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Album contenente 98 fotografie, panorami e particolari, di luoghi del nord Italia: Lago di Como, Lago Maggiore, 37 di Milano, 47 Certosa di Pavia, 4 di Piacenza, 2 di Modena e 6 di Torino
In-16 p. (mm. 153x91), 2 volumi in 1 tomo, mz. pelle coeva con ang. (lievi abras.), titolo oro al dorso (piccole manc. anche alle cuffie), pp. XXXII,210,(6); (2),174. L’opera è così composta: - Volume I: frontespizio con vignetta xilografata; “Prefazione” anonima (di Ruffino Massa); “A chi legge” di Beccaria; testo del "Dei delitti e delle pene" diviso in 47 capitoli, ma con varie trasposizioni fra l’uno e l’altro capo dell’originale, introdotte di suo arbitrio dal Massa ed elencate da lui alle pp. XX-XXXII della “Prefazione”; “Tavola de’ capitoli della presente edizione” e “Tavola de’ capitoli dell’edizione originale (la paginazione di quest’ultimo indice corrisponde all’edizione “Harlem”, 1766, stampata a Livorno dal Coltellini). - Volume II: "Risposta ad uno scritto che s’intitola: Note ed Osservazioni sul libro ‘Dei delitti e delle pene’", Monaco (1784); frontespizio con vignetta xilografata; “A chi legge” (avvertimento anonimo del Massa sul contenuto del vol. II); “Variazioni e giunte da farsi alle Note critiche”; “Risposta ad uno scritto che s’intitola Note ed osservazioni..” (cioè la replica di Pietro e Alessandro Verri contro il Facchinei); “Commentario sopra il libro ‘Dei delitti e delle pene’ del Sig. di Voltaire”. Così Firpo “Ediz. Naz. Opere di Beccaria”,I, n. 21, p. 597. Alone per lo più margin. su una decina di carte, ma complessivam. esemplare ben conservato.
In-16 p. (mm. 152x102), mz. pergam. antica (risg. rifatti), tit. oro su tassello al dorso, 208 cc.num. (mal numer. 302), compreso il bel frontespizio figurato, con scene di cavalieri a piedi e a cavallo, e le scritte: “Fa che tu non faci a me quelo che tu non voi per Te” (in alto) - “Chi altri caza per se non possa” (in basso). "Rarissima seconda edizione" (la prima è di Giunta, 1519). Cfr. Sander,I,899 - Essling 2141 - Brunet,I, p. 773: “Edition peu commune, encore assez recherchée” - Gamba,1068 (in nota): “L’editore Biagio Bonaccorsi scrive che nelle stampe anteriori erano alcuni di questi componimenti imperfecti et ripieni di molti errori. Due volte si ristamparono in Venezia, Zoppino, 1522 e de’ Gregorii, 1524. Sono Egloghe, Canzoni, Sonetti, Laudi spirituali, Frottole e traduzioni delle Bucoliche di Mosco, di un’Elegia di Properzio, di alcuni Salmi di David, del "Dies irae", ecc.” - Adams,I, p. 112. “Il poeta fiorentino Girolamo Benivieni (1453-1542), seguace del Ficino, compose un poemetto allegorico latinizzante intitolato "Amore" ed espose la teoria dell’amor divino del maestro in una canzone cui Pico della Mirandola appose un ampio commento. Divenuto fervente seguace del Savonarola, ripudiò il passato, volse a significato religioso le sue poesie d’amore platonico-petrarchesche, e scrisse laudi e canzoni di viva ispirazione religiosa e ascetica”. Così Diz. Treccani,II, p. 203. Solo lieve alone al marg. infer., altrimenti esempl. ben conservato.
1704LBW00271Amsterdam Pierre Mortier 1704 442 x 534 mm.
1802LBW-823[Paris, 1802]. 270 x 405 mm.
1802LBW-825[Paris, 1802]. 252 x 399 mm.
1802LBW-824[Paris, 1802]. 266 x 451 mm.
