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In folio gr. (mm. 515x355), mz. pelle coeva con ang., fregi e titolo oro al dorso, pp.nn. 200 ca., con 90 tavole al tratto inc. in rame che raffigurano monumenti funerari di 88 importanti personaggi della storia della Repubblica Veneta. Ogni tavola è descritta da Zanotto che, di ciascun personaggio, traccia anche un profilo biografico. Esempl. marginoso, molto ben conservato.
Rara mappa della Sardegna tratta dall'opera Cartes Cosmographiques & Plantz de Villes, edita a Lione nel 1564. La mappa è una derivazione, di formato più piccolo, di quella di Arquer- Münster, pubblicata nel 1550.Xilografia, inserita in una pagina di testo, in ottimo stato di conservazione. Rare map by Du Pinet; in a smaller size after the ones first published by Arquer-Münster in 1550.Map taken from the very rare "Plantz, pourtraitz et descriptions de plusieurs villes et forteresses, tant de l'Europe, Asie, & Afrique, que des Indes, & terres neuves: Leurs fondations, antiquitez, & manieres de vivre: Avec plusieurs cartes generales & particulieres, servans à la Cosmographie, iointes à leurs declarations: deux tables fort amples, l'une des chapitres, & l'autre des matieres contenues en ce present livre. Le tout mis par ordre, region par region, par Antoine du Pinets" printed in Lyon by Jean d’Ogerolles. The work include 55 woodcuts, many after Munster, comprising 3 double-page maps (cordiform world after Apianus, Europe and Germany), 7 half-page maps, 18 double-page views (including Lyon, Bordeaux, Geneva, Frankfurt, Florence, Venice, Rome, Constantinople, Jerusalem, Cusco and others), and 27 illustrations (including Mexico city).Woodcut, text and vignette on the verso, in very good condition. Pastoureau S. 132, (32); Piloni S. 53
(di mm. 80x138), timbrata Prato Toscana 18.5.81, indirizzata all’Avv. Lino Ferriani (Corso Giovecca, 61. Ferrara), di 15 righe. “Mio caro Signore, / ora che il bravo Gazzettino sta per morire sento il bisogno di ringraziarla delle cortesie ustemi e di augurarmi che la Sua buona amicizia non mi venga mai meno. / Accetti una stretta di mano, e .. a rivederci su qualche altra breccia quanto prima. / Suo sempre / D’Annunzio / Prato, 18 maggio 81”. L’Avv. Lino Ferriani (1852-1921) fondò a Ferrara “La Rivista” e poi “Il Gazzettino Letterario” che ospitò D’Annunzio giovinetto. Si laureò nella sua città natale in Giurisprudenza ed entrò giovanissimo in magistratura; dal 1882 ricoprì l'incarico di procuratore del Re. Esemplare ben conservato.
in-4, pp. IV, 45, (2), leg. in c. dec. Con 2 tavv. in rame rip. raff. la topogr. del territorio con evidenziati il percorso del canale. [469]
1716R42575Venezia, Andrea Poletti 1716 2 parts bound in 1 volume: xlviii,[xvi],504 + [xvi],108 pp.+ engraved frontispice (portrait of Fontana), vellum (small piece of calf detached at backside of cover), 24cm., stamp, text very clean, titlepages printed in black & red, very good copy of this rather scarce and last written work by G.Fontana, [FONTANA Ioannes 1644-1716 Dr.in Law, became priest in +/-1697, bishop of Cesena (It.) in 9 June 1697]
2 parts bound in 1 volume: xlviii,[xvi],504 + [xvi],108 pp.+ engraved frontispice (portrait of Fontana), vellum (small piece of calf detached at backside of cover), 24cm., stamp, text very clean, titlepages printed in black & red, very good copy of this rather scarce and last written work by G.Fontana, [FONTANA Ioannes 1644-1716 Dr.in Law, became priest in +/-1697, bishop of Cesena (It.) in 9 June 1697]
17526084Patrem Benedictum XIV. Pontificem Maximum. Mit 6 (4 gefalt.) gest. Tafeln, 9 gest. Vignetten inkl. Titelvignette u. 10 gest. Initialen. Rom, J. M. Salvioni, 1752. 4to (28,2 x 20,0 cm). XVI, 130 S., 1 Bl. Druckfehler. Pergamentband d. Zt. mit goldgeprägtem Rückentitel.
