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123125o.J. * Lose in Leinenflügelmappe der Zeit (42 x 64 cm; etwas angeschmutzt und stockfleckig, Bindebänder defekt) mit großer eingelassener Ansicht von Dover in Original-Temperamalerei, monogrammiert und datiert: (18)86. [5 Warenabbildungen]
123126o.J. * Lose in Leinenflügelmappe der Zeit (42 x 64 cm; etwas angeschmutzt und stockfleckig, Bindebänder defekt) mit großer eingelassener Ansicht des Ätna auf Sizilien in Original-Temperamalerei (Farbabsplitterungen), monogrammiert und datiert: (18)84. [5 Warenabbildungen]
187571195Carjat et Cie | Paris s. d. [circa 1875] | 6 x 10 cm | une photographie
186971240A. Thierry | Paris s. [12 juin 1869] | 6.30 x 10.50 cm | une photographie
187571406Pierre Petit | Paris s. d. [circa 1875] | 6.20 x 10.50 cm | une photographie
191088871910 ff. 289 Schwarz-Weiß-Photographien in div. Größen (wie 8x10 cm / 9x12 cm), teils rs. mit Bleistift beschriftet (Fotograf Bauer aus Wetzlar) sowie weitere (ca. 70) 9x12 Negative in Pergamintaschen-Album
193452957S. n. | Elbeuf S.d (1900) | 5.50 x 8 cm | une feuille
192067773S. n. | s. l. s. d. [circa 1920] | 5 x 8 cm | une photographie
190917157ABOttawa - Akron (Ohio) - Chicago, 1909 - 1928. 4 : 5 - 8 : 13,5 cm. Photographs mounted on stiff cardboard. Oriinal cloth folder with title-label Ottawa.
191019957ABWohl Wien, um 1910. 16,5 : 22 cm. 78 Aquarelle, Zeichnungen, Lithographien etc. auf 27 dicken Karton montiert. Halblederband.
4927In folio oblong, reliure à feuillets mobiles comprenant 250 photographies originales légendées en anglais, 10 x 20 et 5 x 10 pour la plupart.
Collezione completa. Tutto il pubblicato (11 numeri) in ottimo stato di conservazione, con leggere abrasioni e mancanze al dorso della brossura di alcuni numeri (in particolare 8 e 9). Raro a trovarsi così. Dell’Esposizione universale 1942, che avrebbe dovuto tenersi a Roma ma fu cancellata a causa della guerra, rimane oggi il celebre quartiere dell’EUR, con i suoi monumentali edifici razional-fascisti, traccia di un grandioso piano che avrebbe dovuto celebrare internazionalmente al massimo grado il ventennale del fascismo. Il progetto nacque ben sette anni prima per iniziativa del governatore di Roma Giuseppe Bottai. Contemporaneamente all’elaborazione urbanistico-costruttiva, affidata ad alcuni tra i più interessanti architetti del periodo (Piacentini, Pagano, Moretti, Libera), fin da subito si mise in moto anche la macchina culturale, che vide l’editore Valentino Bompiani tra i protagonisti principali: «[…] ancor prima dell’ottobre 1936, quando Mussolini aveva annunciato per la prima volta la futura Esposizione universale di Roma, l’editore Valentino Bompiani aveva presentato a Bottai, che nel 1935 ricopriva la carica di governatore di Roma, il progetto di una “Mostra della civiltà italica dai tempi di Augusto ai tempi di Mussolini che avrebbe dovuto essere realizzata in un edificio appositamente costruito […]. Bottai fin dall’inizio aveva molto apprezzato il progetto della mostra» caldeggiandolo a Vittorio Cini, commissario generale dell’expo. «Tra la fine del ’36 e i primi mesi del ’37 tale progetto continuò a essere oggetto di uno scambio di corrispondenza tra Bompiani, Cini e Oppo» (E 42, I, pp. 118b). La «lussuosissima rivista “Civiltà” accompagnò, commentò, discusse, appunto la Mostra della civiltà italiana, seguendo le strutture fisiche del palazzo e, insieme, il definirsi dei contenuti» (ivi, p. 8a), rimanendo oggi, al pari del Palazzo della Civiltà, imponente ‘Colosseo moderno’, unico monumento dell’impresa. Il primo numero esce nell’aprile del 1940, nel formato tipico della rivista/album in 4° su carta patinata. Nasce come bimestrale ma subito dal terzo fascicolo passa a trimestrale con quattro uscite l’anno. Nel comitato di direzione oltre a Bompiani figurano Emilio Cecchi, responsabile della parte storico-letteraria, e Cipriano Efisio Oppo, fondatore e direttore della Quadriennale e direttore artistico di E42; ruolo onorario ebbe il senatore Luigi Federzoni dell’Accademia d’Italia, nelle vesti di presidente del comitato. Grande attenzione è posta a coniugare alta qualità dei materiali e grandi tirature: carta a doppia patinatura Binda; compositori tipografici Grafitalia, Raffaello Bertieri, Arti Grafiche Bergamo e Stabilimento Giani; incisioni Alfieri e Lacroix e De Pedrini. Da questo punto di vista, «Civiltà» è da considerarsi come il capolavoro del Bompiani editore ai tempi del fascismo, e una delle vette della ‘via italica’ al rotocalco di qualità, quel tipo di pubblicazione d’aspetto lussuoso e curato ma a destinazione popolare inventato dal newyorkese Condé Nast con «Vanity Fair» e il rilancio di «Vogue» nei primi anni dieci del Novecento. -- Le copertine sono per lo più opere originali di artisti importanti — per «spezzare — come scrive Bompiani a Oppo nel settembre del ’40 — il cerchio dell’aulica classicità» (Cristallini, p. 271a). Impaginate al vivo e passanti lungo il dorso dal piatto anteriore al posteriore, presentano