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[Suite du titre: "… On y joint une pièce de vers sur le Thé, composé par le même empereur. Traduit en françois par le p. Amiot, missionnaire à Peking et publié par m. Deguignes], xxiv + xxxviii + 381 + [iii] pp., avec table de matières détaillée aux pages 339 à 381, première et seule édition, 20cm., reliure plein-cuir d'époque (titre et décorations dorées au dos, vague trace de trois étiquettes enlévées, coins peu fatigués), feuilles de garde marbrées, tranches rouges, cachet d'une bibliothèque de Scheut (congrégation missionnaire très active en Chine) sur la page de titre et au verso de la première feuille de garde, texte frais avec très peu de rousseurs, bon exemplaire de cet ouvrage bien rare et curieux, [AMIOT Joseph Marie, Toulon 1718 - Péking 1793, "partit pour la Chine en 1740, il eut bientôt gagné l'estime et la confiance de l'empereur Kien-Long et il apprit en perfection la langue chinoise et celles des Tatars que parlait l'empereur… " (voir De Backer-Sommervogel I-295-6) / KIEN-LONG ou bien CHING KAO-TSUNG, 1710-1786, empereur de Chine en succession de son père en 1736 jusqu'à sa mort], X83682
104773Londres, Gallery Number Ten, sans date (1966), 120x 100mm, 8 pages en leporello imprimé recto seul (déplie :114 x 360mm), présentant 4 portraits d’un poète dessinés par Kitasono sous couverture en papier fort beige, typographie en noir.
17000051901700 Paris, Jean Anel, 1700. Petit in-quarto (151 X 198 mm) veau fauve marbré, dos cinq nerfs, caissons dorés ornés, pièce de titre, tranches mouchetées en rouge (reliure de l’époque); (1) f. de titre, 507 pages [1 carton page 50], (7) pages de table. Petit travail de ver en fond de cahier avec parfois quelques atteintes au texte (mais sans caractère de gravité et tout à fait acceptable), quelques cernes de mouillure et salissures, coiffes et un coin anciennement et habilement restaurés, craquelure à un nerf, sans le feuillet de faux-titre et les feuillets blancs. Ex-libris manuscrit ancien «Caiatte » en marge du titre, un autre biffé.
16821883Paris : Denis Thierry, Claude Barbin 1682 In-12, 154 x 87 Maroquin vert foncé, triple filet doré en encadrement sur les plats, dos à nerfs orné, dentelle dorée intérieure, tranches dorées sur marbrures (Chambolle-Duru 1869). (2 ff.), 242 pp.
17716321771 Paris, chez Charles-Pierre Berton, 1771.
20190Paris, Musier fils, 1774. 2 vol. in-4, VIII-341 pp. 15 pl. + V-328-[4] pp. 14 pl., reliure composite comprenant un dos de maroquin bordeaux et des plats de veau jaspé havane, triple filet doré en encadrement sur les plats cantonnés de fleurons dorés, dos à nerfs orné de filets et fleurons dorés, pièces de titre et tomaison tabac, petite dentelle intérieure dorée, tranches dorées (quelques minuscules épidermures, petit manque à une coiffe, rares rousseurs).
Documento autografo originale. Lettera in ottime condizioni. Usuale strappo in corrispondenza della ceralacca (conservata). La lettera costituisce un’importante testimonianza dell’attività di Monaldo Leopardi nelle vesti di direttore del periodico antirisorgimentalista e controrivoluzionario «La voce della Ragione». È indirizzata all’amico e “collega” Bartolomeo Veratti, letterato e giurista modenese, co-direttore della «Voce della verità. Gazzetta dell'Italia Centrale», anch’essa espressione politica del vecchio regime. La lettera si apre con l’annuncio di Monaldo di voler dar notizia sulla «Voce della Ragione» di alcune pubblicazioni di Veratti (in particolare della «Collezione delle massime di diritto stabilite dal supremo consiglio di giustizia di Modena»). Ancora, Leopardi ringrazia Veratti per aver pubblicato sulla «Voce della Verità» un “Annunzio tipografico” dedicato all’opera da lui composta, «La Giustizia nei Contratti e l’Usura, Modena, 1834»: «l’autore vi è trattato con la usata soprabbondanza di cortesia e amorevolezza». La lettera testimonia anche della verve polemica e ironica di Monaldo, e della disputa che lo vide opporsi all’abate Marco Mastrofini, autore del saggio «L’Opera sulle Usure libri tre», stampato a Roma nel 1831. Scrive infatti Leopardi: «L’operetta voleva brontolare un poco vedendosi messa in uno stesso scaffale con l’opera di Mastrofini, ma le ho fatto considerare che l’estensore dell’articolo è un antico Mastrofiniano, e bisogna contentarsi» E aggiunge: «Non intendo erigermi in censore di galantuomini, e d’altra parte sono un poco, e più di un poco ostinato, né è facile ch’io torni addietro dai miei principii». Molto rari gli autografi del padre di Giacomo Leopardi, soprattutto di questa lunghezza e consistenza di contenuto. € 1200
In-8°; cc 254, (6) marca tipografica incisa su legno al frontespizio. Legatura in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso. Foro di tarlo passante su alcune pagine.
