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Mm 155x215 Volume di pp. XiV-873 con numerose ill. e cartine fuori testo. Copertina rigida, sovraccoperta originale e astuccio editoriale. Opera in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 155x215 Volume irilegato in tela con sovraccoperta, custodia editoriale, X XXIV-2172 pagine complessive con 101 illustrazioni fuori testo. Opera in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 155x215 Volume irilegato in tela con sovraccoperta, custodia editoriale, X XXIV-2172 pagine complessive con 101 illustrazioni fuori testo. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
60313BBo.J. Matthäus Merian der Ältere, geboren am 22. September 1593 in Basel, gestorben am 19. Juni 1650 in Langenschwalbach. Schweizerisch-deutscher Kupferstecher und Verleger von Landkarten, Städteansichten und Chroniken heraus. Hauptwerk: Topographia Germaniae. [2 Warenabbildungen]
Paperback, 142pp. ISBN 9789061940982. Covens & Mortier were one of the biggest producers of maps and atlases in Amsterdam in the eighteenth century. This book features the facsimile edition of the catalogue of copper plates and a stock catalogue originally issued in 1721 and 1763. Also included are an introduction on the catalogues and an introductory history on Covens & Mortier by Peter van der Krogt. New.
Hardcover in-folio (25,5 x 39 cm) , 90 cartes gravées sur cuivre (frontières en couleurs) double pages, reliure demi-basane d'époque, dos à nerfs en partie manquant. Plats et coins frottés, manques importants au dos, intérieur en très bon état. [P-53]
22838 Stieler Adolph e Berghaus Ermann Stieler Adolph e Berghaus Ermann. Atlante scolastico per la geografia politica e fisica. N. D., Gotha: Giusto Perthes 1861 - I italiano, in ottavo pp. non numerate Atlante scolastico di fine ottocento. Copertina cartonata molto usurata. Pagine leggermente ingiallite e usurata ad angoli e bordi. Leggeri segni a matita sulla prima pagina.
6054, Leeuwarden, Hugo Suringar, 1983., softcover, originele geillustreerde uitgeversomslag, 21x15cm, 264pp, geillustreerd.
13125, Leeuwarden, Hugo Suringar, 1983. ( dub.), GEBONDEN, kunstleder, 21x15cm, 264pp, geillustreerd z/w.
68321, lannoo, 2018 Gebonden, Hardcover 536 pag met prachtige illustraties. ISBN 9789077699171.
1749620CG(Nürnberg), Homanns Erben, 1749. Kolorierte Kupferstichkarte. Plattengrösse: 51 x 59 cm. Blattgrösse: 52,5 x 61 cm. + Wichtig: Für unsere Kunden in der EU erfolgt der Versand alle 14 Tage verzollt ab Deutschland / Postbank-Konto in Deutschland vorhanden +, 620C
1749620CG(Nürnberg), Homanns Erben, 1749. Kolorierte Kupferstichkarte. Plattengrösse: 51 x 59 cm. Blattgrösse: 52,5 x 61 cm.
Carta geografica incisa in rame (cm. 49,5x 59) abilmente colorata da mano coeva.Grande carta con grande cartiglio alla base e con scena di caccia e le piante delle città di Parma e di Piacenza. Stampata dagli eredi di Homann e datata 1731. Nel 1702 J.B. Homann a Norimberga inizia l'attività di cartografo. Dopo la pubblicazione del primo atlante (1707) divenne membro dell'Accademia delle Scienze di Berlino, nel 1715 venne nominato Geografo dell'Imperatore. Nel 1724 data della sua morte, l'attività passa al figlio e successivamente trasmessa ai suoi eredi con il nome, appunto di Eredi Homann.. .
Carta geografica incisa in rame (cm. 49,5x 59) abilmente colorata da mano coeva.Grande carta con grande cartiglio alla base e con scena di caccia e le piante delle città di Parma e di Piacenza. Stampata dagli eredi di Homann e datata 1731. Nel 1702 J.B. Homann a Norimberga inizia l'attività di cartografo. Dopo la pubblicazione del primo atlante (1707) divenne membro dell'Accademia delle Scienze di Berlino, nel 1715 venne nominato Geografo dell'Imperatore. Nel 1724 data della sua morte, l'attività passa al figlio e successivamente trasmessa ai suoi eredi con il nome, appunto di Eredi Homann.. .