una qualità di riproduzione fotostatica elevatissima nella resa dei colori e del dettaglio: l’olio di Campigli sulla copertina del n. 1 è percepibile in tutta la sua tridimensionalità materica, così come il Morandi del n. 7, che si vede fin nella grana della tela, o il Fausto Pirandello del n. 9. Gli altri artisti ad apparire sulle copertine di «Civiltà» sono Funi, De Chirico e Boldini. L’impaginato interno è svolto secondo precise linee di classicità razionale, riconducibili al magistero di Edoardo Persico e dell’editoriale Domus: fotografie e grandi tavole a colori impaginate al vivo, veline di cellophane parlanti. I contenuti sono riservati al recupero storico e antropologico della «civiltà italiana»; grande spazio è riservato ai reperti della romanità e ai grandi artisti rinascimentali, senza dimenticare la serie dedicata al rapporto tra grandi scrittori stranieri e l’Italia, particolarmente nel corso dell’Ottocento. Gli scrittori sono scelti tra gli accademici, i professionisti e gli specialisti degli argomenti trattati, che spaziano dalla musica al design passando per la letteratura, l’arte, la storia e le scienze; spiccano i nomi di Piacentini, Alvaro, Gentile, Pasquali, D’Amico, Baldini, Bontempelli, Radius, Dettore, Praz, Manzini, Tecchi, Bacchelli, De Robertis, Vergani, Apollonio, Marpicati, Piovene. -- Il dato fotografico rimane sempre eccezionale, e a tutt’oggi di grande interesse, soprattutto quando si stacca dalla documentazione storica per ritrarre la contemporaneità: spaccati di razionalismo fascista o momenti di vita di sapore neorealista (feste popolari, lavoro nei campi, lavoro nelle grandi industrie), «tagli nuovi, audaci ingrandimenti, anche di particolari a piena o a doppia pagina, che si offrono come incisivo richiamo emotivo e spettacolare» (ivi, p. 268-s). Collaborano all’iconografia tra gli altri i fotografi Alinari, Faraglia, Guidotti, Comencini, Fiorentini, Pozzi Bellini, Parisio, Massani, Omegna e gli architetti Pagano, Peressutti, Bardi. Una menzione meritano anche le tavole pubblicitarie ordinatamente impaginate nelle prime trentadue pagine di ciascun fascicolo, e stampate a colori: si ravvisano le firme di Ricas, Derrico, Cancelli, Riccobaldi, Carboni, Menzio, Delfino, Gino Kraier, Giammusso, Gallesi, Casa, Piffero; notevole la serie per Fiat che appare sempre a rispecchio dell’occhiello, proponendo opere di Bartoli, Sironi, Paolucci, Guzzi, Casorati, Bucci. -- La rivista continua le sue uscite ininterrottamente nel corso della prima fase della guerra, quella che vede la Germania vittoriosa; segue ‘a distanza’ — per così dire — l’evolversi degli eventi bellici, registrando per esempio l’entrata in guerra del Giappone con una serie di articoli sui guerrieri Ronin. Pubblicato non senza difficoltà, come denunciano le tavole pubblicitarie per la prima volta in bianco e nero, l’ultimo numero 11 esce con data ottobre 1942, cioè alla vigilia delle disfatte di Stalingrado ed El-Alamein, le due battaglie che segnarono il cambio di rotta nelle sorti del devastante conflitto mondiale. E 42: utopia e scenario del regime (Venezia 1987); Cristallini, La rivista dell’Esposizione universale di Roma: Civiltà (ivi, II, 266-273) 11 volumi
Collezione completa. Insieme in ottime condizioni di conservazione (da segnalare solo tracce di ruggine alla pinzatura di alcuni fascicoli), completo di un rarissimo messaggio dattiloscritto circolare su carta intestata della rivista, che annuncia l’uscita dei due fascicoli complementari a chiusura dell’annata. L’ultima annata della rivista «Note fotografiche», l’“house organ” di AGFA Foto diretto da Alfredo Ornano e stampato a Milano presso la tipografia Lucini anziché Rizzoli dall’8 luglio 1941 al febbraio 1943, è probabilmente la prima esperienza di Albe Steiner come art director. Steiner illustra regolarmente con fotomontaggi pubblicitari la seconda e la quarta di copertina. Sospesa con il numero 10 dell'aprile 1942 «per disposizioni ministeriali», pubblicò nel febbraio 1943 due fascicoli monografici fuori numerazione per completare l’annata: «Fotografare» e «Pose istantanee», al fine di rispettare l’impegno preso con gli abbonati. Copertine fotografiche di W. Benser, Franco Grignani, Giovanni Scheiwiller e altri, stampa a cura del tipografo Lucini. Tra i collaboratori troviamo Guido Piovene, Luigi Veronesi, Giulio Galimberti, R. Muratore, Ermanno F. Scopinich, Pierluigi Erizzo, Federico Vender, Giorgio Mazzonis, Bruno Munari, G. Muggiani, G. Mondaini, A. Bragaglia, G. Pagano, Marcello Nizzoli, S. Pedrotti, Eriberto Carboni. Particolarmente rari i due fascicoli «Fotografare» e «Pose e istantanee», registrati in ICCU in sole tre biblioteche (solo IUAV Venezia e ICCD Roma li possiedono entrambi). 12 volumi
11815New York. The Viking Press-A Studio Book, 1983. In-4 reliure éditeur, jaquette photo conservée. Texte de Bruce Chatwin. Photographies en noir et blanc de R. Mapplethorpe. E.O. Signatures autographes de Robert Mapplethorpe et de Lisa Lyon sur la page de faux titre.
