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In-4 p., 20 volumi, mz. pelle. Di questa monumentale opera illustrata di numismatica, di cui furono pubblicati 19 volumi fra il 1910 e il 1940, offriamo l’“edizione originale” dei primi 19, mentre il 20° - edito da Forni nel 1972 - è l’edizione anastatica della “prova di stampa” di questo volume, mai pubblicato da Hoepli. L’opera, suddivisa per regioni, è così composta: - Vol. I: Casa Savoia - Vol. II: Piemonte-Sardegna - Vol. III: Liguria-Isola di Corsica - Vol. IV: Lombardia (Zecche minori) - Vol. V: Lombardia (Milano) - Vol. VI: Veneto (Zecche minori), Dalmazia, Albania - Vol. VII: Veneto (Venezia), parte I - Vol. VIII: Veneto (Venezia), parte II - Volume IX: Emilia. Parte I (Parma, Piacenza, Modena, Reggio) - Vol. X: Emilia. Parte II (Bologna e Ferrara, Ravenna e Rimini) - Vol. XI: Toscana (Zecche minori) - Vol. XII: Toscana (Firenze) - Vol. XIII: Marche - Vol. XIV: Umbria - Vol. XV: Roma. Parte I - Vol. XVI: Roma. Parte II - Vol. XVII: Roma. Parte III - Vol. XVIII: Italia meridionale continentale (Zecche minori) - Vol. XIX: Italia meridionale continentale (Napoli). Parte I - Vol. XX: Italia meridionale continentale (Napoli). Parte II. Esemplare tutto ben conservato. .
In folio (mm. 400x253), 3 volumi (2 di testo in 1 tomo + Atlante di tavole). Il testo, in p. pergamena antica, tit. oro su tassello al dorso (picc. manc. al bordo super.), tagli rossi, pp. (8),XIX,344; (4),366,XXIV,(2). Ornano i 3 frontespizi una grande e bella vignetta inc. in rame e nel primo volume è contenuto un ritratto di Vittorio Amedeo III Re di Sardegna, cui e' dedicata l'opera, inc. in rame da I.B. Stagnon. L'Atlante, in p. pergamena moderna, tit. oro su tassello al dorso, tagli rossi, pp. (4),XIV di descrizione, 1 c.b., raccoglie 92 bellissime tavole disegnate da Francesco Peiroleri (è questa la grafia del nome adottato dal celebre erborista pittore nella prima tavola e nelle sue lettere all’Allioni) e incise in rame da suo figlio Pietro. La tavola n. 1 è dedicata alla nomenclatura botanica ed alla classificazione propria di Allioni; le altre contengono 228 disegni di piante nuove o rare. "Edizione originale e unica" di questa celebrata opera. Cfr. Nissen BBI 18 - Pritzel,108 - Brunet,I,190. Solo nel 1° vol. pesante alone su 6 cc. (cm. 8x10) e lieve su altre, altrimenti esemplare ben conservato. Il vol. di tavole in ottimo stato. "Carlo Allioni (Torino 1728-1804), conseguita la laurea in medicina nel 1747, si dedicò all'esercizio della professione e a studi scientifici, medici e botanici, proseguiti per tutta la vita. Gli studi botanici culminarono nell'opera massima "Flora Pedemontana", con la descriz. di circa 3000 piante, molte delle quali descritte per la prima volta. La poderosa opera, tuttora fondamentale per lo studio della flora piemontese, poneva l'A. tra i massimi botanici d'Europa, procurandogli l'appellativo di "Linneo Piemontese”". Così Diz. Biografico degli Italiani,II,504.
