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195527494Gravure justifiée et signée par Giacometti. Reliure de Pierre-Lucien Martin Paris, GLM, (février) 1955. 1 vol. (120 x 190 mm) de 47 p., [1] et 1 f. Veau brun orné sur les plats de mosaïques de bois, contreplats et gardes de papier bois, titre doré, tête dorée, couvertures et dos conservés (reliure signée de P.-L. Martin, 1964). Édition collective, en partie originale. Un des 50 premiers exemplaires sur vélin d'Arches (n° 33), signé par René Char, avec une gravure originale justifiée et signée par Alberto Giacometti. La première collaboration entre le poète et l’artiste.
196728434Cartalégraphies supplémentaires, l'une offerte et signée par Picasso à René Char Alès, PAB, (mars) 1967. 1 vol. (260 x 335 mm) de 34 p. et [2] f. En feuilles, sous emboîtage signé de Julie Nadot. Première édition illustrée par Picasso : 4 cartalégraphies originales à pleine page [1966], représentant des masques telluriques. Un des 60 exemplaires sur Rives, signés par Picasso et PAB (n° 12). Exemplaire enrichi de 2 tirages supplémentaires de 2 des gravures, l'un comportant un envoi signé : « Pour Char, Picasso », l'autre signé par l'artiste.
191886607[Munich] Sonntag [dimanche] (3 novembre 1918) | 14.40 x 18.50 cm | 2 pages et demi sur un bifeuillet, enveloppe jointe
Edizione originale. Straordinario esemplare completo di tutte le carte usualmente fatte rimuovere dall’autore (ovvero: frontespizio e pagina con la dedicatoria «A Guglielmo II Imperatore dei Germani»). Copia non sofisticata, con piccole mancanze e fessurazioni al dorso, leggermente scurito; per il resto intatta in ogni sua parte e ancora a fogli chiusi. Appartenente allo stato definitivo della tiratura, tutto stampato su carte di uguale misura e non bisognoso dell’errata corrige che in altri esemplari si rese necessaria e fu stampata in ultima pagina. Lo stato definitivo è molto più raro che non lo stato con l’errata corrige e gli ultimi fogli più corti. La prima e unica raccolta di poesie di Dino Campana ebbe una storia talmente tormentata da meritarsi la didascalia di «libro più drammatico del Novecento italiano» (Mughini, La collezione, p. 54): i continui rifiuti degli editori, la perdita del manoscritto Il più lungo giorno da parte di Ardengo Soffici, la travagliata stampa presso Ravagli, a spese dell’autore e di pochi amici contribuenti, la distribuzione a mano ai singoli compratori, da parte dello stesso Campana, e infine la distruzione di centinaia di copie, bruciate dai soldati inglesi in cerca di riparo dal freddo nell’inverno di Marradi. È dunque comprensibile come dell’edizione rimangano oggi solo pochi esemplari: l’ultimo, capillare censimento (Maini e Scapecchi 2014) ha registrato 111 copie presso collezioni pubbliche e private, confermando ipotesi già avanzate. -- Già nel 1926 Montale dichiarava: «[...] non vorremo saperne di una migliore ristampa d[ei] ‘Canti Orfici’», il «il giallo volume stampato a Marradi nel 1914» «sommosso» da «vento di malattia e d[a] scampanio di parole» (Il Quindicinale 1:5, 15 marzo, p. 9). Sulla falsariga, chiosava definitivamente Sergio Solmi due anni dopo (La Fiera letteraria 4:35, 26 agosto 1928, pp. 1-s): «La rozza copertina color granturco, la grossolana carta d’almanacco su cui era composto, i frequenti errori di stampa, non costituivano forse, agli occhi del ricercatore di curiosità, la minore attrattiva dello strano volume [...]. Anche nella forma esteriore, dunque, esso portava le tracce dello squilibrio e della materiale miseria del suo autore: e gli squarci e i bagliori d’alta poesia che vi si rivelavano fin dalla prima fugace lettura non bastavano a togliergli ogni parentela con quella sorta d’opere reiette e diseredate, scritte da dolci maniaci di provincia, che l’anima curiosa e pietosa riesce talvolta a scoprire sui barroccini dei venditori ambulanti. L’aura di follia spirava attraverso le pagine del libro, illuminandovi panorami febbrili, gorghi di parole ossessionate e scampananti, assieme a riuscite mirabili, a colorite prospettive quasi sospese in un clima di musica soavissima e struggente, a invocazioni d’un disperato sapore umano. Quanti sono oggi a possedere questa prima edizione dei ‘Canti Orfici’, ormai introvabile, di cui forse un giorno si parlerà come di quella leggendaria prima edizione della ‘Saison en enfer’ che Rimbaud tentò di distruggere prima della sua fuga dall’Europa?». D’Ambrosio, Contributo a una storia dei Canti orfici (PEML 5/I, 2020: 188-220); Maini e Scapecchi, L’avventura dei ‘Canti Orfici’ (Firenze 2014); Castellano (cur.), Dino Campana: Canti Orfici 1914-2014 (cat. della mostra Firenze 2014); Turchetta, Dino Campana: biografia di un poeta (Milano 2003).
