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Acquaforte e bulino, 1600, firmata e datata in lastra in basso a sinistra. Magnifica prova, impressa su singolo foglio reale di carta vergata coeva, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. Splendida veduta a volo d’uccello della città edita come separata pubblicazione a Roma nell’anno giubilare 1600. Dedicata a Don Fernando de Castro, Conte di Lemos e vicerè del Regno di Napoli, la pianta reca in alto a sinistra lo stemma Reale di Spagna, a destra quello della città e al centro vicino alla dedica lo stemma del dedicatore Pico Blas, che probabilmente commissionò l’OPERA. Giacomo Lauro, cartografo, incisore e editore attivo a Roma tra il 1585 ed il 1612, è autore di diverse piante e vedute finemente intagliate al bulino. Ereditando la tradizione di Antonio Lafrery nel pubblicare carte geografiche su richiesta, il Lauro viene in concorrenza con gli altri editori romani del periodo quali Claudio Duchetti e Giovanni Orlandi. La sua opera più importante rimane Antiqua Urbis Splendor, raccolta di 166 bulini sulle antichità romane. La più importante pianta della città. Bibliografia: Bella, Cartografia Rara, p. 79, 71; The Giannalisa Feltrinelli Library, vol. 5, p. 73, 1075. Dimensioni 515x385. Etching and engraving, 1600, signed and dated on lower left plate. Magnificent work, printed on a single contemporary laid paper royal sheet, trimmer to platemark and in excellent condition. Splendid bird’s eye-view of the city, published as a separate issue in Rome in 1600. The plan is dedicated to Don Fernando de Castro, Count of Lemos and viceroy of the Reign of Naples; on the left part, it bears the Royal coat of arms of Spain and on the right the coat of arms of the city. In the centre, close to the dedication, there is the coat of arms of Pico Blas, who probably commissioned this work. Giacomo Lauro was cartographer, engraver and publisher; he worked in Rome between 1585 and 1612; Lauro realized several plans and views with the engraving technique. Driving his inspiration from Antonio Lafrery’s tradition on geographic maps, Lauro entered into competition with other Roman publishers of the time, such as Claudio Duchetti and Giovanni Orlandi. His most important work is Antiqua Urbis Splendor, a collection of 166 engravings on Roman antiquities. The most important plan of the city. Bibliografia: Bella, Cartografia Rara, p. 79, 71; The Giannalisa Feltrinelli Library, vol. 5, p. 73, 1075. Dimensioni 515x385. Bella, Cartografia Rara, p. 79, 71; The Giannalisa Feltrinelli Library, vol. 5, p. 73, 1075; C. de Seta, L'immagine delle città italiane dal XV al XIX secolo, p. 145 n. 32
In-8 gr. (mm. 257x199), 15 volumi, bella legatura in p. pelle coeva rossa (2 volumi con aloni), cornici dorate ai piatti, ricca decoraz. e tit. oro su tassello al dorso, tagli dorati. Questa edizione è così composta: "Opere" (1780-82), 12 volumi, molto ben illustrata da: 1 ritratto dell'A. di Steiner, inc. su rame da Gaucher e 37 magnifiche tavv. f.t. di cui 35 di Cipriani, Cochin, Martini e Moreau, inc. su rame da valenti artisti - "Opere postume", 3 volumi (date in luce dall'Abate Conte d'Ayala), Vienna, Alberti, 1795, che contengono per lo più lettere scelte. Cfr. Gamba,2352: "Tra le infinite edizioni dei Drammi del Metastasio questa è nobilissima, ed arricchita di figure intagliate da valenti artefici, fra le quali havvi il "Polifemo" di Fr. Bartolozzi. E' stata fatta coll'assistenza di Giuseppe Pezzana, ed ebbe l'approvazione dell'immortale poeta. In Vienna si pubblicarono le "Opere postume" nel 1795 e ne furono tirati esempl. nella forma di quarto, per poterli accompagnare a quelli dell'edizione della vedova Hérissant". Cfr. anche Cohen, p. 706: "Edition de luxe avec des illustrations d'une grande beauté" - Lewine, p. 356 - Boissais/Deleplanque, p. 124. Bella e rara edizione, soprattutto se completa delle "Opere postume". Esemplare ben conservato.
In-4 gr. (mm. 369x244), 2 volumi in 1, mz. pelle ottocentesca (lievi abras.), fregi e tit. oro al dorso. Vol. I: 10 cc.nn. (la prima bianca), 331 pp. - Vol. II: 2 cc.nn. (la prima bianca), 337 pp. - La dedica al Re di Spagna, Carlo IV di Borbone, composta in versi sciolti dal co. Gastone Rezzonico della Torre e stampata in carattere corsivo, è seguita dalla prefazione di Bodoni che occupa 4 facciate. Questa "Gerusalemme Liberata" è di particolare eleganza tipografica. Cfr. Brooks,564 che elenca le 4 edizioni del 1794, a partire dalla prima in 3 volumi La ns. è definita: “in folio picc. di Londra” - Giani “Bibl. bodoniana”,62: “Importantissimo lavoro filologico del Serassi verificato sugli autografi del Sorrentino” - Gamba,949. Esemplare con barbe, ben conservato.