Tratta dal "Nieuwe Atlas", Norimberga, 1731. Incisione in rame, colore d’epoca, cm 49,5 x 58 (alla lastra) più margini, nella parte bassa del foglio le piante di Parma e Piacenza e un ricco cartiglio a soggetto venatorio e agreste, animato da figure e animali in primo piano. la carta fu stampata dagli eredi di Homann e reca la data del 1731 nel cartiglio. Nel 1702 Johann Baptist Homann inizia l'attività di cartografo a Norimberga. Dopo la pubblicazione del primo atlante nel 1707 divenne membro dell'Accademia delle Scienze di Berlino e nel 1715 fu nominato Geografo dell'Imperatore. Nel 1724 data della sua morte, l'attività passa al figlio e successivamente fu trasmessa ai suoi eredi, appunto con il nome di Homannianis Heredibus (Eredi Homann). Esemplare con un certo sbiadimento del colore in corrispondenza della brachetta centrale e lievi aloni al margine bianco inferiore, peraltro in buona coloritura e discreta impressione impressione. .
Norimberga, 1740 circa. Incisione in rame, colore d’epoca, cm 48,5 x 51,5 (alla lastra). Sono segnalate e ben evidenti tutte le località di montagna e i gruppi montuosi del lucchese, del reggiano e del modenese fino a tutta l’area geografica del bolognese. Esemplare con margini leggermente interessati da inchiostratura (comune nelle tirature di questa stampa), tenue coloritura, discreta impressione e a pieni margini. .
In folio grande (56,5x48 cm); un rinforzo moderno in adesivo (assolutamente non visibile al verso con l'immagine della Toscana, in corrispondenza della piega del foglio. Un piccolo strappetto, di 6 cm circa, senza perdita di carta e ora chiuso, al margine basso, in corrispondenza della piega del foglio, ininfluente e per il resto, in buone condizioni di conservazione. Fine coloritura coeva a mano. Magnifica e dettagliata carta del centro Italia, dai possedimenti del Ducato Estense fino alla periferia romana, con i possedimenti dello Stato Pontificio nel territorio toscano. La tavola è opera di Johann Baptist Homann celeberrimo cartografo ed incisore tedesco, nato a Norimberga nel 1663. Homman iniziò l'attività di cartografo, come apprendista, nella bottega di David Funk prima e per Giacomo Sandrart, dove apprese l'arte. Nel 1702, decise di aprire una nuova attività in proprio di produzione di carte geografiche. L'estrema cura geografica e l'innovativa veste grafica gli fece ottenere, velocemente, un enorme successo ed una notevole fama, tanto da divenire, ben presto, uno dei cartografi più di successo del XVIII° secolo. Nel 1707 pubblica la propria opera più importante, il “Grosser Atlas” che nella sua massima estensione, fu composto di 126 carte. Esemplare in buone condizioni di conservazione.
