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ril. Negli ultimi due decenni la storia della lingua italiana ha conosciuto un intenso sviluppo, conquistando una posizione centrale nel panorama degli studi umanistici. Quest'opera in tre volumi intende mettere a frutto le innovazioni metodologiche più recenti, per ricostruire quella parte di storia linguistica (la più ampia, non solo cronologicamente) che è legata agli usi scritti dell'italiano. Il risultato è una mappa nitida e aggiornata: un prezioso strumento di lettura e insieme d'interpretazione complessiva della nostra storia linguistica. Per secoli la lingua della poesia italiana è stata quasi una lingua a parte. Ma ciò non vuol dire che sia sempre stata uguale a sé stessa: non solo ha subito mutamenti nel corso del tempo ma, a seconda del tipo di testo o del tema, è stata di volta in volta modulata dal punto di vista metrico, stilistico, testuale. I saggi raccolti in questo primo volume intendono mostrare tale varietà di soluzioni attraverso l'analisi delle forme adottate per i principali generi della scrittura inversi: dalla lirica alla poesia didascalica, dal poema epico al teatro, con un'attenzione specifica agli sviluppi novecenteschi.
br. Negli ultimi due decenni la storia della lingua italiana ha conosciuto un intenso sviluppo, conquistando una posizione centrale nel panorama degli studi umanistici. Quest'opera in più volumi intende mettere a frutto le innovazioni metodologiche più recenti, per ricostruire quella parte di storia linguistica (la più ampia, non solo cronologicamente) che è legata agli usi scritti dell'italiano. Il risultato è una mappa nitida e aggiornata: un prezioso strumento di lettura e insieme d'interpretazione complessiva della nostra storia linguistica. A cinquant'anni dall'introduzione della linguistica del testo nel panorama degli studi italiani, i saggi raccolti in questo quinto volume rappresentano la prima sistematica applicazione di quel punto di vista ai testi del passato. Appaiono così evidenti le modificazioni che nel corso dei secoli hanno avuto alcuni dispositivi testuali (i coesivi, i connettivi, la deissi) e il progressivo evolvere di dimensioni come quella dialogica o intertestuale nel lungo percorso dai primi manoscritti fino alla testualità digitale.
br. Negli ultimi due decenni la storia della lingua italiana ha conosciuto un intenso sviluppo, conquistando una posizione centrale nel panorama degli studi umanistici. Quest'opera in più volumi intende mettere a frutto le innovazioni metodologiche più recenti, per ricostruire quella parte di storia linguistica (la più ampia, non solo cronologicamente) che è legata agli usi scritti dell'italiano. Il risultato è una mappa nitida e aggiornata: un prezioso strumento di lettura e insieme d'interpretazione complessiva della nostra storia linguistica. Come si è diffuso, nel corso del tempo, l'italiano scritto? Quali supporti sono stati usati per trasmetterlo? Che tipo di lingua troviamo nelle testimonianze autografe dei grandi autori? A queste e altre domande intende rispondere l'ultimo volume della Storia dell'italiano scritto: una riflessione a più voci sulla componente primaria e materiale della scrittura che ha caratterizzato gli oltre dieci secoli di storia della nostra lingua.
