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br. In occasione del centenario della nascita dello scrittore e poeta Giorgio Bassani (Bologna 1916 - Roma 2000), l'Università Sorbonne Nouvelle-Paris 3 ha reso omaggio a uno degli intellettuali più complessi e raffinati del Novecento. In un'epoca in cui il mondo si manifesta per simulacri mediatici e in cui i conflitti esigono dall'intellettuale una rinnovata partecipazione, l'azione di Bassani va vista nel contesto italiano in cui si è compiuta e va interrogata alla luce della nozione di impegno. In questa prospettiva è legittimo prendere in considerazione solo la sua attività di romanziere, escludendo gli altri campi a cui lo scrittore si è dedicato? La domanda, retorica, vuole essere un invito a una più larga riflessione ermeneutica sulla produzione romanzesca, poetica e critica, nonché sull'azione storica, culturale e civica dell'attivista antifascista, del redattore letterario, del presidente dell'associazione Italia Nostra: un invito al superamento delle "mura" del "Romanzo di Ferrara", a un approccio esegetico globale dell'opera di Bassani in rapporto al suo secolo, alla storia, alle istituzioni culturali e politiche, agli uomini e agli oggetti del suo tempo.
14 S. Original Karton mit montiertem Deckeltitelschildchen, Fadenbindung (rot). (=Roter Faden 43). Sehr guter Zustand. Erstausgabe. Mit einer mehrzeiligen, handschriftlichen, datierten und signierten Widmung des Verfassers auf dem Titel.
Unpaginiert, (6 Blatt). Original Broschur mit Deckeltitel. (=Alinea. Neue Texte Nr.5). Sehr guter Zustand. Erschien in einer Auflage von 500 Exemplaren. Handsatz und Handpresse. Mit der Abbildung des Autors nach einer Photographie um das Jahr 1932.
Unpaginiert, (6 Blatt). Original Broschur mit Deckeltitel. (=Alinea. Neue Texte Nr.5). Sehr guter Zustand, 1 Wort im Text handschriftlich (vom Autor?) verbessert. Erschien in einer Auflage von 500 Exemplaren. Handsatz und Handpresse. Mit der Abbildung des Autors nach einer Photographie um das Jahr 1932 und einer handschriftlichen, datierten und signierten Widmung des Autors auf der gegenüberliegenden Seite.
in-16, pp. (3), 358, leg. coeva m. perg. e ang. Cerniera esterna del piatto ant. aperta per metà. .
in-8, pp. LVI, 437, legatura modesta in carta. Buono stato.. .
br. La donna che affascinò Nietzsche, Freud e Rilke riflette sulla natura dell'amore, sulle sue diverse forme. In questo libro si affronta una questione che le donne conoscono bene, che spesso subiscono. Si tratta della divaricazione tra l'amore completo, quello che coinvolge mente e corpo e la passione puramente carnale. Anche le donne sono capaci di un amore unicamente fisico. Salomé, infatti, più che coinvolgere inutili moralismi analizza in modo scientifico il coinvolgimento dell'essere umano nel sentimento più popolare di tutti. Il risultato è però anche un inno alla pienezza di una relazione che sappia nutrire sia il corpo che il pensiero. Un'esortazione, tutta al femminile, a rimanere fedeli a se stesse, all'istinto, come al sapere, anche nel fuoco della passione dei corpi.
br. La donna che affascinò Nietzsche, Freud e Rilke riflette sulla natura dell'amore, sulle sue diverse forme. In questo libro si affronta una questione che le donne conoscono bene, che spesso subiscono. Si tratta della divaricazione tra l'amore completo, quello che coinvolge mente e corpo e la passione puramente carnale. Anche le donne sono capaci di un amore unicamente fisico. Salomé, infatti, più che coinvolgere inutili moralismi analizza in modo scientifico il coinvolgimento dell'essere umano nel sentimento più popolare di tutti. Il risultato è però anche un inno alla pienezza di una relazione che sappia nutrire sia il corpo che il pensiero. Un'esortazione, tutta al femminile, a rimanere fedeli a se stesse, all'istinto, come al sapere, anche nel fuoco della passione dei corpi.