26x19. 193p. 36x29. 6p. 2 Vols. El Vol. 2 son 6 láminas plegadas. Enc. 1/2 piel cart. Estampada.
5 voll. leg in 3. In 8, pp. 16 + 352; 358; 272; 316 + (4); 226; 120 + (2) con 3 tavv. f. t. piu' volte rip. T. tl. coeva ad imitazione marocchino. Qualche danno alla cerniere. nel complesso fresco esemplare. Raccolta di 2 tra le migliori opere in campo agricolo di questo pensatore, vicino ai movimenti riformatori tra XVIII e XIX sec. (fu amico del suo compaesano Longano, seppur trovandosi su posizioni piu' moderate di quest'ultimo. Le lezioni di agricoltura rappresentano la summa del suo pensiero in questo campo (si occupo' anche di filosofia e religione) e sono suddivise per: Teorie sulla struttura e funzioni de' vegetabili, terre geoponiche, concimi ecc.; Sulla coltivazione dei cereali e di varie piante alimentarie dell'uomo e piu' opportune a' suoi usi economici; La coltura degli alberi boschivi; La coltura degli alberi da frutto ingentiliti dalla coltura; De' prati e del loro governo, degli animali che hanno un piu' immediato rapporto al buon andamento dell'agricoltura e del modo migliore di nutrirli e conservarli sani. Particolarmente importante anche l'opera dedicata ai disordini fisici ed economici in campo agrario presenti nel Regno di Napoli. In questa analisi l'autore di Ripamilasano ha ben chiara l'arretratezza in cui versa l'agricoltura del Sud Italia ed anche quella settentrionale, nonostante autori come Dandolo, ed evidenzia responsabilita' da parte dei proprietari dei fondi i quali affittano ai braccianti le nude terre, senza alcuna dote di sementi od animali. Impossibile in questo modo fare miglioramenti e realizzare le rotazioni che permetterebbero una migliore resa del suolo. Opera rara ed importante.
In-8 p. (mm. 204x150), 2 parti in 1 vol., mz. pelle settecentesca con ang. (lievi abras.), 7 cc.nn. (manca l’ultima c. che è bianca), 500 pp.num.; 5 cc.nn. ("manca il frontesp." della seconda parte), 464 pp.num. Il vol. è ornato dalla marca tipografica ai frontespizi, da grandi e belle iniziali a vignetta in xilografia, testo in carattere corsivo. Nella prima parte, la dedica ad Emanuele Filiberto Duca di Savoia è seguita da un proemio e una lunga introduzione mentre la seconda, dedicata ad Alfonso d’Este Duca di Ferrara, è introdotta nelle prime 137 pp. dai “Tre dialoghi della vita civile”. "Seconda edizione". In questa raccolta di novelle, che ricalcano la struttura del Decamerone, l’A. (1504-1573) presenta una brigata di dame e gentiluomini che su di una nave fuggono a Marsiglia da Roma, saccheggiata dalle soldatesche di Carlo V (1527), e per distrarsi passano il tempo nel racconto di cento narrazioni, distribuite in dieci decadi (a seconda del loro soggetto: una è dedicata ai “prodi”, un’altra agli “ingrati”, un’altra ai “frodolenti”, ecc.). Tra queste novelle vanno ricordate quella della perfidia dell’alfiere perchè offrì a Shakespeare la trama dell’"Otello" e quella, diversamente truce (VIII, 5) da cui lo Shakespeare trasse "Misura per misura". Così Dizionario Opere Bompiani, III, p. 7-8. Cfr. Gamba,1435 (in Nota) che cita la prima ediz. del 1565: “Libro di valore che ebbe molte ristampe”. Corto del marg. superiore; ultime 7 cc. con arross. e antico restauro lungo il margine esterno; l’ultima carta con picc. manc. che intaccano alc. lettere del t., ma complessivam. buon esemplare.
18152975Mit gest. Titel u. 109 gest. Tafeln. Paris, P. Didot l'ainé, 1815. Folio. (42,5 x 28,8 cm). VII, 50 S. Marmorierter Halblederband d. Zt.
