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In-8 p. (mm. 233x153), p. pergamena antica (risg. rifatti), dorso a cordoni con tit. oro su tassello, tagli a spruzzo blu, 442 cc.nn. Il volume contiene 3 magnifiche xilografie a piena pagina, che illustrano le tre cantiche, e grandi vignette (pure xilografate) che introducono ogni canto; testo in carattere corsivo. In fine "Impressa in Vinegia per Francesco Marcolini ad instantia di Alessandro Vellutello del mese di Gugno (sic) lanno MDXLIIII". Cfr. Sander,2328 - Gamba,387: "Edizione bellissima, ornata di eleganti intagli in legno" - Brunet,II,503 "Une des meilleures éditions anciennes de Dante" - Olschki "Letteratura dantesca" (Cat. LXXV, 1911),44: ""Editio princeps" colla sposizione del Vellutello. L'ediz. è ricercatissima per le sue bellissime figure, le quali sono, all'opinione del "Volkmann" (Iconografia dantesca, pp. 72-73) le prime illustrazioni moderne della Divina Commedia. Non è inverosimile, che il Marcolini stesso, ottimo disegnatore ed amico del Tiziano e del Sansovino, ne sia stato l'autore" - De Batines I, pp. 82-84: "Bella e buona edizione, annoverata fra le rare" - Mambelli,30: "Essa è giudicata una delle migliori edizioni antiche in carattere italiano ed è dedicata a papa Paolo III. L'autore del commento vi ha premesso la vita del Poeta". Frontesp. restaur. per piccole manc. margin. con antica frase ms. nella parte centrale; con tracce d’uso e lieviss. uniformi ingialliture o aloni margin.; una decina di cc. con antiche postille mss. ed 1 restaur. per piccolo strappo: malgrado questi difetti è certamente un buon esemplare.
Acquaforte e bulino, due fogli uniti per una misura complessiva di mm 430x810. Magnifico esemplare della rarissima pianta di Pavia di Ludovico Corte (Bifolco-Ronca p. 2294, descrive solo 5 esemplari nelle raccolte pubbliche). Lievi restauri, perfettamente eseguiti, lungo le pieghe di carta, per il resto in ottimo stato di conservazione. Nella parte superiore del cartiglio in alto a destra, sotto al mascherone centrale, e incisa la data: M.D.IC. NON. CAL. MARTII. Più in basso, al centro del cartiglio, si trova il titolo: ANTIQUISSIMAE AC CELEBERRIMAE REGIAEQ[UE] PAPIAE ICON. In basso a sinistra la firma dell’incisore della lastra: IOANNES MAIUS ROMANUS INCIDEBAT A. D. MDC. Lungo il margine inferiore e inserita una legenda numerica di 120 rimandi a luoghi e monumenti notabili, distribuita su quattordici colonne. Segue, nell’ultimo riquadro di destra, la dedica: Ludovicus Curtius I. Dominico Achillio S.D. En vir erudite Inclye Civitis Papi oem delineationem tuo hortatu et auxilio post mulytos labores et vigilias a me perfectam aequo animo tibi dicatam accipe quae industria n[ost]ra si benignis spectantiu[m] oculis non erit ingrata, quod reliquim est nempe totius. Agri Papiensi descriptionem, quam tu in manibus habes, maturis abste Edendam accelerabit. vale. MDIC. Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali: SEPTENTRIO, MERIDIES, OCCIDENS, ORIENS, il nord e in alto. Pianta prospettica in proiezione obliqua, incisa da Giovanni Maggi nel 1600 su disegno di Ludovico Corte realizzato nel 1599. L’opera e dedicata dal Corte a Domenico Achillio, illustre pavese. Si tratta della prima rappresentazione urbanistica coerente della citta, che anticipa la famosa “pianta di Ballada” del 1654, ma disegnata dallo stesso Corte nel 1617. Nella parte alta del cartiglio con il titolo si legge M.D.IC. NON. CAL. MARTII che potrebbe indicare la data di completamento del disegno, mentre la data dell’incisione (1600) e chiaramente riportata in basso a sinistra, dopo il nome di Giovanni Maggi. Non sono note ristampe della lastra. Acquaforte e bulino, due fogli uniti per una misura complessiva di mm 430x810. Magnifico esemplare della rarissima pianta di Pavia di Ludovico Corte (Bifolco-Ronca p. 2294, descrive solo 5 esemplari nelle raccolte pubbliche). Lievi restauri, perfettamente eseguiti, lungo le pieghe di carta, per il resto in ottimo stato di conservazione. Nella parte superiore del cartiglio in alto a destra, sotto al mascherone centrale, e incisa la data: M.D.IC. NON. CAL. MARTII. Più in basso, al centro del cartiglio, si trova il titolo: ANTIQUISSIMAE AC CELEBERRIMAE REGIAEQ[UE] PAPIAE ICON. In basso a sinistra la firma dell’incisore della lastra: IOANNES MAIUS ROMANUS INCIDEBAT A. D. MDC. Lungo il margine inferiore e inserita una legenda numerica di 120 rimandi a luoghi e monumenti notabili, distribuita su quattordici colonne. Segue, nell’ultimo riquadro di destra, la dedica: Ludovicus Curtius I. Dominico Achillio S.D. En vir erudite Inclye Civitis Papi oem delineationem tuo hortatu et auxilio post mulytos labores et vigilias a me perfectam aequo animo tibi dicatam accipe quae industria n[ost]ra si benignis spectantiu[m] oculis non erit ingrata, quod reliquim est nempe totius. Agri Papiensi descriptionem, quam tu in manibus habes, maturis abste Edendam accelerabit. vale. MDIC. Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali: SEPTENTRIO, MERIDIES, OCCIDENS, ORIENS, il nord e in alto. Pianta prospettica in proiezione obliqua, incisa da Giovanni Maggi nel 1600 su disegno di Ludovico Corte realizzato nel 1599. L’opera e dedicata dal Corte a Domenico Achillio, illustre pavese. Si tratta della prima rappresentazione urbanistica coerente della citta, che anticipa la famosa “pianta di Ballada” del 1654, ma disegnata dallo stesso Corte nel 1617. Nella parte alta del cartiglio con il titolo si legge M.D.IC. NON. CAL. MARTII che potrebbe indicare la data di completamento del disegno, mentre la data dell’incisione (1600) e chiaramente riportata in basso a sinistra, dopo il nome di Giovanni Maggi. Non sono note ristampe della lastra. Bifolco- Ronca (2018): tav. 1180; Ganado (1994): III, n. 118; Benevolo (1969): pp. 91-93, tav. XX; Sinistri–Belloni (1992): n. 24; Tooley (1983): n. 444f.
1774YQV-35In-4 (285 × 213 mm) de 1 portrait et [8]-liv-416 pp. ; veau fauve glacé, dos à nerfs, compartiments ornés de fleurons et fers d’angle, pièces d’armes dans les angles des plats (macle et chabot alternés), roulette intérieure, deux filets sur les coupes, tranches rouges (reliure de l’époque).
006-Io.J. Aquarell und Deckweiß, der Vordergrund und die Bäume rechts mit Gummi arabicum lasiert, auf festem Velin, rechts unten signiert ?Müller f?. 37,8:31,1 cm. Literatur: J. Fichter, Weisslingen/Schweiz, wird das Aquarell in das in Vorbereitung befindliche Werkverzeichnis aufnehmen. Provenienz: Laut Auskunft des Vorbesitzers aus der Sammlung R. Rubinstein, London.
