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Broch?. 359 pages.
L'uomo greco nel suo sviluppo storico. Un grandioso affresco che ha come protagonista l'uomo greco.
In-8° pp. 301 con 18 ill. f.t. Leg. edit. con sovrac.
8° leg. ed. con sovracc. fig. pag.301 con ill. Come nuovo
Hardcover in-4° 144 pp, illustrations en noir et en couleurs, cartonnage illustre de l"editeur. Tres bel exemplaire. [P-35]
xi + 219pp.+ 1 carte dépliante, brochure originale, dans la série "Annales du Musée Royal du Congo belge, Tervuren (Belgique). Série in-8. Sciences de l'Homme. Monographies ethnographiques" volume 4, 2 cachets, bon état, C37612
Complete in 2 volumes, Volume I: 231pp. with 21 photographs in bl/w & 62 drawings & 6 maps [including index, glossary, bibliography & 11pp.summary in French], Volume 2: 48 plates with 462 ills. in bl/w of Azande objects, 32cm., in the series: "Koninklijk Museum voor Midden-Afrika, Annalen nieuwe reeks in-4. Wetenschappen van de mens" nr.4, original softcovers, small stamp on blanco endpaper, small inscribed number on frontcover and blanco endpaper, text in Dutch with a summary in French, text and interior in very good condition, C39034
brossura Antropologo, semiologo, studioso di folklore tra i più noti, Antonino Buttitta ha sempre accompagnato all'interesse teorico ricerche sull'immaginario popolare, in particolare quello siciliano. Il volume raccoglie saggi di epoche diverse offrendo una complessiva panoramica della sua opera. Sono presenti tanto analisi di fiabe e miti, quanto risultati di ricerche su riti e feste popolari. Le forme di espressività popolare, sia quella mitico-fiabesca sia quella rituale, costituiscono, per Buttitta, l'esito della volontà persistente dell'uomo di superare la finitudine del tempo e dello spazio, mediante una assiologia finalizzata a negare le fondamentali opposizioni umane: essere-apparire, vita-morte, bene-male. L'idea che emerge è una riflessione sui miti, le fiabe e i riti, consistente nell'interrogarsi sulle ragioni che hanno spinto gli uomini di ogni tempo a inseguirsi in aldilà insistentemente fantasticati.
Lisbon, National Printing Office, 1892. 4to. mayor; 16 pp., 2 hs. Cubiertas originales.
Paris, Honore Champion, 1908-13. Bound in 4 contemp. hcloth, gilt spines. Stamps ontitles.Internally fine and clean.
C. Lévi-Strauss Tristi tropici. Milano, Il Saggiatore 1960 italian, 441 BTT161G Brossura editoriale, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda 441 pagine circa Copertina come da foto
Barcelona, Ediciones, S.L.C., 1947. 4to. mayor; XXX - 653 pp.; 3 hs. Encuadernación en tela estampada.
Broch?. 92 pages. Illustr?.
Málaga, El Guadalhorce, 1970 [Colección Almoraduj]. 4to.mayor; 101 pp., 2 hs., con ilustraciones entre el texto. Edición limitada y numerada de 300 ejemplares. Cubiertas originales.
Broch?. 32 pages.
210 pages. Bibliography. Index. "Combines genealogical, historical and anthropological information on Irish and Scottish clan-families in one volume. Excellent work has been done on the origins and character of the early tribal populations by British and Irish scholars... Bridges the gap between these early tribes and the great clan-families of the sixteenth and seventeenth centuries, showing their relationships and connection to each other through branches, subtribes, and clans." - from Introduction. Few library markings. Front free endpaper neatly removed. Average wear. Binding intact. A sound copy of this highly-regarded reference. Book
Barcelona, Plaza y Janés, 1965. 4to. alargado; 379 pp., 2 hs. Cubiertas originales.
