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19303358Couverture rigide 1ère Édition Edizioni Mondadori 1930 Milano 35x25 cm
(Codice IT/0416) Raccolta completa dei 192 fascicoli usciti dal 16/4/1887 al 31/12/1902,. Supplemento illustrato mensile del SECOLO. Rilegati in tre volumi in folio (43,5x31 cm). Il primo volume in tela rossa, cornice a secco, titolo oro alla copertina e dorso. Gli altri 2 volumi sono rilegati in mezza pelle rossa, titoli oro ai dorsi. Lieve usura a cerniere e cuffie. Minime tracce d'uso, uno strappo con piccola mancanza al margine del fascicolo di Nicosia. Pagine ben conservate, appena qualche lieve ingiallitura, ma in ottimo stato. Splendida colleziome. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Tre volumi di cm. 19,5, pp. viii, 415 (1); (4) 455 (1); (4) 400. Solida ed elegante legatura coeva in piena pelle. dorsi lisci con titoli su doppi tasselli bicolore e ricchi fregi in oro. Piatti inquadrtati da greche in oro, Qualche lieve brunitura dovuta alla qualità della carta, peraltro esemplare in ottimo stato di conservazione. Rara edizione originale di quest'opera in cui le descrizioni "...survivent et survivront comme une peinture vraie de l'Italie il y a cent ans, et comme un des plus charmants modeles de l'esprit francais si leger, si libre, si sceptique du XVIII siecle" (Dumesnil). Cfr. Fossati-Bellani, 438.
Quattro volumi di cm. 16,5, pp. 1.500 ca. complessive. Frontespizi in rosso e nero, antiporta figurata al primo volume e 76 tavole incise in rame, molte delle quali ripiegate fuori testo. Legatura coeva in piena pelle, dorsi a piccoli nervi con titoli e ricchi fregi in oro, tagli rossi e sguardie marmorizzate. Bell'esemplare, senza difetti, genuino e ben conservato con solo piccole mancanze alle cuffie, senza pregiudicare la solidità della legatura. Certamente una delle più classiche descrizioni dell'Italia del tempo, abbondantemente celebrata dalle bibliografie tematiche. Si dice che fu la guida preferita per Goethe, De Brosses e Montesquieu nelle loro peregrinazioni italiane.
Cm. 31, pp. (40) 371 (9). Marchio tipografico al frontespizio, ritratto dell'autore inciso in rame su una tavola fuori testo, alcune medaglie nelle preliminari, testate, finalini e capolettera figurati. Legatura coeva in pergamena con titoli ms. al dorso. Aloni chiari al margine di alcune sezione di carte, peraltro esemplare marginoso, genuino e ben conservato. Importante opera storica sull'origine degli Insubri compilata dal Puteano durante il suo periodo di permanenza a Lovanio dove si era recato per assumere la cattedra di lettere dopo la morte del Lipsio. Non citata dalle principali bibliografie (compreso Lozzi e Piantanida). Cfr. Graesse V, 512. Raro.
In 4° (mm 320x270); pregevole album appartenuto a "Clara N. Field 1879" come riporta una nota manoscritta all'inizio, ex libris Mrs. Telford Field al contropiatto. Composto da 28 carte con 52 fotografie di diversa dimensione (45 a tutta pagina in formato cm 20x28 circa, 7 di misura cm 9x15 circa), datate 1779 e 1880, l'album è la testimonianza di un viaggio realizzato in questi due anni. Le belle foto rappresentano Cannes (5), Monaco (3), datate 1880, Pisa (4), Firenze (9), Venezia (8), Bellagio, villa Serbelloni, villa Melzi, lago di Como (9), lago Maggiore (2), Milano (4), Torino (4), Ginevra (2), località anonime alla fine (2).<BR>Gli scatti immortalano vedute, paesaggi, monumenti, chiese e sono in parte realizzate in esclusiva, in parte degi archivi Alinari, in parte del fotografo comasco Bosetti. Molto interessante la veduta di Torino con la Mole in costruzione non finita, non comuni le vedute delle guglie del duomo di Milano. Bellissimo esemplare con minimi difetti alla legatura, qualche restauro alle cuffie. <BR>
In-24 gr. (mm. 148x95), mz. pelle ottocentesca (cerniere restaur., abras. al piatto), dorso a cordoni con filetti oro, 16 cc.nn. compreso il frontespizio entro pregevole cornice architettonica (leggerm. rifilata) e con 2 graziosi capilettera figurati a vignetta, inc. su legno. “Sullo stesso tema amatorio dell’"Amator", e forse fondate su esperienze personali, sono "Deifira" ed "Ecatomfilea", dialoghi volgari che ebbero poi presso la stampa fortuna migliore delle opere volgari maggiori dell’Alberti. Nell’"Ecatomfilea" vengono dati consigli da una donna provetta nell’amore alle sue giovani ascoltatrici per insegnare loro come si ottiene e si conserva l’affetto dell’amante: l’opera corrisponderebbe, in certo senso, all’"Ars amatoria"”. Così Diz. Biografico Italiani, I, p. 703 e segg. Cfr. Short-Title Cat. British Library, p. 15 - Sander,I,149 - Brunet,I,131 e Graesse,I,53 citano altre ediz. del ‘500, tra cui la prima del 1491, Venezia. Esemplare ben conservato, raro.