In alto a sinistra, in un cartiglio elegantemente ornato, è inciso il titolo: STATO DI SIENA. Nel cartiglio in alto a destra è incisa la dedica: Al Illustre Sig.or Pandolfo Savini Gentilhuomo Senese Sig.or mio os.mo Arnoldo di Arnoldi DD. In basso a sinistra, un lungo scritto con notizie storiche sulla città: SIENA citta principal di Toscana, metropoli di sei Vescovadi, e dominatrice di CXX fra Terre grosse e castella mirate, e d’intorno ad DCCC villaggi e d’un territorio fertile e abondevol non pur delle cose al vivere humano necessarie ma anco di molti bagni, e di vene d’oro, d’argento, di rame, e di ferro, e d’altri minerale, e di pietre pretiose e varij marmi di diversi colori. Fu antichissimo edifitio de gli Etruschi: Apresso fatta Colonia loro da Romani l’anno dopo l’edification di Roma, CDLXIII nel consolato di M. Curio Dentato, e di P. Cornelio Rufino si governo con le leggi Romane fino alla venuta de’ Longobardi in Italia, sotto i quali fu retta da loro per mezzo di un Castaldo regio come citta principaliss.ma del Toscano Ducato, fin che liberata l’Italia da Carlo Magno, Siena fu da lui con l’altre restituita alla prestina liberta, nella qual fu governata da un conte annuo eletto dall’Imperador fino agli anni del Sig.r MCXL, o ivi intorno; che ricevendo forma di piu libera Repubblica, si resse da se medesima per mezzo di tre Consoli annui eletti del corpo de suoi piu nobili cittadini: ed apresso mutata forma di governo da quel de gli ottimati al Democratico l’anno MCCXXXIII. Si resse per 24 suoi Cittadini pur de migliori fino al MCCCLXX e poi fino al MCCLXXXI per trentasei quindi fino al MCCLXXXVI cambiata maniera di reggimento fu retta fino al MCCCLV hor da XV hor da XVIII horda VI e finalmente da Nove Cittadini di gente mezzana, cioe, di Grandi fatti di popolo, e di buoni mercanti: dopo il qual tempo occupato il governo dal Popolo minuto, sotto diversi nomi, lo ten[n]e fino al MCCCLXXXIII che represe le redini della pubblica amministratio[ne] dal Popolo antico, sotto diverse forme di reggim.to la mantenne fino al MDLVI dal qual tempo fino ad hoggi e stata retta sotto la feliciss.a Monarchia de’ Serenissimi Gran Duchi di Toscana, ed lor giustissimo Imperio, qual piaccia a Dio mantener fermo e stabile in perpetuo. In basso a destra, nel mare, è rappresentata la Scala di miglia 15 (15 miglia = mm 57). Nel margine graduato inferiore destro troviamo la firma Matteo Florimi for. In Siena. Orientazione nei quattro lati al centro con i nomi dei punti cardinali: SEPTENTRIO, MERIDIES, ORIENS, OCCIDENS, il nord e in alto. Graduazione nei margini di 1’ in 1’, da 41° 31’ a 43° 5’ di latitudine e da 32° 59’ a 35° 46’ di longitudine. Acquaforte e bulino, impressa su carta vergata coeva, con margini, piccole ossidazioni, per il resto in ottimo stato di conservazione La carta del territorio di Siena di Matteo Florimi, incisa dal fiammingo Arnoldo di Arnoldi, sembrerebbe una derivazione del territorio senese del Malavolti (Bifolco-Ronca tav. 1004). Oltre ad essere simile nella raffigurazione del territorio, lo è anche nell’impostazione grafico-decorativa, ma rappresenta un’area territoriale un po' più vasta, sia ad oriente che ad occidente. “La carta del Malavolti fu realizzata esplicitamente per corredare la Historia di Siena, che veniva stampata proprio in quel’ anno da Silvestro Marchetti. Interessante e l’indicazione contenuta nel cartiglio in alto a destra, secondo cui Malavolti avrebbe dipinto questa stessa carta, con matematiche proporzioni, nella sala dei Conservatori della Repubblica (1573). La notizia e confermata da Del Rosso in una pubblicazione del 1905, nella quale riporta uno stralcio della pittura. Almagià ritiene che l’informazione non sia attendibile, non essendovi traccia alcuna della pittura originale e perché il Malavolti, storico di professione, non sarebbe stato in grado di compiere un rilievo del genere. Di fatto,... In the upper left corner, in an elegantly ornate cartouche, is engraved the title: STATO DI SIENA. In the cartouche at the upper right corner the dedication: Al Illustre Sig.or Pandolfo Savini Gentilhuomo Senese Sig.or mio os.mo Arnoldo di Arnoldi DD. Lower left is a long text with historical information about the city: SIENA citta principal di Toscana, metropoli di sei Vescovadi, e dominatrice di CXX fra Terre grosse e castella mirate, e d’intorno ad DCCC villaggi e d’un territorio fertile e abondevol non pur delle cose al vivere humano necessarie ma anco di molti bagni, e di vene