Grande carta, murale, composta da quattro fogli uniti, tratta dal "Nuovo Atlante Geografico Universale delineato sulle ultime osservazioni", edito a Roma dal 1792 fino al 1801, opera che la Calcografia Camerale commissionò al Cassini al fine di sostituire l’ormai obsoleto "Mercurio Geografico". Giovanni Maria Cassini, Chierico Regolare Somasco fu geografo e cartografo, ma anche intagliatore di architetture e prospettive - uno dei migliori discepoli di Giovanni Battista Piranesi - Cassini fu uno degli ultimi sferografi italiani del Settecento ed i suoi globi ebbero una notevole diffusione, come pure questo "Nuovo Atlante Geografico". Incisione in rame, finemente colorata nei contorni, in ottimo stato di conservazione. Big wall map, made of four sheets, from the 'Nuovo Atlante Geografico Universale', with a decorative title cartouche, by Giovanni Maria Cassini, a Somasco monk. He was geographer and cartographer but he was also good at engraving architectural items and perspectives – he was one of the best disciples Giovanni Battista Piranesi had. Moreover, Cassini was one of the last artists to engrave spheres in the XVIII century and his globes were quite famous and widespread, and realized the most important Italian Atlas of the XVIII century; his maps always bear a cartouche, extremely rich in colours and details. Copperplate with fine later hand colour, in very good condition. Z. Davoli - R. Sanfelici - S. Zanasi ,"Terre di Langobardia", sch. 79.
In-24 gr. (mm. 136x94), p. pergam. ottocentesca, tit. impresso al dorso, tagli dorati, 15 cc.nn., 1 c.b., CCCXLVI cc.num. Dedicato, con parole di profonda devozione, a Lucrezia Borgia. Al fine “Vita” dell’autore “per Georgio Anselmo. Al. R. Messer Piramo di Pepuli”. Bella marca al frontespizio e grandi iniziali ornate, su fondo nero, inc. su legno. "Manca" la c. CXX, qui sapientemente riprodotta su carta antica. “Romanzo in tre libri del sacerdote parmense Iacopo Caviceo (1443-1511), pubblicato nel 1508. E’ la storia boccaccesca degli amori di due giovani, Peregrino e Ginevra, che l’autore finge d’aver ascoltato (in tre tempi) dall’ombra del protagonista stesso apparsogli in visione.. e reso piccante dalle numerose allusioni a uomini contemporanei e dalla lubricità di parecchi episodi. Godette al suo tempo di una grandissima popolarità; in mezzo secolo fu ristampato 19 volte e tradotto in francese e in castigIiano.” Così Diz. Opere Bompiani, IV, p. 394. Cfr. Choix de Olschki,IX,12693 - The British Library, p. 162 - Brunet,I,1701. Con frasi di appartenenza ms. e con piccolo timbro “Bibliotheca Heberiana” (timbro particolarmente apprezzato dai bibliofili perchè indica la provenienza dalla straordinaria biblioteca del londinese Richard Heber, 1733-1833, che arrivò a collezionare ca. 200.000 volumi antichi. Così Diz. Treccani,V, p. 735). Esemplare ben conservato. Raro.
Carta geografica della Valtellina tratta dal "Ostreichischer Loberkrantz" di Schinborner e Lundorp pubblicato a Francoforte nel 1627-8. La mappa è comunemente detta "del Marchese di Couvre" che era il Generale al comando delle truppe francesi. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia: Scheffer , Cartografia antica della Rezia, 27 ; Bianchi, Valtellina, Valchiavenna e Grigioni sotto la lente. Antica cartografia dal XVI al XVIII secolo, 61. Map of Valtellina form the "Ostreichischer Loberkrantz" by Schinborner and Lundorp published in Frankfurt in 1627-8.