In-16 gr. e in-8 p., brossura orig. Di questa celeberrima rivista letteraria mensile (poi bimestrale) offriamo "tutto il pubblicato in 78 fascicoli": dal 1926, Anno I (n. 1, gennaio) al 1934, Anno IX (nn. 5/6, settembre/dicembre). A causa della censura, gli ultimi numeri del 1934 furono distribuiti con notevole ritardo (il n. 4 nel marzo 1935 e i nn. 5/6 nel marzo 1936). Solo alcune bross. del 1927 e 1928 con tracce d’uso e una con aloni, altrimenti tutta la raccolta, contenuta in due cofanetti, è ben conservata. Uniamo: l’"Antologia di Solaria", in-8 p., brossura orig. (dorso restaur.), pp. (6),509,(3). E’ un volume antologico, pubblicato dopo la chiusura della rivista, con scritti di Gadda, Montale, Pavese, Saba, Quasimodo, Ungaretti, Vittorini, Zavattini e altri. "Prima edizione" stampata in 560 copie numerate. La ns., 97, appartiene alla tiratura di 500 in cifre arabe. Ben conservato. "Solaria", considerata la più importante rivista letteraria del Novecento, fu fondata da Alberto Carocci nel 1926, edita a Firenze dall’editore Parenti. La sua voce, pur non essendo di aperta opposizione al fascismo, era una chiara smentita alla retorica della letteratura ufficiale, e alle pretese d’autarchia culturale del regime opponeva le indicazioni di un Joyce, un Proust, un Kafka. Sarebbe errato voler vedere nella rivista diretta da Alberto Carocci, una organicità che non aveva. Bonsanti, Chiaromonte, Comisso, Gianfranco Contini, Giacomo Debenedetti, Ferrata, Leo Ferrero, C.E. Gadda, Montale, Noventa, Solmi, Stuparich, Ungaretti, Vittorini, sono soltanto alcuni dei nomi che si trovano scorrendo gli indici di Solaria. Al “proustismo” di Bonsanti ed altri si contrappone la nascente vocazione narrativa di un Vittorini; a Montale e Ungaretti - interpreti dell’uomo in crisi - Giacomo Noventa, poeta dei grandi motivi della tradizione classica, e così si potrebbe continuare per molto. Ma al di là di questi nomi e di queste indicazioni c’è qualcosa che si possa definire lo “spirito” di Solaria? Forse l’esigenza, comune a tutti, di una letteratura europea, la nostalgia dell’Europa, che proprio allora stava precipitando irrimediabilmente verso il disastro. Così “Antologia critica di Solaria” (Lerici Edit., 1958).
41-EFo.J. Bleistift, auf cremefarbenem Transparentpapier, mit Bleistiftlinie rechts und unten umrandet, links unten bezeichnet und datiert ?Nach Reinhold Rom 16ten Febr. 1827.? 24,5:33,2 cm. - Verso Reste alter Montierung an den Ecken, rechte untere Ecke wieder angesetzt.
35-EFo.J. Bleistift, weiß gehöht, auf Transparentpapier, aufgezogen, verso von späterer Hand bezeichnet ?Fries?. 15,3:24,4 cm. - Mit Braunfleck rechts oben.
008-Io.J. Aquarell und Deckweiß, über Bleistiftskizze, auf bräunlichem festem Zeichenpapier, rechts unten monogrammiert, bezeichnet und datiert ?HTh (ligiert) Pompei 80?. 35:46,8 cm. Verso an den Ecken Reste alter Verklebung. Literatur: H. Thode: Thoma. Des Meisters Gemälde, Stuttgart/Leipzig, DVA, 1909, Abb. S. 152 unten.
