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br. Mai nella storia dell'umanità è avvenuto un mutamento così profondo e repentino delle nostre condizioni percettive e cognitive, una trasformazione fondamentale della mente della quale non possiamo giocoforza renderci conto in pieno. Ma si dice che i momenti di crisi nascondano sempre un'opportunità. Ecco quindi la necessità di un addestramento, vitale a questo punto, per riacquistare lo spirito critico che ognuno di noi crede fortemente di avere e invece va rapidamente scemando, con la conseguente deriva di tutto ciò che abbiamo chiamato fin qui intelligenza e umanità. Più che un saggio un manuale, portatile e sghembo, per orientarsi, per convincersi che "se un modo di ragionare non funziona più è meglio usarne uno diverso".
320pp., 23cm., br.orig., dans la série "Bibliothèque de philosophie contemporaine", ex-libris du propr.sur p.d.t.
Mm 130x190 Unica traduzione italiana di Raffaele di Primio. Prefazione di A. Segni - Brossura editoriale di 234 pagine ancora intonse. Bruniture alla copertina, peraltro opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Il grande scienziato e filosofo illuminista Pierre Louis Moreau de Maupertuis (1698-1759) fu uno dei pensatori più originali del XVIII secolo. La sua concezione di felicità, intesa come la quantità di beni restanti una volta eliminati tutti i mali, contenuta nell'Essai de philosophie morale del 1749, diede origine a un'aspra polemica tra il teologo domenicano Casto Innocente Ansaldi e il filosofo Francesco Maria Zanotto. Quest'ultimo nel suo Ragionamento (1749) rifiutava la premessa edonistica su cui si basava l'Essai, insistendo sulla eterogeneità dei piaceri che impediva il calcolo maupertuisiano e negando la troppo rigida distinzione tra soluzione stoica e soluzione cristiana della vita morale. L'analisi di Fabrizio Verde, condotta con stile erudito e rigoroso, ricostruisce tutti gli aspetti di una "contesa" che tra il 1754 e il 1757 arrivò ad appassionare molti illustri scrittori e pensatori dell'epoca.
Mm 155x240 Opera completa (édition complète). Vol. I°, 1983, "Histoire" di 372 pagine. Vol. II°, 1984, "Thèmes" di 359 pagine. Libri in ottime condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
469pp., signé avec dédicace par l'auteur à son collègue le chanoine [Gérard] Verbeke, belle reliure moderne en toile avec titre doré au dos, br.orig.conservée, dans la série "Bibliothèque philosophique de Louvain", 24cm., bel état, F78190
ii + 592pp., 22cm., reliure cart. (plats marbrés, dos en cuir brun avec titre doré), cachet exlibris sur la page de titre, texte et intérieur sont frais, bon état, F107835
br. Nelle nostre azioni quotidiane siamo tenuti a perseguire l'esito massimamente buono? La perfezione rappresenta un ideale a cui tendere con costanza nella nostra traiettoria antropologica? L'originario quesito platonico, presente nella Repubblica, sul perché essere giusti può essere radicalizzato sino al punto da esigere che si agisca in maniera moralmente perfetta? Il presente lavoro è animato da tali quesiti e sviluppa alcune argomentazioni a favore di una posizione anti-perfezionista. Particolare attenzione è dedicata al concetto di supererogatorio, che definisce atti moralmente buoni, ma non obbligatori. L'opera sviluppa una serie di indagini di natura storico-filosofica sul pensiero antico, su quello medievale di ispirazione cristiana e su quello moderno, fino ad arrivare al contemporaneo dibattito di etica normativa. L'esito è quello di portare alla luce un approccio complesso, e non riduzionistico, alla dimensione etica, nel tentativo di confermare alcune delle intuizioni che caratterizzano l'esperienza morale di ognuno di noi.