13235Exeter UK: Sunstone Press 1987. First Edition. Cased broadsides. Fine in Near Fine Archival Box. First Edition. Cased broadsides. A series of 28 separate broadside poems by Ted Hughes each with an offset printed color illustration of animals by R.J. Lloyd. All 28 broadsides are present and in fine condition. The first publication by the Sunstone Press founded by Ted Hughes and R. J. Lloyd. <br /> This is likely a unique set. Each broadside was printed in an edition of 200 copies most/nearly all unnumbered preceding the book publication under the same title. The full set of broadsides were originally offered in a grey paper portfolio for 450 Pound Sterling OR 20 Pound Sterling for each individual broadside poem. There are very few known complete sets with OCLC showing a only one set.<br /> This set is the only copy we know of in which each plate is signed 1/200 and with each signed by both Lloyd and Hughs and it has been stated that Hughes signed only a limited number of the series. It appears the front of the original portfolio is laid in at a protective 'front' sheet. Further and unseen with other sets each plate is housed in a separate cut-frame sleeve with a mounted protective tissue guard. The entire set is then housed in a drop spine archival box with an inlayed printed sheet with a unique printing of the portfolio label in tones of green ink with what appears to be color tests at the lower corner. While the provenance of this set has been lost its number treatment and condition suggests it belonged to either Hughes or Lloyd. N.B. a set that belonged to Hughes was donated for a charity auction some time ago.and while it suggests this was perhaps Lloyd's the origin remains an unknown. Minor shelf/edge wear to drop spine case else bright and unmarred. Green cloth archival box printed handmade paper inlayed into front board; each loose plate in a cut-frame sleeve with mounted tissue guard. 4to. np. Illus. color plates. Numbered limited edition.each sheet numbered 1/200. Each sheet signed by Lloyd and Hughes. Sunstone Press unknown
194232361Exceptionnel : exemplaire René Char Buenos Aires, Éditions des Lettres françaises, (10 juillet) 1942. 1 vol. (190 x 270 mm) de 29 p. et 1 f. Broché. Édition originale. Avec six dessins de Wifredo Lam. Un des 500 exemplaires du premier tirage (seuls les 20 exemplaires de tête sur Ledger sont numérotés). Envoi signé : «À mon Ami des reflets comme des profondeurs, à René Char, au juste et au devin, André Breton». L'exemplaire est exceptionnelement enrichi d'une variante autographe de la main d'André Breton en page 8 : «verrier» [barré et remplacé par] «cueilleurs de verre».
Libro d'artista realizzato a mano facente parte della collana "25 libri / 25 artisti" ("Je est un autre") del 2013-2015. Composto da una sovraccoperta dipinta a mano dal curatore; una copertina rigida; il frontespizio; un testo di Kounellis; una immagine dipinta, alle pagine centrali 4 e 5, eseguita a mano dall'artista su ogni libro (variazione dello stesso motivo grafico); Colophon. Le due pagine dipinte e la copertina sono realizzate con bitume ad acqua. L'opera originale di Kounellis misura cm 50 x 72 La carta usata è per le pagine interne la Amatruda di Amalfi, fogli intonsi, a tino, gr. 340 . Per la copertina rigida, cartoncino antiacido: i due piatti sono legati nel dorso con strisce di tela. Per la sovraccopertina: carta Hahnemule gr. 220; la parte scritta è stampata con cliché tipografici e inchiostro calcografico. Folio (Cm 50 x 36). pp. 8 (2 quartini). . Perfetto (Mint). . Edizione di 10 esemplari numerati e firmati. . La serie "25 libri / 25 artisti" ("Je est un autre") è stata esposta nell'omonima mostra presso lo Studio Varroni dall'ottobre 2016 al febbraio 2017.
