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DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, MACCHIETTE, LIEVE BRUNITURA. RARO. Questo volume ambisce a confrontarsi con la tormentata vicenda spirituale del Novecento, esperta di scetticismi e nichilismi radicali, nella convinzione che pure in essa, anzi proprio in essa, siano rinvenibili le tracce del Religioso. Nel dialogo, qui avviato, che intende obbedire unicamente al principio della Liberalität, entrano via via figure di pensatori come Ernst Troeltsch, Karl Barth, Martin Heidegger, Karl Löwith, Paul Celan e Pietro Piovani. Giovanni Moretto (1939) è professore ordinario di storia della filosofia morale nella Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Genova. Delle sue pubblicazioni vanno ricordati i volumi L'esperienza religiosa del linguaggio in Martin Heidegger, Firenze 1973; Etica e storia in Schleiermacher, Napoli 1979; Ispirazione e libertà. Saggi su Schleiermacher, Napoli 1986. Ha curato, tra l'altro l'edizione italiana di F. SCHLEIERMACHER, Etica ed ermeneutica, Napoli 1985 e di H.G. GADAMER, Studi platonici, Casale Monferrato 1983-84. Per la Guida ha tradotto H. Not, Introduzione all'etica, Napoli 1975. Descrizione bibliografica Titolo: Sulla traccia del religioso Autore: Giovanni Moretto Note: Scritti in parte già pubblicati Editore: Napoli: Guida Editori, Novembre 1987 Lunghezza: 334 pagine; 22 cm ISBN: 8870427269, 9788870427264 Collana: Guida ricerca; filosofia e sapere storico Soggetti: Religione, Religioni, Fedi, Spiritualità, Filosofia, Etica, Scetticismo, Nichilismo, Religioso, Teologia, Fenomenologia, Fenomeni religiosi, Raccolte di saggi, Antologie, Critica, Interpretazione, Giuseppe Cantillo, Eugenio Mazzarella, Studi critici, Scuola neokantiana, Gnoseologia, Riferimento, Bibliografia, Liberalismo, Pensiero religioso liberale, Modernismo, Storia, Escatologia, Chiesa, Trascendenza, Lezioni, Marburgo, Germania, Corso marburghese, Mistica, Intersoggettività, Natura, Utopia, Paul Celan, Poesia, Itinerarium mentis in Deum, Dio, Gesù Cristo, Unterwegs zur Sprache, Opera poetica, Letteratura, Poesie, Croce, Crocifisso, Simboli, Simbolismo, Assenzialismo, Tradizione, Metafisica, Pietro Piovani, Libri rari Vintage fuori catalogo, Theologie, Collezionismo, Studi filosofici, Alfred Loisy, Movimento cattolico, L'Évangile et l'église, Adolf Harnack, Protestantesimo, Syllabus, Riforma protestante, E. 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brossura L'autore riflette sull'inevitabile urgenza di una dimensione spirituale del processo di cura. In un mondo reso malato dal comportamento irresponsabile dell'uomo e in cui epidemie e pandemie impongono di riconsiderare il rapporto con la natura, Spinsanti posa lo sguardo su tutto ciò che nella concretezza della vita quotidiana si intreccia con la spiritualità.
br. Marie Beaumarchais, Donna Elvira e Margherita sono i tre personaggi letterari protagonisti di Silhouettes. In quest'opera Kierkegaard indaga il lato oscuro della seduzione, non interessandosi però, come in altri scritti, alle figure dei seduttori, ma ai fantasmi che suscitano nelle sedotte. Che cosa accade a queste donne una volta che i loro amanti hanno lasciato la scena? Come vivono il loro inganno e abbandono? Tre monologhi immaginari, tre identità perdute nell'idea di un amore mai realizzato, nell'impossibilità dell'amore tradito, Silhouettes ci offre una coinvolgente serie di ritratti in cui Kierkegaard dà voce a tre eroine del passato che mai prima erano state ascoltate.
