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Revue d'esthétique, Presses Universitaires de France, tome cinq, fascicule 4, octobre-décembre 1952, 337-447 p., broché, couverture légèrement défraîchie.
Revue d'esthétique, Presses Universitaires de France, tome six, fascicule 1, janvier-mars 1953, 119 p., broché, couverture légèrement défraîchie.
Revue d'esthétique, Presses Universitaires de France, tome sept, fascicule 1, janvier-mars 1954, 112 p., broché, couverture légèrement défraîchie.
Revue d'esthétique, Presses Universitaires de France, tome sept, fascicule 4, octibre-décembre 1954, 337-448 p., broché, couverture légèrement défraîchie.
brossura Retoriche dell'immagine ha il fascino del diario di bordo, di una lunga e appassionata navigazione nello spazio e nel tempo, che, passo dopo passo, ci conduce in un labirinto in cui si addensano e si snodano le pratiche del generare immagini assieme alla varietà dei modi di incontrarle, di leggerle e di interpretarle. Ma per poter entrare in questo gioco di decifrazione dell'immagine occorre una lettura attenta, "lenta" - ammonisce l'autore - in cui evitare la superficialità dell'appariscenza, del contrasto violento. Mostrare e nascondere, ostentare e mimetizzare: su queste opposizioni si avventura il discorso, logicamente omogeneo ma frutto di una sintesi di interessi assolutamente eterogenei. Un discorso teso a fornire gli elementi per un'educazione dello sguardo, quale modo discreto per far emergere e liberare la capacità di guardare di ciascuno, in libertà, oltre le affascinazioni o le imposizioni d'autorità, più o meno a effetto. Il lettore viene così introdotto in un percorso di svelamento, di illuminazioni, che a partire dallo sguardo sulle immagini - che sono "duplicazione" o "sostituto" della realtà - si apre ai meccanismi di conoscenza del reale. Inroduzione di Claudio Cerritelli ed Elisabetta Longari, postfazione di Salvatore Veca.
traduzione di Vitulano Pasquale GUIDA EDITORI 1978 DUE VOLUMI, RISPETTIVAMENTE 356 E 230 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, COME DA FOTO, PER IL RESTO VOLUMI INTONSI, MAI SFOGLIATI. In questo libro Hayden White, uno dei più grandi filosofi americani della storia, ha voluto investigare la struttura formale di alcuni capisaldi emblematici della riflessione e della pratica storica del secolo XIX. Il principio di fondo che ispira l'ampia e originale indagine è che ogni opera storiografica è prima di tutto una narrazione, un testo 'poetico' attraverso il quale il magma complesso degli eventi viene ordinato ed espresso. Ma qual è la natura, quali le leggi (se vene sono ) di questa strutturazione poetico-narrativa del discorso storiografico? Per rispondere a questo quesito, White ha interpellato le opere ottocentesche prescelte non già a livello dei loro significati, bensì a quello dei loro significati. Ha cioè verificato se, opportunamente analizzato, l'impianto linguistico di quelle opere esibisca e meno la presenza di una logica - o meglio di una retorica - dalle norme ben individuabili e configurabili. Hayden White (1928) è un filosofo e storico statunitense. È conosciuto per aver sviluppato un’indagine epistemologica sulla storia con una riflessione sui concetti di narrazione e di postmoderno. La sua opera principale, pubblicata per la prima volta nel 1973, si intitola ’Metastoria. L’immaginazione storica nel diciannovesimo secolo in Europa’. Attualmente è professore emerito all’Università della California a Santa Cruz e professore di Letteratura comparata presso l’Università di Stanford. Indice Prefazione PARTE PRIMA: La tradizione ereditata: l'illuminismo e il problema della coscienza storica CAP. I - L'immaginazione storica fra metafora e ironia Introduzione La dialettica della storiografia illuministica Le concezioni convenzionali della storiografia Storia, linguaggio e trama Scetticismo e trama Le principali forme della storiografia pre-illuministica Leibniz e l'illuminismo Il campo storico L'esito storiografico dell'illuminismo La ribellione di Herder alla storiografia illuministica L'idea della storia in Herder Da Herder al romanticismo e all'idealismo CAP. II - Hegel: la poetica della storia oltre l'ironia Introduzione Linguaggio, arte e coscienza storica Storia, poesia e retorica Le strutture d'intreccio possibili Tragedia e commedia come