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Fine '800/primissimi '900, lotto di 110 foto stereo su cartoncini rigidi, cm. 17 x 24. Assai rare le foto "private" di questo tipo anche perchè la tecnica relativa divenne prestissimo obsoleta; il taglio è però di ottima mano con raffigurazioni di scene di strada, popolane, paesaggi non convenzionali anche nei luoghi più noti e celebrati (Capri, ecc.) L'assenza di monumenti famosi ed importanti è quasi totale, a parte una documentazione di rovine greche e romane. Lotto molto interessante.
1687AMO-3280A La Haye, chez Arnout Leers, 1687 1 volume in-12 (15,3 x 10 cm) de 20 feuillets non chiffrés (titre et préface) et 323 pages. Reliure plein maroquin noir janséniste de la seconde moitié du XIXe siècle, chiffre doré au centre des plats, dentelle dorée en encadrement intérieur des plats, tranches dorées (reliure non signée dans le goût de Duru). Reliure très bien conservée malgré quelques petites marques sans gravité. Intérieur frais. Nouvelle édition. La première édition date de 1685 chez le même libraire. La pagination et la mise en page est quasi identique à quelques détails de la justification des lignes près. Antoine Varillas (1624-1696), né à Guéret (Creuse) obtint à Paris la charge d'historiographe de Gaston d'Orléans. Admis à l'intimité du savant Pierre Dupuy, garde de la bibliothèque de Paris, il profita de sa complaisance pour examiner une foule de manuscrits dont il fit des extraits. Dupuy, charmé de son application, le demanda pour son adjoint, et Varillas continua d'exercer cet emploi sous les successeurs de ce bibliothécaire. Remercié pour s'être mal acquitté d'une tâche que lui avait confié Colbert, il obtint néanmoins une pension de 1.200 livres qui lui permit de se retirer dans la communauté de Saint-Côme pour y rédiger son Histoire de France. « II habitait, dit un contemporain, un véritable galetas. Un lit, Une table, quatre sièges, une lampe, une écritoire et quelques livres composaient tout son ameublement ; il passait l'hiver sans feu, et il était vêtu si pauvrement que Richelet n'a pu s'empêcher de se moquer de son manteau, dont on voyait les cordes. (Mélanges de Vigneul-Marville) ». Ses premiers ouvrages, qui circulèrent en manuscrit, eurent l'approbation générale et furent très recherchés. Son style, quoique incorrect, parut vif, piquant et très agréable. La réputation de Varillas s'étendit bientôt dans les pays étrangers. Les États de Hollande lui offrirent, en 1669, une pension pour qu'il écrivît l'histoire des Provinces-Unies. Quoique assez pauvre, il n’hésita pas à la refuser, ne voulant pas prêter le secours de sa plume aux ennemis de la France. Ce fut ce moment-là même que Colbert, prévenu contre Varillas, choisit pour supprimer la pension dont il jouissait comme ancien employé de la bibliothèque royale. L’archevêque de Paris, Mgr de Harlay, informé qu'il préparait une Histoire des hérésies, voulut réparer l’injustice du ministre en lui faisant accorder une pension par l’assemblée du clergé. Convaincu de plagiat et surtout d'avoir été presque toujours inexact dans ses affirmations, ses livres tombèrent en disgrâce. Cependant, Vigneul-Marville regardait la vanité de Varillas comme la véritable cause du mépris où ses ouvrages sont tombés. II avait dit-il, des jaloux de sa gloire qu'il aurait gagnés avec un peu de déférence et de soumission ; mais il ne prenait conseil de personne. Les Anecdotes de Florence et sur la Maison de Médicis a cet insigne honneur d'être le livre le plus décrié de Varillas pour les inexactitudes et les faussetés dont il est rempli. Bayle en a signalé plusieurs dans son journal et dans ses lettres (voir ses Œuvres diverses). Provenance : Chiffre et ex libris d'Amédée Rigaud, financier (agent de change) et bibliophile dont la belle bibliothèque (environ 1.500 ouvrages choisis) fut vendue à sa mort survenue en 1874 (Catalogue de la bibliothèque de monsieur Amédée Rigaud, Paris, Aubry, 1874, n°1.327). Signature ex libris ancienne sur la page de titre (Ste Colombe, 1701 avec une cote de bibliothèque privée biffée en marge basse). Bel exemplaire finement relié vers 1870.