brossura Il saggio permette di comprendere la vicenda umana e spirituale di Dino Segre in arte Pitigrilli.
brossura Questo volumetto aiuta a capire la vita e l'opera di Dino Segre, in arte Pitigrilli.
br. Ivo Andri? fu un grande viaggiatore. Il suo vagabondare attento e curioso coprì larga parte dell'Europa e alcuni paesi dell'Estremo Oriente. Da questi scritti esce una visione profonda della sua terra, allora ancora Jugoslavia, delle nostre radici europee e del secolo da lui attraversato, il Novecento. Sono impressioni raccolte dal finestrino di un treno in corsa, da un solitario alloggio o da una passeggiata nella natura; riflessioni sui luoghi, la loro storia e i loro abitanti, dalla Spagna al Portogallo, fino all'Egitto e al lontano Nord, da Bursa a Belgrado, fino alla Bosnia e alla città di Sarajevo.
br. Ivo Andric per circa due anni (1920-1921) assunse l'incarico di diplomatico presso l'ambasciata del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni in Vaticano. Durante il suo periodo romano un fenomeno politico e sociale non sfugge alla penna dello scrittore: la nascita e lo sviluppo del fascismo. Tutti i suoi scritti su questo tema sono stati elaborati dopo la sua permanenza a Roma e quella, brevissima, a Trieste (fine 1922 - inizio 1923) e pubblicati sulle riviste letterarie croate e serbe nel periodo 1923-1926. All'edizione italiana di questi inediti di Andric si aggiungono due ricordi dello scrittore serbo, entrambi del secondo dopoguerra: il primo è del suo amico Kalmi Baruh, ispanologo, ebreo di Sarajevo vittima dello sterminio nazista; il secondo è frutto di una sua dolorosa passeggiata per i sentieri dell'antico cimitero ebraico della capitale della Bosnia-Erzegovina. Questi saggi trasmettono intatta l'originalità dello sguardo di Andric sul fascismo e le sue conseguenze, un fenomeno che al tempo suscitò molte perplessità nelle cancellerie e nei parlamenti delle cosiddette vecchie democrazie e che oggi, travestito a volte da varie forme di populismo, conferma la sua preoccupante vitalità ideologica.
brossura La dottrina dei dodici apostoli è una breve e chiara esposizione della fede cristiana; un piccolo catechismo e insieme una raccolta di norme liturgiche e disciplinari. È un testo antichissimo - redatto forse in Siria verso il 50-60 d. C. - che mostra di non conoscere i Vangeli nella loro versione attuale, in quanto successivi. Ci dà informazioni preziosissime sulle prime comunità cristiane. Tratta della formazione dei catecumeni e dei missionari; della scelta dei vescovi e dei diaconi; dei rapporti interni alle giovani e piccole Chiese; dell'importanza del lavoro svolto con serietà e impegno; della responsabilità data e richiesta all'assemblea dei fedeli. Di massima importanza sono i brani relativi al battesimo, all'eucaristia - che aveva ancora una forma molto diversa dall'attuale - e all'agape fraterna, che all'epoca precedeva l'eucaristia. Non conosciamo il suo autore. Il testo integrale è stato scoperto solo alla fine del 1800, all'interno di un manoscritto ritrovato a Gerusalemme. Ma l'Opera era già nota a causa delle citazioni che ne avevano fatto i Padri della Chiesa; segno che essa era, già nei primi secoli, molto diffusa per la sua autorevolezza.
1 20x13 cm., in brossura posticcia, 80 pp., edizione realizzata a spese dell'Autore, buone condizioni
In 8° grande, edizione composta di 6 volumi con legatura originale cartonata che offre una scelta di letture di scrittori in lingua italiana dalle origini alla seconda metà del settecento. Barbe originali. Qualche mancanza di carta al dorso di qualche volume.
