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br. Valéry pubblicò Eupalinos o l'architetto nel 1921, come prefazione al sontuoso Album Architectures (edizione a cura di L. Suë e A. Mare). "Scritto di circostanza", ovvero opera su commissione, questo moderno dialogo platonico ha l'ambizione di mostrare "che il pensiero puro e la ricerca della verità in sé possono aspirare solo alla scoperta o alla costruzione di qualche forma". Vi incontriamo Socrate e Fedro che ancora dialogano tra loro nel "pallido soggiorno" dell'Ade; essi rievocano i precetti dell'architetto Eupalinos di Megara al fine di indagare "quel gusto dell'eterno che si osserva a volte nei vivi". Tra le ombre, essi cercano di scoprire l'"ombra di qualche verità" intorno alle creazioni dell'uomo, siano quest'ultime artistiche o filosofiche. "Costruirsi, conoscersi: sono, o no, due atti?" Trova qui espressione, ai più alti livelli, il problema centrale dell'intera riflessione di Valéry, quello che ruota intorno al "terribile" e "capitale" affaire de la forme e muove dall'esperienza poietica alla conoscenza completa di se stessi, per giungere alla piena realizzazione del proprio potenziale.
In-4, broché, couverture illustrée en couleurs, 80 p., nombreuses reproductions en noir et en couleurs. Très bon exemplaire.
In-8, broché, couverture de papier bleu moderne, (4), 43 p. Seconde édition augmentée, parue un an après l’originale. Compositeur, vielliste virtuose, fils d'un facteur de vielle considéré comme ayant révolutionné la lutherie de l'instrument, Charles Bâton prend la défense de la musique française contre les attaques de J.-J. Rousseau. "Une des meilleures pièces qu’on ait publiées dans la Querelle des Bouffons", selon Fétis ('Dictionnaire des musiciens', II, 79). (Conlon, 'Rousseau', 1076. Gregory, p. 26. Fétis, 3952. RISM, B.VI.1, p. 123. Soleinne, 566). Bon exemplaire, frais, grand de marges.
In-8, demi-basane blonde de l'époque, dos lisse orné de roulettes et fers dorés, pièce de titre de maroquin bordeaux, xxviii, 380 p.. Edition originale et unique. Kératry livre une synthèse philosophique, largement adossée à une critique de Kant, des opinions exprimées en ce début de XIXe siècle sur la place sociale de l'art et sur les rapports entre le beau, le bon et l'utile. L'ouvrage contient la troisième traduction française des "Considérations sur le sentiment du sublime et du beau" (p. 258-378) ici par Kératry, lui-même. Manques aux coiffes, mors fendillés, coins émoussés. (Hatchuel, 'Kant en Français', n° 9).
In-12, demi-chagrin brun janséniste, tranches mouchetées, cxxxiii, (1), 368, (1) p. de table. Catalogue des oeuvres présentées lors du Salon de 1873. Le faux-titre porte: "Ministère de l'instruction publique, des cultes et des beaux-arts. Direction des beaux-arts. Salon de 1873. 90e exposition officielle depuis l'année 1673". Rousseurs parfois soutenues. Exemplaire bien relié.
Book is in excellent condition. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind.
Laterza, Bari, 1946 – In-8, bross., pp. VIII + 294.
16 pages. Exhibition catalogue for the works of one of Southern California's most sensitive and adventurous artists. Includes color and black and white reproductions of selected works. The Akroteri Series represents a continuation of her past aesthetics but in these new works there is a spectacular change in scale, structure and content. In this series of paintings, constructed of multi-layered materials, she has created an illusion of overwhelming depth. There is a mythic sense of time and space in her provocative references to archeological ruins. Very light wear. Unmarked. Brown textured card covers. Book
In-8, 323 p, dessins in-t., broche, couverture illustree Bel exemplaire (pli de lecture au dos). [HI-5]
in-8, 333 pp., broche, couv. illustree. Très bel exemplaire. [TX-4]
A clean, unmarked book with a tight binding. Full dark red cloth boards. 6 3/4"w x 10 3/8"h. 272 pages. "The objective of this study is to analyze the aesthetics of ruins and to discover the reason for their fascination....the image of the ruin, as it appears in painting and in the graphic arts, in stage setting and in artificial garden architecture, becomes as much an echo of the variety of fellings in the interpreter's cultural climate ast that of the age in which the building was constructed."