Brossura con bandelle segnata dal tempo, copertina illustrata da composizione grafica minimale, evidente la schiacciatura da compressione al canaletto e altre usure da attrito e compressione maggiori alle estremità, pigmento seriamente alterato dalla luce appesantito in cornice e dorso, fogli ben tenuti, avvolti da ossidazione bruna intensa ai tagli ombrati e toccati da ruggine, fresatura indebolita. N. pag. 231. USATO
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI GENERALI, MACCHIETTE/FIORITURE, SEGNI DEL TEMPO. PUNZONATURA COPIA SAGGIO IN ANTIPORTA. Questa nuova raccolta di novelle e racconti per la scuola comprende un panorama vario ed esauriente di tutta la narrativa italiana, dagli inizi del XIX secolo fino alle esperienze di questi ultimi anni. Sono state raccolte novelle ormai celebri, ma soprattutto brani narrativi, anche tratti da romanzi, che di solito non compaiono sulle antologie, fino agli inediti, proprio per offrire agli insegnanti una grande possibilità di scelta, tenendo conto inoltre della funzione che il racconto ha nella scuola, non solo come mezzo strumentale di apprendimento di norme stilistiche e lessicali, ma come specchio fedele di un costume di vita, anche se filtrato attraverso l'arte dello scrittore. L'antologia accoglie anche racconti e novelle di alcuni scrittori per ragazzi, certi notissimi e ormai tradizionali, certi recenti e recentissimi, polemicamente inseriti accanto ai narratori che la critica ufficiale ha accolto e laureato. Descrizione bibliografica Titolo: Novelle italiane dei secoli XIX e XX Autore: Antonio Lugli Illustrazioni di: Silvano Campeggi Editore: Firenze: Sansoni, Aprile 1965 Edizione: 2. ed. riveduta; 4 ristampa (Luglio 1970) Lunghezza: 725 pagine; 23 cm; illustrato in b/n Soggetti: Letteratura italiana, Narrativa popolare, Prosa, Romanzi, Novelle, Racconti italiani, Ottocento, Novecento, Sec. 19.-20., Antologie letterarie, Raccolte, Brani, Scrittori, Lettura, Collezionismo, Elzeviri, Bozzetti, Fiabe, Favole, Novellistica, Viaggio, Gialli, Poesia, Lotta di classe, Risorgimento, Resistenza, Dialetti, Dialettale, Regionali, Bibliografia, Riferimento, Testi, Classici, Successi editoriali, Avventura, Per ragazzi, Scuola media, Medie, Pedagogia, Libri scolastici da collezione, Libri Vintage Fuori catalogo, Anonimi, Parnaso, Critica, Italianistica, Autori Vari, Brani scelti, Scrittura, Estetica, Poetica, Bambini, Illustrazioni, Guido Gozzi, C. Lorenzini Collodi, Emilio Praga, G. Giacosa, G. Bandi, Idelfonso Nieri, E. De Marchi, Achille Giovanni Cagna, Antonio Fogazzaro, G. Nobili, Silvio Pellico, Niccolò Tommaseo, Alessandro Manzoni, Tommaso Grossi, Massimo D'Azeglio, Giuseppe Giusti, Pietro Thouar, Luigi Settembrini, Ippolito Nievo, G. Rovani, Giulio Tarra, Antonio Caccianiga, Giuseppe Cesare Abba, Anton Giulio Barrili, Emilio Cecchi, Luigi Capuana, Giovanni Verga, F. Martini, Mario Pratesi, Renato Fucini, Edmondo De Amicis, Carlo Dossi, Edoardo Calandra, Pietro Coccoluto Ferrigni, Alfredo Oriani, Matilde Serao, Luigi Bertelli Vamba, Emilio Salgari, Roberto Bracco, Gabriele D'Annunzio, Adolfo Albertazzi, Alfredo Panzini, Federico De Roberto, Luigi Pirandello, Ada Negri, Grazia Deledda, Antonio Beltramelli, Luciano Zuccoli, Federico Chiesa, Guelfo Civinini, Riccardo Balsamo Crivelli, Armand Gatti, Enrico Novelli (Yambo), Virgilio Brocchi, Manara Valgimigli, Dino Provenzal, Francesco Pastonchi, Ferdinando Paolieri, Carlo Linati, Giuseppe Banfi, Massimo Bontempelli, Arrigo Soffici, Bruno Cicognani, Lorenzo Viani, Enrico Pea, Guido Gozzano, Federigo Tozzi, Adolfo Albertazzi, Alfredo Panzini, Salvatore Di Giacomo, Italo Svevo, Giovanni Papini, Aldo Palazzeschi, Emilio Cecchi, Antonio Baldini, Piero Jahier, Salvator Gotta, Marino Moretti, Scipio Slataper, Piero Calamandrei, Umberto Fracchia, Riccardo Bacchelli, Cesare Angelini, Antonio Gramsci, Ugo Betti, Giani Stuparich, Luigi Ugolini, L. Bartolini, Curzio Malaparte, Armando Meoni, Corrado Alvaro, Paolo Monelli, Nicola Lisi, Carlo Emilio Gadda, Orio Vergani, Fabio Tombari, Bonaventura Tecchi, E. Bossi, Ignazio Silone, Carlo Levi, Giuseppe Marotta, Gianna Manzini, Giuseppe Fanciulli, Giovanni Comisso, Giovan Battista Angioletti, Vittorio G. Rossi, Cesare Pavese, Mario Soldati, Piero Gadda Conti, Francesco Jovine, Italian literature, Popular fiction, Prose, Novels, Short stories, Nineteenth century, Twentieth century, 19th-20th century, Literary anthologies, Collections, Songs, Writers, Reading, Collectibles, Sketches, Fairy tales, Fables, Travel, Mystery, Poetry, Class struggle, Resistance, Dialects, Dialectal, Regional, Bibliography, Reference, Texts, Classics, Editorial successes, Adventure, For kids, Middle school, Pedagogy, Collectible school books, Books out of print, Anonymous, Parnassus, Criticism, Italian, Various authors, Selected passages, Writing, Aesthetics, Poetics, Children, Illustrations
In 4°, pp. XIV+523. Brossura coeva. Timbro di biblioteca estinta nel testo.