Carta geografica dell'Italia settentrionale. La firma dell'editore Justus Dankerts, defunto nel 1601, dovrebbe collocare l'esecuzione di questa carta entra tale anno, che rappresenta anche l'anno di inizio della guerra di Successione spagnola a cui fa riferimento il titolo. La grande casa editrice dei Dankerts nel 1680 iniziò a raccogliere le proprie carte in un unico atlante, di cui curò svariate edizioni fino circa al 1700. Successivamente le lastre dei Dankerts furono acquistate dalla famiglia Ottens che le pubblicarono, con la loro firma, verso il 1720. Incisione in rame, due fogli uniti, magnifica coloritura coeva con ritocchi, in perfette condizioni. Bibliografia: Terre di Langobardia p. 88, 35. Old coloured, detailed, copper engraving of north Italy.
219931Paris, chez l'auteur, F. A. David, 1787-1801 7 vol. in-4, avec 551 planches gravées sur cuivre, veau fauve écaille, dos à nerfs cloisonnés et fleuronés, pièces de titre et de tomaison, encadrement de triple filet doré sur les plats, tranches dorées, hachuré doré en encadrement sur les contreplats (reliure de l'époque). Quatre coiffes usées, usures aux coins.
Carta geografica della penisola, per la prima volta stampata da Laurent Fries nel 1522. La prima edizione della Geographia di Tolomeo curata da Fries fu pubblicata a Strasburgo nel 1522, con le carte che furono copiate e nuovamente incise da quelle di Martin Waldseemülleer dell'edizione di Tolomeo del 1520 e testo a cura di Pirckheimer. Nel 1525 viene stampata una seconda edizione a Strasburgo. Alla scomparsa del Fries e del Gruninger, le matrici furono acquistate dai fratelli Melchior e Gaspar Treschel che ne stampano una terza edizione a Lione nel 1535. Per il testo i due editori si servirono della supervisione di Michael Servetus, che curò la revisione del testo del Pirckheimer. Infine, nel 1541, Gaspare Treechsel pubblica a Vienne, nel Delfinato, questa quarta edizione, sempre con testo di Serveto. In questa edizione, rispetto alla prima di Strasburgo del 1522, il testo subì numerose modifiche, correzioni e aggiunte, ma i legni non furono modificati. In questa edizione del 1541 viene modificato solo il titolo che non è accompagnato da nastro. Opera Tratta dalla Geografia di Tolomeo, a cura di B. Pirckhiemer e M. Villanovus per i tipi Trechsel, editore U. Porta, stampata Vienna nel 1541. Xilografia, magnificamente acquarellata, in eccellente stato di conservazione. Map of the peninsula, first printed by Laurent Fries in 1522. The first edition of Ptolemy's Geographia edited by Fries was published in Strasbourg in 1522, with the maps being copied from those of Martin Waldseemülleer's 1520 edition of Ptolemy and text edited by Pirckheimer. In 1525 a second edition was printed in Strasbourg. At the death of Fries and Gruninger, the plates were purchased by the brothers Melchior and Gaspar Treschel, who printed a third edition in Lyon in 1535. For the text, the two editors used the supervision of Michael Servetus, who edited Pirckheimer's text. Finally, in 1541, Gaspare Treechsel published in Vienne, in the Dauphiné, this fourth edition, again with Servetus' text. In this edition, compared to the first edition of Strasbourg in 1522, the text underwent numerous changes, corrections and additions, but the woods were not changed. In this edition of 1541 is modified only the title that is not accompanied by tape. Work taken from Ptolemy's Geography, edited by B. Pirckhiemer and M. Villanovus for the Trechsel types, publisher U. Porta, printed Vienna in 1541. Woodcut, fine later hand colour, in excellent condition. Borri, Scheda 26 Fig. 43.