“le général Bonaparte s’était constitué un bureau topographique particulier, fonctionnant auprès de sa personne. Ce bureau avait pour chef un nouvel ingénieur géographe, Bacler d’Albe, officier de troupe, engage volontaire de 1793, qui n’appartint au Dépôt de la Guerre qu’à dater de l’an VIII.” (Berthaut, I, 187)Imponente carta murale dell’Italia settentrionale, in trenta fogli, l’Auteur en publicant cette carte a eut pour but,non seulement d’élever un monument à la gloire des conquerants de l’Italie, mais encore d’être utile en offrant au public, dans une seule carte exacte et detaillé, une portion célebre de l’Europe à la quelle les victoires des Républicains viennent de donner de nouvelles formes: il s’est attaché aussi a indiquer d’une maniere précise et pittoresque la chaine immense des Alpes (foglio I), orografia a tratteggio con illuminazione obliqua da ovest.Nel primo foglio, nelle Notes Géographiques, il Dalbe fa un elenco delle carte di cui si è servito per la realizzazione del suo lavoro, tra queste: l’Italia settentrionale di Chauchard, l’Istria il Dogado ed Polesine del Valle, il Friuli del Capellaris, il Padovano di Clarici, il Polesine di Milanovich, il Modenese di Vandelli, il Bolognese del Chiesa, il Ferrarese di Baruffaldi, la Toscana di Morrozzi, lo Stato della Chiesa di Boscovich e Maire, il Regno di Napoli di Rizzi-Zannoni, la parte dell’Italia settentrionale e la Liguria di Chaffrion ed il Piemonte di Borgonio à ces principaux matérieux l’Auteur a joint une foule de cartes particulieres presque toutes inedittes…qui l’ont mis a même de donner l’ouvrage un plus grand dégré d’exactitude. (foglio I)Questi materiali inediti dovevano essere il risultato del lavoro del Bureau topografico “costituito da ufficiali del Corpo degli ingegneri geografi, alla testa del quale era posto il capitano ingegnere Leopoldo Berthier. L’opera svolta da questi ingegneri…si svolse con grande operosità ed ardimento, allestendo piani e carte speciali per le truppe operanti in un territorio, le cui dotazioni cartografiche erano quanto mai difettose.”. (Mori 1922, p. 36)Il frontespizio (foglio 26) è un tripudio di simbologie ed oggetti: bandiere, armi, rami di alloro e di quercia a simboleggiare rispettivamente la gloria e la forza. Al centro, in un ovale, Les peuples d’Italie rendus à la libertè et à la verité, “Bonaparte ritto in piedi colla spada sguainata, addita ai popoli schiavi la dea della Libertà che proietta su loro un fascio di luce. A sinistra della scena, varie figure simboleggianti la Tirannia scompaiono nelle tenebre: nello sfondo si vedono gli avanzi di antichi monumenti romani.”. (Bertarelli 1903, p. 57) La composizione della struttura del frontespizio sembra rispecchiare il passato, presente e futuro: sulla sinistra, una placca su cui sono scolpiti i successi conseguiti dall’esercito napoleonico poggia sulle bandiere e stendardi con il motto rivoluzionario “liberté, égalité, fraternité” (passato); al centro la figura di Bonaparte celebrato come liberatore (presente); mentre sulla destra una mina sta per esplodere vicino ad uno stendardo con l’Aquila bicipite che copre la figura del leone di San Marco con il motto della città di Venezia pax tibi Marce evangelista meus, quasi a significare, che presto o tardi, si sarebbe rimesso in discussione quanto sancito con il Trattato di Campoformio (futuro). Passeranno otto anni prima di giungere alla Pace di Presburgo (1805) grazie alla quale il Veneto, Istria e Dalmazia torneranno a far parte del Regno d’Italia.Nelle Notes Explicatives (foglio 28) oltre a città e paesi di varia grandezza, ponti militari, luoghi di battaglia e combattimenti, quartieri generali francesi, trincee, batterie di cannoni, differenti tipologie di strade, miniere e fonderie, vengono indicate le posizioni delle varie Divisioni dell’Armée e dei Corpi d’Armata austriaci.Travagliate furono le vicende che portarono alla realizzazione di questa carta, auspicata presso Napoleone da Leopoldo Berthier, per via dell’elevato impegno economico richiesto.“Nel 1798 il piano dell’opera fu presentato a Parigi al Congresso dei Cinquecento ma l’amministrazione militare rifiutò il preventivo proposto.” (Aliprandi 2005, p. 223)Fu così che Bacler Dalbe, capo del Bureau topografico del Generale Bonaparte, “deliberò di assumersene personalmente il carico mediate pubblica sottoscrizione [il cui costo era fissato in 140 lire] Gli aderenti furono molto numerosi, onde il lavoro di disegno e d’incisione, subito intrapreso a Milano coi fondi anticipati dallo stesso Bonaparte, fu condotto tanto rapidamente, che in pochi anni già ne erano usciti i due terzi.” (Mori 1922, p. 36-37) Mentre la carta era in fase di completamento, si continuavano a raccogliere le associazioni “a Milano presso l’Autore e da Veladini stampatore librajo sino al primo di Vendemmiatore” (Avviso. Aliprandi 2005, p. 223)La carta era ormai quasi terminata, molti rami completi ed altri in stato avanzato, quando nell’aprile del 1799, all’arrivo degli Austro-Russi, i Francesi furono costretti ad abbandonare l’Italia. Dalbe si affrettò nel cercare di porre in salvo i suoi materiali, ma le casse che li contenevano furono saccheggiati “e solo poterono salvarsi i disegni originali e i rami non ultimati della terza dispensa. Tutto il resto dei materiali fu trafugato.”. (Mori 1922, p. 37) “I 21 rami depredati furono poi ritrovati presso l’editore Artaria di Vienna e riacquistati dall’autore.” (Mori 1922, p. 37) Nel frattempo il Bacler Dalbe si era ritirato a Sallanches e poi a Parigi, dove aveva fatto rifare quasi interamente i rami sottratti. Nella capitale francese la carta venne terminata grazie al lavoro di Gaudenzio Bordiga e Giacomo Orgiazzi, che avevano raggiunto il Dalbe a Parigi.Da notare che della presente carta esistono due edizioni del frontespizio: la prima, come la presente, che riporta come indicazione di stampa An 6me Rèpublicain A Milan chez l’auteur Directeur du dépot de la Guerre, mentre la seconda A Paris chez l’Auteur Chef des…Bibliografia:Carlini 1827: 48, 49; Marinelli 1881: 276; Berthaut 1902: I, 187; Bertarelli 1903: 57; Mori 1922: 35-37; Arrigoni-Bertarelli 1930: 41; Peco 1998: 173-177; Aliprandi 2005 : 221-226; Barrera 1989: 26.
