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in-8 gr., pp. 412, (2), attraente leg. romantica edit. in percallina nera con bordura a secco ed altra in oro sui piatti, tit. oro su quello super., tit. e ricchi fregi al dorso, tagli dor. Con ritratto dell'autore, titolo figurato inc., una vignetta in fine e 14 tavole f.t. finemente inc. su acciaio (vedute di Lione, Torino, Firenze, Milano, Magonza, Bacharach, Colonia, Nimes, ecc.). Seconda edizione rivista e accresciuta della relazione descrittiva del viaggio compiuto nel 1838 da Lione fino a Pisa attraverso il Moncenisio e poi, attraverso il Sempione, fino in Svizzera e Germania. La presente edizione, rispetto alla prima del 1839, prevede l'aggiunta de "Le voyage d'un homme heureux" dedicato dall'autore a Madame de Courbonne. Ottimo esempl. (con qualche usuale lieve arrossatura).. Fossati-Bellani 543 (la I ed. 1839). Vicaire,.
Pianta della città tratta dal "Theatrum praecipuarum urbium" celebre teatro delle città del Janssonius, sullo stile del "Civitates Orbis Terrarum" di Braun & Hogenberg. L'opera, pubblicata nel 1657, contiene 500 tavole raffiguranti città di ogni parte del mondo. Contrariamente al lavoro degli acerrimi rivali Blaeu, Janssonius si servì per la realizzazione dell'opera delle lastre di precedenti cartografi ed editori. In particolare nel 1653 egli acquisto da Abraham Hogenberg le lastre del "Civitates orbis Terrarum" che incorporò nella sua opera, ristampandole. Per le piante delle città olandesi, ordinò delle nuove lastre basate sull'atalnte che Johannes Blaeu diede alla luce nel 1649. Per molte delle opere contenute nel 5° volume, quello dedicato all'Italia e denominato "Theatrum celebriorum urbium Italiae..", si servì delle lastre realizzate da Jodocus Hondius per l'opera "Italia Hodierna.." del 1627. A differenza di queste ultime il formato è in-folio, con testo sia nel recto che nel verso. Incisioni in rame, in ottimo stato di conservazione. Rarissima. City plan taken from "Theatrum praecipuarum urbium", the famous city-plans book realized by Janssonius after Braun & Hogenberg's "Civitates Orbis Terrarum". The work was published in 1657, with 500 plates depicting cities from all over the world. In opposition to his main competitors, the Blaeus, to realize his project, Janssonius used the plates of former cartographers and publishers. In 1653 he bought from Abraham Hogenberg the plates of the "Civitates orbis Terrarum" which have been then included in his work. As far as Dutch cities, he had new plates realized after Johannes Blaeu's Atlas, published in 1649. The plates in the Fifth Volume, the one about Italy entitled "Theatrum celebriorum urbium Italiae..", Janssonius used the plates realized by Jodocus Hondius for his "Italia Hodierna.." in 1627. Unlike Hondius' work, Janssonius' is an in-folio size, with text both on recto and on verso. Copperplates. Very rare. E. Bellucci - V. Valerio, "Piante e vedute di Napoli dal 1600 al 1699", p. 112, 65
Delineata sulla scia della più grande veduta di Jeremias Wolff, l’opera offre quaranta riferimenti topografici. Il Leopold, era un modesto incisore ed editore di Augsburg; la sua serie di vedute di città, da cui questa incisione è tratta, venne pubblicata con pochissima tiratura, rendendo quindi le opere particolarmente rare. Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. In the wake of Jeremias Wolff’s bigger view, this work presents many topographical references. Leopold was a modest engraver and publisher in Augsburg; the series of city views, from which this one is taken, has been published in a very limited circulation, which means these works are very rare. Copperplat, in excellent condition.