La versione di Laurent Fries della tavola "nuova" dell'Italia.La prima edizione della "Geographia" di Tolomeo curata da Fries fu pubblicata a Strasburgo nel 1522, con le carte che furono copiate e nuovamente incise da quelle di Martin Waldseemüller dell'edizione di Tolomeo del 1520 e testo a cura di Pirckheimer. Nel 1525 viene stampata una seconda edizione a Strasburgo. Alla scomparsa del Fries e del Gruninger, le matrici furono acquistate dai fratelli Melchior e Gaspar Treschel che ne stampano una terza edizione a Lione nel 1535. Per il testo i due editori si servirono della supervisione di Michael Servetus, che curò la revisione del testo del Pirckheimer. Infine, nel 1541, Gaspare Treechsel pubblica a Vienne, nel Delfinato, questa quarta edizione, sempre con testo di Serveto. In questa edizione, rispetto alla prima di Strasburgo del 1522, il testo subì numerose modifiche, correzioni e aggiunte, ma i legni non furono modificati.Esemplare tratto dalla prima edizione di Strasburgo, del 1522, con il titolo in alto racchiuso in una cartiglio a forma di nastro. La matrice lignea non subisce varianti rispetto alle due edizioni precedenti, mentre al verso scompare il testo descrittivo.Nell'ultima edizione del 1541 il titolo in alto viene modificato.Xilografia, finemente colorata a mano, piccolo restauro nella piega in alto perfettamente eseguito, per il resto in ottimo stato di conservazione. Laurent Fries' version of the "new" Italy. The first edition of Ptolemy's "Geographia" edited by Fries was published in Strasbourg in 1522, with maps that were copied and re-engraved from those of Martin Waldseemüller of the 1520 edition of Ptolemy and text edited by Pirckheimer. In 1525 a second edition was printed in Strasbourg. At the death of Fries and Gruninger, the plates were purchased by the brothers Melchior and Gaspar Treschel, who printed a third edition in Lyon in 1535. For the text, the two editors used the supervision of Michael Servetus, who edited Pirckheimer's text. Finally, in 1541, Gaspare Treechsel published in Vienne, in the Dauphiné, this fourth edition, again with Servetus' text. In this edition, compared to the first edition of Strasbourg in 1522, the text underwent numerous changes, corrections and additions, but the wood-blocks were not changed. Example taken from the first edition of Lyon, of 1535, with the title at the top enclosed in a cartouche in the form of a ribbon. The wood-block is unchanged from the two previous editions, while the descriptive text disappears on the verso. In the last edition of 1541 the title at the top is modified. Woodcur, finely colored by hand, small restoration in the fold at the top perfectly executed, for the rest in excellent condition.
In 8° (mm 240x140); 3 parti in un tomo, pagg. X, 574, (4) con 103 incisoni in acciaio fuori testo, fra cui 52 vedute di città, 48 costumi e scene perlopiù da Pinelli e Gail, leggermente più piccoli e 3 vignette in acciaio ai frontespizi. Bella descrizione di viaggio in Italia divisa in "Ober-Italien" di W. Von Luedemann, "Unter-Italien" di Karl Witte. Testo tedesco. Fra le belle vedute il Sempione i laghi dell'alta Lombardia, Milano, Trento, Verona, Vicenza, Padova, Venezia, Genova, Torino, Bologna, Perugia, Siena, Firenze, alto lazio, Roma e dintorni, Napoli e dintorni classici, reggio Calabria e Scilla. <BR>Elegante mezza pelle marrone con sei bordure e titolo in oro al dorso. Ottimo esemplare. <BR>
In-8, legatura edit. in mz. pelle marrone e piatti in carta decorata, tagli super. dorati, astuccio in tela, pp. 130. Prima raccolta di tutte le rime del bisavolo di Petrarca a cura e con una nota bibliografica di Ada Ronzini. “Cornici filettate ispirate al Duecento, titolo nel frontespizio, occhiello "Cinque Laude" e righe musicali stampati in rosso - occhiello "Proverbi" e capilettera, in blu - occhiello "La Leggenda di Santa Caterina di Alessandria" e il nome della Santa nel titolo iniziale, in verde”. Cfr. Cat. Mardersteig,179: “I suoi divertenti proverbi piaceranno a molti per lo stile conciso e appropriato. Dalla leggenda di Santa Caterina e dai 5 inni di lode traspira una profonda religiosità. Le "Laude" furono anche cantate in chiesa e le loro musiche sono conservate in vari codici”. Tiratura di 150 esempl. numerati, su carta a mano Magnani. Il ns., 127, è in perfetto stato.