29-EFo.J. Bleistift, auf cremefarbenem Velin, rechts unten bezeichnet ?Nach dem durchbrochenen Felsen, wo ich Genua zuerst sah-?, rechts oben nummeriert ?16?. 20,4:27,9 cm. - Verso: Eckiger Turm an einer Hafeneinfahrt an der ligurischen Küste. Bleistift. [2 Warenabbildungen]
25-EFo.J. Bleistift, mit Deckweiß gehöht, auf gelblichem Velin mit Wasserzeichen: Ligatur aus mehreren Buchstaben. 28,5:38,3 cm. - Horizontale Knickfalte im oberen Drittel der Zeichnung, Ränder mit Knickspuren.
50363Urbini.1726.Typis Vener.Capellae SS.Sacramenti Apud Antonium Fantauzzi .Superior licentia.In-folio relié en maroquin noir. 100 pages.Lettrines.Caractères latins rouges et noirs.Notations musicales.Frontispice gravé par Joseph Passarus et Gomier.Rome 1711.Canon Missae.Frontispice gravé par Guiclus Renus et Vincent.Inri.Note manuscrite signée dans le livre (nom difficile à lire),datant du 16 Mai 1989, léguant ce Missel à Monseigneur Pierre-Etienne Pillot, qui fut Recteur de l'Eglise St-Louis des Français de Rome jusqu'en 2008.( décédé à Royan le 16 Juillet 2017.)Note indiquant aussi que ce Missel provenait du Palais ou Villa de Torre Fiorentina,à Sienne,en Italie.Cette demeure appartenant à la Famille Biringucci, y abrita le Pape Pie VI , et plus tard Richard Wagner,orchestrant Parsiphal.Magnifique reliure aux armes,couronne de Marquis,surmontant 3 fleurs de lys, au-dessus de 2 marteaux entrelacés. Dentelles et fers,arabesques dorés,ressemblant aux reliures de la Famille Albani, présente à Bergame et Urbino.Pie VI avait une bibliothèque importante vendue en 1789.En fin d'ouvrage, ex-libris de Pie VI.
190820112Fayard 1908 59 huiles sur panneaux ou cartons forts et 29 dessins à l'encre de Chine signés du monogramme, (1908), pour la plupart, formats allant de 16.2 x 12 cm, 16.5 x 25 cm., 19 x 27 cm., 22 x 11.6 cm. à 23.5 x 13.8 cm.