La celebre carte à figure del Visscher, nella sua seconda edizione, datata al 1630.Intorno al 1625 il Visscher pubblica questo nuovo prototipo di carta con la bordura ornamentale che fu subito dopo copiata da Janssonius e Jodocus Hondius jr. La carta è firmata in lastra da Nicolas Iohannis Visscher, mentre la firma dell’incisore Abraham Goos è in basso a sinistra. La bordura contiene le vedute delle principali città, in gran parte ispirate al Civitates Orbis Terrarum di Braun & Hogenberg: Roma, Napoli, Venezia, Firenze, Genova, Verona nella parte superiore, Parma, Siena, Pozzuoli e Velletri in quella inferiore. Sui lati sono raffigurati costumi popolari, perlopiù di derivazione dall’iconografia degli Habiti antichi et moderni di tutto il mondo pubblicata nel 1590 da Cesare Vecellio. Secondo Gunter Schilder, nel volume VI del suo Monumenta Cartographica Neederlandica, sono conosciuti quattro differenti stati di questa mappa; il primo non reca nel cartiglio nessuna data, mentre gli altri la data 1630, 1633 e 1652. Inoltre siamo a conoscenza di un esemplare con data 1645, presente nel nostro catalogo.Incisione in rame, finemente colorata a mano, rifilata oltre la bordura ed applicata su antico supporto cartaceo, minime tracce di restauro alla piega centrale, piccole abrasioni, per il resto in ottimo stato di conservazione. Example of the second state, with the date 1630.Around 1625 Visscher published a new prototype of map with a decorative border which has been then copied by Janssonius ans Jodocus Hondius jr. The map is signed on plate by Nicolas Iohannis Visscher, while the engraver Abraham Goos signed it on lower left. The border is decorated with the views of the most important cities, basically following Braun & Hogenberg’s Civitates Orbis Terrarum: Rome, Naples, Venice, Florence, Genoa, Verona are on the upper part; Parma, Siena, Pozzuoli and Velletri are in the lower one. On the two sides, he depicted some popular clothing, taken from the Habiti antichi et moderni di tutto il mondo iconography published in 1590 by Cesare Vecellio. According to Gunter Schilder, in the VI volume of his Monumenta Cartographica Neederlandica there are four editions of this map: the first doesn’t show any date in the cartouche, while in the others the dates are 1630, 1633 and 1652. We also own an example with the date 1645, in our catalogue.Engraving, with fine colouring, trimmed to the platemark and laid down on antique paper, small repairs at the central fold, otherwise in good condition. Schilder, vol. VI, pp. 381-383, 94; R. Borri "L'Italia nelle antiche carte…" (2011), scheda 112, Hollstein 261; Campbell 44.
In-16 p. (mm. 169 x 101), mz. tela coeva (risg. rifatti), filetti e tit. oro al dorso, tagli azzurri, 2 cc.nn. (titolo e prologo dello Stella), 255,(1 di Indice). A pp. 247-255: Note a tutte le "Operette morali". "Prima edizione", assai rara. Cfr. Mazzatinti e Menghini,667 - Catalogo del Fondo Leopardiano (Bibl. Comunale di Milano),92: "Oltre ai tre “Dialoghi” già editi nel "Saggio delle Operette Morali" del 1826, vi sono pubblicati: Storia del genere umano - Dialogo d'Ercole e Atlante - Dialogo della Moda e della Morte - Proposta di premi fatta dall'Accademia dei Sillografi - Dialogo di un Lettore di umanità e di Sallustio - Dialogo di un Folletto e un Gnomo - Dialogo di Malambruno e Farfarello - Dialogo della Natura e di un'anima - Dialogo della Terra e della Luna - La scommessa di Prometeo - Dialogo di un Fisico e un Metafisico - Dialogo della Natura e di un Islandese - Il Parini, o vero della Gloria - Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie - Detti memorabili di Filippo Ottonieri - Elogio degli uccelli - Cantico del gallo silvestre." - Cappelletti, p. 17. Antica firma di apparten. al frontesp. con tracce d’uso, solo 3 carte iniziali con lievi arross., altrimenti fresco e bell’esemplare.
96252aafParis, de L’Imprimerie de Firmin Didot, 1822 / 1823, in-folio (atlas) / in-4° ( volume de texte), (Texte:) XLIV + 454 p. / (Atlas:) Titre + VIII + 20 planches gravées sur 76 feuilles. (N° 1.1: grande carte double dépl. + N° 1.2: carte dépl. + 37 planches sur double feuilles numérotées de 2 à 20), exlibris ms. ‘Gabriel Naville’, reliure en demi-cuir, plats couverts de papier marbré, dos sur 5 nerfs, titre or, 1 coin cassé (manque).
2 vol. in-4 oblungo (255x353), 2 titoli, dedica incisa alla regina Carlotta, 1 carta d'Italia, 72 tavole incise all'acquaforte da J. Emes, W. Byrne e altri dai disegni di Smith, ognuna accompagnata da 2 fogli di testo a stampa, in francese ed in inglese, con la descrizione località per località del gran tour d'Italia fatto dallo Smith in quegli anni: belle vedute di Bologna, Firenze (varie), Cortona, Perugia, Assisi, Spoleto, Terni, Civita Castellana, Roma (varie), Frascati, Marino, Albano, Nemi, Velletri, Cuma, Pozzuoli, Posillipo, Napoli, Salerno, La Cava, Genova, Volterra, etc. Magnifica legatura in pieno marocchino granata a grana lunga, duplice bordura oro ai piatti, tit. oro e fregi al dorso, tagli dorati. Bell'esemplare su carta forte ben conservato nella sua elegante legatura inglese del tempo.. Cremonini 78..
In folio (mm. 400x290), legatura edit. in mz. pergamena (tre piccole macchie al piatto in carta marmorata), astuccio, pp. 95,(7), magnificamente illustrato nel t. da 23 litografie di Arturo Martini, anche a p. pagina. "Prima edizione" del racconto. Opera ampiamente descritta nel Cat. Mardersteig n. 55, soprattutto per quanto riguarda la genesi delle litografie di Martini. Pregiata edizione di 175 esemplari numerati. Il ns. - “stampato per Massimo Bontempelli” - fa parte dei 20 esemplari fuori serie non numerati, su carta a mano di Fabriano per i collaboratori e il servizio. Molto ben conservato.