br. Com'è possibile che l'umanità, che ha raggiunto un progresso tecnologico senza precedenti, non riesca a fare in modo che ogni uomo sul pianeta possa disporre di una casa, di cibo, degli indumenti essenziali, di cure adeguate, di un lavoro dignitoso commisurato alle sue possibilità? A questa domanda fondamentale - e sempre più urgente visti il degrado della nostra società e l'acuirsi delle disuguaglianze fra poveri e ricchi - la lettura di questo libro fornisce alcune risposte. Per l'autore la società potrà cambiare soltanto quando un'etica diversa guiderà le nostre azioni, sapremo instaurare un nuovo rapporto con la natura e abbandoneremo l'odierna "logica della crescita e della produttività", che si è rivelata rovinosa e incapace di risolvere i problemi, per una logica economica alternativa, davvero a misura d'uomo (con la creazione di fattorie e di piccoli centri abitati in cui si pratichi un'agricoltura di sussistenza, ad esempio, e una produzione industriale limitata ai beni veramente necessari). Con il suo stile semplice e diretto, Pierre Rabhi trasmette ai lettori una profonda simpatia per la terra e per il suo ideale di una sobrietà felice.
In 8, pp. 88 + (4). Pubblicazione contenente le conversazioni radiofoniche di intellettuali e scrittori sui temi della beatitudine e delle parole pronunciate da Cristo sulla Croce. S. D'Amico: Beati i poveri in spirito; Bargellini, Beati i puri di cuore; ecc...
In-8 (cm. 22), pp. VIII, 245 p. Timbro di biblioteca estinta al frontespizio, peraltro ben conservato.
brossura Nel 1971 due dei più influenti e noti intellettuali del XX secolo vengono invitati dal filosofo olandese Fons Elders a discutere di una vecchia questione: esiste, nella natura umana, un senso innato di giustizia indipendente dalle nostre esperienze e dalle influenze esterne? Il risultato è stato un dibattito tra i più originali e provocatori, un viaggio attraverso l'ambiguo rapporto tra morale e potere che serve anche da introduzione alle singole teorie dei due filosofi. Quello che in partenza era un discorso radicato nella linguistica (Chomsky) e nella teoria della conoscenza (Foucault) si evolve ben presto in una discussione sui più vasti argomenti, dalla scienza alla storia, dalla psicologia comportamentale alla libertà e alla lotta per la giustizia. Quella giustizia che, per Chomsky, aveva un fondamento reale, assoluto, profondamente radicato nella nostra natura e che, per Foucault, era solo uno strumento del potere.
Mm 130x195 Collana "Melete" - Brossura originale, 223 pagine. Condizioni del libro: nuovo-new. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Chi ha paura di Darwin? E chi ha paura della natura? Si chiede di rimando la filosofia. Orlando Franceschelli ripercorre il cammino che dalla scoperta della natura da parte della nascente filosofia greca e dalla sua negazione da parte della tradizione platonico-cristiana, conduce alla rinascita moderna della prospettiva che il mondo e l'uomo siano frutto di processi soltanto naturali e non della creazione di Dio. Darwin rappresenta lo snodo decisivo di questo evento epocale e della naturalizzazione della stessa mente dell'uomo che lo porta a compimento. Un evento contro cui il fondamentalismo religioso e numerose prese di posizione della gerarchia cattolica muovono attacchi pretestuosi, volti unicamente a equiparare il naturalismo a "mito moderno", nichilismo antropologico, disperazione esistenziale. Compito del "naturalismo impegnativo" proposto da Franceschelli, con autentica e costruttiva laicità, è invece definire e coltivare le ragioni critiche e la "saggezza solidale" che esso può dischiudere alle nostre vite. Una proposta di dialogo rivolta anche a una teologia capace di confrontarsi senza pregiudizi con l'emancipazione moderna dal creazionismo. Natura e umana saggezza, appunto: consapevolezza di essere parte di un'evoluzione bio-cosmica senza fine, e capacità di cogliere le opportunità che questa nostra condizione naturale può offrirci.
Morin Edgar La méthode, 6: Éthique. Paris, Seuil 2004 french, 240 ST1145 Opera con copertina morbida in brossura. 240 p. ; 24 cm.