In-8 p. (mm. 230x160), p. pergamena antica, titolo ms. al dorso, 8 c.nn. (l’ultima è bianca), 284 cc.num. Questa edizione è in realtà una "contraffazione" o piu' precisamente una ristampa - fatta a Venezia da Pasinello nel 1729 in soli 300 esempl. - della celebre edizione del 1527 detta anche "Ventisettana", che servi' di base per tutte le ristampe del "Decamerone" fino al 1761, quando si pubblicò il testo del Mannelli. Cfr. Gamba,172 - Parenti "Diz. dei luoghi di stampa, falsi", p. 87 - Graesse,I,449 - Brunet,I,999 - Bacchi della Lega, p. 36 (con la segnalazione degli errori per poter distinguere la contraffazione). Effettuati solo due restauri: uno al frontesp. per piccola manc. all’angolo infer.; l’altro alla carta 262 per mancanza nel bordo super. anche di parole del testo (su 9 righe), qui superbamente ritrascritte a mano. A parte questi difetti, fresco esempl. marinoso, ben conservato.
104-Io.J. Feder und Pinsel in Schwarz und Braun, grau und braun laviert, über leichter Bleistiftskizze, mit Deckweiß gehöht, auf bräunlichem Velin, links unzten bezeichnet und datiert ?Am Torre di Mustacin 15.3.84?. 22,8:32,4 cm.
In-16 p. (mm. 159x99), 7 volumi, brossure mute azzurine coeve (dorso rifatto con titolo ms. su tassello), pp. XXXVII,368,(4); (2),323; 267,(3); VI,400,(2); 477; 414; 312. La flora della provincia di Como, della Valtellina e del Canton Ticino. "Edizione originale". Cfr. Pritzel,1840 - Cat. of the Library of British Museum,I/II, p. 371. Con fioriture e/o arrossature, ma complessivamente buon esemplare, intonso.
Cm. 17x11, 3 voll., mz. pergam. coeva con ang., fregi e tit. oro su doppio tassello al dorso, tagli marmorizzati, pp. (32),XLVIII,513; 557; 299,160,4; marca tipograf. al frontesp. del vol. I, ritratto di Dante all'antiporta e 1 tav. ripieg. f.t., che raffigura l'Inferno, incisi in rame. Cfr. Gamba,393: "In principio del "vol. Primo", oltre ad un'erudita Prefazione di Gio. Antonio Volpi, stanno le Vite di Dante e del Petrarca, scritte da Lionardo Aretino; un Catalogo (assai imperfetto) delle principali edizioni del poema.. Il "vol. Secondo" comprende il Rimario, ch'e' quello di Carlo Noci, già pubblicato in Napoli nel 1602, ma con notabili miglioramenti; ed un Indice delle desinenze delle Rime. Il "vol. Terzo" contiene i soliti Argomenti; le Allegorie sopra ogni canto del poema e tre Indici che spiegano tutte le cose difficili e di erudizione, i quali tengono le veci di Comento, e furono compilati dai fratelli Volpi. Gli Accademici della Crusca giudicarono la presente edizione molto piu' di quella del Manzani emendata e corretta.. In tante ristampe fatte della Divina Commedia non si era pensato mai di aggiugnervi que' Rimari e Indici, che tanta utilita' arrecano a chi fa uso degli Antichi Classici; ed anche per tale corredo si tenne la edizione dei Fratelli Volpi, siccome una delle migliori imprese della Stamperia Cominiana". Cfr. anche Mambelli, 58: "Edizione assai stimata, che riproduce, senza le mende che lo deturpano, il testo della Crusca del 1595" - De Batines, I, p. 164. Solo 2 cc. iniziali del vol. II restaurate per manc. del marg. esterno (non di testo), altrim. esemplare ben conservato.
