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Bologna, Licinio Cappelli, Editore, 1912. 4to. alargado; 175 pp., 3 hs. Cubiertas originales. Precursor de las investigaciones actuales sobre los lenguajes denecaucásicos, fue el primero en reconocer, en 1923, la semejanza entre el vasco y las lenguas caucásicas y de la familia sinotibetana. Sus teorías monogenéticas, expuestas en "L'unità d'origine del linguaggio" (1905), argumentan que todas las lenguas del mundo derivarían de una única lengua ancestral.
Madrid, Instituto de Cultura Hispánica, 1946. 4to.; 324 pp., 1 h. Primera edición. Cubiertas originales.
Tolosa, Lopez'tar E., 1918. 8vo.; 371 pp. Texto paralelo en euskera y castellano. Encuadernación original en tela estampada.
Univ. of Chicago Press, Chicago, Illinois, 1956. 4to. Orig. full cloth in dustwrapper. XXXVIII, 1194 pp. Illustr. Old names on flyleaf.
xi + 195pp.+ 1 carte hors-texte, 26cm., dans la série "Annales du Musée Royal du Congo belge. Série in-8, Sciences de l'homme, monographies ethnographiques" vol.3
In-8, 134p. Avec de nombreuses illustrations dans et hors texte. Préface de Jean Gabus.
br. La categoria di malattia rara, d'insorgenza relativamente recente, ha oggi grande rilevanza in sanità pubblica e in biomedicina. Il concetto merita un'analisi antropologica approfondita, in grado di mostrare, da un lato, le pratiche sociali, culturali e politiche che hanno portato alla sua plasmazione e, dall'altro, quelle che ne sono scaturite. Questo libro propone innanzitutto una genealogia delle malattie rare, mostrando le dinamiche che hanno condotto alla comparsa della categoria e le trasformazioni occorse con la sua diffusione a livello internazionale. In seguito, ripercorre una ricerca etnografica svolta lungo la Rete Interregionale per le Malattie Rare del Piemonte e della Valle d'Aosta, esplorando le rappresentazioni e le pratiche associate al concetto, contese tra forme di soggettivazione, processi biopolitici, nuove interpretazioni del disagio e tentativi di risignificare queste ultime per consolidare una certa verità.
br. I saperi sulla malattia e sul corpo variano, di luogo in luogo e fra le culture del mondo. "Come" star male e "perché" sono oggetto di interpretazione, sono costrutti dell'immaginazione sociale e personale. L'esistenza è un fenomeno culturale e il corpo del malato ne parla il dialetto. Muovendo da questa constatazione, il volume prospetta l'urgente necessità e gli strumenti operativi di una medicina interculturale in grado di tradurre fra loro culture e malattie, luoghi e persone. Chi sta male, chi soffre, non è mai "fuori luogo" e non dovrebbe mai sentircisi, almeno fino a quando la parola "umanità" riuscirà a conservare significato.
Lund, (1951). Lille 4to. 383 pp., 4 bilag.
400pp., rijkelijk geïllustreerd in kleur en in zw/w, 31cm., geïll. omslag, goede staat, C96928
br. Distinguere il confine tra magia, scienza e religione nella storia intellettuale dell'Occidente appare molto difficile, se non impossibile. Perché gli sviluppi dell'una sono spesso stati annunciati dall'altra, e perché lo stesso apparire della razionalità si deve a una particolare evoluzione dei saperi magici e religiosi. Stanley Tambiah esamina magia, scienza e religione alla luce di un'analisi storica, attraversando la religione ebraica, il pensiero scientifico dei greci, la filosofia del Rinascimento, la riforma protestante e la rivoluzione scientifica europea a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. L'analisi che ne scaturisce è un'inedita discussione attorno alla razionalità, il relativismo e la transitività delle culture che, ancora oggi, costituisce uno dei punti nodali dell'antropologia e della filosofia.