strutture d'intreccio generiche La storia in se stessa e la storia per se stessa La storia in se stessa e per se stessa Il campo storico come struttura Lo stato, l'individuo e la visione tragica della storia Il campo storico come processo Dalla tragedia alla commedia L'intreccio della storia del mondo PARTE SECONDA : Quattro tipi di «realismo» nella storiografia del XIX secolo CAP. III - Michelet: Il realismo storico come «romance» Introduzione I classici della storiografia del XIX secolo La storiografia contro la filosofia della storia La storiografia romantica come «Realismo» nel modo metaforico Il campo storico come caos dell'essere Michelet: la storiografia spiegata come metafora e intrecciata come romance CAP. IV Ranke: Il realismo storico come commedia Introduzione I fondamenti epistemologici del metodo storico di Ranke Il processo storico come commedia La «Grammatica» dell'Analisi storica La «Sintassi» dell'evento storico La «Semantica» dell'interpretazione storica Le implicazioni conservatrici dell'idea della storia di Ranke La storia intrecciata come commedia La difesa formale dell'Organicismo come metodo storico Conclusione CAP. V - Tocqueville: il realismo storico come tragedia Introduzione Antididattica Poesia e storia in due modi Poesia e storia in due modi La maschera liberale La storiografia di mediazione sociale La «Sintassi» dei processi storici significativi La «Semantica» della storia americana Il dramma della storia europea Punto di vista liberale, tono conservatore Il conflitto tragico dal punto di vista ironico La risoluzione ironica del dramma rivoluzionario Il tentativo di resistenza alle implicazioni ideologiche dal punto di vista ironico La critica di Gobineau La caduta dell'ironia Conclusione CAP. VI - Burckhardt: Il realismo storico come satira Introduzione Burckhardt: La visone ironica Il pessimismo come visione del mondo: la filosofia di Schopenhauer Il pessimismo come Base della Coscienza Storica Lo stile satirico La «Sintassi» della storia La struttura d'intreccio come «Satira» Antimetafora Il Realismo come ironia Storia e Poesia Conclusione PARTE TERZA: Il ripudio del «realismo» nella filosofia della storia del tardo XIX secolo CAP. VII - La coscienza storica e la rinascita della filosofia della storia CAP. VIII Marx: la difesa filosofica della storia nel modo metonimico Introduzione Il problema della dottrina marxista L'essenza della concezione storica di Marx Il modello fondamentale di analisi La «Grammatica» dell'esistenza storica La «Sintassi» del processo storico La «Semantica» della storia Il metodo di Marx applicato agli eventi storici concreti Conclusione Cap. IX - Nietzsche: La difesa poetica della storia nel modo metaforico Introduzione Mito e storia Memoria e storia Morale e storia Verità e storia Conclusione Cap. X - Croce: La difesa della filosofia della storia nel mondo ironico Introduzione Filosofia della storia come critica La storia ridotta sotto il concetto generale dell'arte L'Estetica della coscienza storica La natura della conoscenza storica: la giustificazione del buon senso La natura paradossale della conoscenza storica Le implicazioni ideologiche dell'Idea della storia di Croce Il metodo critico applicato: l'effetto addomesticante dell'Ironia Croce contro Marx Croce contro Hegel Croce contro Vico La storia come ideologia borghese Conclusione Soggetti: Studi letterari, Cultura europea, Civiltà occidentale, Metahistory, Letteratura, Critica letteraria, Roland Barthes, Northrop Frye, Kenneth Burke, Hegel, Michelet, Ranke, Tocqueville, Burckhardt, Marx, Nietzsche, Benedetto Croce, Storiografia, Filosofia della storia, Kultur der Renaissance in Italien, Scrittura storica, Carlo Ginzburg, Rivoluzione francese, Intreccio, romance, comedy, tragedy, satire, Ideologie, metafora, metonimia, sineddoche, ironia, Michelet, Struttura formale, Ranke, Tocqueville, Burckhardt, Linguistica, Significante, Testo poetico, Memoria, Filologia, Costruttivismo retorico, Poetica, Linguistica, Metastoria, Grammatica, Semantica, Mito e storia, Organicismo, Epistemologia, Gobineau, Ironia, Leibniz, Illuminismo, Herder
Carchia, Gianni Retorica del sublime. Roma, Laterza 1990 italian, 187 1990. Copertina editoriale in brossura pieghevole. IX, 187 p. ; 22 cm. B82
Milano, Rizzoli, 1987, in-8, pp. 158. Con foto a colori di Giò Belli.