Acquaforte e bulino, 1600, firmata in lastra in basso. Esemplare nel secondo stato di due, con la data 1613; il primo stato, datato 1600, è descritto solo dal Tooley. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata alla linea marginale su tre lati, poco entro in basso con perdita della cornice ornamentale inferiore, restauro all’angolo superiore sinistro perfettamente eseguito, per il resto in ottimo stato di conservazione. La pianta prospettica e planimetrica edita dal Thomassin è opera di Francesco Parenzi o Parenzio ed è dedicata a Paolo Giordano Orsini, il cui stemma di famiglia appare nel bellissimo cartiglio sulla sinistra. Philippe Thomassin si stabilisce a Roma verso il 1585 dove incide soprattutto soggetti religiosi alla bottega del Duchetti, del Vaccari e del Clodio. Come d’uso nel periodo però, dal 1588, diviene anche editore, ottenendo nel 1599 il beneficio del privilegio da papa Clemente VIII. Bibliografia: Bella, Cartografia Rara, p. 137, 129 II/II; Bury, The Print in Italy, p. 234. Dimensioni 535x395. Etching and engraving, 1600, signed on lower plate. Example in the second state of two, dated 1613; the first state, 1600, has been listed only by Tooley. Magnificent work, printed on contemporary laid paper trimmer to marginal line on three sides, slightly inside the margin on lower part, with the consequent loss of part of the decorative frame, minor repair on upper left corner perfectly executed, otherwise in excellent condition. Perspective and planimetric plan published by Thomassin and realized by Francesco Parenzi or Parenzio, dedicated to Paolo Giordano Orsini, whose family coat of arms is depicted in the beautiful cartouche on the left. Philippe Thomassin moved to Rome in 1585, where he engraved mainly religious subjects in the workshops of Duchetti, Vaccari and Clodio. As usual in those times, he became also a publisher in 1588 and was granted the Pope’s privilege in 1599 by Clemente VIII. Bibliografia: Bella, Cartografia Rara, p. 137, 129 II/II; Bury, The Print in Italy, p. 234. Dimensioni 535x395. Bella, Cartografia Rara, p. 137, 129 II/II; Bury, The Print in Italy, p. 234.
1884R121123s.l. [Milano or Roma], s.n. [1884] [6] + 110 + [4bl.] pp., Manuscript of the contributions made on the occasion of the commemoration in Rome in 1884 of the 300th anniversary of the death of Carolus Borromeus S.J. (1538-1584), organised by the occasional Accademia di Poesia e di Musica. This Academy of Poetry and Music was composed of students from Roman seminaries and church colleges. For this event a leaflet of 18pp. was published : S. Carlo Borromeo modello proposto agli ecclesiastici nel terzo centenario dalla beata sua morte. Accademia di poesia e di music ache offrono al pubblico gli alunni de seminari e collegi di Roma il giorno 25 Novembre 1884 containing the program and some excerpts of the contributions. The manuscript here on offer is most probably the only existing copy containing the complete poems and songs, handwritten by the different contributors in different languages (Italian, French, Hebrew, Armenian, Polish, German, Portuguese, etc.) and making it an important document for Jesuite and Italian church history, very neat handwriting throughout, text and interior are clean and bright, bound in contemporary red cloth binding with gilt ornamentations, some stains on lower end of both covers, all edges gilt, marbled endpapers, ownership stamp on first page, [Content: PARTE I, Il Sacerdote di Dio : S. Carlo e I Seminari Prolusione Latina (pp.1-6, text in Latin), AGRESTI Michele, Cantata S. Carlo e la musica sacra (pp.7-8, text in Italian), I: MASIGI Paolo (Colleg. Urbano de Prop. Fide), LEletto del Signore Poesia Ebraica (pp.11-14, text in Hebrew), HAELTERMANN Benedetto (alunno del collegio belga), Fiammingo: Leletto del Signore (parafrasi della Poesia ebraica, pp.15-18, text in Dutch), II: HELLO Enrico (Alunno del Seminario Francese), Il Divoto di Maria Poesia Francese (pp.19-22, text in French), III: GASPAROLO Francesco (alunno del Sem. De SS. Ambrogio e Carlo), Il Pellegrino ai Santuari Canzone (pp.23-26, text in Italian), IV: CHAPMAN Giovanni (alunno del Collegio Inglese), LAmico dei Santi Poesia Inglese (pp.27-30, text in English), V: RYCHLAK Giuseppe (Alunno del Collegio Polacco), S. Carlo Campione della Fede Poesia Polacca (pp.31-34, text