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Bompiani [Avventure del pensiero], Milano, 1955 - In-8, bross., pp. 295. Esemplare privo della sovracc.
(Codice FS/5460) In 8° 159 pp. Brossura editoriale, nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. «Nella pluralità dei fenomeni e delle relazioni dialettiche che danno vita, nelle diverse epoche e civiltà, alla complessa realtà del teatro, emerge con costanza il vincolo fra la teoria e la prassi, la cui disamina, in tempi recenti, ha conosciuto nuova fortuna critica in Italia e all'estero. In una prospettiva non normativa, bensì di approfondimento degli orizzonti estetici e concettuali, il presente numero della rivista "Filosofia" offre un contributo plurale, a più voci, su temi e linee di indagine diversificate entro l'ampio campo dei rapporti fra filosofia e teatro. Il dossier si apre con un saggio di Franco Perrelli dedicato allo sguardo di Theodor W. Adorno sul teatro di Samuel Beckett, in una linea estetica ideale nella quale si incontrano, prima del drammaturgo irlandese, Schònberg e Kafka. Nell'ottica di Adorno Beckett esprime un'idea dell'arte come parodia dell'autenticità, di matrice fenomenologica e heideggeriana, e come rifiuto di qualsiasi forma di seriazione nei confronti dell'angoscia. L'Assurdo emerge così come progetto di smascheramento delle illusioni di verità e, contestualmente, di deposizione del prestigio dell'Arte, verso un'aspirazione di tipo critico e negativo tendente piuttosto all'ascesi e alla condanna della volontà. In questo, secondo Perrelli, la teoresi di Adorno rivela interessanti affinità con alcune osservazioni svolte in Italia da Franco Fanizza nei primi anni Sessanta. Se anche il teatro di Beckett attraversa una filosofia del pessimismo di stampo schopenhaueriano, esso ritrova affinità specifiche con la musica, in quanto "grammatica delle arti", e con la dodecafonia in particolare, con la sua negazione della tonalità e conseguente svuotamento di senso: di Schònberg e della sua scuola Beckett riflette mezzi espressivi nelle sue partiture drammatiche. Tra le "relazioni musicali" che organizzano, a scapito del senso, le opere di Beckett emerge la ripresa. Perrelli legge il concetto in parallelo a quello di Gjentagelsen in Kierkegaard, il cui pensiero estetico era stato oggetto di un importante studio di Adorno negli anni Trenta. Con Furio Jesi l'autore intende la ripresa come rivelazione e tensione dell'io verso uno stato di liberazione e di grazia, in modo opposto ad Adorno che l'aveva collegata alla disperazione, in chiave kafkiana ante litteram. Ma resta il fatto che, per Adorno, Beckett mette in scena la distruzione del soggetto e con ciò decreta l'infondatezza del punto di vista esistenzialistico...» (Dall'Introduzione)
(Codice FS/1449) In 8° (25 cm) 184 pp. In questo numero: Filiasi Carcano P., Cultura ed esistenza; Lamanna E.P., San Tommaso; Patella G.A., La percezione, III; Guzzo A., Uppsala, il VI Congresso internaz. di Estetica; Guzzo A., Hyppolite, Troilo, Maria Grazia Benedetto Porrone; ecc. Brossura editoriale. Ottimo, intonso. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. Nel 2010 il MOMA di New York ospita una lunga e intensa performance di Marina Abramovi?: The Artist is Present. Durante l'esibizione l'artista ha osservato i volti e le emozioni di oltre 1.700 persone che hanno atteso il loro turno per far parte di quel rituale dell'empatia. Che cosa aveva a che fare, tutto questo, con l'arte? Il libro, in una nuova edizione rivista e aggiornata, affronta i principali interrogativi filosofici posti dalle arti contemporanee, discute le teorie più significative che li hanno affrontati, e difende la tesi per cui - nonostante tutto, ovvero nonostante le innumerevoli evoluzioni stilistiche della sua storia - l'arte è sempre stata lo stesso tipo di cosa.
In-12, pleine percaline éditeur estampée, tranches citrons, 349 p., sous emboîtage d'origine. 656 illustrations et noir et couleurs. Dans la collection : "Ars una, species mille - Histoire générale de l'art". Bel exemplaire, sous emboîtage d'origine, à l'état de neuf.
In-4, broché, couverture illustrée en couleurs, 81 p., photos et fac simile. Fondation créée par Maurice Paléologue et la princesse Edmond de Polignac en 1928. Avec les biographies de la princesse de Polignac, Raymond Poincaré, Maurice Paléologue, Joseph Bédier et Edmond Faral. Très bon exemplaire.