Minuit, Paradoxe, 2008, 379 pp., broché, couverture légèrement défraîchie, état très correct.
In-8, pleine toile verte de l'éditeur, titre doré au dos et illustration dorée sur le plat sup., 416 p., portrait frontispice en couleurs, nombreuses planches hors texte en noir. Très bon exemplaire.
In folio, pleine percaline bleu nuit de l'éditeur, titre doré en long, marque dorée du Panthéon sur le plat sup., 30 p. de texte et 10 planches sur papier glacé. Edition originale. Bon exemplaire malgré une petite auréole en coin.
trad. di Gianfranco Gabetta n. 10 bross. edit. ill. con bandelle, alcune sottolineature a matita, timbro di appartenenza
BILINGUAL GERMAN-FRENCH EDITION. 21x15cm. 77 pages. Softcover. Pen marks on many pages - NO damage to text. Else in good condition. (T.E.R. bilingue)
Wagner, Richard Religione e arte. Genova, Il melangolo 1987 italian, 164 1987. Copertina editoriale alettata in brossura pieghevole. 164 p. ; 21 cm Trad. di Enrico De Angelis, Michela Simonetti. B2
ill., br. Solo un groviglio di casualità a anche una direzione, un progetto? È la domanda che ci poniamo tutti guardando agli eventi della nostra vira. Il senso della eterna dialettica fra ordine e caso lo mette bene in scena Jackson Pollock. Quegli spruzzi di colore sono caduti casualmente a sono intenzionali e vogliono esprimere qualcosa? Azzardiamo una risposta: come nel quadro Number 1A, la vita si gioca su un terreno di mezzo, nel quale alle nostre intenzioni razionali si sovrappone continuamente il caos delle innumerevoli possibilità. Ma alla fine il puzzle si compone e ciò che è accaduto si rivela sempre anche destino.
Hardcover in-8, 222 pp., nombreuses illustrations, cartonnage décoré, jaquette rhodoid. Bel exemplaire. [TX-10]
In-8° (173x100mm), pp. (2), XII, 452, (4), legatura coeva in pieno vitello marmorizzato con dorso a nervetti adorno di titolo in oro su tassello granata, filetti e fregi floreali in oro. Tagli rossi, sguardie marmorizzate. Piccoli restauri al dorso e bruniture minime. Bell'esemplare. Una copia commercializzata dell'edizione è descritta con 5 tavole f.t.; peraltro, è probabile che tale iconografia sia stata aggiunta dal legatore, in quanto le schede catalografiche consultate in SBN / ICCU e in Karlsruher Virtueller Katalog non fanno riferimento a tavole. Ristampa parigina di questa raccolta di trattati sulla pittura del De Piles (Clamecy, 1635-1709), al secolo François Tortebat, diplomatico, segretario di Amelot de la Houssaye (che seguì nelle sue missioni in Svizzera e in Portogallo), critico d'arte, pittore ed incisore, nonché ardentissimo sostenitore di Rubens. Comprende: Conversations sur la Peinture; Dissertation sur les Ouvrages des plus fameux Peintres, comparés avec ceux de Rubens; Description de quelques Tableaux de Rubens; La Vie de Rubens. Indici finali. L'edizione originale è del 1681. De Piles, nella querelle sulla supremazia tra il disegno e il colore, sposa la causa di quest'ultimo, rappresentato a livello sommo dalla fastosa opulenza rubensiana.