grand in-8, 330 pp., broché, couv. Bel exemplaire DEDICACE par l'auteur. [CA-7]
ill., br. Il mito è da sempre oggetto di analisi da parte di storici, filosofi, antropologi, sociologi, che ne hanno proposte le interpretazioni più disparate, riconfermandone però sempre l'importanza nell'ambito della vita associata. Anche gli psicoanalisti si sono rivolti a esso: per loro il mito, come il sogno, rivela la struttura stessa della psiche. Secondo Jung, il mito sarebbe un sognare a occhi aperti, il sogno una continuazione del mito ed entrambi la manifestazione di motivi arcaici, che rivelano l'esistenza di elementi strutturali della psiche inconscia. Questi motivi o immagini, da lui chiamati archetipi, dimostrano che esiste un inconscio collettivo comune da sempre a tutti gli uomini. Nello scrivere questo saggio sul mito dell'eroe, Joseph Campbell si è rifatto alle concezioni psicoanalitiche, in particolare a quelle di Jung, ma ha tenuto conto anche delle altre interpretazioni. Perciò "L'eroe dai mille volti" è un fantasmagorico viaggio attraverso le culture di tutto il mondo e di tutte le epoche. Centinaia di miti, favole e leggende, una folla di uomini, eroi, mostri, spettri, fate e geni, un pantheon di dèi clementi e terribili, maestosi e beffardi, costituiscono la materia di un libro che dalla sua prima pubblicazione, nel 1949, si è imposto come un grande classico.
Cph., 1956. 4to. 296 pp. Illustrated.
Tolosa, Establecimiento Tipográfico de Eusebio López, Sucesor de la Viuda de Mendizábal, 1884. 4to.; 795 pp., LXXXVI pp., 8 hs. y 8 estados plegados. Encuadernación original en tela estampada, con el escudo de Navarra en el plano superior.
br. Questo libro è un'analisi di alcuni grandi miti folklorici (il carnevale, la cuccagna, il sabba) nei loro rapporti con le pratiche culinarie, e al tempo stesso una ricerca sulla dimensione alimentare e corporale delle cosmogonie popolari nella loro interazione con la letteratura aristocratica. Piero Camporesi, con la sua capacità di scavare negli anni della cultura alla ricerca «non dell'Italia delle parole, ma quella dei fatti e dei documenti», ci porta attraverso, lo spettro della fame e le delizie della cucina, tra giganti e uomini-gallina, ciarlatani e mendicanti. Vengono così esplorate le varie forme della scrittura, dal teatro di piazza alla poesia di corte. Passando dal Medioevo al Rinascimento, comprendiamo come la vitalità della cultura bassa abbia agito sulle arti più nobili.
br. Santa Maria Maddalena de' Pazzi è preda di visioni in cui implora Gesù crocifisso stillante sangue dalle piaghe di irrorarla con il sacro liquido, in un bagno di «concupiscenzia siziente e saziante» che le avrebbe fatto raggiungere la beatitudine. In Spagna cuochi e pasticcieri non di rado utilizzano le carni degli squartati e i frammenti dei suppliziati per preparare sanguinolenti vol-au-vent. All'assassino del principe d'Orange, atrocemente torturato per quattro giorni prima di spirare dal dolore, il carnefice pratica una laparatomia sulla pubblica piazza, incanalando in catartico teatro di massa l'antico, inestirpabile istinto di Caino. È nel sangue, sul filo rosso fra puro e impuro, che si rappresenta l'inesausto dramma tra sacro e profano, tra storia del divino e storia di quell'umano che dell'umanità vuol disfarsi. Nel "Sugo della vita" Piero Camporesi prende in carico la narrazione di questa storia: con maestria racconta la potente carica metaforica del sangue che, rosso e dolciastro, cola sull'immaginario prescientifico a coagulare simboli ora terrifici ora salvifici, connessi alla dissoluzione e alla morte o alla rigenerazione e alla vita. Così il sangue di Cristo acquista la preziosità taumaturgica di un magico unguento che annichilisce i miasmi della malignità: il più squisito distillato, uscito non dalla bottega di un qualsiasi speziale ma dalla grotta meravigliosa del costato del Protomedico che ha sconfitto la morte. Viceversa, per strada le compagnie dei flagellanti si autopuniscono ferocemente salassandosi a staffilate: carnevali di afflizione, riti di violenza sacra, esorcismi collettivi per neutralizzare l'empietà che irrora il tessuto sociale. Poi l'antico enigma del sangue si è dissolto; la società postindustriale - asettica, anemica, emofobica - effonde solo il sangue altrui, nelle fiumane cruente della guerra.