- Edizione del 1645: stato sconosciuto alle bibliografie - Intorno al 1625 il Visscher pubblica questo nuovo prototipo di carta con la bordura ornamentale che fu subito dopo copiata da Janssonius e Jodocus Hondius jr. La carta è firmata in lastra da Nicolas Iohannis Visscher, mentre la firma dell’incisore Abraham Goos è in basso a sinistra. La bordura contiene le vedute delle principali città, in gran parte ispirate al Civitates Orbis Terrarum di Braun & Hogenberg: Roma, Napoli, Venezia, Firenze, Genova, Verona nella parte superiore, Parma, Siena, Pozzuoli e Velletri in quella inferiore. Sui lati sono raffigurati costumi popolari, perlopiù di derivazione dall’iconografia degli Habiti antichi et moderni di tutto il mondo pubblicata nel 1590 da Cesare Vecellio. Secondo Gunter Schilder, nel volume VI del suo Monumenta Cartographica Neederlandica, sono conosciuti quattro differenti stati di questa mappa; il primo non reca nel cartiglio nessuna data, mentre gli altri la data 1630, 1633 e 1652. Il nostro esemplare reca la data del 1645, e non risulta noto a tutti i repertori consultati, configurandosi tra il terzo ed il quarto stato descritti dallo Schilder e divenendo pertanto il nuovo quarto stato conosciuto. Incisione in rame, rifilata oltre la bordura, in eccellente stato di conservazione. Around 1625 Visscher published a new prototype of map with a decorative border which has been then copied by Janssonius ans Jodocus Hondius jr. The map is signed on plate by Nicolas Iohannis Visscher, while the engraver Abraham Goos signed it on lower left. The border is decorated with the views of the most important cities, basically following Braun & Hogenberg’s Civitates Orbis Terrarum: Rome, Naples, Venice, Florence, Genoa, Verona are on the upper part; Parma, Siena, Pozzuoli and Velletri are in the lower one. On the two sides, he depicted some popular clothing, taken from the Habiti antichi et moderni di tutto il mondo iconography published in 1590 by Cesare Vecellio. According to Gunter Schilder, in the VI volume of his Monumenta Cartographica Neederlandica there are four editions of this map: the first doesn’t show any date in the cartouche, while in the others the dates are 1630, 1633 and 1652. This example is dated 1645 and it has never been mentioned in any of the catalogues that have been consulted. If we take for granted Schilder’s words, this example should be placed between the third and fourth state that he described, becoming itself the fourth known state. Engraving, trimmed over the borders, in excellent condition. Schilder, vol. VI, pp. 381-383, 94; R. Borri "L'Italia nelle antiche carte…" (2011), scheda 112, Hollstein 261; Campbell 44.
in-4 (mm. 290x200), pp. 136 + 36, leg. m. pelle rossa (tipo marocchino) coeva con tit. oro al d., suddiviso in 6 scomparti. Con 36 magnifiche tavv. finemente inc. all’acquatinta e colorate a mano. Con una carta topografica in antip. raff. il tragitto del viaggio descritto. Le tavv. rappresentano vedute delle seguenti località svizzere e italiane, tra cui: Gondo, Dovedro, Cherasca, Crevola, Domodossola, Villa, Baveno, Isole Borromee, Isola Bella, Stresa, Arona, Sesto, Villa Pliniana, Milano. Bell’esempl. in barbe con piccoliss. dif. alla cuffia inf. (stanca), senza perdita di materiale.
In-16 gr., brossura originale. Disponiamo di una collezione "completa", dei 58 titoli pubblicati. Collana ideata e diretta da Elio Vittorini che propose, tra il 1951 e il 1958, un totale di 58 titoli - opere di narrativa contemporanea, per lo piu' di autori italiani. Non mancarono nomi stranieri, allora ancora poco noti, come Borges, Dylan Thomas, Morris che in questa collana trovarono l'occasione della prima traduzione italiana. Dopo la morte di Cesare Pavese nel 1950 la casa editrice Einaudi, coordinata da Luciano Foa', assunse il compito, soprattutto con “I gettoni” di Vittorini, di rinnovare la narrativa italiana promuovendo nuovi autori come Fenoglio, Lucentini, Ottieri, Lalla Romano, Rigoni Stern, Anna Maria Ortese, Sciascia e molti altri. “Tra il ‘45 e il ‘47 vi furono in Italia molti giovani che si convertirono contemporaneamente, specie per opera della rivista “Politecnico”, alla politica e alla letteratura. Una nuova possibilità di scrivere, fondata sulla buona volontà e sullo spirito di partecipazione, si formava e prendeva posto, con essi, accanto a quella ch’è uso considerare, da sempre, un fatto di vocazione. La collana dei “Gettoni” è nata, si può dire, dietro le loro pressioni, nell’inverno del ‘51, ma per accogliere scrittori giovani di entrambi i tipi, e non, polemicamente, dell’uno piuttosto che dell’altro.. Alle novità italiane, la collana affianca traduzioni di libri stranieri..”. Cfr. Catalogo generale delle Edizioni Einaudi, 1956, p. 69. Tutta la collezione è ben conservata.