"Carlo Ludovico Ragghianti, CADMA’s chairman, described the exhibition’s aim as ‘to perfect the quality of the Italian handicrafts by means of collaboration between artists and craftsmen’. Ragghianti described this ‘experiment’ as ‘part of a wider plan of action devoted to the revival and development of Italian handicrafts and [...] to the harmonising of Italian handicraft production with foreign and especially American, requirements’. Exhibits included ceramics, furniture, silverware and textiles designed by artists including Renato Guttuso, Fontana, Melotti, Giorgio Morandi and an abstract sculpture by the architect Sottsass. The catalogue, designed by the artist and designer Bruno Munari, reveals the unevenness of this collaboration – or at least its representation. Although no paintings were included in the exhibition, the cut-out corrugated cardboard cover depicts the creative work of the artist rather than artisan: a painter at his easel rather than a potter at his wheel. This is continued inside: the names and profiles for the thirty six artists and one architect are included but no details of the makers themselves are given – these are Sabatino’s anonymous ‘ghosts of the profession’ mentioned in the introduction. "Handicrafts as a Fine Art in Italy" was arguably one of the first exhibitions to present craft as art in post-war America. It precedes the larger MoMA exhibition XX Century Italian Art from 1949, which included terracotta and ceramic works by Arturo Martini and Fontana and which Lisa Hockemeyer has argued ‘demonstrates the curators’ acceptance of ceramic as a sculptural medium’. Both exhibitions in fact predate the widespread acceptance of the use of clay for artistic expression in the American context – as seen in the New York art world’s resistance to the Abstract Expressionist ceramics of Peter Voulkos and his Californian cohorts. It illustrates the difference of the concept of craft and art in the Italian context: for Hockemeyer, these artists’ use of clay was a result of the breakdown of hierarchies between the fine and decorative arts that occurred in the 1930s. It also speaks of the embryonic status of the field of design, in which there was an openness to who the modernisers of Italy’s crafts would be - artists or architects." A cura di Bruno Munari, una introduzione di Carlo Ludovico Ragghianti e le presenze di Afro, Mirko, Enrico Bordoni, Broggini, Campigli, Pietro Cascella, Casorati, Cherchi, Clerici, Consagra, De Pisis, Fabbri, Fontana, Fornasetti, Renato Gregorini, Guerrini, Guttuso, Levi, Paola Levi Montalcini, Marino, Melotti, Giovanni Michelucci, Morandi, Adriana Pincherle, Anita Pittoni, Pizzinato, Emanuele Rambaldi, Santomaso, Sassu, Carlo Sbisà, Maria Signorelli, Ettore Sottsas jr., Enrico Steiner, Nino Ernesto Strada, Turcato, Gianni Vagnetti. La mostra è presentata dalla CADMO, creata a Firenze dall’italo-americano Mar Ascoli, come organizzazione italiana della Fondazione americana "Handicraft Development Inc." con sede nella Casa dell’Artigianato Italiano dovuta all’architetto triestino Gustavo Pulitzer Finali. Stampato a Milano da Piero Bortolotti — Testi: Munari Bruno, Ragghianti Carlo Lodovico. pagg. 80; BN; rileg. cartone corrugato. Editore: Handicraft Development, New York, 1948.
Bella e importante cartografia del Ducato di Ferrara, che copre anche parte del Bolognese e del Modenese, nella sua terza e ultima edizione, con dedica a Francesco II d'Asburgo-Lorena (1792-1806)Terzo stato della carta, datato 1800.Incisa da Andrea Bolzoni fu pubblicata per la prima volta da Ambrogio Baruffaldi nel 1758, poi nel 1782, e infine nel 1800.Di prevalente interesse idrografico, la carta è interessante perché per la prima volta vengono messi in risalto l’insediamento e la rete viaria del Ferrarese.In calce al cartiglio con il titolo, è abrasa la sottoscrizione "Ambrogio Baruffaldi giudice d'argini e geometra ferrarese" Incisione su rame, montata su tela a stacchi, coloritura coeva, tracce d'umidità, nel complesso in buono stato di conservazione. Large and important map of the Duchy of Ferrara, which also covers part of the Bologna and Modena' area, in the third and final edition, with the dedication to Francis II (1792-1806).Third state of the map, engraved by Andrea Bolzoni was published for the first time in 1758, then in 1782 and finally in 1800.Intersting from the hydrographic interest, the map is also interesting because for the first time the settlement and the road network of the Ferrara are highlighted.At the end of the description, in the cartouche with the title, the editor' signature is erased.Copper engraving, mounted on canvas, some dampstains, otherwise in good condition. Alberto Alberghini, Ferrara. La storia di un territorio in una collezione di mappe e vedute dal XV al XX secolo, 2008; Angela De Vanna, La rappresentazione cartografica del territorio ferrarese: simbolismo e scientificità
192611007Paris, L'Estampe Moderne, 1926 ; petit in-4, broché, chemise-étui de l'éditeur recouverts de papier simili-percaline à décor japonisant blanc et doré sur fond bleu-de-Prusse ; 207, (3) pp., couverture crème rempliée illustrée en couleurs et en tout 27 illustrations originales en couleurs dont 15 grandes têtes de chapitres gravées sur cuivre et toutes coloriées au pochoir, certaines rehaussées à l'or ou à l'argent, plus 14 petits dessins en noir et blanc.