Gr.8°. (ca. 22,5 x 14 cm). 163 p. (French Language). Original wrappers with title to spine and illustrated title to front cover. Boards with low signs of use, paper inside still uncut. Generally in good condition.
brossura Il racconto del mito greco percorre - nella "Biblioteca" - il lungo itinerario che porta dalle origini del mondo fino alla costituzione di città e organismi sociali di epoca storica, per ricostituire in unità l'universo multiforme dell'identità greca. La razionalità curiosa dell'impianto dell'opera con la sua scrittura piana; la profonda laicità dell'ispirazione; la distaccata consapevolezza che tutto può accadere quaggiù, nel nostro mondo fatto solo di attesa dell'evento; e poi, ancora, la scoperta che persino l'esistenza più eroica prende le mosse da elementi di vita e di destino a tutti comuni: sono questi i caratteri non solo di un'opera e del suo autore, ma forse anche dell'intero popolo che ha inventato i suoi miti per rappresentare i ritmi di cui l'uomo è protagonista assoluto.
br. La "Biblioteca" (falsamente attribuita ad Apollodoro, famoso storico ed erudito del II secolo a.C.) è il più grande manuale di mitologia greca della antichità, summa inesauribile di saghe e leggende di dei e di eroi, dalle origini del mondo alla morte di Ulisse, che confluiscono in una selva di racconti e di varianti derivati da fonti molteplici e disparate, letterarie, poetiche e di tradizione folklorica. A quest'opera James Frazer (uno dei padri dell'antropologia culturale) dedicò un ampio commento che contiene una ricca gamma di interpretazioni di natura etnografica, folklorica, storica e religiosa. Nel riproporre la "Biblioteca" accanto alla versione del testo greco, gli si è accostata l'Appendice al testo scritta da Frazer.
br. Un bambino ebreo di soli otto anni, cresciuto nel calore di una famiglia benestante della Bucovina, antica provincia dell'Impero asburgico, viene strappato all'improvviso dal suo mondo, dalla sua lingua, dagli affetti più cari e conosce le atrocità di un campo di concentramento nazista, la fuga, anni di solitudine tra i boschi, per approdare infine in Israele, dove diventa scrittore: "uno scrittore profugo di una narrativa profuga, che ha fatto dello sradicamento e del disorientamento un argomento tutto suo". Con le tre lezioni contenute in questo libro, presentate in forma definitiva alla Columbia University di New York, Aharon Appelfeld conduce il lettore al cuore della sua esperienza e della sua narrativa. Con lucidità estrema, e una prosa limpida e luminosa, affronta questioni cruciali, come il rapporto difficile eppure fecondo tra scrittura, memoria e immaginazione; tra arte e orrore; tra Shoah e fede religiosa. Grande è la fiducia nella letteratura e altissimo il compito che le viene assegnato: attingere la verità dai particolari, "riscattare la sofferenza dai grandi numeri, dal terrificante anonimato... ridare alla persona sfigurata dalla tortura il volto umano che le era stato strappato via". In chiusura, una significativa conversazione a tutto tondo con l'amico e scrittore Philip Roth offre l'occasione di ripercorrere momenti e pagine di una vicenda artistica ed esistenziale di rara intensità.
br. Sbrigativamente liquidato come la voce radiofonica dell'Italia in guerra contro "gli stramaledetti inglesi", Mario Appelius fu in realtà un viaggiatore leggendario, un giornalista straordinario e uno dei pochi, veri avventurieri italiani del Ventesimo secolo, che non ha nulla da invidiare a Jack London, Rudyard Kipling o Joseph Conrad. La sua autobiografia, mai più ripubblicata dalla fine della Seconda guerra mondiale, è una miniera di aneddoti stupefacenti e un mirabile esempio di grande giornalismo.