br. Il discorso di Hume sulla religione si sviluppa lungo diverse linee argomentative. In primo luogo la contestazione di tutte le pretese di verità delle religioni teistiche: viene argomentata l'inaccettabilità di qualunque prova empirica o razionale dell'esistenza di Dio. Non meno radicale e decisiva è la critica che Hume rivolge alla credenza nei miracoli basata sulla presunta affidabilità delle testimonianze su eventi miracolosi che attesterebbero l'autorevolezza dei fondatori delle grandi religioni rivelate. Infine, terzo argomento: come conciliare la pretesa bontà e onnipotenza dell'essere divino dei monoteismi con la presenza del male nell'universo? Hume elabora quindi una critica serrata alle dannose conseguenze delle religioni sul piano morale e sociale: da una parte argomenta sull'incompatibilità psicologica tra religione e moralità; dall'altra sviluppa una dettagliata analisi delle implicazioni in termini di fanatismo, faziosità e intolleranza - delle diverse forme della religiosità.
brossura E' intorno alla libertà che ruotano, secondo Mill, le grandi questioni della felicità umana, del progresso, della responsabilità, e della stessa ricerca della verità. Il saggio è volto a chiarire il carattere inscindibile di questo legame. Quanto al problema della libertà politica in particolare, con l'affermarsi dei sistemi democratici moderni non si tratta più di limitare il potere dello Stato sui cittadini, quanto di salvaguardare la "sovranità dell'individuo" dal potere pervasivo della società. Con testo inglese a fronte.
br. «Quel che non sopporto è che si transiga»: Simone Weil è la reincarnazione di Kant, oppure di san Francesco d'Assisi. Pare che Camus tenesse una sua fotografia sullo scrittoio. Paolo vi voleva farla santa, ma lei aveva sempre rifiutato il battesimo. Lei che a trentaquattro anni si è lasciata morire di fame perché non poteva andare a combattere in prima linea contro i nazisti. La rivoluzionaria mistica, uno dei più misconosciuti e fondamentali pensatori del Novecento. Il Saggiatore ripubblica Sulla guerra, una raccolta di articoli, lettere, brevi saggi scritti da Simone Weil tra il 1933 e il 1943, anno della sua morte, che delineano il difficile passaggio da un iniziale pacifismo intransigente alla partecipazione attiva, anche se non priva di contrasti, alla resistenza contro Franco prima e contro il nazismo poi. Un passaggio non raro in quegli anni, ma che in Simone Weil implica una complessità e un rigore di pensiero singolari, la ricerca appassionata e radicale di una possibile via d'uscita alla tragica minaccia che incombe sull'Europa, e più ancora all'impasse filosofica di chi sa che la guerra è il male assoluto, ma anche un male necessario quando si deve contrastare una violenza atroce e stritolante. Tutt'al più si può avere l'intenzione di «fare il minimo di male possibile». Che per Simone Weil coincide con l'autosacrifì-cio: si propone all'organizzazione France libre di De Gaulle per azioni che la espongano al più grande rischio personale; ma quando questo le viene negato - lacerazione irreparabile - si abbandona a una lenta morte. Sulla guerra è molto più di un documento storico su una delle più dolorose e folli stagioni dell'umanità; molto più di un'opera filosofica che affronta i nodi teorici del fenomeno bellico, che si tratti di guerra rivoluzionaria o di guerra tra Stati; ed è più del diario di una conversione e di un martirio. È la testimonianza profetica di un umanesimo integrale, di un'instancabile tensione etica - in definitiva, di una vicenda biografica, intellettuale e spirituale tra le più alte e sofferte di tutto il Novecento.
br. C'è una parola che sale alle labbra di molti, da tanti anni: rinnovamento. Una parola luminosa e difficile da maneggiare con attenzione: rinnovamento di cosa e rispetto a cosa? L'emergere di tale esigenza nasce anzitutto dall'indignazione per ruberie, mancanza di etica pubblica e di senso delle istituzioni. Progetti di riforma della nostra democrazia non mancano. Lo sfondo di questa riflessione è anzi la presenza nuova sulla scena di un movimento che tenta di attuare una trasformazione radicale della vita politica italiana, da democrazia rappresentativa a democrazia diretta. Ma la questione che il libro affronta riguarda lo strato più profondo di questa diffusa aspirazione al cambiamento. Secondo Roberta De Monticelli, se la domanda di rinnovamento non si fa domanda di verità prima che ricerca di consenso nessun programma politico costituirà davvero un'alternativa. E una domanda di verità è tale quando impegna la vita degli individui e la cambia, rovesciando la proporzione tra profondità e superficie, tra banalità e crescita personale.