Madrid, Editora Nacional, 1956 ["Libros de Actualidad Intelectual"]. 4to.; 323 pp., 1 h. y 12 láminas con ilustraciones de José Caballero. Cubiertas originales.
br. Pubblicato postumo, "Magia e schizofrenia" trae ispirazione dal periodo di lavoro che lo psicanalista Géza Róheim trascorse presso l'ospedale di Worcester, nel Massachusetts. A partire dall'ascolto prolungato di un paziente, l'autore esplora il rapporto tra pensiero magico e schizofrenia, malattia definita dallo stesso Róheim come "la psicosi per eccellenza". Secondo la concezione dello psicanalista ungherese, la pratica magica è infatti un tentativo di ricostruzione della realtà con mezzi libidici, esattamente come accade nei soggetti che manifestano sintomi psicotici di carattere schizofrenico. Avvalendosi di un metodo complementarista che combina visione antropologica e visione analitica, con questo libro Róheim apre una nuova frontiera dello studio psichiatrico.
Edizioni Mediterranee 1977. 8°:pp.115n. bross.origin.
Treves 1883. 8°grande :pp.51+526n. Legatura mezza pelle coeva con nervi e fregi a freddo e titoli in oro al dorso. Con 40 tavole fuori testo e 269 figure intercalate in legno.
fort vol. in-8°, 543 pages, ill. hors texte N&B, carte, -, broche, couverture illustree plast. Tres bel exemplaire. [HI-3/2]
in-8, 239 p., ill. h.t. coul., broché Bel exemplaire [CA31]
Rimini-Firenze, Guaraldi, 1974, 8vo brossura con copertina illustrata, pp. 299.
Rosso & Nero 1964. 8°:pp.277n. Legatura editor.
México, D.F., El Colegio de México, 1951. 4to.; 177 pp., 1 h. Numerosas transcripciones musicales. Bellas cabeceras ilustradas por Julio Prieto. Primera edición. Cubiertas originales.
Donostia-San Sebastian, Sociedad Guipuzcoana de Ediciones y Publicaciones, 1987. 4to.; XXXV pp., 424 pp., 1 h. y 8 láminas con ilustraciones en color de Carlos Landi Sorondo (1896-1974). Impresión a doble columna. Cubiertas originales, con un dibujo de Julio Caro Baroja.
Huesca, 1983. 4to.; 129 pp., 1 h. Cubiertas originales.
brossura Viviamo in un "tempo di catastrofi " che il progresso tecnologico non sembra più in grado di contrastare. Ma le recenti crisi ecologiche (da Chernobyl al "morbo della mucca pazza") non sono forse legate ad altri eventi che hanno segnato per sempre il destino dell'umanità - come i genocidi seguiti alla conquista dell'America o la Shoah? Il libro risponde a questa domanda, attraverso una lettura originale dell'opera di Claude Lévi-Strauss. Tracciando un ritratto inedito dell'antropologo francese, Salvatore D'Onofrio mostra come le idee di questo intellettuale ribelle e non consensuale forniscano le chiavi per pensare sia l'avvento della catastrofe sia la possibilità di uscirne. Vero e proprio manifesto antropo-ecologico, questo libro si propone di considerare l'urgenza di un nuovo rapporto degli uomini con la natura, quindi tra di loro. Questo è ciò che Lévi-Strauss aveva imparato dagli amerindiani del Brasile e di cui l'umanità ha grande bisogno.
brossura Viviamo in un "tempo di catastrofi " che il progresso tecnologico non sembra più in grado di contrastare. Ma le recenti crisi ecologiche (da Chernobyl al "morbo della mucca pazza") non sono forse legate ad altri eventi che hanno segnato per sempre il destino dell'umanità - come i genocidi seguiti alla conquista dell'America o la Shoah? Il libro risponde a questa domanda, attraverso una lettura originale dell'opera di Claude Lévi-Strauss. Tracciando un ritratto inedito dell'antropologo francese, Salvatore D'Onofrio mostra come le idee di questo intellettuale ribelle e non consensuale forniscano le chiavi per pensare sia l'avvento della catastrofe sia la possibilità di uscirne. Vero e proprio manifesto antropo-ecologico, questo libro si propone di considerare l'urgenza di un nuovo rapporto degli uomini con la natura, quindi tra di loro. Questo è ciò che Lévi-Strauss aveva imparato dagli amerindiani del Brasile e di cui l'umanità ha grande bisogno.