Xilografia a due colori, 1511. Magnifica prova, impressa su due fogli di carta vergata coeva poi uniti, con pieni margini, restauro alla piega centrale piccoli difetti nei margini, per il resto in ottimo di conservazione. Rarissima carta geografica della penisola tratta dalla Geografia di Claudio Tolomeo, edita a Venezia da Bernardo Silvano da Eboli e Giacomo Peuci da Lecco. Quest’edizione del libro di Tolomeo si differenzia totalmente dalle altre stampate in Italia. Si tratta dell’unico trattato tolemaico avente le carte realizzate mediante intaglio nel legno, e stampato in due colori: rosso e nero. Inoltre, contrariamente ad ogni altro atlante, fu realizzato sulle due facciate del foglio come un vero e proprio libro. Per questo al verso della carta dell’Italia troviamo parte della Quinta e Settima Tabula, raffiguranti rispettivamente parte della Dalmazia e la Sardegna. Dal punto di vista strettamente scientifico quest’edizione della Geografia mantiene dei canoni certamente arcaici, rifacendosi ai manoscritti quattrocenteschi, pertanto compiendo un passo indietro rispetto a tutte le grandi innovazioni cartografiche del periodo. Tuttavia, alcuni studiosi rimarcano il fatto che questa carta rappresenta il primo originale tentativo di correzione delle imperfezioni degli elementi tolemaici, in accordo con le nuove concezioni idrografiche delle carte nautiche. Bernardo Silvano, geografo e umanista del Cinquecento nacque a Eboli intorno al 1465. Il suo nome era sconosciuto fino al secolo scorso perché fu confuso con quello del portoghese Bernard de Silva - nato a Evora in Portogallo - probabilmente per l’erronea interpretazione dell’aggettivo “Eboliensis” per “Eborensis”, antico nome della città di Evora. La sua opera più importante, un prezioso manoscritto in-quarto pergamenato contenente una raccolta di carte tolemaiche miniate dove all’ultimo foglio si legge: “Ex officina: Bernardi Eboliensis, A.D. 1490 ”, è conservata presso la Biblioteca Nazionale di Parigi. Carta a proiezione trapezoidale, dimensioni 450 (alto), 470 (basso) x 420. Opera di grandissima rarità e di notevole interesse storico. Al verso carta della Sardegna e parte della Dalmazia (metà della Quinta Europae Tabula e Septimae Europae Tabula). Two-color woodcut, 1511. Magnificent proof, printed on two sheets of contemporary laid paper then joined together, in excellent condition.Very rare map of Italy from Ptolemy's Geography, published in Venice by Bernardo Silvano from Eboli and Giacomo Peuci from Lecco. This edition of the book of Ptolemy is totally different from the other printed in Italy. This is the only treaty Ptolemaic having the maps made by woodcut, and printed in two colors: red and black. In addition, contrary to all other atlas was built on both sides of the map as a real book. From a strictly scientific point of view, this edition of Geography maintains the royalties certainly archaic, referring to the fifteenth-century manuscripts, thus taking a step back from all the great innovations of the period mapping. However, some scholars underline the fact that this maps represents the original attempt to correct the imperfections of the elements Ptolemaic, in fusion with the new concepts of hydrographic charts. Bernardo Silvano, geographer and humanist of the sixteenth century was born in Eboli around 1465. His name was unknown until the last century because it was confused with that of the Portuguese Bernard de Silva - born in Evora in Portugal - probably due to the erroneous interpretation of the adjective "Eboliensis" for "Eborensis", the ancient name of the city of Evora. His most important work, a precious manuscript in-quarto parchment containing a collection of Ptolemaic maps illuminated where the last sheet reads: "Former workshop: Bernardi Eboliensis, AD 1490 ", is preserved at the National Library in Paris. Map of great rarity and of considerable historical interest. Borri 13, Perini pag. 21
123-Io.J. Aquarellierte Bleistiftzeichnung, auf Bütten mit Wasserzeichen: J Honig & Zoonen, verso mit Bleistift bezeichnet ?Franz Horny?. 42,7:60,3 cm. ? Zwei Knickfalten in der linken oberen Ecke geglättet, oben mittig leichter brauner Fleck schwach sichtbar (abgelöster Tesafilm). Mit seiner 1796-1799 entstandenen Ölstudie (Größe 28:41 cm), hat der Maler einen nahezu identischen Landschaftsausschnitt gewählt, wobei der gewählte Standpunkt weiter links war und dadurch einige Häuser von Olevano sichtbar werden, wogegen die Mauer und der angeschnittene Baum rechts fehlen. Dafür reicht der Blick in die Campagna weiter. (Vgl. Ausst. Katalog: Johann Martin von Rohden 1778-1868. Hrsg. von M. Heinz. Kassel/Wuppertal, 2000/2001, Nr. 6 mit farb. Abb. S. 51). Wie bei von Rohden öfter zu beobachten, fehlt auch bei unserer Zeichnung die Vordergrundausführung. Die Behandlung der Bäume entspricht ganz und gar seinem Zeichenstil, wie man ihn in den Landschafts- und Baumstudien findet.
015-Io.J. Aquarell über Bleistift, mit einigen Deckweißlichtern, mit schwarzer Tuschlinie umrandet, verso vom Künstler bezeichnet ?Aussicht von Velletri aus über die Pontinischen Sümpfe nach Terracina zu?, auf Velin. 25:40 cm.