Conservata la scheda ed. In ottimo stato
Collana "quaderni della fondazione Piazzolla" 3, prefazione di Ornella Sobrero con un ricordo di Vittorio Stella. In ottimo stato
Mm 140x225 Brossura editoriale di 180 pagine. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
brossura Morfologia e funzionalismo profondamente percorrono le vicende del pensiero antropologico degli ultimi due secoli, ed è appunto nel gioco e nel contrasto di tali prospettive che si costruiscono le principali alternative su cui, di volta in volta, si è costruita la scienza dell'uomo nelle sue relazioni con il pensiero estetico e nel suo dialogo con la filosofia della natura. Ripercorrendo alcuni momenti esemplari del pensiero antropologico moderno, da Herder a Schiller a Schopenhauer, da Gehlen a Plessner a Ejzenstejn, sino a Blumenberg e a Shusterman, il volume articola la relazione fra forma e funzione sino a lasciare emergere il progetto di un'estetica della natura, una scienza della forma vivente e dei suoi valori espressivi ed emozionali.
Mm 145x210 Collana "Bibliotheca Ianua". Brossura editoriale con bandelle, 255 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Curatori: R. Bruno, S. Vizzardelli.
In-8°, pp. 590, 185 illustrazioni (fotografie, dipinti, disegni) in b/n anche a piena pagina nel testo, tela editoriale con sovraccopertina figurata a colori. Qualche macchia prodotta dall'umidità al taglio superiore.
ill., br. Immaginiamo di dover rappresentare, una accanto all'altra, due ruote: una in moto attorno al suo asse e l'altra ferma. Se vogliamo mettere un osservatore in condizione di riconoscere quella in moto, dobbiamo far ricorso a una serie di artifici grafici, pittorici, plastici, atti a trasmettere l'informazione desiderata. Questo saggio si propone di delineare la storia di questi artifìci comunicativi, e soprattutto di rintracciare, in ogni nuovo modello di rappresentazione del movimento, le costanti "mitiche" e i presupposti filosofici che nelle diverse epoche e nelle varie culture hanno costituito per dir così il fondo geologico delle immagini. Dai graffiti paleolitici ai capolavori greci, da Piero della Francesca a Raffaello e Bernini, dall'impressionismo di Monet all'action painting di Jackson Pollock: le opere d'arte sono qui intese come rappresentazioni indipendenti dal progresso scientifico e tecnologico e tuttavia a esso legate da infinite corrispondenze culturali e percettive, sicché l'arte finisce con il seguire le scienze e talvolta, sorprendentemente, si trova ad anticiparle.
Tela c/sovr., cm15x22.5, pp 590 (2); 185 fig. in nero. Prima edizione. Coll. Saggi.
(Codice AC/0605) In 8° (21,5 cm) 254 pp. Con molte illustrazioni di Antonella Contardi. Brossura editoriale, sovraccoperta lievemente usata. Ottimo volume. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
br. Una mappa concettuale, chiara e originale dell'estetica come disciplina filosofica di frontiera. La prima parte è dedicata all'esperienza del bello attraverso un'analisi delle tematiche della percezione e del dell'emozione giudizio estetico. La seconda parte affronta il problema dell'arte e risponde a sfide teoriche sollecitate dall'oggi. Nell'epoca della svolta multimediale e della diffusione delle tecnologie digitali è ancora possibile parlare di unità dell'arte? Come riconosciamo un'opera d'arte? In che rapporto sta la fruizione delle opere artistica con la nostra più generale esperienza? Quale relazione è ancora pensabile tra finzione artistica e realtà?