xii + 452 [iv] pp., feuilles de garde marbrées, reliure plein-cuir d'époque (titre et décorations dorés au dos, coins peu touchés, peu usé), 17cm., première édition de ce recueil d'ouvrages sur la peinture et des couleurs (dont une grande partie traite de P.P. Rubens, avec e.a. une biographie de P.P.Rubens basé sur un texte de Philip Rubens)
In-8, broché, dos anciennement renforcé, (2) f., xxvj, 396 p., grand tableau dépliant (2 f. d'index et privilège manquent, auréoles claires aux prem. f.), lettre manuscrite de l'époque interfoliée. Edition originale. "Jamard developed a system based on the harmonic series of the hunting-horn (…). The 'Théorie' had some followers' (notably Jamard and Abbé Feytou) and won Rousseau's praise" (Grove Music Online). (Bibliothèque Cortot, p. 97. Fétis, 5812. Gregory, p. 130. G. Kaucher, ‘Les Jombert’, n°441). Intéressant exemplaire comportant un ex-libris "M. Gressent, conseiller au parlement" [de Rouen], quelques annotations et une lettre manuscrite : "Je venais d'être reçu conseiller au parlement lorsque parut ce livre…". Gressent raconte sa rencontre avec Jamard et relate les difficultés que celui-ci rencontra pour retrouver un exemplaire de son propre livre, après qu'il eut été dépossédé de sa bibliothèque lors de la Révolution. 2 derniers feuillets d'index et privilège manquent. Exemplaire entièrement non rogné.
In-8, broché, couverture papier bleu moderne, 15 p. Edition originale. Député de Paris à la Convention, l'auteur fait un historique des ornements en architecture et démontre que l'histoire de l'architecture et de ses ornements se confond avec celle du passage de la contingence en "beau". La corruption provoquée sur les matériaux par le temps ou l'usure aurait été ainsi transformée en motifs artistiques et en ornements: cf. par exemple, les pierres sculptées de motifs de "vermicules" qui seraient "la copie fidèle de ces pierres mangées par l'air, la pluie et le temps". (Saricks, II, 4540). Exemplaire frais.
2 volumes in-8, plein veau marbré de l'époque, dos à 5 nerfs ornés de compartiments fleuronnés et cloisonnés, pièces de titre et de tomaison de maroquin bordeaux, filet d'encadrement à froid sur les plats, tranches rouges, (8), 192 p. et (3) f., 385, (1) p. Première édition française, sous pages de titre de remise en vente. Ornement aux titres. Bandeaux de De Sève, gravés sur cuivre par Fessard. Le premier ouvrage de Hutcheson dans lequel le père des Lumières écossaises, développe la théorie du "sens moral" dont la postérité fut considérable. La traduction serait due à l'encyclopédiste Marc-Antoine Eidous ou à Guillaume Laget. L'oeuvre de philosophie morale et esthétique d'Hutcheson, précurseur de l’utilitarisme, exerça une influence déterminante, notamment sur Hume, Thomas Reid, Kant ou Adam Smith dont il fut le professeur. Victor Cousin releva que la publication de cet ouvrage avait marqué "l’avènement de l’esthétique dans la philosophie européenne". "Généralement cité pour mémoire, Francis Hutcheson (1694-1746) mérite d'être lu dans le texte. La question de la nature et des rapports du Beau, du Bien, du Vrai et du Juste se pose à lui dans un contexte renouvelé (…). Identifier, au coeur de la vertu, la spécificité du sens et du sensible face aux calculs de la raison, telle est la tâche qu'il s'est assignée. Sa postérité, de Hume et Kant, qui lui doivent beaucoup, s'étend jusqu'à la philosophie analytique, qui voit en lui l'initiateur original de questions actuelles" (A.-D. Balmès, éditions Vrin). (Cf. Chuo, 127. Jessop, 144). Un unique exemplaire de ce tirage à la date de 1750 est recensé en France (CCFr): bibliothèque de l'Arsenal. Il est identique à celui de 1749, sauf les pages de titre et le dernier feuillet du T. II (p. 385-6) qui est cartonné. Quelques petites épidermures. Très bon exemplaire, frais, grand de marges.