1946100491Paris Henri Colas 1946 Paris, Henri Colas, 20 mars 1946, 367x247 mm, 44p., en feuilles sous couverture titrée rempliée, étui muet.Le texte érotique de Montherlant est illustré de douze photographies de Laure Albin Guillot gravées sur cuivre et tirées à la presse à bras par Georges Leblanc à Paris.Texte imprimé en deux couleurs, typographie de Ducros et Colas.Tirage total de 250 exemplaires, un des 190 comportant les illustrations photographiques en premier tirage.Bouqueret p.18, 19, 22 ; Femmes Photographes p. 130, reproduit p. 97-98.(100491)
188073119s. l. [Japon] s. d. [circa 1880] | 17 x 12 cm | un album contenant 12 photographies
4 fotografie originali vintage in b/n, silver print, cm 64 x 49 applicate su cartone con scritte imprese in oro cm 75,5 x 61, raffiguranti la veduta aerea dello stabilimento, le cantine di lavorazione degli spumanti, e il reparto di fabbricazione dei vermouth. Queste immagini furono utilizzate per la realizzazione di cartoline dello stabilimento stampate a Como da Mandelli arti grafiche nel 1935. La Fratelli Gancia & C., una delle piu' importanti case vinicole italiane, venne fondata a Canelli nel 1880 da Carlo che mori' nel 1897 lasciando l'azienda al primogenito Camillo
Album pubblicitario dell’Ansaldo automobili, senza data ma probabilmente precedente alla prima guerra mondiale (cm. 25x30); copertina originale in tela azzurra con fregi e scritte in oro al piatto anteriore; frontespizio fotografico con figure di navi, auto blindate, locomotive, mortai... 18 grandi fotografie originali di automobili blindate con piccoli cannoni. Axs
192077321S. n. | s. l. [Boulouris] s. d. [ca 1920-1930] | 12 x 17 cm | 6 photographies montées sur carton
In 4, cm 29,5 x 29, pp. 112 + (2) con 80 fotografie in b/n nel testo, 3 fotografie a colori, scelte tra le 250 esposte in occasione della mostra di Citta' del Messico in occasione delle Olimpiadi del 1968. Timbro di invio al verso del piatto anteriore. Cartonatura editoriale solida, qualche segno d'uso non deturpante. Raro libro fotografico di uno dei piu' significativi fotografi dell'America Latina. Vicino alle questioni sociali e alle lotte operaie, frequento' Rivera e la Modotti. Viene anche considerato vicino ad alcuni moduli della fotografia surrealista.
18482Paris, collection Orbes chez José Corti, 1937. In-12, 16 pp. 4 pl., broché, couverture originale imprimée.
104925Édition Dino Simonett, Lausanne, 1998. In-4 (30 x 23 cm).
Genova, 1870 circa, cm. 17,5 x 12 tutta tela rossa con fregi e scritta in oro, 24 foto all'albumina a leporello. Raro e in ottimo stato.
193684921s. l. 1936 | 24 x 30 cm | 38 photographies
195246401886Paris, Verve, 1952 ; in-4, cartonnage illustré de l’éditeur. ÉDITION ORIGINALE. Co-fondateur de la prestigieuse agence Magnum, Henri Cartier-Bresson signe ici son premier recueil de vues pas comme les autres. Au même titre que les ouvrages qui suivront, celui-ci - présentant 126 photographies - est orné d’une couverture illustrée par l’un des amis de l’artiste, Matisse. Brochage un peu défraîchi, coins légèrement émoussés.