brossura Lucio, protagonista e narratore di questa storia, è in Tessaglia per affari e soggiorna in casa di Milone e Panfila, nota maga. Una notte spia una trasformazione della sua ospite e, nel tentativo di imitarla, si tramuta per errore in asino: potrà tornare uomo solo se mangerà delle rose. Intanto la casa di Milone subisce un saccheggio e anche Lucio-asino viene portato via. Passa cosi di padrone in padrone subendo ogni sorta di tormento, finché un giorno una visione della dea Iside gli indicherà come riacquistare forma umana. "Le metamorfosi" o "L'osino d'oro" di Apuleio, unico romanzo latino conservato integralmente, dà vita a una girandola di colpi di scena: racconti che si intrecciano, streghe, banditi, passioni amorose, adultèri, efferatezze, magie stupefacenti.
br. Silvia Stucchi propone in questo volume una nuova traduzione dell'Apologia di Apuleio, il discorso con cui il rètore di Madaura si difese dall'accusa di magia intentatagli dai familiari della moglie. L'opera, l'unica orazione giudiziaria di età imperiale giuntaci integralmente, è curata con un'attenzione particolare alla fruibilità in sede didattica, affinché il lettore e lo studente possano orientarsi direttamente sul testo latino, grazie a una puntuale serie di notazioni non solo stilistiche, ma, soprattutto, morfosintattiche, il che costituisce una novità in materia. L'orazione apuleiana è preceduta da una Introduzione che, in forma sintetica, ma completa, dà conto delle principali problematiche suscitate dall'opera, in ordine alla contestualizzazione storica, alla struttura, al contenuto e alle credenze magico-filosofiche attestate dall'orazione, e alle questioni relative alla lingua e allo stile di Apuleio, contestualizzati nel suo tempo e nell'alveo delle tendenze del gusto del II sec. d. C. Il libro è arricchito dalle Appendici che presentano Schede Lessicali nelle quali si affronta, in termini diacronici, l'evoluzione di alcuni degli elementi lessicali maggiormente caratterizzanti il testo apuleiano (carmen, il lessico della magia, il lessico dell'accusa, la terminologia relativa alla salute e alla malattia e ai rapporti familiari, etc.), e in cui si analizza quindi la lettura data dell'Apologia da R. Giovampietro...
br. I ricordi di famiglia a San Sebastián, gli episodi legati al padre, alla madre o ai primi anni di scuola, che si contrappongono alle dure, aspre pagine dedicate agli anni bui dei Paesi Baschi. Seguendo le tappe della vita di Fernando Aramburu, ci trasferiamo in Germania, per accompagnarlo nella sua esperienza come insegnante. E poi, scopriamo i rituali che mette in atto durante la stesura dei suoi romanzi o negli incontri con i lettori, passeggiamo per le strade di molte città europee, rileggiamo con i suoi occhi Camus, Nabokov... Ma gli argomenti di questa raccolta attraversano uno spettro ampio e vario: si passa dall'elogio della noia all'amore per i cani e per il calcio, dalla passione per la poesia a quella per la musica. Un volume ricco di rimandi ai temi e alle vicende di Patria, che raccoglie una serie di testi carichi di ironia e sensibilità, con uno spiccato gusto per il dettaglio quotidiano: un piccolo trattato sulle poche certezze che ci guidano alla ricerca del senso della vita, ma soprattutto una celebrazione della letteratura contro ogni pedanteria e ogni fanatismo.
