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brossura I Quaderni di Salvatore Veca sono appunti di viaggio. Testi brevi che hanno accompagnato e scandito la riflessione di Salvatore Veca, note di lavoro che hanno avuto il merito di porre problemi e aprire una riflessione pubblica. Beni comuni globali per fare uguaglianza; diritti umani e sostenibilità per fare domani; giustizia sociale e amicizia per fare cittadinanza. Sono alcune delle parole-chiave che con questi Quaderni ci proponiamo di rilanciare per continuare a pensare. Insieme.
br. L'aspetto più interessante da approfondire del pensiero filosofico e politico dell'autrice è la sua capacità di rendere contemporanee le questioni dell'erica antica, della letteratura e del diritto, analizzando significativi luoghi teoretici della tradizione occidentale. Riflessione che l'ha portata, negli anni, a coltivare alcuni significativi filoni di ricerca: quello sugli autori della filosofia antica, utilizzati per comprendere e costruire la vita democratica; quello sulla questione complessa dei diritti umani e della loro connessione con il problema della democrazia; quello infine sull'umanizzazione dell'economia, con particolare riferimento al tema del capatibility approach.
81 pagine; 22,5 cm. Brossura editoriale. Buono
<p>21 cm, brossura editoriale con sovracop; p. xiii, 257. Firmetta alla prima carta, per il resto molto buono.</p>
Mm 125x190 Brossura editoriale di 126 pagine. Esemplare in perfette condizioni, come nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Fin dalla sua pubblicazione nel 1975, questo libro di Peter Singer è diventato il testo di riferimento per il movimento animalista. Ha rivelato a milioni di persone le atroci sofferenze che le industrie alimentari e cosmetiche impongono agli animali. Ha convinto intere generazioni che porre fine allo sfruttamento delle altre specie e sperimentare nuovi sistemi di produzione alimentare sia una necessità improrogabile, anche per la sopravvivenza dell'uomo e dell'ambiente. "Liberazione animale", ormai un classico dell'etica applicata, è un appello a estendere al nostro rapporto con le altre specie i principi di decenza, equità e giustizia: una lettura tanto per i sostenitori dell'animalismo quanto per gli scettici.
John Dewey Liberalismo e azione sociale di John Dewey. Firenze, La Nuova Italia 1945 italian, 114 ST1092G Brossura editoriale, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda 114 pagine circa Copertina come da foto
br. Per quanto il "fine vita" sia uno dei più forti tabù del nostro tempo, e tutto sembri cospirare affinché non se ne parli, ciascuno sa che con questa realtà dovrà prima o poi misurarsi. Venire a conoscenza della nuova Legge 219/2017, illustrata ed esaminata dettagliatamente sotto il profilo scientifico, giuridico ed etico, non può che aiutare tutti noi a compiere scelte informate e consapevoli. Il libro, alla portata di qualsiasi persona, ripercorre anche i casi che sono stati dolorosamente all'attenzione dell'opinione pubblica e che hanno costituito il viatico di questa importante e sofferta legge che proietta l'Italia nel futuro. Postfazione di Alfredo Anzani.
Mm 170x240 Volume nella sua brossura originale, 247 pagine. Copia senza difetti, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
TRADUZIONE E PREFAZIONE DEL PROFESSOR CARLO FUMAGALLI ALBRIGHI SEGATI & C EDITORI 1901 VII- 343 PP. INIZIALI DI APPARTENENZA A BIRO IN ANTIPORTA, QUALCHE RARO RIGO SOTTOLINEATO E QUALCHE RARA NOTA A MARGINE DEL TESTO A MATITA, SEGNI DEL TEMPO, BUONE CONDIZIONI GENERALI, CONSIDERATI GLI OLTRE 110 ANNI DEL VOLUME
1 16,5x11 cm., legatura in mezza pelle, fregi e titolo in oro al dorso, pagg. XV (1), 467, 32 (catalogue), in lingua francese, buone condizioni. Etichetta e timbro di Biblioteca privata, regolarmente pervenuto. Firma di appartenenza con data
Paris, La Pensée Libre, 1947. Un volume broché de format petit in 8° de 198 pp.; couverture rouge imprimée, petit manque au dos. Intérieur frais, bien complet.