In 16°, pp. 198. Cartonato con qualche piccola mancanza di carta.
Molto buono, bross. ill., 19 cm, 233 pp, ingialliture, piccoli strappetti in copertina
br. Perché presentare nuovamente al pubblico la Didachè, che sin dalla sua scoperta (1873) e prima pubblicazione (1883) è stata oggetto di numerose traduzioni, studi e commenti? La risposta è una sola: l'esigenza di osservare il testo sotto una luce nuova. La Didachè veniva considerata come la più antica opera della Patristica cristiana, e, giustamente, era vista come una straordinaria testimonianza della vita di una Comunità alla fine del I sec., nel particolarissimo momento della prima elaborazione di un cammino di fede attraverso cui si sarebbe operato il progressivo sviluppo di tutta la Chiesa. Abbiamo cercato qui quanto più possibile di metterne in luce i profondi legami con l'ambiente ebraico di origine, cercando di intravedere, attraverso il greco della koinè, parole ed espressioni che permettessero di risalire al contesto culturale e spirituale dell'ebraismo. Del resto siamo di fronte ad un'opera che certamente si è avvalsa di testi precedenti composti sia in ebraico che in aramaico. Lo stesso titolo dell'opera viene reso con Torah, termine ebraico corrispondente ad "insegnamento", in greco Didachè. Quando il testo venne pubblicato gli studiosi ebbero l'impressione di essere trasportati sulla scena delle origini cristiane, all'epoca in cui i membri della Comunità ebraica messianica erano assidui nell'ascoltare la didachè degli apostoli (At 2,42) e la Comunità si apriva all'ingresso dei goyim, dei pagani che decidevano di convertirsi. Un ebreo e una cristiana rileggono e commentano quello che alcuni considerano il più antico testo cristiano, che forse precede anche le Lettere di Paolo e i Vangeli.
br. Questa biografia romanzata è il celebre "romanzo di Alessandro", matrice di tutta la successiva leggenda. Non risale ad un singolo, ben determinato, autore: è il risultato di una vera e propria stratificazione. In essa si condensano e si dispongono in ordine tutti gli episodi, le suggestioni e i temi della tradizione leggendaria iniziata già in epoca classica che ha sempre accompagnato il ricordo storico del Macedone. Vi si trovano quindi eventi storici e il racconto di gesta eroiche e meravigliose, tratti di saggezza umana, di sapienza e di grandezza d'animo, uniti però a premonizioni, prodigi sovrannaturali e a simboliche crudeltà giustificabili per il compimento del disegno divino intorno ad Alessandro.
ril. "I racconti sulle origini di Roma erano già antichi quando i primi autori della letteratura latina - storici come Fabio Pittore o poeti come Nevio provvidero a fissarli per la prima volta in forma scritta, nella seconda metà del III secolo a.C, e nei secoli successivi hanno continuato senza sosta a evolversi, modificarsi, arricchirsi. È solo il naufragio di questa amplissima produzione letteraria, della quale possediamo oggi soltanto una manciata di frammenti, ad aver artificialmente semplificato il quadro, inducendo l'erronea opinione che la variante infine affermatasi come standard fosse anche l'unica elaborata dalla cultura latina. In realtà, su quel segmento della propria vicenda più remota i Romani avevano lavorato per secoli: e come sempre accade nel caso del mito, questo lavoro aveva prodotto una miriade di varianti, di sviluppi rimasti isolati o invece di tradizioni parallele che convivevano fianco a fianco." (dall'introduzione di Mario Lentano)
ril. Solo poco più di un secolo fa un manoscritto di un monastero di Costantinopoli ci ha restituito la Didachè o Insegnamento degli apostoli, di cui all'età dei Padri si erano perse le tracce. Questo breve ma importante documento, la più antica regola di una comunità cristiana, contiene disposizioni per l'istruzione catechistica fondamentale, per la celebrazione del battesimo e dell'eucaristia, per il discernimento dei carismi e delle funzioni ministeriali. La presente edizione - con introduzione, testo, traduzione e note di G. Visonà - con testo greco a fronte, ripercorrendo l'ampio e contrastato dibattito della critica, giunge a sottoscrivere la grande arcaicità di un testo che viene situato entro il I secolo s.C., a ridosso dell'età apostolica, nel medesimo contesto in cui hanno la luce i vangeli. Alcune tradizioni che esso ci trasmette, come la liturgia e le preghiere eucaristiche, ci portano a diretto contatto con la fede e il culto della Chiesa primitiva. La Didachè, infatti, affonda le sue radici negli strati più profondi delle origini cristiane, là dove è ancora viva e fluida la tradizione su Gesù, dove appare tuttora vitale il legame con il patrimonio del giudaismo e dove ancora si avverte l'eco delle prime liturgie e risuona l'annuncio degli antichi profeti cristiani.
