2 619 résultats
Mm 130x200 Prima edizione. Collana "Orientamenti" - Brossura editoriale di xi-265 pagine. Copia in perfetto stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Informazioni bibliografiche Titolo: Giuseppe Pirozzi: Catalogo della Mostra, Napoli, Castel Nuovo, 6 luglio - 5 settembre 2006 Autore: Giuseppe Pirozzi Curatore: Vitaliano Corbi Collaboratore: Castel nuovo (Museum : Naples, Italy) Editore: Pozzuoli: Paparo, 2006 Collana: Contemporaneaquattro ISBN: 8887111537, 9788887111538 Lunghezza: 189 pagine; 24 x 28 cm, illustrato colore e b/n Soggetti: Scultori, Arti Plastiche, Scultura, Estetica, Persone, Collezioni, Arte Contemporanea, Mostre, Cataloghi, Napoli, Artisti contemporanei, Opere generali, Libri illustrati
GHIBLI 2001, FONDO DI MAGAZZINO ALLO STATO DI NUOVO. Il libro ha cercato uno spazio differente e insolito per la nostra scrittura. La memoria diventa il tessuto nel quale dottrine filosofiche, estetiche, casi politici, forme dell'arte appaiono nell'orizzonte dell'esperienza e della sensibilità. La pagina è dominata dalla figura del tempo: personaggi e pensieri sono visibili in un intreccio di narrativo e teorico tramite una contaminazione di generi letterari. Analisi e ricordo, critica ed emozione appartengono alla medesima pagina. L'autore è solo uno specchio dei suoi dintorni amati in tempi diversi della vita: frammenti di un'autobiografia che è sempre sottesa ma che non c'è mai. Banfi, Sereni, Segre, Musatti, Treccani, Sini e gli altri personaggi del libro appaiono tramite differenti occasioni narrative, variazioni tematiche della sinfonia di un tempo e di uno spazio della nostra cultura. Fulvio Papi, nato a Trieste, vive a Milano e a Stresa. Figura originale della 'scuola di Milano', ha interpretato i classici della filosofia (Bruno, Kant, Hegel, Marx), ha percorso le linee essenziali della filosofia contemporanea e un antico sentiero politico. Nell'ultimo decennio, in controtendenza rispetto al nichilismo filosofico attuale, ha elaborato un disegno interno al fare filosofico come scrittura che configura spazi di mondo e orizzonti di senso. I documenti più prossimi di questo tracciato sono: Il sogno filosofico della storia. Interpretazioni sull'opera di Marx, Milano 1994; Philosophia imago mundi, Comano 1994; La passione della realtà, Milano 1998; Racconti della ragione, Milano 1998; Filosofia e architettura, Como-Pavia 2000. Per i nostri tipi ha pubblicato Lezioni sulla Scienza della logica di Hegel. Dal 1965 ha insegnato filosofia teoretica, estetica ed epistemologia all'Università di Pavia. Professore visitatore al Politecnico di Milano, allo Iulm e in altre università, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Corrente, vice presidente della Casa della cultura, dirige la rivista filosofica "Oltrecorrente". In questo libro dialoga con le sue figure della memoria, dell'intelligenza, dell'affetto.
In 8, pp. 80. Francobolli con invio all'Onorevole Baccelli al p. ant. Lievi mancanze al d. Br. ed. Argomenti: Dell'elemento musicale in letteratura; Di una vecchia lacuna in materia di Filosofia Letteraria; Analogia fra la Letteratura e la Musica considerate dal lato esteriore; Analogia fra letteratura e la Musica quanto all'interno lavorio dello spirito; Avvertenze generali intorno al movimento e all'atteggiamento dello stile; Come una prosa sia superiore ad un'altra a causa del pregio esteriore, od una piu' squisita concezione di forma; etc...
Mm 155x215 Collana "Saggi" - Brossura originale, 243 pagine. Opera in ottime condizioni (mai letta). Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Br., cm17x24, pp 280 (4); alcune tavole in nero.
bross. edit. ill., volume ancora incellophanato - prima edizione
bross. edit., con titoli in rosso e nero
240pp.+ 40 bl/w illustrations out-of-text, 20cm., softcover, good condition, text in German, S87508
27.5x19.5cm. 188 pages. Hardcover with dust-jacket. In good condition.
ill., br. Se tutto al mondo può essere considerato fonte di esperienza estetica, suggerisce Boris Groys, allora l'arte non ha più una posizione privilegiata. Piuttosto, l'arte si frappone tra il soggetto e il mondo, e qualsiasi discorso estetico utilizzato per legittimare l'arte deve anche necessariamente ridimensionarla. Boris Groys ridiscute le chiavi interpretative dell'arte approfondendo alcuni temi già trattati in "Art Power" e raccogliendo in "Going Public" alcuni saggi pubblicati su E-flux Journal nei quali cerca di districare le tensioni tipo artista-spettatore e creatore-spettatore, presentando le pratiche artistiche come argomento pubblico, rivolte alla società e non esclusivamente ad un mondo dell'arte vittima di troppa auto-referenzialità.