3 vol. in-8, pp. (4), 367; (4), 307; (4), 365; attraente leg. del tempo m. pelle, dorsi a nervi con tit. e fregi in oro ed a secco, piatti in percallina con riquadri a secco. Con 47 tav. f.t. (su 50, mancando le tav. n. X, XIII e XLII, probabilmente non inserite in origine) inc. in rame e 4 pp. di musica f.t. (tarantella). Prima edizione di questo raro viaggio in Italia, raccontato attraverso 71 lunghe lettere che descrivono ampiamente bellezze naturali ed artistiche, usi e costumi, curiosità, ecc. dell'Italia meridionale (soprattutto Puglia e Campania) e centrale (Lazio e Toscana). Di grande freschezza i rami, molti su doppia pagina, che mostrano graziose vedute di città e località, alcune delle quali non raffigurate altrove, tutte disegnate e finemente incise dal Castellan, membro onorario della Reale Accademia di Belle Arti di Parigi: tra le altre Otranto, Brindisi, Bari, Mola, Ariano, Avellino, Terracina, Napoli, Tivoli, Firenze, Fiesole, Pratolino, Monte Senario, Vallombrosa. In fine 4 pagine di musica inc. con ''Airs de la Tarantule''. Esempl. molto bello, intonso.. Manca a Fossati-Bellani (che al n. 490 registra l'ediz. inglese, 1820). Pine-Coffin 819.10, note..
2 Voll. In-4°, legatura ottocentesca in mezza pelle e punte, con titoli e fregi in oro al dorso, pp. 148 e 146 di testo. Frontespizi incisi con vignetta, ritratti di Vittorio Emanuele II e Napoleone III in antiporta, 6 carte a colori a doppia pagina e 128 belle incisioni in acciaio su altrettante tavole fuori testo. Apertura alla cerniera del piatto anteriore del secondo volume (il piatto è tenuto insieme solo dai nervi), piccole spellature alle legatura; leggere fioriture sparse, ma buon esemplare.
In-24 gr. (mm. 138x75), 2 opere in 1 vol., legatura settecentesca in p. vitellino, cornice a secco e oro ai piatti, decoraz. e titolo oro su tassello al dorso, 112 cc.num., 6 cc.nn., 2 cc bianche, vignetta xilografata al frontesp. Vi sono contenuti: “La seconda libraria del Doni” e il “Discorso sopra l'Academie d'Italia, titoli, cognomi & opere scritte vulgarmente.” (s.e., 1577). Cfr. Ricottini Marsili-Libelli "Anton Francesco Doni",67 (la I ediz. è del 1551, Marcolini). Unito: "La libraria del Doni fiorentino". Nella quale sono scritti tutti gli Autori volgari, con cento discorsi sopra quelli. Tutte le tradottioni fatte dall'altre lingue, nella nostra, & una tavola generale, come si costuma fra Librari.. In Vinegia, presso Altobello Salicato, 1580, cc.nn. 12, cc.num. 90, marca tipografica al frontesp. Cfr. Ricottini Marsili-Libelli,70: "Ristampa con poche varianti della giolitina del 1550". Cfr. Bongi,II, pp. 38-43: "Le due "Librarie" del Doni, furono, come tutti sanno, i primi saggi di bibliografia italiana.. La prima, anche nella sua sostanza come catalogo bibliografico, è importante per esservi accennati la massima parte dei libri volgari che allora erano a stampa..". Con qualche lieve e uniforme arross. e fiorit. nel I vol., altrimenti esemplare ben conservato.
Carta geografica della penisola, per la prima volta stampata da Laurent Fries nel 1522. La prima edizione della Geographia di Tolomeo curata da Fries fu pubblicata a Strasburgo nel 1522, con le carte che furono copiate e nuovamente incise da quelle di Martin Waldseemülleer dell'edizione di Tolomeo del 1520 e testo a cura di Pirckheimer. Nel 1525 viene stampata una seconda edizione a Strasburgo. Alla scomparsa del Fries e del Gruninger, le matrici furono acquistate dai fratelli Melchior e Gaspar Treschel che ne stampano una terza edizione a Lione nel 1535. Per il testo i due editori si servirono della supervisione di Michael Servetus, che curò la revisione del testo del Pirckheimer. Infine, nel 1541, Gaspare Treechsel pubblica a Vienne, nel Delfinato, questa quarta edizione, sempre con testo di Serveto. In questa edizione, rispetto alla prima di Strasburgo del 1522, il testo subì numerose modifiche, correzioni e aggiunte, ma i legni non furono modificati. In questa edizione del 1541 viene modificato solo il titolo che non è accompagnato da nastro. Esemplare tratto dall’edizione del 1525, del Claudii Ptolemaei Alexandrini Geographicae Enarrationis. Xilografia, finemente colorata a mano, in ottimo stato di conservazione. Map of the peninsula, first printed by Laurent Fries in 1522. The first edition of Ptolemy's Geographia edited by Fries was published in Strasbourg in 1522, with the maps being copied from those of Martin Waldseemülleer's 1520 edition of Ptolemy and text edited by Pirckheimer. In 1525 a second edition was printed in Strasbourg. At the death of Fries and Gruninger, the plates were purchased by the brothers Melchior and Gaspar Treschel, who printed a third edition in Lyon in 1535. For the text, the two editors used the supervision of Michael Servetus, who edited Pirckheimer's text. Finally, in 1541, Gaspare Treechsel published in Vienne, in the Dauphiné, this fourth edition, again with Servetus' text. In this edition, compared to the first edition of Strasbourg in 1522, the text underwent numerous changes, corrections and additions, but the woods were not changed. In this edition of 1541 is modified only the title that is not accompanied by tape. Example from the Claudii Ptolemaei Alexandrini Geographicae Enarrationis, showing text and title on the back, printed in Lyon in 1525. Woodcut, fine later hand colouring, very good condition. Rare. R. Borri "L'Italia nelle antiche carte…" (2011), scheda 25.