Primo foglio della grande carta murale dell'Italia di Matteo Greuter, per la prima volta edita a Roma nel 1640. Esemplare nella ristampa bolognese a cura di Pietro Todeschi e Giuseppe Longhi, 1676. Il foglio comprende i territori del Trentino, del Cadore, Bellunese, Feltrino, Trevigiano e Vicentino. Incisione in rame, restauri eseguiti nella parte sinistra, tracce di umidità, per il resto in buono stato di conservazione. Rara. Primo foglio della grande carta murale dell'Italia di Matteo Greuter, per la prima volta edita a Roma nel 1640. Esemplare nella ristampa bolognese a cura di Pietro Todeschi e Giuseppe Longhi, 1676. Il foglio comprende i territori del Trentino, del Cadore, Bellunese, Feltrino, Trevigiano e Vicentino. Incisione in rame, restauri eseguiti nella parte sinistra, tracce di umidità, per il resto in buono stato di conservazione. Rara. Borri p. 128.
La carta viene preparata da Gerard Mercator per il suo Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589) che comprende un frontespizio allegorico e 22 carte geografiche della penisola, dei Balcani e della Grecia. Successivamente le carte sono ristampate nell’Atlantis Pars Altera (1595) pubblicato postumo alla morte del Mercatore, dallo stampatore di Duisburg Albert Buys, sotto la supervisione del figlio Rumold Mercator. Composto da sei parti – pubblicate separatamente tra il 1589 e il 1594 – comprende 107 mappe, tutte tranne la carta del mondo di Rumold, firmate da Gerard Mercator. Le lastre vennero poi acquistate da Jodocus Hondius, che tra il 1606 e il 1630 le utilizzò per il suo Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrandole ed aggiornandole con proprie “nuove” carte. Delle mappe di Mercator sono note anche ristampe curate da Johannes Janssonius. Le edizioni Hondius e Janssonius ebbero un grande successo commerciale e furono stampate in più lingue, con il testo al verso della carta in latino, francese, tedesco e olandese. La carta è incisa con i connotati tipici dell'opera mercatoriana. Le montagne sono allineate in un concetto di area montuosa, non per indicare vere catene o valli, ed hanno una struttura con qualche differenza nella dimensione, ma simile per quanto riguarda la forma, con pendici verticali e cime piatte. Le città sono mostrate attraverso castelli più o meno grandi caratterizzati da tetti slanciati ed aguzzi, simili a cappelli di mago. ESEMPLARE DALLA PRIMA EDIZIONE DI ATLANTIS PARS ALTERA. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134. The map is prepared by Gerard Mercator for his Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589), which includes an allegorical frontispiece and 22 maps of Italy, the Balkans and Greece. Later, the maps are reprinted in the Atlantis Pars Altera (1595) published posthumously after the death of Mercator, by the Duisburg printer Albert Buys, under the supervision of his son Rumold Mercator. Composed of six parts - published separately between 1589 and 1594 - it includes 107 maps, all except Rumold's map of the world, made by Gerard Mercator. The plates were then purchased by Jodocus Hondius, who between 1606 and 1630 used them for his Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrating and updating them with his own "new" maps. Of Mercator's maps are also known reprints edited by Johannes Janssonius. The Hondius and Janssonius editions had a great commercial success and were printed in several languages, with the text on the back of the map in Latin, French, German and Dutch. The map is engraved with the typical connotations of Mercatorian work. The mountains are aligned in a mountainous area concept, not to indicate true chains or valleys, and have a structure with some differences in size, but similar in shape, with vertical slopes and flat tops. The cities are shown through more or less large castles characterized by slender and pointed roofs, similar to wizard hats. Copper engraving, in good condition. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134