in-4, ccnn 6, cc 23, leg. cart. rust. coevo con tit. mss al d. Gr. vignetta in rame al front. Con 24 tavv. in rame raff. le piante delle città di Milano (3), Pavia, Tortona, Serravalle, Alessandria, Valenza, Mortara, Novara, Arona, Domodossola, Como, Lecco, Trezzo, Forte di Fontes, Vigevano, Bobbio, Lodi, Pizzighettone, Cremona, Sabbioneta, Marina del Finale (2). Alcune tavv. con coloritura coeva. [381]
Dopo aver accuratamente seguito il progetto per l’ampliamento e la sistemazione di Roma, papa Alessandro VII (Fabio Chigi) dava l’incarico a diversi topografi ed agronomi di formare il catasto dell’Agro Romano, conferendo al gesuita Francesco Eschinardi il compito di dirigere la parte cartografica. L’Eschinardi affidò l’incarico al perito agrario di Urbino Giovanni Battista Cingolani, il quale realizzò un pregevole rilievo, che venne alle stampe per la prima volta nel 1692, edito da Matteo Gregorio de Rossi ed incisa da Pietro Paolo Girelli. Una seconda, identica, edizione della carta, edita questa volta da Domenico De Rossi, viene stampata nel 1704. Successivamente Padre Ridolfino Venuti pubblica la carta con una addenda che contiene il catalogo alfabetico delle tenute col nome dei possessori e l’area di ciascuna. Esemplare datato 1704, in sei fogli reali sciolti, tracce di umidità nel margine basso di ogni foglio, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Carta murale in 6 fogli, ognuno di circa 650x560 mm. Bibliografia: Almagià, Documenti Cartografici dello Stato Pontificio p. 40/41, tav. LXX/LXXII. Dimensioni totali 1950x1220. After following the project for the enhancement and the organization of the city of Rome, Pope Alexander VII (Fabio Chigi) commissioned various topographers and agronomists the realization of the land register of the Agro Romano, appointing the Jesuit Francesco Eschinardi director for the cartographic part. Eschinardi commissioned the job to Urbino Giovanni Battista Cingolati, agricultural expert, who realized a huge project printed for the first time in 1692 by Matteo Gregorio de Rossi and engraved by Pietro Paolo Girelli. A second, identical version of the map, published this time by Domenico De Rossi, has been issued in 1704. Afterwards, Father Ridolfino Venuti published the subject with an addenda, containing the alphabetical catalogue of the estates with the names of every owner and areas. Example dated 1704, six loose big-size sheets, signs of humidity on lower margin on each sheet, otherwise in good condition. Wall map in 6 sheets, each one 650x560 mm. Almagià, Documenti Cartografici dello Stato Pontificio p. 40/41, tav. LXX/LXXII. Dimensioni totali 1950x1220. Istituto di Studi Romani, a cura di A. Frutaz, "Le Carte del Lazio", XXXII.1, tavv. 160-166
Questa affascinante pianta è eseguita sul prototipo di quella di Stefano Scolari del 1677, a cui sono state apportate alcune varianti come l'omissione dei cartigli e l'aggiunta di nuovi elementi tipografici. La datazione dell'opera - che reca in basso l'imprint "Si vende preso di Lodovico Furlanetto sopra il ponte dei Bereteri in Merzaria con Privilegio", ma non la data - viene ricondotta la periodo 1770-79."Venne compresa dal Furlanetto nell'elenco redatto nel 1779 in cui si chiedeva ai Riformatori dello Studio di Padova che gli venisse concesso il privilegio della pubblicazione di alcune carte e piante per potersi salvaguardare dagli imitatori. Ciò suggerirebbe anche per questa pianta una datazione anteriore alla concessione (1780)" (cfr. Romanelli-Biadene p. 77).Cassini annota che in quadro di Francesco Guardi c’è una grande veduta di Venezia “che non è altro che una copia molto fedele della pianta qui descritta”. Acquaforte e bulino, stampata su due grandi fogli di carta vergata coeva uniti al centro, leggermente ossidata nel margine bianco, per il resto in ottimo stato di conservazione.Rara pianta prospettica di Venezia. An exceptional 2-sheet Plan of Venice published by Lodovico Furlanetto, a publisher and dealer of prints in Venice, active between 1763 and 1784.The dating of the work - which bears the imprint "Si vende preso di Lodovico Furlanetto sopra il ponte dei Bereteri in Merzaria con Privilegio", but not the date - is traced back to the period 1770-79."It was included by Furlanetto in the list drawn up in 1779 in which the Reformers of the Padua Studio were asked to be granted the privilege of publishing some papers and plans in order to protect themselves from imitators. This would also suggest a dating prior to the concession (1780) "(see Romanelli-Biadene p. 77).Furlanetto's large plan of the lagoon city of Venice, includes the surrounding islands such as San Giorgo, Torcello and Murano. A variety of small and large sailing ships and gondolas are shown in the waters.Churches, eminent places and waterways are named. The few people illustrated in the view are involved in work such as building gondolas or chopping wood.Etching and engraving, printed on two large sheets of contemporary laid paper joined in the center, slightly oxidized in the white margin, otherwise in excellent condition.Rare perspective plan of Venice. Moretto, Venetia le immagini della Repubblica, 179; Cassini, Piante e vedute prospettiche di Venezia, 85; Marinelli, Saggio di cartografia Veneta 1881, n. 1386; Romanelli-Biadene, Venezia Piante e Vedute, 1982, n. 85.
