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In-16 gr. (mm. 195x120), 4 volumi, p. pelle edit., tit. oro al dorso, tagli dorati, pp. (8),278,(2); VI,(2),271; (4),II,(2),286,(10); (8),271,(5). Offriamo, in "prima edizione", i seguenti annuali, molto ben illustrati (come da Indice) da complessive 104 pregevoli tavv. f.t. inc. su acciaio (comprese le belle antiporte) che raffigurano vedute di città svizzere e italiane, tutte ampiamente descritte: - 1830, (Svizzera e Italia) dedicato a: Ginevra, Losanna, Montreaux, Martigny, Sion, Domodossola, Arona, Milano, lago di Como, Verona, Vicenza, Padova, Venezia, Ferrara, Bologna e Roma. - 1831, dedicato alle città italiane di: Venezia, Roma, Rimini, Civita Castellana, Terni, Narni, città e lago di Lugo. - 1832, dedicato a: Milano, lago Maggiore, Firenze, Fonti del Clitunno, Spoleto, Nemi, Napoli, Pozzuoli, Castellammare, Sorrento, Vietri, Cetara. - 1833, dedicato a: Vietri, Vico, Gaeta, il Garigliano, Castel Gandolfo, Narni, Terni, Fiesole, Val di Magra, La Spezia, Genova, Savona, Albenga, Alassio, Ventimiglia, Nizza, Ivrea, Verres, Aosta. Esemplare ben conservato.
La carta rappresenta la parte nord ovest dell’Italia settentrionale. Questo esemplare mette in evidenza quelle che sono le caratteristiche principali delle mappe francesi rispetto a quelle olandesi e tedesche, dalle quali si distinguono per la maggior cura dedicata al disegno ed alle decorazioni dei cartigli. Prorpio l’eleganza tecnica di queste carte fece sì che le stesse mappe fossero esportate e copiate nei paesi vicini fino all’inizio del XVIII sec.Bibliografia: Motta, p. 7; Arrigoni-Bertarelli n. 868; Colombo-Rondanini-GRSD, p. 40. Aliprandi, vol. I, p. 183
In-16 p. (mm. 169x110), 4 volumi, mz. pergam. coeva con ang., tit. oro su tassello al dorso, pp. (24),327; 386; 365; 408; la traduzione è accompagnata, a fronte, dall’originale. Dedicata a S.E. Carlo, Conte e Signore de Firmian. "Prima edizione". Cfr. Cat. Hoepli,35: "E' la più celebre fra le molte traduzioni dialettali che furono eseguite sull'immortale poema tassiano, come quella di Carlo Fasan in napoletano, Tommaso Mondin in veneziano, Carlo Assonica in bergamasco (la più lodata dal Balestrieri), Francesco Negri in bolognese, Carlo Cosentini in calabrese, Cesare Patrizi in perugino, Barba Sep Coraulo dit dal Piai in bellunese, da vari in genovese" - Predari, p. 372 - Raccolta Tassiana Bibl. “A. Mai”, 720: “Galantissima e piacevole oltre ogni credere ella è questa traduzione Milanese del nostro dotto ed amabile Balestrieri.. il suo lavoro può stare a fronte di qualunque più celebrata traduzione (Serassi)". Ai risguardi grosse sigle mss., altrimenti esemplare ben conservato.
Rarissima carta basata su quella di Giovanni Antonio Magini, edita per la prima volta nel 1620, in seguito ripresa da Hondius (1636) e Janssonius (1647). Todeschi si ispira a quest’ultima, copiando probabilmente un’edizione in francese, come dimostra la nomenclatura. Incisione in rame, carta leggermente restaurata, leggere abrasioni, nel complesso in buono stato di conservazione. A rare map based on Giovanni Antonio Magini’s, published for the first time in 1620, and afterwards copied by Hondius (1636) and Janssonius (1647). Todeschi took inspiration especially from the scond one, copying a French edition, as the names on the map suggest. Copper engraving, a repaired map, light abrasions, in good condition. F. Ronca e A. Sorbini (a cura di) "Le antiche terre del Ducato di Spoleto", p. 100, 36.