in Polish), VI: OFLYNN Cornelio (alunno del Collegio Irlandese), San Carlo Zelatore della casa di Dio Poesia Irlandese (pp.35-38, text in Irish), VII: PAPI Ettore (alunno dellAlmo Collegio Capranica), S. Carlo Mecenate delle lettere Ode Italiana (pp.39-41, text in Italian), VIII: BERGAMASCHI Pietro (alunno del Sem. de SS. Ambrogio e Carlo), S. Carolo Iuventutis Patri (pp.43-48), // PARTE II: Il Cardinale Arcivescovo : Cantata S. Carlo e la peste di Milano (pp.51-53, text in Italian), LANZONI Francesco (Alunno del Pont. Sem. Pio), Prolusione Italiana: S. Carlo e I Romani Pontefici (pp.57-62, text in Italian), I: TERSIBASCIAN Giorgio (Alunno del Collegio Armeno), LUmile esaltato Poesia Armena (pp.63-66, text in Armenian) & MACKENZIE Colino Cameron, LUmile esaltato parafrasi in versi asclepiadei (pp.67-70, text in Latin), II: TEDESCA Antonio (Alunno del Collegio Germanico-Ungarico), Carlo Borromeo Procuratore del Concilio di Trento Poesia Tedesca (pp.71-74, text in German), III: DE PAUL MORAES Evaristo (Alunno del Collegio Pio-Latino-Americano), Il Preside dei Sinodi Milanesi Poesia Portoghese (pp.75-78, text in Portuguese), IV: DRUMOFF Giovanni (alunno del Collegio Greco), Il Pastor Buono Poesia Greca (pp.79-81, text in Greek) & KANNA Eduardus (e collegio Stat. Foederatorum Americas Borealis), Bonus Pastor parafrasi ex graeca Esametri (pp.83-86, text in Latin), V: PTACEK Giuseppe (alunno del Collegio Boemo), S. Carlu Burrum Elemosiniere Poema Boema (pp.87-89, text in Czech?), VI: OSES Aurelio (alunno del Collegio Spagnuolo), Fondador de pias Instituciones Poesia Spagnuola (pp.91-94, text in Spanish), VII: RAVAGLIA Giovanni (alunno del Pontif. Sem. Pio), LEroe della Carita Terzine (pp.95-98, text in Italian), VIII: GIAMMARIA Oreste (alunno del Sem. Vaticano), Carolus Borromeus ecclesiasticae libertatis vindex (pp.99-102, text in Latin), IX: VALLI Adolfo (alunno del Pont. Sem. Romano), Il comprensore celeste Ottave (pp.103-105, text in Italian), // Cantata S. Carlo e Leone XIII (p.107), Indice (pp.109-110)], R121123
In-folio (mm. 500 x 360), elegante contenitore editoriale in tela, piatto anteriore in cuoio con titoli e fregio di bronzo in rilievo con un breve testo iniziale di Vercellotti al quale seguono, racchiuse in singole cartelline in cartoncino Murillo beige con impresso il testo storico curato dal Prof. Mauro Vercellotti (studioso di storia della cultura tessile), 43 tavole originali, tutte numerate e firmate a matita, eseguite da grandi artisti italiani: Valerio Adami // Giuseppe Ajmone // Pietro Annigoni // Enrico Baj // Enzo Bellini // Renzo Biasion // Floriano Bodini // Remo Brindisi // Antonio Bueno // Mario Calandri // Giovanni Cappelli // Arturo Carmassi // Robert Carroll // Bruno Caruso // Francesco Casorati // Bruno Cassinari // Giancarlo Cazzaniga // Fabrizio Clerici // G.Battista De Andreis // Lucio Del Pezzo // Gianni Dova // Federica Galli // Giuseppe Giannini // Emilio Greco // Giuseppe Guerreschi // Giuseppe Migneco // Luciano Minguzzi // Ennio Morlotti // Ugo Nespolo // Enrico Paulucci // Arnaldo Pomodoro // Antonio Possenti // Concetto Pozzati // Domenico Purificato // Franco Rognoni // Francesco Tabusso // Emilio Tadini // Orfeo Tamburi // Ernesto Treccani // Valeriano Trubbiani // Vanni Viviani // Tono Zancanaro // Giuseppe Zigania. Eccezionale raccolta di grafica, tirata in soli 150 esemplari numerati più 10 in numeri romani per i Musei delle principali città tessili del mondo. Il ns. esempl., n. 17, è molto ben conservato.
In-16 gr. (mm. 198 x 142), p. pergamena molle coeva (risg. rifatti), 26 cc.nn., 262 (ma 260) pp.num., 26 cc.nn., ornato da eleganti capilettera figurati a vignetta su fondo nero, illustrato da 129 inc. su legno nel t. che si rifanno a quelle dell’edizione in folio, stampata a Como nel 1521. Seguono, alla fine del volume: Sexti Iulii FRONTINI “De aquaeductibus urbis Romae libellum” e Nicolai CUSANI Card. “De staticis experimentis, fragmentum”. "Prima edizione di Vitruvio stampata in Germania". Cfr. Fowler,401 - Berlin Catalog,1806 - Cicognara,707: “Edizione di un certo pregio poichè prodotta da Giorgio Macheropieo che si servì de’ buoni testi di Fra Giocondo e del Commento del Cesariano, oltre i suoi proprj disegni e figure per illustrarla”. Uniformi arross. più o meno lievi su tutto il volume, ma certamente un buon esemplare.