br. Alla fine degli anni Cinquanta, un giovane italiano di buone letture e nessun pregiudizio passa una stagione a Harvard e un'altra a Broadway. Dunque, corsi e lezioni e incontri importanti nella prestigiosa università: H. Kissinger, A. Schlesinger, J.K. Galbraith, D. Riesman, J. Burnham... Poco dopo, nella capitale dello spettacolo, sensazionali musicals e commedie con leggendari mostri sacri tuttora in scena: Ethel Merman, Mary Martin, Charles Boyer, Claudette Colbert, Paul Newman, Geraldine Page, Lauren Bacali, Elizabeth Taylor, fra Tennessee Williams, Jerome Robbins, Gene Kelly, Bob Fosse, Gypsy, Redhead, West Side Story... Intanto, letture e conversazioni coi protagonisti della letteratura: da Edmund Wilson e Saul Bellow e Mary McCarthy a Truman Capote e Jack Kerouac... Incubi e tormentoni metropolitani. Nuovi perbenismi nei "suburbia". Gli scapestrati "sabati del Village". Negli anni Sessanta, su e giù per la California, lungo la fantastica 101. Soggiorni e scoperte fra San Francisco e Los Angeles, Stanford e Berkeley e Hollywood. Panorami e vedute. I primi movimenti dei "figli dei fiori" e le "contestazioni" poi passate più violente in Europa. Quindi, "off-off". Affermazioni vigorose ed effimere delle tendenze e strutture alternative, soprattutto nel cinema e nel teatro controcorrente. Mentre lo spettacolo più convenzionale si "abbassa" a livelli sempre più infantili e turistici. Visite naturalistiche a vari luoghi mitici, frattanto: New Orleans, New Mexico, Taos, Key West, Cape Cod, Fire Island...
br. Gadda, che come uno dei suoi celebri doppi - Angeloni, il solitario commendatore prosciuttòfilo del Pasticciaccio - apparteneva alla categoria di coloro che "vissero e morirono foglie secche", dei celibi intransigenti insomma, non ha mai proliferato né intrattenuto progenie alcuna, neppure in senso lato. Eppure il destino sembra averlo, per vie misteriose, risarcito. Negli anni Cinquanta, quando molti critici lo consideravano solo un "eccentrico", per non dire un umorista "cincischiato", Gadda trova in una piccola schiera di scrittori 'irregolari' e 'sperimentali', degli ammiratori disinteressati ed entusiasti. Fra quei 'nipotini' - secondo una definizione diventata col tempo categoria critica - c'è soprattutto Alberto Arbasino, che dal grande macaronico sembra avere ereditato non solo la derisoria violenza della scrittura, ma anche la cultura cosmopolita ed eclettica, lo humour travolgente, l'insofferenza per la grammatica dei Pedanti, l'estraneità, in altre parole, alla sciapa 'minestrina collettiva'. Finalmente, all'Ingegnere Arbasino ha dedicato un ritratto che forse è anche un autoritratto, dove ora gli lascia la parola e si sottrae come uno scrupoloso, zelante scrivano, ora si concede appassionati esercizi di lettura, ora mescola alla voce di Gadda la sua, regalando, briosi calembours, ricordi personali e amene celie, ironiche filologie e fonologie, "l'aura del tempo" che i giovani fans di allora cercavano di trasmettere a quel signore in blu ritroso ma pieno di curiosità.
br. I paesaggi, in questo bel paese apatico e feroce, si vanno affollando di zombi stralunati e cloni attoniti. E si diffonde l'oscura percezione che nell'Italia degli ultimi anni sia avvenuta ogni sorta di mutazioni sfuggenti e insidiose, lasciandosi dietro un brulichio che tutto ingloba e stravolge: come in quei gremitissimi quadri dei Bruegel dove i più gravi incidenti si confondono tra la ressa sgangherata. Ma i romanzeschi o drammatici fatti italiani sono spesso anche ridicoli; e inspiegabili o inattendibili: tanto che, al di là di generiche effusioni di malessere, preferibilmente si evita di affrontarli a caldo. Ed ecco invece che, a sorpresa, Arbasino - e chi altri se no? - dedica a un così imbarazzante «stato della nazione» un libro che con brutale lucidità nomina e cataloga, descrive e deride, seziona e insolentisce tutto il repertorio dei temi ricorrenti e delle manie e smanie vecchie e nuove nel «gran casino» peninsulare. Sfilano i luoghi comuni ossessivi e le classificazioni deliranti, lo sciocchezzaio del «politicamente corretto» a destra e a sinistra, il paleo e il retro e il neo e il post, il Nord e l'Est e il Sud e il West, le secessioni, le immigrazioni, le televisioni, gli inquinamenti culturali compromettenti, le colpe e scuse loquaci e tattiche, le figurette e le figuracce - sino al gran silenzio di fine millennio circa l'Aldilà.