LIGUORI 1990 490 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO. Questo libro si propone si essere la ricostruzione globale, in una prospettiva di ermeneutica storica (filologicamente e sociologicamente fondata) della poetica di uno dei pittori più illustri e giustamente "popolari" di tutta l'arte spagnola, Francisco Goya y Lucientes.Goya è oggi considerato, a buon diritto, fra i pochi grandi precursori primo-ottocenteschi dell'"arte moderna" (come in modo diverso lo sono stati, ad esempio, Friedrich, Géricault, Delacroix, Turner...). Tuttavia la sua figura va vista non solo come quella di una personalità artistica di grande talento, ma anche come quella di un uomo che si serve della pittura come linguaggio espressivo per comunicare ciò che è necessario dire a proposito di un mondo che egli sogna, più o meno chiaramente, di trasformare. Goya sembra essere coinvolto in un profondo rapporto d'odio-amore con la storia. In una prospettiva totale "male" e "bene" potevano mescolarsi, ma sulla bilancia della storia il "male" era in eccesso. Di qui il compito della ragione come ragione oppositiva e radicale, nel senso di un congiungimento di intelletto e immaginazione per fronteggiare l'orrore, i "mostri della storia".Attraverso il linguaggio (e il pensiero) "forte" e "agonico" della propria arte (per usare il linguaggio della critica "decostruzionista"), Goya ha messo in atto una pratica creativa della trasparenza razionale nei confronti delle contraddizioni e della brutalità del processo storico. Tale pratica si configura come filosofia stessa della "condizione umana" tramite un'arte che, in modo già espressionista e/o surrealista, vuole proporsi come "valore", al di là di un'esclusiva dimensione stilistica, e quindi in una prospettiva decisamente "anticlassica". Ma la "filosofia" di Goya si fonda altresì sulla consapevolezza non marginale che gli ideali di mutamento, di trascendenza di una parte dell'umanità vengono spesso, troppo spesso, annullati e relegati nel "regno di utopia". E tale emarginazione nell'"utopia" è messa soprattutto in atto dalla "stupidità", dalla "malafede", dalla "follia malvagia" di coloro che a questa metamorfosi si oppongono, mossi dalla insensata volontà di percorrere, senza remissione, i sentieri "demoniaci", ma storicamente determinati, del "male".
in-16, 313 p., abdt illustré in-t. en N/B, broché, couv. ill. Bon état. [FM-1-]
br. Che cos'è l'arte? Cosa distingue l'arte dal bello? Qual è il suo linguaggio e quali sono le sue regole? Non sembra possibile definire univocamente il concetto di arte perché il significato delle opere umane varia in base ai contesti storici e ai valori delle civiltà in cui compaiono. È però possibile tracciare una sorta di mappa, con la quale orientarsi tra le pratiche e i linguaggi dell'espressione artistica. Scritto come un "vademecum" per comprendere l'esperienza estetica nel suo concreto spazio vitale, questo libro lascia parlare oggetti, arti e tecniche attraverso la grammatica aperta della creatività.
In una civiltà come quella attuale in cui, come scrive Sergio Bettini, "l'esistere prevale sull'essere anche nella struttura dei linguaggi artistici il "tempo" prevale sullo "spazio", l'"espressionismo" prevale sull'"impressionismo", le arti "industriali" o applicate, e l'architettura, prevalgono sulla scultura delle "statue" e sulla pittura dei "quadri". La differenza classica tra grande arte e arti minori si attenua fino a scomparire, in un'epoca che invoca più che mai categorie adeguate per essere in grado di comprendere se stessa, i contributi degli storici dell'arte della Scuola di Vienna e in particolare del suo esponente centrale Alois Riegl (1858-1905) restano tuttora un patrimonio pressoché intatto. In questo studio si affronta il senso del processo artistico sulla scorta del confronto dell'uomo con la natura, dove però non si tratta di imitare la natura, ma di competere con essa e migliorarla. In questo quadro - che varia nel tempo e in base al quale sono rilette tutte le epoche della storia dell'arte dall'antichità alla modernità - egli identifica una serie di "elementi" costanti per cui storicamente l'opera d'arte si costituisce come tale (fine, materia prima, tecnica, motivo, relazione forma-superficie) e che, come nella struttura delle lingue storiche, si declinano in maniera diversissima a seconda delle necessità espressive che il tempo e il luogo richiedono. Autori: Alois Riegl. Curatori: Andrea Pinotti. Traduttori: Carmela Armentano.