1924048236Macmillan And Co. 1924 1930 1924. 1st Edition 1st Printing. Hardcover. Fine/Fine. Colored And Supplementary Plates Figures In Text Plans Tables. Four Volumes An Incomplete Set In Original Blue Cloth Gilt With Dust Jackets And Slipcases. First Printings. Volume I: Fine In Fine Dust Jacket Slipcase With Wear At Open Corners Mostly At The Right Open Corners. Volume Ii: Lacking Volume Ii Parts I And Ii. Volume Iii: The Great Transitional Age In The Northern And Eastern Sections Of The Palace ; The Most Brilliant Records Of Minoan Art And The Evidences Of An Advanced Religion. Fine In Fine Dust Jacket In Lightly Used Slipcase With Wear At Open Corners. Vol. IvPart I Emergence Of Outer Western Enceinte. With New Illustrations Artistic And Religions Of The Middle Minoan Phase ; Chryselephantine 'Lady Of Sports' 'Snake Room' And Full Story Of The Cult : Late Minoan Ceramic Evolution And "Palace Style". Volume IvPart.2 'Camp-Stool' Fresco ; Long Robed Priests And Beneficient Genii Chryselephantine Boy-Pod And Ritual Hair-Offering ; Intaglio-Types Mmiii-Lmii ; Late Hoards Of Sealings ; Deposits Of Inscribed Tablets And The Palace Stores ; Linear Script B And Its Mainland Extension ; Closing Palatial Phase ; 'Room Of The Throne' And Final Catastrophe. With Epilogue On The Discovery Of 'Ring Of Minos' And "Temple Tomb. Volume Iv Parts I And Ii Both Fine In Fine Dust Jackets In A Quite Worn Slipcase Frayed And Bumped At Center Of Left Open Edge And With Top Right Long Edge Detached But Complete. International Shipping Not Available Due To Lack Of Fully Insurable Shipping Options For The Set. <br/> <br/> Macmillan And Co. 1924, 1930 hardcover
In folio (mm. 380x245). Di questo celebre periodico bisettimanale offriamo una "raccolta completa" di 116 numeri sciolti, dal 3 settembre 1818 (n. 1) al 10 ottobre 1819 (n. 116), stampati su carta azzurrina (da qui la denominazione di “Foglio azzurro”); con timbro austriaco da 5 cent su ogni numero. Vittore Branca nel suo studio sul “Foglio azzurro” ("Il Conciliatore", Le Monnier, 1954) scrive che col n. 116 terminava la parte del "Conciliatore" distribuita agli associati; anzi lo stesso n. 116 ebbe pochissima diffusione, causa il sequestro quasi immediato da parte della polizia austriaca. I numeri 117 e 118 non vennero neppure distribuiti: se ne stamparono solo poche copie, destinate ai redattori. Verso la fine del 1920 pervennero al Museo del Risorgimento di Milano delle pagine inedite del glorioso periodico: si trattava delle bozze di stampa predisposte per i nn. 119 e 120, che non videro mai la luce per il veto della polizia austriaca. "”Il Conciliatore” fu fondato a Milano nel settembre 1818 da un gruppo di gentiluomini liberali, capeggiati da Luigi Porro-Lambertenghi e Federico Confalonieri. Suoi principali collaboratori furono Silvio Pellico (che curò anche la pubblicazione dei singoli numeri), Giovanni Berchet, Pietro Borsieri, Giuseppe Pecchio, Gian Domenico Romagnosi, Ermes Visconti e Lodovico Di Breme. Fu l'organo di battaglia dei romantici e, anche se non esplicitamente, dei liberali; sicchè divenuto ben presto sospetto alla censura, fu soppresso al suo 118° numero, nell'ottobre 1819”". Cosi' Diz. Treccani,III, p. 415. Fascicoli con qualche lieve fioritura, altrimenti ben conservati, con barbe.
In-8 p. (mm. 221x146), brossura orig., 50 volumi. Importante collana di economia, curata da Pietro Custodi, e composta di due serie: "Parte Antica" tomi I-VII - "Parte Moderna" tomi I-XLI + 1 vol. di “Supplimento” (n. IL) + 1 vol. di “Indici generali” (n. L). E' questa la prima raccolta completa di notizie e studi sull'economia, l'agricoltura, i tributi e la moneta, nonchè appendici legislative, del Sette e Ottocento. La "Parte antica" raccoglie i seguenti autori: Serra, Turbolo (1 vol.) - Davanzati, Scaruffi (1 vol.) - Montanari (1 vol.) - Broggia (2 volumi) - Neri (2 volumi). La "Parte moderna": Bandini, Algarotti (1 vol.) - Belloni, Pagnini (1 vol.) - Galiani (4 volumi) - Genovesi (4 volumi) - Beccaria (2 volumi) - Carli (2 volumi) - Verri (3 volumi) - Zanon (2 volumi) - Paoletti (1 vol.) - Ortes (7 volumi) - Briganti (2 volumi) - D'Arco (2 volumi) - Filangeri (1 vol.) - Vasco (3 volumi) - Mengotti (1 vol.) - Palmieri (2 volumi) - Delfico, Coriani, Solera (1 vol.) - Cantalupo, Caracciolo, Scrofani (1 vol.) - Ricci (1 vol.). Cfr. "Catalogo della Biblioteca Einaudi",5193. Nel ns. esemplare una ventina di brossure con piccoli strappi o piccole manc., un vol. ingiallito e con aloni sulle ultime 18 carte, altrimenti tutti i testi (con barbe) sono ben conservati.
In-8, 11 volumi in 25 tomi (di cui: 7 rilegati in mz. pergam. e 2 in mz. pelle; 16 sono in brossura orig.), con una straordinaria documentazione iconografica di 18.300 ill. in b.n. Piano dell'opera: - Vol. I: "Dai primordi dell'arte cristiana ai tempi di Giustiniano" // Vol. II: "Dall'arte barbarica alla romana" // Vol. III: "L'arte romanica" // Vol. IV: "La scultura del Trecento e le sue origini" // Vol. V: "La pittura del Trecento e le sue origini" // Vol. VI: "La Scultura del Quattrocento" // Vol. VII: "La pittura del Quattrocento" (in 4 tomi) // Vol. VIII: "L'architettura del Quattrocento" (in 2 tomi) // Vol. IX: "La pittura del Cinquecento" (in 7 tomi) // Vol. X: "La scultura del Cinquecento" (in 3 tomi) // Vol. XI: "L'architettura del Cinquecento" (in 3 tomi). "Edizione originale". Si unisce 1 volume, tela edit., pp. VIII,482, pubblicato nel 1988, sempre da Hoepli, contenente "Nuovi indici generali e Note di aggiornamento alla "Storia dell’arte italiana" di Adolfo Venturi", a cura di Fabrizia e Stefania Rossetti. Esemplare ben conservato.