La carta viene preparata da Gerard Mercator per il suo Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589) che comprende un frontespizio allegorico e 22 carte geografiche della penisola, dei Balcani e della Grecia. Successivamente le carte sono ristampate nell’Atlantis Pars Altera (1595) pubblicato postumo alla morte del Mercatore, dallo stampatore di Duisburg Albert Buys, sotto la supervisione del figlio Rumold Mercator. Composto da sei parti – pubblicate separatamente tra il 1589 e il 1594 – comprende 107 mappe, tutte tranne la carta del mondo di Rumold, firmate da Gerard Mercator. Le lastre vennero poi acquistate da Jodocus Hondius, che tra il 1606 e il 1630 le utilizzò per il suo Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrandole ed aggiornandole con proprie “nuove” carte. Delle mappe di Mercator sono note anche ristampe curate da Johannes Janssonius. Le edizioni Hondius e Janssonius ebbero un grande successo commerciale e furono stampate in più lingue, con il testo al verso della carta in latino, francese, tedesco e olandese. La carta è incisa con i connotati tipici dell'opera mercatoriana. Le montagne sono allineate in un concetto di area montuosa, non per indicare vere catene o valli, ed hanno una struttura con qualche differenza nella dimensione, ma simile per quanto riguarda la forma, con pendici verticali e cime piatte. Le città sono mostrate attraverso castelli più o meno grandi caratterizzati da tetti slanciati ed aguzzi, simili a cappelli di mago. Esemplare tratto da Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi di Jodocus Hondius. Incisione in rame, coloritura coeva, leggere abrasioni alla piega centrale, per il resto in buono stato di conservazione. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134; Istituto di Studi Romani, a cura di A. Frutaz, "Le Carte del Lazio", XVII.4 tav. 45. The map is prepared by Gerard Mercator for his Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589), which includes an allegorical frontispiece and 22 maps of Italy, the Balkans and Greece. Later, the maps are reprinted in the Atlantis Pars Altera (1595) published posthumously after the death of Mercator, by the Duisburg printer Albert Buys, under the supervision of his son Rumold Mercator. Composed of six parts - published separately between 1589 and 1594 - it includes 107 maps, all except Rumold's map of the world, made by Gerard Mercator. The plates were then purchased by Jodocus Hondius, who between 1606 and 1630 used them for his Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrating and updating them with his own "new" maps. Of Mercator's maps are also known reprints edited by Johannes Janssonius. The Hondius and Janssonius editions had a great commercial success and were printed in several languages, with the text on the back of the map in Latin, French, German and Dutch. The map is engraved with the typical connotations of Mercatorian work. The mountains are aligned in a mountainous area concept, not to indicate true chains or valleys, and have a structure with some differences in size, but similar in shape, with vertical slopes and flat tops. The cities are shown through more or less large castles characterized by slender and pointed roofs, similar to wizard hats. Example taken from the Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi by Hondius. Copper engraving, in good condition. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134
La carta viene preparata da Gerard Mercator per il suo Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589) che comprende un frontespizio allegorico e 22 carte geografiche della penisola, dei Balcani e della Grecia. Successivamente le carte sono ristampate nell’Atlantis Pars Altera (1595) pubblicato postumo alla morte del Mercatore, dallo stampatore di Duisburg Albert Buys, sotto la supervisione del figlio Rumold Mercator. Composto da sei parti – pubblicate separatamente tra il 1589 e il 1594 – comprende 107 mappe, tutte tranne la carta del mondo di Rumold, firmate da Gerard Mercator. Le lastre vennero poi acquistate da Jodocus Hondius, che tra il 1606 e il 1630 le utilizzò per il suo Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrandole ed aggiornandole con proprie “nuove” carte. Delle mappe di Mercator sono note anche ristampe curate da Johannes Janssonius. Le edizioni Hondius e Janssonius ebbero un grande successo commerciale e furono stampate in più lingue, con il testo al verso della carta in latino, francese, tedesco e olandese. La carta è incisa con i connotati tipici dell'opera mercatoriana. Le montagne sono allineate in un concetto di area montuosa, non per indicare vere catene o valli, ed hanno una struttura con qualche differenza nella dimensione, ma simile per quanto riguarda la forma, con pendici verticali e cime piatte. Le città sono mostrate attraverso castelli più o meno grandi caratterizzati da tetti slanciati ed aguzzi, simili a cappelli di mago. ESEMPLARE DALLA PRIMA EDIZIONE DI ATLANTIS PARS ALTERA. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134. The map is prepared by Gerard Mercator for his Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589), which includes an allegorical frontispiece and 22 maps of Italy, the Balkans and Greece. Later, the maps are reprinted in the Atlantis Pars Altera (1595) published posthumously after the death of Mercator, by the Duisburg printer Albert Buys, under the supervision of his son Rumold Mercator. Composed of six parts - published separately between 1589 and 1594 - it includes 107 maps, all except Rumold's map of the world, made by Gerard Mercator. The plates were then purchased by Jodocus Hondius, who between 1606 and 1630 used them for his Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrating and updating them with his own "new" maps. Of Mercator's maps are also known reprints edited by Johannes Janssonius. The Hondius and Janssonius editions had a great commercial success and were printed in several languages, with the text on the back of the map in Latin, French, German and Dutch. The map is engraved with the typical connotations of Mercatorian work. The mountains are aligned in a mountainous area concept, not to indicate true chains or valleys, and have a structure with some differences in size, but similar in shape, with vertical slopes and flat tops. The cities are shown through more or less large castles characterized by slender and pointed roofs, similar to wizard hats. Copper engraving, in good condition. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134
Interessante ed insolita carta, ultimo stato, della carta d'Italia di Gerardo Mercatore. Rispetto al primo stato inserito nella "Geografia di Claudio Tolomeo" a cura di Gerardo Mercatore, pubblicata a Colonia da G. Kempen nel 1578 presenta un cartiglio completamente rimaneggiato, nuovo titolo e la scritta "Tyrrhenum Mare" modificata. Per il resto presenta le medesime peculiarità. Piega centrale editoriale. Rif: Borri, "L'Italia nelle antiche carte dal Medioevo all'unità nazionale", p.36, n° 20
Incisione in rame, coloritura coeva dei contorni, margini, leggere pieghe di carta, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Carta geografica dell’isola, con la parte meridionale della Corsica. La carta deriva da Nicolas Sanson. Incisione in rame, coloritura coeva dei contorni, margini, leggere pieghe di carta, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Carta geografica dell’isola, con la parte meridionale della Corsica. La carta deriva da Nicolas Sanson. Tooley p. 450; Cremonini scheda 54, 237.
Pianta prospettica della città. Esemplare tratto dal primo volume del "Nouveau Theatre de l'Italie" pubblicato ad Amsterdam nel 1704/5 e nel 1724, quale integrazione al progetto di Johannes Baleu, iniziato nel 1663, del grande "libro delle città", manchevole delle piante di gran parte della parte settentrionale della penisola. Il Blaeu, durante la sua lunga attività editoriale pubblica tre volumi sulle città italiane. Nel 1663 i primi tre, suddivisi in Stato della Chiesa, Roma e Regno di Napoli e Sicilia. Alla sua morte i suoi eredi danno alla luce altri due volumi datati 1682 incentrati sulle città del Piemonte e della Savoia, poi ristampati da altri editori nel 1693 e 1697. Il francese Pierre Mortier pubblica una ristampa nel 1704/5, intitolata “Nouveau Theatre de l’Italie”. L’opera è in quattro volumi e comprende le lastre del Blaeu, ritoccate e modificate in piccola parte, integrate dall’aggiunta di numerose nuove mappe di proprio disegno, raffiguranti le città della parte settentrionale della penisola, racchiuse nel primo volume dell’opera. L’atlante del Mortier venne pubblicato con testo latino, francese ed olandese. La particolarità che differenzia le due edizioni di Blaeu e Mortier è rappresentata dal fatto che il testo non è al verso della singola mappa (che quindi è bianca nel retro), ma si trova all’inizio di ogni singolo volume. Il grande successo dell’opera diede origine ad un’ulteriore ristampa, praticamente identica, curata da R. Alberts ed edita nel 1724/5. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia: Cremonini pp. 83-90. Perspective plan of the city.
Grande e bella carta geografica dell’Italia, litografata a colori, suddivisa in 4 fogli (ciascuno di mm. 800x636), montati su tela. Ogni foglio è suddiviso in 8 riquadri. Esemplare ben conservato.