188032519New York: D. Appleton & Company 1880. First edition folio issue in a very fine and especially handsome binding. With over 100 very fine full page engraved plates and 300 engravings within the text many of which are quite large title-page printed in red and black. Folio superbly bound in full dark brown morocco the spine decorated fully in blind the compartments with central ornamental decorations raised bands lettered in gilt in one compartment the upper and lower covers with very elaborate decorations blocked in blind and black incorporating classical motifs coats of arms papal insignia floral devices and border decorations the upper cover with the whole surrounding an inner panel comprising an Italian coat-of-arms and titling in gilt marbled endleaves and all edges gilt. A superb and especially handsome binding. xiii 468 pp. A beautiful copy of a most beautiful book the binding and text block and illustrations all in an excellent state of preservation. FIRST EDITION FOLIO ISSUE OF An extremely attractive Italian travel book with beautiful engravings on almost every page. These combined firsthand narratives by three talented authors enter Italy through Mont Cenis and move on to Trentino Verona Venice Mantua Milan the lakes Genoa Florence Siena and many others before ending at the Island of Etna. The Trollopes brother and sister-in-law of the more famous novelist have through editing and translation created a text that is written in a clear and congenial style with great awareness of literature and the arts as it moves from one historic town to the next. A lovely addition to any Italian collection. D. Appleton & Company hardcover
18502744DBca. 1850. Folio. Roter Maroquineinband mit Rücken- und Deckelvergoldung.
177344567Prag, Wolfgang Gerle, 1773. 8vo. Contemp.haclf. Spine richly gilt, titlelabel withgilt lettering. Marbled covers. A small paperlabel pasted on frontboard with an old librarynumber. Large engraved titlevignet showing an eruption of Vesuv. (8),407,(1) pp. Small stamp to titlepage. Internally clean and fine.
177344567Prag Wolfgang Gerle 1773. 8vo. Contemp.haclf. Spine richly gilt titlelabel withgilt lettering. Marbled covers. A small paperlabel pasted on frontboard with an old librarynumber. Large engraved titlevignet showing an eruption of Vesuv. 84071 pp. Small stamp to titlepage. Internally clean and fine. <br/><br/><em>Scarce first edition of Ferber's importent geological and mineralogical letters from his travels in Italy in 1771-72. Most of his works and also this contains importent observations on mineralogy metallurgy and geology of the places visited in Italy. "His descriptions of the environment of Neapel and specially the eruptive products of Vesuv belongs to the most prominent scientific descriptions of his time."Transl. from Zittel p. 61. </em> unknown
19 VOLL. 1923 - 1938. Qualchepiccola menda alla costola di alcuni volumi
Cartella edit. in tela (dorso e patelle interne rifatti) contenente 33 (su 34) carte geografiche telate, per lo più a colori, relative all’"Italia Centrale" e così composto (come da Indice):<br> - mm. 400 x 580 <br> Provincie di: Ancona - Arezzo - Ascoli Piceno - Bologna - Civitavecchia - Comarca di Roma - Prov. di Ferrara - Circondario di Fermo - Prov. di Firenze - Forlì - Delegaz. di Frosinone - Prov. di Grosseto - Livorno e Pisa - Lucca e Massa Carrara - Macerata - Rep. di San Marino - Circ. di Orvieto - Circ. di Perugia e Foligno - Prov. di Ravenna - Circ. di Rieti - Prov. di Rovigo e Ferrara - Siena - Circ. di Spoleto e Terni - Prov. di Urbino e Pesaro - Deleg. di Velletri - di Viterbo.<br> - mm. 585 x 730 <br> Provincie di: Parma e Piacenza - Reggio nell’Emilia e Modena - Toscane - Toscane: Orografiche e idrografia.<br> - mm. 585 x 800 <br> Carte corografiche di: Reggio d’Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì e parte limitrofe di Firenze e Ferrara - Provincia di Roma.<br> - mm. 1135 x 975 <br> Nuova carta topografica della Campagna di Roma Antica e Moderna.<br> "Manca" la carta dell’Italia Centrale. Esempl. ben conservato.
In-8 gr., legature diverse (tela verde editoriale, mz. tela coeva e brossura), complessivamente ben conservate.<br> Rivista mensile illustrata, in bianco e nero e a colori. Offriamo "tutto il pubblicato" di questa importante rassegna d'arte, fondata da Ugo Ojetti nel 1920, che ebbe come collaboratori: Berenson, Venturi, Marangoni e anche giovani come G.C. Argan. La raccolta, completa in 13 annate, inizia nel giugno 1920 (Anno I, n. 1) e termina con il giugno 1933. L'anno XI ha 19 nn.: dal giugno 1930 al dicembre 1931. L'anno XIII solo 6.<br> Nel nostro esemplare lievi abrasioni su 4 pagine, altrimenti ben conservato.