196927506Tirage de tête sur vélin gris avec la lithographie originale de Joan Miro, signée. Paris, G.L.M., (janvier) 1969. 1 vol. de (140 x 190 mm) de 25 p., [2] et 1 f. Maroquin taupe, titre doré en long, couvertures et dos conservés, étui bordé (reliure signée de Leroux, 1976). Édition originale. Un des [6] premiers exemplaires sur vélin gris (n° vi).
186929393La première anthologie de peintres de l'histoire du livre illustré : un des douze exemplaires sur chine. Reliure d'époque par Émile Carayon. Paris, Alphonse Lemerre, 1869 (20 décembre 1868). 1 vol. (275 x 355 mm) de 3 f., [84] p. et [2] f. (table et d'achevé d'imprimer). Bradel de demi-maroquin bleu nuit à coins, dos à nerfs orné de petits fers doré, absolument non rogné, couverture de simili parchemin imprimée conservée (reliure signée de Émile Carayon). Édition originale. Tirage à 350 exemplaires non numérotés. Hors commerce, il a été tiré 20 exemplaires sur Whatman, 12 sur Chine et 4 sur parchemin. Un des 12 exemplaires sur papier de Chine.
1903171077Imprimé sous le manteau et ne se vend nulle part, édition originale, sans date (1903), l'un des 25 exemplaires sur papier japon impérial (n°S), 1 volume de format 19 x 12,5 cm, reliure plein maroquin signée J. Bretault, tête dorée, couverture et dos conservés, 52 pages, les pages 44, 45 et 46, mal chiffrées, ont été rectifiées à l'encre. On joint une lettre manuscrite signée Paterne Berrichon, beau-frère d'Arthur Rimbaud et éditeur (voir photos). Le dos de la reliure est insolé uniformément, l'intérieur est en très bel état.
196611360Paris L'ÉTOILE FILANTE 1966 1 Paris, 1966, L'Etoile Filante, couverture rempliée cartonnée toilée rouge vermillon, lettrée noire, sous étui, 97 pages, en feuilles.
193186275Albert Pigasse | Paris 1931 | 24 x 32.80 cm | relié
15780040981578 Paris, Mamert Patisson Imprimeur du Roy, au logis de Robert Estienne, 1578. Deux tomes reliés en un fort volume in-12 (85 X 149 mm) veau fauve marbré, dos cinq nerfs ornés, caissons dorés, titre doré, coiffes et coupes ornées, tranches dorées (reliure XVIIIe); 110 ff., (4) ff., 189 ff., (7) pages, 159 ff. (dont titre), (6) pages de table. Partie inférieure de la page de titre découpée et en partie doublée, début de fente en tête du mors supérieur avec petite épidermure, quelques légers ressauts de cahiers. Mention moderne à l'encre surla première contregarde : «Livre ayant appartenu à Gabrielle d'Estrées, duchesse de Beaufort».
160211208A Paris, Par la Veusve Mamert Patisson Imprimeur ordinaire du Roy, 1602. Petit in-8 (156 x 96 mm) de (4)-87 ff. 1 f.bl., maroquin rouge, dos lisse orné d'un double filet doré d'encadrement, double filet répété sur les plats, tranches dorées (reliure de l'époque).