Cm. 29,5, pp. (8) liv, 416. Bel ritratto inciso in rame all'antiporta. Elegante legatura di poco posteriore in pieno vitello, dorso a nervi interamente ornato con ricchi fregi in oro e decorazioni policrome a copertura dei nervi. Titoli in oro su tassello in marocchino rosso. Piatti inquadrati da cornici dorate, dentelles interne e sguardie marmorizzate. Legatura firmata Bradel le Jeune (etichetta applicata alla sguardia). Solo qualche macchietta sparsa, limitata a 2/3 pagine, minimi segni d'uso alle cerniere (comunque assai solide). Esemplare complessivamente in ottimo stato di conservazione ed impreziosito da una legatura assai decorativa. Monogramma nobiliare inciso in luogo di ex libris. Edizione apparsa contemporaneamente ad altre tirature di formato minore. Le bibliografie concordano nel considerare la presente come l'originale. Celebre relazione del viaggio cinquecentesco intrapreso da Montaigne il cui manoscritto fu ritrovato e pubblicato solo 200 anni più tardi. Gran parte della trattazione è scritta (come d’origine) in lingua italiana con la traduzione francese a fronte. Cfr. Tchemerzine viii, 445; D’Ancona pp. 665 e Fossati-Bellani I, n. 387.
Importante e rarissima carta del territorio di Pavia disegnata da Lodovico Corte e fatta realizzare da Ottavio Ballada, famoso storico e letterato pavese. La lastra venne incisa da Giacomo Cotta, come si evince dalla firma in basso "Jacobus Cotta Bergomensis sculp.".La carta rappresenta il territorio pavese, con proiezione vista da nord, con piccole piante planimetrico prospettiche, le città di Pavia e di Vercelli, Novara, e Vigevano. Nell'angolo in basso a sinistra entro una decorativa cornice a volute, la dedicatoria, sormontata dallo stemma della città troviamo la dedica: "Agl'Ill.mi Sigri Abbati e Decurioni Della Regia Città di Pavia. I confini del Territorio Pavese furono dai re Goti chiamati Contea, e dall'Imp Massimil.o Principato destinato a Primog. Di chi la signoreggia […]. Pavia li 13 Agosto 1654 Ottavio Ballada"Il Principato di Pavia fu una storica ripartizione territoriale della Lombardia, precursore dell'odierna Provincia di Pavia. Nel 1499 il territorio pavese, passato con Milano agli Sforza, ebbe dall'imperatore la qualifica di Principato e nel 1535 passò con Milano alla Spagna. Il Principato fu smembrato nel XVIII secolo; nel 1707 la Lomellina, e nel 1744 l'Oltrepò con il Siccomario furono annessi al Piemonte, cui fu ceduto anche il Vigevanasco.Acquaforte, impressa su due fogli di carta vergata coeva uniti al centro, con margini, due strappi di carta perfettamente restaurati al margine bianco sinistro, per il resto in eccellente stato di conservazione.Meraviglioso esemplare di questa rarissima carta prospettica del Principato di Pavia. Importante e rarissima carta del territorio di Pavia disegnata da Lodovico Corte e fatta realizzare da Ottavio Ballada, famoso storico e letterato pavese. La lastra venne incisa da Giacomo Cotta, come si evince dalla firma in basso "Jacobus Cotta Bergomensis sculp.".La carta rappresenta il territorio pavese, con proiezione vista da nord, con piccole piante planimetrico prospettiche, le città di Pavia e di Vercelli, Novara, e Vigevano. Nell'angolo in basso a sinistra entro una decorativa cornice a volute, la dedicatoria, sormontata dallo stemma della città troviamo la dedica: "Agl'Ill.mi Sigri Abbati e Decurioni Della Regia Città di Pavia. I confini del Territorio Pavese furono dai re Goti chiamati Contea, e dall'Imp Massimil.o Principato destinato a Primog. Di chi la signoreggia […]. Pavia li 13 Agosto 1654 Ottavio Ballada"Il Principato di Pavia fu una storica ripartizione territoriale della Lombardia, precursore dell'odierna Provincia di Pavia. Nel 1499 il territorio pavese, passato con Milano agli Sforza, ebbe dall'imperatore la qualifica di Principato e nel 1535 passò con Milano alla Spagna. Il Principato fu smembrato nel XVIII secolo; nel 1707 la Lomellina, e nel 1744 l'Oltrepò con il Siccomario furono annessi al Piemonte, cui fu ceduto anche il Vigevanasco.Acquaforte, impressa su due fogli di carta vergata coeva uniti al centro, con margini, due strappi di carta perfettamente restaurati al margine bianco sinistro, per il resto in eccellente stato di conservazione.Meraviglioso esemplare di questa rarissima carta prospettica del Principato di Pavia. Perini (1996): pp. 67-68; Sinistri-Belloni (1975): pp. 44-45, n. 35. "Pavia nelle stampe" di Sinistri - Belloni pag. 54 n° 45 & " Cartografia rara " di Valeria e Piero Bella pag. 107 n° 99.