br. Il primo, il meglio argomentato e il più persuasivo manifesto per la tolleranza e la libertà di pensiero. La "Lettera sulla tolleranza", e il Saggio sullo stesso tema che qui l'accompagna, sono tra i testi fondamentali della moderna cultura europea, tra quelli che più hanno contribuito ad educare alla civiltà liberale. E nello stesso tempo sono tra le pagine più attuali mai scritte. John Locke (1632-1704) è uno dei maggiori esponenti dell'empirismo inglese.
br. Un giardino aperto alle donne e agli schiavi, dove domina il vincolo dell'amicizia e la filosofia ha il compito di alleviare le sofferenze umane: questa la scuola retta da Epicuro per trentacinque anni e vissuta nella venerazione del maestro fino al IV secolo d.C. L'etica epicurea, il tetrafarmaco che libera l'uomo dalle paure e dai pregiudizi, ha affascinato i discepoli del maestro e ancora oggi è in grado di consolare e di indicare la via della saggezza: il saggio, come Epicuro, non teme la morte, non è afflitto dalle incertezze e vive "come un dio fra gli uomini".
brossura L'uomo che vive con l'animo sereno è paragonato da Epicuro a colui che, al sicuro sulla terraferma, osserva con distacco il mare in tempesta. Questa è l'immagine epicurea della felicità, che ben rappresenta quale sia lo scopo ultimo della filosofia: procurare piacere all'uomo, allontanandolo dal "mare in tempesta" delle false ansie, dei timori e dei cattivi pensieri e, soprattutto, distogliendolo dalle acque agitate dei desideri irrealizzabili. Per afferrare il vero piacere, quello che porta alla felicità, non servono infatti chissà quali ricchezze: basta imparare ad allontanare la sofferenza e vivere del necessario. Saremo così liberi dai falsi bisogni, felici di ciò che abbiamo, capaci di affrontare la sorte e, nel caso arrivi di più, pronti ad apprezzarlo. La traduzione di Angelo Pellegrino, condotta con rigore filologico, è accompagnata da una puntuale introduzione - che ricostruisce la figura di Epicuro e il significato della sua opera - e da altri celebri testi epicurei, che sono stati sovente ripresi anche dalla mistica cristiana: le "Massime Capitali", il "Gnomologium Vaticanum Epicureum" e la "Vita di Epicuro".
Mm 105x180 Opera completa in due volumi nella loro brossura editoriale: 1. Traité des vertus II, 402 pagine; 2. Traité des vertus II, 354 pagine. Lievi ingiallimenti delle copertine, peraltro ottima copia. Testo in lingua francese - french text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Paris, La Découverte, Enquêtes; 1993. Un volume broché de format in 8° de 268 pp. Bon état. Peu courant.
Félix Alcan, Paris. 1885. In-8 Carré. Relié demi-cuir. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Rousseurs. 307 pages. Auteur, titre et filets dorés sur le dos. Etiquette de code sur la couverture. Quelques tampons de bibliothèque. Quelques fortes rousseurs. Morale formelle. Morale subjective. Morale objective. Morale métaphysique et religieuse.
in-8, 138 p, broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [SC-4] Quand la science et l'industrie nous font croire n'importe quoi.
Paris, Flammarion, 1999. Un volume broché de format petit in 8° en hauteur de 220 pp.; couverture rouge imprimée. Bel état, ex-libris manuscrit sur une page de garde.
Hardcover grand in-8, 375 pp., cartonnage illustre. Bel exemplaire. [HI-9]
[Parigi], 1749, in-12, buona cartonatura decorata coeva, pp. [4], XXXVIII, 390. Con antiporta allegorica e vignetta al front., in calcografia. Quest'opera, che delinea un codice di condotta morale indipendente dalla religione, fu originariamente attribuita a Diderot. Il Parlamento di Parigi la condannò al rogo nello stesso anno della prima edizione, il 1748. Barbier III, 322. Bell'esemplare.