022-Io.J. Sepia-Pinsel über schwarzer Kreide, auf Bütten mit Fragment des Wasserzeichens: bekrönter Wappenschild mit Lilie, links unten bezeichnet ?Viterbo près Corchiano?. 22,3:29,8 cm. Auf altem Etikett bezeichnet ?Philipp Hackert 1737-1807?. Verso dünne Stelle im Papier. Literatur: Vgl. Ausst. Katalog: D. Coutagne, Francois-Marius Granet 1775-1849. Une vie pour la peinture. Aix-en-Provence 2008, Abb. Nr. 46, S. 89, ?Vue du Tibre près du Ponte Molle à Rome, (1803?)?.
003-Io.J. Bleistift, in lichten Farben aquarelliert (grau, gelb und wenig rosa), mit Deckweißhöhungen, auf festem Zeichenpapier. 22:29,8 cm. Mit leichtem Lichtrand rundum, sonst tadellos. Vorzeichnung zur Lithographie (mit Tonplatte) von 1851 aus der Folge ?Skizzen und Bilder aus Rom und der Umgegend.? Literatur: P.K.W. Freude: Karl Lindemann-Frommel. Ein Malerleben in Rom. Murnau 1997, D/XXI/5, Abb. 68.
144-Io.J. Pinsel in Grau über Bleistiftskizze, auf Bütten, links unten zweifach bezeichnet ?alla villa d?Este / a Tivoli / 1807?. 35,3:47,6 cm. Verso: Landschaftsskizze. Pinsel in Grau.
174543416S.l.n.d., , 1745 vers . Manuscrit in-8 (15 x 18,5 cm) de (55) ff., maroquin rouge à décor doré, dos orné à nerfs, large dentelle florale dorée en encadrement, composition à petits fers sur les plats, doublure et gardes de papier d'Augsbourg vert et or, ruban de soie vert, tranches dorées (reliure de l'époque).
8 parti in 9 volumi in-8 (mm 230x155), leg. coeva in m. pelle titolo e fregi in oro al dorso. Vol. I ''Quadro geografico storico dell'Italia in generale'', pp (12), 179 e 13 tavole incise in rame (incluso l'antiporta); Vol. II ''Stati del Re di Sardegna in terraferma'', (2), pp. 407 e 19 tavole; Vol. III-Parte prima: ''Regno Lombardo Veneto'', pp. XCVII, 782, 69 tavole (comprese le 2 tavv. a stampa ripieg:"Tariffe spediz. merci" e "Tariffe spedizioni denaro") ;Vol. III-Parte seconda, ''Province venete'', pp. 862 e 32 tavole; Vol. IV ''Ducati di Parma e Modena'', pp. 180 e 12 tavole; Vol. V, ''Granducato di Toscana'', pp. 508, (2) e 40 tavole;Vol. VI (1833), ''Stato della Chiesa'', pp. VIII, 547 e 42 tavole (2 tav. ripieg f.t. "Corso delle diligenze" e "Prospetto tariffe viaggiatori"); Vol. VII ''Regno di Napoli'', pp 258, (2) e 19 tavole; Vol. VIII ''Isole dell'Italia'', pp. 194, (2) e 7 tavole. In fine al volume si legge: "Fine dell'ottavo ed ultimo volume". Edizione originale, rara, completa di tutti i rami (253 totali) e di tutto il pubblicato fino al 1832 (come da Indici delle tavole) quasi tutte all' acquatinta che raffigurano monumenti, vedute di citta?, numerose carte geografiche e carte postali, molto fresche e nitide. Opera monumentale dal ricco apparato iconografico a cura di Francesco Gandini (Milano, 1785 -?), direttore delle Poste di Brescia oltre che modesto traduttore dal francese e dall'inglese. Bell'esemplare a margini disuguali. . Fossati Bellani, 518.