Pianta dell’Italia composta da 15 tavole incise in rame su 15 fogli sciolti intelati dalle dimensioni complessive di cm. 200x190 circa. Dimensioni medie dei fogli: mm. 64,5x41. Titolo al centro del foglio n. 13 (in basso a sinistra nella carta) entro raffinato cartiglio circondato da figure allegoriche. Splendido esemplare in ottima conservazione e tiratura. Ogni tavola reca al verso due eleganti tasselli con numerazione e descrizione della parte incisa manoscritte entro cornice xilografica. Entro custodia coeva in cartone marmorizzato con applicata etichetta muta. Magnifica mappa murale dell’Italia completa dei 15 fogli. La monumentale pianta del Cassini non conobbe altre ristampe dopo l’edizione di Roma della Calcografia Camerale. Cfr. Borri, n. 239: “La carta, maestosa e di gran pregio, deriva da quella del D’Anville del 1743 [...]. Trattasi di carta molto decorativa, con vascelli e mostri nei mari, figure allegoriche, stemmi e profili di monumenti caratteristici dell’iconografia romana e pontificia”. Notevole la ricca toponomastica. Axs
In-16 gr. (mm. 185x130), 47 volumi di cui 3 di “Memorie”, cartoncino edit. (44 dorsi anticamente rifatti, i 3 delle “Memorie” con picc. manc.). Ciascun volume è di ca. 400 pp.; tutti i frontespizi sono arricchiti da suggestive vignette e l'opera è illustrata nel t. da ca. 400 bellissime vignette di P.A. Novelli, inc. in rame da Zuliani, Dell'Acqua, Alessandri, De Pian, Zatta, Bonato, Daniotto, Scattaglia. Manca il ritratto del Goldoni inciso da Pitteri, da disegno del Piazzetta. Questa pregevole edizione di opere teatrali edite ed inedite, è suddivisa in quattro classi: “Commedie in prosa” (10 volumi) - “Commedie buffe in prosa” (12 volumi) - “Commedie e tragedie in versi” (12 volumi) - “Drammi giocosi” (10 volumi). I 3 volumi che contengono le “"Memorie" scritte da lui medesimo”, portano la data 1788 e contengono un ritratto dell’A. inc. in rame da Daniotto. Precisiamo inoltre che nel vol. XXVII le ultime pagg., 65-80, relative agli atti IV e V della commedia “Le Morbidose”, non sono state editorialmente inserite. Nel ns. esemplare solo un volume con alone al marg. bianco super., altrim. è tutto ben conservato. Cfr. Morazzoni, p. 234 e 143-44: "Contemporaneamente al "Parnaso Italiano" lo Zatta lancia le commedie di Carlo Goldoni e la nuova edizione può considerarsi frutto prelibato della sua probità editoriale. Goldoni non chiede 'decorazioni preziose' e lo Zatta ha trovato 'rami allusivi' che nella loro casalinga semplicità devono esser riusciti graditissimi anche all'autore che vedeva le sue ormai divulgatissime commedie commentate, nel modo più chiaro ed esatto, da minuscole vignette poste a capo di ogni atto. Lo Zatta è ricorso a Pietro Antonio Novelli per l'invenzione, tradotta con diligente cura da uno stuolo di incisori. La doviziosa serie dei piccoli rametti ci interessano infinitamente proprio come rievocazione della vita vissuta dalla modesta borghesia veneziana. Come interpretazione dello spirito goldoniano crediamo che l'edizione zattiana sia più vicina allo spirito di Goldoni di quella del Pasquali, le cui tavole elegantissime non starebbero male in un volume di Marivaud. Una particolare considerazione in questa edizione merita il primo volume delle "Memorie", per il gioviale ritratto del commediografo, che ci si presenta paternamente sorridente: questo, dopo i due famosi ritratti del Pitteri, è senza alcun dubbio uno dei più espressivi del Goldoni, e riteniamo pure ch'esso abbia anche il pregio della somiglianza, perchè certamente il Damiotto l'avrà inciso dopo l'approvazione del grande commediografo".
In-8 p. (mm. 205x118), 7 volumi più un Atlante. - I volumi di testo sono rilegati in mezza pelle coeva con angoli (lievi abras. ai piatti), filetti e tit. oro su doppi tasselli al dorso, oltre 2.000 pp. complessive. Celebre diario “contenant l’histoire et les anecdotes les plus singulières de l’Italie et sa description; les usages, le gouvernement, le commerce, la litterature, les arts, l’histoire naturelle et les antiquités; avec des jugemens sur les ouvrages de peinture, sculpture et architecture..”. E’ una dettagliata relazione del viaggio compiuto dal grande astronomo francese (1732-1807), dalle Alpi al Regno di Napoli, ricco di notizie di grande interesse. - L’Atlante (mm. 280x225), mz. pelle mod., filetti e tit. oro al dorso, conserv. piatti in cartonato coevo, raccoglie 36 bellissime tavole ed è così composto: 2 carte geografiche (l’Italia, più volte ripieg., e il territorio compreso fra Bologna e Ferrara, a doppia pag.) - 27 piante di città (Torino - Milano - Pavia - Cremona - Piacenza - Parma - Modena - Bologna - Firenze - Siena/Livorno/Pisa - Lucca - Roma - Capua - Napoli - Ancona - Rimini - Ravenna - Ferrara - Venezia - Padova - Vicenza - Verona - Mantova - Brescia - Bergamo - Genova - Nizza), tutte a doppia pag., tranne Verona e Nizza - 5 vedute (S. Pietro, Fontana di Trevi, Pza Colonna e Pza del Popolo a Roma, a una pagina + Pestum a doppia pag.) - 2 piante di monumenti. Cfr. Graesse,IV,81 e Brunet,III,778 che citano la prima e seconda ediz. (1769 e 1786). Qualche lieve arross. al testo, altrim. esemplare ben conservato.