3 volumi in 8° (mm 202x120), entro belle legature coeve in piena bazzana, con dorsi tinti in verde oliva e titoli su doppi tasselli di colore (ricca la decorazione in oro ai dorsi), pp. VIII,415,(1); 455,(1); 400,(2) ; buon esemplare della prima edizione di fonda-mentale descrizione dell’Italia settecentesca (FOSSATI-BELLANI, 438) lib /cSDdC19 lib /cSDdC19
Carta dell'Italia Settentrionale, in due fogli, dedicata al nuovo Regno d'Italia "Constitué par la Consulte d'Etat à Paris" il 17 marzo del 1805. Il Regno d'Italia si presenta suddiviso in quattordici dipartimenti: Agogna, Lario, Adda, Olona, Serio, Alto Po', Mella, Mincio, Adige, Basso Po', Crostolo e Panaro. Questa suddivisione territoriale rimarrà in essere fino al 1808 quando "Il paese d'Urbino, le Marche d'Ancona, di Macerata e di Fermo, ed il paese di Camerino, irrevocabilmente uniti al Regno d'Italia col Reale Decreto del di 2 aprile corrente, sono e rimangono divisi in tre Dipartimenti": Metauro, Musone e Tronto.Per quanto riguarda i territori confinanti: il Piemonte, annesso all'Impero Francese dal settembre 1802, nel 1805 si presenta diviso in cinque dipartimenti: Doria, Sesia, Po', Marengo e Stura in quanto quello del Tanaro con Capoluogo Asti venne soppresso, in seguito all’annessione della Repubblica Ligure alla Francia, ed il suo territorio suddiviso tra i dipartimenti di Montenotte, Marengo e Stura. L'annessione della Repubblica Ligure, sempre nel 1805, comporterà la formazione del sopracitato dipartimento di Montenotte, oltre a quelli di Genova e degli Appennini. Il territorio del Ducato di Parma e Piacenza in seguito al trattato di Luneville, 21 marzo 1801, era già parte della Francia: ceduto da Ferdinando di Borbone in favore del figlio, Ludovico di Borbone, a cui venne assegnato il Granducato di Toscana trasformato in Regno d'Etruria. L'incisione è caratterizzata da vivace coloritura confinale coeva all'acquerello di cui nel margine troviamo relativa legenda. Ottimo lo stato di conservazione generale. Rif:
101-Io.J. Bleistift und ein wenig Pinsel in Grau, auf D&C Blauw Büttenpapier, links unten bezeichnet ?Villa Madama.?, verso von fremder Hand bezeichnet ?Villa Madama Rom / J.J. Dorner fec.?. 16,2 : 21,8 cm. Verso: Figurenskizze. Bleistift. Insgesamt leicht stockfleckig. Provenienz: Slg. Dr. Th. Stettner, Ansbach, Lugt 2370.
(Codice AN/2979) In 8º (23x17 cm) (34)504-XVI-108-XLVIII pp. Prima e unica edizione. Ritratto in rame dell'autore inciso da Girolamo Frezza; due frontespizi in rosso e nero, capilettera, testatine figurate, grandi finalini. Le ultime 48 pp. contengono la "Breve narrazione della vita" di Giovanni Fontana scritta da Mauro Lacchini. L'Autore, nato nel 1644, fu vescovo di Cesena dal 1697 al 1716. Questa è la sua ultima opera. Qualche ingiallitura, antica firma alla prima carta bianca ripetuta all'ultima, minime tracce d'uso. Legatura originale in piena pergamena, titolo calligrafico al dorso. Opera non comune, bella settecentina in ottimo stato di conservazione. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
BERNE, Chez la Société Typographique- 1778 - 1 ère édition française - complet des 2 tomes en 1 volume - In-8 - Reliure de l'époque plein veau porphyre - dos à nerfs, à caissons ornés - Tranches jaspées - (1) + 248 pages, 9 gravures ou cartes H.T. dont 5 dépliantes et (1) + 276 pages, 8 gravures ou cartes dont 7 dépliantes - Bandeaux, Culs-de-lampe - Très bon état des gravures et des cartes, ainsi que des reliures- Très bel exemplaire - Réf. 47576 Edition originale de la traduction française, publiée une première fois à Venise en 1774. La Dalmatie correspond à l'actuelle Croatie. Ce voyage est raconté sous forme de Lettres adressées à des personnalités : Jacques Morosini de Venise, le comte de Bute, Antoine Vallisneri professeur à l'Université de Padoue, etc. Outre les comtés de Trau, de Spalatro, de Primorie, de Zara, de Sebénico et des îles, un chapitre important est consacré aux Morlaques ou Monténégrins.
In-8 p. (mm. 205x140), 2 volumi in 1, mz. pergamena antica con ang. (risg. rifatti), dorso a cordoni con titolo ms. Il primo, 24 cc.nn. (dediche e Indice), 470 cc.num., 2 cc.nn. (registro e 1 c.b.), bella marca xilografata al fontesp. e in fine, ornato da grandi capilettera figurati a vignetta, inc. in rame, contiene i primi sedici libri della Storia d’Italia “Con l'aggiunta de' sommariij à libro per libro: & con le annotationi in margine delle cose notabili; fatte dal Reverendo Padre Remigio Fiorentino. Ove s’è messa una copiosissima Tavola per maggiior commodità de’ Lettori”. Dediche a Francesco Sansovino, a Cosimo de’ Medici (di Agnolo Guicciardini, nipote), e con la vita dell’A. Il secondo "Dell’Historia d’Italia.. gli ultimi quattro libri non più stampati", Vinegia, appresso Gabriel Giolito de’ Ferrari, 1564, di 14 cc.nn., 477,(3) pp.num., marca tipografica al frontesp. e in fine, ornato da belle testatine, grandi capilettera e finalini figurati, sempre inc. su legno, contiene la fine della “Storia”, dal libro diciassettesimo al ventesimo. L'"Historia d'Italia" è l'opera di maggior successo del Guicciardini (1483-1540), il quale, sulle orme del Machiavelli, ricostruisce le vicende storiche d'Italia tra la morte di Lorenzo de’ Medici (1492) e la morte di Clemente VII (1534). Cfr. Gamba,562 che cita solo l’ediz. del Giolito del 1564. Corto del marg. super.; solo 8 carte con uniformi arross.; lievi fiorit. e aloni interc. nel t. ma complessivam. un discreto esemplare.