12946Paris, Pierre Louÿs (Annonay, imprimerie J. Royer), 15 mars 1891 - 1892, 10 fascicules de 8 pp. en feuilles, à pagination continue de I à LXXII et LXXXI à LXXXVIII, sous couvertures jaunes imprimées en deux tons, noir et bistre, épigraphe dHenri de Régnier en 1ère de couverture, vignette en bistre en 4e de couv, bandeau répété en tête de chaque livraison ; couverture poussiéreuse de 4 numéros.
Edizione originale. Esemplare numero 25 nella serie di testa di 20 esemplari contrassegnati 21-40 su «vélin du Rives» con allegata una suite delle litografie virate in bistro. Raffinata edizione illustrata a cura del Bottin, pubblica XX poesie inedite qui riprodotte in facsimile dagli originali manoscritti. L’opera è introdotta dall’epigrafe «Ce livre estampillé d’une double vipère | N’est pas de ceux qu’un fils peut donnes à sib père», e raccoglie «Le Marchande de livres», «A la Laïque», «Fille d’Auberge», «Petite Modiste», «Inondation», «Douze ans», «Rêverie», «Fantaisies», «Tribade», «Le petite livreuse de linge», «Hotel-restaurant», «Evènements nocturnes», «Visite à la putain», «Une Résistance», «Petite mendiante», e da p. 61 una settantina di componimenti senza titolo.
Con 12 litografie originali di Emanuele Luzzati (cm 34,5x34,5 intitolate: Sinagoga aschenazita, Scuola di Rabbi Banà, La leggenda del fico, Sinagoga Rabbi Jossi il costruttore, La leggenda delle lucciole, Sinagoga Rabbi Habuab) Litografie tirate dalla ditta Schenone di Genova. Cm 35x35. . . Ottimo (Fine). . Prima edizione di 120 es. numerati. . ''Viaggio alla città di Safed'' è la prima cartella di litografie di Luzzati.
Con una xilografia originale, numerata e firmata, di Maccari (cm 15x10) Caratteri Garamond. Dorso in pelle di cinghiale e quadranti in carta Ingres avorio. 8vo. pp. 8 + 72 tavole. . Ottimo (Fine). . Edizione di 150 + XXV esemplari numerati. .
18960048381896 Paris, Bibliothèque Artistique et Littéraire, 30 avril 1896 [circa 1920]. Grand in-quarto (248 X 325 mm) Bradel de papier orangé à décor floral, dos lisse, pièce de titre chagrin rouge, plats de la couverture conservés (P. Goy et C. Vilaine) ; 16 feuillets dont 2 blancs. Plats de la couverture doublés, infimes manques en tête du premier plat, quelques taches très claires sans gravité dans le corps d'ouvrage.