In Folio (mm 370x280); pagg. VIII, 743. Elegante e fascinosa legatura editoriale in mezza pelle rossa e percallina policroma nera rossa e oro, riccamente decorata con stemmi e ricchi fregi ai piatti ed al dorso, titolo in oro. Tagli dorati. Ottimo esemplare illustrato da 450 silografie, molte delle quali a piena pag. che raffigurano vedute di città, usi e costumi della gente, l'opera descrive la penisola partendo dall'Alto Adige e dal Sempione fino alla Sicilia. Interessante resoconto di viaggio, ricercato per la ricchezza delle illustrazioni e la sempre maggior scarsità di esemplari completi ed in belle condizioni, come il nostro esemplare. Bell'esemplare fresco, che presenta lievissime saltuarie fioriture, perfettamente conservata la legatura, spesso usurata.<BR>Edizione originale francese eseguita utilizzando le stesse raffigurazioni dell'edizione tedesca di Stieler, Paulus e Kaden stampata l'anno prima.
222418Saint-Étienne, Théolier et Cie, 1894 in-8, 333 pp., demi-chagrin vert, dos à nerfs orné, couv. cons. (reliure postérieure). Dos passé.
1639LBW-1468Amsterdam 1639-1649 378 x 498 mm.
Bell'esemplare con colorazione antica della mappa dell'Italia di Jodocus Hondius II, una delle mappe italiane più decorative del primo XVII secolo. La carta è riccamente abbellita da cartigli, velieri, mostri marini e un Nettuno con la sua compagna. Include i ritratti di Romolo e Remo nell'angolo in basso a destra. Esemplare nel quarto stato di quattro con l’imprint di Janssonius. La carta viene per la prima volta pubblicata nel 1617; si tratta di una carta sciolta che è circondata dalle vedute di città e dai costumi di alcuni popoli. La lastra viene in seguito tagliata e la bordura ornamentale scompare. L’opera viene inserita nel Atlantis Maioris Appendix di Hendrick Hondius del 1631 e in alcuni esemplari del Theatrum Italiae del 1635. Il quarto stato della lastra è edito da Johannes Janssonius tra il 1644 e il 1666. Il contenuto geografico della mappa di Hondius mostra un notevole progresso se confrontato con la mappa del 1606 di Willem Jansz Blaeu. Hondius si basò sul lavoro del cartografo italiano Giovanni Antonio Magini (1555-1617), che compilò un atlante nazionale d'Italia. Già nel 1608 Magini pubblicò una carta murale dell'Italia che fu influente per molti anni. La mappa non fu solo imitata in Italia, ma fu anche copiata più volte all'estero, in particolare ad Amsterdam. Willem Jansz Blaeu iniziò la serie di imitazioni negli anni 1614-17, seguito da Hessel Gerritsz nel 1617. Si conosce anche un'edizione Hondius della carta murale di Magini con la data 1617. La mappa di Jodocus Hondius fu molto probabilmente realizzata riducendo questa mappa murale. Bibliografia G. Schilder, Monumenta Cartographica Neerlandica, vol. V, pp. 376-78, Map 92, IV/IV; Koeman/Van der Krogt (1997) Map 7000:1C.3. Beautiful example with antique coloring of the map of Italy by Jodocus Hondius II, one of the most decorative Italian maps of the early 17th century. The map is richly embellished with cartouches, sailing ships, sea monsters, and a Neptune with his companion. It includes portraits of Romulus and Remus in the lower right corner. Example of the fourth state with Janssonius’ imprint. The map is first published in 1617; it is a loose map that is surrounded by views of cities and customs. The plate is later cut and the ornamental border disappears. The work is included in the Atlantis Maioris Appendix of Hendrick Hondius of 1631 and in some copies of the Theatrum Italiae of 1635. The fourth state of the plate is edited by Johannes Janssonius between 1644 and 1666. “The title appears in a rectangular cartouche, flanked by standing figures, at the upper right. Below this cartouche is a drawing of a she-wolf nursing Romulus and Remus. The imprint is in a simple cartouche at the lower left. At the lower right is a cartouche with two bar scales, decorated by portraits of Romulus and Remus. […] The geographical content of Hondius's map, however, shows considerable progress when compared with the 1606 map by Willem Jansz Blaeu. Hondius based his knowledge on the work of the Italian cartographer Gioavanni Antonio Magini (1555-1617), who compiled a national atlas of Italy. As early as 1608 Magini published a wall map of Italy that was influential for many years. The map was not only imitated in Italy, but was also copied abroad several times, particu- larly in Amsterdam. Willem Jansz Blaeu initiated the series of imitations in the years 1614-17, followed by Hessel Gerritsz in 1617. A Hondius edition of Magini's wall map with the date 1617 is also known. Jodocus Hondius's map was very likely made by reducing this wall map to folio size, and thereby he inaugurated a new category of maps of Italy”. (cf. G. Schilder, Monumenta Cartographica Neerlandica, vol. V, pp. 376-78). Literature G. Schilder, Monumenta Cartographica Neerlandica, vol. V, pp. 376-78, Map 92, IV/IV; Koeman/Van der Krogt (1997) Map 7000:1C.3.