197856597ABMönchengladbach., Städtisches Museum., 1978. 15,5 x 20,0 cm. 4 lose Karten (3 Texttableaus, 1 Titel). OKarton-Kassette., 56597A Auflage: 400 Exemplare. Sehr gutes, frisches Exemplar.
Bella carta geografica dell’Italia (mm. 632x1000), incisa da Perrier e B. Tardieu, montata su tela e suddivisa in 44 parti. Ai lati figurano 6 piante delle capitali degli Stati che componevano l’Italia e precisamente: Rome (Etats du Saint-Siège) - Naples (Royaume des Deux-Siciles) - Milan (Royaume Lombard-Vénitien) - Florence (Grand duché de Toscane) - Venise (2.me capitale du Royaume Lombard-Vénitien) - Turin (Royaume de Sardaigne). Su ogni pianta di città sono riportati “principaux édifices et notices historiques”. La carta, ripiegata, è inserita in un astuccio in cartonato stile Ottocento (mm. 165x98) ed è ben conservata.
056902Venezia ( Venise ) Presso Giambatista Pasquali 1743 in 12 (17x11) 1 volume reliure plein velin ivoire de l'époque, dos lisse orné de faux-nerfs et de fleurons dorés, tranches teintées, page de titre illustrée d'une vignette gravée, 232 pages. Lodovico Antonio Muratori. Seconda edizione. Bel exemplaire, bien relié à l'époque ( Photographies sur demande / We can send pictures of this book on simple request )
In-8 p. (mm. 204x123), 5 volumi, p. vitellino coevo (restauri a tutte le cerniere e per piccole manc. ai dorsi), due sottili cornici dorate ai piatti, dorso a cordoni con fregi e titolo oro su due tasselli, tagli marmorizz., dentelle dorata ai risg., pp. (4),XVI,474; (4),490,(2); (4),484; (4),455; (4),471; con 2 carte geografiche, più volte ripieg. e inc. in rame, f.t.: una “de la partie inférieure de l’Italie dans son état ancien, occupée aujourd’hui par le Royaume de Naples” e una “du Royaume de Naples”, dressées et dessinées par Seregni et gravées par A. Blondeau. Importante opera storica scritta dal Conte Orloff, che fu consigliere privato dell’Imperatore di Russia. Si tratta di n vasto studio sul Regno di Napoli analizzato dal punto di vista storico, amministrativo ed anche geografico. Gli ultimi due volumi formano inoltre una sorta di raccolta biografica in cui compaiono tutti i maggiori scrittori, nativi dell'Italia meridionale, che hanno prestato la loro opera in ogni campo dello scibile. "Edizione originale" Cfr. Brunet, VI,25753 - Fera / Morlicchio “Bibl. Regno di Napoli e delle due Sicilie, II, p. 89: “Rara opera storica”. Con qualche alone e lievi arross., ma complessivam. buon esemplare, con bell’ex libris nobiliare.