Prima edizione. Qualche leggera fioritura passim, nel complesso un ottimo esemplare, pregiato dalla brossura originale conservata entro una legatura d’epoca di pregio. L’edizione delle «Opere varie» fu pubblicata in 8 fascicoli usciti nell’arco di dieci anni, dal 1845 al 1855. Manzoni si affidò a Redaelli, ormai separatosi da Guglielmini, e i due progettarono un libro in tutto simile alla “Quarantana” (cioè la seconda e definitiva edizione dei «Promessi sposi» uscita tra 1840 e 1845): l’impianto grafico, le illustrazioni, i caratteri impiegati, le cornici a doppio filetto che racchiudono il testo, sono moltissimi gli elementi che richiamano esplicitamente l’edizione definitiva dei «Promessi sposi», quasi le «Opere varie» fossero un complemento di questa. Nel portare a termine l’impresa, Manzoni non si accontentò di ripubblicare testi già stampati: tornò infatti sui suoi versi e sulle sue prose, modificandoli ampiamente (è il caso ad esempio del «Discorso sui Longobardi» e della «Morale Cattolica»); pubblicò scritti mai apparsi prima (come «Del romanzo storico», o «Il cinque maggio», circolato solo in stampe non autorizzate); e addirittura inserì opere composte nei dieci anni successivi all’uscita del primo fascicolo (come il dialogo «Dell’invenzione»). Il volume è così strutturato: «Adelchi» (con illustrazioni all’antiporta di ogni atto); «Discorso sui Longobardi»; «Il conte di Carmagnola» (con illustrazioni all’antiporta di ogni atto); «Lettre à M. C***»; «Del romanzo storico»; «Dell’invenzione»; «Sulla lingua italiana»; «Osservazioni sulla morale cattolica»; «Inni sacri» (ciascuno illustrato in testa); «Strofe per una prima comunione»; «Il cinque maggio». Isella, «Itinerario manzoniano» (Manzoni. Scrittore e Lettore Europeo, Roma 2001), pp. 11-32
1919015743Milano Edizioni Futuriste di «Poesia» 1919 In-12 Broché
226129Vienne et Augsbourg, 1763 8 parties en 4 vol. in-8, veau fauve, dos à nerfs cloisonnés et fleuronnés, pièces de titre et de tomaison cerise et bouteille, tranches rouges (reliure de l'époque). Petites usures.
Prima edizione della raccolta. Splendidi esemplari. Dedica d’appartenenza coeva “...en souvenir leur voyage de Sicile” foglietto manoscritto del legatore, con l’indicazione del lavoro. Ritratto dell’autore in ovale in antiporta ad opera di F. Costanzo. Il Meli (1740-1815) pubblicò questa edizione definitiva dopo quella in 5 volumi del 1787. Il quarto volume (Fate galanti) porta otto incisioni a mezza pagina del Di Bella (uno per ogni canto, all’inizio). I volumi 5 e 6 (Don Chisciotti e Sanciu Panza) sono pure illustrati con 12 belle incisioni a mezza pagina (sempre 1 per canto), di mano diversa ma su disegno del Patania, ad hoc (vol. VI, pag. 260, nota). I versi del settimo volume (Poesii e Favuli) sono in prima edizione; in ultima pagina il decreto di esclusiva concesso poco dopo la stampa dell’opera, in data 21.1.1815. Edizione in parte originale anche nelle note. E questa l’opera curata dal Meli in vita; le “Poesie siciliane” contrabbandate come parte dell’opera (o come ottavo volume) uscirono in realtà postume nel 1826 presso il Baldanza. 7 voll.
Edizione originale. CON DEDICA Straordinario esemplare, il numero 147 di 500 numerati, pregiato dalla dedica autografa dell’autrice vergata in inchiostro blu alla pagina dell’occhiello, nella calligrafia dell’epoca, e firmata per esteso: «Al dr. Raul Corda con immutata anzi crescente stima. Alda Merini»; molto rari gli autografi di Alda Merini a quest’altezza cronologica. In ottime condizioni, molto chiaro alla copertina, lievemente e normalmente brunito all’interno. Terza raccolta di versi dell’autrice (o seconda a pari merito con «Paura di Dio»), pubblicata con Schwarz — che era stato editore dell’opera prima, la mitica «Presenza di Orfeo». Le poesie pubblicate sono spesso datate e permettono di tracciare un arco cronologico compositivo dal 1948 al 1954. L’impronta dell’opera, come si evince anche solo dai titoli delle poesie più note, è ancora fortemente religiosa, come anche «Paura di Dio», stampata da Scheiwiller il 21 marzo dello stesso 1955, giorno del ventiquattresimo compleanno della poetessa.
Edizione originale. L’esemplare del 1940 presenta mende all’angolo inferiore destro delle prime pagine e alla brossura. I due volumi sono contenuti in scatola con camicia. Il secondo libro poetico dell’autore. Pubblica tutti i versi composti a partire dal 1928 (data della seconda edizione aumentata degli «Ossi di seppia») al 1939, compresa la suite «La casa dei doganieri» (uscita autonoma nel 1932 in una placchetta a tiratura limitatissima). Tiratura di 1000 copie non numerate nell’edizione originale del 1939. La seconda edizione è aumentata di quattro poesie inedite: «Alla maniera di Filippo De Pisis nell’inviargli questo libro»; «Addii, fischi nel buio, cenni, tosse», «Ti libero la fronte dai ghiaccioli», «Il Ritorno». Barile, Bibliografia montaliana, n. A33 2 voll.