Mm 145x220 Collana "Testimonianze fra cronaca e storia". Volume cartonato rigido di 280 pagine, numerose illustrazioni in bianco e nero, sovraccoperta editoriale. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
IL SAGGIATORE 2014 442 PP. FONDO DI MAGAZZINO: ALLO STATO DI NUOVO. Nessun regista più di Federico Fellini ha contribuito a costruire e diffondere nel ventesimo secolo il mito dell'italianità. Nessuno più di lui ha saputo raccontare in immagini il nostro paese, traducendolo in un complesso sistema di simboli, e diventando un simbolo egli stesso. In quarant'anni di carriera, attraverso una complessa elaborazione intellettuale, Fellini ha dimostrato come il sogno, la memoria, la poesia possano costituire la sostanza del fare cinema. La sua attività ha conosciuto fasi anche molto diverse, dall'ispirazione neorealista della "Strada" e delle "Notti di Cabiria" al progressivo distacco dal modello rosselliniano con la consacrazione della "Dolce vita"; dalla trasposizione dell'infanzia romagnola in "Amarcord" alle variazioni grottesche di "Satyricon" e "Casanova", fino al capolavoro assoluto, "81⁄2", in cui il reale lascia definitivamente campo libero all'immaginario e all'onirico. "Federico Fellini" è un percorso denso e lirico nella filmografia del maestro, che ne mette in luce tutte le ossessioni e i temi ricorrenti. Le donne, innanzitutto: magnifiche, materne, vittime inermi o terribili carnefici, un femminile multiforme interpretato da Anita Ekberg, Anouk Aimée e Claudia Cardinale; e poi la riflessione sul corpo dell'attore; Marcello Mastroianni come alter ego; Roma e la romanitas; la provincia paradigma di un vivere opaco e conformista; il teatro di varietà, il circo, la parata, la caricatura e il fumetto, , in un’originale mescolanza di elementi della cultura popolare e di massa, rielaborati a creare uno stile impareggiabile. Jean-Paul Manganaro procede in un’intima esplorazione dell’opera felliniana lasciando ampio spazio ai film – a ciascuno è dedicato un capitolo del libro – di cui svela l’architettura e definisce il codice estetico. Si compone così una moltitudine di echi, associazioni, eterni ritorni, mentre davanti ai nostri occhi scorre un’inedita storia dell’Italia contemporanea, insieme ai fotogrammi di una vicenda umana e artistica straordinaria.
NUOVO. Nessun regista più di Federico Fellini ha contribuito a costruire e diffondere nel ventesimo secolo il mito dell'italianità. Nessuno più di lui ha saputo raccontare in immagini il nostro paese, traducendolo in un complesso sistema di simboli, e diventando un simbolo egli stesso. In quarant'anni di carriera, attraverso una complessa elaborazione intellettuale, Fellini ha dimostrato come il sogno, la memoria, la poesia possano costituire la sostanza del fare cinema. La sua attività ha conosciuto fasi anche molto diverse, dall'ispirazione neorealista della "Strada" e delle "Notti di Cabiria" al progressivo distacco dal modello Rosselliniano con la consacrazione della "Dolce vita"; dalla trasposizione dell'infanzia romagnola in "Amarcord" alle variazioni grottesche di "Satyricon" e "Casanova", fino al capolavoro assoluto, "81⁄2", in cui il reale lascia definitivamente campo libero all'immaginario e all'onirico. "Federico Fellini" è un percorso denso e lirico nella filmografia del maestro, che ne mette in luce tutte le ossessioni e i temi ricorrenti. Le donne, innanzitutto: magnifiche, materne, vittime inermi o terribili carnefici, un femminile multiforme interpretato da Anita Ekberg, Anouk Aimée e Claudia Cardinale; e poi la riflessione sul corpo dell'attore; Marcello Mastroianni come alter ego; Roma e la romanitas; la provincia paradigma di un vivere opaco e conformista; il teatro di varietà, il circo, la parata, la caricatura e il fumetto, in un’originale mescolanza di elementi della cultura popolare e di massa, rielaborati a creare uno stile impareggiabile. Jean-Paul Manganaro procede in un’intima esplorazione dell’opera felliniana lasciando ampio spazio ai film – a ciascuno è dedicato un capitolo del libro – di cui svela l’architettura e definisce il codice estetico. Si compone così una moltitudine di echi, associazioni, eterni ritorni, mentre davanti ai nostri occhi scorre un’inedita storia dell’Italia contemporanea, insieme ai fotogrammi di una vicenda umana e artistica straordinaria. Jean-Paul Manganaro, dans cette exploration si intime de l'œuvre de Fellini, a voulu laisser la place, toute la place, aux films qui se sont succédé au cours des années et qui chacun tour à tour, le plus simplement du monde, c'est-à-dire chronologiquement, forment les chapitres de ce livre. Un à un il les décrit, les écrit, un à un il les analyse, les replace dans leur contexte historique, esthétique. Et à mesure qu'il avance, des récurrences, des associations se dessinent, à mesure qu'il avance