La riflessione bioetica ha considerato soprattutto il processo del morire, a differenza del pensiero tradizionale che si occupa del significato che ha la morte per l'uomo. Brossura editoriale a stampa, pp. 213, in 8°
br. L'urgenza delle nuove leggi che regolano l'eutanasia, tra cui spicca quella olandese del 2002, spingono l'autore a indicare le buone ragioni a favore di una libera e consapevole rappresentazione della propria morte.
brossura Il volume si propone di dare al cittadino comune una comprensione basilare del problema dell'eutanasia volontaria e di ciò che ad essa è connesso, nella convinzione che di fronte alla buona morte nessuno può restare indifferente. Perché c'è di mezzo il senso della condizione umana, fondato sul principio di responsabilità che, in condizioni di sofferenza estrema, consente di sostenere la legittimità morale dell'eutanasia responsabile, su cui possono convergere credenti, non credenti e diversamente credenti, sulla base del denominatore comune di una laicità condivisa come valore. «Il libro di Deiana è un libro coraggioso perché non si tira indietro nel confrontarsi con franchezza con la linea dei vescovi e del Vaticano sul problema del fine vita e perché contrasta, con delicatezza, la timidezza psicologica (non altro) di ognuno di noi di fronte a qualcosa che abbiamo vissuto e viviamo come una specie di tabù, quello dell'eutanasia. [...] Quello dell'eutanasia era una specie di confine non superabile. E invece il confine si può superare. Nella ricerca di Deiana, insieme all'orientamento di fondo, c'è una documentazione a tutto campo sulle diverse posizioni esistenti ed un ragionare pacato che conduce ad indicazioni che possono essere utili e convincenti anche per chi non si dice cristiano.» (dalla Prefazione di Vittorio Bellavite)
Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, (1934), in-8, br., pp. 171, (5). Minima mancanza al dorso.
1 Vol. In-16 m.pelle, tit.oro al dorso. Alc.sottolineature pag. XXV-141 PROG 12167 CATT_ATT 21
Librairie Académique Didier et Cie, Paris. Non daté. In-8 Carré. Broché. Etat d'usage. Plats abîmés. Dos satisfaisant. Quelques rousseurs. 621 pages. Papier muet encollé sur le dos, le consolidant. 1er plat manquant. Annotation en page de faux-titre. Ouvrage couronné par l'Académie des Sciences morales et politiques.
brossura "La morale universale" è un'opera composta da tre tomi, qui riuniti in un unico volume, pubblicata nel 1776 dal filosofo illuminista d'Holbach. L'opera inizia con la trattazione dei principi della morale: essi sono fondati sulla natura dell'uomo, che cerca sempre di conservarsi e di rendere la propria esistenza felice. Segue l'analisi delle virtù e dei vizi degli uomini, ossia delle disposizioni che li possono portare alla felicità o all'infelicità. Infine, sono delineati i doveri della vita pubblica e della vita privata, ovvero come sia saggio comportarsi in ogni condizione della vita.
Librairie Académique Perrin et Cie, Paris. 1907. In-12 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur acceptable. 330 pages. Etiquette de code sur la couverture. Quelques tampons de bibliothèque (et ex-libris). La crise. Rôle de l'Etat. Rôle de la Philosophie. L'ordre du monde: Etude expérimentale du relatif. Le Droit. La Raison...
br. Lo speciale fascino di questo libro è nel dichiarato proposito di studiare non le concezioni etiche dei filosofi e in generale degli intellettuali (ateniesi e non) del V e IV secolo a.C., bensì le vedute morali allora correnti, quelle comunemente riconosciute da cittadini non particolarmente qualificati sotto il profilo della ricerca di una rigorosa razionalizzazione del comportamento. Va da sé che simili ricerche aprono prospettive di straordinario interesse, dato che ne scaturiscono indicazioni circa il contesto e l'humus in cui hanno operato molti filosofi e intellettuali ben noti (da Tucidide a Socrate, da Euripide a Ippocrate), e così pure uomini di teatro, cultori di arti figurative, retori, leaders politici, ecc. Lo studio di K.J. Dover consente così per la prima volta di stimare la distanza tra l'ethos e le filosofie morali dell'epoca, fornendo "un contributo di fondamentale importanza per la comprensione dell'etica greca"". (Lloyd-Jones)