Pregevole dizionario corografico dell'Italia completo in 17 volumi con tavole xilografiche nel testo e illustrata da circa 1030 armi comunali colorate a tempera . Questo famoso dizionario è stato compilato anche col il concorso dei sindaci, delle rappresentanze provinciali e di insigni geografi e storici,alcuni dei quali sono indicati in fine dei relativi articoli. Si tratta di un buon esemplare che che è stato legato dal collezionista non mantendo le brossure originali con l'indicazione dei vari volumi. Non comune.
Carta geografica del territorio dell'antico Ducato di Milano e delle regioni circostanti, tratta dal Theatrum Orbis Terrarum, edizione del 1612, testo spagnolo. Mostra l'area intorno a Milano, con il Lago di Como, Genova, Parma, Cremona e Bergamo. Include un bel cartiglio decorativo, un veliero, uno stemma e un mostro marino. Il modello cartografico è la mappa di Giovanni Septala, edita ad Anversa da Cock. Il Theatrum Orbis Terrarum è considerato il primo vero “atlante” moderno. L’opera fu pubblicata in 7 lingue e 36 edizioni, per il quale – nel 1570 - Ortelius ottenne il privilegio, ovvero una sorta di diritto d'autore che impediva ad altri cartografi di pubblicare i propri lavori. Il Theatrum rappresentava il lavoro più avanzato del lavoro della descrizione cartografica. L’Ortelius vi raccolse il sapere geografico e cartografico del suo tempo, proponendo in 147 spettacolari tavole incise l’immagine più fedele del mondo allora conosciuto e, in alcune straordinarie “carte storiche”, regioni e itinerari tratti dalla letteratura, dalla mitologia, dalla tradizione. Ortelius fu anche il primo a citare le fonti, menzionando i nomi dei cartografi nel “catalogus auctorum”. Dal 1598 al 1612 le edizioni postume del Theatrum furono realizzate dal suo collaboratore Johannes Baptiste Vrients. Incisione in rame, eccellente coloritura coeva, in ottimo stato di conservazione. Beautiful coloured map of northern Italy by A. Ortelius. Showing the area around Milan with Lago di Como, Genoa, Parma, Cremona and Bergamo. With a nice Renaissance cartouche, a sailing ship , a coat of arms and a sea monster. From the Theatrum Orbis Terrarum, Spanish edition of 1612.The cartographic source was the map by Giovanni Septala, published by Hieronymus Cock in Antwerp. Map taken from the Theatrum Orbis Terrarum, which is considered the first true modern "Atlas". The work was published in 7 languages and 36 editions, for which - in 1570 - Ortelius obtained the privilege, a kind of copyright that prevented other cartographers from publishing his works. The Theatrum represented the most advanced work of cartographic description. Ortelius collected in it the geographical and cartographic knowledge of his time, proposing in 147 spectacular engraved plates the most faithful image of the world then known and, in some extraordinary "historical maps", regions and routes taken from literature, mythology, tradition. Ortelius was also the first to cite sources, mentioning the names of cartographers in the "catalogus auctorum". From 1598 to 1612 the posthumous editions of the Theatrum were made by his collaborator Johannes Baptiste Vrients. Copper engraving, contemporary coloring, in good condition. M. Van den Broecke "Ortelius Atlas Maps" (2011), n. 125; Koeman Ort 33.
12455DBo.J. [2 Warenabbildungen] Abraham Ortelius, geboren 1527 in Antwerpen, gestorben 1598 ebenda. Flämischer Geograph und Kartograf.