In-16 gr. (mm. 190 x 130), mz. pergam. settecentesca, titolo oro su due tasselli al dorso, tagli rossi, 138 cc.nn., marca tipografica al frontespizio; ornato da testatine, grandi iniziali figur. a vignetta e finalini, inc. su legno. "Prima edizione", dedicata a Carlo Emanuele di Savoia in occasione delle R. Nozze con Caterina d'Austria. Cfr. Gamba: "Rara. Ha il merito d'esser tenuta per la prima ediz. che siasi fatta. Contiene il testo compiuto, e serba eziandio qualche lezione migliore di quelle che stanno nelle più riputate ristampe di Venezia" - Razzolini, pp. 179-180. Cfr. anche Cat. Piantanida,III,4075: “E’ la pastorale più importante dopo l’Aminta e con quella apre la numerosa serie di questo genere teatrale che nel Seicento ebbe il suo maggior sviluppo e la migliore fortuna; le sue ristampe furono moltissime (si videro oltre quaranta ediz. prima della morte dell’A. e quelle posteriori neppure si contano); fu adattata in ogni maniera, tradotta in molti dialetti italiani (specialmente in quello napoletano ed in quello bergamasco) e nelle principali lingue straniere”. Leggerm. corto di margini, con tracce d’uso ma buon esemplare.
17822767AB[Paris], [Desaint], [ca.1782]. 29,5 x 23 cm. 36 Kupferstiche (2 Landkarten, 34 Stadtpläne und Ansichten)- Original Halbleder (Hardcover) ggpr. RS, Sprenkelpapier, Fadenheftung auf 5 echten Bünden, Vollrotschnitt. [3 Warenabbildungen] Einband etwas bestoßen, beschabt und berieben. Kapitale mit Fehlteilen. Rückenschild beschabt. Tafeln nur vereinzelte (Braun)Flecken.
1987240801987 Gouache sur panneau de bois, (1950), 40 x 95 cm.
2 Voll. In-4°, legatura romantica editoriale in tutta tela con ricchi fregi in oro e a secco al dorso e ai piatti, pp. VIII-544 e (4)524. Completo delle 46 bellissime incisioni su tavole fuori testo realizzate dai fratelli Rouargues, di cui 12 colorate a mano. Il primo volume tratta la 'Partie Septentrionale', il secondo la 'Partie Méridionale'. Applicata al foglio di guardia del primo volume una lettera autografa firmata dell'autore. Apertura alla cerniera del piatto posteriore del secondo volume; fioriture e bruniture sparse, ma nel complesso buon esemplare.