Anversa, 1570 – 1580 circa. Incisione in rame all'acquaforte, b/n, cm 35,8 x 50,3 ca. (alla lastra) più margini, titolo in alto a destra, entro cartiglio con grotteschi e volute geometriche; scala grafica in bs. a ds. con soprastante sirena; quattro punti cardinali evidenziati su nastri; vascelli, pesci e divinità nel mare, allegorie; margine graduato su tutto il perimetro, senza reticolato, testo latino al verso. Carta dell'Italia disegnata dal cartografo piemontese Giacomo Gastaldi e facente parte del "Theatrum Orbis Terrarum" di Abrahm Ortelius, edito nel 1570 ad Anversa, opera che conobbe un'enorme fortuna tanto che fino al 1612 ne furono realizzate ben 42 edizioni. Questa carta, rispetto alla prima edizione, contiene alcune varianti negli elementi decorativi. Nella prima edizione, le due figure mitologiche, Nettuno e la Sirena, sono abbracciate in atteggiamento “amorevole”, tanto che si presume che la versione sia stata sottoposta a censura, costringendo l' Ortelio a realizzare una variante alla carta nel 1584. L' elemento che aiuta a collocare queste carte è appunto il Nettuno con la Sirena nel Mare Tirreno: nella prima edizione sono posti una di fronte all'altra, quasi nell'atto di amoreggiare, mentre nelle edizioni successive, per motivi di censura, i due personaggi si affiancano in una posa più casta. La nostra carta presenta i due amanti del mare nella seconda postura, quella più composta; si tratta quindi di una edizione un poco posteriore alla prima, con lievi modifiche rispetto ad essa. In ogni caso l'esemplare ha ancora il testo latino al verso, indice di una edizione solo di poco posteriore e comunque rara. A questa versione ne seguono altre con ulteriori modifiche nel cartiglio e in alcuni altri particolari; o di dimensioni ridotte (come quella di Goffredo de Scaichi, datata 1619); altri esemplari di ridottisme dimensioni sono stati poi inseriti in piccoli atlanti dell'epoca. (Rif. Bibl.: Borri, carta n. 44, p. 50). Una mancanza all'angolo superiore sinistro, piega editoriale, buona conservazione.
In-4 gr., 3 volumi, brossura orig. figurata (picc. strappi e picc. manc. ai dorsi). L'opera è cosi' composta: - Volume 1°, pp. (22), con una raccolta di 125 tavv. di 30 artisti del Novecento (Baglioni, Bartolini, Boglione, Brugnoli, Carbonati, Casanova, Croatto, ecc.) e commento di Raffaello Biordi, precedute dalla riproduzione di 32 incisioni di 20 artisti dell'800 (Bianchi, Conconi, Fattori, Fontanesi, Piccinni, Rayper, Signorini, ecc,) e commento di Alfredo Petrucci. - Volume 2°: pp. (6), con la riproduzione di 160 incisioni di 45 artisti (Bucci, Casanova, D'Achiardi, Disertori, Fagiuoli, Ferro, Fegarotti, Forghieri, Galetti, Giorgi, Gorni, Graziosi, Grondona, Guaccimanni, Lipinsky, Mainini, Maselli, Mentessi, ecc.). - Volume 3°: pp. (6), con la riproduzione di 172 incisioni di 52 artisti (Mauroner, Mazzoni-Zarini, Melis-Marini, Papalia, Passauro, Petrucci, Pietra, Roeder, Rossini, Ulvi Liegi, Vatteroni, Vitalini, Viviani, Lega, Soffici, ecc.). Ampio e preciso quadro della incisione italiana su rame e su zinco, a morsura e a bulino, con particolare riferimento ai moderni, senza dimenticare alcuni maestri dell'Ottocento. Tiratura di 500 copie numerate. Solo una tavola nel 1° vol. con lievi abras., altrim. esemplare ben conservato.
In-4 gr., legatura edit. in brossura, custodia in cartonato, pp. 38,(6), con 9 illustrazioni nel t. (di cui 4 a p. pagina): sono incisioni a colori all’acquaforte, all’acquatinta e ceramolle di Enrico della Torre, tirate da Giorgio Upiglio, su carta a tino. Edizione impressa al torchio da Alessandro Zanella, in tiratura di 130 esemplari, di cui 100 “ad personam”, eseguita per i Cento Amici del Libro. Tutti le copie portano al colophon la firma dell’artista. Il ns., “ad personam”, è in ottimo stato.