d’oro, d’argento, di rame, e di ferro, e d’altri minerale, e di pietre pretiose e varij marmi di diversi colori. Fu antichissimo edifitio de gli Etruschi: Apresso fatta Colonia loro da Romani l’anno dopo l’edification di Roma, CDLXIII nel consolato di M. Curio Dentato, e di P. Cornelio Rufino si governo con le leggi Romane fino alla venuta de’ Longobardi in Italia, sotto i quali fu retta da loro per mezzo di un Castaldo regio come citta principaliss.ma del Toscano Ducato, fin che liberata l’Italia da Carlo Magno, Siena fu da lui con l’altre restituita alla prestina liberta, nella qual fu governata da un conte annuo eletto dall’Imperador fino agli anni del Sig.r MCXL, o ivi intorno; che ricevendo forma di piu libera Repubblica, si resse da se medesima per mezzo di tre Consoli annui eletti del corpo de suoi piu nobili cittadini: ed apresso mutata forma di governo da quel de gli ottimati al Democratico l’anno MCCXXXIII. Si resse per 24 suoi Cittadini pur de migliori fino al MCCCLXX e poi fino al MCCLXXXI per trentasei quindi fino al MCCLXXXVI cambiata maniera di reggimento fu retta fino al MCCCLV hor da XV hor da XVIII horda VI e finalmente da Nove Cittadini di gente mezzana, cioe, di Grandi fatti di popolo, e di buoni mercanti: dopo il qual tempo occupato il governo dal Popolo minuto, sotto diversi nomi, lo ten[n]e fino al MCCCLXXXIII che represe le redini della pubblica amministratio[ne] dal Popolo antico, sotto diverse forme di reggim.to la mantenne fino al MDLVI dal qual tempo fino ad hoggi e stata retta sotto la feliciss.a Monarchia de’ Serenissimi Gran Duchi di Toscana, ed lor giustissimo Imperio, qual piaccia a Dio mantener fermo e stabile in perpetuo. At the bottom right, in the sea, is represented the Scala di miglia 15 (15 miglia = mm 57). In the lower right graduated margin the signature Matteo Florimi for. In Siena. Orientation in the four sides in the center with the names of the cardinal points: SEPTENTRIO, MERIDIES, ORIENS, OCCIDENS the North at top. Graduation in the margins of 1' in 1', from 41° 31' to 43° 5' latitude and from 32° 59' to 35° 46' longitude. Etching and engraving, printed on contemporary laid paper, with margins, small stains, otherwise in excellent condition. The map of the territory of Siena by Matteo Florimi, engraved by the Flemish Arnoldo di Arnoldi, seems a derivation of the Sienese territory of Malavolti (cf. Bifolco-Ronca, tav. 1004). It is very similar in both depiction of territory and decorative elements, but is more extensive in both the East and the West. “La carta del Malavolti fu realizzata esplicitamente per corredare la Historia di Siena, che veniva stampata proprio in quel’ anno da Silvestro Marchetti. Interessante e l’indicazione contenuta nel cartiglio in alto a destra, secondo cui Malavolti avrebbe dipinto questa stessa carta, con matematiche proporzioni, nella sala dei Conservatori della Repubblica (1573). La notizia e confermata da Del Rosso in una pubblicazione del 1905, nella quale riporta uno stralcio della pittura. Almagià ritiene che l’informazione non sia attendibile, non essendovi traccia alcuna della pittura originale e perché il Malavolti, storico di professione, non sarebbe stato in grado di compiere un rilievo del genere. Di fatto, la carta deriva essenzialmente dalla Tuscia di Girolamo Bellarmato, come dimostrano l’identicit?...
Incisione in rame, colorata da mano coeva (cm 38x49,5 e ampi margini). Tratta dall'edizione latina dell'Atlas Novus pubblicato ad Amsterdam nel 1640 ca. Esemplare fresco e marginoso. (Blavius o Guilielmus Caesius o Guilielmus Jansonius). Cartografo olandese (Uitgeest 1571-Amsterdam 1638). Allievo a Praga dell'astronomo Tycho Brahe, nel 1599 si stabilì ad Amsterdam, dove iniziò la pubblicazione di atlanti e carte geografiche e la costruzione di mappamondi. Nel 1633 fu nominato cartografo della Repubblica. Alla sua morte l'azienda proseguì per opera dei suoi due talentuosi figli Cornelius (1616-1648) e Johannes (1596-1673) che ampliarono l'ambizioso progetto cartografico del padre. L'Atlas Major è il risultato dell'immenso lavoro dei Blaeu ed è riconosciuto unanimamente come uno dei momenti più alti nella storia della cartografia. Il lavoro dei Blaeu si interruppe nel 1672 quando il grande incendio di Amsterdam distrusse l'officina e gran parte delle lastre. L'anno seguente Johannes morì e le lastre rimanenti vennero disperse e acquistate dai rivali Frederick De Wit, Schenk e Valk. La casa editrice chiuse definitivamente nel 1695.. .