br. "Dalla A di Gianni Agnelli alla Z di Federico Zeri, alcune decine di conversazioni, interviste, dialoghi, e magari anche chiacchiere, con illustri contemporanei quali Roberto Longhi, Aldo Palazzeschi, Giovanni Comisso, Mario Soldati, Cesare Brandi, Federico Fellini, Luciano Anceschi, Luchino Visconti, Alberto Moravia. E notevolissimi coetanei, o quasi - da Calvino e Testori e Pasolini, a Parise e Manganelli e Berio -, coi quali ci si ripromettevano lunghe polemiche anziane davanti a un bel camino acceso, con vino rosso e castagne e magari cognac. Invece, la storia girò diversamente. E così, oltre ad alcuni coetanei vitali e viventi, eccoci qui con care e bizzarre memorie evidentemente prenatali: Dossi, Tessa, Puccini, D'Annunzio, e la mia concittadina vogherese Carolina Invernizio, nonna o bisnonna di mezza Italia letteraria." (Alberto Arbasino)
Tutte le opere dell'Arcangeli, molte delle quali per la prima volta pubblicate, racchiuse in due volumi. Il primo riguarda tutte le poesie, il secondo le prose. Copiosa presentazione di Enrico Bindi e Cesare Guasti. Ottimo esemplare. Legatura coeva mezza tela, pp. CIX, 445, 553, in 16°
ril. Tolkien è un autore non solo capace di recuperare una lunga tradizione di fonti storico-letterarie, ma soprattutto di rilanciarle in chiave originale sul tavolo verde della narrativa del XX secolo. È un crocevia per il quale è necessario passare muovendosi in molte direzioni attraverso i generi fantasy e fantastico. Ecco l'importanza di una sua lettura in parallelo con i grandi modernisti Ezra Pound, Virginia Woolf e William B. Yeats o col Surrealismo di Breton, ma anche per un confronto col maestro del genere horror H.P. Lovecraft, senza dimenticare il debito dichiarato di Tolkien nei confronti di William Morris, il maggiore esponente di quel medievalismo ottocentesco che costituisce il retroterra della sua opera. Nelle sezioni finali si arriva al mondo contemporaneo, con riflessioni sul rapporto con due esponenti importanti del fantasy odierno, George R.R. Martin e Joe Abercrombie, per giungere all'ampliamento della narrazione tolkieniana attraverso cinema, giochi da tavolo e videogame nel filone di ricerca sulla convergence culture avviato da H. Jenkins.
br. I romanzi di J.R.R. Tolkien sono come le ciliegie: uno tira l'altro. Così, chi ne ha aperto uno finisce con il leggere l'intera produzione del professore di Oxford e, quando ha terminato, è diventato un lettore curioso. Proprio per saziare questa curiosità, partendo dal mondo inventato da Tolkien - la Terra di Mezzo - questo libro propone diversi percorsi di lettura che rintracciano temi e figure cari al lettore di Tolkien in altri libri per ragazzi, sia classici che moderni. Il libro è costruito come un viaggio immaginario, attraverso paesaggi e incontri con creature diverse, condotto dai piccoli Hobbit - invenzione tolkieniana per eccellenza. I percorsi di lettura sono introdotti da brevi saggi che, in modo semplice, spiegano il tema trattato da Tolkien in relazione alla letteratura universale e consistono in liste ragionate di titoli per ragazzi, selezionati per qualità di contenuto e di stile narrativo. All'interno di ciascun percorso, i libri sono suddivisi per fascia di età: bambini, ragazzi, giovani adulti. Il testo è indirizzato a chi si occupa di promozione della lettura tra i ragazzi (insegnanti, bibliotecari, educatori) come ai genitori e ai lettori giovani adulti.
in-16°, pp. XIII-175. Leg. edit. in tela con tit. e fregi in oro al dorso. Buona la conservazione. manca la sovrac.
In-16° pp. XIII-175, legatura in tela edit. con dorature al dorso. Buono stato.
Cm. 18 x 11; pp. LXXIX - 1246; legatura editoriale in tutta pelle con titolo e fregi oro al dorso e al piatto anteriore; capitelli e segnalibro; taglio superiore giallo; sovraccoperta con titolo e custodia in cartoncino muto.<BR>Una macchia gialla sul dorso della sovraccoperta, per il resto in ottimo stato.<BR>Collana Classici. Prima edizione.