In-16 gr. (mm. 190x134), 2 opere in 1 volume, legatura coeva in p. pelle con eleganti e ricche cornici dorate ai piattti, dorso a cordoni con decoraz. e tit. oro, cc.nn. 7 (frontesp. con marca tipograf., dedica a Vincenzo Gonzaga, argomento, ritratto del Guarini, ‘Persone che parlano’), a p. 7 comincia il Prologo e la Tragicommedia finisce alla p. 298 (mal numer. 198). Le 4 cc.nn. che seguono contengono il frontespizio delle "Rime", la dedicatoria al Card. Pietro Aldobrandini, un sonetto dell’A. e una lettera dello stampatore ai lettori. Le “Rime” iniziano a p. 207 (i.e. 307) e terminano a p. 329 (i.e. 429); le ultime 7 pp. sono di Indici. Il testo è decorato con fregi, grandi capilettera figurati a vignetta e finalini inc. su legno. “Le tavole che la ornano, xilografate nel t., sono 6 (incluso il Prologo), in parte copiate da quelle delle stampe precedenti intagliate in rame. In questa ricercata, ma poco corretta ristampa, furono bensì aggiunte le "Rime" dell’A., ma dall’altro canto furono tolte via le ‘Annotazioni’ ch’erano impresse al fine di ciascuna scena nelle anteriori ediz. del Ciotti. Ebbe il Guarini la non ordinaria soddisfazione di vedere questa sua famosa Tragicommedia, durante il tempo in cui visse, trasportata in straniere lingue e ristampata per ben 30 volte. Pochi libri italiani trovarono poi tanto ricetto e onore tra i forestieri da farne in ogni tempo pregevoli e splendide stampe”. Così Gamba,557. E’ infatti la pastorale più importante dopo l’Aminta e con quella apre la numerosa serie di questo genere teatrale che nel Seicento ebbe il suo maggior sviluppo e la migliore fortuna. Corto di margini; con qualche lieve alone; ca. 20 carte con fori di tarlo al marg. interno che talvolta intaccano lettere del testo, ma complessivam. un discreto esemplare.
Amsterdam, 1620 circa. Incisione in rame all'acquaforte, colore, cm 39 x 50, 8 (alla lastra) più margini bianchi. Titolo in alto a destra, entro cartiglio costituito da tavola sorretta da figure allegoriche con sottostante la “Lupa Italia” che allatta Romolo e Remo; in basso a destra, entro altro cartiglio con i busti di Romolo e Remo, due scale grafiche di miglia italiane e germaniche; nel mare ci sono navi e vascelli e la testa emergente di un mostro marino. Carta con reticolato e con margine graduato su tutto il perimetro. Testo francese al verso. Tutti gli elementi della carta derivano dalla “Italia Nuova” del Magini del 1608. La carta conobbe molte ristampe, tra cui quelle realizzate da J. Jansonium e inserite nei più diffusi atlanti olandesi della prima metà del 1600, tra cui quello dei Blaew; tra queste se ne segnala una datata 1641, con scale grafiche in basso a sinistra e con l'inserimento, in basso a destra, di otto stemmi degli stati più importanti. La carta è peraltro identica a quella fiancheggiata complessivamente da dodici vedute di città, da otto riquadri con costumi italiani e da otto stemmi che la rendono ricca di sfarzo e molto decorativa. Esemplare in bella coloritura e in margini, molto buono lo stato di conservazione.
Foglio X della celebre carta Carta di cabotaggio del Mare Adriatico (1822–1824).Raffigura la costa adriatica dell'Abruzzo e del Molile, estesa da nord di Francavilla a sud di Termoli. Sono inoltre rappresentate le isole Tremiti.La Carta di cabotaggio del Mare Adriatico, venne prodotta nell'I.R. Istituto Geografico Militare austriaco, a Milano, in cooperazione con il R. Officio Topografico del Regno di Napoli e con l'Ammiragliato britannico. (Istituto Idrografico della Marina).L'iniziativa fu il frutto di un'attiva collaborazione con l' ammiraglio H. W. Smyth della Marina britannica e con l' Officio Topografico di Napoli, al fine di completare il rilevamento del Mare Adriatico iniziato sotto l'occupazione francese, al quale aveva a suo tempo contribuito anche Charles François Beautemps Beaupré, ingegnere idrografo in capo al Dépôt des cartes dal 1826 al 1839.Ne scaturirono carte costiere a media scala - di cui qualche esemplare è presente presso l' Istituto Idrografico della Marina - e la Carta di cabotaggio del Mare Adriatico disegnata e incisa sotto la direzione dell'I. R. Stato Maggiore generale, 1:750.000, pubblicata a Milano nel 1822-24, in venti fogli oltre il frontespizio e il quadro d'unione, di cui un esemplare è conservato presso l'Ente cartografico italiano.Carta applicata su tela coeva, in pereftto stato di conservazione. Opera molto rara. Plate X of the Carta di cabotaggio del Mare Adriatico (1822–1824).After almost five centuries of development in nautical charts depicting the Adriatic Sea, a systematic, complete hydrographic survey was carried out that resulted in the first modern nautical chart of the area. The survey, a coordinated operation undertaken jointly by Austrian, Neapolitan and British experts in 1818–1819, was the first scientific