183229711ABFlorenz, Dante, 1832. Gr.-folio. (4), 41, (2) S. Mit 1 gest. Frontisp., 1 kl. Titelvignette und 44 (von 46) gest. Tafeln und 1 gest. Textillustr. Pergamentband des 20. Jahrunderts. + Wichtig: Für unsere Kunden in der EU erfolgt der Versand alle 14 Tage verzollt ab Deutschland / Postbank-Konto in Deutschland vorhanden +, 29711A
Delineata sulla scia della più grande veduta di Jeremias Wolff, l’opera offre quaranta riferimenti topografici. Il Leopold, era un modesto incisore ed editore di Augsburg; la sua serie di vedute di città, da cui questa incisione è tratta, venne pubblicata con pochissima tiratura, rendendo quindi le opere particolarmente rare. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. In the wake of Jeremias Wolff’s bigger view, this work presents many topographical references. Leopold was a modest engraver and publisher in Augsburg; the series of city views, from which this one is taken, has been published in a very limited circulation, which means these works are very rare. Copperplate, in excellent condition.
Delineata sulla scia della più grande veduta di Jeremias Wolff, l’opera offre quaranta riferimenti topografici. Il Leopold, era un modesto incisore ed editore di Augsburg; la sua serie di vedute di città, da cui questa incisione è tratta, venne pubblicata con pochissima tiratura, rendendo quindi le opere particolarmente rare. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. In the wake of Jeremias Wolff’s bigger view, this work presents many topographical references. Leopold was a modest engraver and publisher in Augsburg; the series of city views, from which this one is taken, has been published in a very limited circulation, which means these works are very rare. Copperplate, in excellent condition.
In-8 (114 x 175 mm), demi-basane fauve à la Bradel, dos lisse orné d’une guirlande dorée répétée en place des nerfs, pièce de titre de veau noir (reliure du XVIIIe), 309, (71) p., page de titre entièrement gravée dans un encadrement architectonique. Importante édition des Constitutions de la Société de Jésus, l’acte fondateur et le texte de base de l'organisation de la Compagnie, rédigé en espagnol par Ignace de Loyola et traduit en latin par Juan de Polanco, son secrétaire et assistant. Cette édition de 1583 est la première à contenir le dernier état du texte révisé en latin par Ignace de Loyola avant sa mort ainsi que ses notes et commentaires, disposés en marge ou intégrés dans des blocs de texte en caractères italiques. Ces commentaires avaient été d’abord publiés séparément. Elle est également la première à contenir, en pagination continue, "L’examen général", soit les conditions requises pour être admis au sein de la Société ("Primum ac generale examen iis omnibus qui in Societatem Iesu admitti petent proponendum" : p. [3]-48) ainsi qu'un index général. (Olschki, II, 2499: "Edition fort bien imprimée et peu commune". Backer-Sommervogel, V, 77. Manque à Palau. A.F. Johnson, ‘Catalogue of Italian engraved title pages in the 16e c.’, 19, 20). Petit cachet ex-libris de bibliothèque jésuite. Mors et dos frottés. Bon exemplaire, frais, assez grand de marges, bien conservé.