In 4° grande (24x18,5 cm); XXVIII, (2), 435 (i.e. 425),(1, errata), (8, table des matieres) pp. e una bellissima tavola incisa di antiporta. Bella legatura coeva in piena pelle spugnata con titolo e ricchissimi fregi in oro ai tasselli. Dorso a 5 nervi. Carte uniformemente e leggermente brunite come tipico delle opere stampate all’epoca a Leida. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. L’opera si avvale della traduzione e delle note di Barbeyrac (1674-1744) che fu professore di storia e diritto civile a Losanna nel 1711 e di diritto pubblico a Groningen nel 1717. La sua fama si basa principalmente sulla prefazione e sulle note della sua traduzione del “De Jure Naturae et Gentium” di Pufendorf. Prima edizione con questo titolo ed edizione definitiva di questa traduzione del più importante scritto del celebre scrittore, filosofo e teologo inglese, Richard Cumberland (Londra, 15 luglio 1631 – Peterborough, 9 ottobre 1718) che è considerato l’autore fra i massimi oppositori alle teorie di Hobbes sulla natura dell'uomo, la natura della moralità e l'origine della società. L’autore che fu anche vescovo di Peterborough, pubblicò la sua prima opera, quella qui appunto presentata, nel 1672. Il lavoro divenne da subito uno dei testi basi dell’utilitarismo contrapposto all’egoismo etico di Hobbes. Richrd, attivo nel movimento latitudinario, del quale faceva parte anche Locke, fu molto vicino ai platonici di Cambridge. Nel 1670 divenne rettore dell’All Saints di Stamford. L’opera non è solo una critica alle teorie di Hobbes, ma assorbe e neutralizza molte delle sue intuizioni arrivando, però, a creare una nuova teoria politica ed etica, che è arrivò ad influenzare in seguito, in modo profondo, giuristi e filosofi che si cimentarono nello studio del diritto naturale e dell'etica, come ad esempio Locke, Pufendorf, Hutcheson e Shaftesbury, così come molta filosofia dell'Illuminismo francese. Il presente lavoro influenzò notevolmente la comprensione e l'accoglienza di Hobbes in Francia. Insieme alla "On the Law of War and Peace" di Grotius e "De jurae naturae" di Pufendorf è considerata il testo base della “Legge Naturale”. Pufendorf che elogiò moltissimo il lavoro di Cumberland citandolo più volte nel suo capolavoro, contribuì a rendere celebre la sua dottrina del bene comune come legge suprema della moralità, anticipando e influenzando la direzione che la filosofia etica avrebbe, poi, preso nel XVIII secolo. "His combination of a strong critique of innate ideas and assertion of the moral community with God was a contributing factor in the formation of the kind of empirically based natural providentialism, or natural religious teleology, which soon became the framework or natural law thinking and, indeed, for the mainstream of Enlightenment moral thought." (Haakonssen, Natural Law and Moral Philosophy", p. 51). Nel suo "De legis naturae" Cumberland confuta le di Hobbes sulla costituzione dell'uomo, la moralità, l'origine della società, ecc. e dimostra che lo stato della natura non è uno stato di guerra. Secondo Cumberland, il fine primario dell'uomo non è il vantaggio personale e il potere non è il fondamento della società. Propone una nuova dottrina della moralità che è ancora basata sul diritto naturale, ma che è accompagnata da una critica costante delle opinioni di Hobbes. Tali opinioni gli sembrano sovversive della religione, della moralità e della società civile. Vede la legge della natura come capace di sottolineare ciò che promuoverà il bene comune, e crede che la legge della natura possa essere dedotta osservando fenomeni fisici e mentali. Pertanto, Cumberland concorda con Hobbes nel tentativo di fornire un resoconto naturalistico della forza normativa dell'obbligo e nel tentativo di stabilire un dettato razionale ma si oppone a Hobbes, nel modo in cui questi possono essere derivati. Esemplare in bellissima legatura coeva ed in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Brunet II: 442.
Paris, Plon, Pocket, 4224, 1994. Un volume broché au format poche de 256 pp.; couverture illustrée. comme neuf.