activity in the Adriatic region to be based on international cooperation. Until then, the gathering, processing and presentation of geographical data on Adriatic nautical charts were neither systematic nor institutionalized activities, so those charts could not serve as reliable, safe sources of different types of information for seafarers and others for whom spatial relations in coastal, island and sea regions were of primary importance. Given the quality and quantity of hydrographical and geographical content presented in the Carta di cabotaggio del Mare Adriatico (Coasting Chart of the Adriatic Sea), it immediately became an essential source of spatial information. Josip Fari?i? & Lena Miroševi?, Carta di cabotaggio del Mare Adriatico (1822–1824): A Turning-Point in the Development of Adriatic Maritime Cartography, Imago Mundi Vol. 69 , Iss. 1,2017
in-8, pp.XIV, 478, stupenda legatura coeva in marocchino rosso con ricche decorazioni oro sui piatti e al dorso, armi reali dei Borboni impresse al centro dei piatti, dent. int., tagli dor. Dotta opera storico-scientifica sulla situazione sanitaria in Italia a metà Ottocento, particolarmente esaminata negli Stati Romani occupati dai Francesi: malattie diffuse, epidemie, cure e medicamenti; con notizie e relazioni sulle situazioni evidenziate, oltre che a Roma e circondario, anche nel Regno di Napoli, Paludi Pontine, Civitavecchia, Siena, Firenze, Pisa e Livorno. Certamente è monografia rara. Magnifico esemplare.. .
Bella carta d'Italia pubblicata da Jallot, ridisegnando su scala più grande la mappa di Nicolas Sanson.Due bei cartigli decorativi, uno per il titolo e uno per le scale grafiche.Esemplare pubblicato nell'Atlas Nouveau di Jaillot edito nel 1696.Incisione su rame, coloritura coeva dei contorni, piccolo restauro nel margine inferiore sinistro, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Fine map of Italy with a decorative title and scale cartouche.Alexis-Hubert Jaillot (1632-1712), was a French cartographer. He joined the Sanson heirs and redrew Nicolas Sanson's maps on a larger scale. "Atlas Nouveau" (1674), sea-atlas "Le Neptune François"(1693).From the 1696 edition of the "Atlas Nouveau", published by Jaillot.Copper etching, outlines in original colors, small restoration at bottom left, othrewise in good condition.
Rara carta geografica tratta dall'opera "Nuova divesa in favore del vero Rubicone contro l'innovazion fatta dalli fautori del fiume Luso", opuscolo di Giancarlo Serra.Orientata a sud-ovest, con in basso a destra una scala di sei 'Miglia Comuni d'Italia', il suo contesto geografico ricalca sostanzialmente quello della tavola inserita nella precedente difesa delle ragioni cesenati sull'attribuzione del fiume Rubicone. Questa tavola è legata alla fase della disputa in cui a decidere della questione territoriale fu investito addirittura il Foro romano.Si tratta ad ogni modo di uno degli ultimi esempi cartografici che hanno accompagnato la secolare disputa, e dai suoi predecessori si differenzia non tanto per i contenuti quanto per la buona qualità grafica del disegno di Sebastiano Sassi e dell'incisione di Johannes Lindemann, incisore tedesco che operava in Romagna intorno alla metà del XVIII secolo.Incisione in rame, con margini, in perfetto stato di conservazione. Rara. Rara carta geografica tratta dall'opera "Nuova divesa in favore del vero Rubicone contro l'innovazion fatta dalli fautori del fiume Luso", opuscolo di Giancarlo Serra.Orientata a sud-ovest, con in basso a destra una scala di sei 'Miglia Comuni d'Italia', il suo contesto geografico ricalca sostanzialmente quello della tavola inserita nella precedente difesa delle ragioni cesenati sull'attribuzione del fiume Rubicone. Questa tavola è legata alla fase della disputa in cui a decidere della questione territoriale fu investito addirittura il Foro romano.Si tratta ad ogni modo di uno degli ultimi esempi cartografici che hanno accompagnato la secolare disputa, e dai suoi predecessori si differenzia non tanto per i contenuti quanto per la buona qualità grafica del disegno di Sebastiano Sassi e dell'incisione di Johannes Lindemann, incisore tedesco che operava in Romagna intorno alla metà del XVIII secolo.Incisione in rame, con margini, in perfetto stato di conservazione. Rara. Faina - Majoli "La Romagna nella cartografia a stampa del Cinquecento all'Ottocento", 57, p.114-115
Carta stampata in litografia, con confini colorati d'epoca, formato cm. 44x54 dove si mostrano, con piccoli disegni, i prodotti coltivati nelle varie zone del territorio. Il risultano è molto decorativo ed interessante, soprattutto per conoscere le coltivazioni scomparse, come ad esempio quella del riso. Due lievi aloni, uno che interessa solo il margine bianco, e rinforzo alla piegatura centrale. Per il resto, fresca a nitida copia di questa rara carta.