Coppia di carte geografiche tratta dal L’Italia a cura di Fabio Magini, edito a Bologna nel 1620, tre anni dopo la prematura morte del padre. Composto da un breve testo descrittivo di sole 24 carte, l’opera è corredata di 61 carte geografiche della penisola, e costituisce il primo esempio di atlante italiano. L’opera è per intero di mano del Magini, che iniziò la realizzazione delle carte nel 1594 circa, dando alla luce per prima nel 1595 la carta del territorio di Bologna. Tutte le carte vennero alle stampe quindi prima del 1620, nelle loro stesure provvisorie, successivamente corrette ed aggiornate per l’edizione definitiva. Per la realizzazione delle lastre il Magini si servì di due dei più famosi intagliatori dell’epoca: il belga Arnoldo Arnoldi e l’inglese Benjamin Wright. L’unica carta antecedente a stampa della regione è quella di Prospero Parisio, datata 1589, poi ripresa anche da Ortelius. Nessuna analogia quindi con queste lastre del Magini, che per le nove carte del Regno di Napoli si ispirò al rilievo ufficiale eseguito dallo studioso nolano Niccolò Antonio Stigliola il collaborazione con il cartografo viterbese Mario Cartaro, che tra il 1583 ed il 1594 ebbero l’incarico di realizzare una grande carta del reame. Incise da Benjamin Wright. La carta della Calabria Citeriore vede nel cartiglio in alto il titolo CALABRIA CITRA, OLIM Magna Graecia. Sotto il cartiglio la scala grafica Scala di Miglia dieci (10 miglia pari a mm 45). Nel cartiglio in basso a sinistra sormontato dal blasone di famiglia la dedica Al Ser.mo mio S.r et P[at]ron[us] Col.mo Il S.r D. Alfonso d’Este Prencip di Modona Regio etc. Fabio di Gio[vanni]Ant.o Magini. sotto il cartiglio Ben. W. F. ( Benjamin Wright). Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali Septentrio, Meridies, Oriens, Occidens, il nord in alto. Graduazione ai margini di 1’ in 1’ da 38° 53’ a 40° 9’ di latitudine, e da 38° 37’ a 40° 36’ 20’’ di longitudine. La carta della Calabria Ulteriore, ha nel cartiglio in basso a destra il titolo CALABRIA ULTRA olim Altera Magnae Graeciae pars. e la scala grafica Scala di Migligia Venti (20 miglia pari a mm 69); a sinistra nell’angolo le iniziali B. W. (Benjamin Wright). Nel cartiglio in alto a sinistra la dedica Al Molto Ill.re Sig. & P[ad]rone mio Osser.mo Il Sig. Giovanni Angelelli Senatore Bolognese. Questa parte della Magna Grecia, ove fiorì già ogni dottrina, & virtù, et parlossi nella più nobil lingua, cioè nella Greca, a chi meglio si conviene che a V.S. M. Ill.re la quale con la varia erudition sua, et intelligenza d’amendue le lingue Greca e Latina, mirabilmente adorna la nobiltà, e bontà sua singolare. Accettila dunque volentieri, si come io fui già cortesemente accettato da lei tra i più cari suoi servitori. Et perfino le bacio riverentemente le mani. Di Bologna il di primo d’Aprile 1602. Di V.S. Molto Ill.re Ser.re divotiss.mo Fabio di Gio. Antonio Magini. Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali Septentrio, Meridies, Oriens, Occidens, il nord in alto. Graduazione ai margini di 1’ in 1’ da 37° 32’ 20’’ a 39° 13’ 30’’ di latitudine, e da 38° 35’ a 40° 52’ 20’’ di longitudine. Di questa carta è noto anche un esemplare con la dedica firmata da Giovanni Antonio Magini. Lieve gora nei margini, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Dimensioni 420x390 e 455x375 rispettivamente. Le carte del Magini in coloritura coeva sono assolutamente rarissime. Maps taken from L'Italia edited by Fabio