119 pp. 179 illustrations, 107 in color. Text in English. Translated from the Italian first edition entitled Gioielli di architetti. "The modern jewelry featured in this unusual and handsome publication was commissioned by collector Cleto Munari from some of the most renowned post-modernist architects of our time. The imagery of their jewelry is a miniaturized architectural journey in itself." - dust jacket. Includes works by: Mario Bellini, Michele De Lucchi, Peter Eisenman, Michael Graves, Hans Hollein, Arata Isozaki, Richard Meier, Alessandro Mendini, Paolo Portoghesi, Peter eShire, Ettore Sottsass, Stanley Tigerman, Oscar Tusquets, Robert Venturi, Lella Vignelli, and Marco Zanini. Architect's stamp and date discreetly appear on page 118, otherwise book virtually as new. Light wear to dust jacket now preserved in glossy new archival-grade Brodart. An excellent copy of this dazzling compilation. Book
Carta dello Stato di Milano e dei territori limitrofi. Il foglio fa parte di una più ampia raffigurazione dell’Italia settentrionale intitolata Lombardia inter Carolum Austriacum, Philippum Andegavensem disputata. Capto Gallor. Generali. Villeroy. In basso al centro entro semplice cartiglio sono riportati i segno convenzionali e le scale metriche. Attraente coloritura coeva.Bibliografia: Arrigoni-Bertarelli, n. 782, a); Davoli, Sanfelici, Zanasi, p. 102, n.42
in-4, pp. (16), 170, (16), leg. m. perg. con tit. ms. al d. Bell'antip. allegorica in rame su inc. e dis. di Andrea Salmincio. Iniziali ornate e figurate e finalini. Errore di numerazione da p. 64 a p. 75. Due libri riguardanti la natura della peste in generale e la sua origine nelle guerre d'Italia e la peste del 1630 in dettaglio. Precedono il testo una dedica al medico pontificio Silvestro Collicola e un poema dedicatorio di Lodovico Boncompagni, un versetto biblico tratto dal libro di Isaia, gli argomenti di ogni capitolo del libro, due citazioni greche e una dedica al lettore. Manca tav. f.t. rip. raff. il lazzareto di Bologna nel 1630, ma bell'esempl. Manca al Frati. [071]
In-8 p. (mm. 220x153), 9 tomi in 16 volumi, cartonato coevo, tit. ms. al dorso, ca. 500 pp. cad., con ritratto dell'A. inc. in rame al primo tomo. Il tomo IX contiene l'Indice generale di tutta l'opera. "Gerolamo Tiraboschi passò nel 1770 a reggere la Biblioteca Estense. La sua opera maggiore fu la "Storia della Letteratura Italiana" (la seconda edizione ampliata è quella che fa testo e fu pubblicata dal 1787 al 1793). Essa è opera di consultazione nel suo genere e per il suo tempo perfetta, ancora indispensabile per la dovizia e la controllata esattezza delle notizie". Così Diz. Treccani,XII, p. 196.mplare ben conservato.
16302050Couverture rigide 1ère Édition Rolin Baraigne 1630 Paris 35,5x23 cm
5i3175Zigarettenfabrik Italia GmbH Heidelberg 1933. 58 unpaginierte S. mit 200 aufmontierten Sammelbildern kartoniert quart gering fleckig. - sonst gute Erhaltung komplett - unknown
Cm. 24,5, pp. xxxiv (2) 450. Con la carta topografica dell'isola disegnata ed incisa da E. Weller, molte incisioni nel testo ed 8 belle vedute in litografia colorata (o seppiata) da M. e N. Hanhart su disegni di M.A. Biddulph. Elegante legatura coeva in pieno marocchino rosso, dorso a nervi con titoli su tassello e ricchi fregi in oro ai comparti. Piatti inquadrati da doppio filetto in oro, tagli e sguardie marmorizzati. Ex libris nobiliare. Esemplare in ottimo stato di conservazione, a carte candide. Cfr. Olschki (254). Vivace e dettagliata esposizione delle due isole da parte del Forester il quale "...lascia Marsiglia durante la seconda settimana di ottobre par fare ritorno il 17 novembre 1853".