c'est aussi une histoire de l'Italie contemporaine qui se déploie sous nos yeux en même temps que celle d'une des œuvres artistiques les plus fortes du XXe siècle. Informazioni bibliografiche Titolo: Federico Fellini Titolo Originale: Federico Fellini, romance Collana: Volume 831 di La cultura Autore: Jean-Paul Manganaro Tradotto da: Angelo Pavia Editore: Milano: Il Saggiatore, 2014 ISBN: 8842818437, 9788842818434 Lunghezza: 442 pagine; 23 cm Soggetti: Cinematografia, Storia, Film, Cinema, Estetica, Letteratura Italiana Contemporanea, Registi, Italiano, L'immagine-movimento, Critica, Filmografia, Biografie, Amarcord, Anita Ekberg, La Dolce Vita, Otto e mezzo, Rimini, Marcello Mastroianni, Cabiria, Sandra Milo, néoréalisme, l’œuvre, fellinienne féminin, avanspettacolo, Vitelloni, Wanda Zampanò, paparazzi, Roma, Rome, Italy, Directors, l’histoire l’homme, l’image, l’intérieur, l’Italie, l’acteur, amour, Cheik blanc, Sceicco bianco
ill., br. I testi di questo fascicolo di Filosofia dell'arte sono stati scritti in occasione di una conferenza internazionale, tenutasi all'Università di Praga, dove proprio settant'anni fa Husserl lesse la magistrale conferenza che costituì il nucleo fondamentale della "Crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale". Innanzitutto il lettore coglierà una chiara discriminante tra saggi essenzialmente teorici e saggi che affrontano in modo specifico esperienze artistiche. In secondo luogo troverà una serie di studi che non hanno una relazione esplicita con il pensiero di Husserl, ma contaminano la propria ricerca attraverso la fenomenologia
ill., br. La fotografia è un'arte misteriosa. Fin dal suo battesimo, nel lontano 1839, è stata in grado di esercitare un fascino che sopravvive ancora oggi e che non accenna a diminuire. Numerose sono le questioni che lascia in sospeso e a cui non si riesce a trovare risposta: innanzitutto, che cos'è, in fondo, la fotografia? È scienza, è chimica, è documento. Ma è anche sguardo, interpretazione, capacità di mostrare persino quello che non si vede. E che cos'è, oggi, la fotografia - se ha ancora un senso questa domanda? Questo volume si pone proprio dalla parte della contemporaneità, per ascoltare le voci dei suoi protagonisti, di coloro che con la fotografia hanno un colloquio quotidiano: si compone così un dialogo fra collezionisti, critici, teorici della fotografi a e fotografi che salda la riflessione filosofica alla riflessione di chi, con le immagini, ci lavora ogni giorno.
Autori: Baldine Saint Girons. Curatori: Giovanni Lombardo. Traduttori: Carmelo Calì, Rita Messori.
Konrad Fiedler (1841-95) è il primo studioso che si pone in senso specialistico come teorico dell'arte figurativa. L'intento che domina ogni suo scritto è infatti quello di sviluppare un'analisi rigorosa dell'arte autonoma da ogni altro sapere affine, anche dall'estetica e dalla storia dell'arte. Per questo il suo contributo, prima ancora di arrivare agli studiosi, conquistò l'attenzione degli artisti, presso i quali si diffuse con rapidità e in profondità, divenendo uno dei maggiori ispiratori delle poetiche artistiche di primo Novecento. Del resto la riflessione di Fiedler fu strettamente legata al lavoro degli artisti, sia avvalendosi dell'osservazione ravvicinata del loro operare (un'amicizia fortissima lo legò al pittore Hans von Marées e allo scultore Adolf von Hildebrand, e strettissima fu la vicinanza a molti altri artisti), sia nell'ambizioso obiettivo di una riflessione sull'arte che avesse come scopo principale la risoluzione di problemi legati alla loro esperienza. La presente edizione raccoglie tre saggi particolarmente significativi del pensiero fiedleriano: Sulla valutazione delle opere d'arte figurativa (1876), il suo saggio d'esordio, e Sull'origine dell'attività artistica (1887), il saggio più noto e più importante, presentati in una nuova traduzione integrale; nonché Tre frammenti su realtà e arte, uno scritto incompleto che fu probabilmente il suo ultimo lavoro, per la prima volta tradotto in italiano. Toccano tutti in modo illuminante problemi essenziali della riflessione estetica: il giudizio, la creazione artistica, la relazione tra occhio e mano, e il rapporto tra arte figurativa, linguaggio, pensiero e realtà. I testi, finemente curati da Andrea Pinotti e Fabrizio Scrivano, sono corredati da un'accurata rassegna critica e bibliografica che illustra la penetrazione del pensiero di Fiedler nella cultura artistica e filosofica; e una particolare attenzione è dedicata alla sua ricezione italiana. Affiancandosi a Il problema della Forma nell'arte figurativa di Hildebrand, con gli Scritti di Fiedler sono ora presentati in questa collana i testi fondamentali dei teorici della "pura visibilità". Autori: Baldine Saint Girons. Curatori: Giovanni Lombardo. Traduttori: Carmelo Calì, Rita Messori.
