence, Racial prejudice, Ethnic groups, Ethnic minorities, Behavior, Psychology, Adaptation, Jews, Anti-Judaism, Natural selection, Species, Classics, Reference, Bibliography, Out of print books, Popular philosophy, Dark skin Parole e frasi comuni ability achievement adaptive Africa aggressiveness American anthropologists attitude authors basic behavior belief biological Books brain capacities caste civilization clear color completely concept race concerning determined differences economic effect environment equal ethnic groups evidence evolution experience expression fact factors feeling genes genetic Harper human humankind idea individual inferior intelligence jews journal kind living London mankind measure mental mind Myth nature Negro organization origin Oxford person physical political populations present problem published race prejudice racial racism reason relations responsible Science selection skin Slavery slaves social society South species structure term tests thought traits understanding United University Press varieties wrote York
Huesca, 1988. 4to. alargado; 338 pp., 3 hs. Cubiertas originales.
Huesca, 1989. 4to. alargado; 252 pp. Cubiertas originales.
Barcelona, Sucesores de Manuel Soler, Editores, s.a. (1903). 4to. menor; 184 pp., con 21 ilustraciones entre el texto. Cubiertas originales.
Paris, 2003. 4to. mayor apaisado.; 82 pp. Con numerosas ilustraciones entre el texto. Cubiertas originales.
Zaragoza, Diputación General de Aragón, 1985. 4to. apaisado; X pp., 97 pp. Con bellísimas ilustraciones entre el texto y una lámina plegada aparte. Encuadernación original en tela.
San Sebastian, Auñamendi, 1969. 4to. menor; 237 pp. Dibujos entre el texto. Cubiertas originales.
Huesca, 1993. 4to.; 262 pp. Cubiertas originales.
Granada, Biblioteca de la Cultura Andaluza, 1985 4to. menor; 243 pp., 1 h. Cubiertas originales.
Madrid, 1985. 4to menor; 492 pp. Cubiertas originales, con ilustracion de Julio Caro Baroja para esta obra.