In-8 p. (mm. 210x150), cartoncino rustico mod., pp. 168. Vi sono raccolte 73 magnifiche tavole, inc. in rame e a p. pag. nel t., che raffigurano “Esercizi del Moschetto - della Picca e della Baionetta”, con la lista dei comandi per il maneggio di tali armi; a fronte di ciascuna tavola la descrizione di tali comandi. Imponente e completo apparato illustrativo, di notevole interesse tecnico. "Mancano le ultime pagine di testo" relative all’”Esercizio della Cavalleria. Capitolo primo”, i.e. da p. 169 a 196 + “Dimostrazione dell’esercizio della Cavalleria”, pp. 197 e 198 + 1 c.b. Collazionato con l’esemplare della Civica Raccolta delle stampe Bertarelli di Milano. Rarissima "edizione originale" della parte iconografica di un’opera concernente la disciplina militare delle truppe del Granducato di Toscana poste sotto il comando di Cosimo III., cui vanno aggiunti: “Capitoli, ordini e privilegi delle milizie toscane..” (pp. 88) e “Istruzioni a tutti gli ufiziali.. e caporali delle milizie di S.A.R”.. (pp. 24). Solo qualche lieve fiorit. margin. altrimenti bell’esemplare, ben conservato.
16546A Paris, chez Béchet, Marseille, de l'imprimerie d'Antoine Ricard, 1823, 1 broché, couverture muette d'attente, dos manquant. in-8, faux-titre, titre, 212 pages + 1 feuillet de table, exemplaire à pleines marges ;
In-16 p. (mm. 153x103), mz. marocchino moderno con ang., dorso a cordoni con titolo oro, XXXII cc.num., con ritratto dell’A. xilografato al frontespizio (”desunto da quello del Tiziano nella ed. del "Furioso" del 1532”) e con marca tipografica in fine che raffigura Tobiolo guidato dall'Arcangelo Raffaele, pure inc. su legno. Cfr. Agnelli-Ravegnani,II, p. 86: “Edizione di somma rarità, che il solo Polidori cita nella sua bibliografia premessa alle ‘Opere minori’. Dopo l'edizione del 1526, è questa la seconda stampa della "Cassaria", uscita dai torchi del Bindoni e Pasini” - Sander,I,536 - Manca all’Adams e alla British Library. Leggerm. corto del marg. super., altrim. esemplare ben conservato.
In-24 p. (mm.132x70), 2 volumi, p. pergamena coeva, cornici e decoraz. a secco ai piatti, pp. 431; 1027 (numeraz. continua), 13 cc.nn., frontespizio inquadrato in cornice figurata con al centro l’impresa dello stampatore (ripetuta al recto dell’ultima c. con il motto: “Ivventus (sic) renovata”); testo in carattere romano (eccettuati gli "Argomenti" e la "Vita" che sono in corsivo); ognuno dei 46 canti di cui è composto il poema è introdotto dall’Argomento (in cornice ornata) ed è ben illustrato da una vignetta inc. su legno. In fine: le “stanze del S. Luigi Gonzaga, detto Rodomonte”, la “Vita dell’Ariosto descritta da Simon Fornari”; e con la tavola di tutti i nomi proprii e di tutte le materie principali contenute nel Furioso. Cfr. Agnelli / Ravegnani “Annali edizioni ariostee”,I, p. 133: “Ediz. in-12, assai rara. Per la prima volta compaiono gli argomenti in ottava rima del Dolce. Il Guidi cita 4 ediz. del Guerra, impresse tutte nel 1568 (in-4, in-8, 2 in-12. Di queste ultime, l’una conterrebbe il solo testo del poema; l’altra anche le stanze del Gonzaga e la vita dell’Ariosto) - Brunet,I,436 - Graesse,I,199. Leggerm. corto del margine super., prime 3 carte restaur. per piccola manc., con uniformi ingialliture e lievi aloni interc. nel t. ma certamente un buon esemplare.
