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ill., br. L'attività didattica e di apprendimento del corso è proposta all'interno di un ambiente digitale per lo studio, che ha l'obiettivo di completare il libro offrendo risorse didattiche fruibili in modo autonomo o per assegnazione del docente. Il codice presente sulla copertina di questo libro consente l'accesso per 18 mesi a MyLab, una piattaforma digitale interattiva specificamente pensata per accompagnare e verificare i progressi durante Io studio. MyLab offre la possibilità di accedere al manuale online: l'edizione digitale del testo arricchita da funzionalità che permettono di personalizzarne la fruizione, attivare la lettura audio digitalizzata, inserire segnalibri anche su tablet e smartphone.
brossura Il volume raccoglie una serie di studi incentrati sulle nuove prospettive della filosofia estetica scaturite dalla crisi del pensiero romantico. Il percorso viene suddiviso in una prima parte incentrata sul tema del mito e del pensiero utopico nella cultura occidentale, dalle origini greche sino alle riflessioni sulla musica elaborate nel Novecento. Nella seconda parte, attraverso alcune analisi dei linguaggi artistici propri della rappresentazione scenica, e in particolare nei casi paradigmatici della danza moderna e della figura di don Giovanni nella riflessione di Kierkegaard, si perviene alla proposta di un'estetica di tipo esistenziale, basata non più sulle idee tradizionali del "bello" e del "segno" ma su quelle del "possibile" e del "finito", emblema non più di verità ma di libertà, di apertura e rigenerazione continua.
Mm 160x215 Volume in copertina rigida, sovraccoperta editoriale, 359 pagine. Versione di Mario Praz. Buona copia; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Edizione con custodia edit. fig. in 8° grande lag. edit. sov. fig. col. pp. 445, con numerose ill.ni , ben tenuto
Milano Sperling & Kupfer,1930. In 8°pp.24n. con 10 figg. n.t. in b.n. bross. edit. illustrata.
ill., br. Il concetto di "arte" è applicabile all'estetica indiana classica? In quali termini e quali àmbiti includerebbe al suo interno? Su cosa si basa l'esperienza estetica in sé? Domande alle quali risponde questo profilo, partendo dalle origini, dalle fonti sanscrite, selezionando i termini chiave del lessico della poetica e della drammaturgia indiana: sapore, ornamento, suono, meraviglia. A completare il volume l'antologia ragionata dei passi significativi di alcune delle voci più rappresentative dell'estetica indiana: Bharata, Dandin, Kuntaka, Bhoja, Abhinavagupta.
Autori: Ananta C. Sukla. Traduttori: G. Maggio.
br. Si sa che l'Italia è un paese estetico. Meno noto è che essa ha prodotto nel corso degli ultimi cinquant'anni un cospicuo numero di pensatori di alto livello che hanno portato un contributo originale e innovativo aprendo orizzonti inediti su che cosa è il bello e che cosa è l'arte. Tra questi i più noti sono Gillo Dorfles, Luigi Pareyson, Umberto Eco, Italo Calvino, Gianni Vattimo, Massimo Cacciari, Giorgio Agamben, Guido Ceronetti. Ma non dovrebbero essere ignorati anche molti altri poco conosciuti come i filosofi Andrea Emo e Gianni Carchia, la femminista Carla Lonzi, e lo stilista Quirino Conti. Essi hanno ripensato in modo nuovo alcune categorie estetiche (armonia, ironia, sublime, tragico, arguzia, acutezza) che appartengono al patrimonio culturale plurisecolare della cultura italiana. Si sono confrontati con la realtà politica, sociale, antropologica del loro paese e hanno trovato nell'ambito dell'estetica soluzioni che suggeriscono stili di vita e modi di sentire capaci di aprire spazi di libertà e di autenticità.
In-16° pp. XXIII-257, leg. in tela edit. Firma anonima sul foglio di guardia. Manuali Hoepli.
Prima ediz.ital.In 8o.Brossura editoriale,coperta illustrata a colori con ali ripiegate.Ottima copia.Pp.203
Gianni Vattimo (a cura di) Estetica moderna. Bologna, Il Mulino 1990 italian, 380 CR32.LBrossura editorialevolume in discrete condizioni, segni da scaffalatura agli angoli della copertina, aloni scuri e abrasioni sulla copertina, tracce di umidità all'interno 380 pagine circacopertina come da foto
Cm. 16, br. edit. (manca piatto posteriore), pag. 384 (Manca ultima carta di indice). Interessante trattato di estetica.
Napoli, Rondinella,1857. In 16°pp.224n. bross.edit. rinforzo al d. (Fioriture sparse).
Napoli, Romano, 1856. In 12°, PP. 329n. Legatura in tela Led. Alcc. Scrabocchi alle prime ed ultt. Pagg. Fatti a penna. Esemplare lievemente sciupato.