br. Konrad Fiedler (1841-95) è il primo studioso che si pone in senso specialistico come teorico dell'arte figurativa. L'intento che domina ogni suo scritto è infatti quello di sviluppare un'analisi rigorosa dell'arte autonoma da ogni altro sapere affine, anche dall'estetica e dalla storia dell'arte. Per questo il suo contributo, prima ancora di arrivare agli studiosi, conquistò l'attenzione degli artisti, presso i quali si diffuse con rapidità e in profondità, divenendo uno dei maggiori ispiratori delle poetiche artistiche di primo Novecento. Del resto la riflessione di Fiedler fu strettamente legata al lavoro degli artisti, sia avvalendosi dell'osservazione ravvicinata del loro operare (un'amicizia fortissima lo legò al pittore Hans von Marées e allo scultore Adolf von Hildebrand, e strettissima fu la vicinanza a molti altri artisti), sia nell'ambizioso obiettivo di una riflessione sull'arte che avesse come scopo principale la risoluzione di problemi legati alla loro esperienza. La presente edizione raccoglie tre saggi particolarmente significativi del pensiero fiedleriano: Sulla valutazione delle opere d'arte figurativa (1876), il suo saggio d'esordio, e Sull'origine dell'attività artistica (1887), il saggio più noto e più importante, presentati in una nuova traduzione integrale; nonché Tre frammenti su realtà e arte, uno scritto incompleto che fu probabilmente il suo ultimo lavoro, per la prima volta tradotto in italiano. Toccano tutti in modo illuminante problemi essenziali della riflessione estetica: il giudizio, la creazione artistica, la relazione tra occhio e mano, e il rapporto tra arte figurativa, linguaggio, pensiero e realtà. I testi, finemente curati da Andrea Pinotti e Fabrizio Scrivano, sono corredati da un'accurata rassegna critica e bibliografica che illustra la penetrazione del pensiero di Fiedler nella cultura artistica e filosofica; e una particolare attenzione è dedicata alla sua ricezione italiana. Affiancandosi a Il problema della Forma nell'arte figurativa di Hildebrand, con gli Scritti di Fiedler sono ora presentati in questa collana i testi fondamentali dei teorici della "pura visibilità".
In-8 (Cm 21 x 14), pp. 121, brossura editoriale illustrata, OTTIMO
ill., br. Ci sono immagini delle grandi civiltà orientali che condensano quantità e qualità di significati tali da risultare emblematiche di intere espressioni artistiche. L'intento del libro è triplice: verificare come tali immagini intendano tutte rappresentare un medesimo pensiero; constatare come, a partire dalle "figure di pensiero" elaborate in ambito indiano per finire con quelle del Buddhismo zen, si siano prodotte figure sempre più essenziali; sostenere come ciò sia stato determinante per la realizzazione di una straordinaria gamma di opere d'arte il cui tragitto ideale va dall'estrema complessità del tempio di Borobudur all'estrema "povertà" dei cerchi vuoti tracciati da alcuni Maestri della tradizione zen.
br. Come suggerisce il sottotitolo, non c'è alcun filo rosso che lega i saggi che compongono questo volume sul piano dei contenuti. Ciò che li accomuna è il fatto che si tratta o di lavori che finora sono rimasti inediti, in tutto o in parte, o che comunque lo sono stati in italiano. La prima parte, Figure, presenta scritti che si concentrano su aspetti particolari di studiosi noti e meno noti: Erwin Panofsky (di cui viene preso in considerazione il saggio del 1927 sud'"imago pietatis"), Frederik Adama van Scheltema (di cui viene tratteggiata la filosofia della storia e della storia dell'arte), Hans Belting (di cui viene indagato il rapporto con l'ermeneutica). Risulta più a sé stante l'articolo conclusivo, nel quale vengono sviluppate alcune considerazioni sul museo contemporaneo a partire dal Museo del Silenzio di Fara in Sabina. La seconda parte, "Bilanci", si apre con un saggio che prova a rileggere l'iniziativa, promossa in Germania a metà degli anni Ottanta, che va sotto il nome di "Funkkolleg Kunst" e termina con un tentativo di ricostruzione della ricezione degli scritti su Paul Klee di Placido Cherchi.
in-16 (format de poche), 222 pages, broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [DD-1]
Le félin, Les marches du temps, 2008, 2010 pp., broché, bon état.
Tela c/sovraccoperta, cm16x22, pp 253 (2); 16 tavole in nero. Coll. La Cultura vol. XXIII. Prima edizione italiana. Prefazione Guido Aristarco.