In-8 gr. (mm. 270x178), bella legatura in p. pelle coeva, deliziose cornici dorate e a secco ai piatti, dorso a cordoni con ricca decorazione e titolo oro (lievi aloni ai risg.), tagli dorati. Il volume, di pp. (8),197, con frontespizio inciso figurato, è molto ben illustrato da 60 tavole f.t., tutte inc. su acciaio: sono bellissime vedute di città e paesaggi italiani, dalle Alpi a Napoli e da Venezia, il lago Maggiore, Domodossola e il Sempione. A chiusura dell’opera un magnifico grande finale inciso, con il Vesuvio in eruzione. Interessante resoconto di un viaggio in Italia compiuto nel 1817 dall’artista inglese Elisabeth Batty, nota pittrice di paesaggi. Cfr. Benezit,I, p. 863. Come sovente, anche nel ns. esempl. le tavole hanno lasciato l’”ombra” dell’immagine sulla pagina di testo a fronte. A parte questo difetto, il volume, su carta distinta, è fresco e molto ben conservato. .
In-8°, legatura coeva in piena pelle rossa zigrinata, con titoli e ricchi fregi nei comparti del dorso a cinque nervi, belle dentelles in oro a incorniciare i piatti e alle unghiature, sguardie marmorizzate e tagli dorati a specchio; pp. (10)197(3). Con 60 bellissime incisioni incise in acciaio su tavole fuori testo; frontespizio e finalino incisi. Abrasioni alle cerniere; rare leggere bruniture alla carta. Bell'esemplare in una bella legatura.
In-8 gr. (mm. 265x195), mz. pelle coeva con ang. (spacco a una cerniera), dorso a cordoni con fregi e tit. oro, pp. XIV,291,(7), con 6 grandi tavv. inc. in rame f.t. e più volte ripieg., relative a: "Carta per la navigazione-interna del Milanese - Canale di Pavia: planimetria e profilo del canale - Dettagli pei sostegni sul canale - Tipo di due sostegni accollati sul canale - Tipi di varie opere sul canale". Importante studio sull'idrografia del Milanese, con particolare riguardo al canale di Pavia, e con notizie storiche dal XIII al XIX secolo. "Prima edizione." Cfr. Predari, p. 45. Piccole macchie a p. 71; le tavole restaur. per picc. strappi, altrimenti esempl. marginoso, ben conservato.
Grande e importante carta geografica - composta da 4 fogli - dell'Italia settentrionale, con la suddicisione territoriale che segue il trattato di Campoformio.Disegnata da J. B. Chauchard e pubblicata a Parigi dall'editore J. A. Dezauche, l'opera rappresenta un'aggiornamento della carta dello stesso Chauchard del 1791, con le nocità territoriali nel Nord Italia a seguito del trattato di Campoformio.Scrive Roberto Sanfelici (cfr. Terre di Langobardia (2005) p. 26): "Il titolo corre lungo il margine superiore, al di sopra della cornice graduata; in basso abbiamo l'inidcazione dei colori usati per caratterizzare i singoli Stati e poi 3 scale in miglia d'Italia, leghe di Francia e leghe di Germania. I due trattati di pace riportati nel titolo sono quelli delle paci separate concluse da Napoleone col Re di Sardegna e con l'Imperatore d'Austria […]. La carta non è datata, ma si colloca certamente nle 1798-99, dato che cita la Repubblica Romana. Tra i due anni, è meglio scegliereil primo poiché il titolo cita il trattato di Campoformio e non la pace di Luneville. Chauchard rinnova qui l'impresa della grande carta da lui disegnata nel 1791 (cfr. Terre di Langobardia vol. 1, scheda 80). La scala è la stessa, ma la larghezza del foglio è minore, poiché il cartografo non ha più sentito il bisogno di rappresentare a oriente i territori oltre l'Istria e ad occidente Nizza e Savoia, che erano diventate parte integrante della Repubblica Francese".Incisione in rame, quattro granid fogli (dim. 615x445 circa ognuno) uniti e più volte ripiegati, coloritura coeva dei contorni, in ottimo stato di conservazione. Opera molto rara. Grande e importante carta geografica - composta da 4 fogli - dell'Italia settentrionale, con la suddicisione territoriale che segue il trattato di Campoformio.Disegnata da J. B. Chauchard e pubblicata a Parigi dall'editore J. A. Dezauche, l'opera rappresenta un'aggiornamento della carta dello stesso Chauchard del 1791, con le nocità territoriali nel Nord Italia a seguito del trattato di Campoformio.Scrive Roberto Sanfelici (cfr. Terre