Napoli, P. Tizzano, 1854. Seconda edizione napoletana per cura di Giuseppe Scioscia. In 8°, PP. 377n. Legatura mezza tela, lievemente sciupata. L’opera è la prima versione contenente note di Vincenzo de Castro.
br. La tradizione umanista ha mantenuto e consolidato alcune coordinate paradigmatiche di giudizio ben riconoscibili tanto da farci parlare di un canone umanista basato su un preciso orientamento di preferenza sulla rappresentazione del corpo umano. Questo canone esprime inevitabilmente una conseguente definizione estetica della cultura, vista come habitat preferenziale del retaggio prometeico, considerandola al tempo stesso emanazione autarchica dell'ingegno umano, e principio disgiuntivo dell'essere umano da ogni residuo di animalità. La techne assume una configurazione strumentale rispetto alle finalità umane e allo stesso modo l'animalità non è più una dimensione condivisa, ma assume la forma di controlateralità rendendo l'uomo "il non-animale". Questo saggio vuole indagare questa trasformazione, definita con il termine di postumanismo, al fine di mettere in risalto le differenze di orientamento e di sensibilità, ma soprattutto di tracciare una sorta di mappa concettuale circa gli slittamenti che tale metamorfosi estetica sta avendo nel modo corrente di leggere il corpo, l'animalità, la natura e infine la tecnologia, in una concezione della condizione umana che testimonia un'innegabile rivoluzione nei predicati di riconoscibilità e di proiezione.
br. La tradizione umanista ha mantenuto e consolidato alcune coordinate paradigmatiche di giudizio ben riconoscibili tanto da farci parlare di un canone umanista basato su un preciso orientamento di preferenza sulla rappresentazione del corpo umano. Questo canone esprime inevitabilmente una conseguente definizione estetica della cultura, vista come habitat preferenziale del retaggio prometeico, considerandola al tempo stesso emanazione autarchica dell'ingegno umano, e principio disgiuntivo dell'essere umano da ogni residuo di animalità. La techne assume una configurazione strumentale rispetto alle finalità umane e allo stesso modo l'animalità non è più una dimensione condivisa, ma assume la forma di controlateralità rendendo l'uomo "il non-animale". Questo saggio vuole indagare questa trasformazione, definita con il termine di postumanismo, al fine di mettere in risalto le differenze di orientamento e di sensibilità, ma soprattutto di tracciare una sorta di mappa concettuale circa gli slittamenti che tale metamorfosi estetica sta avendo nel modo corrente di leggere il corpo, l'animalità, la natura e infine la tecnologia, in una concezione della condizione umana che testimonia un'innegabile rivoluzione nei predicati di riconoscibilità e di proiezione.
Mm 140x220 Collana: Saggi filosofici, n. 5. Brossura editoriale di 283 pagine. Sovraccoperta leggermente impolverata, per il resto ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Bari, Edizioni Nerio, 1962, in-16, br., pp. 302, (2).
(Codice FS/5227) In 8° 303 pp. Firma, timbrino. Brossura editoriale, etichetta numerica al dorso. Buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Bari,Nerio,1962. In 16°pp.304n.bross.editoriale.
In-8°, pp. IX, 648, brossura editoriale. Prima edizione
ill. Bisogna accettare il fatto, assai doloroso, che alcune domande non vengono più poste... scrive Nicolas Bourriaud nell'introduzione a Estetica relazionale, ma è proprio il tentativo di capovolgere questa dinamica che lo rende uno dei più prolifici e popolari teorici contemporanei. Questo "classico", scritto alla fine degli anni Novanta, indaga le idee e i principi che hanno reso l'arte relazionale una delle tendenze artistiche più significative degli ultimi due decenni. Quali rapporti intrattiene l'arte con la società, la storia, la cultura? Da dove proviene la nostra ossessione per l'interattività? Dopo la società dei consumi e l'era della comunicazione l'arte contribuisce ancora alle emergenze di una società razionale? In che modo l'arte resiste all'omologazione imperante? «Nonostante le difformità di giudizio espresse dal panorama critico internazionale, non si può non rilevare che raramente un libro d'arte ha ricevuto tanti riscontri da parte degli addetti ai lavori e (anche) di un pubblico generico, e soprattutto che mai, nella storia recente, un testo ha ricevuto tante recensioni e critiche. L'attenzione che autorevoli riviste, come October o Third Text, mostre, convegni internazionali o importanti teorici come Jacques Rancière hanno riservato, anche a distanza di anni, a Estetica relazionale non può che confermare, pertanto, la preziosa intuizione di Bourriaud che l'ha portato a cogliere con estrema precisione gli elementi vitali dell'arte degli anni Novanta.» Roberto Pinto.
pp. 173, cm 24x17, bross.