RARISSIMA carta corografica della diocesi marsicana pubblicata nel 1735 da Diego de Revillas ed incisa da Giovanni Battista Sintes. Nel cartiglio a sinistra troviamo il titolo: “Marsorum diocesim nunc primum trigonometrice delineatam et veteribus quae in eâ extant monumentis vel ineditis vel emendatis adornatam illustriss. ac reverendiss. domino D. Josepho Baronio vigilantiss, Marsorum episcopo / didacus de Revillas Abbas Hieronymianus in Rom. Sap. Archigymnasio Publ. Matheseos Prof. regia Londinensis Societatis et Acad. Instituti scientiarum Bononien. Sodalis obsequii et amicitiae tesseram D. D. D. a. d. MDCCXXXV.” Più in basso, “Jo. Bapta. Sintes sculpsit Romae sup. pmisso”La carta costituisce uno dei primi tentativi di applicare le misurazioni trigonometriche per costruire una carta geografica. Descritta da Roberto Almagià “Primo saggio storico di cartografia abruzzese” (pp. 188 – 204) in Rivista abruzzese di scienze, lettere ed arti. Anno XXVII-Fascicolo I (1912):“Una carta assai migliore della diocesi marsicana fu pubblicata a parte, nel 1735, da Diego de Revillas, un dotto abate milanese, probabilmente di origine spagnuola, professore di matematiche nella Sapienza di Roma, e autore di qualche lavoro cartografico, di scritti metereologici ecc. Essa è peraltro rarissima: l’unico esemplare da me visto è in una delle così dette “Raccolte Lafrery” della Biblioteca Nazionale di Roma. È una incisione in rame che misura cm 67,5 x 43. […] Tutto intorno al quadro, come pure in basso a destra, sono figurate lapidi antiche: in alto vi sono leggende esplicative e due piccole vedute, una delle rovine di un tempio, l’altra del Fucino e del suo emissario. In alto a sinistra vi è pure la scala, che risulta all’incirca di 1:112 425. Manca qualunque graduazione e indicazione di coordinate ai margini. Nell’insieme la carta è del tipo di quelle a grandi ornati, assai in uso alla fine del Seicento e nella prima metà del Settecento.I monti in prospettiva, con ombre a destra, sono allacciati in catene, in modo da dare una discreta rappresentazione dell’orografia; si legge: Monti Appenini, e, nella catena marsicana, M. Argatone e M. Marsicano; è indicato anche il Velino. Il disegno dei fiumi è buono come pure la forma del Fucino. Entro il lago è una rosa di otto venti; vi è pure l’emissario Claudio. A SE di Verrecchie è scritto «Salto F, che si ascende sotto terra e rinasce a Tagliacozzo». Sono rappresentati, con piccoli gruppi di case, gli abitati e anche le chiese isolate in campagna e i ruderi; inoltre con due linee parallele, le strade. Noto parecchi nomi interessanti: Campi Palentini, Piano di Marcio (ad est del Fucino), Campo Mizzio, Valle Arciprete, Valle Regia, Valle di Nerva, Valle Roveto, Forca Carosa o Furca Ferrati, e, lì presso, Mons Imeus. Mancano i confini della diocesi.Quale siano stati la portata e il valore delle operazioni di triangolazione che serviron di base a questa carta non è possibile dire; per quella della Diocesi tiburtina, menzionata e lodata dai PP. Boscovich e Maire si sa che l’Autore aveva fatto più di 150 misure angolari; la nostra della diocesi marsicana appare in complesso meno esatta, ma si riattacca indubbiamente allo stesso ordine di lavori. Comunque, è da ricordare che queste operazioni trigonometriche, compiute dal Revillas prima del 1735, sono state le prime di tal genere che si eseguirono in Abruzzo, anzi in tutta l’Italia centrale, e nella nostra regione, restarono, come si vedrà, per lungo tempo le sole.”Acquaforte, impressa su carta vergata coeva, con margini, tracce di colla al verso, in ottimo stato di conservazione.Bibliografia: Roberto Almagià “Primo saggio storico di cartografia abruzzese” (pp. 188 – 204) in Rivista abruzzese di scienze, lettere ed arti. Anno XXVII-Fascicolo I (1912); Ignazio Galli , Diego de Revillas e le prime osservazioni meteorologiche a Roma, in Memorie della Pontificia Acc. Romana dei Nuovi Lincei, vo... RARISSIMA carta corografica della diocesi marsicana pubblicata nel 1735 da Diego de Revillas ed incisa da Giovanni Battista Sintes. Nel cartiglio a sinistra troviamo il titolo: “Marsorum diocesim nunc primum trigonometrice delineatam et veteribus quae in eâ extant monumentis vel ineditis vel emendatis adornatam illustriss. ac reverendiss. domino D. Josepho Baronio vigilantiss, Marsorum episcopo / didacus de Revillas Abbas Hieronymianus in Rom. Sap. Archigymnasio Publ. Matheseos Prof. regia Londinensis Societatis et Acad. Instituti scientiarum Bononien. Sodalis obsequii et amicitiae tesseram D. D. D. a. d. MDCCXXXV.” Più in basso, “Jo. Bapta. Sintes sculpsit Romae sup. pmisso”La carta costituisce uno dei primi tentativi di applicare le misurazioni trigonometriche per costruire una carta geografica. Descritta da Roberto Almagià “Primo saggio storico di cartografia abruzzese” (pp. 188 – 204) in Rivista abruzzese di scienze, lettere ed arti. Anno XXVII-Fascicolo I (1912):“Una carta assai migliore della diocesi marsicana fu pubblicata a parte, nel 1735, da Diego de Revillas, un dotto abate milanese, probabilmente di origine spagnuola, professore di matematiche nella Sapienza di Roma, e autore di qualche lavoro cartografico, di scritti metereologici ecc. Essa è peraltro rarissima: l’unico esemplare da me visto è in una delle