br. La tesi che orienta il presente volume è che nel pensiero di Max Weber sia rintracciabile una filosofia morale. La dialettica fra etica della convinzione (che si incarica della pura testimonianza di un valore) ed etica della responsabilità (che si preoccupa, invece, delle conseguenze dell'agire) approda, nella sintesi weberiana, all'idea della responsabilità della convinzione. Nella vertiginosa incertezza della società complessa, è illusorio ritenere che possa darsi una valutazione neutra ed oggettiva degli effetti del nostro agire, capace di fare da guida alla decisione da assumere. Non si risponderà, insomma, di ciò che non è determinabile in tutte le sue implicazioni, ma della coerenza o meno dell'agire rispetto ad una concezione del mondo consapevolmente assunta. Con la piena coscienza, indotta dal politeismo dei valori, della tragicità della scelta effettuata, a causa della sua conflittualità con altre opzioni ugualmente giustificabili sulla base di valori alternativi. Seguire appassionatamente la propria causa, rispetto ad un'indifferenza paralizzante nei confronti dei valori, è l'unico modo per mostrare nobiltà d'animo e dignità personale. Ed il pluralismo delle convinzioni che si contendono il campo etico produce una condivisa sensibilità per il mondo dei valori che costituisce la premessa per una loro reciproca fecondazione.
br. Nel marzo del 1946, appena undici mesi dopo essere stato liberato dai campi di concentramento nazisti, Viktor E. Frankl tenne una serie di conferenze per l'università popolare di Ottakring, a Vienna. Il testo di quelle lezioni fu pubblicato da un piccolo editore in un volume andato presto esaurito e qui tradotto in italiano per la prima volta. Sopravvissuto all'indicibile orrore dell'Olocausto, che gli aveva portato via i genitori e la moglie incinta, pur nell'estrema sofferenza, Frankl ribadisce in queste pagine la sua convinzione che è sempre possibile "dire sì alla vita". L'importante è darle un senso: con l'azione, con l'amore, con il nostro atteggiamento anche nelle situazioni più dolorose. Perché se non possiamo cambiare il destino, possiamo almeno accettarlo e farne un'occasione di crescita interiore. In un mondo che ha conosciuto la pandemia, l'isolamento sociale, la guerra e una grande incertezza economica, le sue parole sulla resilienza risuonano oggi più attuali che mai.
ill., ril. Riflettere sulla morte. La maggior parte di noi si sforza di non farlo: la morte è un argomento sgradevole, spaventoso, che cerchiamo di bandire dalla nostra mente e dalle nostre conversazioni. Affidandoci a credenze e argomentazioni rassicuranti, ci convinciamo che la morte non è la fine di ogni cosa, che non siamo soltanto semplici corpi destinati a dissolversi nel nulla, oppure che l'anima esiste ed è immortale, che la vita è un dono così prezioso che il suicidio non può mai essere una decisione razionale e sensata. Soprattutto, che la morte rimane un mistero, profondo e insondabile. Secondo Shelly Kagan, professore di filosofia alla Yale University, tali credenze, sottoposte al vaglio della logica, si rivelano per quello che sono realmente: illusioni che abbiamo costruito per arginare le nostre paure più irrazionali. Infatti, sostiene Kagan, nonostante quanto affermino alcune grandi tradizioni filosofiche e religiose, noi esseri umani siamo soltanto macchine. Macchine stupefacenti, certo, capaci di amare, sognare, creare, progettare. Ma comunque macchine. E quando la macchina si rompe, tutto finisce. La nostra vita finisce. Ineluttabilmente. E dopo non c'è più nulla. Nessun mistero da svelare, nessuna luce bianca da raggiungere. Per quanto riguarda il morire, dunque, sembra non ci sia altro da dire. Ma se «il significato della vita sta nel fatto che finisce», come scriveva Kafka, se è vero che «si va in scena» una volta sola e che non è prevista una seconda chance, allora la morte diventa un momento eticamente cruciale, che decide della nostra intera esistenza e ci pone di fronte a domande impossibili da eludere: come dobbiamo vivere? Dobbiamo essere responsabili della nostra vita? Abbiamo il dovere di non sprecarla? Che cosa conta davvero? E come si devono affrontare questioni essenziali quali il fine vita, l'eutanasia, la moralità del suicidio? Basato sulle lezioni tenute per diversi anni alla Yale University e diventate in seguito parte del progetto «Open Yale Courses», "Sul morire" si presenta come un raffinato esercizio intellettuale, stimolante e al tempo stesso provocatorio, divertente e tuttavia profondo. Dalla dottrina dell'anima di Platone al dualismo cartesiano, dalle riflessioni sul male della morte di Thomas Nagel agli esperimenti mentali di Robert Nozick, Kagan ripercorre il «catalogo» delle idee sulla morte e, attraverso un ininterrotto e coinvolgente sfoggio di arte maieutica, ci aiuta a liberarci di luoghi comuni e pregiudizi, accompagnandoci alla scoperta di un nuovo senso delle cose. «Possiamo essere tristi perché moriremo, ma questo sentimento dovrebbe essere compensato dalla consapevolezza di quanto siamo stati fortunati per avere avuto l'opportunità di vivere.»