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. MAI SFOGLIATO; LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. In un'epoca come la nostra, in cui la logica del Potere (nei suoi molteplici aspetti) tende a dissolvere la forza critica delle pratiche politiche trasformandole in forme di consenso, il progetto utopico sem bra divenire l'unica forma autentica di pratica critica e quindi di dissenso. L'utopia va intesa quindi non tanto, idealisticamente, come il regno del «chimerico», dell'«irrealizzabile», di ciò che è «al di fuori della realtà» quanto piuttosto come l'ambito in cui prendono forma i progetti di critica e di trasformazione della realtà attraverso un processo di emergenza delle possibilità rimosse dalla logica del potere-dominio. Utopia quindi come critica, come progetto, come metodo di illuminazione di ciò che il realismo del potere cerca di occultare, come demistificazione dell'«impossibilità» che è solo impossibilità decretata dal dominio che paventa il mutamento come esiziale alla propria conservazione naturalità. Utopia come critica, ma anche critica dell'utopia quando questa si presenta come costruzione iperprogrammata, come «luogo» di risoluzione definitiva dei conflitti, come ambito di eclissi adialettica delle alienazioni e delle contraddizioni. L'utopia come costruzione totalitaria è, in tal senso, l'altra faccia dell'assenza dell'utopia, è la dimensione alienata e mistificatoria deformata dell'autentico progetto utopico. Gli autori del volume (docenti universitari e ricercatori di vari istituti) hanno svolto il loro lavoro muovendo, secondo modalità e metodologie diverse, da questi presupposti. Da Rousseau a W. Morris, da Fourier a Wilde, attraverso Breton, Bloch, Adorno, il femminismo e la Wollstonecraft, i saggi di questo volume non pretendono di dare un quadro esauriente del complesso fenomeno dell'utopia, ma sol tanto di analizzare alcune esemplari forme dell'utopia in una direzione teorica intenzionata, fra l'altro, a far emergere il nesso fra le differenti prospettive storicamente situate e il presente attuale di questi nostri anni in uno spazio temporale che a partire dalla contestazione del '68 arriva fino ai fatti di Bologna del '77. Il tema dell'utopia - quasi tutti i saggi di questo volume lo dimostrano in modo più o meno esplicito - rivela tutta la propria rilevanza culturale e politica dal momento che il suo uso non sembra potersi se parare dalla ridefinizione di concetti come libertà, desiderio, bisogno, mutamento, progetto, i quali, nella contemporaneità, si sono rivelati fondamentali e la messa a punto di qualsiasi prospettiva che fosse al contempo di liberazione dell'uomo e di trasformazione sociale. Descrizione bibliografica Titolo: Forme dell'utopia Scritti di: De Paz Alfredo, Bandini Mirella, De Marinis Marco, Fortunati Vita Borghi Liana, Franci Liana Lunghezza: 222 pagine; 22 cm Editore: Milano: La Pietra, 1979 Collana: Controeconomia Soggetti: Filosofia politica, Potere, Conflitti Sociali, Utopia, Storia, Letteratura, Utopie, Arte, Ernst Bloch, Coscienza Utopica, Charles Fourier, André Breton, Politica, Jean-Jacques Rousseau, William Morris, Mary Wollstonecraft, Romanzo Utopico, Oscar Wilde Dandies, Socialismo, Saggistica, Saggi, Interventi, Scritti, Wollstonecraft, 1968, 1977, Dreamer art, Dandy, Femminismo, Opere generali, Bibliografia, Dada, Surrealismo, News From Nowhere, Critica letteraria, Adorno, Ideologie politiche, Utopismo, Correnti filosofiche, Libri Vintage Fuori catalogo, Scienze sociali, Anni Settanta, Controcultura, Contestazione, Letteratura, Libri rari, Collezionismo, Political Philosophy, Power, Social Conflicts, History, Literature, Utopias, Art, Utopian Consciousness, Politics, Utopian Novel, Socialism, Nonfiction, Essays, Interventions, Writings, General Works, Bibliography, Surrealism, Literary Criticism, Political Ideologies, Utopism, Currents philosophical, Out of print books, Social sciences, Seventies, Counterculture, Contestation, Feminism, Literature, Rare books, Collectibles
PENDRAGON 1999 152 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO E INTONSO Il libro di Alessia Ferrarini affronta un tema fondativo e attuale: la forma dell’origine della modernità, analizzata in una delle figure che più di ogni altra è mito e protagonista della storia: la locomotiva. Il treno inaugura un diverso rapporto visivo con il paesaggio e una diversa percezione con il mondo esterno. Il viaggio si trasforma in un’esperienza personale e sentimentale: anche se rivestita di un carattere tetro e commerciale, luogo di solitudine e spaesamento, la stazione è il misterioso motore della nuova storia urbana. Il biglietto del treno è il biglietto per uno spettacolo grandissimo in cui il paesaggio diventa geografia e l’uomo, memore delle letture di Zola, Kafka, Benjamin, è piccola parte di ciò che si attraversa, nella visione di una perenne simultaneità.
(Estetica) ARCOLEO Giorgio. Forme vecchie idee nuove. Bari, Laterza, 1909. In-8°, pp. XII-286.
brossura L'idea di una scienza estetica della forma vivente è l'obiettivo di questo libro; le relazioni fra antropologia filosofica ed estetica nel pensiero tedesco ne sono l'oggetto, a partire dal motivo "goethiano" della forma vivente e dal tema così decisivo della sua peculiare temporalità, per proseguire con l'analisi del movimento espressivo, inteso come momento decisivo di costruzione di un'antropologia estetica, e con la sperimentazione del valore antropologico dell'esperienza estetica. La riflessione schilleriana sulle relazioni fra movimento volontario e simpatetico nel quadro della costruzione dei grandi modelli antropologici della grazia e della dignità, il capovolgimento nazista della scienza della forma vivente in una scienza della morte, e infine l'utopia celaniana di un dialogo poetico dopo Auschwitz costituiscono infine tre cruciali gradienti storici nella costruzione di un'estetica come "scienza dell'uomo".