così dette “Raccolte Lafrery” della Biblioteca Nazionale di Roma. È una incisione in rame che misura cm 67,5 x 43. […] Tutto intorno al quadro, come pure in basso a destra, sono figurate lapidi antiche: in alto vi sono leggende esplicative e due piccole vedute, una delle rovine di un tempio, l’altra del Fucino e del suo emissario. In alto a sinistra vi è pure la scala, che risulta all’incirca di 1:112 425. Manca qualunque graduazione e indicazione di coordinate ai margini. Nell’insieme la carta è del tipo di quelle a grandi ornati, assai in uso alla fine del Seicento e nella prima metà del Settecento.I monti in prospettiva, con ombre a destra, sono allacciati in catene, in modo da dare una discreta rappresentazione dell’orografia; si legge: Monti Appenini, e, nella catena marsicana, M. Argatone e M. Marsicano; è indicato anche il Velino. Il disegno dei fiumi è buono come pure la forma del Fucino. Entro il lago è una rosa di otto venti; vi è pure l’emissario Claudio. A SE di Verrecchie è scritto «Salto F, che si ascende sotto terra e rinasce a Tagliacozzo». Sono rappresentati, con piccoli gruppi di case, gli abitati e anche le chiese isolate in campagna e i ruderi; inoltre con due linee parallele, le strade. Noto parecchi nomi interessanti: Campi Palentini, Piano di Marcio (ad est del Fucino), Campo Mizzio, Valle Arciprete, Valle Regia, Valle di Nerva, Valle Roveto, Forca Carosa o Furca Ferrati, e, lì presso, Mons Imeus. Mancano i confini della diocesi.Quale siano stati la portata e il valore delle operazioni di triangolazione che serviron di base a questa carta non è possibile dire; per quella della Diocesi tiburtina, menzionata e lodata dai PP. Boscovich e Maire si sa che l’Autore aveva fatto più di 150 misure angolari; la nostra della diocesi marsicana appare in complesso meno esatta, ma si riattacca indubbiamente allo stesso ordine di lavori. Comunque, è da ricordare che queste operazioni trigonometriche, compiute dal Revillas prima del 1735, sono state le prime di tal genere che si eseguirono in Abruzzo, anzi in tutta l’Italia centrale, e nella nostra regione, restarono, come si vedrà, per lungo tempo le sole.”Acquaforte, impressa su carta vergata coeva, con margini, tracce di colla al verso, in ottimo stato di conservazione.Bibliografia: Roberto Almagià “Primo saggio storico di cartografia abruzzese” (pp. 188 – 204) in Rivista abruzzese di scienze, lettere ed arti. Anno XXVII-Fascicolo I (1912); Ignazio Galli , Diego de Revillas e le prime osservazioni meteorologiche a Roma, in Memorie della Pontificia Acc. Romana dei Nuovi Lincei, vo...
In-4 gr., 2 volumi, tela editoriale, taglio super. dorato. L’opera è così composta: - "Trine ad ago", s.d., II edizione (la I è del 1908), diviso in 4 parti, con le ill. fotografiche nel t. applic. alla pag. Parte I. "Modano" / "Fili tirati" / "Buratto", pp. 56, con 40 figure nel t. e 38 tavv. f.t. - Parte II. "Punto a reticello", pp. 22, con 19 figure nel t. e 54 tavv. f.t. - Parte III. "Punto in aria", pp. 28, con 22 figure nel t. e 54 tavv. f.t. - Parte IV. "Macramé. Punto avorio. Sfilature. Uncinetto", pp. 4, con 2 figure nel t. e 14 tavv. f.t. - "Trine a fuselli", 1911, I ediz., con tutte le ill. fotografiche, nel t. e f.t., applic. alla pag., pure diviso in 4 parti (precedute da una "Introduzione"), pp. 27, con 13 ill. di cui 1 tav. a colori. Parte I. "Venezia", da p. 31 a 76, con 33 figure nel t. e 16 tavv. f.t. - Parte II. "Genova", pp. 30, con 21 figure nel t. e 24 tavv. f.t. - Parte III. "Milano", pp. 16, con 11 figure nel t. e 24 tavv. f.t. - Parte IV. "Abruzzi", pp. 26, con 32 figure nel t. e 14 tavv. f.t. Delle figure nel t., numerose sono a p. pag. e riproducono celebri dipinti in cui i personaggi rappresentati indossano abiti impreziositi da trine (colletti, maniche, ecc.). Le “trine ad ago” sono tutte e sempre veneziane (se si eccettuano i "fili tirati" siciliani, piuttosto ricami che trine) e prendono nome dal modo di esecuzione: "reticello, punto in aria, ecc."; le “trine a fuselli” invece sono dette di Venezia, di Genova, ecc., perchè assumono il nome della località da cui provengono e da cui traggono i loro caratteri particolari. Ricercato ed importante repertorio, raro se completo. Un volume con qualche fiorit. e alone, altrimenti esemplare su carta distinta, ben conservato.
82229Londres John Smith, William Byrne and John Emes 1792-1796 1 vol. relié 2 tomes reliés en un vol. in-folio, maroquin bleu de Prusse à grain long, dos à nerfs rehaussé de frises et filets dorés, blason doré frappé au centre du premier plat avec double et simple filets dorés en encadrements, coiffes guillochées, roulettes dorées sur les coupes, bordure intérieure de dentelle dorée, non paginé. Premier tirage de ce superbe album dédié à la reine Charlotte et comprenant une carte générale en frontispice et 72 planches gravées des plus beaux sites d'Italie. Chef-d'oeuvre du peintre aquarelliste anglais John "Warwick" Smith (1749-1831), ces compositions pré-romantiques sont gravées en taille-douce par T. Medland, William Byrne, John Emes, J. Schuman, et accompagnées de légendes en anglais et en français par Tomkins. Exemplaire relié aux armes du marquis de Stafford avec son ex-libris gravé. Quelques rousseurs éparses et reliure épidermée. Rare.