ROSCOE, Thomas. The Landscape Annual. The Tourist in Switzerland and Italy. By Thomas Roscoe. Illustrated from drawings by S. Prout, Esq. Painter in water colours to his Majesty. London: Robert Jennings, 62, Cheapside. 1830-1833. Quattro voll. in-8° (120 x 195), tutta pelle editoriale; (8), 278, (2) pp., antiporta inc. con vignetta, 25 tavv. f t.; (8), 271, (1) pp., e 26 tavv. f. t.; (8), 286, (2) pp., antiporta inc. con vignetta, 24 tavv. f. t. + una; (8), 271, (1) pp., antiporta inc. con vignetta, 24 tavv. f. t. Le tavole sono incise in acciaio. In totale 104 tavole tutte incise in acciaio. Volumi in buone condizioni, poche e sporadiche macchie di foxing, vignette protette da veline. Raro insieme. Elenco delle tavole per ogni volume: Volume primo: 1. Lake of Como. (147 x 99). 2. Arch of Constantine, Rome. (68 x 99). (Antiporta). 3. Geneva. (149 x 96). 4. Lausanne. (147 x 96). 5. Castle of Chillon. Lake of Geneva. (146 x 102). 6. Bridge S.t. Maurice. (146 x 99). 7. Swiss cottage, Lavey. (96 x 145). 8. Marigny. (96 x 144). 9. Sion. (145 x 97). 10. Viege, or Visp. (96 x 149). 11. Domo d'Ossola. (138 x 96). 12. Castle of Angero, from Arona. (143 x 96). 13. Milan Cathedral. (140 x 95). 14. Como. (139 x 87). 15. View of Verona. (142 x 96). 16. View of Vicenza. (97 x 144). 17. Place Salone, Padua. (147 x 98). 18. Petrarch's House at Arqua. (98 x 141). 19. The Rialto at Venice. (137 x 98). 20. Ducal Palace at Venice. (148 x 97). 21. The Two Foscari. (151 x 100). 22. Bridge of Sighs. (98 x 147). 23. Old Ducal Palace at Ferrara. (98 x 146). 24. Bologna. (97 x 147). 25. Ponti Sesto, Rome. (147 x 96). 26. Fish market, Rome. (99 x 150). Volume secondo: 27. S.t Marks Church, Venice. (97 x 140). 28. Tempie of Pallas. (69 x 100). (Antiporta). 29. Venice. (146 x 97). 30. On the Grand Canal, Venice. (148 x 98). 31. Barbarigo and Pisani Palaces, Venice. (144 x 98). 32. Dogana, and Church of S. M. della Salute, Venice. (96 x 140). 33. The Rialto, Venice. (143 x 98). 34. Mocenigo Palace, Venice. The residence of Lord Byron. (142 x 94). 35. The Piazzetta, Venice. (151 x 97). 36. The Campanile, Venice. (148 x 96). 37. Saint Marks Place, Venice. (144 x 97). 38. Rome. (144 x 96). 39. Bridge and Castle of Angelo, Rome. (148 x 99). 40. Monte Aventino. (146 x 98). 41. Colonnade of S.t Peters, Rome. (95 x 140). 42. Tempie of Peace, Rome. (97 x 146). 43. Forum at Rome. (146 x 99). 44. Temples of the Vesta and Fortuna Virilis, Rome. (142 x 97). 45. Tempie of Mars Ultor, Rome. (96 x 143). 46. The Borghese Palace, Rome. (149 x 100). 47. Rimini. (140 x 93). 48. Sibyls Tempie, Tivoli. (98 x 144). 49. Civita Castellana. (142 x 98). 50. Cascade at Terni. (98 x 143). 51. Bridge of Augustus, at Narni. (141 x 96). 52. Town and Lake of Lugo. (145 x 100). Volume terzo: 53. The iterior of Milan Cathedral, looking towards the High Altar. (100 x 136). 54. Tivoli. (67 x 96). (Antiporta). 55. Isola Bella, Lago Maggiore. (151 x 102). 56. Florence from the Cascina. (146 x 97). 57. Ponte Santa Trinità. (142 x 98). 58. Pelago, near Florence. (147 x 105). 59. Tempie of the Clitumnus near Spoleto. (101 x 140). 60. Spoleto. (141 x 94). 61. Castle of Nepi. (102 x 141). 62. Lake and Town of Nemi. (142 x 100). 63. Gensano. (141 x 97). 64. The Ghigi Palace at l'Arricia. (139 x 98). 65. Naples, from the sea. (144 x 98). 66. Santa Lucia, Naples. (145 x 97). 67. Naples, from the Strada Nuova. (134 x 94). 68. Puzzuoli. (144 x 92). 69. Puzzuoli with the Mole of Caligula. (141 x 101). 70. Castle and Bay of Baia. (133 x 97). 71. Bay of Baiae. (141 x 95). 72. Castell-a-Mare, bay of Naples. (144 x 103). 73. Persano, bay of Naples. (139 x 98). 74. Vico, bay of Naples. (145 x 104). 75. Entrance to Sorrento. (97 x 142). 76. Sorrento. (144 x 107). 77. Vieltri near Salerno. (143 x 97). 78. Cetara, bay of Salerno. (146 x 99). Volume quarto: 79. Verrex, Val d'Aosta. (92 x 118). (Antiporta). 80. Vietri. (138 x 98). 81. Convent of La Santa Trinità. (100 x 137). 82. Vico, bay of Naples. (143 x 98). 83. Mola. (147 x 100). 84. Garigliano. (148 x 102). 85. Castel Gondolpho. (142 x 100). 86. Castel Madama. (139 x 99). 87. Vico Varo, near Tivoli. (137 x 95). 88. Convent of il Santo Cosimato, near Tivoli. (98 x 144). 89. Narni. (145 x 97). 90. Terni. (147 x 100). 91. Convent of the Vallambrosa. (141 x 97). 92. Fiesole. (95 x 128). 93. La Magra, near Sarsana. (135 x 95). 94. La Spezia, coast of Genoa. (144 x 97). 95. Genoa. (142 x 98). 96. Savona, coast of Genoa. (143 x 94). 97. Trevi. (146 x 97). 98. Albenga, coast of Genoa. (148 x 98). 99. Alessio. (145 x 97). 100. Ventimiglia, coast of Genoa. (143 x 98). 101. Nice, coast of Genoa. (137 x 97). 102. Entrance to Ivrea. Val d'Aosta. (146 x 99). 103. Fort de Bard. (102 x 139). 104. Entrance of Aosta (frontespizio)