di Langobardia (2005) p. 26): "Il titolo corre lungo il margine superiore, al di sopra della cornice graduata; in basso abbiamo l'inidcazione dei colori usati per caratterizzare i singoli Stati e poi 3 scale in miglia d'Italia, leghe di Francia e leghe di Germania. I due trattati di pace riportati nel titolo sono quelli delle paci separate concluse da Napoleone col Re di Sardegna e con l'Imperatore d'Austria […]. La carta non è datata, ma si colloca certamente nle 1798-99, dato che cita la Repubblica Romana. Tra i due anni, è meglio scegliereil primo poiché il titolo cita il trattato di Campoformio e non la pace di Luneville. Chauchard rinnova qui l'impresa della grande carta da lui disegnata nel 1791 (cfr. Terre di Langobardia vol. 1, scheda 80). La scala è la stessa, ma la larghezza del foglio è minore, poiché il cartografo non ha più sentito il bisogno di rappresentare a oriente i territori oltre l'Istria e ad occidente Nizza e Savoia, che erano diventate parte integrante della Repubblica Francese".Incisione in rame, quattro granid fogli (dim. 615x445 circa ognuno) uniti e più volte ripiegati, coloritura coeva dei contorni, in ottimo stato di conservazione. Opera molto rara. Terre di Langobardia, La "Lombardia" e il Ducato Estense nella cartografia a stampa 1796-1886 (a cura di Zeno Davoli e Roberto Sangelici) - Modena 2005, pp. 26-27, scheda 6.
Carta geografica che copre il territorio del Friuli, con lembi della Carsia interna e tutta la penisola istriana e, in un riquadro in basso, mostra l'isola di Corfù, all'epoca appartenente alla Repubblica Veneziana, orientata con il nord in alto.Pubblicata nello Speculum Orbis Terrarum di Gerard de Jode. La rappresentazione dell'Istria presenta diverse corrispondenze con le carte della regione che hanno come prototipo la silografia di Giovanni Andrea Vavassore del 1553 e, in particolare, con quelle che recano la firma di Camocio (1563) e Forlani (1564). Basta osservare il disegno della linea di costa: in tutte si ripete l'errore di collocare Grado su un'isola all'interno della laguna omonima.L'unica differenza importante rispetto al prototipo è l'omissione del disegno del Timavo.La rappresentazione del rilievo, mediante lievi ondulazioni ombreggiate con tratteggio verticale più marcato nella parte centrale, somiglia di più alla carta del Forlani. L'orografia, invece, qui è rappresentata assai più vagamente. Sono stati sfoltiti diversi toponimi, e figurano nuovi errori, quali, ad esempio, "Iulia Carmico" per Iulium Carnicum, cioè Zuglio, nella Carnia.Incisione su rame, margini bianchi su tre lati, antiche annotazioni manoscritte sul marghine di sinistra, qualche sporadita e lieve fioritura. Nel complesso in ottimo stato di conservazione. Carta geografica che copre il territorio del Friuli, con lembi della Carsia interna e tutta la penisola istriana e, in un riquadro in basso, mostra l'isola di Corfù, all'epoca appartenente alla Repubblica Veneziana, orientata con il nord in alto.Pubblicata nello Speculum Orbis Terrarum di Gerard de Jode. La rappresentazione dell'Istria presenta diverse corrispondenze con le carte della regione che hanno come prototipo la silografia di Giovanni Andrea Vavassore del 1553 e, in particolare, con quelle che recano la firma di Camocio (1563) e Forlani (1564). Basta osservare il disegno della linea di costa: in tutte si ripete l'errore di collocare Grado su un'isola all'interno della laguna omonima.L'unica differenza importante rispetto al prototipo è l'omissione del disegno del Timavo.La rappresentazione del rilievo, mediante lievi ondulazioni ombreggiate con tratteggio verticale più marcato nella parte centrale, somiglia di più alla carta del Forlani. L'orografia, invece, qui è rappresentata assai più vagamente. Sono stati sfoltiti diversi toponimi, e figurano nuovi errori, quali, ad esempio, "Iulia Carmico" per Iulium Carnicum, cioè Zuglio, nella Carnia.Incisione su rame, margini bianchi su tre lati, antiche annotazioni manoscritte sul marghine di sinistra, qualche sporadita e lieve fioritura. Nel complesso in ottimo stato di conservazione. Lago, pp. 156-157, tav LXV.