822CGo.J. Kol. Kupferstichkarte. Balttgrösse: 50 x 64 cm. + Wichtig: Für unsere Kunden in der EU erfolgt der Versand alle 14 Tage verzollt ab Deutschland / Postbank-Konto in Deutschland vorhanden +, Abb.
822CGKol. Kupferstichkarte. Balttgrösse: 50 x 64 cm.
Incisione in rame, colorata da mano coeva (cm 38,5x49,6 e ampi margini).Tratta dall'edizione latina dell'Atlas Novus pubblicato ad Amsterdam nel 1640 ca. Esemplare fresco e marginoso. (Blavius o Guilielmus Caesius o Guilielmus Jansonius). Cartografo olandese (Uitgeest 1571-Amsterdam 1638). Allievo a Praga dell'astronomo Tycho Brahe, nel 1599 si stabilì ad Amsterdam, dove iniziò la pubblicazione di atlanti e carte geografiche e la costruzione di mappamondi. Nel 1633 fu nominato cartografo della Repubblica. Alla sua morte l'azienda proseguì per opera dei suoi due talentuosi figli Cornelius (1616-1648) e Johannes (1596-1673) che ampliarono l'ambizioso progetto cartografico del padre. L'Atlas Major è il risultato dell'immenso lavoro dei Blaeu ed è riconosciuto unanimamente come uno dei momenti più alti nella storia della cartografia. Il lavoro dei Blaeu si interruppe nel 1672 quando il grande incendio di Amsterdam distrusse l'officina e gran parte delle lastre. L'anno seguente Johannes morì e le lastre rimanenti vennero disperse e acquistate dai rivali Frederick De Wit, Schenk e Valk. La casa editrice chiuse definitivamente nel 1695.. .
Incisione in rame, mm. 395x500 ed ampi margini, abilmente colorata da mano coeva. Titolo, in alto a destra, entro grande cartiglio con al centro il muso di un cervo, dei mazzi di grano e dei grappoli d'uva, in basso a destra, entro grande cartiglio sormontato da corona, la scala miliare; testo tedesco al verso. La carta è tratta dall'atlante ''Theatrum Orbis terrarum sive Atlas Novus, pars tertia di Guilelmus et Ioannis Blaeu, stampato in Amsterdam nell'officina di Giovanni Blaeu nel 1650. Opera che costituisce la prima grande produzione cartografica di casa Blaeu. La raffigurazione dello Stato di Piemonte è centrata su Torino, illustrata in pianta, e si sviluppa abbracciando le Langhe, Cuneo, Saluzzo, Pinerolo, Susa. Esemplare ben conservato, marginoso ed arricchito da bella coloritura coeva. . .
Incisione in rame, mm. 395x500 ed ampi margini, abilmente colorata da mano coeva. Titolo, in alto a destra, entro grande cartiglio con al centro il muso di un cervo, dei mazzi di grano e dei grappoli d'uva, in basso a destra, entro grande cartiglio sormontato da corona, la scala miliare; testo tedesco al verso. La carta è tratta dall'atlante ''Theatrum Orbis terrarum sive Atlas Novus, pars tertia di Guilelmus et Ioannis Blaeu, stampato in Amsterdam nell'officina di Giovanni Blaeu nel 1650. Opera che costituisce la prima grande produzione cartografica di casa Blaeu. La raffigurazione dello Stato di Piemonte è centrata su Torino, illustrata in pianta, e si sviluppa abbracciando le Langhe, Cuneo, Saluzzo, Pinerolo, Susa. Esemplare ben conservato e marginoso. . .
Amsterdam, 1660 circa. Incisione in rame, colore d’epoca, cm 38 x 49,8 (alla lastra). Esemplare con rialzo in oro alla corona e al cartiglio. Bell’esemplare a pieni margini e con piccole finiture oro.