Maximilian Misson, Nouveau voyage d'ltalie, 1724 Nieuwe Reize van Misson na en door Italien Met een bericht voor de gene die voornemens zyn dezelve reize te doen. Vermeerdert en opgeheldert met de aanmerkingen van Addison. Door hem gemaakt gedurende zyne reize door Italien. Uit het Frans na den vyfden druk vertaelt en met schoone kopere platen versiert - Utrecht - Willem van Water/Jacob van Poolsum - 1724 - Two volumes in one binding - Titoli in rosso e nero con due frontespizi allegorici di J. Goeree e 49 incisioni in rame parzialmente pieghevoli. Alcune immagini nel testo in aggiunta. Francis Maximilian Misson (ca. 1650-12 gennaio 1722) è stato uno scrittore e viaggiatore francese. Nel 1691 pubblica il suo "Nouveau voyage d'ltalie". Fu ristampato più volte e resterà per cinquant'anni la più importante guida di viaggio per l'Italia. Questa è l'unica traduzione olandese pubblicata.
1980230931980 1 Aquarelle signée du monogramme en bas à droite, (1980), 17.8 x 18.2 cm., cadre doré.
La carta viene preparata da Gerard Mercator per il suo Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589) che comprende un frontespizio allegorico e 22 carte geografiche della penisola, dei Balcani e della Grecia. Successivamente le carte sono ristampate nell’Atlantis Pars Altera (1595) pubblicato postumo alla morte del Mercatore, dallo stampatore di Duisburg Albert Buys, sotto la supervisione del figlio Rumold Mercator. Composto da sei parti – pubblicate separatamente tra il 1589 e il 1594 – comprende 107 mappe, tutte tranne la carta del mondo di Rumold, firmate da Gerard Mercator. Le lastre vennero poi acquistate da Jodocus Hondius, che tra il 1606 e il 1630 le utilizzò per il suo Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrandole ed aggiornandole con proprie “nuove” carte. Delle mappe di Mercator sono note anche ristampe curate da Johannes Janssonius. Le edizioni Hondius e Janssonius ebbero un grande successo commerciale e furono stampate in più lingue, con il testo al verso della carta in latino, francese, tedesco e olandese. La carta è incisa con i connotati tipici dell'opera mercatoriana. Le montagne sono allineate in un concetto di area montuosa, non per indicare vere catene o valli, ed hanno una struttura con qualche differenza nella dimensione, ma simile per quanto riguarda la forma, con pendici verticali e cime piatte. Le città sono mostrate attraverso castelli più o meno grandi caratterizzati da tetti slanciati ed aguzzi, simili a cappelli di mago. ESEMPLARE DALLA PRIMA EDIZIONE DI ATLANTIS PARS ALTERA. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134. The map is prepared by Gerard Mercator for his Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589), which includes an allegorical frontispiece and 22 maps of Italy, the Balkans and Greece. Later, the maps are reprinted in the Atlantis Pars Altera (1595) published posthumously after the death of Mercator, by the Duisburg printer Albert Buys, under the supervision of his son Rumold Mercator. Composed of six parts - published separately between 1589 and 1594 - it includes 107 maps, all except Rumold's map of the world, made by Gerard Mercator. The plates were then purchased by Jodocus Hondius, who between 1606 and 1630 used them for his Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrating and updating them with his own "new" maps. Of Mercator's maps are also known reprints edited by Johannes Janssonius. The Hondius and Janssonius editions had a great commercial success and were printed in several languages, with the text on the back of the map in Latin, French, German and Dutch. The map is engraved with the typical connotations of Mercatorian work. The mountains are aligned in a mountainous area concept, not to indicate true chains or valleys, and have a structure with some differences in size, but similar in shape, with vertical slopes and flat tops. The cities are shown through more or less large castles characterized by slender and pointed roofs, similar to wizard hats. Copper engraving, in good condition. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134; Istituto di Studi Romani, a cura di A. Frutaz, "Le Carte del Lazio", XVII.4 tav. 45.