Magini, published in Bologna in 1620, three years after the untimely death of his father. Composed of a short descriptive text of only 24 pages, the work is accompanied by 61 maps of the peninsula, and is the first example of an Italian atlas. The work is entirely by the hand of Giovanni Antonio Magini, who began the realization of the maps in 1594 or so; the first dated map (1595) the map of the territory of Bologna. All the maps were printed before 1620, in their provisional drafts, later corrected and updated for the final edition. For the realization of the plates Magini used two of the most famous engravers of the time: the Belgian Arnoldo Arnoldi and the English Benjamin Wright. Copperplate, in good condition. L’unica carta antecedente a stampa della regione è quella di Prospero Parisio, datata 1589, poi ripresa anche da Ortelius. Nessuna analogia quindi con queste lastre del Magini, che per le nove carte del Regno di Napoli si ispirò al rilievo ufficiale eseguito dallo studioso nolano Niccolò Antonio Stigliola il collaborazione con il cartografo viterbese Mario Cartaro, che tra il 1583 ed il 1594 ebbero l’incarico di realizzare una grande carta del reame. Incise da Benjamin Wright. La carta della Calabria Citeriore vede nel cartiglio in alto il titolo CALABRIA CITRA, OLIM Magna Graecia. Sotto il cartiglio la scala grafica Scala di Miglia dieci (10 miglia pari a mm 45). Nel cartiglio in basso a sinistra sormontato dal blasone di famiglia la dedica Al Ser.mo mio S.r et P[at]ron[us] Col.mo Il S.r D. Alfonso d’Este Prencip di Modona Regio etc. Fabio di Gio[vanni]Ant.o Magini. sotto il cartiglio Ben. W. F. ( Benjamin Wright). Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali Septentrio, Meridies, Oriens, Occidens, il nord in alto. Graduazione ai margini di 1’ in 1’ da 38° 53’ a 40° 9’ di latitudine, e da 38° 37’ a 40° 36’ 20’’ di longitudine. La carta della Calabria Ulteriore, ha nel cartiglio in basso a destra il titolo CALABRIA ULTRA olim Altera Magnae Graeciae pars. e la scala grafica Scala di Migligia Venti (20 miglia pari a mm 69); a sinistra nell’angolo le iniziali B. W. (Benjamin Wright). Nel cartiglio in alto a sinistra la dedica Al Molto Ill.re Sig. & P[ad]rone mio Osser.mo Il Sig. Giovanni Angelelli Senatore Bolognese. Questa parte della Magna Grecia, ove fiorì già ogni dottrina, & virtù, et parlossi nella più nobil lingua, cioè nella Greca, a chi meglio si conviene che a V.S. M. Ill.re la quale con la varia erudition sua, et intelligenza d’amendue le lingue Greca e Latina, mirabilmente adorna la nobiltà, e bontà sua singolare. Accettila dunque volentieri, si come io fui già cortesemente accettato da lei tra i più cari suoi servitori. Et perfino le bacio riverentemente le mani. Di Bologna il di primo d’Aprile 1602. Di V.S. Molto Ill.re Ser.re divotiss.mo Fabio di Gio. Antonio Magini. Orientazione nei quattro lati al centro con il nome dei punti cardinali Septentrio, Meridies, Oriens, Occidens, il nord in alto. Graduazione ai margini di 1’ in 1’ da 37° 32’ 20’’ a 39° 13’ 30’’ di latitudine, e da 38° 35’ a 40° 52’ 20’’ di longitudine. Di questa carta è noto anche un esemplare con la dedica firmata da Giovanni Antonio Magini. Lieve gora nei margini, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Dimensioni 420x390 e 455x375 rispettivamente. Le carte del Magini in coloritura coeva sono assolutamente rarissime. I. Principe "Carte geografiche di Calabria nella raccolta Zerbi", pp. 52-53; Almagià (1922) pp. 74/76.