14 acqueforti acquetinte a colori di Wifredo Lam (cm 31x62; 31x23). Un poema inedito di Luca. Poème inédit de Luca et 14 eaux-fortes originales de Lam sur papier Filicarta filigrané. Exemplaires signés par l'Auteur et l'Artista. Achevé d'imprimer le 9 mars 1967 sur les presses de Luigi Maestri d'après une maquette de Jacques Dumons. Les eaux-fortes ont été tirées par Giancarlo Pozzi dans l'Atelier de Giorgio Upiglio à Milan Carta Filicarta fabbricata per l'edizione e Giappone per la suite. Gli esemplari in numerazione romana sono accompagnati da una suite delle incisioni stampate con varianti di colore rispetto al libro. Una delle 99 copie della tiratura in numeri arabi. folio (cm 55x45). pp. 66. . Ottimo (Fine). . Prima edizione di 99 + XXV + 11 es. numerati. . ''Gherasim Luca aveva commissionato a Upiglio la stampa del suo poema surrealistico Apostroph' Apocalypse. Alla stampa tipografica aveva provveduto Maestri, un mago in questo campo. Le bozze erano pronte ma non si poteva impaginare il testo, perché secondo la concezione poetica dell'autore anche lo spazio, la qualità e il 'genere' di spazio, costituisce poesia. Perciò si dovette pregare Gherasim di venire da Parigi a Milano a impaginarsi il suo benedetto poema'' (Luciano Visintin, Corriere della Sera, 13 gennaio 1987). Gherasim Luca fu protagonista della diffusione del Surrealismo in Romania: a Bucarest insieme ai pittori Perahim e Paul Paun e agli scrittori Baranga e Pals pubblicò dal 1930 al 1933 la rivista Alge (Alghe), firmò due manifesti, Primo Manifesto non edipico e Dialettica della dialettica insieme a Trost, ed espose a partire dal 1945 ''grafie colorate, cubomanie ed oggetti'' prima di essere costretto, nel 1948, a lasciare il Paese a causa della repressione politica e a rifugiarsi in Francia.
Seconda edizione aumentata e definitiva dei “Canti”. Rarissima terza edizione delle “Operette”. Entrambe ultime edizioni curate dall’autore. Esemplari eccezionali per le condizioni di conservazione e per la presenza di elementi paratestuali difficilmente riscontrabili altrove: al vol. I dei «Canti» si segnala l’occhietto «Opere di Giacomo Leopardi | vol. I» e il piatto posteriore della brossura originale; al vol. II, l’occhietto (in copia posticcia) è seguito dal primo fascicolo nella sua interezza, completo del frontespizio originale con tutte le indicazioni tipografiche, della «Notizia intorno a queste operette» e dell’«Indice». Come noto, per far fronte alla censura, l’editore ritirò dal mercato le copie complete, e sostituì l’intero primo fascicolo con un frontespizio senza dati tipografici. Altro elemento di grande pregio, entrambi i volumi sono in barbe, e le «Operette» addirittura intonse per larga parte. Pochi e trascurabili i difetti (vol. I: occhietto uniformemente brunito, con segni d’uso, due scritte in penna di mano antica «opere», angolo inferiore sciupato; leggero foxing e lievi fioriture su alcune carte; qualche strappetto al piatto inferiore della brossura con minime perdite ai margini e tracce di sporco. Vol. II: mancanze ai margini della prima sguardia; occhietto posticcio con strappo orizzontale; restauro professionale al frontespizio a sanare strappo verticale che dal piede si estende fino a un terzo di pagina; frontespizio con bruniture; foxing e fioriture diffuse ma non invadenti). Al vol. II firma di possesso «Walter Ashburner 1906» al verso della prima sguardia; discreto timbro «Walter Ashburner Firenze» a p. [5]. Le «Opere del conte Giacomo Leopardi», voluto da Saverio Starita, avrebbero dovuto costituire un vasto progetto di raccolta degli scritti leopardiani: come si ricava dal pomposo (e per questo disconosciuto da Leopardi) manifesto editoriale «A’ cultori de’ buoni studi», con il primo volume erano previsti i componimenti poetici, con il secondo e terzo le «Operette morali» e con i successivi, fino al sesto o al settimo, testi rari o inediti. Intervenne però la censura a sequestrare il primo volume delle «Operette morali», facendo naufragare l’impresa. -- Per quanto riguarda i «Canti», si tratta della rarissima seconda e ultima edizione curata dall’autore, corretta e aumentata di 14 componimenti del tutto inediti, qui pubblicati in edizione originale, per un totale di 39 componimenti. -- Le «Operette» escono qui in terza edizione, ma si tratta di un’edizione parziale: vi compaiono infatti i primi tredici testi, dalla «Storia del genere umano» al «Parini». Il secondo volume doveva già essere in parte composto, almeno fino a p. 90, come dimostra il rinvenimento di una bozza impaginata del «Copernico» (Besomi, p. LII). L’intervento della censura non solo sospese la pubblicazione, ma vietò anche la distribuzione di quanto già stampato: Starita fece allora staccare il primo quaderno, comprendente occhietto, frontespizio, Nota e indice, sostituendolo con il falso frontespizio. Ben si comprende, dunque, come le «Operette» Starita siano oggi probabilmente la più rara tra le edizioni leopardiane. Mazzatinti e Menghini, Bibliografia leopardiana, n. 677; De Robertis, Canti ed. critica, pp. LXII-LXVIII e XCIII-XCVII; Besomi, Operette ed. critica, pp. LII-LIII e LXXIII-LXXV; Catalogo del fondo leopardiano, nn. 104, 107 2 voll.