82229Londres John Smith, William Byrne and John Emes 1792-1796 1 vol. relié 2 tomes reliés en un vol. in-folio, maroquin bleu de Prusse à grain long, dos à nerfs rehaussé de frises et filets dorés, blason doré frappé au centre du premier plat avec double et simple filets dorés en encadrements, coiffes guillochées, roulettes dorées sur les coupes, bordure intérieure de dentelle dorée, non paginé. Premier tirage de ce superbe album dédié à la reine Charlotte et comprenant une carte générale en frontispice et 72 planches gravées des plus beaux sites d'Italie. Chef-d'oeuvre du peintre aquarelliste anglais John "Warwick" Smith (1749-1831), ces compositions pré-romantiques sont gravées en taille-douce par T. Medland, William Byrne, John Emes, J. Schuman, et accompagnées de légendes en anglais et en français par Tomkins. Exemplaire relié aux armes du marquis de Stafford avec son ex-libris gravé. Quelques rousseurs éparses et reliure épidermée. Rare.
RARITA’ CARTOGRAFICA Sconosciuta piccola carta geografica con imprint di Pietro Zancon e data 1794, appartenente a un non documentato atlante in miniatura dal titolo “Atlante tascabile per le dame”, suddiviso in tre tomi, stampati “IN VENETIA Presso G. Zatta”, senza data ma circa 1795. Si tratta di carte da visita – con un apposito spazio bianco dove apporre il proprio nome – dove compare l’imprint o di Pietro Zancon (accompagnato dalla data 1794) o di Giacomo Zatta (con data 1794 o 1795), che, come si legge sul frontespizio, risulta l’editore dell’opera. Possiamo ipotizzare che la serie, iniziata da Zancon fu poi terminata dallo Zatta. Sulla carta dell’Italia – presumibilmente la prima tavola dell’opera – compare stampato il nome di Chiara Minelli Rota, nobildonna veneziana che sposò Antonio Rota nel 1794; tutte le restanti 65 carte recano lo spazio bianco privo di nome. In precedenza, le carte erano note solo attraverso una serie, priva di imprint editoriale, venduta 21 anni fa (1999) dall’Antiquariaat Haas di Bedburg Hau; parlando con Stephan Haas, la serie, priva di titolo e dati editoriali si componeva di 70 mappe. Le carte furono vendute separatamente sotto il nome di G. Bonatti, firma dell’incisore che si trova nella carta della Francia. In seguito, le tavole furono attribuite a Pietro Zaricen da Geoffrey King (cfr. Miniature Antique Maps, p. 181). Il nome dello Zaricen viene dedotto dalla carta della contea del Roussillon, che reca l’iscrizione “Venezia 1794 App.o P. Zancon”, letto erroneamente come Zaricen. Lajos Szantai include la carta dell’Ungheria nella sua cartobibliografia, traducendo il nome dell’autore in Zancen (cfr. Atlas Hungaricus 1528-1850). Sempre King, che non menziona nessuna carta firmata da Zatta, sostiene che “About the turn of the century a signed card of the first edition, with a map of the province of Roussillon in the south of France, was seen at an Ephemera Society Fair in London”. Questo esemplare sembrerebbe oggi quello conservato alla Yale University Library [1978 351], che lo descrive composto da 70 carte geografiche. Non sappiamo se sia il numero totale delle mappe, e l’assenza di un indice o dell’elenco non consente di stabilire l’esatto numero delle carte che lo compongono. http://hdl.handle.net/10079/bibid/3611852Confrontando le carte erroneamente attribuite allo Zaricen ci si accorge che la lastra è abrasa in corrispondenza della firma di Zancon o Zatta. Molto scarse sono le notizie sulle carte che possiamo ora definire “ex Zaricen”. Jason Hubbard nella sua bibliografia recente sulle carte del Giappone raffigura la carta priva dell’imprint “App.o G. Zatta” attribuendola - sulla base delle informazioni bibliografiche finora note – a Giuseppe Bonatti e Pietro Zaricen: “This is one of the 70-odd geographical cards, printed on one side only, acquired by the Haas brothers in 1999. The cards cover countries around the world and include detailed map of Italian provinces. The card with the map of France carries the inscription: G. Bonatti fece; and it is presumed that Bonatti engraved all of them although this is questioned by King” (cfr. J. Hubbard, Japoniae Insulae, n. 124). Il nostro esemplare della carta della Francia, che reca l’imprint “Venezia 1794, App.o P. Zancon” reca in basso a destra la firma di Bonatti sopra menzionata. Dunque, l’unica differenza tra questa serie di sconosciute carte sembra essere la presenza degli imprint editoriali di Zancon e Zatta, accompagnati dalla data 1794 o 1795. Giuseppe Bonatti è menzionato da V. Valerio nella qualità di incisore cresciuto alla scuola Remondini di Bassano, autore di alcune carte per l’atlante di Pazzini Carli (Siena, 1788-1800) e per l’Atlante Geografico di Carlo Antonio Barbiellini (Milano, 1807). Dal 1809 in poi lavorò come incisore per il Deposito della Guerra di Milano (cfr. V. Valerio, Cartografi Veneti, p. 153). Pietro Zancon era, assieme ... A GREAT RARITY Unknown small map with imprint by Pietro Zancon and date 1794, belonging to an undocumented miniature atlas entitled “Atlante tascabile per le dame” (Pocket Atlas for ladies), divided into three volumes, printed "IN VENETIA Presso G. Zatta", undated