30-EFo.J. Bleistift, auf chamoisfarbenem Velin mit Wasserzeichen: J Whatman, rechts unten bezeichnet ?Val-ombrosa? sowie vom Bruder des Künstlers beschriftet ?gesehen mit ausgezeichneter Zufriedenheit, Wilhelm Fries?. 29,6:37,5 cm. - Mit wenigen Flecken.
125-Io.J. Aquarell, über Bleistift, auf cremefarbenem Velin, links unten datiert und signiert ?Juli (1824) Meyer?. 23,1:31 cm. ? Verso am Oberrand leichter Papierabrieb durch alte Montierung. Die Ponte della Paglia ist eine Brücke in Venedig im Sestiere San Marco. Sie überspannt den Rio de Palazzo o de la Canonica und verbindet den Molo San Marco mit der Riva degli Schiavoni. Ihren Namen verdankt sie den mit Stroh beladenen Booten, die hier festmachten und von deren Existenz man aus verschiedenen Gesetzen und Erlässen der Republik weiß. Beispiele von Zeichnungen, die am Beginn des Italienaufenthaltes entstanden, der von Juli 1824 bis Anfang 1849 dauerte, kommen im Handel äußerst selten vor.
In-folio, XXVIII, 392 carte, carattere corsivo per il testo e rotondo per il commento a due colonne. Ritratto di Dante entro cornice silografica al frontespizio, 97 silografie di cui 10 nelle carte preliminari. Frontespizio rinforzato, gore marginali alle prime 50 pagine. Pelle di fine XVII con cornici dorate e titolo al dorso. Provenienza: Collezione Murphy, NYC, Stati Uniti (ex libris)
AA.VV. Mirabilia Italiae. Collana completa di 18 monografie in 43 volumi. Modena, F.C. Panini , In 4°, confezionati in eleganti legature in tela editoriale con titoli ed illustrazioni e poste in cofanetti. Eccezionale corpus delle bellezze italiane, mirabilmente commentate dai maggiori esperti d'arte e con importanti corredi fotografici a formare i repertori accompagnatori. Tutti in eccellente stato di conservazione. Ogni volume conta 500/600 pagine circa. L'opera si compone delle monografie che elenchiamo. La Cattedrale di San Lorenzo a Genova (2 volumi) a cura di Anna Rosa Calderoni Masetti e Gerhard Wolf - La Cappella Palatina a Palermo (2 volumi) a cura di Beat Brenk - La Galleria delle carte geografiche in Vaticano (3 volumi) a cura di Lucio Gambi e Antonio Pinelli - Il Duomo di Pisa (3 volumi) a cura di Adriano Peroni - Il Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna (1 volume) a cura di Clementina Rizzardi - Orsanmichele a Firenze (2 volumi) a cura di Diane Finiello Zervas - La Basilica di San Vitale a Ravenna (2 volumi) a cura di Patrizia Angiolini Martinelli - La Libreria Piccolomini nel Duomo di Siena (3 volumi) a cura di Salvatore Settis e Donatella Toracca - Palazzo Te a Mantova (2 volumi) a cura di Amedeo Belluzzi - Il Duomo di Modena (3 volumi) a cura di Chiara Frugoni - La Basilica di San Pietro in Vaticano (4 volumi) a cura di Antonio Pinelli - La Basilica di San Francesco ad Assisi (4 tomi in 2 volumi) a cura di Giorgio Bonsanti - La Villa Farnesina a Roma (2 volumi) a cura di Christoph Luitpold Frommel - La Cappella degli Scrovegni a Padova (2 volumi) a cura di Davide Banzato e Giuseppe Basile - Il Palazzo Schifanoia a Ferrara (2 volumi) a cura di Salvatore Settis e Walter Cupperi - Battistero di San Giovanni a Firenze (2 volumi) a cura di a cura di Antonio Paolucci - La Scuola Grande di San Rocco a Venezia (2 volumi) a cura di Salvatore Settis e Franco Posocco - Il Tempio Malatestiano a Rimini (2 volumi) a cura di Antonio Paolucci. Perfetti. Rari a trovarsi in collana così completa Buono (Good) . <br> <br> <br>