15500033071550 Venise, Francesco Marcolini, juillet 1550. Petit in-folio (225 X 322) demi-vélin ivoire, plats de papier dominoté, auteur, titre, lieu d'édition et date calligraphiés au dos en rouge et noir (reliure XVIIIe) ; A-Z4, Aa-Cc4 : 104 feuillets. A partir des figures des philosophes (page 64) il est donné un même numéro pour deux pages. Nombreuses restaurations aux premiers feuillets, l'encadrement architectural du portrait de l'auteur est masqué par un feuillet de doublure, marges du feuillet 43/44 rognées.
4 voll. in 12°(mm 165x95); antiporta figurato inciso finemente in rame, pagg. (22 su 28 mancando l'avviso al lettore, compresi l'antiporta incisa finemente in rame con la figura dell'Italia, incoronata, astata e con cornucopia e il frontespizio in rosso e nero), 338, una carta bianca, 2 carte manoscritte di indice e 7 carte bianche; Tom. II: 356, da 357 a 436 manoscritte (dopo la pag 356 è inserita una stampa raffigurante l'Italia centrale con ai lati 6 vedutine di Roma e Napoli) proveniente dall'opera "De Jouy Victor Joseph Etienne. L'hermite en Italie ou observations sur les moeurs et usages des italiens au commencement du XIX siècle, Paris, Pillet, 1824"; Tomo III: pagg. 414, 415-510 manoscritte; ADDISSON: (8), 389, (11). Nella collazione dell'opera oltre alle pagg. manoscritte menzionate alla fine dei tomi, ve ne sono molte altre intercalate nel testo a stampa per tutti i volumi (che non abbiamo segnalato in modo specifico per semplicità di collazione. Assai copioso l'apparato iconografico con 84 tavole incise in rame, 41delle quali ripiegate fuori testo. Elegante mezza pelle verde ottocentesca, dorso a piccoli nervi con titoli in oro entro riquadri a secco, tagli rossi. <BR>Rarità tipografica.<BR>Presumibile COPIA di CORREZIONE da parte dell'autore per una futura edizione corretta e ampliata con numerose pagg. coeve manoscritte a inchiostro bruno, correzioni sul testo a stampa con aggiunte di carta, cassature e rimandi e note al margine del testo. Queste pagine manoscritte, in gran parte in aggiunta alla fine del testo già pubblicato, anche quando intercalate riportano novità testuali che verranno inserite nelle edizioni posteriori a questa nostra del 1702.<BR>François Maximilien Misson (1650 - 1722) fu un prolifero scrittore e viaggiatore francese.<BR>In seguito alla revoca dell'editto di Nantes, avvenuta con l'editto di Fontainebleau, le sue cariche al Parlamento di Parigi vennero revocate così come gli furono confiscati i beni. Più tardi lasciò il paese natio preferendo una regione riformata d'Europa dove cercò di ricostruirsi una posizione economica e sociale. Ottenne la carica di precettore del conte di Arran, figlio del Duca di Ormond. Il giovane nobile e Misson, iniziano a visitare l'Italia durante il tour di formazione sul continente (1687); in questi anni, Maximilien, scrisse Nouveau Voyage d'Italie, stampato nel 1691 e tradotto in tre lingue: inglese, tedesco e olandese, diventando così il best seller della letteratura di viaggio (per decenni fu tra le più consultate guide per viaggiatori, specialmente nel XVIII secolo). Il testo, redatto in forma epistolare dà una taglio familiare all'opera, descrivendo solo ciò che l'autore aveva potuto osservare in forma concisa, darà una nuova svolta all'epopea dei diaristi, sarà da modello per la guidistica e per le relazioni di viaggio del primo Settecento. Attraverso le lettere