but about 1795. A rare set of visiting cards published in Italy features pretty little maps of all parts of the world - with a special white space where to put your name - where the imprint appears or of Pietro Zancon (accompanied by the date 1794) or Giacomo Zatta (with the date 1794 or 1795), who, as can be read on the title page, is the publisher of the whole Atlas. We can speculate that the series, started by Zancon was later terminated by Zatta. On the map of Italy is printed - presumably the first map of the work - the name of Chiara Minelli Rota, Venetian noblewoman who married Antonio Rota in 1794; all remaining 65 maps bear the blank space without names. Previously, the maps were known only through a series, without editorial imprint, sold 21 years ago (1999) by the Antiquariaat Haas of Bedburg Hau; speaking with Stephan Haas, the series, without title and printing details, consisted of 70 maps. The maps were sold separately under the name of G. Bonatti, the engraver's signature found on the map of France. Later, the plates were attributed to Pietro Zaricen by Geoffrey King (see Miniature Antique Maps, p. 181). The name of Zaricen is derived from the Roussillon county map, which bears the inscription "Venice 1794 App.o P. Zancon", incorrectly read as Zaricen. Lajos Szantai includes the map of Hungary in his cartobibliography, translating the author's name into Zancen (see Atlas Hungaricus 1528-1850). Always King, who does not mention any map signed by Zatta, said: "About the turn of the century a signed card of the first edition, with a map of the province of Roussillon in the south of France, was seen at an Ephemera Society Fair in London ". This copy would seem to be the one preserved in the Yale University Library [call number 1978 351], which describes it as being composed of 70 maps. We do not know if it is the total number of maps, and the absence of an index or list does not allow to establish the exact number of maps. http://hdl.handle.net/10079/bibid/3611852 Comparing the maps erroneously attributed to Zaricen one realizes that the plate is erased in correspondence with the signature of Zancon or Zatta. There are very little information on the maps, that we can now define as "ex Zaricen". Jason Hubbard in his recent bibliography on the maps of Japan depicts the map without the imprint "App.o G. Zatta" attributing it - on the basis of the bibliographic information so far known - to Giuseppe Bonatti and Pietro Zaricen: “This is one of the 70-odd geographical cards, printed on one side only, acquired by the Haas brothers in 1999. The cards cover countries around the world and include detailed map of Italian provinces. The card with the map of France carries the inscription: G. Bonatti fece; and it is presumed that Bonatti engraved all of them although this is questioned by King” (cf. J. Hubbard, Japoniae Insulae, n. 124). Our copy of the map of France, which bears the imprint "Venice 1794, App.o P. Zancon", also shows the signature of Bonatti mentioned at the bottom right. Therefore, the only difference between this series of unknown maps seems to be the presence of the addresses of Zancon and Zatta, accompanied by the date 1794 or 1795. Giuseppe Bonatti is mentioned by V. Valerio as an engraver raised at the Remondini school in Bassano, author of some maps for the atlas of Pazzini Carli (Siena, 1788-1800) and for the geographical atlas of Carlo Antonio Barbiellini (Milan, 1807). From 1809 onwards he worked as an engraver for the Milan Deposito della Guerra (see V. Valerio, Cartografi Veneti, p. 153). Pietro Zancon was, together with the most famous brother Gaetano, a native engraver of Bassano del Grappa, who grew up at the Remondini prin...
156081179XNew. Brand new and still unused unknown
1765372253London: Printed for and Sold by A. Dury 1765. Letterpress title printed in red and black in English and French. 11 double-page mapsheets hand colored in outline 2-leaf letterpress table i.e. the 12th sheet of the map numbered so at the upper right corner 2-leaf Remarques in French double-page index map of Republic of Genoa hand colored in outline 8 double-page mapsheets hand colored in outline. Lacks the index map of Sardinia. Folio 20-1/2x15 inches. Nineteenth century half calf and pastepaper boards worn. Maps toned. Provenance: General Theological Seminary inked stamp on title bookplates. Letterpress title printed in red and black in English and French. 11 double-page mapsheets hand colored in outline 2-leaf letterpress table i.e. the 12th sheet of the map numbered so at the upper right corner 2-leaf Remarques in French double-page index map of Republic of Genoa hand colored in outline 8 double-page mapsheets hand colored in outline. Lacks the index map of Sardinia. Folio 20-1/2x15 inches. Dury's edition of Giovanni Tommaso Borgonio's Carta corografica degli Stati di S.M. il Re di Sardegna on 25 sheets published 1683 and José Chaffrion's Carta dela rivera de Genoa 12 sheets 1685 comprising wall maps of Sardinia and Genoa bound in sheets as an atlas. ESTC N66751 locating 2 copies Printed for and Sold by A. Dury unknown