Milano, Malfasi, 1953. In 8°, PP 12n. Brossura originale.
in-8°, 355 pp., broché, couv. ill. Quelques passages soulignés sinon bel exemplaire. [WE-3]
CARUCCI 1976 137 PP. SEGNI DEL TEMPO E LIEVI FIORITURE ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO OTTIME ED ECCELLENTI CONDIZIONI
In 16, pp.150. M. pl. coeva con titoli e fr. in oro al d.
Per raggiungere pienamente l'obiettivo di integrare gli aspetti ambientali nelle altre politiche pubbliche è quanto mai necessario promuovere e adottare un metodo di gestione delle scelte di governo che sappia coinvolgere tutti gli attori del sistema: è la sfida della buona governarne che si può realizzare in generale, ma ancor di più nel segmento ambientale, solo adottando i principi guida di apertura, partecipazione, responsabilità, efficacia e , coerenza raccomandati dall'Unione Europea in tema di buona governarne. In tale direzione occorrerà sempre di più integrare ambiente e sviluppo nelle policy, nel planning (programmazione) e nel management (gestione), adottando al contempo un metros, una misura, un alfabeto in grado di dare cifre leggibili e in tempo reale sui risultati conseguiti: è il tema dell'accountability, ovvero del dare conto ai cittadini dei risultati conseguiti dell'azione pubblica. Curatori: A. Saturnino.
In-8° gr. pp. 241, bross. edit. Ottimo stato.
In-8° pp. XIX-319, bross. edit. ill. Come nuovo.
br. Il testo si propone come una raccolta di casi a valenza etica, narrati direttamente dagli infermieri che li hanno vissuti. Viene raccontata la quotidianità dell'assistenza infermieristica e i dilemmi etici che si presentano ai professionisti quando rispondono ai bisogni delle persone e delle loro famiglie. Le storie narrate sono suddivise per temi e spaziano dalla bioetica del quotidiano (informazione e consenso, privacy e comunicazione) alla bioetica di frontiera (inizio e fine vita, anziani e cronicità, sperimentazione e ricerca), ma affrontano anche i problemi etici che si presentano nella formazione delle future generazioni di infermieri e nell'organizzazione dei servizi assistenziali. Un intero capitolo è dedicato al confronto internazionale (Nursing around the world) e alle nuove sfide dell'infermieristica, con una riflessione sulla recente pandemia da COVID-19 ed il ruolo svolto dagli operatori sanitari nella gestione dell'emergenza. Ideale per la formazione in ambito universitario e per l'aggiornamento professionale, il volume è arricchito da numerosi riferimenti agli articoli del nuovo Codice Deontologico degli Infermieri 2019 e costituisce un valido strumento di guida per la presa di decisioni nell'esercizio professionale.