185332316Exemplaire Stirling, avec l'épreuve n° 1 du plus petit portrait gravé d'Hugo Bruxelles, Henri Samuel et Cie, éditeurs, [(novembre)] 1853. 1 vol. (95 x 145 mm) de 407 p. Maroquin vert-empire, plats ornés à la Du Seuil avec double filet d'en cadrement et motifs floraux aux angles, plaque d'acier gravé de forme octogonale incrustée au centre du premier plat, dos à nerfs orné de caissons d'encadrement, filets dorés et à froid, fleurons dorés, titre doré, date en pied et mention « édition princeps», tête dorée, filet sur les coupes, large dentelle intérieure, contrelats et gardes de soie à motifs empire (reliure fin XIXe). Véritable et première édition originale des Châtiments. Elle fut tirée à 2 000 exemplaires, dont un grand nombre fut détruit. Précieux exemplaire ayant appartenu à Julien Stirling, grand hugolien et hugolâtre de la fin du XIXe siècle et du début du XXe. Il comporte l'épreuve n° 1 du plus petit portrait gravé de Victor Hugo, particulièrement adapté au format des Châtiments, ainsi que son cuivre original, monté sur le premier plat de la reliure.
Prima edizione della raccolta ed edizione originale dei «Grandi idilli». Ottimo esemplare in barbe (155 x 100 mm), molto fresco, nell’originale «cartoncino alla bodoniana» (dorso mancante reintegrato in carta simile non stampata; ex libris al contropiatto anteriore). «Sia dedicato a voi questo libro, dove io cercava, come si cerca spesso colla poesia, di consacrare il mio dolore, e col quale al presente (né posso già dirlo senza lacrime) prendo comiato dalle lettere e dagli studi» (G. Leopardi, “Agli amici suoi di Toscana”, in «Canti», Firenze, Piatti, 1831, p. 5). -- L’edizione fiorentina dei «Canti», uscita presso Piatti nel marzo 1831 in 1000 esemplari, rappresenta la consacrazione di Leopardi come poeta lirico: «la testimonianza del libro è quella di una rigorosa intransigenza lirica [...] e della piena fedeltà a una linea poetica sviluppata dal 1818 in poi» (De Robertis, p. LIX). Il volume accoglie ventitré componimenti numerati in romani: si ripubblicano, con significative varianti, le «Canzoni» 1824 e, tratti dai «Versi» 1826, gli «Idilli» e i versi sciolti di «Al Conte Carlo Pepoli». A questo nucleo praticamente già formato e solo lievemente ridisposto seguono, del tutto inediti, i «Grandi Idilli»: scritti tra il 1829 e lo stesso 1831, vennero subito indicati come il più alto livello di poesia di Leopardi e, più in generale, della coeva letteratura italiana; secondo il Gioberti si configurano come «i più bei versi lirici» dai tempi di Petrarca. La pubblicazione fu preceduta da un manifesto del luglio 1830 che Leopardi fece girare in tutta Italia, in cui già compariva il titolo di «Canti» (e a conferma del punto di arrivo dell’evoluzione della poesia leopardiana, esso non cambierà nelle successive edizioni). L’editore era ancora assente, e tuttavia Leopardi già si adoperava per assicurarsi un numero di associazioni sufficienti a poter trattare la stampa in condizioni favorevoli: in breve tempo si arrivò a oltre 600 copie richieste. E così, quando Leopardi concluse gli accordi con Piatti, poté concordare una tiratura di 1000 copie. Nonostante la documentazione sulle vicende editoriali che portarono alla pubblicazione sia decisamente