Carta geografica dell'isola tratta dall'opera "Atlas Minor" del De Wit. Su un cartiglio in basso a destra è inserito il titolo, affiancato da due sirene e altre creature marine, e sormontato dallo stemma della Sardegna, con i quattro mori bendati, e da quello della Corsica, con un solo moro più grande. La carta, pur derivando dal lavoro del Magini, se ne differeniza per alcuni aspetti: presenta un'orografia del tutto arbitraria, infatti l'isola risulta affollata di mucchi di talpa colorati in marron disposti senza un ordine preciso. Anche le posizioni dei fiumi, disegnati con un tratto forte, non sempre corrispondono alla realtà. Viene inoltre segnalata una ricca vegetazione per mezzo di alberelli e ciuffi d'erba, talvolta anche colorati in verde. Le città si individuano per mezzo di diversi simboli, a seconda della loro importanza, case e torri o piante murate colorate in rosso. Il simbolo della città è accompagnato da una croce se essa è sede di diocesi o di archidiocesi. E' ricordata anche l'esistenza dei due capi di Cagliari e Lugodori, ma non è segnata alcuna linea di confine tra i due. Bellissimo esemplare in coloritura coeva. A nice map of the islands of Sardinia and Corsica. The coastal information is fairly accurate but much of the interior topography is less precise. The title cartouche features the arms of the Kingdoms of Sardinia and Corsica with their characteristic symbols for the defeated Moors who had once ruled the islands. Original color, good conditions. L. Piloni, "Carte geografiche della Sardegna", tav. XLVII
in-4° (270x196 mm); legatura moderna in mezza pergamena con carta marmorizzata ai piatti, titolo in oro su tassello al dorso, tagli spruzzati di rosso; 2 opere legate in un volume ("Dissertatio" del 1755 e "Altera dissertatio" pubblicato nel 1767); pp. VIII, 116; (8), 141, (11); frontespizi in rosso e nero contenenti marca xilografica, numerose tavole raffiguranti monete e medaglie medievali, capilettera xilografici, grande vignetta calcografica a mezza pagina alla p. III della prima opera e a pagina intera alla p. III della seconda opera, raffiguranti stemmi nobiliari, capilettera xilografici. Edizione originale di entrambe le parti (la seconda apparve 12 anni dopo la prima) dell’opera dell’erudito ferrarese Vincenzo Bellini (1708-1783), considerato uno dei padri fondatori della numismatica moderna. Rettore della parrocchia di Cassana, grazie ad una attenta attività di ricerca aveva raccolto una cospicua collezione, costituita da monete greche e romane di età repubblicana ed imperiale, ma soprattutto da una ragguardevole documentazione della produzione delle zecche italiane dall’età comunale, alle monetazioni signorili, fino alle emissioni pontificie a lui contemporanee. Lo studioso diede un impulso determinante agli studi sulla moneta medievale, raccolti in questo volume, fino ad allora trascurati a causa del predominante interesse per la classicità. Testo in latino. Rif.: IT\ICCU\TESE\001038 e IT\ICCU\TESE\001042. Cond.: Presenza di gore d’acqua, prevalentemente al margine interno delle carte della seconda opera; rari forellini di tarlo non interessanti il testo. Carta pulita e croccante. Nel complesso, esemplare in condizioni generali molto buone.
Volume in folio legato alla bodoniana, tagli spruzzati, sguardie recenti, frontespizio in due colori con bella grande marca tipografica, 5 carte, 498 pp., 54 carte di svariati indici. È di particolare interesse per l'italia tutta la parte riguardante i diversi momenti in cui i Francesi ebbero domini nella Penisola. Moltissime sono le chiose ed i richiami a codesti fatti. Peraltro affascinante e complesso saggio storico iconografico e di costume sulle monarchie galliche, franche e poi francesi. Raro a reperirsi, il volume è presentato in più che bello stato. Notevole.
0225-Co.J. Algraphie mit olivfarbener Tonplatte, 1897, auf sehr festem chamoisfarbenem Papier, mit Bleistift signiert. 35,5:46 cm. Literatur: Beringer, Griffelkunst 85. Besonders im unteren breiten Rand etwas stockfleckig.