GUIDA 1993, 423 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Parole e frasi comuni astratta base Cassirer complesso comprensione comune concetto concettuale concezione connessione conoscenza storica conoscitivo coscienza costituzione critica della ragione cultura definire dell'esperienza dell'individualità dell'uomo determinazionediltheyana dimensione Droysen empirica ermeneutica essenziale esso etica fenomenologia filosofia della storia fondamentale fondamento fondazione delle scienze forme simboliche Geisteswissenschaften generale gnoseologica H.G. GADAMER Hegel Historismus Humboldt humboldtiana Husserl individua individualità innanzitutto interpretazione Kant kantismo livello logica Meinecke metafisica metodo metodologica molteplicità momento mondo storico nesso nuovaoggettivazioni Ortega osserva particolare pensiero politica possibile problema problematica processo proprio psichica psicologia radicale ragione storica rapporto razionale realtà relazione ricerca Rickert ricostruzione riferimento riflessione ruolo saggio scientificascienza storica scienze dello spirito scrive Dilthey senso significa sistema sociale società soltanto spirito oggettivo spirituale storia universale storicistica storiografia struttura sviluppo tedesco teoretica teoria teorica Tessitore totalitàtrascendentale Troeltsch umana valore Verstehen vichiana Vico visione Weltanschauung Wilhelm Dilthey Wilhelm von Humboldt
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Descrizione bibliografica Titolo: Storia, filosofia e politica. Camus e Merleau-Ponty Autore: Antonio Martone Presentazione di: Roberto Esposito Editore: Napoli: La Città del Sole, 2003 Collaboratore: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Lunghezza: 194 pagine; 23 cm ISBN: 8882924114, 9788882924119 Collana: Volume 103 di Il pensiero e la storia Soggetti: Storia della filosofia occidentale, Politica, Contemporanea, Maurice Merleau-Ponty, Albert Camus, Verità e comunità, Pensiero novecentesco, Marxismo, Nichilismo, Etica, Luogo, Democrazia, Borghesia, Confronti, Paralleli, Comunismo, Rivolta, Pace, Pacifismo, Novecento, Révolte, Questione del male, Natura, Meridiano, Critica, Storicismo, Realismo politico, Negatività, Sovranità, Misura, Chiasma, Cultura francese, Guerra fredda, Anni Cinquanta, Anni Sessanta, Sartre, Fascismo, Nietzsche, Schmitt, Ateismo, Pessimismo, Simone Weil, Esistenzialismo ateo, Stirner, Simone de Beauvoir, Giustizia sociale, Fenomenologia, Umanesimo e terrore, Intellettuali, History of Western Philosophy, Politics, Contemporary, Truth and Community, Twentieth Century Thinking, Marxism, Nihilism, Ethics, Place, Democracy, Bourgeoisie, Confronti, Parallels, Communism, Revolt, Peace, Pacifism, Twentieth Century, Matter of Evil, Nature, Criticism, Historicism, Political Realism, Negativity, Sovereignty, Measure, French Culture, Cold War, Fifties, Sixties, Sartre, Fascism, Atheism, Pessimism, Atheist Existentialism, Social Justice, Phenomenology, Humanism and Terror, Intellectuals
Brossura con bandelle, usato con conservazione interna prossima al nuovo e tagli puliti, copertina illustrata da composizione grafica, segnata da minime impronte da manipolazione e sfregamento, comuni abrasioni da scaffale. N. pag. 286. USATO
Al Chiarissimo Signore Bartolomeo Gamba, Quirico Viviani, il traduttore (lettera) - Protesta dell'Autore - Gil Blas Al Lettore - Indice delle vignette - Alan Renato Le Sage, Bretagna 1677-Boulogne 1747 1 26,5x17,5 cm., legatura cartonata con dorso in tela coperto dall'originale, pp. (4), 576, in antiporta ritratti di Le Sage e di Gil Blas, in totale 288 vignette originali, formato pagina intera o 2 in pagina, in bianco e nero, fuori testo, tutte le pagine hanno cornice in doppio filetto, in italiano. normali segnali d'uso alla legatura, ma buon esemplare. Tmbri ed etichetta di Biblioteca, regolarmente pervenuto. ..."una tavola fedele di tutti gli umani stati e il miglior romanzo morale che sia mai stato prodotto da alcuna nazione..."
Curatori: Elio Sgreccia.
PREFAZIONE DI EUGENIO LEVI SONZOGNO 1961 2 VOLUMI, RISPETTIVAMENTE 390 E 400 PP. SEGNI DEL TEMPO E BRUNITURE AI TAGLI, LIEVI IMPERFEZIONI AI MARGINI DELLE COPERTINE DI ENTRAMBI I VOLUMI, CHE PER IL RESTO SONO A DIR POCO PERFETTI, MAI SFOGLIATI