In una civiltà come quella attuale in cui, come scrive Sergio Bettini, "l'esistere prevale sull'essere anche nella struttura dei linguaggi artistici il "tempo" prevale sullo "spazio", l'"espressionismo" prevale sull'"impressionismo", le arti "industriali" o applicate, e l'architettura, prevalgono sulla scultura delle "statue" e sulla pittura dei "quadri". La differenza classica tra grande arte e arti minori si attenua fino a scomparire, in un'epoca che invoca più che mai categorie adeguate per essere in grado di comprendere se stessa, i contributi degli storici dell'arte della Scuola di Vienna e in particolare del suo esponente centrale Alois Riegl (1858-1905) restano tuttora un patrimonio pressoché intatto. In questo studio si affronta il senso del processo artistico sulla scorta del confronto dell'uomo con la natura, dove però non si tratta di imitare la natura, ma di competere con essa e migliorarla. In questo quadro - che varia nel tempo e in base al quale sono rilette tutte le epoche della storia dell'arte dall'antichità alla modernità - egli identifica una serie di "elementi" costanti per cui storicamente l'opera d'arte si costituisce come tale (fine, materia prima, tecnica, motivo, relazione forma-superficie) e che, come nella struttura delle lingue storiche, si declinano in maniera diversissima a seconda delle necessità espressive che il tempo e il luogo richiedono. Autori: Alois Riegl. Curatori: Andrea Pinotti. Traduttori: Carmela Armentano.
br. In una civiltà come quella attuale in cui, come scrive Sergio Bettini, "l'esistere prevale sull'essere anche nella struttura dei linguaggi artistici il "tempo" prevale sullo "spazio", l'"espressionismo" prevale sull'"impressionismo", le arti "industriali" o applicate, e l'architettura, prevalgono sulla scultura delle "statue" e sulla pittura dei "quadri". La differenza classica tra grande arte e arti minori si attenua fino a scomparire, in un'epoca che invoca più che mai categorie adeguate per essere in grado di comprendere se stessa, i contributi degli storici dell'arte della Scuola di Vienna e in particolare del suo esponente centrale Alois Riegl (1858-1905) restano tuttora un patrimonio pressoché intatto. In questo studio si affronta il senso del processo artistico sulla scorta del confronto dell'uomo con la natura, dove però non si tratta di imitare la natura, ma di competere con essa e migliorarla. In questo quadro - che varia nel tempo e in base al quale sono rilette tutte le epoche della storia dell'arte dall'antichità alla modernità - egli identifica una serie di "elementi" costanti per cui storicamente l'opera d'arte si costituisce come tale (fine, materia prima, tecnica, motivo, relazione forma-superficie) e che, come nella struttura delle lingue storiche, si declinano in maniera diversissima a seconda delle necessità espressive che il tempo e il luogo richiedono.
br. L'arte nasce dalla percezione e trova il suo senso nell'essere percepita, costituisce pertanto un buon terreno sul quale misurare la nostra capacità di prestare attenzione all'atto di visione, che compiamo in modo automatizzato, e di comunicarlo. Attraverso l'esempio dell'approccio percettivo alle opere d'arte, si intende mettere a fuoco il tema del rapporto attuale con le immagini e con gli oggetti e soprattutto valorizzare l'esperienza di percezione in termini più generali, come elemento fondante dell'esperienza estetica e creativa.
Mm 205x270 Edizione completa, non ridotta. Volume in copertina rigida priva della sovraccoperta, xviii-365 pagine profusamente illustrate con le opere dei maggiori maestri e con un indice dei nomi in chiusura.. Copia ottima con legature ben salde.
(Codice FS/1442) In 8° (25 cm) 340 pp. Prima edizione. Raccolta di scritti filosofici "minori". Brossura editoriale, sovraccoperta. Volume intonso, come nuovo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
ill., br. "Guardare chi guarda" nasce dalla scoperta di un'assenza. Contrariamente all'attenzione teorica insistente che gli artisti e le opere d'arte hanno ricevuto a partire dal XVIII secolo, è sorprendente notare la limitata attenzione che, da parte della storia dell'arte e della teoria estetica, è stata data all'analisi della fruizione e degli spettatori, quasi invisibili e sconosciuti nella nostra contemporaneità. Quali sono i fattori sociali, culturali e filosofici che hanno dato allo spettatore - agli spettatori - la loro unicità e complessità e anche la loro irriducibilità alla semplice concettualizzazione più o meno schematica? Lo spettatore viene analizzato in queste pagine cercando l'equilibrio tra la genesi delle sue variazioni costitutive e l'identificazione delle sue caratteristiche persistenti.
ill., br. Per Francastel l'estetica deve riconoscere "la facoltà dell'uomo di informare ciò che lo circonda". La capacità di plasmare il mondo, i modi e le forme con cui ciò avviene sono l'orizzonte di analisi dello storico dell'arte francese. Vengono discusse qui le modalità di visione e di creazione della forma figurativa: la sua natura è indagata alla luce del suo valore di testimonianza storica, inscindibile da quello plastico.
Milano, Mondadori, 1982, 8vocartonatocon copertina illustrata a colori, pp. 192 con 200 disegni a colori f.t.
tela edit. con titoli al dorso e sovrac. ill., piccole rotture, bruniture e tracce d'uso alla sovrac., lieve deformazione da compressione, leggere fioriture ai tagli - prima edizione - tavole a colori fuori testo