In-16 gr. (mm. 192x145), p. pergamena coeva, titolo ms. al dorso, pp. (16),440, con 1 grande vignetta xilografata al frontespizio, ornato da capilettera figur. pure inc. su legno. L’edizione è molto ben illustrata da: 1 composizione a p. pag. e 101 finissime vignette xilografate nel t. Elegante ristampa secentesca di questa fortunata raccolta di novelle, apparsa per la prima volta nel 1561, e “ricavata da vari novellieri precedenti (che meglio gli soddisfacevano, senza specificare mai il nome degli autori, ed a sua fantasia "rassettandole e racconciandole nella lingua")”, in testa a tutti il Boccaccio, di cui è fedelmente imitata la cornice narrativa delle dieci giornate. Cfr. Gamba,2724-2728 (in Nota). Francesco Sansovino (1521-1586), figlio del grande architetto e scultore Iacopo Tatti (detto il Sansovino), fu poligrafo attivissimo, autore di versi, di prose letterarie, storiche, retoriche, di traduzioni, editore e commentatore di classici. Oltre che prestare l’opera sua nelle tipografie veneziane, ne aprì una sua. Così Diz. Treccani,X, p. 794. Leggerm. corto di margini; 2 carte con ang. infer. mancante, altrimenti esemplare ben conservato.
Rara carta geografica dell'Italia orientata con il nord a sinistra tratta dalla Schwytzer Chronika dello Stumpf, il primo "atlante" svizzero, pubblicato a Zurigo nel 1548 da Christoffel Froschover e successivamente ristampato nel 1552. Johann Stumpf fu uno dei primi e più importanti scrittori di storia e topografia svizzera. Il frutto delle sue fatiche (completato alla fine del 1546) fu pubblicato nel 1548 a Zurigo in un enorme libro di 934 pagine (con molte incisioni su legno, raffiguranti stemmi, mappe, ecc.), con il titolo di Gemeiner loblicher Eydgnoschafft Stetten, Landen und Voelckeren Chronick wirdiger thaaten Beschreybung. Un estratto di esso è stato pubblicato nel 1554, con il nome di Schwytzer Chronika. Edizioni nuove e notevolmente ampliate dell'opera originale furono pubblicate nel 1586 e nel 1606. La piccola mappa dell'Italia non presenta margine graduato o scale grafiche. Curiosa è la posizione della città di Brescia posizionata sulle Alpi vicino all'Istria e a nord di Trento lontanissima da Mantova e Bergamo. La carta presenta affinità cartografiche con il modello di Francesco Rosselli (1490 circa) ripresi già da Pietro Coppo e Giovanni Andra Vavassore. Xilografia, in perfetto stato di conservazione. Rara. Rare map of Italy oriented with north to the left from the Schwytzer Chronika of Stumpf, the first Swiss "atlas", published in Zurich in 1548 by Christoffel Froschover and later reprinted in 1552. Johann Stumpf was one of the first and most important writers on Swiss history and topography. The fruit of his labors (completed at the end of 1546) was published in 1548 in Zurich in a huge book of 934 pages (with many wood engravings, depicting coats of arms, maps, etc.), under the title of Gemeiner loblicher Eydgnoschafft Stetten, Landen und Voelckeren Chronick wirdiger thaaten Beschreybung. An extract from it was published in 1554, under the name Schwytzer Chronika. New and greatly expanded editions of the original work were published in 1586 and 1606. The small map of Italy has no graduated margin or graphic scales. Curious is the position of the city of Brescia located in the Alps near Istria and north of Trento far from Mantua and Bergamo. The map has cartographic affinities with the model of Francesco Rosselli (circa 1490) already taken up by Pietro Coppo and Giovanni Andra Vavassore. Woodcut, in perfect condition. Rare. R. Borri "L'Italia nelle antiche carte…" (2011), scheda 34 (edizione del 1551).