In folio (mm. 384x241), 5 volumi, cartonato rustico coevo, tit. ms. al dorso, pp. (18),XVI,244; VIII,96,XII,427; LXXXIV,256; 388; VI,(2),120,75,84; marca tipografica ai frontespizi, testo su due colonne, ornati da grandi iniziali, testate e finali inc. su legno, con 2 bei ritratti dell'Autore (al I e al III vol.) inc. in rame dal Renard. L'opera, illustrata da 11 tavole f.t., inc. in rame, comprende: "Adversaria Anatomica Omnia - Epistolas anatomicas duodeviginti - De sedibus et causis morborum per anatomen indagatis - Opuscula miscellanea". "Prima edizione dell'Opera Omnia". Cfr. Castiglioni, pp. 607/608 - Blake, p. 312 - Wellcome,IV, p. 179 - Brunet,III,1902. Graesse,IV,607 e Olschki,VII,9970, citano tutti l'ediz. di Venezia, 1765. Innumeri sono le scoperte del forlivese Morgagni (1682-1771) nel campo dell'anatomia tanto che, vivente, meritò il titolo di "Anatomicorum totius Europae princeps". Fresco esemplare, molto ben conservato.
204-Do.J. 4 Federzeichnungen in Braun, braun laviert, mit einzelner Federlinie umrandet, unterhalb der Darstellungen jeweils bezeichnet, auf Bütten (Der Geruchssinn mit WZ). 13,1:9,2 cm, 13,6:9,5 cm, 13,3:8,1 cm, 13,2:8,3 cm. Provenienz: Sammlung Giorgio Dalla Bella (geb. 1923), Venedig, Lugt 3774. Literatur: Ugo Ruggeri. Disegni Veneti e Lombardi dal XVI al XVIII secolo. Katalog des Istituto Nazionale per la Grafica Gabinetto dei Disegni e delle Stampe. Rom 1989, S.15 u. 16, Abb. 4-7.
005-Io.J. Aquarell, über Bleistift, auf cremefarbenem festem Velin, rechts unten bezeichnet und datiert ?Ferentino Porta Romana Oct 1849?. 28,4:42,7 cm. Provenienz: Galerie Gerda Bassenge, Berlin, 1966; Galerie Joseph Fach, Frankfurt am Main; Sammlung H. Märkt, Reutlingen. Literatur: Chr. Steinhoff: Salomon Corrodi und seine Zeit 1810-1892. Ein Schweizer Künstlerleben im 19. Jahrhundert, Fehraltorf 1992, vgl. Abb. 26, S. 89; Ausst. Katalog: Carl Morgenstern und die Landschaftsmalerei seiner Zeit. Frankfurt am Main, Museum Giersch, 2011, Abb. 37. Ferentino ist ein mittelalterliches Städtchen in landschaftlich schöner Lage zwischen dem Apennin und dem Sacco-Tal gelegen. Seine Stadtmauern, in denen sich vorrömische, römische und mittelalterliche Bauelemente verbinden, gehören zu den schönsten des an antiken Stadtbefestigungen reichen Gebiets.
019-Io.J. Zeitgenössisch aquarellierte Umrißradierung, mit schwarzer Tuschlinie umrandet und mit braun laviertem ca. 1 cm breitem Rand, in der Platte links unten signiert ?Keiserman (sic!)?, auf Bütten mit Wasserzeichen: C & I Honig sowie bekröntes Posthornwappen. 31:43,5 cm. In lichten Gelb- und Blautönen aquarelliert, wie für L. Ducros und seinen Schüler Kaisermann üblich. Leicht fleckig, doch von sehr gutem Gesamteindruck.
007-Io.J. Aquarell, über Bleistift, dreifach umrandet, auf chamoisfarbenem Velin, links unten signiert ?Riepenhausen ad vivum del.?. 30,5:31,7 cm.