scarsa – Leopardi era a Firenze e con Piatti poteva avere rapporti diretti –, la collaborazione tra autore ed editore non dovette essere facile: il poeta, scrivendo a Louis de Sinner il 24 dicembre 1831, lamenta la scarsa diffusione dell’opera anche in terra toscana ormai otto mesi dopo la pubblicazione, imputabile all’immobilismo di Piatti: «Voi avete ragione quanto alla negligenza del Piatti: questa è così estrema, che non solo a Parigi, ma a Siena, 13 leghe da Firenze, egli non ha mandato ancora un esemplare de’ miei Canti; avendo in quella città più di 60 associati». -- Al di là delle difficoltà sulla distribuzione, il poeta, sempre attentissimo alla cura grafico-editoriale delle sue pubblicazioni, alla fine apprezzò il lavoro: scrivendo a Paolina, giudicava infatti l’edizione come «molto pulita, legata in cartoncino alla bodoniana». G. Mazzatinti & M. Menghini, Bibliografia leopardiana (Firenze 1996 [ed. or. 1931]), n. 670; Catalogo del Fondo leopardiano, Biblioteca Comunale di Milano (Milano 1958), n. 99; G. Leopardi, Canti: edizione critica e autografi, cur. D. De Robertis (Milano 1984), pp. liv-lxi
19082221877<p>"Greek and/or George" various places including San Francisco Carmel New York City Oakland all to author and poet Joseph Noel 70 pages 1908-1921 six holograph and signed envelopes one letter from Carrie Sterling eight Millergraph Company signed stock certificates and a few other items. Very good.</p><p>This important archive relates to Jack London's and Sterling's investment in the Millergraph Company with discussions about their personal lives works in progress mutual friends and Sterlings marriage and divorce.</p><p>Jack London lost a large amount of money when the company failed. See London's Collected Letters for details of the investment as well as his relationship and eventual falling out with Noel.</p> unknown
19082221877<p>"Greek and/or George" various places including San Francisco Carmel New York City Oakland all to author and poet Joseph Noel 70 pages 1908-1921 six holograph and signed envelopes one letter from Carrie Sterling eight Millergraph Company signed stock certificates and a few other items. Very good.</p><p>This important archive relates to Jack London's and Sterling's investment in the Millergraph Company with discussions about their personal lives works in progress mutual friends and Sterlings marriage and divorce.</p><p>Jack London lost a large amount of money when the company failed. See London's Collected Letters for details of the investment as well as his relationship and eventual falling out with Noel.</p> unknown books
1607112125Antverpiae, ex officina Hieronymi Verdussen, Auctoris aere et cura 1607 In-4 26,5 x 20 cm. Reliure postérieure XVIIIe siècle, plein veau fauve glacé, dos à nerfs encadrés de fers dorés, pièce de titre maroquin grenat, la page de titre présente en son centre le portrait stylisé du poète latin, vu de profil, à la manière d’une médaille antique, 212 pp., 102 gravures sur cuivre d’après les poèmes d’Horace. Très bon exemplaire d’un ouvrage rare dans l’édition originale anversoise. Petits accrocs en tête et en pied de dos, coins légèrement émoussés, auréole sur chaque plat, planches très fraîches avec infimes rousseurs marginales.