151-Io.J. Bleistift, auf Velin, rechts unten bezeichnet und datiert ?Tivoli d 24 August 1840?. 22,3:46,3 cm. Detailreich ausgeführte Zeichnung, die mit großer Sorgfalt die Ansammlung der Türme und Häuser der alten Stadt schildert, wie auch die davor liegende Landschaft aus Felsen, Grotten, Bäumen und Büschen.- Die verwandtschaftliche Beziehung seiner Frau zu Tivoli ist wohl der Grund für die zahlreichen Gemälde, Studien und Zeichnungen, die von Rohden von Tivoli und seinen Umgebungen angefertigt hat. Ruth Irmgard Pinnau erwähnt in ihrer Dissertation ?Johann Martin von Rohden. 1778 ? 1868 Leben und Werk. Bielefeld, 1965? auf S. 78, Kap. 3 ?Aus den letzten Schaffensjahren Rohdens besitzen wir noch 6 datierte Zeichnungen und eine Ölstudie mit Motiven aus Rom und seiner Umgebung. Ebenso wie bei den in den ersten beiden Schaffensperioden entstandenen Zeichnungen fällt es auch bei diesen Blättern schwer, einen Zusammenhang zwischen der in den Landschaftsgemälden erkennbaren Entwicklung, die in den Jahren zwischen 1828 und 1839 ihren Höhepunkt findet, und Rohdens Zeichenkunst herzustellen.? Unter diesen 6 Zeichnungen datierten Zeichnungen befindet sich ein als Z 188 aufgeführtes Blatt ?Villa d?Este (Tivoli)?, die nur 3 Tage nach unserer Zeichnung entstanden ist, am 27. August 1840.
Two decorated wooden panels, painted in polychrome tempera, gold gilt, and gesso, with a leather spine. 330 x 250 mm. Elaborately decorated on one board with four armorial shields, surrounded by incised stamps on gilt fields and gilt floral sprays on a blue field. The text below the shields reads: "INVENTARIO DELLE COSE DEL LA SAGRESTIA DEL DUOMO EDE LALTRE COSE MOBILI DELU OPARA RIFATTO LASICO DA VOLTA AL TENPO DEL UENE RABILE UOMO FRANCESCHO DI PAOLO TADDEI ANNO D. 1475." [Roughly translated: Inventory of the things in the sacristy of the Duomo Ede. Taken from the last by the incomparable Frances Taddei in the year 1475. The front board has a lovely Rennaisance Madonna and Child, with "Samis de Petris" below. This de may have been an attempt to attribute the painting to the artist Sano di Pietro. Beveled edges. Brass bosses at each corner. Very good. RARE. A contemporary of the famed "Spanish Forger", Icilio Federico Joni (1866-1946) was born in Siena. As a young man he worked in the shop of a gilder and art restorer. He began, as a sideline, to produce imitations of fifteenth century Sienese painted wooden panel book covers. He based these tempera painted wooden panels on the Tavolette in the Archivio di Stato, which he probably never saw in person. It is quite clear from his autobiography (1932) that he was proud of his skill and his brilliant imitations of the ancient art of Siena. He considered them original art rather than 'forgeries'. There are probably no more than twenty examples of his work extant today. From the Bridwell Library, SMU: "A skilled producer of imitation "Gothic" altarpieces, he received a commission c. 1890 to create a book cover in imitation of those found on Siena's Tavole di Biccherna, the elaborately gilt and painted fourteenth-century tax registers. Without ever seeing a real Biccherna, he established a lucrative business of faking Biccherna covers. Joni later boasted of incidents in which the local police were alerted to books purportedly stolen from Siena Cathedral or the state archives, only to discover that they were by Joni. A number of book collectors were deceived by Joni's creations, and several of his works were published as Gothic originals. Today, Joni's forgeries are highly valued in their own right. In his autobiography Joni discussed his methods for antiquing the covers by mixing soot, turmeric, chrome yellow, and gilding gesso with gum arabic to produce the patina on the gold. The bosses were bathed in ammonia and the clasp plates were dipped in iodine, "which rusted them in just the right way." Note that Joni's boards are simply glued onto a rough leather spine; he apparently did not know how to replicate a fifteenth-century sewing structure." Research in America has clarified Joni's role as a restorer in such works as Piermatteo d'Amelia's Annunciation (Gardner Museum) and the half-length figures in Fra Angelico's Annunciation (Mrs E. Ford Collection). **PRICE JUST REDUCED! Front Case 1/R
66-BFo.J. Feder in Braun und Bleistift, auf chamoisfarbenem Velin, mit mehreren eigenhändigen Farbangaben sowie bezeichnet ?doppelt? und ?Napoli?. 26,3:35,9 cm. - Verso: Küstenstreifen bei Neapel. Bleistift, unten bezeichnet ?doppelt? und ?Napoli?. [2 Warenabbildungen]
0637-Bo.J. 7 Radierungen (von 12) mit ?Ansichten von Rom und der Gegend umher?, dem Maler Pascal (Jean Barthélemy P., 1774-1853) gewidmet. Radierungen, 1822, auf festem Bütten, zwischen 10,5:14 cm und 11,2:14,5 cm. - Ein Blatt mit sorgfältiger Restaurierung am oberen Rand, andere teils gebräunt und mit einzelnen kleinen Stockfleckchen. Provenienz: Sammlung Friedrich August von Sachsen, Lugt 971 (4 Blätter); Sammlung Hieronymus von Bayer, Lugt 1293 (3 Blätter). Literatur: Nagler aus 2; Andresen aus 1; Thieme-Becker XXII, S. 80. - Sehr selten! - Durchgehend sehr gute bis gute Abdrucke mit schmalem Rändchen um die Plattenkanten.