racconta un Gran Tour ante litteram, vuole scoprire le tracce imperfette della Roma dei Cesari operando un continuo confronto tra ciò che egli vede e le descrizioni dei testi classici. Misson si trova in Toscana nel maggio del 1688 provenendo da Roma e proseguendo per Bologna. Attraversa la via Emilia, giunge a Siena e poi visita Pisa, Livorno, Lucca, Pistoia, Firenze (Maggio 1688), dedicando una lettera alla provincia ed una alla capitale. Ancora di queste città parlerà poi nel volume Memorie per i viaggiatori, ricco di nuovi consigli ed indicazioni. <BR>Ottimo esemplare fresco e ben inchiostrato. Nel vol. 4 la numerazione salta da pag. 365 manoscritta a pag. 375 a stampa. Alcune malnumerazioni. La collazione di altre copie censite varia nel numero delle tavole. Fossati Bellani, I, 363 (cita sole 73 tavv. fuori testo).<BR>
Manoscritto preparatorio, e prova di stampa (con numerosi toponimi manoscritti ad inchiostro rosso che poi saranno presenti nella stesura definitiva della carta, e alcune correzioni) della carta del Padovano, Polesine e Romagna che il Vandelli prepara per l’editore Soliani. La mappa è poi inserita nella pù bella edizione illustrata del poema di Alessandro Tassoni, La Secchia Rapita, edito a Modena nel 1744. L’opera è incisa da Alessandro Bolzoni. (Ferrara 1689-1760). Dimensioni 455x365 circa ognuno.Opere in perfetto stato conservativo.Rarissimo documento cartografico. Manoscritto preparatorio, e prova di stampa (con numerosi toponimi manoscritti ad inchiostro rosso che poi saranno presenti nella stesura definitiva della carta, e alcune correzioni) della carta del Padovano, Polesine e Romagna che il Vandelli prepara per l’editore Soliani. La mappa è poi inserita nella pù bella edizione illustrata del poema di Alessandro Tassoni, La Secchia Rapita, edito a Modena nel 1744. L’opera è incisa da Alessandro Bolzoni. (Ferrara 1689-1760). Dimensioni 455x365 circa ognuno.Opere in perfetto stato conservativo.Rarissimo documento cartografico. Z. Davoli, R. Sanfelici, S. Zanasi, Terre di Langobardia, p. 268, 131B; Faini - Majoli, La Romagna nella Cartografia a stampa, p. 120, 60; A. Alberghini, Ferrara, la storia del territorio in una collezione di mappe e vedute dal XV al XX secolo, p.70.
205-Do.J. Pinsel in Braun, braun laviert, über Bleistift, auf Bütten. 28,3:40 cm. - Mit einem Braunfleck im Bereich des oberen Brunnenrandes. Provenienz: Sammlung SRH im Dreieck mit einer Schale (Wiener Sammlung), nicht bei Lugt; Sammlung Anton Schmid, Wien, nicht bei Lugt; Sammlung Helmut Märkt, Reutlingen; Galerie Sabrina Förster, Düsseldorf, Herbstkatalog 2006/2007, Nr. 33 mit Abb. Gutachten: Dr. George Knox, Vancouver (29.06.2006).
37-EFo.J. Feder in Braun, auf Bütten mit Wasserzeichen: bekrönter Wappenschild mit Adler und den Initialen ?GM?, unten von fremder Hand falsch bezeichnet ?Perugia Assisi?. 21,1:30,1 cm. - Geringfügig stockfleckig.
40-EFo.J. Bleistift, auf dünnem Bütten. 30,3:30,7 cm. - Insgesamt etwas stockfleckig, zwei dünne Stellen im Randbereich.
004-Io.J. Aquarell und Pinsel in Grau, über leichter Bleistiftskizze, auf Bütten, auf grauen Büttenkarton aufgezogen, dort verso signiert und nummeriert ?Frommel 3? sowie mit Bezeichnungen von Vorbesitzern. 31,7:24,5 cm. Provenienz: 1. Sammlung E. Fuhrer, Essen, nicht bei Lugt; 2. Galerie Joseph Fach, Frankfurt a.M., Kat. 57, Nr. 70; 3. Sammlung Helmut Märkt, Reutlingen, nicht bei Lugt.