Due parti in un volume di cm. 27,5, pp. 672 complessive. Frontespizio collettivo con grande veduta centrale, vignette ai 6 frontespizi che precedono ciascun capitolo, due carte ripiegate raffiguranti l'intera penisola e 135 tavole fuori testo di vedute di città italiane ed alcune di costumi locali. Leg. coeva in mezza pelle, dorso liscio con titoli e fregi in oro. Esemplare genuino e ben conservato, senza fioriture. Edizione originale.
Tre volumi di cm. 19,5, pp. (4) viii, 495 (1); (4) 478; (4) 480. Solida ed elegante legatura coeva in piena pelle, dorsi a nervi con titoli in oro. Dentelles interne, sguardie marmorizzate e tagli dorati. Bell’esemplare, in eccellente stato di conservazione. Alcune delel preliminari del primo volume sono legate nel terzo. Edizione originale, rara di un’opera di grande interesse storico ed economico. A testimonianza, le ristampe dell'anno successivo a Londra e a Francoforte in traduzione tedesca. D'Ancona: p. 60: “Il I vol. riguarda il regno di Napoli, il II Roma e lo Stato della Chiesa, il III Lucca, la Toscana, o per dir meglio Livorno, e poi Modena (ca. 120 pp.), Parma, Genova, la Corsica (30 pp.) e il Principato di Monaco. L'opera del Conte, poi cittadino Gorani milanese (Milano, 1740 - Ginevra, 1819), è di molta importanza, e meriterebbe di essere rimessa in onore, corredandola di opportune illustrazioni. Ci possono essere degli sbagli e dei giudizi men retti, dovuti alle opinioni giacobine dell'A., ma il fondo è veridico, e le notizie abbondanti e svariate.”. L'A. ebbe una vita avventurosa e ricca di incontri proficui e importanti: formatosi nella Milano dei Verri e dei Beccaria, combatté contro i Prussiani, da cui fu fatto prigioniero. In Germania ebbe modo di seguire delle lezioni di Kant e di apprezzare la figura di sovrano illuminato di Federico II. Dopo il ritorno in patria, intraprese un lungo viaggio che lo portò in giro per l'Italia, la Corsica, la Sardegna e poi l'oriente: Grecia, Impero turco e paesi balcanici. Fu poi in Spagna, Portogallo e infine Vienna, dove divenne funzionario di Maria Teresa, finché egli non espresse con troppa franchezza all'imperatrice la sua avversione nei confronti di Firmian e di Kaunitz. Dopo un breve viaggio in Inghilterra e in Francia, raggiunse Costantinopoli, dove cercò, forse su consiglio del Voltaire, di restaurare al trono i vecchi Commeni. Soggiornò di nuovo a Milano, quindi visitò il Regno di Napoli e Roma. Fu quindi in Svizzera e poi in Francia, dove dal 1790 fissò la propria residenza, divenendo cittadino francese e avvicinandosi ad alcuni intellettuali, tra cui Condorcet, Bailly, Barthélemy e Mirabeau. Di questi tracciò poi spregiudicati profili nei suoi Mémoires. Nel 1793 riparò di nuovo in Svizzera fuggendo il Terrore. In quell'anno “...egli fece uscire a Parigi i Mémoires secrets, i quali gli suscitarono l'odio di alcuni sovrani, soprattutto di Maria Carolina di Napoli, che lo perseguitò... I Mèmoires,non sono opera di gran valore per la storia del pensiero del G., ché egli mirò a raccontare avventure, viaggi, amori e a descrivere la corruzione delle corti italiane, piuttosto che spiegare il corso delle proprie idee politiche e filosofiche.” (Diz. lett. it. Laterza, III pp. 166-169).
Due volumi di cm. 20,5, pp. (4) xv (1) 390 (2); (4) 425 (1). Con 18 tavole fuori testo tra cui 17 acquaforti con vedute delle città visitate ed una tavola a colori di costumi tirolesi. Alla fine del primo volume una grande tavola a colori del Tirolo (dall'Anich). Solida ed elegante legatura coeva in mezza pelle rossa con punte, dorsi a nervi con ricchi fregi in oro e titoli su doppio tassello. Sguardie e tagli marmorizzati. Esemplare genuino ed in ottimo stato di conservazione. Edizione originale, non comune di questo viaggio compiuto nell'Italia settentrionale, con particolare attenzione alla regione trentina.