1376048Firenze: 1833 In-folio (44,30 x 30 cm), atlas composé d'une grande carte dépliante et de 120 gravures sur 115 planches (certaines gravées à l'aquatinte) sur beau papier, représentant des antiquités étrusques. Demi-chagrin vert à coins, dos à nerfs, tête dorée (reliure postérieure). Très bel exemplaire, sans les 3 volumes de texte. Giuseppe Micali (1768-1844) est un archéologue et historien italien.
Roma, por Antonio Fulgoni, 1803. 4to. mayor; XV pp., 118 pp. y seis láminas plegadas, grabadas por Giovanni Battista Cipriani, una de ellas un gran mapa del Piamonte diseñado por Andrea Cattaneo. Encuadernación moderna en tela. Giuseppe Teresio Michelotti, de la saga turinesa de los Michelotti, ingenieros y arquitectos especialistas en Hidráulica, de renombre universal, era hermano de Ignazio Maria Lorenzo Michelotti (1764-1846) e hijos ambos de Francesco Domenico Michelotti (1710-1787). El último de los Michelotti, Giovanni, fue ya en nuestros dias uno de los grandes diseñadores de automóviles en la FIAT de Turín. La presente obra sobre el Piamonte y su hidrografía podría considerarse el mejor estudio existente sobre cuatro ríos y una ciudad, ó bien: una ciudad y cuatro rios.
In-16 p. (mm. 166x100), 4 volumi, p. pelle bazana coeva, dorsi a cordoni (lievi abras.; picc. spacchi alle cerniere esterne e lieve manc. alla cuffia del vol. 1°) con decoraz. e tit. oro, tagli a spruzzo, pp.num. (46),339,(21); 356,(24); 414,(20); (4),347,(7); molto ben illustrati da: antiporta figurata e 73 (su 76) tavole inc. in rame f.t. (di cui 36 ripieg.) con vedute di città, monumenti, costumi, oggetti d’arte e con 5 grandi vignette nel t. (pure inc. in rame) che raffigurano medaglie. Celebre e dettagliata relazione, frutto delle attente osservazioni fatte dal Misson durante il suo viaggio compiuto negli anni 1687-88; rimase per lungo tempo la più affidabile ed apprezzata guida d’Italia e venne perciò spesso ristampata ed ampiamente utilizzata dai viaggiatori successivi. A questa edizione è stato aggiunto il vol. IV, con le osservazionbi sull’Italia del viaggiatore inglese "Addison". Cfr. Fossati Bellani,I,361 - D’Ancona,663: “La rélation de Misson fut très recherchée dans le temps..; c’étoit la première qui fit connaitre d’une manière un peu satisfaisante presque toutes les parties d’Italie..”. Solo risg. arross., altrimenti esemplare ben conservato.
In-4 gr. (mm. 362x252), scatola in cartonato edit. contenente 11 (su 12) piccoli libri (mm. 100x100) posti in scomparti separati, tutti realizzati con materiali diversi (carta, cartoncino, panno, plastica trasparente, etc.), con rilegature diverse, con colori diversi, e su ogni libretto un titolo uguale per tutti: LIBRO.<br> Cfr. Bruno Munari (Electa 1986), p. 102 - Maffei “Munari, i libri”, p. 154 che così li descrive: “Libro 1, cartone cuoio con fili lana rossa - Libro 2, carta patinata lucida stampata in rosso - Libro 3, carta uso mano stampata in blu - Libro 4, cartoncini di colore diverso - Libro 5, carta granosa verde stampata in nero - Libro 7, panno spugna con fori di diversa forma - Libro 8, panno rosa con asole e bottone bianco - Libro 9, legno con incisioni verticali e orizzontali - Libro 10, plastica trasparente opaca con figure bianche - Libro 11, plastica trasparente con dischi gialli - Libro 12, friselina nera e pelliccia”. "Edizione originale". Al ns. esempl. manca il “Libro 6, cartoncini bianchi e plastica trasparente”. Ben conservato.