Carta geografica che copre il territorio dell'antica Tuscia, da Roma a Lucca, orientata con nord a sinistra.Basata sulla corografia di Geronimo Bellarmato, la carta viene pubblicata da De Jode nel raro “Speculum Orbis Terrarum”.Incisione su rame, margini bianchi su tre lati, antiche annotazioni manoscritte sul marghine di destra, qualche sporadita e lieve fioritura. Nel complesso in ottimo stato di conservazione. Carta geografica che copre il territorio dell'antica Tuscia, da Roma a Lucca, orientata con nord a sinistra.Basata sulla corografia di Geronimo Bellarmato, la carta viene pubblicata da De Jode nel raro “Speculum Orbis Terrarum”.Incisione su rame, margini bianchi su tre lati, antiche annotazioni manoscritte sul marghine di destra, qualche sporadita e lieve fioritura. Nel complesso in ottimo stato di conservazione.
In-4°, bella e sobria legatura in tutta pelle 'marocchino' verde vescica con nervature e titolo e filetti in oro al dorso e filetti a cornice ai piatti e sull'unghiatura, taglio in oro. Doppio frontespizio, il primo inciso in acciaio con allegoria lapidaria, pp.72 che accompagnano la descrizione di 63 tavole, di stupende vedute in acciaio di località:- Tirolo, Venezia, Lago di Garda, Bologna, Rimini, Terni, Narni, Roma, Tivoli, Frascati, La Riccia, Lago di Nemi, Molo di Gaeta, Napoli, Firenze, Lerici, Lago di Lugano, Isola Bella, Torino visto da Superga e alcune incise al tratto riguardanti la parte monumentale dei musei vaticani, e museo fiorentino. Bella e robusta legatura artistica. Ex libris al risvolto di copertina, 'George Graham'.
81845o.J. Unten mittig in der Platte bezeichnet. 11,4 x 13,6 cm.
Duisburg, 1589. Dall’ “Atlas”, parte II (Italiae, Sclavoniae, et Greciae tabulae geographicae”). Incisione in rame, b/n, cm 37 x 47 (alla lastra) più margini. Titolo in alto a ds. entro cartiglio con volute e decori, in bs. a ds. un compasso con sottostante scala grafica di 100 miglia italiche, in bs. a sn. “Per Gerardum Mercatorem cum Privilegio”. Margine graduato su tutto il perimetro; con reticolato. Ristampe di questa carta nel 1595 e nel 1602. La carta, che solo in parte deriva da una precedente grande carta dell’Europa composta dallo stesso Mercatore nel 1554, è frutto dell’armonizzazione e della sintesi di tutte le più importanti carte note al suo Autore, il quale non si è limitato a correggere un precedente modello: egli, al contrario, ha selezionato e uniformato tutte le rappresentazioni conosciute e, prendendo tutto ciò che ritenesse esatto (anche dalle carte regionali) ha creato una carta del tutto revisionata e originale, con rigorosa applicazione degli importanti dati astronomici in suo possesso. Ne scaturisce una carta con una eccellente idrografia e con una buona collocazione dei numerosi centri urbani. Malgrado ciò, una imprecisione nel calcolo della longitudine (ancor più evidente nella suddetta carta europea del 1554) non ha impedito al Mercatore di commettere gravi errori: ne sono un esempio l’anomala delineazione della costa adriatica (con una eccessiva strozzatura in prossimità di Ravenna) e la curiosa sagoma della costa ligure (con estensione in senso quasi nord – sud del tratto che va da Savona a Capo Mele). Il rilievo appenninico, rappresentato in modo alquanto elementare e schematico (con coni di talpa accumulati lungo la linea di spartiacque) sembra invece aver attinto alcuni elementi della precedente carta mercatoriana tolemaica del 1578. Esemplare con un leggero e uniforme imbrunimento, peraltro con una precisa inchiostratura, una lastra ben definita e a pieni margini. Molto buono.
4 vol. in-8, pp. LV, 337, 331, VI, 250; 120 tavole inc. in rame, alcune colorate e ripiegate. Leg. coeva m. pelle verde, dorsi lisci con filettatura, fregi e titoli oro. Il terzo vol. di testo è interamente dedicato alla analitica ''Spiegazione delle Tavole'', in numero di 120, che formano il vasto apparato iconografico raccolto nel IV volume (reperti archeologici, sculture, mosaici, carte topografiche, etc.). Dotta opera sui primordi della civiltà in Italia. Bell'esemplare.. Brunet III, 1695. Graesse IV, 514..