2 tomes reliés en un volume in-12 (167 x 102 mm), demi-veau de l'époque, dos lisse orné de compartiments fleuronnés et cloisonnés, pièce de titre de maroquin bordeaux, tranches rouges, (2), xii, (4), 204 p. et (8), 216 p. Première édition française de 'A Philosophical Enquiry into the Origin of Our Ideas of the Sublime and Beautiful' traduite sur la deuxième édition anglaise par l’abbé Louis-Antoine Des François (1728-1800), avec l'assistance de Sir James MacDonald et peut-être de David Hume lui-même, alors secrétaire de Lord Hertford ambassadeur de Grande Bretagne à Paris, selon Todd. Publié en anglais en 1757, l’essai obtint un très large succès dès sa sortie. Il est le premier à opérer le déplacement de la réflexion sur la nature et l’art, de la sphère rhétorique au terrain psycho-physiologique et à opposer systématiquement le sublime au beau. L’ouvrage exerça une influence décisive sur Diderot comme sur Kant et sur l’ensemble de "l’esthétique des Lumières". (Todd, 'Bibliography of E. Burke', 5kkLL, p. 40). Petite fente en tête d'un mors (3 cm). Papier des plats légèrement épidermé. Très bon exemplaire, très frais, relié à l'époque.
245X165 mm. X+176 pages. Gilt hardcover. Cover slightly rubbed. Spine slightly yellowing and faded. Stamp on third whitepage. Pen inscription on some pages - NO damage to text. Pages slightly yellowing. Else in good condition.
ill., br. Il sogno delle avanguardie del Novecento di dare forma artistica alla vita si è mutato, nel corso del tempo, nella tentazione di ridurre la vita stessa alla totale spettacolarità della rappresentazione, simile, per molti aspetti, al tentativo messo in atto dalle manifestazioni più avanzate dell'industria dello spettacolo tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo. Ma, dato che nessuna forma d'arte è in grado di sussumere la vita in sé, ovvero la realtà noumenica tout court, è una realtà particolare quella che la reality art spettacolarizza, una forma di vita determinata che si basa sulla metafisica fondamentale dell'epoca contemporanea, secondo la quale essenza della vita è il non-senso e dell'essere il non-essere. Qui la storia dell'avanguardia incontra quella del nichilismo e si fa portavoce esemplare dello spirito del tempo, fino alla modificazione stessa della concezione tradizionale dell'origine dell'opera d'arte, attraverso il passaggio dal paradigma della produzione della forma da un niente relativo (apeiron) a quello della creazione dal nulla assoluto (nihil). La concezione della creatio ex nihilo, però si rivela immediatamente anche come paradigma pratico assolutamente inaccettabile da parte di quel sistema dell'arte che, pure, non può fare a meno di perseguirlo come suo ideale più proprio. Così la falena non si stanca di corteggiare la fiamma, incurante della minaccia di morte che ne accompagna lo spelndore.
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