brossura La voce pacata ma determinata di Tina Anselmi rievoca con forza e passione le conquiste faticosamente ottenute nella seconda metà del secolo scorso, dalla libertà passata attraverso la lotta partigiana, alla garanzia universale dei diritti fondamentali, primo fra tutti quello alla salute. L'impegno civile e politico, soprattutto da parte dei giovani, non deve però mai abbassare la guardia di fronte alle insidie sempre nuove che rischiano di far crollare la fragile costruzione democratica, e per questo le parole di Tina Anselmi suonano oggi non solo profetiche, ma necessarie.
Vol. in -12 (13 x 19 cm.), brossura editoriale verde chiaro con titoli in nero sul piatto e al dorso, pp. 310, (10). Fogli leggermente bruniti ai margini, nel complesso in più che abb. buone condizioni. PRIMA EDIZIONE.
br. Uno dei capolavori della letteratura mondiale, Emma (1816) non si sottrae a nuove letture sia nella sua veste di classico sia perché segna un'importante svolta nella tradizione romanzesca, riscattandola dal pregiudizio morale ed estetico con cui era guardata all'inizio dell'Ottocento. Quasi privo di un intreccio che possa dirsi tale ma lodato per il suo realismo, il romanzo coraggiosamente postula una lettura ripetuta in cui l'universo semantico è svelato al lettore per gradi, in un crescendo interpretativo sempre più complesso. Nella sua attività di match-maker, Emma Woodhouse, al pari della sua creatrice, è una tessitrice di mondi e di storie che tuttavia, alla verifica dei fatti, si riveleranno illusorie e fallaci. Coinvolgendo il lettore in una sfida ermeneutica stimolata da un continuo esercizio di creativa fallibilità sottratto all'usura del tempo, l'eroina eponima prefigura un ritratto autoironico della stessa Jane Austen.
ill., br. Al centro di un'esaltante vita pubblica dentro la quale celava abissi di segretezza, Pitigrilli seppe essere pensatore materialista e poi cattolico con uguale intensità e identico spregio verso convenzioni e luoghi comuni. Viaggiò, sperimentò, accettò successi esaltanti e rovinose cadute (non poteva essere altrimenti, per colui che ammetteva «il bacio al lebbroso» ma non concepiva «la stretta di mano al cretino»). Mise alla berlina il pensiero perbenista gettandogli in faccia le sue ombre e le sue contraddizioni, restituendogli i suoi ipocriti non-detti gridati senza paura. E se poi, per questo ambizioso programma, era necessario "épater le bourgeois" tanto meglio: sarebbe stato lo stesso lettore deliziato o scandalizzato a dire tutto il necessario di sé. Anna Antolisei, da molti anni attiva studiosa e promotrice della "forma breve", attingendo all'intera e folta opera del controverso autore ci presenta un amplissimo campionario della scrittura aforistica che attraversa e innerva molte pagine dello "scrittore all'acido solforico".