Edizione originale. Tutto il pubblicato dal 1908 al 1916 compresi i fascicoli di «La Voce Politica» in ottimo stato di conservazione. Fascicoli sciolti conservati in scatole in tela per ogni anno con tasselli ai dorsi con titoli oro. Fondamentale rivista fondata nel 1908 a Firenze da Giuseppe Prezzolini e Giovanni Papini e diretta quasi ininterrottamente dallo stesso Prezzolini (fatta eccezione per l’aprile-ottobre del 1912 in cui la direzione fu presa da Papini e per l’ultimo biennio di attività 1914 - 1916 retto da Giuseppe De Robertis). Estremamente attenta anche a problemi di ordine politico e sociale – manifestando particolare sensibilità per l’alfabetizzazione, lo stato della scuola e per la questione meridionale - «La Voce» fu per 8 anni una fucina di elaborazione e divulgazione letteraria, artistica e culturale in senso ampio che ospitò contributi da alcuni tra i nomi più importanti e autorevoli del panorama italiano del tempo: dagli interventi di Croce, Amendola, Salvemini, Einaudi alle parole di Slataper, Michelstaedter, Boine, Stuparich, Sbarbaro, Rebora, Campana, Ungaretti. Sorretta – come testimonia la presenza di Benedetto Croce – da una forte vocazione antipositivista e filoidealista, la rivista – che avrebbe dato vita anche a storici progetti editoriali, come le “Edizioni della Voce”, i “Quaderni della Voce” e la “Libreria della Voce” – non mancò di essere attraversata da tensioni e infine da divisioni insanabili che avrebbero ancor prima della chiusura nel 1916 condotto all’allontanamento di due figure fin lì centrali, ovvero il co-fondatore Giovanni Papini e Ardengo Soffici. Nel 1913 infatti, in aperta polemica con l’impostazione estetica nonché valoriale vociana improntata sull’impegno anche sociale della cultura e dei suoi protagonisti (benché più ferocemente critica nei confronti della politica attuale che ideologicamente chiara fosse la posizione di Prezzolini), i due avrebbero dato vita al quindicinale «Lacerba».
pp. 150 stampate a due colori Contiene dieci grandi litografie originali di Campigli, di cui tre a doppia pag., stampate a mano da Piero Fornasetti. Tiratura di 250 esemplari complessivi. Il ns.è uno dei 100 esemplari con le tavole colorate a mano sotto la direzione dell'artista e reca al colophon la firma autografa "Campigli 45" che non è presente editorialmente. Raro e prestigioso lavoro del periodo di guerra con le splendide tavole acquarellate sotto la direzione del grande artista. Meloni-Tavola, Campigli. Catalogo ragionato dell'opera grafica, n. 89-98; Manca al Jentsch.
192827553Exemplaire Michel Rousselot, avec poème autographe Paris, Le Rouge et le Noir, (20 février) 1928. 1 vol. (130 x 165 mm) de 63 p. et [4] f. Maroquin taupe, dos lisse, titre doré, tête dorée, couverture et dos conservés, étui bordé (reliure signée de Clara Gevaert, titrage de Claude Ribal). Édition originale. Illustrée de trois compositions à pleine page de Louis Serrière-Renoux. Un des 150 exemplaires sur papier vergé, seul tirage avec trois exemplaires sur Lafuma (n° 61). Envoi signé : « À Michel Rousselot, homme de sac et de corde, d’une main sûre pour qu’il colle à la balle. Son ami, René Char ». Précieux exemplaire enrichi du manuscrit autographe du dernier poème du recueil, « pour une vierge », signé et daté du 10 octobre 1927, soit l'un des derniers composés à l'automne avant la composition définitive.
Acqueforti e acquetinte originali a colori di Mimmo Paladino dedicate a Renato Caccioppoli, realizzate dal 1991 al 1997. Le incisioni di Paladino misurano: 1a: copertina cm 63,5x49,5 - 2a: cm 44,5x31,8 (foglio 63,5x49,5) - 3a: cm 44,5x31,8 (foglio 63,5x49,5) - 4a Composizione 9 lastrine cm 18x12,5 - Foglio 63,2x98) - 5a: cm 44,5x31,8 (foglio 63,5x49,5) 6a: cm 44,5x31,8 (foglio 63,5x49,5) - 7a e 8a sullo stesso foglio cm 16,5x24 e 19x29. Con 4 immagini all'acquaforte e fotoincisioni di foto di scena dal film ''Morte di un matematico napoletano'' di Mario Martone (cm 40x32 + 9 sullo stesso doppio foglio alternate alle incisioni di Paladino). Testo di Goffredo Fofi. Contributo di Fabrizia Ramondino. Edizione firmata dall'Artista Stampa eseguita su torchi a stella da Giovanna Clingo su carta a mano Hahnemuhle. Testi composti in caratteri Bodoni sviluppati su telai serigrafici e stampati a mano. Copertina eseguita con acquatinta allo zucchero su carta Zerkall. Esemplare 50/50. Folio (cm 63,5x49). pp. 32 n.n.. . Ottimo (Fine). . Edizione di 50 + XX es. numerati e firmati. .