Acquaforte e bulino, 1784, firmata in basso a sinistra. Bellissimo esemplare, stampato su quattro grandi fogli di carta vergata coeva, tagliati in segmenti, applicati su tela e più volte ripiegati. In ottimo stato di conservazione. La mappa murale della Liguria del Gravier è una variante della carta pubblicata a Londra da Andrew Dury e William Faden nel 1764/5. Come annunciato nel titolo di entrambe le carte, che peraltro è ripetuto in quattro lingue differenti, la mappa deriva da quella di Joseph Chaffrion, Milano 1685. Rispetto all’originale dello Chaffrion le versioni Dury e Gravier recano nel mare due cartigli con carte dettagliate della Corsica e della Sardegna, non descritte dal Piloni e dal Cervoni. La carta genovese, probabilmente realizzata con la lastra del Dury, rispetto alla quale vengono apportate delle varianti, è dedicata al cittadino Michel Angelo Cambiaso dallo stampatore. Il cartiglio con il titolo e dedica è leggermente variato nei motivi ornamentali; in basso a destra, è presente un altro cartiglio aggiunto, con il particolare dell’isola di Capraia. Yves Gravier, noto anche con il nome italianizzato di Ivone, era un libraio ed editore di origini francesi, probabilmente di Marsiglia, attivo a Genova tra il 1780 ed il 1801 “..sous la loge de Banchi”. Molto noto soprattutto per aver pubblicato le edizioni italiane delle opere del cartografo marittimo Joseph Roux. Carta molto rara e decorativa. Acquaforte e bulino, 1784, firmata in basso a sinistra. Bellissimo esemplare, stampato su quattro grandi fogli di carta vergata coeva, tagliati in segmenti, applicati su tela e più volte ripiegati. In ottimo stato di conservazione. La mappa murale della Liguria del Gravier è una variante della carta pubblicata a Londra da Andrew Dury e William Faden nel 1764/5. Come annunciato nel titolo di entrambe le carte, che peraltro è ripetuto in quattro lingue differenti, la mappa deriva da quella di Joseph Chaffrion, Milano 1685. Rispetto all’originale dello Chaffrion le versioni Dury e Gravier recano nel mare due cartigli con carte dettagliate della Corsica e della Sardegna, non descritte dal Piloni e dal Cervoni. La carta genovese, probabilmente realizzata con la lastra del Dury, rispetto alla quale vengono apportate delle varianti, è dedicata al cittadino Michel Angelo Cambiaso dallo stampatore. Il cartiglio con il titolo e dedica è leggermente variato nei motivi ornamentali; in basso a destra, è presente un altro cartiglio aggiunto, con il particolare dell’isola di Capraia. Yves Gravier, noto anche con il nome italianizzato di Ivone, era un libraio ed editore di origini francesi, probabilmente di Marsiglia, attivo a Genova tra il 1780 ed il 1801 “..sous la loge de Banchi”. Molto noto soprattutto per aver pubblicato le edizioni italiane delle opere del cartografo marittimo Joseph Roux. Carta molto rara e decorativa. AA.VV La Liguria nelle carte e nelle vedute antiche, pp. 140/141 (la carta del Dury).
206-Do.J. Feder in Braun, braun laviert, über Bleistift, mit brauner Feder umrandet, links signiert und datiert ?CLabruzzi 1796?. 22,8:18,7 cm. Auf alten Sammlungsuntersatz mit grün laviertem Rand aufgezogen. Vergleichsliteratur: Ausst. Katalog: Carlo Labruzzi. The Grand Tour. Cur. by Sir Timothy Clifford. Simon C. Dickinson Ltd., London, 12 Juni - 13 July, 2012, Nr. 38, Venustempel in Bajae (Vergleich zur Signatur); Auktion Pandolfini Casa d?Aste, Florenz, 15.12.2014, Stampe e Disegni dal XVI al XX secolo,? Nr. 56 Figure di Carlo Labruzzi. Aquatinta, 1788; Auktion Koller, Zürich, 18.09.2015, Zeichnungen des 15.-20. Jahrhunderts, Nr. 3418 Zwei Mönche im Gespräch. Zeichnung.
281-Eo.J. Bleistift, weiß gehöht, auf graugrünem Papier, rechts unten signiert, bezeichnet und datiert ?Preller fe. Roma, d. 2. Januar 1860?, links unten bezeichnet ?Domenico Antonio Murgiotti di Picinescu.?, unten mittig alter handschriftlicher Besitzvermerk mit zartem Bleistift ?Elise Sigismund. Weimar d. 6. Sept. 1881?. 44,5:35 cm. Entlang des linken Randes leichte Papierverfärbung, wahrscheinlich ein Wasserrand.
In-8 p. (mm. 228x168), p. pergamena antica, 8 cc.nn., 184 pp., con 10 belle tavole raffiguranti l’anatomia dell’orecchio, con una o più figure, inc. in rame e tutte descritte. "Prima edizione" di questa fondamentale opera sull’orecchio, considerato testo classico per più di un secolo. Questo trattato, il più completo apparso fino allora, contiene una minuziosa descrizione anatomica e alcune scoperte come quella della membrana nel vestibolo e altre che presero il suo nome. Valsalva (1666-1725), allievo di Malpighi e maestro del Morgagni, fu medico e chirurgo insigne, ed è considerato il fondatore dell’anatomia scientifica dell’orecchio. Cfr. Garrison-Morton,1546: “Valsalva is best remembered for his work upon the ear, in which he described and depicted its most minute muscles and nerves. He divided the ear into ‘external’, ‘middle’, and ‘internal’; his method of inflating the middle ear (Valsalva’s manoeuvre) is still practised. this book includes a description of ‘Valsalva’s dysphagia’” - Blake, p. 468 - Castiglioni, pp. 529-531. Con numerosi timbri di apparten.; 1 carta con picc. restauro per ang. infer. mancante; 3 cc. con lieve alone, altrimenti fresco esemplare ben conservato.
Testi: De Dominicis Gino. pagg. 32; COL e BN; rileg. brossura. Editore: L’attico, Roma, 1970.