Edizione originale. Composta di tre volumi in sei parti ai quali nel 1827 si aggiunse un volume di appendice curato da Virginio Soncini, fondamentale perchè fra l'altro presenta un indice "ragionato delle voci in essa discusse". Ottimo esemplare in barbe. (Bustico, 450). 3 voll. in 6 tomi, più un vol. di appendice
Rara edizione originale. L’esemplare proviene da Trieste dalla biblioteca di Cesare Pagnini (autore nel 1960 per Rizzoli di una biografia su Da Ponte) e reca il timbro della Libreria Antica e Moderna di Umberto Saba. Edizione originale. Si tratta, per giudizio comune, dell’opera meglio riuscita dell’autore. Esule a Londra divenne direttore del Teatro italiano amico di Lorenzo Da Ponte gli affidò la pubblicazione del volume. La libreria, affidata al fratello Paolo Da Ponte fu ceduta a G. Schulze nel 1809 proprio mentre uscivano i due volumi. 2 voll.
Rarissima edizione originale nell’emissione autonoma (i componimenti vincitori erano pubblicati anche in un volume collettaneo). CON DEDICA Ottimo esemplare, pregiato dalla dedica autografa dell’autore in latino «Domino Dominico [...] Johannes Pascoli 1901». Nel 1909 il Certamen Hoeufftianum si chiuse senza vincitori e il «praemium aureum» non venne dunque assegnato; come da tradizione, però, furono pubblicati presso l’editore Müller i componimenti degni della «magna laus», tra cui l’«Egloga XI» di Pascoli: la poesia è proposta qui in apertura, a sancire la sua superiorità sulle altre. La mancata assegnazione della medaglia d’oro a Pascoli fu dovuta, con tutta probabilità, all’incapacità dei giudici olandesi d’interpretare correttamente i suoi versi (Gandiglio, «Giovanni Pascoli poeta latino», p. 105 sgg.). Di grande rarità, si rileva un solo esemplare in Iccu, conservato presso la Biblioteca di Casa Pascoli a Barga. Pascoli, Carmina, ed. Valgimigli, pp. 44-59 e p. 588; Adolfo Gandiglio, «Giovanni Pascoli poeta latino», Società an. editrice Francesco Perrella, 1924.
195991105S. Fischer verlag | Francfort-sur-le-Main 1959 | 13.5 x 21.2 cm | Reliure de l'éditeur
Five original lithographs on stone and a poem by Harold Perisico Paris. 5 litografie originali su pietra, di cui due su fogli ripiegati sciolti, ed un poema in inglese di Perisico Paris (cm 17x21,5; 32,5x42) Stampato su carta Fabriano Umbria. Esemplare 35/50. 16mo (cm 17x22). pp. 16+litografie. . Ottimo (Fine). . Prima edizione di 50 + 2 H.C. esemplari numerati (First edition of 50 + 2 H.C. numbered copies). . La prima fase della produzione artistica di Harold P. Paris fu dominata da una personale interpretazione dell'espressionismo astratto, per poi volgersi a una ricerca sull'espressività dei materiali in opere al limite tra la figurazione e l'astrazione.Nel 1963 è chiamato ad insegnare all'Università di Berkeley. Prime personali nel 1965 e 1967 alla Hensen Gallery di San Francisco. Nel 1969 ha luogo la sua prima personale in Europa allo Studio Marconi di Milano. Negli Anni Settanta si dedica a lavori ispirati alla Shoah e alla cultura ebraica, che espone al Jewish Museum di New York nel 1975. Nell'ambito della scultura realizza opere di respiro ambientale, vere e proprie installazioni percorribili dai visitatori. Dopo la sua morte nel 1979, l'Università di Berkeley gli dedica una retrospettiva itinerante che tocca diverse città degli Stati Uniti. (da ''Autobiografia di una galleria. Lo Studio Marconi 1965/1992'').
175489194Ex officina Schouteniana | Amsterdam 1754 | 18.3 x 24.6 cm | 2 volumes reliés